{"id":309787,"date":"2025-12-15T12:00:52","date_gmt":"2025-12-15T12:00:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=309787"},"modified":"2025-12-13T06:38:24","modified_gmt":"2025-12-13T06:38:24","slug":"italiano-lenergia-nucleare-ad-uso-civile-emissioni-zero-dosi-tempi-limiti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2025\/12\/italiano-lenergia-nucleare-ad-uso-civile-emissioni-zero-dosi-tempi-limiti\/","title":{"rendered":"(Italiano) L\u2019energia nucleare ad uso civile: emissioni \u2018zero\u2019? Dosi, tempi, limiti."},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_309788\" style=\"width: 510px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/nuclear-energy-Bellefonte.jpg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-309788\" class=\"wp-image-309788\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/nuclear-energy-Bellefonte-1024x683.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" srcset=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/nuclear-energy-Bellefonte-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/nuclear-energy-Bellefonte-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/nuclear-energy-Bellefonte-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/nuclear-energy-Bellefonte.jpg 1030w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-309788\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;impianto di Bellefonte, interrotto negli anni 1980 quando era quasi completato, ne \u00e8 previsto ora il completamento.<br \/>Foto TVA &#8211; TVA, Pubblico dominio, Collegamento<\/p><\/div>\n<blockquote><p><em>&#8220;Le propriet\u00e0 di un sistema fisico non possono essere considerate indipendentemente dalle interazioni nelle quali queste propriet\u00e0 si manifestano e dai sistemi a cui si manifestano.&#8221;<\/em><\/p>\n<p><em>&#8212; <\/em>Carlo Rovelli, <em>Sull\u2019eguaglianza di tutte le cose<\/em>, Adelphi\u00a0 2025<\/p><\/blockquote>\n<h3><strong>La coalizione filo-nucleare<\/strong><\/h3>\n<p><em><span class=\"post-meta-infos\">10 Dicembre 2025<\/span>\u00a0<\/em>&#8211;\u00a0Il 17 novembre 2025, a margine della COP30 a Bel\u00e9m, in Brasile (in occasione di un evento collaterale ufficiale della\u00a0 <strong>Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici<\/strong>, la World Nuclear Association, che guidava la presenza dell\u2019industria dell\u2019energia nucleare al convegno, ha annunciato il suo programma di sostegno alla triplicazione della capacit\u00e0 energetica nucleare globale entro il 2050.<strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Sono 33 i Paesi (dell\u2019Europa, del Golfo, dell\u2019Asia e alcuni dell\u2019Africa) che aderiscono alla proposta, condivisa da numerose aziende e istituzioni finanziarie. La Banca Mondiale, la principale istituzione finanziaria internazionale che si occupa di sviluppo economico per i paesi pi\u00f9 poveri, ha annunciato che sosterr\u00e0 e finanzier\u00e0 i progetti legati all\u2019energia nucleare: si tratta di una novit\u00e0 significativa, dopo che dal 2013 fino ad oggi aveva vietato questo tipo di attivit\u00e0.<\/p>\n<h3><strong>Gli USA<\/strong><strong>: un programma <\/strong><strong>\u00a0<\/strong><strong>articolato<\/strong><\/h3>\n<p>Gi\u00e0 nel 2024\u00a0il Presidente Biden aveva espresso l\u2019obiettivo di triplicare la capacit\u00e0 nucleare statunitense entro il 2050, fissando come obiettivo i 200 gigawatt (GW) di nuova capacit\u00e0 di energia nucleare. Nel breve termine veniva fissato come obiettivo lo sviluppo di 35 GW di nuova capacit\u00e0 da costruire o in costruzione entro il 2035, per poi raggiungere un tasso di sviluppo di 15 GW all\u2019anno a partire dal 2040.