{"id":300377,"date":"2025-08-04T12:00:23","date_gmt":"2025-08-04T11:00:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=300377"},"modified":"2025-08-02T06:57:12","modified_gmt":"2025-08-02T05:57:12","slug":"italiano-il-digitale-alleggerirne-il-peso-ridurre-le-chiacchiere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2025\/08\/italiano-il-digitale-alleggerirne-il-peso-ridurre-le-chiacchiere\/","title":{"rendered":"(Italiano) Il digitale: alleggerirne il peso? Ridurre le chiacchiere?"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/digital.jpeg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-300378\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/digital-300x200.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/digital-300x200.jpeg 300w, https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/digital-1024x683.jpeg 1024w, https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/digital-768x512.jpeg 768w, https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/digital.jpeg 1030w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<h3>Impronta ambientale del digitale: ricerche in corso<\/h3>\n<p><em><span class=\"post-meta-infos\">23 Luglio 2025<\/span>\u00a0<\/em>&#8211; Sono sempre pi\u00f9 numerosi gli studi volti a misurare i consumi di energia del digitale e dei sistemi informatici \u2013 dagli scambi sui social a quelli che utilizzano programmi di intelligenza artificiale.<\/p>\n<p>La ricerca di <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/digiconomist.net\/\" >Digiconomist<\/a> \u2013 una societ\u00e0 dedicata a denunciare le conseguenze indesiderate delle tendenze digitali \u2013 si concentra sull\u2019impatto ambientale delle tecnologie emergenti.<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/theshiftproject.org\/en\/about-us\/\" >The Shift Project<\/a> \u00e8 un\u2019associazione francese che promuove la transizione verso un\u2019economia post-carbonio. Come organizzazione no-profit impegnata a servire l\u2019interesse generale attraverso l\u2019obiettivit\u00e0 scientifica, lavora per informare e influenzare il dibattito sulla transizione energetica in Europa.<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/huggingface.co\/\" >Hugging Face<\/a> \u00e8 una piattaforma informatica che promuove la condivisione di modelli di intelligenza artificiale open source. Una delle responsabili dell\u2019associazione, Alexandra Sasha Luccioni, \u00e8 una informatica specializzata nell\u2019intersezione dell\u2019intelligenza artificiale (IA) con i cambiamenti climatici. Il suo lavoro si concentra sulla quantificazione dell\u2019impatto ambientale delle tecnologie di intelligenza artificiale e sulla promozione di pratiche sostenibili nello sviluppo dell\u2019apprendimento automatico.<\/p>\n<h3>La domanda di energia \u00a0dell\u2019IA \u00e8 in rapida crescita<\/h3>\n<p>I grandi centri informatici proprietari che si occupano di intelligenza artificiale sono restii a fornire dati relativi ai consumi di energia delle loro attivit\u00e0: ma anche se la loro scarsa trasparenza rende difficile fornire al pubblico dati sicuri, gli studi indipendenti sopra citati segnalano\u00a0 una crescita esponenziale dell\u2019impronta ambientale del settore informatico.<\/p>\n<p>In particolare, l\u2019intelligenza artificiale (IA) sta rapidamente diventando il pi\u00f9 grande divoratore di energia delle infrastrutture digitali mondiali. Una <a href=\"https:\/\/digiconomist.net\/ai-power-demand-rapidly-escalating\/\"  target=\"_blank\" rel=\"noopener\">recente ricerca<\/a> pubblicata da un ricercatore olandese \u2013 Alex de Vries, su Digiconomist\u00a0 \u2013 riferisce che i sistemi di intelligenza artificiale alla fine dello scorso anno risultavano responsabili di una quota fino al 20% della domanda globale dei data center. Inoltre, entro la fine di quest\u2019anno questa percentuale potrebbe raggiungere quasi la met\u00e0 del fabbisogno energetico dei data center: cio\u00e8 quasi il doppio dell\u2019energia necessaria per alimentare il paese dell\u2019Autore, i Paesi Bassi.<\/p>\n<p>Questa crescita ostacola il perseguimento di altre ambizioni sociali, come il raggiungimento degli obiettivi climatici e la riduzione dei consumi energetici totali.