{"id":285045,"date":"2025-01-13T12:00:07","date_gmt":"2025-01-13T12:00:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=285045"},"modified":"2025-01-12T10:15:20","modified_gmt":"2025-01-12T10:15:20","slug":"italiano-bollettino-da-uno-zoo-nucleare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2025\/01\/italiano-bollettino-da-uno-zoo-nucleare\/","title":{"rendered":"(Italiano) Bollettino da uno zoo nucleare\u2026"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/US-Air-Force-B-52H.jpeg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-285046\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/US-Air-Force-B-52H-1024x576.jpeg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/US-Air-Force-B-52H-1024x576.jpeg 1024w, https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/US-Air-Force-B-52H-300x169.jpeg 300w, https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/US-Air-Force-B-52H-768x432.jpeg 768w, https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/US-Air-Force-B-52H.jpeg 1030w\" sizes=\"auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/a><\/p>\n<h3>Come in un giardino zoologico<\/h3>\n<p><em><span class=\"post-meta-infos\">10 Gennaio 2025<\/span> <\/em>&#8211;\u00a0 <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/thebulletin.org\/2024\/11\/dispatch-from-a-nuclear-petting-zoo\/#post-heading\" >Dispatch from a nuclear petting zoo<\/a><strong>\u2026 <\/strong>Difficile tradurre questo titolo! E\u2019 problematica l\u2019associazione tra le parole: \u2018petting\u2019 (carezzare, coccolare) si riferisce di solito agli animali da compagnia, ed \u00e8 pi\u00f9 facile abbinarla alla parola \u2018zoo\u2019 che alla parola \u2018nucleare\u2019\u2026 Ma allora \u2018nucleare\u2019 che cosa c\u2019entra? Come mettere insieme queste tre parole?<\/p>\n<p>Leggendo l\u2019articolo emerge l\u2019idea che un deposito nucleare possa essere paragonato a uno zoo che ospita animali da compagnia: un luogo tranquillo, ben custodito ma sicuro, da visitare con curiosit\u00e0 e interesse. Il potere delle parole!<\/p>\n<p>L\u2019Autore, un ricercatore di nome\u00a0 <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/thebulletin.org\/biography\/collin-van-son\/\" >Collin Van Son<\/a>, che ha da poco conseguito un Master sulla Sicurezza Internazionale, ha pubblicato questo articolo il 15 Novembre sul \u00a02024 sul Bollettino degli Scienziati Atomici. Egli racconta di essere andato con dei colleghi a visitare la base aerea di Offtutt, sede del Comando Strategico (Stratcom ) degli Stati Uniti, che \u00e8 responsabile di mantenere, proteggere, e all\u2019occorrenza utilizzare l\u2019arsenale USA, costituito da pi\u00f9 di 1.700 testate nucleari schierate.<\/p>\n<blockquote><p><em>Via via che il nostro bus procedeva nella base, potemmo vedere schierate alcune delle risorse strategiche: un bambardiere B-2 Spirit,\u00a0 un bombardiere B-52H Stratofortress, un aereo da combattimento F-35 Lightning. <\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>L \u2019Autore racconta che, mentre uno degli accompagnatori spiegava le propriet\u00e0 dei mezzi schierati, \u00e8 sceso dal bus: come un potenziale acquirente di una casa che va a controllare i muri, <em>allungai la mano e picchiettai le nocche sulle porte aperte del vano bombe.<\/em> Spiega che toccare le risorse strategiche era qualcosa che erano stati incoraggiati a fare nella loro formazione: durante il periodo di addestramento alla base, la fila di aerei assemblati veniva ripetutamente definita \u201cthe petting zoo\u201d: lo zoo delle carezze. Carol Cohn (autrice del <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.lafeltrinelli.it\/women-wars-contested-histories-uncertain-libro-inglese-vari\/e\/9780745642451\" >libro Women-wars-contested-histories, uncertain futures)<\/a> gi\u00e0 nel 1987 riferiva che l\u2019invito ad accarezzare (pat) missili e\u00a0 bombardieri era molto usato nella narrazione nucleare, nonostante il fatto che di solito si danno buffetti a creature piccole, carine, innocue, e non terribilmente distruttive.