{"id":286420,"date":"2025-01-27T12:00:47","date_gmt":"2025-01-27T12:00:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=286420"},"modified":"2025-01-25T06:09:58","modified_gmt":"2025-01-25T06:09:58","slug":"italiano-nucleare-silenziato-ma-non-domato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2025\/01\/italiano-nucleare-silenziato-ma-non-domato\/","title":{"rendered":"(Italiano) Nucleare silenziato\u2026 ma non domato"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_286421\" style=\"width: 610px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/nuclear-energy.jpeg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-286421\" class=\"wp-image-286421\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/nuclear-energy-1024x576.jpeg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"337\" srcset=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/nuclear-energy-1024x576.jpeg 1024w, https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/nuclear-energy-300x169.jpeg 300w, https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/nuclear-energy-768x432.jpeg 768w, https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/nuclear-energy.jpeg 1030w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-286421\" class=\"wp-caption-text\">Foto di Nicolas HIPPERT su Unsplash<\/p><\/div>\n<p><em><span class=\"post-meta-infos\">21 Gennaio 2025<\/span> <\/em>&#8211; Il 22 gennaio 2025 si festeggia il quarto anniversario dell\u2019entrata in vigore del Trattato sulla Proibizione delle Armi Nucleari (<a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/retepacedisarmo.org\/disarmo-nucleare\/trattato-tpnw-strada-maestra-contro-minaccia-armi-nucleari\/\" >TPNW<\/a>): armi immorali, illegittime e illegali. Ebbene: nonostante l\u2019evidenza che le armi nucleari costituiscono una minaccia crescente per l\u2019umanit\u00e0 e per tutti i viventi del nostro pianeta, qualcuno ancora propone l\u2019uso del nucleare! Ma ora il Trattato ne vieta l\u2019uso, lo sviluppo, i test, la produzione, la fabbricazione, l\u2019acquisizione, il possesso, l\u2019immagazzinamento, il trasferimento, la ricezione, la minaccia di usare, lo stazionamento, l\u2019installazione o il dispiegamento.<\/p>\n<p>Strettamente legata alla produzione di ordigni nucleari, la filiera del nucleare civile sta tornando di moda, con la proposta di costruire e installare \u2018piccoli\u2019 reattori diffusi sul territorio, cercando di convincere il pubblico che la manipolazione dell\u2019uranio sia esente da rischi, controllabile, persino \u2018sostenibile\u2019!<\/p>\n<p>L\u2019articolo che segue \u2013 che scrivo in occasione del quarto anniversario del Trattato di proibizione delle Armi Nucleari \u2013 ha un duplice scopo: (a) ringraziare quella parte della societ\u00e0 civile che per tanti anni si \u00e8 impegnata per conseguire questo straordinario risultato, e (b) contribuire a diffondere sempre pi\u00f9 conoscenza e consapevolezza sulle implicazioni della filiera dell\u2019uranio e della inevitabile interdipendenza tra impiego civile e impiego militare.<\/p>\n<h3>Salvarsi dalla minaccia nucleare?<\/h3>\n<p>La nascita dei rifugi antiatomici inizi\u00f2 con la diffusione delle armi nucleari. La Guerra Fredda in particolare diede il via alla \u201ccorsa ai <em>bunker<\/em> antiatomici\u201d, tant\u2019\u00e8 che in alcuni paesi la loro costruzione divenne una normativa obbligatoria. In un articolo pubblicato nel 2023\u00a0 sul sito di <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/altreconomia.it\/i-bunker-antiatomici-e-i-miti-da-sfatare-sulla-reale-protezione-da-una-guerra-nucleare\/\" >Altreconomia<\/a> si apprende che la costruzione di <em>bunker <\/em>antiatomici \u00e8 stata incoraggiata dagli Stati Uniti e da altri governi durante la Guerra fredda per dare ai civili un (falso) senso di sicurezza di fronte alla minaccia esistenziale della guerra nucleare.