{"id":312047,"date":"2026-01-19T12:00:49","date_gmt":"2026-01-19T12:00:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=312047"},"modified":"2026-01-14T19:01:23","modified_gmt":"2026-01-14T19:01:23","slug":"italiano-ancora-su-guerra-pace-e-cristiani-oggi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2026\/01\/italiano-ancora-su-guerra-pace-e-cristiani-oggi\/","title":{"rendered":"(Italiano) Ancora su guerra, pace e cristiani oggi"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_312048\" style=\"width: 410px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/gandhi-mural.jpg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-312048\" class=\"wp-image-312048\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/gandhi-mural.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/gandhi-mural.jpg 980w, https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/gandhi-mural-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/gandhi-mural-768x432.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-312048\" class=\"wp-caption-text\">(Foto di Tanya Barrow su Unsplash)<\/p><\/div>\n<p><em><span class=\"published\">Gen 14, 2026<\/span> <\/em>&#8211;\u00a0Cerco di riflettere sulla pace possibile e la guerra superabile a partire da una <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.settimananews.it\/societa\/mattarella-leone-xiv-sul-riarmo\/\" >nota<\/a> del teologo Severino Dianich (del 24 dicembre 2025), commentata su questa rivista da Guido Formigoni, Franco Monaco [e altre persone].<\/p>\n<p><strong>Mattarella e papa Leone<\/strong><\/p>\n<p>Dianich cita il Presidente Mattarella (19 dicembre 2025) \u00abLa spesa per dotarsi di efficaci strumenti che garantiscano la sicurezza collettiva \u00e8 sempre stata comprensibilmente poco popolare\u2026 E tuttavia, poche volte come ora, \u00e8 necessaria. Anche per dare il nostro decisivo contributo alla realizzazione della difesa comune europea, strumento di deterrenza contro le guerre e, insieme, salvaguardia dello spazio condiviso di libert\u00e0 e di benessere\u00bb. Dianich cita poi papa Leone nel Messaggio per la Giornata della Pace del 1\u00b0 gennaio 2026, che dice molto deplorevole il fatto che \u00aboggi alle nuove sfide pare si voglia rispondere, oltre che con l\u2019enorme sforzo economico per il riarmo (aumentato nel 2024, fino al 2,5% del PIL mondiale ), con un riallineamento delle politiche educative: invece di una cultura della memoria, che custodisca le consapevolezze maturate nel Novecento e non ne dimentichi i milioni di vittime, si promuovono campagne di comunicazione e programmi educativi, in scuole e universit\u00e0, cos\u00ec come nei media, che diffondono la percezione di minacce e trasmettono una nozione meramente armata di difesa e di sicurezza\u00bb.<\/p>\n<p>Mi pare di vedere, attraverso le due citazioni, da un lato la convinzione della inevitabilit\u00e0 storica della guerra, oggi nuovamente provocata, col dovere necessario della difesa militare (Mattarella), e, dall\u2019altro lato, la possibilit\u00e0 di mantenere e stabilire la pace senza guerra, come possibilit\u00e0 reale della maturazione umana, e dunque come dovere morale-politico (papa Leone).<\/p>\n<p>Da questo secondo lato, fede-amore-speranza incoraggiano a guardare oltre, a volere l\u2019umanit\u00e0 pi\u00f9 giusta e felice, con la liberazione dalla pratica sempre omicida della guerra. Dal primo lato, il realismo politico, anche senza il coraggio della fede, deve volere l\u2019umanit\u00e0 libera dall\u2019offesa criminale della guerra: la difesa \u00e8 diritto e dovere, ma non ci possiamo rassegnare ad accettare la guerra sempre omicida come unico mezzo di difesa dalla guerra aggressiva. Aggiungo: in tutte le discussioni su questo tema, del possibile o impossibile superamento\/abolizione della guerra, mi sembra che il dibattito corrente ignori la realt\u00e0 storica della Difesa Popolare Nonviolenta, e la sua possibilit\u00e0, non facile ma sperimentata, di evitare i danni della guerra. Anche la guerra di difesa usa armi omicide, quindi duplica e conferma la violenza omicida che \u00e8 la guerra, come se non ci fosse altro modo di difendersi che imitare l\u2019aggressore militare, e cos\u00ec confermare la regola inumana dell\u2019omicidio nei conflitti acuti.