<\/p>\n<div id=\"attachment_52079\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-52079 lazy loaded\" src=\"https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/Foto-US-Air-Force-CC-BY-NC-2.0-copia.jpeg\" sizes=\"auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" srcset=\"https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/Foto-US-Air-Force-CC-BY-NC-2.0-copia.jpeg 1200w, https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/Foto-US-Air-Force-CC-BY-NC-2.0-copia-300x200.jpeg 300w, https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/Foto-US-Air-Force-CC-BY-NC-2.0-copia-1030x687.jpeg 1030w, https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/Foto-US-Air-Force-CC-BY-NC-2.0-copia-768x512.jpeg 768w, https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/Foto-US-Air-Force-CC-BY-NC-2.0-copia-705x470.jpeg 705w\" alt=\"\" width=\"1200\" height=\"800\" aria-describedby=\"caption-attachment-52079\" data-src=\"https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/Foto-US-Air-Force-CC-BY-NC-2.0-copia.jpeg\" data-srcset=\"https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/Foto-US-Air-Force-CC-BY-NC-2.0-copia.jpeg 1200w, https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/Foto-US-Air-Force-CC-BY-NC-2.0-copia-300x200.jpeg 300w, https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/Foto-US-Air-Force-CC-BY-NC-2.0-copia-1030x687.jpeg 1030w, https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/Foto-US-Air-Force-CC-BY-NC-2.0-copia-768x512.jpeg 768w, https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/Foto-US-Air-Force-CC-BY-NC-2.0-copia-705x470.jpeg 705w\" data-sizes=\"(max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" data-was-processed=\"true\" \/><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-52079\" class=\"wp-caption-text\">Foto US Air Force (CC BY-NC 2.0)<\/p>\n<\/div>\n<p>Un \u2018petting zoo\u2019 \u00e8 un ambiente sicuro, controllato, dove i bambini possono interagire con gli animali senza paura di essere morsicati o colpiti.\u00a0 Gli \u2018animali\u2019 nella base aerea di Offtutt erano circondati da guardie armate, ma presentandoli nel contesto di un giardino zoologico l\u2019implicazione era chiara: queste creature sono sotto il nostro controllo, sono addomesticate.<\/p>\n<h3>La castrazione nucleare<\/h3>\n<p>Collin Van Son, l\u2019Autore dell\u2019articolo che vi sto illustrando, prosegue il suo racconto, e spiega che la visita alla base aerea era accompagnata dalla partecipazione a una conferenza internazionale sulla \u2018<strong>deterrenza<\/strong>\u2019.\u00a0 In questo contesto il termine \u2018deterrenza\u2019 si riferisce all\u2019uso \u2013 da parte degli Stati Uniti \u2013 della minaccia di esercitare la forza, inclusa quella nucleare, per dissuadere gli avversari ad agire con azioni contrarie agli interessi nazionali degli USA.<\/p>\n<p>Le sfide prospettate dai responsabili USA contemplano le conseguenze pi\u00f9 terribili, ma Collin van Son \u00e8 attratto da qualcosa di apparentemente trascurabile: il linguaggio con cui i partecipanti alla conferenza si riferiscono all\u2019argomento. Un relatore, descrivendo i diversi modi con cui gli Stati Uniti potrebbero rispondere a una situazione di crescente instabilit\u00e0 nucleare, propose di rimettere in funzione i tubi di lancio di missili nucleari sottomarini che erano stati disattivati in seguito al precedente trattato START per il controllo delle armi. Non si riferiva a questi tubi di lancio come disabilitati o disattivati: li defin\u00ec \u201ccastrati\u201d (neutered).