{"id":295337,"date":"2025-05-19T12:00:38","date_gmt":"2025-05-19T11:00:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=295337"},"modified":"2025-05-17T06:29:04","modified_gmt":"2025-05-17T05:29:04","slug":"italiano-incidenti-nucleari-dalla-cronaca-ai-dettagli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2025\/05\/italiano-incidenti-nucleari-dalla-cronaca-ai-dettagli\/","title":{"rendered":"(Italiano) Incidenti Nucleari: Dalla Cronaca ai Dettagli"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_295344\" style=\"width: 610px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/chernobyl-nuclear.jpeg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-295344\" class=\"wp-image-295344\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/chernobyl-nuclear.jpeg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"338\" srcset=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/chernobyl-nuclear.jpeg 960w, https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/chernobyl-nuclear-300x169.jpeg 300w, https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/chernobyl-nuclear-768x432.jpeg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-295344\" class=\"wp-caption-text\">Immagine tratta dalla copertina del libro di Serhii Plokhy<\/p><\/div>\n<blockquote>\n<h4><em><strong>Riflessioni a partire dal libro di <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Serhij_Plochij\"  target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Serhii Plokhy<\/a>, Atomi e cenere. Dall\u2019atollo di Bikini a Fukushima, storia di sei disastri nucleari, Le scie, Mondadori, Milano 2024.<\/strong><\/em><\/h4>\n<\/blockquote>\n<p><em><span class=\"post-meta-infos\"><time class=\"date-container minor-meta updated\" datetime=\"2025-05-09T12:17:30+02:00\">9 Maggio 2025\u00a0<\/time><\/span><\/em><span class=\"post-meta-infos\"><time class=\"date-container minor-meta updated\" datetime=\"2025-05-09T12:17:30+02:00\">&#8211; <\/time><\/span>Secondo Serhii Plokhy, un contributo al dibattito sulla sicurezza in campo nucleare arriva dallo studio della storia degli incidenti nucleari: studio che aiuta a capire come sono accaduti, quanto sono stati gravi, quale insegnamento possiamo trarne per evitare che si verifichino di nuovo. \u00c8 questo lo scopo dichiarato del suo libro, in cui analizza i sei incidenti che occupano da sempre i primi posti nell\u2019elenco dei peggiori disastri nucleari del mondo.<\/p>\n<h3>Civile e\/o militare<\/h3>\n<p>L\u2019Autore non separa le origini militari dell\u2019industria nucleare dalla sua maturit\u00e0, perch\u00e9 farlo metterebbe in secondo piano il fatto che gli \u201catomi per la pace\u201d hanno ereditato tipologie di reattori, schemi, cultura, sostegno finanziario provenienti dalla ricerca sugli \u201catomi per la guerra\u201d.\u00a0 I modelli-base dei moderni reattori, infatti, evolvono da un unico progetto internazionale militare, e sono meno di una decina, di origine statunitense, sovietica\/russa, canadese e cinese. La filiera dell\u2019uranio alimenta contemporaneamente la produzione di energia e la costruzione di armi atomiche. Di qui l\u2019importanza di condividere (come suggerisce questo libro) informazioni preziose per smascherare gli errori compiuti ed evitarli in futuro.<\/p>\n<h3>Incidenti e silenzi<\/h3>\n<p>Di ogni \u2018incidente\u2019 l\u2019Autore inizia la storia segnalando i dettagli delle prime tracce che indicano che c\u2019\u00e8 qualcosa che non va, qualcosa da cui conseguono conseguenze gravi. Talvolta \u00e8 un imprevisto, frutto di un calcolo sbagliato: \u00e8 il caso del test di un ordigno nucleare, Castle Bravo, fatto esplodere nel marzo 1954: la potenza prevista era di 6 megatoni, ma l\u2019esplosione risult\u00f2 di 15 megatoni, e coinvolse \u2013 senza preavviso \u2013 territori e persone enormemente pi\u00f9 numerosi. In altri casi si verifica un intoppo: una valvola che non si apre, un segnalatore luminoso che lampeggia.