{"id":316077,"date":"2026-05-18T12:00:48","date_gmt":"2026-05-18T11:00:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=316077"},"modified":"2026-05-12T19:06:39","modified_gmt":"2026-05-12T18:06:39","slug":"italiano-la-proposta-di-legge-unaltra-difesa-non-ripudia-la-guerra-art-11-cost-ne-fa-obiezione-di-coscienza-alle-forze-armate","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2026\/05\/italiano-la-proposta-di-legge-unaltra-difesa-non-ripudia-la-guerra-art-11-cost-ne-fa-obiezione-di-coscienza-alle-forze-armate\/","title":{"rendered":"(Italiano) La Proposta Di Legge \u201cUn\u2019altra Difesa\u201d Non \u201cRipudia La Guerra\u201d (Art. 11 Cost.) N\u00e9 Fa Obiezione Di Coscienza Alle Forze Armate"},"content":{"rendered":"<p><em>11 maggio 2026 &#8211;<\/em> La Difesa Popolare Non Violenta mira a risolvere un conflitto in modo non violento. Dal suggerimento di Galtung su che cosa \u00e8 un conflitto sappiamo che esso \u00e8 un A (Assunzioni)-B (Behavior, fatti)-C(Contraddizione). Pertanto, lo stesso nome di questo tipo di difesa del conflitto guerra deve rappresentare sin dal suo nome una risposta a ciascuna dimensione del conflitto: la nonviolenza come atteggiamento di fondo (A); la lotta della popolazione contro la guerra (C) e le azioni di solo Difesa (B). Di conseguenza, dobbiamo chiarire che l&#8217;oggetto del nostro discorso \u00e8 la una Difesa che \u00e8 Popolare e che \u00e8 Non Violenta (DPN). No al solo termine &#8220;non armato&#8221; suggerito dalla NATO per A, n\u00e9 al solo termine &#8220;civile&#8221; suggerito ancora una volta dalla NATO e dallo Stato per aggiungere un sostegno alle truppe armate. Essere esatti nelle parole \u00e8 molto importante.<\/p>\n<p>Il 16 marzo 2026 \u00e8 stata depositata in Cassazione la proposta di legge (pdl) \u201cUn\u2019altra difesa \u00e8 possibile\u201d per iniziativa di vari movimenti non violenti, per la pace e per il disarmo. Riguarda essa la DPN?<\/p>\n<p><em>Analisi dei testi <\/em><\/p>\n<p>Per prima cosa occorre stabilire su che cosa si discute; se su ci\u00f2 che nel testo della proposta ha valore legale, o su opinioni personali di qualcuno che l\u2019ha letta, o addirittura sulle amicizie e la fiducia che abbiamo verso i nostri amici nei vari movimenti per la pace, se siano buoni e bravi o se ci lascino sorpresi. Il fatto \u00e8 che le parole della relazione introduttiva e del testo della legge sono chiare ai politici che debbono decidere su di esse; e come parole precise le dobbiamo considerare. In Parlamento si approvano leggi con testi scritti, dove ogni parola \u00e8 pesata e circoscritta. Quello che si scrive sui documenti ufficiali non \u00e8 soggetto a libere interpretazioni: \u201ccarta canta\u201d.<\/p>\n<p>La relazione introduttiva della pdl si dilunga sul pensiero di Pietro Pinna, che molti non riconoscerebbero come un fautore della DPN, in quanto nei convegni specifici poneva sempre una domanda provocatoria: \u201cChi mi sa definire che cosa \u00e8 la difesa popolare non violenta (DPN)?\u201d Non ricorda invece tutta la lotta e il lavoro che hanno costruito la legge 230\/98 che per prima ha fatto scrivere una difesa alternativa, la DPN (la stessa parola \u201cobiettore\u201d viene usata solo nella relazione dove viene indicato uno solo: Pietro Pinna): dimenticanza?<\/p>\n<p>La relazione parla spesso di \u201cdifesa civile non armata e nonviolenta\u201d; cos\u00ec pure la pdl. Ma queste parole sono semplici etichette rispetto alla <em>funzione<\/em> che si vuole avere rispetto alle FF. AA.; la quale funzione \u00e8 definita proprio quando la relazione conclude (i grassetti sono miei):<\/p>\n<p>&#8220;&#8230; forme di difesa civile basate su principi non armati e nonviolenti, <strong>integrando <\/strong>tali strumenti nelle proprie politiche di sicurezza nazionale e cooperazione internazionale&#8230;. [esempi: Svezia e Svizzera che gi\u00e0 hanno integrato i civili nelle FF.AA.]&#8230;. L\u2019obiettivo perseguito [dalla pdl] non \u00e8 quello di sostituire la difesa militare, bens\u00ec di<strong> affiancarla e integrarla, offrendo allo Stato ulteriori strumenti <\/strong>per affrontare minacce e rischi che, sempre pi\u00f9 frequentemente, richiedono risposte civili,&#8230;.&#8221;(<a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/nam12.safelinks.protection.outlook.com\/?url=https%3A%2F%2Fwww.difesacivilenonviolenta.org%2Fwp-content%2Fuploads%2F2026%2F03%2FPdL_DCNANV_2026-AltraDifesaPossibile-depositato.pdf&amp;data=05%7C02%7Cdrago%40unina.it%7Ce9ed3e9ff18948f574b808de96bd405c%7C2fcfe26abb6246b0b1e328f9da0c45fd%7C0%7C0%7C639113936978048751%7CUnknown%7CTWFpbGZsb3d8eyJFbXB0eU1hcGkiOnRydWUsIlYiOiIwLjAuMDAwMCIsIlAiOiJXaW4zMiIsIkFOIjoiTWFpbCIsIldUIjoyfQ%3D%3D%7C0%7C%7C%7C&amp;sdata=1rAHl5rBQW5H8UVz6a5OoI8HJISpS1KZv0kblS%2BUiP4%3D&amp;reserved=0\" >https:\/\/www.difesacivilenonviolenta.org\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/PdL_DCNANV_2026-AltraDifesaPossibile-depositato.pdf<\/a>)<\/p>\n<p>Poi anche il testo della pdl la definisce:<\/p>\n<p>&#8221; Art. 1\u00a0 \u00a0&#8230; <strong>complementare<\/strong> alle forme di difesa