{"id":303453,"date":"2025-09-22T12:01:35","date_gmt":"2025-09-22T11:01:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=303453"},"modified":"2025-09-20T10:39:52","modified_gmt":"2025-09-20T09:39:52","slug":"italiano-studi-sulla-pace-ispirazione-obiettivi-conseguimenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2025\/09\/italiano-studi-sulla-pace-ispirazione-obiettivi-conseguimenti\/","title":{"rendered":"(Italiano) Studi sulla Pace: Ispirazione, Obiettivi, Conseguimenti"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_119405\" style=\"width: 560px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/1987-recipients-high-livelihood-award.jpg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-119405\" class=\"wp-image-119405\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/1987-recipients-high-livelihood-award-1024x701.jpg\" alt=\"\" width=\"550\" height=\"376\" srcset=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/1987-recipients-high-livelihood-award-1024x701.jpg 1024w, https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/1987-recipients-high-livelihood-award-300x205.jpg 300w, https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/1987-recipients-high-livelihood-award-768x526.jpg 768w, https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/1987-recipients-high-livelihood-award.jpg 1445w\" sizes=\"auto, (max-width: 550px) 100vw, 550px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-119405\" class=\"wp-caption-text\">The Right Livelihood Award ceremony 1987. Johan Galtung is 3rd from right.<\/p><\/div>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: left;\"><em>Discorso d\u2019accettazione di Johan Galtung del Premio 1987 per un Giusto Sostentamento<\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n<p>La storia degli studi sulla pace \u00e8 ovviamente una storia collettiva, e non \u00e8 cominciata negli anni 1950 \u2013 \u00e8 vecchia quanto l\u2019umanit\u00e0, come la storia degli studi sulla guerra, lo studio della guerra con mezzi bellici. Suppongo che valga lo stesso per quanto oggi si chiama studi sulla sicurezza, o per gli studi di pace con mezzi bellici, sull\u2019equilibrio dei poteri, sull\u2019equilibrio del terrore\/ismo, sulla deterrenza mediante una rappresaglia credibile, etc. Che, manco a dirlo, non sono l\u2019oggetto degli studi sulla pace con mezzi pacifici.<\/p>\n<p>E credo che oggi sia generalmente accettato che debbano svolgersi in modo olistico e con una prospettiva globale, ossia \u2013 in termini pi\u00f9 ristretti \u2013 interdisciplinari e internazionali. mi si chiede di dire qualcosa su ci\u00f2 che mi ha portato in questo campo. Presto fatto: lo devo a tre fattori che m\u2019ingombravano l\u2019orizzonte da 18enne:<\/p>\n<p>(1) L\u2019apparato militare norvegese e l\u2019istituto della coscrizione generale \u2013 quella letterina che m\u2019invitava a servire nelle forze armate del mio paese, al tempo membro NATO, legato quindi a una delle superpotenze mondiali.<\/p>\n<p>(2) Un padre molto garbato, molto dolce e molto acculturate che aveva viziato il figli per anni e anni permettendomi, anzi incoraggiandomi a, quella domanda cruciale <em>perch\u00e9,<\/em> cercando sempre di rispondere pazientemente alle mie domande sempre pi\u00f9 inquisitive.<\/p>\n<p>(3) L\u2019occupazione tedesca della Norvegia dal 1940 al \u201945, soldati con le fibbie col <em>Gott mit uns<\/em>, quello stesso dio elogiato in Norvegia, col che restavano a tutti i norvegesi due domande essenziali: che cosa facciamo per evitare una cosa del genere in futuro; e, se dovessimo di nuovo venire occupati, ci sarebbe un\u2019alternativa nonviolenta, pacifica alla resistenza armata? Due domande fattesi urgenti per me dopo che a febbraio 1944 mio padre una notte fu trascinato via in un campo di concentramento, dal quale torn\u00f2 a guerra finita segnato dall\u2019esperienza.<\/p>\n<p>Nulla di misterioso quindi, semplici fonti d\u2019ispirazione. Quando dopo tre anni di riflessione su questo, infine feci richiesta dello status di obiettore di coscienza, ci aggiunsi a mo\u2019 di poscritto che avrei volentieri dedicato la vita a studi sulla pace, termine peraltro poco significativo, anche per me. Avevo comunque gi\u00e0 letto un bel po\u2019 di letteratura in merito, pur non compresa nel curriculum di studi matematici che dovevo seguire, scritti di Gandhi, Freud, Einstein etc. per pura tenacia mi laureai finalmente in matematica, diventando un matematico insoddisfacente lavorando su una matematica di cui non ho pi\u00f9 avuto notizie, ma invece un ricercatore piuttosto valido sulla pace.