<\/p>\n<h3>Non numeri ma stime<\/h3>\n<p>Quantificare il consumo energetico dei vari servizi che utilizzano l\u2019IA \u00e8 tuttavia molto difficile. \u00a0L\u2019elettricit\u00e0 consumata dipende da tanti fattori, tra cui: il modello di IA utilizzato; la complessit\u00e0 della domanda posta; la fonte di energia impiegata; la tipologia di lavorazione dei materiali per le unit\u00e0 di elaborazione grafica. Per valutare l\u2019impatto ambientale complessivo si dovrebbe contabilizzare anche il consumo di acqua, l\u2019uso del suolo, l\u2019ammontare dell\u2019estrazione delle risorse, la lunghezza dei trasporti\u2026<\/p>\n<p>A seconda di quali \u2018confini del sistema\u2019 vengono stabiliti, i risultati possono essere molto diversi: se da un lato si legge che una richiesta a ChatGpt consuma 2,9 wattora, ed \u00e8 10 volte pi\u00f9 energivora di una ricerca su Google, altri media possono riportare valori diversi, anche significativamente inferiori (Sasha Luccioni, The Financial Times, 20 maggio 2025).\u00a0 Ma se misure certe sono impossibili, invece le stime qualitative sono molto significative: il mondo digitale \u2013 e in particolare le pi\u00f9 recenti applicazioni con l\u2019IA \u2013 \u00e8 insostenibilmente energivoro.<\/p>\n<p>La mancanza di trasparenza dei big della tecnologia informatica, insieme all\u2019incertezza sui dati, rende difficile stabilire regole chiare da far rispettare a livello istituzionale, e scoraggia dal promuovere iniziative collettive per contrastare la crescita dei consumi energetici del comparto digitale.<\/p>\n<h3>Confusione tra mezzi e fini<\/h3>\n<p>Viceversa, una strategia che \u2013 raccontata dai giganti del settore informatico \u2013 si sta diffondendo nei media presenta l\u2019IA come strumento efficace per risolvere problemi di ogni genere\u2026 anche quelli legati al riscaldamento globale! Secondo questa interpretazione, il crescente utilizzo dell\u2019IA \u2013 con la conseguente produzione di gas serra \u2013 sarebbe funzionale alla riduzione del cambiamento climatico. Allo scopo di frenare l\u2019aumento della temperatura del pianeta, il mezzo utilizzato sarebbe quello di produrre sempre pi\u00f9 CO<sub>2<\/sub>!<\/p>\n<p>Mentre \u00e8 vero che certe limitate applicazioni dell\u2019IA possono favorire la costruzione di modelli previsionali del clima, l\u2019esplosione dei consumi energetici alla quale stiamo assistendo \u00e8 dovuta a utilizzi ben diversi dalle ricerche scientifiche per frenare i cambiamenti climatici: \u00e8 evidente invece il ruolo che sempre pi\u00f9 sta assumendo l\u2019IA nel gestire il potere militar-industriale di controllo delle menti e delle societ\u00e0.<\/p>\n<h3>Le difficili scelte dei consumatori<\/h3>\n<p>La nostra vita quotidiana \u00e8 occupata in modo sempre pi\u00f9 rilevante da attivit\u00e0 che ci vedono come \u2018utilizzatori\u2019 di beni. Si moltiplicano le offerte di beni di consumo, si estende la fascia di et\u00e0 dei consumatori che esercitano scelte e prendono decisioni, e sempre pi\u00f9 si fa ricorso a prodotti confezionati. Questo cambiamento viene percepito di solito come positivo, in quanto estende la gamma delle scelte possibili, permette di ridurre i tempi, spesso consente di risparmiare del denaro.<\/p>\n<p>I consumatori tuttavia, se da un lato possono scegliere entro una gamma sempre pi\u00f9 vasta di offerte del mercato, d\u2019altra parte vedono ridursi sempre di pi\u00f9 la libert\u00e0 di possedere conoscenze che consentano di fare una scelta consapevole. I criteri di decisione si focalizzano spesso sul rapporto qualit\u00e0 \/ prezzo, tralasciando altri elementi che potrebbero essere importanti nell\u2019orientare acquisti consapevoli. Le informazioni pubblicitarie sul web sono sempre pi\u00f9 insistenti e persuasive, e talvolta ingannevoli. E spesso inducono i consumatori a diventare complici di situazioni di sfruttamento di lavoratori e di degrado ambientale.