{"id":28772,"date":"2013-05-20T12:00:10","date_gmt":"2013-05-20T11:00:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=28772"},"modified":"2016-02-20T11:52:57","modified_gmt":"2016-02-20T11:52:57","slug":"italiano-abeconomia-e-lo-stato-del-giappone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2013\/05\/italiano-abeconomia-e-lo-stato-del-giappone\/","title":{"rendered":"(Italiano) ABEconomia e lo Stato del Giappone"},"content":{"rendered":"<p><i>(Traduzione di Miky Lanza per il Centro Sereno Regis)<\/i><\/p>\n<p>Da Kyoto, Giappone<\/p>\n<p>Quando il Primo Ministro Shinzo Abe fu costretto a dimettersi nel settembre 2007, aveva concentrato i suoi sforzi su una forte politica estera, contro l\u2019articolo costituzionale 9 sulla pace, riscrivendo la storia e un\u2018educazione patriottica, ma non riguardo a un miglioramento economico. Questa volta Abe ha aggiunto una forte dottrina economica, soprannominata abeconomia; che comprende l\u2019iper-capitalistica TPP, Partnership Trans-Pacifica. Per non irritare gli USA, Abe-LDP (Partito Liberal-Democratico) la considera il guardiano della sicurezza del Giappone verso la Cina e la Corea del Nord.<\/p>\n<p>Il 4 aprile la Banca del Giappone ha annunciato una politica di \u201calleggerimento quantitativo\u201d \u2013 QE, termine orwelliano per stampaggio di denaro \u2013 raddoppiando il denaro circolante a 270 trilioni di yen in due anni per convertire la deflazione giapponese dello 0.3% a un\u2019inflazione del 2%. Con cos\u00ec tanti yen in circolazione, consegue una svalutazione, che rende pi\u00f9 competitivo il Giappone. Con la Banca del Giappone che acquista obbligazioni statali, potrebbero seguire opere pubbliche, e occupazione. E con entrambe, una crescita economica.<\/p>\n<p>Di conseguenza il corso del dollaro \u00e8 volato, dai 76 yen di qualche anno fa a 100; l\u2019indice di borsa Nikkei \u00e8 volato anch\u2019esso a oltre 13.000 per la prima volta dall\u2019agosto 2008, e cos\u00ec il tasso d\u2019approvazione per Abe, al 70%. Fin qui tutto bene.<\/p>\n<p>E poi, che succede? La speranza \u00e8 di rigenerare il Giappone d\u2019oro degli anni 1960-\u201870-\u201880. ma sono cambiati sia il mondo sia il Giappone.<\/p>\n<p>Si prenda il deprezzamento dello yen del 18% nei 6 mesi scorsi rispetto alle altre 16 valute pi\u00f9 scambiate \u2013 con gli USA a protestare per l\u2019uso del tasso di cambio, non stimolo all\u2019economia interna. Cina-India attualmente coprono l\u2019intera gamma di domanda mondiale di prodotti industriali a un rapporto pi\u00f9 elevato di qualit\u00e0\/prezzo. Si aggiungano Brasile, Russia e SudAfrica per le economie emergenti BRICS: la loro politica \u00e8 ora di creare una nuova banca di sviluppo per sfidare il dominio della Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale, strumenti in sensibile invecchiamento delle economie in declino dell\u2019Occidente e del Giappone.<\/p>\n<p>\u00c8 ben vero che il maggior produttore giapponese di macchine automatizzate per sushi esporta molto di pi\u00f9; ma \u00e8 una nicchia con limitati effetti d\u2019indotto, e peraltro i prezzi del mobilio, delle auto, dell\u2019elettricit\u00e0 e del gas \u2013 importati \u2013 sono saliti anch\u2019essi.<\/p>\n<p>Ma, dato il bassissimo grado di autosufficienza alimentare del Giappone \u2013 39%, rispetto al 73% del 1973, al 128% degli USA, al 237% dell\u2019Australia, al 70% del Regno Unito \u2013 i prezzi alimentari aumenteranno presto; e colpiranno le economie famigliari prima di aumenti di reddito.<\/p>\n<p>Inoltre, come reagir\u00e0 il capitale giapponese alla caduta dello yen? Potrebbe investire per l\u2019esportazione. Ma, se si \u201cvuole mettere il proprio denaro all\u2019estero, la caduta pu\u00f2 diventare una slavina\u201d (Soros).<\/p>\n<p>Si prenda la commutazione da deflazione a inflazione, da prezzi minori per gli acquirenti a prezzi maggiori per i venditori, dai consumatori al business. Ci vorr\u00e0 un bel po\u2019 di crescita della domanda interna in un Giappone in via d\u2019invecchiamento con 30 milioni di persone ultra-65enni, un tasso demografico negativo, altrettanto per il tasso di crescita del PIL (-.2%), una disoccupazione al 4.2%, e un debito pubblico ben oltre il 200% del PIL.