\u00a0Per facilitare l\u2019avvio di questo piano, il 23 maggio scorso\u00a0il presidente Trump ha firmato <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.geopolitica.info\/trump-nucleare\/\" ><u>quattro ordini e<\/u><u>secutivi<\/u><\/a>\u00a0per snellire i tempi di rilancio dell\u2019energia nucleare.<\/p>\n<p>\u00c8 stato dato l\u2019incarico al Segretario della Difesa di programmare\u00a0lo sviluppo di nuovi reattori, da installare nei vasti possedimenti militari nazionali. Il Dipartimento dell\u2019Energia (DOE) \u00e8 incaricato di utilizzare la sua autorit\u00e0 per posizionare e autorizzare reattori nucleari avanzati finanziati privatamente presso le strutture del DOE.\u00a0I due Segretari (Energia e Difesa) dovranno collaborare nella creazione di una \u201cbanca del combustibile\u201d, e utilizzare tutte le autorit\u00e0 legali disponibili per autorizzare la progettazione, la costruzione e l\u2019operativit\u00e0 per il riciclo del combustibile nucleare. Ulteriori misure includono il sostegno al riavvio di centrali ora chiuse e alla costruzione di nuove centrali.<\/p>\n<p>I Dipartimenti del Lavoro e dell\u2019Istruzione sono tenuti a espandere i programmi di apprendistato e formazione professionale, e a fornire maggiori opportunit\u00e0 di accesso sia per studenti che per il personale della difesa.\u00a0Infine, \u00e8 prevista la\u00a0riforma della Nuclear Regulatory Commission (NRC), per semplificare le verifiche sulla sicurezza,\u00a0e ridurre i tempi\u00a0di esecuzione delle opere.<\/p>\n<h3><strong>Dietro allo snellimento burocratico<\/strong><\/h3>\n<p>Uno degli ordini esecutivi riguarda dunque la revisione dei criteri di sicurezza attuali della NRC, che vengono considerati eccessivamente conservativi. Nel farlo, la Commissione deve valutare la possibilit\u00e0 di allentare lo standard su quello che \u00e8 considerato un livello \u201csicuro\u201d di esposizione alle radiazioni per la popolazione generale; ossia di considerare non pericolose dosi di radiazioni che fino ad ora erano vietate.<\/p>\n<p>Nel testo dell\u2019ordine si legge che<strong>\u00a0<\/strong><strong>\u201c<\/strong><em>La NRC utilizza modelli di sicurezza che presuppongono che non esista una soglia sicura di esposizione alle radiazioni e che il danno sia direttamente proporzionale alla quantit\u00e0 di esposizione. <\/em><em><strong>Questi modelli mancano di una solida base scientifica e producono risultati irrazionali<\/strong><\/em><em>, come richiedere che gli impianti nucleari proteggano contro livelli di radiazioni inferiori a quelli naturalmente presenti.<\/em><\/p>\n<p>La verifica della sicurezza della filiera del nucleare richiede grande impegno tecnico-scientifico, lunghi controlli e adeguati finanziamenti. Finora il controllo delle radiazioni si \u00e8 basato sulle indicazioni degli scienziati, che hanno stabilito che non esiste una soglia al di sotto della quale le radiazioni possano essere considerate innocue. L\u2019ordine esecutivo di Trump contesta questa norma, dichiarandola irrazionale e priva di basi scientifiche solide. L\u2019allentamento delle norme di scurezza renderebbe meno vincolanti le tutele e pi\u00f9 rapide le procedure lungo le tappe di costruzione delle nuove centrali previste.<\/p>\n<h3><strong>Assenza di emissioni<\/strong><strong>?<\/strong><\/h3>\n<p>Dei 94 reattori esistenti in USA, quasi met\u00e0 hanno intorno ai 45 anni. Inoltre\u00a0si sta progettando la riattivazione di centrali gi\u00e0 chiuse. Il governo ha promesso grandi finanziamenti per l\u2019espansione della produzione di energia nucleare, sia per la costruzione in loco in USA sia per sostenerne l\u2019espansione in altri Paesi, mantenendone il controllo grazie alla fornitura di tecnologie e competenze.