<\/p>\n<blockquote><p><em>\u201cIn un campo il cui discorso \u00e8 cos\u00ec spesso asettico e astratto, la scelta di \u201cneutered\u201d \u00e8 notevole, non solo per aver attirato intenzionalmente l\u2019attenzione sul sottotesto sessuale che spesso accompagna le armi nucleari, ma anche per ci\u00f2 che implica sul possesso nucleare e sul controllo degli armamenti. Se i tubi di lancio possono essere castrati, l\u2019implicazione \u00e8 che un tubo di lancio operativo, in grado di sparare un\u2019arma nucleare, \u00e8 biologicamente naturale. Il controllo degli armamenti \u00e8 quindi presentato come una sorta di intervento chirurgico, prudente, forse, ma comunque doloroso e innaturale, persino degradante. <\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Una persona che si riferisca ai tubi di lancio di un missile come \u2018castrati\u2019 non confonde un sottomarino atomico con un gatto domestico, ma esprime a parole una convinzione molto diffusa: che sia appropriato e naturale possedere armi nucleari.<\/p>\n<h3>Barriera nucleare<\/h3>\n<p>Anche \u2018backstop\u2019 \u00e8 una parola ambigua, come \u2018petting\u2019.\u00a0\u00a0 Pu\u00f2 voler dire barriera, muro, sostegno, arresto\u2026).\u00a0 Collin Van Son aveva familiarit\u00e0 con questa parola nell\u2019ambito di uno sport, il baseball: la incontra per prima volta fuori dal contesto sportivo in occasione della <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.google.com\/url?sa=t&amp;source=web&amp;rct=j&amp;opi=89978449&amp;url=https:\/\/media.defense.gov\/2022\/Oct\/27\/2003103845\/-1\/-1\/1\/2022-NATIONAL-DEFENSE-STRATEGY-NPR-MDR.PDF&amp;ved=2ahUKEwjTquec8qSIAxXgETQIHernJXMQFnoECBkQAQ&amp;usg=AOvVaw3bGbgGORjCgIfIXBAJtgvJ\" >National Defense Strategy<\/a> del 2022, quando viene utilizzata per definire \u201cL\u2019ultima difesa per scoraggiare gli attacchi alla patria\u201d.<\/p>\n<p>Utilizzando il termine \u201cbackstop\u201d viene riformulato lo scenario delle armi nucleari, dal ruolo di minaccia a quello di rete di sicurezza:<\/p>\n<blockquote><p><em>Un modo per garantire che nessuno venga ferito dal \u201cgioco\u201d della geopolitica. Il fatto che il baseball sia una competizione con regole ben definite e aspettative di sportivit\u00e0, conferisce un senso di conforto e familiarit\u00e0 alle discussioni sul backstop nucleare.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Alla stessa conferenza \u2013 cos\u00ec riferisce l\u2019Autore dell\u2019articolo \u2013 un relatore annunci\u00f2 l\u2019imminente messa in funzione di quello che si prevede sar\u00e0 il supercomputer pi\u00f9 potente del mondo, Questo sistema, ritenuto essenziale per la progettazione e la gestione di un moderno apparato nucleare, si chiama El Capitan: lo stesso nome del monolite di granito che domina il Parco Nazionale di Yosemite, ergendosi fino a circa 3.000 metri sopra la valle.<\/p>\n<p>Come il suo omonimo scolpito nella roccia, anche il computer El Cap \u00e8 un monolite, che richiede per le sue funzioni di base una potenza di circa 30 megawatt (MW), sufficiente per far funzionare una citt\u00e0 di medie dimensioni. Il computer risieder\u00e0 in una struttura senza finestre, illuminata da lampade fluorescenti e climatizzata, eppure il suo nome implica una forte associazione con la natura. Yosemite \u00e8 un luogo il cui significato spirituale \u00e8 stato riconosciuto per centinaia di anni da persone di tradizioni culturali molto diverse, e adesso \u00e8 stato scelto per dare nome a una macchina progettata per gestire e potenziare le armi nucleari.<\/p>\n<h3>La bomba come Dio?