militare&#8230;\u201d<\/p>\n<p>(<a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/nam12.safelinks.protection.outlook.com\/?url=https%3A%2F%2Fwww.difesacivilenonviolenta.org%2Fla-proposta-di-legge%2F&amp;data=05%7C02%7Cdrago%40unina.it%7Ce9ed3e9ff18948f574b808de96bd405c%7C2fcfe26abb6246b0b1e328f9da0c45fd%7C0%7C0%7C639113936978097731%7CUnknown%7CTWFpbGZsb3d8eyJFbXB0eU1hcGkiOnRydWUsIlYiOiIwLjAuMDAwMCIsIlAiOiJXaW4zMiIsIkFOIjoiTWFpbCIsIldUIjoyfQ%3D%3D%7C0%7C%7C%7C&amp;sdata=J0X8rN0G8HEnW9gv%2FdDmJmxEEA8LMoGAAdrkTND0ufQ%3D&amp;reserved=0\" >https:\/\/www.difesacivilenonviolenta.org\/la-proposta-di-legge\/<\/a>)<\/p>\n<p>La presentazione propone come esempi da imitare la Svezia e la Svizzera. E\u2019 ben noto che:<\/p>\n<p>\u201cLa Svezia\u00a0ha a disposizione\u00a0inoltre, come <strong>componente effettiva delle\u00a0Forze Armate<\/strong>, una Guardia Nazionale (<em>Hemv\u00e4rnet \u2013 nationella skyddsstyrkorna<\/em>) reclutata su base volontaria e locale, con una capacit\u00e0\u00a0di mobilitazione pressoch\u00e9 immediata. Pensata e strutturata per la Difesa territoriale [che \u00e8 una difesa armata; quella organizzata ad es. dalla Jugoslava per difendersi con armi distribuite al popolo da una possibile invasione dell\u2019URSS] \u00a0pu\u00f2 essere <strong>anche<\/strong> utilizzata per compiti di Difesa civile (incendi, inondazioni, emergenze sanitarie\u00a0ecc.). La Guardia Nazionale dispone su tutto il territorio nazionale di una forza di circa 20.000 effettivi.\u201d (https:\/\/storiaesoldati.wordpress.com\/2015\/01\/20\/forze-armate-dellunione-europea-svezia\/; v. anche articolo su <em>Limes<\/em> n. 10, 2025 sulla nuova difesa svedese).<\/p>\n<p>\u201c\u2026 [essa deve] contribuire alla capacit\u00e0 di difesa militare <strong>nell&#8217;ambito della difesa collettiva<\/strong> <strong>della NATO<\/strong>\u201d. https:\/\/www.mcf.se\/en\/about-us\/our-mission\/<\/p>\n<p>(Della difesa della Svizzera non c\u2019\u00e8 bisogno di citare; si sa bene che la Svizzera \u00e8 un Paese molto militarista: ogni professionista civile in caso di guerra \u00e8 un ufficiale militare; inoltre ci sono 600.000 civili che in caso di guerra vengono integrati nelle FF. AA.)<\/p>\n<p>E\u2019 anche da tenere in conto la proposta di una \u201cdifesa civile\u201d della NATO. Nel 1999 la NATO ha istituito una unit\u00e0 che integra i civili nelle operazioni belliche: il CIMIC (Civil-Military Cooperation; notare la parola \u201ccooperazione\u201d).<\/p>\n<p>Il CIMIC si definisce cos\u00ec:<\/p>\n<p>\u201cUna funzione <strong>militare<\/strong> congiunta che <strong>integra<\/strong> [nel militare] la comprensione dei fattori civili dell\u2019ambiente operativo e che consente, facilita e conduce l\u2019interazione civile-militare <strong>per supportare il raggiungimento delle missioni e degli obiettivi strategici militari<\/strong> in tempo di pace, crisi e conflitto.\u201d[ NATO Agreed, 2022-08-04]<\/p>\n<p>\u201cL&#8217;<strong>integrazione<\/strong> pu\u00f2 essere descritta come il processo di collaborazione volto al raggiungimento di un obiettivo comune. Rappresenta <strong>il massimo livello<\/strong> [tra i sette previsti] <strong>di interazione<\/strong> tra due attori [militare e civile], implicando la pianificazione e l&#8217;esecuzione di azioni congiunte all&#8217;interno di uno spazio di impegno condiviso. Ad esempio, le autorit\u00e0 civili e militari formano uno stato maggiore integrato per pianificare e sincronizzare le attivit\u00e0 militari e non militari <strong>al fine di organizzare un&#8217;operazione militare<\/strong> e <strong>mitigarne l&#8217;impatto<\/strong> sulla societ\u00e0 civile\u201d.(https:\/\/www.cimic-coe.org\/handbook-entries\/welcome-to-the-cimic-handbook\/ii-fundamentals\/2-1-nato-cimic\/)<\/p>\n<p>I presentatori della pdl sono persone adulte; non c\u2019\u00e8 da pensare che abbiano scritto parole solo approssimative. Le loro parole sono chiare: al di l\u00e0 del ripetere l\u2019etichetta della \u201cDifesa civile, non armata e nonviolenta\u201d, che serve anche per collegarsi ad un precedente giuridico (senza per\u00f2 dichiarare <strong>mai <\/strong>di fare seguito alla legge 230\/98 o a quello che ne \u00e8 rimasto nel Testo Unico della Difesa, n\u00e9 nominarla: perch\u00e9?), la difesa della pdl non vuole l\u2019\u201calternativa&#8221; alle FF.AA. ma una difesa \u201c<strong>complementare<\/strong>\u201d e \u201c<strong>integrata<\/strong>\u201c ad esse; in particolare anche nelle missioni militari all&#8217;estero.<\/p>\n<p>Il fatto da discutere \u00e8 che la parola &#8220;alternativa&#8221;, finora usata dai pacifisti e dai non violenti\u00a0italiani, \u00e8 diventata &#8220;complementare&#8221; e \u201cintegrata\u201d. Le due parole sono scritte in maniera inequivocabile in ambedue i due testi della pdl ed \u00e8 con queste parole che i presentatori dicono con chiarezza che si deve qualificare la loro difesa. Che poi chi facesse questa difesa non spari dichiarandosi non violento, \u00e8 un fatto secondario; anche la Croce rossa non spara; e Gandhi dopo l&#8217;esperienza di infermiere in Sud Africa non ha pi\u00f9 voluto fare il &#8220;complementare&#8221; di una guerra.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><em>Sulle parole equivoche dei militari e non <\/em><\/p>\n<p>Chi ha usato la parola &#8220;complementare&#8221; e \u201cintegrata\u201d per\u00f2 nel titolo ha chiamato questa difesa &#8220;altra&#8221; non credo che non sapesse che cosa stesse scrivendo.