<\/p>\n<p>La guerra in corso tra Ucraina e Russia, con le minacce di ricorrere all\u2019uso di armi nucleari e con gli incidenti che hanno coinvolto la centrale atomica di Zapori\u017e\u017eja, ha fatto riemergere le preoccupazioni di molte persone sull\u2019eventualit\u00e0 di incidenti nucleari e sull\u2019opportunit\u00e0 di prendere iniziative per difendersi. Costruiti in profondit\u00e0 sotto terra i bunker antiatomici sono dei rifugi capaci di schermare le radiazioni, evitando la contaminazione, e di proteggerci in caso di esplosioni nucleari. Di recente si sono moltiplicati i siti che forniscono dettagliate informazioni sulle tecniche di costruzione di rifugi sotterranei dotati di sistemi di purificazione di acqua e aria, e in grado di proteggere i suoi abitanti da radiazioni nucleari.<\/p>\n<p>Esistono ditte che progettano e realizzano bunker antiatomici con <em>tecnologia svizzera<\/em>, personalizzabili in base alle esigenze. Perch\u00e9 svizzera? Perch\u00e9 in questo minuscolo Paese sono presenti circa 370.000 rifugi, risultato di norme che da molti decenni impongono che quando si costruisce una casa nuova si costruisca anche un rifugio antiatomico sottostante. In Italia, invece, stando alle informazioni raccolte presso lo Stato Maggiore della Difesa, non esistono bunker antiatomici pubblici attivi<a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.focus.it\/cultura\/curiosita\/quale-paese-europeo-ha-piu-bunker-antiatomici\" >, vi sono\u00a0 invece numerosi rifugi antiaerei risalenti alla Seconda guerra mondiale,<\/a> disseminati su tutto il territorio. Spesso si presentano <em>bunker <\/em>e i rifugi antiatomici come l\u2019unica speranza di salvezza da un conflitto nucleare su vasta scala. Ma quanto \u00e8 affidabile l\u2019affermazione che queste strutture siano in grado di garantire la sopravvivenza all\u2019annientamento?<\/p>\n<h3>Un mito da sfatare?<\/h3>\n<p>Dopo tanti anni, e dopo l\u2019enorme aumento di potenza raggiunto dalle armi nucleari, incoraggiare le popolazioni civili ad affidarsi ai bunker costituisce un inganno ancora pi\u00f9 grande che nel secolo scorso, facendo apparire la guerra atomica come possibile e sopportabile, e giustificando cos\u00ec l\u2019approvvigionamento o la produzione di armi nucleari da parte dei governi. Per contrastare l\u2019idea di potersi proteggere dalla minaccia nucleare costruendo dei rifugi, la Campagna internazionale per l\u2019abolizione delle armi nucleari (ICAN)\u00a0 a luglio del 2023 ha pubblicato un fascicolo\u00a0 intitolato \u201c<a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.icanw.org\/nuclear_bunkers\" >Debunking nuclear bunker<\/a>\u201d, nel quale ha analizzato e decostruito i miti pi\u00f9 diffusi legati ai rifugi.<\/p>\n<div id=\"attachment_52309\" class=\"wp-caption aligncenter\">\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-52309 lazy loaded\" src=\"https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/1024px-Swiss_Civil_Defense_Bunker_15710856390-copia.jpeg\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" srcset=\"https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/1024px-Swiss_Civil_Defense_Bunker_15710856390-copia.jpeg 1024w, https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/1024px-Swiss_Civil_Defense_Bunker_15710856390-copia-200x300.jpeg 200w, https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/1024px-Swiss_Civil_Defense_Bunker_15710856390-copia-686x1030.jpeg 686w, https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/1024px-Swiss_Civil_Defense_Bunker_15710856390-copia-768x1154.jpeg 