<\/p>\n<p><strong>Una cultura della nonviolenza<\/strong><\/p>\n<p>Il \u201cpacifismo\u201d (parola impropria, deformante, che allude a ingenuo ottimismo) viene inteso come illusione, e non come cultura-educazione-politica di gestione non violenta, non omicida, dei conflitti seri, gravi. Invece, la cultura della Nonviolenza \u00e8 un pensiero etico-politico-umanistico universale, serio, ed \u00e8 sperimentato nella pratica storica, come strategia nonviolenta possibile, che \u00e8 dovere della cultura e della politica conoscere e predisporre. Nonviolenza non \u00e8 astensione, non \u00e8 lasciar fare! Tutt\u2019altro: \u00e8 impegno per togliere ingiustizia e affermare la \u201cverit\u00e0 della vita\u201d (Gandhi). Ma il capitalismo delle armi non vuole la Nonviolenza, i politici la ignorano, gli studiosi la trascurano, guardando pi\u00f9 la realt\u00e0 clamorosa che non la ricerca umanizzante. E intanto i popoli cadono vittime di questa ignoranza. Grave \u00e8 l\u2019oscurit\u00e0 dell\u2019ignoranza colpevole che favorisce la guerra omicida, stragista, di cui profitta una economia criminale, che condiziona anche i poteri politici.<\/p>\n<p>Propongo di vedere nel mio blog una imperfetta (e da aggiornare) <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.peacelink.it\/storia\/a\/36008.html\" >Bibliografia<\/a> storica delle lotte nonviolente e non armate. Ringrazio chi contribuir\u00e0 a completarla. Non possiamo ignorare, nella ricerca e riflessione sulla pace, che la realt\u00e0 \u00e8 a volte drammatica. La malvagit\u00e0 umana esiste. Ci dobbiamo chiedere: guerra e violenza sono nella natura umana? Da un certo punto di vista, questo appare indiscutibile, ed ecco il dogma triste: \u201cla guerra c\u2019\u00e8 sempre stata e sempre ci sar\u00e0\u201d. Ma ci sono tanti con noi che pensano: possiamo avere la fiducia (esperienza interiore) che un puro, pieno, realizzato Bene vivente (Dio, o nomi equivalenti) sia nella realt\u00e0, e che accompagni l\u2019esperienza e la storia umana verso una evoluzione nel bene reciproco, non nella \u201cferinit\u00e0\u201d (aggressione e distruzione reciproca in caso di conflitto). La coscienza umana (conoscere se stessi; ascoltare la luce interiore) mostra che siamo sempre o trainati verso la chiusura in s\u00e9 (egoismo, all\u2019occasione distruttivo dell\u2019altro), oppure rivolti alla collaborazione, sentendo il bene dell\u2019altro come il bene mio, fino ad aiutare, amare, donare, sacrificarsi per l\u2019altro. Ci\u00f2 ci porrebbe sempre davanti ad una scelta fondamentale: o ripiegati nell\u2019autoconservazione esclusiva fino ad essere distruttiva dell\u2019altro, oppure collaborativa nell\u2019insieme delle vite, anche se hanno valori altri, ma pur sempre valori. Sarebbe questo il segno che la distruttivit\u00e0 (violenza, guerra), pi\u00f9 che un dato naturale, \u00e8 un guasto, una insufficienza, una incompiutezza, una deviazione, deformazione e non realizzazione. Ci\u00f2 pu\u00f2 fondare la fiducia (esperienza interiore) che la vita (specialmente umana) \u00e8 accompagnata e guidata e chiamata al Bene: non semplicemente all\u2019autoconservazione evolutiva, ma alla collaborazione reciprocamente arricchente. Tanto per riflettere e interrogarsi, e anche impegnarsi.