\u00a0La nuova difesa \u00e8 chiamata \u201caltra\u201d, in modo che cos\u00ec non ha un nome preciso. Che poteva essere: civile, non armata, non violenta, tutte e tre (come dice la legge 230\/98). La parola \u201caltra\u201d dice solo che essa non \u00e8 proprio quella militare, ma non dice di quanto sia \u201caltra\u201d. Data questa vaghezza, ognuno ci pu\u00f2 vedere ingenuamente la sua idea di difesa senza per\u00f2 notare le differenze tra la sua e le altre denominazioni.<\/p>\n<p>E\u2019 vero che nel testo si nomina anche la non violenza a proposito del comportamento del singolo, che quindi non spara; ma magari perch\u00e9 impiegato in fureria, o come autista, o addirittura nei\u2026 (nelle FF. AA. ci sono anche questi) servizi segreti.<\/p>\n<p>Inoltre dal 1990 viviamo lo stravolgimento dell\u2019art. 11 della Costituzione perch\u00e9 hanno detto (Andreotti) che, per il suo secondo comma, l\u2019adesione alla NATO comporta il nostro obbligo a seguirla in tutte le sue avventure belliche; con ci\u00f2 hanno messo per primo il secondo comma e il primo comma, quello del \u201cripudio della guerra\u201d, messo per secondo e subordinato alla NATO, \u00e8 diventato una aspirazione morale senza pi\u00f9 contenuto giuridico. La non violenza non pu\u00f2 aderire a questo equivoco che sarebbe convalidato dal nostro accettare le FF. AA. stravolgenti l\u2019art. 11 della Costituzione e dall\u2019andare ad obbedire alle strategie NATO dirette dalla superpotenza mondiale USA (che da guerrafondai si d\u00e0 il diritto di usare per prima le armi nucleari \u201ccontro qualsiasi entit\u00e0 politica\u201d). Quando si esce nella arena politica internazionale la prima cosa da fare \u00e8 decidersi tra lo stare con quell\u2019Italia che attraverso la NATO partecipa al sistema mondiale di potere imposto dagli USA, o con l\u2019ONU, l\u2019unica organizzazione politica internazionale che (bene o male) rappresenta tutti i popoli.<\/p>\n<p>In pi\u00f9 dobbiamo notare un equivoco. Noi pensiamo che ogni guerra debba essere di sola \u201cdifesa\u201d. Ma da alcuni decenni i militari (che prima erano \u201ctutti d\u2019un pezzo\u201d) usano parole equivoche. Loro chiamano \u201cdifesa\u201d quella che \u00e8 la guerra; v. Ministero della Guerra cambiato in Ministero della Difesa. Il quale poi, come NATO, fa guerre dichiarate \u201cdifensive\u201d (tutte guerre dalla parte del torto e devastanti le popolazioni locali: Jugoslavia,\u00a0 Afganistan, Iraq, Libia; in questo mese ci siamo salvati per un pelo da una guerra NATO contro l\u2019Iran) perch\u00e9 loro avrebbero la \u201csaggezza\u201d di prevenire aggressioni prima che esse avvengano! Dicendo noi \u201cdifesa\u201d, i militari ci vedono come aderenti alla loro difesa armata e alla loro guerra chiamata di \u201cpace\u201d. Quindi per dire che la nostra difesa \u00e8 \u201caltra\u201d dalla loro difesa occorre mettere i paletti con opportune parole distintive; altrimenti essi, integrando una componente che non spara, magari dichiarata non violenta, utilizzeranno questo fatto per farsi propaganda di essere d\u2019accordo con tutti i pacifisti e con tutti i non violenti (e poi chi potrebbe obiettare a questa entit\u00e0 che raccoglie tutti?). Di fatto nei due testi della pdl non si dice mai \u201cautonoma\u201d o \u201cindipendente\u201d.<\/p>\n<p>Se scegliamo di allinearci con le nostre FF:AA: che sono soggette alla NATO, i popoli sanno come giudicarci.<\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Qual \u00e8 la differenza sostanziale tra difesa \u201calternativa\u201d e difesa \u201ccomplementare\u201d?<\/em><\/p>\n<p>Per esemplificare, la differenza tra una difesa \u201ccomplementare\u201d e \u201cintegrata\u201d nelle FF:AA. e una difesa \u201calternativa \u201c\u00e8 quella tra:<\/p>\n<p>1) da una parte, la Croce Rossa (nata per l\u2019umanit\u00e0 di uno svizzero, Dunant, rimasto inorridito dal massacro di Curtatone e Montanara) che poi \u00e8 stata \u201cintegrata\u201d dalle FF. AA. come corpo collaterale; essa quindi segue le segue in qualsiasi operazione (anche contro la pace) e cura solo i connazionali\u00a0 e, dall\u2019altra parte, <em>Emergency<\/em> di Gino Strada e <em>Medicins sans Fronti\u00e8res<\/em> i quali curano tutti, si finanziano autonomamente e sono indipendenti dalle FF. AA. del proprio Paese.<\/p>\n<p>2) gli odierni Vigili del Fuoco militarizzati (a forza, come fu durante il Fascismo)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 e, cos\u00ec come vogliono quelli che fanno questo lavoro, un corpo nazionale autonomo di difesa non armata (Lo stesso vale per i Vigili Urbani e la Guardia di Finanza).<\/p>\n<p>3) il servizio civile (SC) che ha privatizzato il progetto della difesa nazionale nonviolenta in una miriade di progettini di servizio sociale comunitario\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 e il SC detto dalla legge 230\/98, cio\u00e8 quello organizzato dallo Stato per preparare, assieme alla Protezione Civile, una difesa nazionale alternativa<\/p>\n<p>4) gli ausiliari militari che seguono tutte le avventure belliche delle FF. AA. italiane e della NATO e \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0l\u2019autofinanziata <em>Operazione Colomba<\/em> di Rimini, che per difendere i Diritti Umani interviene in autonomia in tutto il mondo al di fuori della protezione delle FF. AA. italiane eventualmente sul luogo (e cos\u00ec pure la <em>Nonviolent Peace Force<\/em>, le <em>Peace Brigades International<\/em>, i <em>Corpi civili di Pace<\/em> italiani).