768w, https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/1024px-Swiss_Civil_Defense_Bunker_15710856390-copia-1023x1536.jpeg 1023w, https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/1024px-Swiss_Civil_Defense_Bunker_15710856390-copia-999x1500.jpeg 999w, https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/1024px-Swiss_Civil_Defense_Bunker_15710856390-copia-469x705.jpeg 469w\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"1538\" aria-describedby=\"caption-attachment-52309\" data-src=\"https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/1024px-Swiss_Civil_Defense_Bunker_15710856390-copia.jpeg\" data-srcset=\"https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/1024px-Swiss_Civil_Defense_Bunker_15710856390-copia.jpeg 1024w, https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/1024px-Swiss_Civil_Defense_Bunker_15710856390-copia-200x300.jpeg 200w, https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/1024px-Swiss_Civil_Defense_Bunker_15710856390-copia-686x1030.jpeg 686w, https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/1024px-Swiss_Civil_Defense_Bunker_15710856390-copia-768x1154.jpeg 768w, https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/1024px-Swiss_Civil_Defense_Bunker_15710856390-copia-1023x1536.jpeg 1023w, https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/1024px-Swiss_Civil_Defense_Bunker_15710856390-copia-999x1500.jpeg 999w, https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/1024px-Swiss_Civil_Defense_Bunker_15710856390-copia-469x705.jpeg 469w\" data-sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" data-was-processed=\"true\" \/><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-52309\" class=\"wp-caption-text\"><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Swiss_Civil_Defense_Bunker_(15710856390).jpg\" class=\"lightbox-added\" >Kecko from Switzerland (Rheintal SG)<\/a>, <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/creativecommons.org\/licenses\/by\/2.0\" >CC BY 2.0<\/a>, via Wikimedia Commons<\/p>\n<\/div>\n<p>Il testo, dopo aver sottolineato nell\u2019introduzione che le armi nucleari rappresentano un\u2019enorme minaccia per l\u2019umanit\u00e0, e che i bunker nucleari non potranno mai affrontarle completamente, presenta alcune domande che vengono poste sui bunker nucleari, e propone delle risposte.\u00a0 Eccone un esempio.<\/p>\n<p><em>Cosa succede dopo un\u2019esplosione nucleare se ci si trova in un bunker?<\/em> Anche se un bunker cittadino potesse resistere alla forza di un\u2019arma nucleare, l\u2019estesa distruzione (la palla di fuoco immediata, il calore e l\u2019onda d\u2019urto, seguiti dalle ricadute radioattive) e la mancanza di una sollecita risposta umanitaria o sanitaria renderebbero del tutto improbabile la sopravvivenza. [\u2026] Affidarsi ai bunker per proteggere la vita umana in caso di guerra nucleare non \u00e8 una strategia realistica.<\/p>\n<h3>Documentazione storica e simulazione digitale<\/h3>\n<p>Un contributo importante alla documentazione sugli eventi relativi ai bombardamenti delle due citt\u00e0 giapponesi di Hiroshima e Nagasaki \u00e8 stato pubblicato nel 2021 da uno storico statunitense, Alex Wellerstein: <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/blog.nuclearsecrecy.com\/\" >\u201c<em>Restricted Data: The History of Nuclear Secrecy in the United States<\/em>\u201d<\/a> (University of Chicago Press). Professore di studi scientifici e tecnologici, Wellerstein ha messo a frutto anche le sue competenze di programmatore informatico per creare un progetto digitale di simulazione di esplosioni nucleari, liberamente accessibile al pubblico, <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/alexwellerstein.com\/projects\/nukemap\/\" >nukemap<\/a>.