<\/p>\n<p>Con il previsto moltiplicarsi dell\u2019installazione di reattori nucleari, anche in aree pi\u00f9 densamente abitate, occorre tenere conto dei possibili rischi per la salute umana derivanti dall\u2019esposizione prolungata (per lavoro o per residenza) nelle vicinanze di reattori nucleari. Molti leaders pro-nucleare, politici, imprenditori e funzionari governativi, sostengono con orgoglio che l\u2019energia nucleare \u00e8 fonte di energia \u2018senza emissioni\u2019, e si riferiscono alla produzione di CO2, considerata la principale responsabile dell\u2019effetto serra che sta rapidamente alterando il clima del nostro pianeta.<\/p>\n<p>Ma non bisogna dimenticare che in ogni fase della produzione di energia nucleare viene rilasciata radioattivit\u00e0. In particolare, i lavoratori degli impianti e le comunit\u00e0 umane che abitano nei pressi delle centrali nucleari sono esposti in modo continuo a queste radiazioni, di bassa intensit\u00e0 ma prolungate nel tempo.\u00a0Sulle emissioni di routine dai reattori, e sui possibili effetti sanitari, i dati a disposizione sono sporadici, frammentari, contradditori. Inoltre sono assenti o non disponibili in gran parte dei Paesi che ospitano centrali nucleari.<\/p>\n<h3><strong>La carenza di dati <\/strong><\/h3>\n<p>Sul sito del Bollettino degli scienziati atomici a settembre 2025 \u00e8 stato pubblicato un <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/thebulletin.org\/2025\/09\/why-a-national-cancer-study-near-us-reactors-must-be-conducted-before-any-new-expansion-of-nuclear-power\/?utm_source=ActiveCampaign&amp;utm_medium=email&amp;utm_content=The%20AI%20Raj%3A%20How%20tech%20giants%20are%20recolonizing%20power&amp;utm_campaign=20250915%20Monday%20Newsletter\" ><u>articolo firmato da due studio<\/u><u>si, Mangano e Al<\/u><u>varez<\/u><\/a>, che sostengono\u00a0la necessit\u00e0 di condurre uno studio nazionale sul cancro in prossimit\u00e0 dei reattori statunitensi prima di qualsiasi nuova espansione dell\u2019energia nucleare. I due Autori richiamano l\u2019attenzione sul fatto che finora sono stati condotti pochi studi sulle relazioni tra rischi di cancro e prossimit\u00e0 delle popolazioni alle centrali nucleari. Attualmente, dopo numerosi decenni di funzionamento di tante centrali, e nella prospettiva di riprendere la costruzione di molti nuovi reattori, secondo questi scienziati \u00e8 necessario svolgere nuove indagini:\u00a0realizzare uno studio a livello nazionale, eseguire nuove misure da parte dal governo federale (coinvolgendo solo ricercatori indipendenti), rendere pubblici i risultati e presentarli alle comunit\u00e0 interessate.<\/p>\n<p>Alcuni esperti di radiologia e di politica ambientale stanno lanciando l\u2019allarme, definendo la direttiva emanata dal Presidente USA un pericoloso allontanamento da un quadro normativo che era stato finora rispettato, seguito e costantemente rafforzato da revisioni scientifiche per generazioni.<\/p>\n<p>Studi non sistematici, fin dagli anni \u201960 del novecento, avevano segnalato un aumento delle morti per tumori da esposizione a basse dosi, ma non erano stati completati, oppure criticati come poco scientifici, o messi a tacere. Qualche indagine svolta su singole centrali nucleari, negli anni \u201980, aveva messo in luce incidenze di tumori tiroidei nelle popolazioni intorno alla centrale di Salem (New Jersey), ed evidenze di forme di cancro in et\u00e0 infantile intorno a 14 centrali negli stati USA dell\u2019Est. Ma attualmente manca un archivio aggiornato degli studi sui possibili effetti delle radiazioni nei dintorni delle centrali nucleari. Alcuni studi in Europa (in particolare in Germania, Regno Unito, Svizzera) hanno fornito risultati controversi e interpretazioni ambigue.