<\/p>\n<p>5) la Festa della Repubblica (2 Giugno) trasformata in parata delle FF. AA. alla quale fanno partecipare anche un gruppo di SC.isti, e la Festa dell\u2019unica vittoria delle FF. AA. italiane (4 Novembre) \u201cnate dalla Resistenza\u201d che fa aprire tutte le caserme anche ai bambini \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 e il 2 Giugno come Festa del lavoro, della solidariet\u00e0 e della pace (artt. 1, 3 e11 della Costituzione) e il 4 Novembre come lutto per la \u201cstrage inutile\u201d, anche perch\u00e9, se non entravamo in guerra, ci davano proprio quei territori che poi abbiamo conquistato con massacri.<\/p>\n<p>6) le \u201cmissioni di Pace\u201d per portare la libert\u00e0 alle donne e la democrazia ai paesi autocrati o sotto tiranni compiute da NATO e USA e \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 le missioni ONU di Peacebuilding civile e quelle di Peacekeeping (armate come forza di polizia che non spara mai per prima).<\/p>\n<p>Di fatto, la strategia della DPN non pu\u00f2 essere inclusa nella strategia delle FF. AA.; altrimenti, se essa sul campo agisse collettivamente in maniera non violenta, limiterebbe la loro libert\u00e0 d&#8217;azione; e in pi\u00f9 dall\u2019esterno l\u2019azione dell\u2019Italia verrebbe percepita come facente un <strong>doppio gioco<\/strong>, di pace e di guerra.<\/p>\n<p>Inoltre la DPN deve separarsi da quella delle FF. AA. anche nella catena di comando. Se le FF. AA. &#8220;integrassero&#8221; qualcosa di \u201caltro\u201d, la loro catena di comando resterebbe inevitabilmente unica e sottometterebbe la difesa \u201caltra\u201d alla sua disciplina di azione contro il nemico. Una volta un generale norvegese disse a Galtung dopo un seminario sulla difesa alternativa: \u201cIn linea di principio questa difesa ci sembra del tutto possibile e praticabile. Ma c\u2019\u00e8 un problema: essa ci si pu\u00f2 rivoltare contro! Perci\u00f2 non la vogliamo (a meno di sottometterla a priori).\u201d Perci\u00f2. se Mattarella, Capo supremo delle FF. AA. e, per la pdl, anche delle forze disarmate, dicesse di andare a bombardare il Paese X, anche la difesa \u201ccomplementare\u201d e \u201cintegrata\u201d dovrebbe andarci; infatti dentro le FF. AA. l&#8217;obbedienza al Capo di Stato non pu\u00f2 essere contrattata o discussa democraticamente, n\u00e9 nelle FF.AA. c&#8217;\u00e8 la obiezione di coscienza, neanche per gli \u201cintegrati\u201d. Se fosse approvata questa pdl, vedremmo, <strong>si fa per dire<\/strong>, Mao Valpiana che guida una compagnia di pacifisti, tutti in una divisa specifica per la difesa \u201caltra\u201d, in partenza da Taranto benedetti dal cappellano\u00a0dei corpi civili, Alex Zanotelli o Tonio dall&#8217;Olio, per una missione NATO all&#8217;estero. Che ne penserebbe la gente semplice in Italia? Che non esiste alternativa possibile alle FF.AA. (cos\u00ec potenziate).<\/p>\n<p><em>Cosicch\u00e9 i pacifisti della difesa \u201caltra\u201d diventerebbero corresponsabili delle possibili grandi illegalit\u00e0, massacri, politiche sbagliate e sconfitte dell&#8217;esercito italiano intruppato nella NATO, senza riservarsi nessuna possibilit\u00e0 di dissentire dalle decisioni degli strateghi militari. <\/em><\/p>\n<p>In conclusione, <strong>questa difesa \u201caltra\u201d non \u201cripudia la guerra\u201d (art. 11 della Costituzione)<\/strong>. Cio\u00e8 la difesa \u201caltra\u201d non farebbe nascere il pluralismo nella difesa nazionale, ma darebbe alle FF.AA. una faccia variabile, a seconda delle circostanze; quando si riserva di fare qualche \u201ciniziativa di pace\u201d con la popolazione che subisce la guerra. Ma che senso avrebbe una azione non violenta di questo corpo integrato nelle FF. AA. sbarcato in terra straniera? Esso non avrebbe forse le spalle coperte da commilitoni con mitragliatore e dal volo di cacciabombardieri italiani? La gente del luogo come la dovrebbe vedere?<\/p>\n<p>Che dice Don Milani a questo proposito? \u201cE&#8217; tanto ladro chi ruba che chi tiene il sacco\u201d, anche se chi regge il sacco \u00e8 solo \u201ccomplementare\u201d a chi ruba.<\/p>\n<p>Quindi questa iniziativa di legge \u00e8 <strong>una conversione a U<\/strong> rispetto ai primi obiettori, a Capitini (che mai ha pensato di collaborare con i militari), a don Tonino Bello (la sua missione a Sarajevo con cinquecento persone sarebbe stata una pazzia?) al progetto di nuova difesa dei cristiani, che sanno di costituire una nuova religione solo perch\u00e9 essi hanno una fede in pi\u00f9 degli ebrei, quella con cui si pu\u00f2 (e quindi, si deve) \u201camare anche il nemico\u201d, cos\u00ec come ha fatto San Francesco verso gli arabi invasori della Terra santa e cos\u00ec come ha fatto l\u2019ind\u00f9 Gandhi verso gli Inglesi dell\u2019Impero Britannico.