<\/p>\n<p><strong>La coscienza morale cambia e si sviluppa<\/strong><\/p>\n<p>Davanti alle guerre di oggi (sia stragiste, senza limiti di offesa; sia imperiali, senza giustificazione difensiva), i cristiani si interrogano in modo nuovo sulla moralit\u00e0 della guerra in s\u00e9, del conflitto armato, omicida, distruttivo delle condizioni di vita. La possibile distruttivit\u00e0 nucleare, oggi pi\u00f9 alta di allora, faceva gi\u00e0 dire a papa Giovanni, nella <em>Pacem in Terris<\/em>: \u00abbellum alienum a ratione\u00bb: la guerra \u00e8 fuori di ragione (anche se la traduzione italiana riduceva di molto l\u2019affermazione). Quindi non pi\u00f9 giustificabile. Nel frattempo, il principale vescovo Usa rivendicava in Concilio l\u2019azione in Vietnam dei soldati americani \u201cin difesa della civilt\u00e0 cristiana\u201d. Ci tornava gi\u00e0 strano, rispetto a secoli passati, che le armi difendessero il vangelo: dall\u2019inizio Ges\u00f9 non volle la spada di Pietro a sua difesa dagli armati che lo arrestavano per poi crocifiggerlo.<\/p>\n<p>Inoltre, la guerra oggi \u00e8 ben altra cosa dai secoli passati. Poteva essere considerata moralmente \u201cgiusta\u201d da Agostino e Tommaso, a condizione di quelle quattro famose regole, (sempre facilmente eludibili: i re non se ne preoccupavano molto), con l\u2019intento di ridurre il male, nell\u2019impossibilit\u00e0 di toglierlo del tutto. Del resto, la morale cristiana (anche nello stato pontificio) ammetteva come male minore la pena di morte del delinquente, e il tirannicidio (che per\u00f2 tormentava la coscienza di Bonhoeffer nel partecipare alla resistenza contro Hitler).<\/p>\n<p>La coscienza personale del soldato nell\u2019uccidere poteva essere quietata con l\u2019insegnamento che davano i cappellani militari, nella prima guerra mondiale: \u201cSparate senza odio\u201d: cio\u00e8, la pulizia della vostra anima vale pi\u00f9 della vita del \u201cnemico\u201d (quello che vi hanno comandato di trattare da nemico), condannato a morte dal potere statale armato, neppure da una legge superiore alle parti e da un giudice legittimo e corretto. Ho letto le lettere di un soldato italiano nella guerra di Etiopia (cominciata nei giorni in cui nascevo io, nel 1935), sanzionata dalla Societ\u00e0 delle Nazioni. Quel soldato, confortato di avere avuto al mattino la messa del cappellano, e la Comunione, descrive il massacro con bombe a mano e gas di un bel gruppo di abissini, stesi sul terreno che il suo reparto attraversa. Anche qui, non mancavano vescovi contenti che la guerra coloniale portasse l\u00e0 la civilt\u00e0 e la fede cristiana.<\/p>\n<p>Per grazia di Dio, la coscienza morale cambia, riceve maggiore luce evangelica, su alcuni valori. Altre volte, lungo la storia, scende e si oscura. Chi ha fede, sa che Dio accompagna l\u2019umanit\u00e0 nella storia, perch\u00e9 si \u00e8 fatto uomo, e ha promesso di orientare spiritualmente il nostro cammino pi\u00f9 verso il bene (giustizia e amore verso tutti gli umani) che verso il prevalere della potenza sulla giustizia. Anche questo accade, e proprio nei nostri giorni. Dio non ci abbandona, anche quando facciamo il male.<\/p>\n<p><strong>Come fronteggiare il male?<\/strong><\/p>\n<p>La malvagit\u00e0 umana c\u2019\u00e8. Il male c\u2019\u00e8. Sant\u2019Agostino vede nella storia la Citt\u00e0 di Dio e la citt\u00e0 terrena, mescolate fino all\u2019ultimo giorno; la citt\u00e0 dell\u2019amore fino al dono di s\u00e9, la citt\u00e0 dell\u2019egoismo fino al disprezzo del bene; la citt\u00e0 di Caino e la citt\u00e0 di Abele, il nonviolento (nel Corano 5,28 pi\u00f9 chiaramente che nella Bibbia). Nessuno di noi \u00e8 del tutto innocente. Ma come fronteggiare il male? Con i suoi mezzi? Cio\u00e8, con la guerra, la pena di morte, la repressione, la reclusione dura? Cio\u00e8 col dare male per male, nell\u2019illusione di ridurlo? O almeno di rimandarlo dall\u2019altra parte del confine che ci separa? Mi baster\u00e0 mandare l\u2019incendio in casa del vicino per salvare casa mia? Poteva forse valere in pratica quando l\u2019umanit\u00e0 era divisa in isole separate. Ci siamo accorti che il mondo \u00e8 ormai una grande casa unica, un condominio inseparabile e che la sorte dell\u2019umanit\u00e0 \u00e8 ormai unica, indivisibile? Mors tua vita mea, non vale pi\u00f9. La difesa, anche con le armi, sentiamo che \u00e8 ben diversa dalla guerra di aggressione e pi\u00f9 giustificabile. Ma poi, nello sviluppo delle cose, la guerra alla guerra conferma la logica e la crudelt\u00e0 di ogni guerra. I soldati uccisi, le popolazioni straziate, sono ugualmente disprezzate nella loro umanit\u00e0, qualunque sia l\u2019origine politica e storica e le motivazioni della guerra che le calpesta.