<\/p>\n<p>Solo nel 2024 sono stati intrapresi due studi pi\u00f9 estesi, da parte di <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/hsph.harvard.edu\/profile\/petros-koutrakis\/\" ><u><em>Petros Koutrakis, professore di Scienze Ambientali<\/em><\/u><\/a><em> nella <\/em><em>Harvard T.H. Chan School of Public Health<\/em><em> nel Vermont (USA), <\/em>non ancora pubblicati: uno sulle relazioni tra l\u2019incidenza di cancro e la prossimit\u00e0 alle centrali, l\u2019altro sulla presenza di particelle radioattive sui terreni e intorno alle abitazioni nei pressi della centrale di Pilgrim\u00a0(attualmente in fase di smantellamento).<\/p>\n<h3><strong>Dosi e<\/strong><strong> limiti<\/strong><\/h3>\n<p>La scarsa conoscenza degli effetti delle radiazioni a basso livello, le diverse condizioni geografiche e socio- ambientali delle aree coinvolte nella costruzione degli impianti, la mancanza di trasparenza sui dati raccolti nel settore militare, oltre alle informazioni dedotte da eventi passati (gli studi sui sopravvissuti di Hiroshima e Nagasaki) rendono impossibile fornire certezze su un tema, come questo, cos\u00ec complesso, che presenta molteplici aspetti e interdipendenze sconosciute. Questa consapevolezza ha indotto i responsabili della sicurezza, fin dai primi anni del boom dell\u2019\u2019atomo per la pace\u2019,\u00a0 a introdurre criteri stringenti che gli operatori degli impianti nucleari dovevano rispettare.<\/p>\n<p>Le ricerche scientifiche e le misure proseguite successivamente hanno suggerito agli esperti (tecnici, medici, operatori) di considerare potenzialmente dannosa ogni esposizione, anche di bassa intensit\u00e0 e piccola dose. Le dosi individuali per applicazioni non mediche <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.researchgate.net\/publication\/384705586_Low_doses_of_ionising_radiation_definitions_and_contexts\" ><u>non devono superare i limiti stabiliti.<\/u><\/a> Per i lavoratori, il limite \u00e8 di 50 mSv in un singolo anno, con un massimo di 100 mSv in un periodo di cinque anni consecutivi. Per il pubblico, il limite attuale \u00e8 di 1 mSv di esposizione alle radiazioni da sorgenti artificiali all\u2019anno.<\/p>\n<p>Il controllo della sicurezza degli impianti (verifica dell\u2019assenza di emissioni lungo tutte le strutture dei reattori), e la necessit\u00e0 di periodici controlli medici delle persone esposte costituiscono una componente di cruciale importanza nella costruzione e nella gestione di ogni centrale nucleare.<\/p>\n<h3><strong>Per evitare conseguenze catastrofiche<\/strong><\/h3>\n<p>Un <a href=\"https:\/\/thebulletin.org\/2025\/11\/trumps-new-radiation-exposure-limits-could-be-catastrophic-for-women-and-girls\/#post-heading\"  target=\"_blank\" rel=\"noopener\">articolo<\/a> del 14 novembre 2025 pubblicato sul Bollettino degli scienziati atomici mette in luce un aspetto finora trascurato sulle possibili conseguenze delle radiazioni nelle vicinanze delle centrali nucleari: gli effetti su donne e bambine. Gli Autori avvertono che, in alcune circostanze, gli effetti dei possibili nuovi limiti <a href=\"about:blank#post-heading\"><u>potrebbero diventare \u201ccatastr<\/u><u>ofici\u201d<\/u><\/a> per coloro che vivono in prossimit\u00e0 di impianti nucleari. Una critica da tempo avanzata riguardo agli studi dei rischi sanitari (di vario tipo) \u00e8 la scelta \u2013 ancora oggi praticata \u2013 di indagare gli effetti delle radiazioni solo su soggetti maschi adulti. \u00a0Gli attuali standard normativi sono basati su dosi \u201cammissibili\u201d o \u201cpermissibili\u201d per un <em>\u201cuomo di riferimento<\/em>\u201c.<\/p>\n<p>L\u2019uomo di riferimento \u00e8 definito come <em>\u201c\u2026un lavoratore dell\u2019industria nucleare di et\u00e0 <\/em><em>compresa tra 20 e 30 anni, [che] pesa 70 kg<\/em><em>, <\/em><em>\u00e8 alto 170 cm<\/em><em>, <\/em><em>\u00e8 caucasico e ha un habitat e costumi dell\u2019Europa occidentale o del Nord America<\/em>.