<\/p>\n<h3>L\u2019economia come scienza \u201cmorale\u201d<\/h3>\n<p>A questo proposito sono interessanti alcune osservazioni fatte, a met\u00e0 del secolo scorso, da J.C. Kumarappa, un economista indiano che svilupp\u00f2, ai tempi di Gandhi, le basi di una economia nonviolenta. Dopo aver studiato in Gran Bretagna e negli Stati Uniti, Kumarappa incontr\u00f2 Gandhi nel 1929 e da allora si dedic\u00f2 allo sviluppo dei principi fondanti dell\u2019\u201dEconomia della Pace\u201d. Nel libro \u201cEconomia della permanenza\u201d, scritto durante i due anni di prigionia cui fu condannato per aver partecipato al movimento \u201cQuit India\u201d, Kumarappa sostenne quello che molti anni dopo venne definito come \u201csviluppo sostenibile\u201d.<\/p>\n<div id=\"attachment_27601\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/gandhi-e-kumarappa.jpg\" class=\"lightbox-added\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-27601 lazy loaded\" src=\"https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/gandhi-e-kumarappa.jpg\" sizes=\"auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" srcset=\"https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/gandhi-e-kumarappa.jpg 1200w, https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/gandhi-e-kumarappa-300x158.jpg 300w, https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/gandhi-e-kumarappa-750x394.jpg 750w, https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/gandhi-e-kumarappa-768x403.jpg 768w\" alt=\"\" width=\"1200\" height=\"630\" aria-describedby=\"caption-attachment-27601\" data-src=\"https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/gandhi-e-kumarappa.jpg\" data-srcset=\"https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/gandhi-e-kumarappa.jpg 1200w, https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/gandhi-e-kumarappa-300x158.jpg 300w, https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/gandhi-e-kumarappa-750x394.jpg 750w, https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/gandhi-e-kumarappa-768x403.jpg 768w\" data-sizes=\"(max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" data-was-processed=\"true\" \/><\/a><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-27601\" class=\"wp-caption-text\">Gandhi e Kumarappa<\/p>\n<\/div>\n<p>L\u2019economia come scienza \u201cmorale\u201d, indispensabile per una vita degna e basata sulla giustizia sociale, era per Gandhi e Kumarappa la \u201cscienza del benessere di tutti\u201d (<em>sarvodaya<\/em>) e doveva rispettare alcuni principi: lo <em>swadeshi <\/em>(cio\u00e8 produzione e consumo autonomi a livello di comunit\u00e0), il lavoro per il pane, il non-possesso, non-sfruttamento ed eguaglianza.<\/p>\n<p>Un\u2019altra parola significativa nel \u2018dizionario\u2019 di Gandhi \u00e8 il termine \u2018<em>swaraj<\/em>\u2019:\u00a0 esso contiene l\u2019idea della libert\u00e0 dell\u2019individuo di agire eticamente sia nel contesto della propria collettivit\u00e0, (impegnandosi per riuscire a contare sulle proprie forze: self-reliance) sia nel contesto dell\u2019intera nazione e della sua indipendenza. Riguarda sia la capacit\u00e0 di auto-limitarsi (self-restraint), per esempio \u00a0riducendo i propri desideri, sia la capacit\u00e0 di liberarsi dai vincoli esterni (imposti dallo stato o da soggetti esterni).<\/p>\n<h3>I doveri dei consumatori<\/h3>\n<p>Riferendosi alla tecnologia, Kumarappa \u2013 in sintonia con Gandhi \u2013 pensava che \u201c<em>il ruolo giusto per una macchina \u00e8 di essere strumento nelle mani di un uomo; quando \u00e8 l\u2019uomo a trovarsi nella situazione di alimentare una macchina, l\u2019intera organizzazione \u00e8 capovolta\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Parlando di consumatori Kumarappa osservava che \u201c<em>spesso gli acquirenti sono preoccupati solo di soddisfare le proprie richieste spendendo il meno possibile. Ma questo modo di far sugli affari elude i propri doveri. Quali sono i doveri di cui dobbiamo tener conto per quanto riguarda gli articoli di uso quotidiano, se vogliamo assumerci le responsabilit\u00e0 che ci derivano dalla transazione? 1. Bisognerebbe sapere da dove provengono gli articoli. 2. Chi li fabbrica? 3. Da quale materiale? 4. Quali sono le condizioni di vita e di lavoro di chi li produce? 5. Quale percentuale del prezzo finale costituisce il loro salario? 6. In che modo \u00e8 distribuito il resto del prezzo? 7. In che modo \u00e8 prodotto l\u2019articolo? 8. In che modo l\u2019industria lo colloca nell\u2019economia nazionale? 