<\/p>\n<p><em>Eppure finora le leggi italiane erano state chiare sulla alternativa nella difesa nazionale. <\/em><\/p>\n<p>Dopo aver conquistato con le leggi 772\/1972 e 230\/198 il diritto di essere un cittadino alla pari di tutti gli altri pur essendo obiettore di coscienza alle FF. AA., oggi c\u2019\u00e8 da ottenere <strong>il diritto di organizzare la<\/strong> <strong>nostra<\/strong> forma di difesa attraverso un&#8217;apposita legislazione. In Italia, dove la legge costituzionale n. 11 &#8220;ripudia la guerra per la risoluzione dei conflitti internazionali&#8221;, la Corte Costituzionale ha pi\u00f9 volte affermato che \u00e8 equivalente servire la difesa del Paese con o senza armi; e la legge 230\/1998, ottenuta grazie alla pressione della Campagna Nazionale OSM-DPN con il rifiuto delle tasse per le armi, ha fatto introdurre la istruzione sulla difesa alternativa per gli obiettori di coscienza. Infatti la Campagna fu molto chiara: essa fece inserire (all&#8217;on. Luciano Guerzoni, che la propose) molti aggettivi, &#8220;una difesa civile, non armata e non violenta&#8221;, proprio per dire chiaramente che essa doveva essere alternativa a quella militare; e poi, proprio con quegli aggettivi la legge \u00e8 stata approvata; ed \u00e8 questa difesa alternativa che la legge dice che dovrebbe essere insegnata ai SC.isti.<\/p>\n<p>E nel dic. 1993 alcuni deputati della IX Legislatura presentarono una proposta di legge che non parlava di difesa \u201caltra\u201d, ma proprio della DPN e la dettagliava con precisione: la pdl Bertezzolo, Crippa, Dorigo, Lusetti e altri, tra i quali Pietro Ingrao (!).<\/p>\n<p>Successivamente, per la crescita del movimento per la pace nella societ\u00e0 e nelle caserme, il servizio militare \u00e8 stato &#8220;sospeso&#8221; (che parola equivoca!). Comunque, ogni successiva legge sul SC volontario ha affermato che esso \u00e8 finalizzato ad una difesa alternativa. Cos\u00ec dice anche la prima legge istitutiva del SC volontario:<\/p>\n<p>&#8220;LEGGE 6 marzo 2001, n. 64 \u2013 Istituzione del servizio civile nazionale &#8211; Capo I\u00a0\u00a0Disposizioni relative alla istituzione del servizio civile nazionale Articolo 1\u00a0\u00a0Princ\u00ecpi e finalit\u00e0.\u00a0\u00a01. \u00c8 istituito il servizio civile nazionale finalizzato a: a) concorrere, <strong>in alternativa<\/strong> al servizio militare obbligatorio, alla difesa della\u00a0Patria con mezzi e <strong>attivit\u00e0 non militari<\/strong>&#8230;.&#8221;.<\/p>\n<p>Quindi la attuale pdl \u00e8 <strong>una inversione ad U<\/strong> rispetto alle leggi non violenti italiani, conquistate con 50 anni di prigioni e di lotte.<\/p>\n<p><em>Quale iter, se la pdl arrivasse in Parlamento? <\/em><\/p>\n<p>La pdl non proviene da un ampio dibattito tra i movimenti per la pace: alcuni movimenti sono stati inglobati all\u2019ultimo momento. Quindi \u00e8 bene illustrare a che cosa si va incontro con questa pdl di iniziativa popolare.<\/p>\n<p>Ipotizziamo che la pdl raccolga le firme necessarie. Ma questo non vuol dire che essa verr\u00e0 presa in considerazione dal Parlamento; non \u00e8 la prima volta che pdl analoghe sono rimasti nel dimenticatoio dei lavori Parlamentari.<\/p>\n<p>Se comunque verr\u00e0 considerata, poi l\u2019obiettivo di riuscire a percorrere tutto il cammino di un progetto di legge mantenendo tutti i desideri della pdl non \u00e8 realistico. Come fu per la legge sulla odc del 1972 essa sar\u00e0 soggetta ad un iter parlamentare massacrante: prima dovr\u00e0 passare in Commissione difesa, dominata da militaristi. L\u00ec altri deputati potranno aggiungere altre proposte di legge sul tema. Poi, un membro dei partiti del Governo (come nel 1972 fece l\u2019on. Marcora della DC) presenter\u00e0 un suo progetto-sintesi di tutti i progetti. Egli, scartando quello che non gli piace, prender\u00e0 quello che piace a lui e al governo. Solo allora questa nuova versione verr\u00e0 presentata al Parlamento per farla approvare dalla sua maggioranza numerica (che oggi \u00e8 di destra ed \u00e8 convinta sostenitrice delle FF. AA.).<\/p>\n<p>Questa pdl raccoglie tutti i desideri della base (Dipartimento specifico, Corpi civili di pace, Istituto di ricerca, SC per la nuova difesa, Consiglio nazionale sulla nuova difesa, obiezione fiscale legale) senza una valutazione di quanto ogni desiderio sia realistico e quanto questi desideri siano compatibili tra loro e quanto corrispondano ad una strategia. Per\u00f2 lo fa in modo che tutti i pacifisti ci possano ritrovare il proprio desiderio.<\/p>\n<p>La differenza con le esperienze della approvazione della 772\/1972 e della 230\/98 (che fu votata dieci volte da solo un ramo del Parlamento ma poi questo voto decadeva perch\u00e9 si scioglievano le Camere; e che una volta venne approvata da ambdue i rami, fu respinta con chiari pretesti dal Presidente della Repubblica Cossiga (1991) \u00a0e la si dovette approvare di nuovo) \u00e8 che a sostenerle allora c\u2019erano le pressioni politiche di azioni popolari non violente (obiezioni illegali all\u2019esercito, obiezioni illegali fiscali di diecimila persone contro la difesa militare); oggi invece c\u2019\u00e8 solamente un movimento di opinione (non precisa), come tanti altri movimenti di opinione o movimenti di firmatari di petizioni. Che capacit\u00e0 ha oggi il movimento per la pace di esercitare pressioni per far cambiare questo destino parlamentare penoso e far cos\u00ec approvare i desideri espressi dal progetto?<\/p>\n<p>Anche la battaglia da fare in Parlamento \u00e8 dura. Quanti parlamentari occorrerebbero (oltre ai pochi firmatari della pdl) per fare massa sufficiente a, per lo meno, non far stravolgere il progetto? Di fronte ai deputati pacifisti, \u00e8 ovvio che quelli militaristi cercheranno di prendere la palla al balzo per trovare consenso alla politica militare dominante, cio\u00e8 per asservire le parole \u201cpace\u201d e \u201cnon violenza\u201d alla loro propaganda (gi\u00e0 le FF. AA. fanno questa propaganda alla grande: le missioni di guerra chiamate \u201cdi pace\u201d; i cappellani, graduati ufficiali, che curano le anime usati per sostegno psicologico e propagandistico; il Papa \u201cbuono\u201d, Giovanni XXIII, stato nominato loro santo patrono; la nave Vespucci consacrata come sede giubilare, ecc.).