<\/p>\n<p>Ma ancor pi\u00f9 pericoloso \u00e8 il processo di inflazione procurata: saranno in grado di fermarsi al 2%? L\u2019inflazione \u00e8 ben nota per il suo auto-sostentamento. Con tutta quella caccia al denaro, i prezzi dei prodotti continuano a salire, il capitale fugge e con esso i suoi detentori. \u00c8 pur vero che la US Federal Reserve, il modello che il Giappone sta imitando, non solo ha raddoppiato la moneta circolante \u2013 come appunto il Giappone e il Regno Unito \u2013 ma l\u2019ha pi\u00f9 che triplicata dalla crisi acuta del 2008 a oggi. Per\u00f2 l\u2019inflazione \u00e8 stata in media meno del 2%, come fa notare l\u2019economista premio Nobel Paul Krugman (n\u00e9 sono aumentati molto i tassi d\u2019interesse). Ma la previsione d\u2019inflazione fuori controllo pu\u00f2 richiedere pi\u00f9 tempo per avverarsi; inoltre, il deficit commerciale USA \u00e8 cresciuto del 50%, quasi la met\u00e0 del debito pubblico \u00e8 in mani straniere, i detentori di capitali li utilizzano in investimenti privi di rischio, e il rapporto sull\u2019occupazione USA del marzo 2013 \u00e8 stato il peggiore degli ultimi nove mesi.<\/p>\n<p>\u00c8 davvero un modello da seguire per il Giappone o piuttosto da paventare?<\/p>\n<p>Si prenda l\u2019indice Nikkei alle stelle, sopra 13.000, e il Dow Jones a mezza via fra 14 e 15 mila; in paesi con una crescita stenta o nulla. Quest\u2019enorme divario fra la crescita finanziaria \u2013 con in testa le azioni mobiliari e immobiliari, che tradiscono bolle nell\u2019attivo \u2013 e la crescita reale, condurr\u00e0 prima o poi a un crollo, rapido o lento, dell\u2019economia finanziaria, come avvenuto di recente in ambo i paesi.<\/p>\n<p>Si aggiungano i divari fra il servizio del debito (2.5% d\u2019interesse) e il servizio alle persone, e fra il denaro stampato e il suo valore effettivo. I ricchi dei paesi sia poveri che ricchi mettono via i propri soldi per evitare tasse e crollo economico, al livello di 32 trilioni di dollari USA, il doppio del PIL USA. Che poi i rifugi per tali capitali in Occidente siano sicuri \u00e8 un\u2019altra faccenda.<\/p>\n<p>Uno yen a buon mercato e mutevole condurr\u00e0 inevitabilmente a speculazioni di ogni tipo, in azioni ordinarie, obbligazioni ad alta resa, metalli preziosi, valute \u2013 yen compreso, bolle immobiliari. Che sia meglio una deflazione morbida?<\/p>\n<p>Si aggiunga a tutto ci\u00f2 il colpo finale: l\u2019entrata nella TPP. Michael Hoffman in \u201cFearing the worst if Japan joins the TPP\u201d [Temendo il peggio se il Giappone entra nella TPP] (Japan Times, 21.04.13 \u2013un magnifico giornale simile a Al Jazeera nel presentare tutti i versanti dei problemi), cita studi che predicono \u201cl\u2019americanizzazione del Giappone\u201d: nessuna sicurezza occupazionale bens\u00ec assunzione-e-licenziamento, societ\u00e0 controllate dagli USA, il giapponese che cede il passo all\u2019inglese, l\u2019importazione di sempre pi\u00f9 prodotti USA a grave detrimento di prodotti nazionali come il riso, il frumento e la carne bovina, con l\u2019abbassamento degli standard sanitari alimentari e in prestazioni mediche. I negoziati TPP sono segreti, ma il NAFTA (Accordo di Libero Scambio Nord-Americano) ne d\u00e0 qualche idea: esportare posti di lavoro da paesi con manodopera pi\u00f9 costosa a quelli dove il lavoro \u00e8 meno retribuito a condizione di mantenere sottopagati i lavoratori \u2014 come in Messico, facendo del male a tutti salvo al capitale; tutti sacrificati alla motivazione di profitto rampante degli USA e delle aziende a conduzione USA.<\/p>\n<p>Predizione: con l\u2019abeconomia, si avr\u00e0 gran parte di quanto sopra entro 2-5 anni.<\/p>\n<p>Alternative: rendersi conto che i vecchi tempi d\u2019oro sono finiti, che USA-Occidente-Giappone sono battuti dalla concorrenza BRICS. Agire per accordi pi\u00f9 modesti, accettabili. E sapendo che il Giappone potrebbe fare molto bene in termini di crescita sociale e culturale, andando verso l\u2019uguaglianza anzich\u00e9 maggiore diseguaglianza, verso la qualit\u00e0 della vita, la felicit\u00e0, le arti, anzich\u00e9 verso quantit\u00e0 di denaro. Persone, non \u201cthink tanks\u201d, devono elaborarne i particolari, (gli USA ne hanno 1.823, l\u2019UE 1.457; il Giappone solo 108 \u2013 per lo pi\u00f9 conservatori). Siate creativi, non imitativi.<\/p>\n<p>E, invece di associarvi agli USA nell\u2019aumentare l\u2019insicurezza, associatevi ai vostri vicini in una Comunit\u00e0 dell\u2019Asia dell\u2019Est e rivedete la TPP per una partnership egalitaria dalla Cina agli USA e dal Giappone all\u2019America Latina.<\/p>\n<p><i>Titolo originale: <a href=\"http:\/\/www.transcend.org\/tms\/2013\/04\/abenomics-and-the-state-of-japan\/\" >Abenomics and the State of Japan<\/a> \u2013 TRANSCEND Media Service-TMS<\/i><\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2013\/05\/06\/abeconomia-e-lo-stato-del-giappone-johan-galtung\/\" >Go to Original \u2013 serenoregis.org<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alternative: rendersi conto che i vecchi tempi d\u2019oro sono finiti, che USA-Occidente-Giappone sono battuti dalla concorrenza BRICS. Agire per accordi pi\u00f9 modesti, accettabili. 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