<\/p>\n<p>Questo riguardo all\u2019ispirazione, e per gli obiettivi? Sono due, per nulla modesti.<\/p>\n<p>Il primo \u00e8 esattamente lo stesso del movimento per la pace: l\u2019abolizione della guerra come istituzione sociale: suona ingenuo, vero? Beh, cos\u00ec si diceva di quelli che volevano abolire la schiavit\u00f9 come istituzione sociale, e di quelli che volevano abolire il colonialismo come istituzione sociale: se ne diceva per tutti che volessero agire contro qualcosa di quanto mai oscuro e misterioso detto <em>natura umana<\/em>. Eppure, in qualche modo ci riuscirono; ci sono s\u00ec ancora elementi di schiavit\u00f9 e colonialismo in giro, ma non pi\u00f9 come istituzioni sociali legittime, ed \u00e8 un punto decisamente essenziale.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 ci\u00f2 avvenga bisogna trovare alternative; il che \u00e8 un punto molto appiccicoso. In certo senso il colonialismo delle piantagioni fu l\u2019alternativa alla schiavit\u00f9, e il neocolonialismo del Terzo Mondo l\u2019alternativa al colonialismo, entrambi proprio inaccettabili. Un ricercatore sulla pace dovrebbe tenere a mente questo per non finire con alternative alla guerra altrettanto inaccettabili, cosa che potremmo ben considerare come la quarta categoria a quanto detto prima: guerra con mezzi pacifici. Come forse per esempio un governo mondiale che spacci la sua belligeranza come azione di polizia.<\/p>\n<p>Il secondo obiettivo \u00e8 pi\u00f9 come un mezzo: condurre studi sulla pace accademicamente accettabili. Qui s\u2019\u00e8 fatto un gran progresso rispetto agli inizi di fine anni 1950. Si insegnano per esempio studi di pace in oltre cento universit\u00e0 negli USA. Pi\u00f9 importante ancora: abbiamo qualcosa da insegnare, un gran pozzo di conoscenza cui applicare sempre pi\u00f9 le due importanti qualifiche \u2013 l\u2019essere olistici e globali \u2013 non alla singola ricerca ma al loro insieme.\u00a0\u00a0 In breve, abbiamo appunto <em>qualcosa<\/em> da insegnare.<\/p>\n<p>Quindi \u00e8 ben ovvio quale sia il prossimo passo: diplomi\/lauree in studi di pace, da quante pi\u00f9 universit\u00e0 sia possibile al mondo. Ne abbiamo bisogno a migliaia, di lauree MPS, Master in studi di pace, al servizio di organizzazioni internazionali, governative e non-governative, aziende transnazionali con una coscienza \u2013 ne esistono di ambo le specie \u2013 organizzazioni volontaristiche \u2013 religiose e sindacali, \u2026 \u2013 e soprattutto i comuni, nuovi attori di pace non trascurabili.<\/p>\n<p>E, se l\u2019elenco ancora non convince, si pensi alle tante posizioni apertesi per l\u2019insegnamento degli studi di pace a livello di scuola elementare e secondaria!\u00a0\u00a0 Ne \u00e8 passato di tempo da quando gli studi di pace potevano solo sfociare in altri studi di pace come opportunit\u00e0 lavorativa \u2013 ma c\u2019\u00e8 comunque ancora molto da fare.<\/p>\n<p>La Scuola di Studi di Pace all\u2019universit\u00e0 di Bradford ha inaugurato il percorso, l\u2019Universit\u00e0 ONU per la Pace in Costarica svolge un lavoro importante nella stessa direzione, e cos\u00ec la Sezione ricerche sulla pace all\u2019universit\u00e0 di Uppsala e il programma di studi su Pace e Conflitti all\u2019 Universit\u00e0 di California a Berkeley, giusto per citarne alcune.<\/p>\n<p>Ma serve molto, molto di pi\u00f9 e a scala ben pi\u00f9 ampia. Un compito particolarmente importante per un\u2019istituzione come l\u2019Universit\u00e0 delle Hawaii per l\u2019Emisfero Pacifico, o l\u2019Istituto Austriaco di ricerca su ed Educazione alla Pace per la regione europea. Perch\u00e9 questo si pu\u00f2 fare solo in luoghi con una dirigenza immaginativa, creativa.<\/p>\n<p>A questo punto proverei a delineare un breve riassunto secondo me di dove stiamo con gli studi di pace. Se pace \u00e8 la riduzione della violenza, come l\u2019abolizione della guerra e fenomeni correlati, dobbiamo cominciare con una concettualizzazione migliore della violenza che il solo termine \u201cguerra\u201d. Ho trovato utile distinguere fra tre tipi di violenza:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>violenza diretta<\/strong>, sovente espresso come potere militare, di solito sbrigativa nell\u2019uccidere e intenzionalmente;<\/li>\n<li><strong>violenza strutturale<\/strong>, sovente espressa come potere economica, di solito non intenzionale e dall\u2019uccisione lenta;<\/li>\n<li><strong>violenza culturale<\/strong>, sovente espressa come potere culturale, che legittima gli altri due tipi di potere, dicendo a chi li detiene che ne hanno ben diritto, addirittura il dovere \u00a0\u2013 per esempio perch\u00e9 le vittime di violenza diretta e\/o strutturale sono pagani, selvaggi, atei, kulak, comunisti, o che altro mai.