<\/p>\n<p>Ma soprattutto, nella ipotesi che si arrivi ad un accordo per approvarla, \u00a0quale sar\u00e0 <strong>il punto di incontro <\/strong>tra parlamentari militaristi e quelli pacifisti? Chiaramente e sicuramente la parola \u201cintegrata\u201d con cui \u00e8 stata caratterizzata dalla pdl la difesa \u201caltra\u201d e che \u00e8 la stessa parola del CIMIC della NATO. Cio\u00e8 il Governo, che \u00e8 stabilmente militarista, potr\u00e0 ben accettare questa proposta chiaramente espressa dalla pdl: essere &#8220;complementari&#8221; e \u201cintegrati\u201d alle FF.AA.; cio\u00e8, in soldoni, di partecipare alle missioni NATO l\u00e0 dove nel mondo la &#8220;pace chiama&#8221; secondo le idee del governo e delle FF.AA..<\/p>\n<p>Poi, i desideri della dpl restano un optional da contrattare per sanare differenze di vedute tra i due gruppi di deputati. Allora ci sar\u00e0 da sperare che, in cambio della \u201ctosatura\u201d dalla proposta originaria e della entrata, non proprio gloriosa, dei pacifisti nelle FF. AA., venga loro concesso qualcosa dei desideri? Perch\u00e9 questa \u00e8 la politica cos\u00ec come intesa dalle persone che, non basandosi sulla testimonianza, \u201cse ne intendono\u201d: la politica come contrattazione; per cui io d\u00f2 una cosa a te, tu dai una cosa a me.<\/p>\n<p>Alla fin fine, siamo noi disposti ad accettare che i giovani non violenti vadano al seguito delle operazioni NATO all&#8217;estero (in trenta e passa anni sono state tutte fallimentari e tutte colpevoli di &#8220;stare dalla parte sbagliata&#8221;, direbbe Don Milani), pur di avere come contentino uno dei vari desideri che dice la pdl? Ad es., il Dipartimento (chi ne nomina il capo?); l\u2019Istituto (chi ne nomina il Direttore? Ricordiamoci che dal 2014 \u00e8 nato l\u2019European Peace Institute col direttore nominato dalla UE; chi l&#8217;hai mai sentito? Infatti esso parla di \u201cpace\u201d ai Governi, non alla gente), ecc.. Ricordiamo allora che l\u2019arte di \u201cassorbire\u201d le idee degli avversari \u00e8 una caratteristica dei politici.<\/p>\n<p>Possibile che per costruire qualche istituzione non violenta in Italia dobbiamo scegliere la politica di Esa\u00f9, che vendette l\u2019eredit\u00e0 futura per avere subito un piatto di lenticchie?<\/p>\n<p><em>Come la politica dei non violenti \u00e8 arrivata a questo proposta? <\/em><\/p>\n<p>A me sembra che la questione non sia solo la finalit\u00e0 della pdl; la pdl parla da sola; quanto piuttosto l&#8217;interpretazione da dare alla conversione politica che l\u2019ha suggerita. Cio\u00e8 il problema ora \u00e8: come spiegare la politica di quei movimenti che hanno preso questa iniziativa scrivendo quelle frasi inequivocabili? (Ricordo che negli anni 1980-2000 la nostra politica and\u00f2 bene anche perch\u00e9 avemmo l\u2019appoggio esterno della chiaroveggente Caritas Italiana del tempo; poi dopo nessuna grande associazione, schierandosi per una politica non violenta ci ha aiutato in politica).<\/p>\n<p>Alcune cose sono chiare nella nostra storia di non violenti italiani.<\/p>\n<p>La difesa civile che oggi viene presentata come \u201ccomplementare\u201d e \u201cintegrata\u201d, \u00e8 quella che nel 1973 la grande maggioranza\u00a0dei primi obiettori in servizio civile (80 su circa 110) rifiutarono: erano stati inviati a Passo Corese RI, dove appunto c&#8217;era un centro di difesa civile della NATO. Per questo \u201cinammissibile\u201d rifiuto di obbedienza il Ministero della Difesa rinunci\u00f2 a gestire il SC, facendo conto che tutto andasse a ramengo. Allora invece \u00e8 nato il SC autonomo dalle direttive del Ministero, portato avanti dai pochi Enti di Servizio civile che erano solidali con i servizio civilisti (in particolare la Caritas Italiana, che istruiva gli obiettori anche alla DPN).<\/p>\n<p>Poi la Campagna OSM-DPN, Alberto L\u2019Abate, Nanni Salio ed io abbiamo sempre sostenuto la DPN senza rapporti istituzionali con i militari. Invece Marco Pannella durante la guerra in Jugoslavia fece una conferenza stampa dove si present\u00f2 vestito con la tuta mimetica per chiedere (in nome di Gandhi!) l\u2019intervento delle FF.AA. Anche Alex Langer durante la guerra in Jugoslavia voleva l\u2019intervento armato. (\u201cPacifismo tifoso, pacifismo dogmatico, pacifismo concreto\u201d, in A. Drago e M. Soccio (edd.), <em>Peacekeeping e Peacebuilding. La difesa della Pace con mezzi civili<\/em>, Editoria Universitaria, Venezia, 1995, pp. 65-66. Invece proprio allora nacque la <em>Operazione Colomba<\/em> di Rimini: decine di obiettori in SC illegalmente espatriarono l\u00e0 e iniziarono a compartecipare la vita della popolazione che subiva la guerra). Negli anni \u201990 il Centro Studi Difesa Civile di Roma (fondato da ex obiettori o amici di obiettori: in particolare Francesco Tullio, Giorgio Giannini, Giovanni Scotto) hanno proposto la difesa civile integrata alle FF. AA. ed hanno cercato di avere un accordo con i militari. Di fatto il gruppo non \u00e8 stato preso granch\u00e9 in considerazione; ottennero solo un finanziamento per pubblicare il libro che presentava la loro proposta.