<\/p>\n<p>Scegliendo il luogo da bombardare e la potenza dell\u2019ordigno da utilizzare, \u00e8 possibile vedere su una mappa l\u2019estensione e la gravit\u00e0 dei danni provocati. Dal 2012 ad oggi il sito \u00e8 stato visitato da milioni di visitatori, che hanno complessivamente simulato 359 milioni di bombardamenti! L\u2019Autore sta mettendo a punto diversi altri progetti digitali, tra cui un videogioco e un simulatore di guerra nucleare open source. Tutti questi saranno accessibili su <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/doomsdaymachines.net\/\" >Doomsday Machines<\/a>, un blog sull\u2019immaginario post-apocalittico nella realt\u00e0 e nella finzione. Su questo blog trova spazio anche una interessante storia dei rifugi atomici progettati negli \u201960 del novecento, insieme alla musica di Bob Dylan!<\/p>\n<h3>I rifugi anti-atomici e la protesta artistica del secolo scorso<\/h3>\n<p>\u201c<a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/music.youtube.com\/watch?v=kBkwU-Cec2k\" class=\"mfp-iframe lightbox-added\" >Let Me Die in My Footsteps<\/a>\u201d \u00e8 una canzone che fu scritta da Bob Dylan nel Febbraio del 1962, qualche mese prima della crisi missilistica cubana <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2025\/01\/21\/nucleare-silenziato-ma-non-domato\/#_ftn1\"  name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>.<\/p>\n<p>In una successiva intervista Dylan afferm\u00f2 che la canzone gli era stata ispirata diversi anni prima, mentre guardava la costruzione di un rifugio anti-aereo: <em>\u201cStavo attraversando una citt\u00e0 e stavano costruendo questo rifugio appena fuori, una di quelle cose tipo Colosseo, e c\u2019erano operai edili e tutto il resto. Sono stato l\u00ec per circa un\u2019ora, solo a guardarli costruire, e ho scritto la canzone nella mia testa allora, ma l\u2019ho portata con me per due anni finch\u00e9 finalmente non l\u2019ho scritta. Mentre li guardavo lavorare, mi ha colpito il fatto curioso che si concentrassero cos\u00ec tanto sullo scavare una buca sottoterra quando c\u2019erano cos\u00ec tante altre cose che avrebbero dovuto fare nella vita. Se non altro, potevano guardare il cielo, camminare e vivere un po\u2019, invece di fare questa cosa immorale\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>La canzone di Dylan proponeva un\u2019alternativa, contrapponendo le tombe di cemento a un\u2019esistenza di natura e vita: <em>\u201cLasciami bere dalle acque dove scorrono i torrenti di montagna \u2013 Lasciami sentire l\u2019odore dei fiori selvatici scorrere liberi nel mio sangue \u2013 Lasciami dormire nei prati tra le foglie verdi dell\u2019erba \u2013 Lasciami camminare lungo la strada con mio fratello, in pace. Lasciami morire lungo i miei passi, prima di andare sottoterra<\/em>\u201d.<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=T5al0HmR4to\" class=\"mfp-iframe lightbox-added\" >A hard rain\u2019s A-Gonna Fall <\/a>\u00a0\u00e8 un\u2019altra canzone di Bob Dylan che viene segnalata nel sito delle \u2018Doomsday Machines\u2019: un altro grande successo degli anni \u201960 del secolo scorso, segue uno schema abbastanza semplice, in cui una voce chiede all\u2019altra dove \u00e8 stato, cosa ha visto, cosa ha sentito, chi ha incontrato e cosa far\u00e0 ora. E il nocciolo della questione \u00e8 nelle risposte, ognuna delle quali \u00e8 un frammento di un mondo oscuro e terrificante, che forse prefigura un mondo post-atomico\u2026<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Bob Dylan - A Hard Rain&#039;s A-Gonna Fall (Official Audio)\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/T5al0HmR4to?