<\/p>\n<p>E\u2019 capitato spesso che le previsioni del tempo siano risultate errate, e le correnti aree dopo test sperimentali abbiano portato la radioattivit\u00e0 emessa verso luoghi diversi da quelli previsti. Inoltre molti \u2018fallout\u2019 \u2013 soprattutto nei primi anni \u2013 per errore non si considerarono pericolosi, e le ricadute radioattive contaminarono vaste aree (per esempio il Nevada in Usa, la Bielorussia in URSS) senza che gli abitanti ne avessero consapevolezza.<\/p>\n<blockquote><p>INCIDENTE. <em>Avvenimento inatteso che interrompe il corso regolare di un\u2019azione; incidente di percorso, espressione usata talora per indicare un contrattempo, un motivo d\u2019interruzione; un infortunio che si verifica durante lo svolgimento di un\u2019azione; una disputa sorta improvvisamente. (<\/em>Dall\u2019enciclopedia Treccani).<\/p><\/blockquote>\n<h3>Radioattivit\u00e0<\/h3>\n<p>Il nucleare \u2018civile\u2019 e il nucleare \u2018militare\u2019 vengono in questo libro unificati da un comune protocollo: allarme radioattivit\u00e0. Invisibile, insapore, inodore, intangibile. I dosimetri, strumenti capaci di segnalare la presenza di radiazioni dannose, sono pochi, talvolta fuori uso; ogni tanto vanno fuori scala, e non sono pi\u00f9 utili. Spesso non sono proprio disponibili. E non si sa \u2013 nell\u2019istante dell\u2019incidente e nei tempi successivi \u2013 qual \u00e8 il rischio reale di essere esposti. In molti casi non lo si sa neppure dopo anni\u2026 L\u2019evento perde la qualifica di \u2018incidente\u2019 e diventa un processo, una storia. Molte \u2013 anzi, tutte \u2013 le storie di incidenti nucleari non sono ancora finite.<\/p>\n<blockquote><p>PROCESSO. <em>Manifestazione, svolgimento nel tempo di un insieme di fatti o fenomeni che hanno connessione tra loro e che danno luogo a un\u2019evoluzione organica; serie di operazioni che si compiono per conseguire un determinato fine; procedimento, metodo. <\/em>(Dall\u2019enciclopedia Garzanti).<\/p><\/blockquote>\n<p>Ci sono volute 343 pagine di notizie, osservazioni, dati a Serhii Plokhy per raccontare gli aspetti salienti (e rintracciabili nella sterminata bibliografia) dei sei disastri nucleari (tra\u00a0 settore civile e settore militare) che hanno segnato la storia della Terra e hanno colpito milioni di persone, di comunit\u00e0, di viventi. Sono disastri tuttora in corso, e non \u00e8 possibile considerarli conclusi.<\/p>\n<h3>Confusione<\/h3>\n<p>Dopo ogni incidente le cose si complicano: occorre agire, ma spesso non si sa come. I responsabili non sono presenti, o non sono in grado di chiarire rapidamente quali sono le azioni giuste da compiere. Intanto passa il tempo: ore, giorni, talvolta settimane. Le conseguenze dell\u2019incidente si espandono, si allargano geograficamente nelle quattro direzioni, talvolta anche verso l\u2019alto e il basso. Mentre le cause sono ancora misteriose, le conseguenze dilagano, con effetti spesso sconosciuti, o tenuti segreti. Le autorit\u00e0 innaspano, gli esperti discutono, gli operatori chiamati ad agire subiscono sui loro corpi il fuoco, l\u2019aria tossica, l\u2019acqua avvelenata\u2026 e la radioattivit\u00e0.<\/p>\n<p>I resoconti dettagliati, minuziosi e accuratamente documentati che ci offre il libro di Serhii Plokhy mostrano in modo evidente il livello di confusione che si \u00e8 sempre creato in tutti gli incidenti nucleari.\u00a0 L\u2019Autore \u2013 riferendosi a un incidente avvenuto molti anni fa in un piccolo reattore di ricerca (Chalk River) \u2013 sostiene che esso possedeva tutte le caratteristiche dei futuri disastri che avrebbero coinvolto reattori nucleari (pag. 199). \u00a0Fu causato da una serie di errori commessi dagli operatori, associati a una strumentazione inadeguata e a problemi di comunicazione, in particolare l\u2019inefficacia del sistema nel fornire informazioni corrette e tempestive sulla posizione delle barre di controllo all\u2019interno del nocciolo del reattore.<\/p>\n<p>Questa situazione si ripresent\u00f2 in tutti gli incidenti successivi: sorpresa per eventi imprevisti, incompetenza, errori materiali, scarsa comunicazione tra gli operatori sono sempre stati tra gli ingredienti che non solo hanno causato gli incidenti, ma soprattutto hanno aggravato le situazioni e ritardato la presa di decisioni adeguate.