<\/h3>\n<p>Collin Van Son prosegue la sua riflessione sulle metafore citando un recente articolo intitolato \u201cLa Bomba come Dio\u201d. L\u2019Autore, <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.tandfonline.com\/doi\/full\/10.1080\/09636412.2023.2256655\" >Jacques Hymans<\/a>, sostiene che una delle ragioni di quella che egli chiama \u2018embeddedness\u2019 (radicamento, inclusione, integrazione) nucleare \u00a0\u00e8 che le armi nucleari hanno assunto un significato spirituale metaforico che pone al di l\u00e0 di ogni dubbio o discussione il loro possesso. La metafora della Bomba come Dio impedisce effettivamente a uno Stato di intravedere la possibilit\u00e0 di imboccare una strada verso la rinuncia al nucleare. Del resto, la \u201csantit\u00e0\u201d (l\u2019intoccabilit\u00e0?) che gli Stati nucleari hanno attribuito alle loro armi pu\u00f2 essere fatta risalire al primo test nucleare (nome in codice Trinity).<\/p>\n<p>Il linguaggio \u00e8 importante per la politica del disarmo in diversi modi. Uno dei pi\u00f9 ovvi \u00e8 nella formulazione dei testi degli accordi e dei trattati internazionali sul disarmo, motivo per cui tali testi sono soggetti a intense negoziazioni e controlli. Guardando oltre questo livello superficiale, tuttavia, il potere del linguaggio include anche la capacit\u00e0 non solo di riflettere sulla politica del disarmo e sulle contese politiche, ma anche sulla capacit\u00e0 della mente umana di prendere in considerazione l\u2019eventualit\u00e0 di costruirle e utilizzarle.<\/p>\n<h3>Il tempo nucleare<\/h3>\n<p>Anthony Burke, in un articolo sulle <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.tandfonline.com\/doi\/full\/10.1080\/21624887.2016.1162394\" >metafore temporali del nucleare<\/a>, \u00a0suggerisce che la possibilit\u00e0 reale della distruzione nucleare e la sua capacit\u00e0 di annientare il tempo dell\u2019umanit\u00e0 in quanto tale, metta profondamente in discussione le metafore del tempo nucleare cos\u00ec come concepite finora dall\u2019esperienza umana in termini di continuit\u00e0, ricorrenza, progresso, evoluzione. \u00a0Sarebbe pi\u00f9 corretto proporre un\u2019immagine pi\u00f9 convincente del tempo nucleare, la cui vera durata \u00e8 molte volte pi\u00f9 estesa della storia passata e futura dell\u2019umanit\u00e0, e richiederebbe una assunzione di responsabilit\u00e0 nel presente per prevenire i danni nucleari che possono perdurare in un arco di tempo nucleare che \u00e8 al di l\u00e0 della nostra immaginazione.<\/p>\n<h3>Riflettere sulle metafore<\/h3>\n<p>Collin Van Son conclude la visita guidata alla base aerea di Offtutt, sede del Comando degli USA, invitando lettrici e lettori a riflettere sulla variet\u00e0 di temi con cui si discute sulla deterrenza nucleare: addomesticamento, sterilizzazione, sport, natura e divinit\u00e0. Prese insieme, queste metafore parlano di una convinzione radicata che le armi nucleari siano naturali e controllabili, e quindi accettabili. Anche quando fatte inconsciamente, meritano di essere esaminate dagli elettori, dai leader e dagli esperti nucleari. Non solo, e non tanto per esercitare un controllo del dialogo nucleare, ma per dedicare maggiore attenzione all\u2019ascolto degli altri e di noi stessi. Nella misura in cui il linguaggio plasma la nostra capacit\u00e0 di pensare e quindi di agire, le parole che usiamo per descrivere le armi nucleari hanno un potere pari a quello delle armi stesse.<\/p>\n<h3>Una voce femminile<\/h3>\n<p>Nel testo dell\u2019articolo che ho ripetutamente citato, Collin Van Son cita <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/escholarship.org\/uc\/item\/83k4763m\" >un articolo<\/a> di Carol Cohn, del Centro per gli studi psicologici nell\u2019era nucleare, presentato in occasione della Prima Conferenza Annuale su \u2018Discorso, Pace, Sicurezza e Societ\u00e0 Internazionale\u2019.