<\/p>\n<p>La vita umana (ma anche la natura che abitiamo) \u00e8 il valore offeso, qualunque sia la ragione accampata da chi spara sull\u2019umanit\u00e0 di quella terra, e offende la coscienza di quanti, in tutto il mondo, assistono all\u2019offesa. Erasmo (il sapiente che \u2013 mi scriveva Balducci \u2013 fu la radice di una mancata migliore storia europea) ripeteva il paradosso saggio: \u00abMeglio una pace ingiusta di una guerra giusta\u00bb. Oggi dovremmo capire di pi\u00f9 questa saggezza, perch\u00e9 la guerra \u00e8 peggiore che nel \u2018500. Ci rendiamo conto \u2013 ma ce ne rendiamo davvero conto? \u2013 che il mondo umano \u2013 grazie a Dio, pur nei dolori \u2013 \u00e8 ormai unico, un\u2019unica rete di comunicazioni, immagini e sentimenti, possibilit\u00e0 di vita e rischi di morte, che entrano in ogni casa nostra da ogni parte del mondo. Qui c\u2019\u00e8 serenit\u00e0, ma in realt\u00e0 ogni offesa e dolore \u00e8 vicino. Pochi giorni fa, un uomo di trent\u2019anni si \u00e8 gettato dal quarto pieno e si \u00e8 ucciso, a cinquanta metri da casa mia. Ogni simile dolore \u00e8 sentito da tutti: il dovunque \u00e8 vicino. Questa \u00e8 maturit\u00e0 umana, nel pericolo. La strage di capodanno dei giovani in festa in Svizzera \u00e8 avvenuta dappertutto.<\/p>\n<p>Dunque il male contro il male, la potenza distruttiva per distruggere la distruttivit\u00e0, si ritorce su di s\u00e9. \u00c8 insipienza e follia. L\u2019alternativa evangelica, messianica, \u00e8 gi\u00e0 stata proposta: dare bene per male. Tolstoj, dopo il suo \u201crisveglio\u201d evangelico, vide l\u2019essenza del vangelo e la possibilit\u00e0 di pace in Matteo 5,39, \u00abnon resistere al male\u00bb: ci\u00f2 non significa subire, ma non opporre male al male, aggiungendo male. Cos\u00ec Tolstoj fu tra gli ispiratori di Gandhi nello scoprire, sia nella storia, sia nei contrasti sociali presenti, la nonviolenza forte, capace di contenere il male senza farsene contagiare, dimostrando che la verit\u00e0 della vita \u00e8 la nonviolenza attiva, con forza e sacrificio, con l\u2019amore che ci guarisce dalla violenza.<\/p>\n<p>Mi pare che, forse pi\u00f9 chiaramente del Matteo di Tolstoj, dica chiara questa verit\u00e0 che salva, l\u2019evangelista Luca nel cap. 6, discorso del ripiano, delle beatitudini: fate del bene a quelli che vi odiano, fate bene in cambio di male, ricambiate il male col bene. Cos\u00ec sarete figli dell\u2019Altissimo che perdona e mette bene in luogo del male. Questa rivoluzione evangelica chiede molto coraggio, non \u00e8 accettata facilmente. Noi cristiani l\u2019abbiamo accolta e creduta anche sinceramente, ma siamo assai poco coerenti nel viverla. Sembra fuori dalla realt\u00e0 e responsabilit\u00e0. Possiamo coinvolgere altri nell\u2019audacia del perdonare il male?<\/p>\n<p>\u00c8 vero, la ragioni del realismo sono da considerare. Gandhi insegna che la vilt\u00e0 \u00e8 peggiore della violenza. Arriva a scrivere che esistono casi tragici in cui \u00abuccidere pu\u00f2 essere un dovere\u00bb (<em>Teoria e pratica della nonviolenza<\/em>, a cura di Giuliano Pontara, Einaudi 1996, p. 69ss). Se un folle sta per uccidere altri, e se davvero non ho alcun altro mezzo meno che ucciderlo, per impedirgli di uccidere e per salvare cos\u00ec vite umane, allora ho il dovere di impedirgli quel male uccidendolo. Chi non lo fermasse cos\u00ec, se non ha altro modo possibile, sarebbe in peccato, dice Gandhi. Ci\u00f2 \u00e8 tristemente vero, ma resta ancora pi\u00f9 vero che (chiarisce Jean-Marie M\u00fcller, <em>Il principio nonviolenza<\/em>. <em>Una filosofia della pace<\/em>) \u00abla necessit\u00e0 di uccidere non sopprime mai il comandamento di non uccidere\u00bb. \u00abLa giustificazione della violenza con la necessit\u00e0 \u00e8 la prova che la violenza non ha mai una giustificazione umana\u00bb.