<\/p>\n<p>Per un confronto, in Francia l&#8217;Istituto (INRC) del maggiore non violento francese, J.-M. Muller \u00e8 stato finanziato dai militari sin dal 1990. In Germania invece ha prevalso l&#8217;idea anarchica, tanto che nel 1990 hanno rifiutato 10 milioni di marchi che il governo dava loro per iniziare autonomamente una difesa alternativa. La Svezia invece ha avuto un percorso di collaborazione con i militari senza apparenti opposizioni.<\/p>\n<p><em>Quale valutazione da parte della tradizione non violenta italiana?<\/em><\/p>\n<p>Nel settembre 1993 il Movimento Nonviolento usc\u00ec dalla campagna di obiezione alle spese militari (OSM-DPN) perch\u00e9 dichiar\u00f2 che &#8220;bisognava finirla con le testimonianze&#8221;. Cos\u00ec la sua fondazione sulla <em>testimonianza<\/em> di non violenza (di tutta una vita) di Aldo Capitini di fatto \u00e8 stata messa da parte (e cos\u00ec il pensiero di Capitini resta tuttora \u201cinspiegato\u201d, giudizio dato da Norberto Bobbio). Inizi\u00f2 allora cos\u00ec tra i non violenti una politica di sola opinione, di appelli e di firme. Si pu\u00f2 anche sostenere che questo abbandonare le piazze e gli atti di (almeno) protesta diede anche inizio ad una politica di collateralismo ai partiti (di sinistra). Senza per\u00f2 che questa loro politica sia mai stata ascoltata dal Parlamento (anzi, vedasi la fine ingloriosa della legge 185\/90 sul commercio delle armi).<\/p>\n<p>Ormai \u00e8 chiaro, sia nel mondo che in Italia, che <strong>la nonviolenza<\/strong> \u00e8 spaccata in <strong>diverse ideologie politiche<\/strong>. Oltre una definizione gandhiana, che comporta un impegno di tutto se stesso, anche nella spiritualit\u00e0, ci sono: una definizione \u201ccosmologica\u201d di Johan Galtung, una solo razionale di J.-M. Muller e una definizione (oggi molto maggioritaria nel mondo) pragmatica di Gene Sharp, e in Italia di Marco Pannella e il Partito Radicale.<\/p>\n<p>Perci\u00f2, sia nel mondo che in Italia, ci sono diverse politiche sul rapporto cruciale per chiamarsi non violenti, quello con le FF. AA. (ad es. Sharp diceva sempre che egli voleva parlare prima ai militari, poi agli obiettori come persone come tutti gli altri). La proposta di difesa \u201caltra\u201d non fa altro che esprimere la non violenza pragmatica: con tecniche non violente essa cerca un successo politico senza essere tanto precisa nella formulazione e chiara nelle intenzioni, e senza preoccuparsi di essere democratica con la gente (ad es., quale dibattito ha preparato la stesura di questa pdl? Non sarebbe forse stato necessario un convegno apposito, in cui si fossero confrontate tutte le posizioni possibili?).\u00a0Per cui non \u00e8 strano che la pdl attiri l&#8217;attenzione su un obiettivo diverso da quello della Campagna OSM-DPN (a cui il Movimento Nonviolento era stato sempre laterale, tanto che chiamava, con Pietro Pinna, l\u2019obiezione fiscale un semplice &#8220;gesto&#8221;).<\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 da meravigliarsi. Anche in campo cattolico avviene lo stesso. Papa Francesco ha chiamato \u201cpazzia\u201d la guerra e praticamente ha demotivato tutti i cattolici a fare guerre e quindi ha invitato a difendersi altrimenti. Il papa attuale nell\u2019ottobre 2025 davanti al Colosseo ha gridato forte pi\u00f9 volte \u201cMai pi\u00f9 guerre!\u201d e la CEI ha invitato ogni diocesi ad avere la propria scuola di pace e della non violenza. Ma l\u2019organizzatore dello stesso incontro ecumenico mondiale del Colosseo e fondatore della Comunit\u00e0 S. Egidio, Andrea Riccardi, ha scritto su <em>Avvenire<\/em> per sostenere il riarmo europeo (forse perch\u00e9 lui, essendo stato Ministro, crede di intendersi di che cosa \u00e8 la politica \u201cseria\u201d); e cos\u00ec dice pure il Presidente della CEI, Mons. Zuppi, che appartiene alla stessa Comunit\u00e0.<\/p>\n<p><em>Purtroppo si \u00e8 lasciato svuotare il servizio civile del suo contenuto sulla difesa dalle guerre<\/em><\/p>\n<p>In pi\u00f9 dobbiamo tener conto che il problema della difesa nazionale alternativa, indicato dalla 230\/98 art. 8, \u00e8 stato svuotato dall\u2019aver recuperato il SC (non solo nella parata delle FF. AA. del 2 Giugno), pur nato dagli obiettori e conquistato con la legge 64\/2001.<\/p>\n<p>Quando si ottiene una legge, poi c&#8217;\u00e8 un braccio di ferro nella sua attuazione; per cui nel dopo-legge si pu\u00f2 perdere tutto quello che si \u00e8 guadagnato; vedasi l&#8217;art. 18 sui diritti dei lavoratori, che dopo alcuni anni \u00e8 stato svuotato.<\/p>\n<p>1) Dopo la legge 230\/1998 e la legge 64\/2001 lo Stato ha evitato il suo dovere di attuare le leggi che dicevano di costruire la difesa alternativa; ha \u201cesternalizzato\u201d il problema della difesa da costruire a una miriade di Enti di Servizio civile, che con i loro singoli progetti privati al limite potrebbero dare soluzioni alla difesa nazionale! Gli Enti di SC, in cambio della loro condiscendenza politica alla fuga dello Stato dal suo dovere di legge di occuparsi di DPN, hanno ricevuto manodopera gratuita, praticamente illimitata, per diventare sempre pi\u00f9 grandi. Per questo scambio lo Stato ha potuto stipulare con il SC.sta un Contratto di impiego che non \u00e8 pubblico, come quello che hanno i militari e tutti quelli che si occupano di difesa nazionale, ma privato; e addirittura esso \u00e8 uno dei circa 50 tipi \u201canomali\u201d (cio\u00e8 fuori della legalit\u00e0).