<\/p>\n<p>Carol Cohn racconta la sua esperienza di partecipazione a una scuola estiva, nel 1984, tenuta da parte di intellettuali esperti della difesa a un pubblico di 48 insegnanti di college (28 maschi e 10 femmine) sui temi della deterrenza, delle dottrine\u00a0 strategiche e del controllo delle armi nucleari. La sua presenza al corso faceva parte di un progetto in cui la studiosa intendeva indagare sulla natura del pensiero strategico nucleare e sul ruolo del linguaggio nel plasmare le scelte difensive associate alla deterrenza nucleare.<\/p>\n<p>Il racconto di Carol Cohn individua nell\u2019uso di un linguaggio ricco di astrazioni ed eufemismi, e di metafore in grado di rovesciare il senso delle parole, il modo pi\u00f9 usato dai relatori nel comunicare. \u2018Bombe pulite\u2019 ne \u00e8 un esempio perfetto. Questo linguaggio ha un enorme potere distruttivo, ma \u00e8 stato completamente depurato dalle ricadute emotive che avrebbe avuto se fosse stato accompagnato dalle descrizioni di uccisioni di massa, di corpi mutilati, di sofferenze umane. Non si parla di citt\u00e0 incenerite, ma di danni collaterali; si propongono attacchi nucleari come interventi chirurgici. L\u2019atto stesso di pronunciare una frase come \u201cl\u2019accettabilit\u00e0 di 20 milioni di morti\u201d genera una frattura nella nostra coscienza, incapace di concepire quali limiti porre alla sofferenza umana, e quali frontiere porre di fonte alla volont\u00e0 umana di violare i valori umani.<\/p>\n<p>Carol Cohn, nell\u2019introdurre la sua presentazione, scriveva:<\/p>\n<blockquote><p>\u201c<em>Questo documento \u00e8 l\u2019inizio di un\u2019analisi della natura del pensiero strategico nucleare; la sua enfasi \u00e8 sul ruolo di un linguaggio specializzato, un linguaggio che chiamo \u201ctecnostrategico\u201d. Sono giunta a credere che questo linguaggio rifletta e dia forma alla natura del progetto strategico nucleare americano; che svolga un ruolo centrale nel consentire agli intellettuali della difesa di pensare e agire come fanno\u2026&#8221;<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>L\u2019invito attuale di Collin Van Son, e quello di Carol Cohn (di quasi quarant\u2019anni anni fa), sono tuttora validi:<\/p>\n<blockquote><p><em>Dobbiamo prestare molta attenzione al ruolo del linguaggio che noi e gli altri scegliamo di usare, <strong>con chi ci consente di comunicare e che cosa ci consente di pensare e dire.<\/strong><\/em><\/p><\/blockquote>\n<p><em>_______________________________________________<\/em><\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/elena_camino_95-180x167-e1588393371480.jpg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-66008\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/elena_camino_95-180x167-e1588393371480.jpg\" alt=\"\" width=\"100\" height=\"93\" \/><\/a> <em>Elena Camino <\/em><em>\u00e8 membro della rete <\/em><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/\" ><em>TRANSCEND per la Pace, Sviluppo e Ambiente<\/em><\/a><em> e <\/em><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.assefatorino.org\/\" ><em>Gruppo ASSEFA Torino<\/em><\/a><em>.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2025\/01\/10\/bollettino-da-uno-zoo-nucleare\/\" >Go to Original \u2013 serenoregis.org<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Leggendo l\u2019articolo emerge l\u2019idea che un deposito nucleare possa essere paragonato a uno zoo che ospita animali da compagnia: un luogo tranquillo, ben custodito ma sicuro, da visitare con curiosit\u00e0 e interesse. 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