9. Che relazioni ci sono con le altre nazioni?<\/em><\/p>\n<p>Potrebbe essere interessante trasferire le riflessioni di Gandhi e Kumarappa \u2013 ormai \u2018vecchie\u2019 di quasi un secolo \u2013 all\u2019attualit\u00e0, adattandole al contesto globale di oggi. Si tratta di abbandonare il ruolo dell\u2019utilizzatore passivo in un mondo globalizzato in cui non abbiamo alcuna possibilit\u00e0 di scelta, per assumere, dapprima, il ruolo di \u2018astante\u2019 \u2013 colui e colei che \u2018sta accanto\u2019, \u2018che \u00e8 presente\u2019, che \u00e8 consapevole \u2013 per arrivare poi a partecipare, come soggetto responsabile, alla rete di relazioni in cui siamo immersi.<\/p>\n<h3>Un budget a disposizione<\/h3>\n<p>L\u2019accesso a Internet ha raggiunto il 60% della popolazione mondiale, con un utente medio che trascorre oltre il 40% della propria vita da sveglio su Internet: eppure le implicazioni ambientali di questa situazione rimangono poco comprese. Secondo le stime dell\u2019IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) ciascun abitante della Terra\u2013 se vuole riuscire a stare sotto i 1,5 gradi di riscaldamento globale \u2013 ha a disposizione un determinato \u2018budget annuale\u2019 di materia e energia. Ogni persona, con tutti gli strumenti e dispositivi digitali (PC, smartphone, tablet, TV, etc. per fare web, mail, streaming, videoconferenze, ecc.) consuma il 41% del carbon budget e il 55% della disponibilit\u00e0 di materia ed energia: il digitale da solo di mangia la met\u00e0 del budget procapite (Istrate, 2024).<\/p>\n<p>Una combinazione sinergica di rapida decarbonizzazione e di misure aggiuntive volte a ridurre l\u2019uso di materie prime nei dispositivi elettronici (ad esempio, prolungandone la durata) \u00e8 fondamentale per evitare che la crescente domanda di Internet esasperi la pressione sulla capacit\u00e0 di carico finita della Terra.<\/p>\n<h3>Consumatori nel villaggio globale<\/h3>\n<p>Il <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/datareportal.com\/reports\/digital-2025-global-overview-report\" >Global Overview Report\u2019<\/a> (aggiornato a febbraio 2025) \u00e8 una straordinaria fonte di dati sull\u2019uso del digitale nel mondo<strong>, <\/strong>e ci permette di dare uno sguardo alle ultime notizie su questo tema. Oggi 5,78 miliardi di persone utilizzano un telefono cellulare, pari al 70,5% della popolazione mondiale. All\u2019inizio del 2025, 5,56 miliardi di persone utilizzano Internet. Le identit\u00e0 degli utenti dei social media a livello globale ammontano ora a 5,24 miliardi, pari al 63,9% della popolazione mondiale.<\/p>\n<p>Dai dati del Report risulta che i principali motivi per cui le persone usano internet sono la ricerca di informazioni (62,8%), stare in contatto con parenti e amici, aggiornarsi sull\u2019attualit\u00e0. Ma anche guardare video, TV, spettacoli; ascoltare musica, cercare nuove idee (62%). L\u2019uso dei social media \u00e8 associato al desiderio di stare in contatto con amici e familiari(50,8%); riempire momenti vuoti (39%); cercare prodotti da comprare o vendere(27%); seguire notizie di sport (23%). Meno frequenti sono le richieste nell\u2019ambito dell\u2019educazione, della salute, dei giochi.<\/p>\n<h3>Verso la sobriet\u00e0?<\/h3>\n<p>Secondo Norberto Patrignani (2025) diventa necessario pensare a una <strong><em>sobriet\u00e0 digitale<\/em><\/strong>: \u201c<em>dove non \u00e8 essenziale il digitale proviamo a farne a meno\u201d.<\/em> Rivalutare le capacit\u00e0 di scelta, passare dal \u201c<em>vorrei ma non posso<\/em>\u201d al \u201c<em>potrei ma non voglio<\/em>\u201c. Questa prospettiva si rif\u00e0 a una lunga tradizione del passato, quella della semplicit\u00e0 volontaria, che fa appello alla dimensione della responsabilit\u00e0. \u00c8 stata ripresa da Autori come Illich e Langer. Nanni Salio, in una relazione tenuta nel 2001, mettendo a confronto diversi modelli di sviluppo, ne propone uno caratterizzato dal paradigma della <strong>semplicit\u00e0 volontaria<\/strong>, ovvero dalla scelta di uno stile di vita che consente di utilizzare tecnologie appropriate a basso impatto ambientale, scegliendo volontariamente di essere meno ricchi materialmente ma pi\u00f9 ricchi interiormente.