\u201d Ma i soggetti che vengono esposti alle radiazioni sono anche uomini e donne, adulti e bambini, che vivono nelle aree circostanti agli impianti.<\/p>\n<p>Una studiosa americana, Mary Olson, nel 2019 <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/doi.org\/10.1080\/03080188.2019.1603864\" ><u>ha pubblica<\/u><u>to dei dati<\/u><\/a> che dimostrano che l\u2019impatto delle radiazioni sulle popolazioni non \u00e8 lo stesso per tutti: le donne, e soprattutto le bambine, risultano pi\u00f9 vulnerabili dei maschi all\u2019esposizione<\/p>\n<p>La maggior parte delle ricerche incentrate sulla vulnerabilit\u00e0 di donne e bambini ha costantemente indicato impatti superiori rispetto ai maschi; questi possono includere un aumento dei tumori infantili, in particolare leucemia e tumori del sistema nervoso centrale, disturbi neurologici, difficolt\u00e0 respiratorie, disfunzioni cardiovascolari, disfunzioni immunitarie, mortalit\u00e0 perinatale e difetti alla nascita. La rapida divisione cellulare durante i processi di sviluppo potrebbe essere responsabile di parte di questa maggiore vulnerabilit\u00e0.<\/p>\n<h3><strong>Variet\u00e0 di e<\/strong><strong>missioni?<\/strong><\/h3>\n<p>Le centrali nucleari rilasciano regolarmente radioattivit\u00e0 durante il loro funzionamento quotidiano. Nel 2008, in Germania \u00e8 stato pubblicato uno studio di caso,\u00a0noto come <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/doi.org\/10.1002\/ijc.23330\" ><u>studio KiKK<\/u><\/a>\u00a0, che ha rivelato un aumento di 1,6 volte di tutti i tumori e di 2,2 volte delle leucemie tra i bambini di et\u00e0 inferiore ai 5 anni che vivevano entro 5 km dalle centrali nucleari esaminate. In generale, l\u2019incidenza era maggiore quanto pi\u00f9 i bambini vivevano vicini alla centrale. I risultati dello studio sono stati parzialmente convalidati da altri studi, ma in conclusione gli autori hanno affermato che i loro risultati erano \u201cinspiegabili\u201d perch\u00e9 si presumeva che le dosi fossero troppo basse per causare il cancro. Indagini successive <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.cnsc-ccsn.gc.ca\/eng\/resources\/perspectives-on-nuclear-issues\/the-kikk-study-explained-fact-sheet\/?pedisable=true\" ><u>hanno <\/u><u>poi dichiarato<\/u><u>\u00a0<\/u><u>non attendibili le conclusioni tratte da<\/u><u>i risultati del 2008<\/u><\/a>.<\/p>\n<p>Partendo da una prospettiva diversa\u00a0il dott. <a href=\"doi:10.1016\/j.jenvrad.2013.07.024%E2%80%A2Google%20Scholar%E2%80%A2PubMed\"><u>Ian Fairlie<\/u><\/a>, un ricercatore britannico esperto in radiazioni, ha avanzato una ipotesi nuova: che durante i\u00a0rifornimenti dei reattori si possano manifestare\u00a0improvvisi picchi di rilascio di radiazioni, che abbiano portato all\u2019emissione di dosi pi\u00f9 elevate. Questi potrebbero spiegare i tassi pi\u00f9 elevati di leucemia tra i bambini.\u00a0Fairlie avanza inoltre l\u2019ipotesi che le alte occorrenze osservate di leucemie infantili possano essere da attribuire a un effetto teratogeno dei radionuclidi, in particolare del trizio, incorporati durante la gravidanza.<\/p>\n<h3><strong>I rischi del basso dosaggio<\/strong><\/h3>\n<p>Lo scenario proposto dai sostenitori dello sviluppo dell\u2019energia nucleare ad uso civile, in particolare la prospettiva di una proliferazione di numerosi, piccoli impianti nucleari da costruire anche in prossimit\u00e0 di centri abitati, rende necessario moltiplicare le indagini sui possibili effetti delle radiazioni di basso livello prolungate nel tempo. Uno studio pubblicato di recente sul <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.bmj.com\/content\/351\/bmj.h5359\" ><u><em>British Medical Journal<\/em><\/u><\/a> cerca di rispondere alla domanda: \u201cLa lunga e costante esposizione a basse di dosi di radiazioni ionizzanti fa aumentare le probabilit\u00e0 di ammalarsi di tumore?