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Io ho sono giunto a considerare le prime due come relativamente semplici. Ci sono modi per ridurre gli abusi su larga scala dei poteri rispettivamente coinvolti; come la deterrenza mediante una difesa difensiva, non provocatoria come alternativa ai sistemi d\u2019arma a lunga gittata che alludono implicitamente alla rappresaglia e all\u2019avversario appaiono sospetti in quanto comunque capacit\u00e0 offensiva.<\/p>\n<p>E riguardo agli abusi dei poteri economici, mediante un\u2019autosufficienza economica a livello regionale (per il Terzo Mondo), nazionale e locale, usando propri fattori produttivi anzich\u00e9 diventando [\/rimanendo] dipendenti da quelli altrui (\u201cinternalizzando le esternalit\u00e0\u201d e \u201ccondividendo equamente le esternalit\u00e0\u201d, in formulazioni pi\u00f9 tecniche). Ripensare le scienze militare ed economica!<\/p>\n<p>Ma la violenza culturale, sotto forma di religioni e ideologie che si annunciano come le sole fedi valide, per il mondo intero e inoltre con un Popolo Eletto nominato per diffondere agli altri tale fede, non solo come proprio diritto ma dovere, quella \u00e8 pi\u00f9 difficile da trattare. L\u00ec si tocca una pietra fondante dell\u2019identit\u00e0 di moltitudini; menzogna, sicuramente, ma come diceva Ibsen, se alla persona media la si toglie, le si toglie contemporaneamente la propria felicit\u00e0. E questo non sarebbe gi\u00e0 per s\u00e9 violenza? Un problema chiave per gli studi di pace, certamente non risolto rigettandolo.<\/p>\n<p>Lo cito perch\u00e9 funga da esempio, si spera per invogliare ad affrontarlo. La pace piace al cuore; gli studi in merito, al cervello. Sono necessari entrambi, davvero indispensabili. Ma altrettanto indispensabile \u00e8 un valido collegamento fra cervello e cuore. Ed \u00e8 appunto ci\u00f2, in n\u00f2cciolo, l\u2019oggetto degli studi di pace e della loro pratica.<\/p>\n<p><em>__________________________________________<\/em><\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/pic-johan-galtung-BW-e1662179931258.jpeg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-206845\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/pic-johan-galtung-BW-e1662179931258.jpeg\" alt=\"\" width=\"100\" height=\"147\" \/><\/a>Johan Galtung (24 ottobre 1930-17 febbraio 2024), era professore di studi sulla pace, Dr. hc mult, e \u00e8 stato il fondatore della Rete TRANSCEND per la Pace, Sviluppo e Ambiente e rettore della <\/em><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tpu\/\" ><em>TRANSCEND Peace University-TPU<\/em><\/a><em>. Prof. Galtung ha pubblicato 1.670 articoli e capitoli di libri, pi\u00f9 di 500 editoriali per <\/em><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/\" ><em>TRANSCEND Media Service-TMS<\/em><\/a><em>, e 170 libri su temi della pace e correlate, di cui 41 sono stati tradotti in 35 lingue, per un totale di 135 traduzioni di libri, tra cui <\/em><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tup\/index.php?book=1\" ><em>50 Years-100 Peace and Conflict Perspectives<\/em><\/a><em>, &#8216;pubblicati dalla <\/em><a href=\"http:\/\/www.transcend.org\/tup\/\" ><em>TRANSCEND University Press-TUP<\/em><\/a><em>.<\/em><\/p>\n<p><em>Original in English: <a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2025\/08\/1987-right-livelihood-acceptance-speech-johan-galtung\/\"  target=\"_top\">1987 Right Livelihood Acceptance Speech \u2013 Johan Galtung <\/a>&#8211; TRANSCEND Media Service<\/em><\/p>\n<p><em>Traduzione di Miki Lanza per il Centro Studi sereno Regis<\/em><\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2025\/08\/28\/studi-sulla-pace-ispirazione-obiettivi-conseguimenti\/\" >Go to Original \u2013 serenoregis.org<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La pace fa appello al cuore; gli studi al cervello. 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