<\/p>\n<h3>Soglia minima<\/h3>\n<p>In tutti i racconti dell\u2019Autore compare qualche paragrafo in cui si parla di \u2018soglia minima\u2019. \u00c8 un concetto determinante per i decisori, quando devono emettere ordini di evacuazione a intere popolazioni; \u00e8 essenziale, per le squadre di soccorso medico, per quantificare i danni subiti dagli operatori, dai bambini, dalle comunit\u00e0; \u00e8 necessario per contabilizzare i danni e le compensazioni.\u00a0 La persistenza delle radiazioni nel tempo, e le difficolt\u00e0 (o impossibilit\u00e0) a eseguire misure hanno suscitato enormi difficolt\u00e0 e molte polemiche in tutti i casi di disastri nucleari. Agli effetti sanitari diretti e immediati si aggiungono effetti tardivi, che possono manifestarsi a distanza di anni (leucemie, tumori) o di decenni: problemi circolatori e malattie cardiache.<\/p>\n<p>Negli ultimi tempi sta prevalendo un\u2019opinione espressa sinteticamente da un noto biologo di Harvard, premio Nobel della medicina, George Wald: \u201c<em>Ogni dose di radiazioni \u00e8 un\u2019overdose. Non esiste soglia di sicurezza\u201d<\/em> (citato dall\u2019Autore a pag. 210). \u00a0Secondo l\u2019AIRC (Fondazione per la ricerca sul cancro) non \u00e8 possibile determinare una dose al di sotto della quale l\u2019aumento del rischio di sviluppare un tumore si azzera.<\/p>\n<h3>Resistenze<\/h3>\n<p>\u00c8 sempre Serhii Plokhy , quando racconta gli eventi della centrale di Windscale, a informarci che \u2013 vista l\u2019incapacit\u00e0 della scienza moderna di stabilire un legame diretto tra l\u2019esposizione a basse dosi di radiazioni e certe patologie \u2013 alcuni professionisti della medicina proposero di varare un programma governativo che concedesse risarcimenti a chiunque nell\u2019area di Windscale (sede di uno degli incidenti descritti nel libro) si fosse ammalato di cancro alla tiroide entro vent\u2019anni dall\u2019incidente. N\u00e9 il governo n\u00e9 l\u2019industria nucleare accolsero la proposta. I malati, con il sostegno delle famiglie e dei sindacati dovettero combattere nelle aule dei tribunali per ottenere risarcimenti.<\/p>\n<p>Il drammatico aumento dei tumori alla tiroide tra i giovani inferiori a 18 anni colpiti dal fallout radioattivo a Chernobyl, nel 2005 era ormai vicino ai settemila casi. Questa pandemia non fu riconosciuta dalla comunit\u00e0 scientifica internazionale fino alla met\u00e0 degli anni \u201990 (pag. 266).<\/p>\n<h3>Per \u2018liberarsi di loro\u2019<\/h3>\n<p>Chiudere un impianto nucleare non \u00e8 facile. In realt\u00e0 nessuno ha realmente dismesso (una cosa diversa dalla semplice chiusura) una centrale nucleare. Sicuramente, fa presente l\u2019Autore a proposito dell\u2019incidente di Windscale, c\u2019\u00e8 voluto molto meno tempo per costruire i reattori che per liberarsi di loro (pag. 164). \u00a0Non si sa quali possano essere i costi complessivi di questo processo, ma ci sono validi motivi per credere che superino quelli della costruzione.<\/p>\n<p>Secondo la IAEA (Agenzia Internazionale per l\u2019Energia Atomica) il tempo impiegato tra lo spegnimento permanente di una centrale nucleare e il completamento della disattivazione, pu\u00f2 variare da circa un decennio a 70 o pi\u00f9 anni, e cambia da paese a paese. Per esempio, la centrale nucleare di Three Miles Island fu chiusa definitivamente nel 2019. La bonifica del sito, dal costo stimato di 1,2 miliardi di dollari, non riuscir\u00e0 a concludersi prima del 2078 (pag. 213).<\/p>\n<p>La centrale di Chernobyl \u00e8 stata definitivamente chiusa nel 2000, ma si prevede (secondo l\u2019SNC \u2013 New Safe Confinement) che lo smantellamento finale, con la rimozione del nocciolo del reattore e di altri componenti contaminati, seguita dalla decontaminazione e dalla gestione dei rifiuti, sar\u00e0 completato intorno al 2065.<\/p>\n<h3>Gli sfollati<\/h3>\n<p>Come per la determinazione\u00a0 della \u2018soglia minima di danno\u2019 per le persone irradiate, anche il conteggio delle persone costrette, in caso di incidenti, ad allontanarsi dalle loro abitazioni \u00e8 difficilissimo da eseguire. In certi casi le evacuazioni furono ordinate dalle istituzioni locali, in altri casi sono state le persone che \u2013 allarmate -hanno deciso di allontanarsi spontaneamente dalle loro abitazioni, e i loro spostamenti non sono stati misurati.