\u201d \u00c8 questa la domanda da cui sono partiti ricercatori di diversi Paesi, che hanno analizzato i dati di oltre 300mila lavoratori nell\u2019industria nucleare (in Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti) per meglio stimare il rischio di cancro legato all\u2019attivit\u00e0 di chi ogni giorno entra in contatto con fonti radianti.<\/p>\n<p>Lo studio fornisce una stima diretta dell\u2019associazione tra l\u2019esposizione prolungata a basso dosaggio alle radiazioni ionizzanti e la mortalit\u00e0 per cancro solido, e suggerisce un aumento lineare del tasso di cancro con l\u2019aumento dell\u2019esposizione alle radiazioni.\u00a0Le\u00a0conclusioni degli Autori forniscono nuovi elementi che rafforzano quanto finora era gi\u00e0 noto e depongono a favore di una intensificazione della protezione per le categorie professionali pi\u00f9 esposte al pericolo.<\/p>\n<p>Anche la prospettiva di una crescente contiguit\u00e0 tra impianti nucleari e popolazione civile incoraggia a quantificare i rischi di cancro associati a esposizioni prolungate alle radiazioni, e pu\u00f2 contribuire a rafforzare le basi per gli standard di radioprotezione, invertendo la proposta \u2013 suggerita da Trump \u2013 di snellire le procedure riducendo controlli e limiti.<\/p>\n<p><em>_______________________________________________<\/em><\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/elena_camino_95-180x167-e1588393371480.jpg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-66008\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/elena_camino_95-180x167-e1588393371480.jpg\" alt=\"\" width=\"100\" height=\"93\" \/><\/a> <em>Elena Camino <\/em><em>\u00e8 membro della rete <\/em><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/\" ><em>TRANSCEND per la Pace, Sviluppo e Ambiente<\/em><\/a><em> e <\/em><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.assefatorino.org\/\" ><em>Gruppo ASSEFA Torino<\/em><\/a><em>.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2025\/12\/10\/lenergia-nucleare-ad-uso-civile-emissioni-zero-dosi-tempi-limiti\/\" >Go to Original \u2013 serenoregis.org<\/a><\/p>\n<hr \/>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>10 Dicembre 2025\u00a0&#8211;\u00a0Il 17 novembre 2025, a margine della COP30 a Bel\u00e9m, in Brasile, la World Nuclear Association, che guidava la presenza dell\u2019industria dell\u2019energia nucleare al convegno, ha annunciato il suo programma di sostegno alla triplicazione della capacit\u00e0 energetica nucleare globale entro il 2050.\u00a0<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":66008,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[46],"tags":[3702,1360,249,70],"class_list":["post-309787","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-original-languages","tag-cop30","tag-nuclear-energy","tag-trump","tag-usa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/309787","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=309787"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/309787\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":309790,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/309787\/revisions\/309790"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/media\/66008"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=309787"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=309787"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=309787"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}