<\/p>\n<p>Ma il punto \u00e8, come insiste Gandhi, che la violenza non \u00e8 mai in s\u00e9 giusta. Il caso ipotizzato da Gandhi \u00e8 assolutamente differente dalla guerra. La guerra non \u00e8 una situazione tragica imprevista, ma una istituzione stabilita, attrezzata e finanziata per uccidere, anche indiscriminatamente, persino glorificata e sacralizzata, eretta a simbolo della comunit\u00e0 politica statale, celebrata per le azioni distruttive e omicide chiamate vittorie; \u00e8 scuola in cui si insegna esattamente come uccidere persone umane, con le armi ben studiate o anche con le mani sul corpo del \u201cnemico\u201d. Oggi la guerra si fa a distanza, con i mezzi tecnologici comandati da laboratori lontani, ma l\u2019effetto \u00e8 lo stesso. Tenere le mani sullo strumento, senza sporcarle di sangue, non cambia l\u2019azione. I numeri di morti civili e militari \u00e8 tristemente molto alto (e anche tenuto nascosto) nelle guerre di oggi come ieri. Fra lo Stato \u201csovrano\u201d e la vita umana, ogni vita umana, c\u2019\u00e8 o non c\u2019\u00e8 una gerarchia di importanza? Fra la possibilit\u00e0 umana di parlare e risolvere i problemi pur gravi con la mediazione che fa vivere e non uccide, c\u2019\u00e8 o non c\u2019\u00e8 una gerarchia di importanza?<\/p>\n<p><em><span style=\"font-size: large;\"><span lang=\"it-IT\">__________________________________________<\/span><\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Enrico-Peyretti.jpg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-312049 size-full\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Enrico-Peyretti-e1768417156209.jpg\" alt=\"\" width=\"100\" height=\"102\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em><span style=\"font-size: large;\"><span lang=\"it-IT\">Enrico Peyretti<\/span><\/span><\/em> <em><span style=\"font-size: large;\"><span lang=\"it-IT\">\u00e8 membro della <\/span><\/span><\/em><span style=\"color: #0000ff;\"><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/\" ><span style=\"font-size: large;\"><span lang=\"it-IT\"><i>Rete TRANSCEND per la Pace, Sviluppo e Ambiente\u00a0<\/i><\/span><\/span><\/a><\/span><em><span style=\"font-size: large;\"><span lang=\"it-IT\">e del Centro Studi Sereno Regis.<\/span><\/span><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/appuntidiculturaepolitica.it\/2026\/01\/14\/ancora-su-guerra-pace-e-cristiani-oggi\/\" ><span style=\"font-size: large;\">Go to Original \u2013 appuntidiculturaepolitica.it<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gen 14, 2026 &#8211;\u00a0Cerco di riflettere sulla pace possibile e la guerra superabile a partire da una nota del teologo Severino Dianich (del 24 dicembre 2025).<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":312048,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[46],"tags":[97,443,524,444,107,481],"class_list":["post-312047","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-original-languages","tag-catholic-church","tag-culture-of-peace","tag-gandhi","tag-nonviolence","tag-religion","tag-warfare"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/312047","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=312047"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/312047\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":312052,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/312047\/revisions\/312052"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/media\/312048"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=312047"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=312047"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=312047"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}