<\/p>\n<div class=\"avia-iframe-wrap\">\n<p><iframe loading=\"lazy\" class=\"wp-embedded-content\" title=\"\u201cLa scelta della semplicit\u00e0 volontaria per uno stile di vita nonviolento e sostenibile\u201d \u2014 Centro Studi Sereno Regis\" src=\"https:\/\/serenoregis.org\/2004\/10\/08\/la-scelta-della-semplicita%c2%92-volontaria-per-uno-stile-di-vita-nonviolento-e-sostenibile\/embed\/#?secret=rPXaCQiPHO#?secret=1p9BFhLWGd\" width=\"600\" height=\"487\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\" sandbox=\"allow-scripts\" data-secret=\"1p9BFhLWGd\" data-mce-fragment=\"1\"><\/iframe><\/p>\n<\/div>\n<p>La sobriet\u00e0 digitale pu\u00f2 contribuire in modo significativo alla costruzione di un mondo pi\u00f9 pacifico, riducendo i contenuti tossici dei social, favorendo la diffusione di informazioni sugli eventi positivi, promuovendo la consapevolezza delle problematiche ambientali, e indirettamente ricreando tempi di vita da dedicare a relazioni interpersonali dirette, conviviali e collaborative.<\/p>\n<h3>Letture<\/h3>\n<p>Istrate, R. et al. The environmental sustainability of digital content consumption, Nature Communications, 15:3724, 2024.<\/p>\n<p>Joseph C. Kumarappa, Economia di condivisione. Come uscire dalla crisi mondiale. Edizioni Centro Gandhi, Pisa 2012<\/p>\n<p>Marinella Correggia. L\u2019egualitarismo visionario di Gandhi. Il Manifesto 31 gennaio 1998.<\/p>\n<p>Nanni Salio. <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2004\/10\/08\/la-scelta-della-semplicita%c2%92-volontaria-per-uno-stile-di-vita-nonviolento-e-sostenibile\/\" >La scelta della semplicit\u00e0 volontaria per uno stile di vita nonviolento e sostenibile. CSSR 8 ottobre 2004.<\/a><\/p>\n<p>Norberto Patrignani. Uno sguardo interdisciplinare sulla complessit\u00e0 (e interdipendenza). In press 2025.<\/p>\n<p>Simon Kemp. Digital 2025: Global Overview Report. <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/datareportal.com\/reports\/digital-2025-global-overview-report\" >https:\/\/datareportal.com\/reports\/digital-2025-global-overview-report<\/a><\/p>\n<p><em>_______________________________________________<\/em><\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/elena_camino_95-180x167-e1588393371480.jpg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-66008\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/elena_camino_95-180x167-e1588393371480.jpg\" alt=\"\" width=\"100\" height=\"93\" \/><\/a> <em>Elena Camino <\/em><em>\u00e8 membro della rete <\/em><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/\" ><em>TRANSCEND per la Pace, Sviluppo e Ambiente<\/em><\/a><em> e <\/em><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.assefatorino.org\/\" ><em>Gruppo ASSEFA Torino<\/em><\/a><em>.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2025\/07\/23\/il-digitale-alleggerirne-il-peso-ridurre-le-chiacchiere\/\" >Go to Original \u2013 serenoregis.org<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La sobriet\u00e0 digitale pu\u00f2 contribuire in modo significativo alla costruzione di un mondo pi\u00f9 pacifico, riducendo i contenuti tossici dei social, favorendo la diffusione di informazioni sugli eventi positivi, promuovendo la consapevolezza delle problematiche ambientali, e indirettamente ricreando tempi di vita da dedicare a relazioni interpersonali dirette, conviviali e collaborative.<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":66008,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[46],"tags":[3052,1282],"class_list":["post-300377","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-original-languages","tag-digital-identity","tag-internet"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/300377","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=300377"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/300377\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":300379,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/300377\/revisions\/300379"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/media\/66008"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=300377"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=300377"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=300377"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}