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>\u201c<em>Oh, cosa hai visto, figlio mio dagli occhi azzurri? Oh, cosa hai visto, mio caro giovane? Ho visto un neonato circondato da lupi selvaggi \u2013 Ho visto un\u2019autostrada di diamanti senza nessuno sopra \u2013 Ho visto un ramo nero con sangue che continuava a gocciolare Ho visto una stanza piena di uomini con i loro martelli sanguinanti \u2013 Ho visto una scala bianca tutta coperta d\u2019acqua \u2013 Ho visto diecimila chiacchieroni con la lingua rotta \u2013 Ho visto pistole e spade affilate nelle mani di bambini piccoli\u201d\u2026<\/em> La canzone fu eseguita durante la consegna del Premio Nobel per la Letteratura a Bob Dylan da <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=8Kg-mGJshx8\" class=\"mfp-iframe lightbox-added\" >Patty Smith<\/a>, che and\u00f2 a ritirare l\u2019onorificenza a nome suo.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Nobel a Bob Dylan, Patty Smith ritira il premio: il lungo applauso della sala\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/8Kg-mGJshx8?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p><strong>Oggi: la favola del nucleare \u2018sicuro\u2019<\/strong><\/p>\n<p>I primi anni che seguirono ai bombardamenti di Hiroshima e Nagasaki, e il lungo periodo in cui furono eseguiti test atomici in atmosfera, furono caratterizzati da una grande segretezza sugli eventi avvenuti e sulle loro conseguenze. Ma ormai la documentazione sui danni provocati dalla produzione e dall\u2019uso di armi nucleari \u00e8 ampiamente (anche se faticosamente) disponibile.\u00a0 Ai disastri umani e ambientali causati dai bombardamenti si sono aggiunti negli anni i risultati degli effetti delle conseguenze mediche di test nucleari, di incidenti avvenuti in centrali nucleari, di patologie sviluppate nelle miniere di uranio e nelle vicinanze dei depositi di scorie radioattive\u2026<\/p>\n<p>\u00c8 evidente l\u2019impossibilit\u00e0 di \u2018rimediare\u2019 alle conseguenze di un disastro nucleare, eppure persiste l\u2019impegno di governi e gruppi di potere industrial-militari a tenere nascoste le devastanti implicazioni dell\u2019uso delle sostanze radioattive. Non solo: mentre le conoscenze ormai a disposizione avrebbero dovuto convincere tutti i governi a bandire qualunque utilizzo dei radionuclidi in tutto il pianeta, si assiste addirittura a una ripresa dell\u2019idea che siano accettabili e perseguibili sia l\u2019opzione militare sia l\u2019opzione civile dell\u2019uso dell\u2019uranio.<\/p>\n<p>Attualmente il governo italiano sta proponendo con enfasi la tecnologia SMR (<em>Small Modular Reactors<\/em>), che prevede la costruzione di piccoli reattori nucleari di potenza non superiore a 300 MW, detti modulari perch\u00e9 assemblabili con diversi componenti (moduli) direttamente in fabbrica, anzich\u00e9 <em>in situ<\/em> con cantieri di grandi dimensioni. Al di l\u00e0 delle discussioni sugli aspetti economici, politici e finanziari dei piccoli reattori, non bisogna distogliere l\u2019attenzione dal fatto che si tratta di impianti che utilizzano la fissione nucleare per la produzione di energia: eppure nei dibattiti che si stanno moltiplicando sui media, e nelle iniziative promosse dal governo e dalle industrie, la parola \u2018radioattivit\u00e0\u2019 compare assai poco!<\/p>\n<h3>Una filiera planetaria e senza scadenza temporale<\/h3>\n<p>Una strategia sempre pi\u00f9 spesso utilizzata per impedire alle persone di farsi un\u2019idea articolata e approfondita dei problemi complessi, rispetto ai quali occorre esprimere un giudizio e prendere posizione, \u00e8 quella di frammentare e semplificare, nascondendo o eliminando le interconnessioni tra i molteplici aspetti di uno stesso problema. Uno degli esempi pi\u00f9 evidenti questa strategia, tanto grossolana e ingannevole quanto \u2013 purtroppo \u2013 efficace, \u00e8 quello della separazione tra nucleare civile e nucleare militare.