<\/p>\n<p>In certi luoghi gli spostamenti sono stati molto tardivi, perch\u00e9 le popolazioni non avevano avuto segnalazioni dell\u2019allarme. E\u2019 il caso della Bielorussia, investita a sua insaputa dal principale fallout di Chernobyl: nel primo anno dopo l\u2019esplosione 24.700 persone furono allontanate dalle loro case (IOM, 1997).<\/p>\n<p>Dopo l\u2019incidente di Fukushima gli ordini di evacuazione, che riguardavano aree abbastanza popolate, costrinsero circa 90.000 persone a spostarsi.\u00a0 Altre 90.000 si allontanarono volontariamente. Si tratta di un numero simile a quello degli sfollati di Chernobyl \u2013 circa 160.000 persone \u2013 alle quali si aggiunsero 130.000 profughi dalla Bielorussia e 5.000 dalla Russia.<\/p>\n<h3>Atomi e cenere: una lettura impegnativa ma istruttiva<\/h3>\n<p>Questo libro offre una narrazione di facile e scorrevole lettura, pur su un tema molto impegnativo, che propone uno sguardo all\u2019energia nucleare molto diverso dall\u2019approccio consueto. Qui le lettrici e i lettori sono accompagnati a ricostruire, passo dopo passo, lo svolgersi degli eventi; ad ascoltare opinioni diverse espresse dai soggetti in azione, a partecipare emotivamente a situazioni in cui traspaiono tensioni e dubbi. Riescono a cogliere indizi interessanti sui contesti geografici e sociali, sulle circostanze politiche, sulle relazioni internazionali.<\/p>\n<p>L\u2019abbondanza e variet\u00e0 di informazioni fornite dall\u2019Autore, che sono efficacemente contenute nelle note rigorosamente confinate in fondo, offre la possibilit\u00e0 di verificare ogni argomento trattato, lasciando a chi legge il piacere di sviluppare e approfondire in modo autonomo le innumerevoli curiosit\u00e0 e domande che possono sorgere, e soprattutto di elaborare una visione personale pi\u00f9 consapevole sul tema dell\u2019energia nucleare, oggi cos\u00ec aspramente dibattuto e cos\u00ec poco conosciuto.<\/p>\n<p><em>_______________________________________________<\/em><\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/elena_camino_95-180x167-e1588393371480.jpg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-66008\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/elena_camino_95-180x167-e1588393371480.jpg\" alt=\"\" width=\"100\" height=\"93\" \/><\/a> <em>Elena Camino <\/em><em>\u00e8 membro della rete <\/em><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/\" ><em>TRANSCEND per la Pace, Sviluppo e Ambiente<\/em><\/a><em> e <\/em><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.assefatorino.org\/\" ><em>Gruppo ASSEFA Torino<\/em><\/a><em>.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2025\/05\/09\/incidenti-nucleari-dalla-cronaca-ai-dettagli\/\" >Go to Original \u2013 serenoregis.org<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riflessioni a partire dal libro di Serhii Plokhy, Atomi e cenere. Dall\u2019atollo di Bikini a Fukushima, storia di sei disastri nucleari, Le scie, Mondadori, Milano 2024.<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":295344,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[46],"tags":[853,1242,3485,450,875],"class_list":["post-295337","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-original-languages","tag-atomic-weapons","tag-chernobyl","tag-nucle","tag-nuclear-weapons","tag-wmd"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/295337","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=295337"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/295337\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":295345,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/295337\/revisions\/295345"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/media\/295344"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=295337"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=295337"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=295337"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}