<\/p>\n<p>Anche tra chi si oppone all\u2019uso delle armi nucleari si trova qualcuno che non \u00e8 contrario alla scelta dell\u2019opzione nucleare come fonte energetica, trascurando l\u2019inestricabile connessione tra i due impieghi.\u00a0\u00a0 La filiera dell\u2019uranio comprende molte tappe: dall\u2019esplorazione mineraria, l\u2019autorizzazione e l\u2019avvio dello scavo in miniera, il prelievo di materiali si passa alle fasi di commercializzazione, al trasporto e alla lavorazione industriale.\u00a0 Poi la filiera temporaneamente di divide in due: da un lato i processi per la costruzione di reattori nucleari per la produzione di energia ad uso civile; dall\u2019altra i processi (militari e segreti) per l\u2019impiego bellico.<\/p>\n<p>La filiera dell\u2019uranio si ricompone nella fase finale: il problema dello smaltimento del combustibile esausto e delle scorie radioattive \u00e8 un aspetto drammatico e finora insolubile di tutta la tecnologia dei radionuclidi, sia a uso civile che militare.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 anche uno degli aspetti pi\u00f9 critici che rendono problematica la scelta di produrre energia elettrica con i piccoli reattori nucleari. In uno studio pubblicato nei <em>Proceedings of the National Accademy of Sciences (PNAS),<\/em> intitolato <em>\u201c<\/em><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.pnas.org\/doi\/full\/10.1073\/pnas.2111833119\" ><em>Nuclear waste from small modular reactors<\/em><\/a><em>\u201d<\/em>, alcuni scienziati hanno analizzato la gestione e lo smaltimento dei flussi di rifiuti nucleari che sarebbero prodotti dagli SMR, confrontandoli con i reattori pi\u00f9 grandi gi\u00e0 in uso. Questi studiosi hanno messo in luce un aumento di volume e di complessit\u00e0 chimica delle scorie prodotte dagli SMR, che implicherebbero un ulteriore onere per lo stoccaggio, l\u2019imballaggio e lo smaltimento geologico dei rifiuti. Inoltre le scorie radioattive sarebbero disperse sul territorio: sarebbe necessario prelevarle da una molteplicit\u00e0 di luoghi, traportarle in luoghi sicuri (dove?), e smaltirle (come?).<\/p>\n<h3>Misteri e creativit\u00e0 della natura<\/h3>\n<p>Gli scienziati continuano a studiare quali potrebbero essere le strategie pi\u00f9 efficaci e sicure per smaltire le scorie radioattive prodotte nei processi di manipolazione dei radionuclidi. Dalla progettazione dei primi ordigni atomici (1945) ad oggi non \u00e8 stata avanzata alcuna proposta attendibile n\u00e9 raggiunto qualche risultato risolutivo: il nostro pianeta continua ad accumulare prodotti radioattivi che emettono radiazioni incontrollate; molte comunit\u00e0 umane, ambienti naturali e vasti ecosistemi terrestri e marini ne sono contaminati, spesso a loro insaputa.<\/p>\n<p>I rischi persistenti e le nuove sfide dei materiali nucleari sono il tema di una serie di saggi introduttivi pubblicati sull\u2019ultimo numero del <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/thebulletin.org\/magazine\/2025-01\/\" >Bollettino degli scienziati atomici<\/a> (gennaio 2025).\u00a0 Uno (<em>Contenimento di scorie nucleari in vetro e ceramica: la battaglia scientifica<\/em>) riguarda il confronto tra diversi gruppi di scienziati, impegnati nella ricerca di individuare quale sia la migliore opzione per immobilizzare e smaltire i rifiuti nucleari ad alta attivit\u00e0.\u00a0 Le prime prove risalgono agli anni \u201970 del Novecento, ma nonostante oltre 50 anni di ricerca sulla sicurezza dello smaltimento geologico dei rifiuti radioattivi, la comunit\u00e0 di ricerca non ha ancora raggiunto una chiara comprensione su come si possano rendere sicuri i depositi geologici e garantire l\u2019isolamento dei rifiuti radioattivi dall\u2019ambiente per un tempo molto lungo.<\/p>\n<p>L\u2019altro articolo (<em>Come le ricadute radioattive di Fukushima a Tokyo sono state nascoste al pubblico<\/em>) riguarda alcune ricerche \u2013 tuttora in corso \u2013 per ricostruire gli eventi che si erano verificati in due reattori della centrale di Fukushima durante l\u2019esplosione avvenuta nel marzo 2011.\u00a0 Sulla base dei primi dati raccolti risult\u00f2 che nei campioni di aria raccolti nell\u2019area di Tokyo la concentrazione di cesio 137 \u2013 un elemento radioattivo con emivita di circa 30 anni, che pu\u00f2 causare ustioni e malattie gravi \u2013 era inferiore alla soglia di allarme prevista per una esposizione prolungata.<\/p>\n<p>Ma due anni dopo, nella zona di esclusione attorno alla centrale di Fukushima si scopr\u00ec la presenza di un nuovo tipo di microparticelle altamente radioattive, che erano state espulse dai reattori di Fukushima e contenevano concentrazioni estremamente elevate di cesio 137. Solo negli anni successivi, grazie alle indagini del Prof. Satoshi Utsunomiya, un radiochimico ambientale, si scopr\u00ec che queste particelle erano presenti anche nei campioni di filtri dell\u2019aria raccolti a Tokyo dopo l\u2019incidente di Fukushima.\u00a0 Le implicazioni di questa scoperta (in prossimit\u00e0 della realizzazione dei Giochi Olimpici) indussero le autorit\u00e0 e le grandi imprese tecno-industriali a impedire la pubblicazione dei risultati: il Prof. Satoshi fu accusato di irregolarit\u00e0, i suoi risultati furono contestati, e vennero ridotti i finanziamenti per proseguire la sua ricerca.<\/p>\n<p>Attualmente \u2013 nel 2024 \u2013 le particelle di Cesio scoperte da Satoshi sono ben caratterizzate. Queste particelle, delle dimensioni di pochi micrometri e insolubili in acqua, tendono ad accumularsi, formando degli aggregati che ne contengono molte, e sono stati trovati all\u2019interno e all\u2019esterno di edifici abbandonati nella zona di esclusione di Fukushima e in altri luoghi. Sugli effetti dell\u2019interazione di queste particelle con i viventi (in particolare dell\u2019inalazione da parte di soggetti umani) non si sa ancora nulla: non si trovano i fondi per approfondire l\u2019indagine. Perci\u00f2 la creativit\u00e0 della natura, che nello straordinario e unico contesto dell\u2019esplosione dei reattori di Fukushima ha prodotto una realt\u00e0 nuova e inaspettata sul nostro pianeta, non ha ancora attirato la dovuta attenzione per le potenziali conseguenze sulle creature \u2013 umane e non umane \u2013 nelle aree in cui si \u00e8 dispersa, tra cui Tokyo (37 milioni di abitanti).<\/p>\n<h3>Documentarsi e divulgare: un impegno civile<\/h3>\n<p>Nonostante il persistente impegno dell\u2019apparato tecno-industrial-militare e dei governi nell\u2019indirizzare i\/le cittadin* verso scelte collettive irresponsabili e insostenibili, \u00e8 comunque possibile accedere a libri, documenti, film, testimonianze che consentono al pubblico di acquisire sufficienti conoscenze, e di sviluppare adeguate competenze per opporsi all\u2019 utilizzo dei materiali radioattivi, sia in campo militare che in campo civile.\u00a0 Il Trattato delle Nazioni Unite sulla proibizione delle armi nucleari vieta agli Stati di sviluppare, testare, produrre, realizzare, trasferire, possedere, immagazzinare, usare o minacciare di usare gli armamenti nucleari, o anche permettere alle testate di stazionare sul proprio territorio.<\/p>\n<p>Ottenuto grazie all\u2019impegno e alla determinazione di persone e di associazioni, come l\u2019ICAN (che per questo risultato \u00e8 stato insignito del Premio Nobel per la pace), dimostra le potenzialit\u00e0 della societ\u00e0 civile nel contrastare scelte irrazionali e pericolose imposte dai potenti.\u00a0 Riportare la parola \u2018radioattivit\u00e0\u2019 nel dibattito pubblico, far conoscere le molteplici implicazioni che accompagnano la filiera nucleare in tutte le sue tappe (compreso il nucleare civile) pu\u00f2 essere un impegno a cui tutti\/e possono partecipare. Uno strumento efficace per organizzare azioni collettive pu\u00f2 essere la diffusione di filmati, che nel corso degli anni si sono raccolti e presentati al pubblico grazie all\u2019<a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/uraniumfilmfestival.org\/en\" >Uranium Film Festival<\/a>.<\/p>\n<h3>Uranium Film Festival<\/h3>\n<p>L\u2019International Uranium Film Festival (IUFF) \u00e8 dedicato a tutte le questioni nucleari e all\u2019intera filiera del combustibile nucleare. Questo festival cinematografico unico al mondo \u00e8 stato fondato nel 2010 a Rio de Janeiro e si \u00e8 svolto per la prima volta nel maggio 2011. Da allora, ogni anno organizza delle presentazioni in varie citt\u00e0 del mondo, proponendo di volta in volta anche nuove pellicole che \u2013 con documentari, testimonianze, immagini, video, cartoni animati, inchieste \u2013 illustrano situazioni collegate con la radioattivit\u00e0. Il festival \u00e8 dedicato a tutti i film sulla storia e i rischi dell\u2019energia nucleare e della radioattivit\u00e0: dall\u2019estrazione dell\u2019uranio alle scorie nucleari, dalle bombe atomiche agli incidenti nucleari, da Hiroshima a Fukushima, da Marie Curie a Robert Oppenheimer. Quest\u2019anno si svolger\u00e0 in due sedi: a Rio de Janeiro in maggio, e a Berlino in ottobre.<\/p>\n<p>Nessuno ha mai presentato in Italia il Festival. Sarebbe una buona occasione formare un piccolo gruppo di persone disponibili a esplorare le possibilit\u00e0 di organizzarne uno a Torino! Se qualcun* \u00e8 interessat* a intraprendere questo percorso pu\u00f2 scrivere a <a href=\"mailto:givepeaceascreen@serenoregis.org\">givepeaceascreen@serenoregis.org<\/a><strong>.<\/strong><\/p>\n<h3>Nota<\/h3>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2025\/01\/21\/nucleare-silenziato-ma-non-domato\/#_ftnref1\"  name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Non me ne andr\u00f2 sotto terra<br \/>\nsolo perch\u00e9 qualcuno mi dice che la morte \u00e8 prossima<br \/>\nE non me ne andr\u00f2 a testa bassa a morire<br \/>\nQuando andr\u00f2 alla tomba ci andr\u00f2 a testa alta<br \/>\nLasciatemi morire sui miei passi<br \/>\nprima di finire sotto terra<\/p>\n<p>(<a href=\"http:\/\/www.maggiesfarm.eu\/testiL\/letmedieinmyfootsteps.htm\"  target=\"_blank\" rel=\"noopener\">http:\/\/www.maggiesfarm.eu\/testiL\/letmedieinmyfootsteps.htm<\/a>)<\/p>\n<p><em>_______________________________________________<\/em><\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/elena_camino_95-180x167-e1588393371480.jpg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-66008\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/elena_camino_95-180x167-e1588393371480.jpg\" alt=\"\" width=\"100\" height=\"93\" \/><\/a> <em>Elena Camino <\/em><em>\u00e8 membro della rete <\/em><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/\" ><em>TRANSCEND per la Pace, Sviluppo e Ambiente<\/em><\/a><em> e <\/em><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.assefatorino.org\/\" ><em>Gruppo ASSEFA Torino<\/em><\/a><em>.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2025\/01\/21\/nucleare-silenziato-ma-non-domato\/\" >Go to Original \u2013 serenoregis.org<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 22 gennaio 2025 si festeggia il quarto anniversario dell\u2019entrata in vigore del Trattato sulla Proibizione delle Armi Nucleari: armi immorali, illegittime e illegali. 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