<\/p>\n<p>2) Per di pi\u00f9 la Corte costituzionale ha emanato la sentenza 228\/2004, che, per non far passare la competenza del SC dallo Stato alle Regioni, ancora una volta attribuiva al SC il carattere di difesa nazionale (e quindi esso doveva restare statale), ma lo definiva degradandolo ad \u201cattivit\u00e0 di impegno sociale non armato\u201d, quindi una difesa solo sociale nella vita civile.<\/p>\n<p>3) Poi \u00e8 avvenuta la crisi del Comitato Ministeriale della DCNV che doveva suggerire una via per attuare la DPN. Esso prima (nel 2005) \u00e8 stato bloccato dagli Enti di SC; poi, negli anni successivi, non ha prodotto neanche un documento utile, pur avendo ricevuto il finanziamento complessivo di un milione di euro.<\/p>\n<p>4) Infine la invenzione di Renzi: chiamare il SC \u201duniversale\u201d; il che d\u00e0 una idea di internazionalismo, ma solo perch\u00e9 ai SC.isti fa fare viaggi all\u2019estero.<\/p>\n<p>Purtroppo ci\u00f2 \u00e8 avvenuto senza che i movimenti non violenti abbiano alzato la voce (nessun articolo contrario, anzi nel 1999 gli articoli di <em>Azione Nonviolenta<\/em> erano tutti contenti della \u201cfine della naja\u201d). Perch\u00e9 tutti i movimenti per la pace non hanno mai protestato in proposito? Abbiamo cos\u00ec perso la prima conquista politica della non violenza in Italia; e con ci\u00f2 la base sociale per costruire la DPN: i SC.isti. Oggi chi vuole la DPN dovrebbe innanzitutto cercare di rimediare a questa <strong>prima sconfitta politica nazionale dei non violenti italiani<\/strong>. Altrimenti la politica nazionale non ci prender\u00e0 pi\u00f9 sul serio.<\/p>\n<p>(E, a proposito di Istituto di ricerca per la difesa \u201caltra\u201d: anche la sconfitta sui corsi di laurea per la pace di Firenze (chiuso nel 2010) e di Pisa (crisi del 2013) non \u00e8 stata n\u00e9 contrastata n\u00e9 segnalata dai movimenti per la pace e per la non violenza. Intanto il Multinational CIMIC Group ha istituito due \u201cMemorandum of Working agreement\u201d (MoWA) con l\u2019Universit\u00e0 di Trieste (2017) e quella di Verona (2019) per la collaborazione ed il reciproco supporto in attivit\u00e0 di ricerca, sviluppo e didattica in materia di civil-military cooperation).<\/p>\n<p><em>Quali sono i fatti su cui si basa la DPN oggi? <\/em><\/p>\n<p>&#8211; Su 320 rivoluzioni avvenute nel secolo XX in tutto il mondo, il centinaio di quelle non violente sono state tutte contro le FF.AA. del sistema di potere, oppure con il favore di quella parte di esse che erano state indotte dalle manifestazioni della gente a ribellarsi al governo; in particolare, le rivoluzioni non violente del 1989, che hanno sconfessato clamorosamente l\u2019unica strategia che avevano le FF. AA. di ogni Paese Occidentale: la distruzione nucleare dell\u2019Europa; esse hanno dimostrato che i popoli possono combattere violentemente anche i previsti scontri a bombe nucleari; e vincere.<\/p>\n<p>&#8211; La Resistenza italiana, che in buona parte \u00e8 stata non violenta; in particolare quella dei 600.000 internati militari nei lager della Germania nazista che, a costo di morire di stenti, si sono rifiutati di tornare nell\u2019esercito fascista: cos\u00ec le FF.AA. di Mussolini sono rimaste dimezzate.<\/p>\n<p>&#8211; La vittoria della pi\u00f9 grande manifestazione non violenta italiana (1500 persone) contro il Salone delle armi di Genova (il quale perci\u00f2 \u00e8 rimasto sospeso per molti anni).<\/p>\n<p>&#8211; La interposizione non violenta di 1500 persone a Gerusalemme: <em>Time for Peace<\/em> 1989. La marcia dei cinquecento a Sarajevo, guidata da don Tonino Bello (1982), e quella <em>Mir sada<\/em> (1983) contro la guerra in Jugoslavia; i Volontari nel Medio Oriente contro la guerra all\u2019Irak 2001; la <em>Flottilla<\/em> per rompere non violentemente l\u2019assedio di Gaza.<\/p>\n<p>&#8211; La DPN a livello di giurisprudenza: le suddette leggi sulla obiezione di coscienza e sul servizio civile. Esse sono le pi\u00f9 avanzate nel mondo.<\/p>\n<p>&#8211; La DPN continua come assistenza sanitaria: <em>Emergency<\/em> di Gino Strada e <em>Medicins sans fronti\u00e8res<\/em>.<\/p>\n<p>&#8211; La DPN continua come difesa dei diritti umani nel mondo: <em>Operazione Colomba<\/em> di Rimini, <em>Peace Brigades International<\/em>, <em>Nonviolent Peace Force<\/em>.<\/p>\n<p>&#8211; La DPN continua a livello di organismi internazionali: il Peacebuilding dell\u2019ONU e il suo Peacekeeping da polizia internazionale.<\/p>\n<p>&#8211; Una Proposta di programma europeo di DPN: Rapporto Clark-Dudouet 2009 commissionato dal Parlamento Europeo (<a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.europarl.europa.eu\/RegData\/etudes\/etudes\/join\/2009\/407008\/EXPO-DROI_ET(2009)407008_EN.pdf\" >https:\/\/www.europarl.europa.eu\/RegData\/etudes\/etudes\/join\/2009\/407008\/EXPO-DROI_ET(2009)407008_EN.pdf<\/a> (non la pdl europea di Gulcher-Langer 1995 che \u00e8 ambigua sul tipo di difesa proposta e che poi \u00e8 stato abbandonato); vedasi anche V\u00e9ronique Dudouet: <em>Integrated Civil Resistance and Peacebuilding Strategies<\/em>, Int. Center of Nonviolent Conflict, 1, 2017 <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.nonviolent-conflict.org\" >www.nonviolent-conflict.org<\/a>).<\/p>\n<p><em>Quali passi strategici successivi? Proposte per la DPN<\/em><\/p>\n<p>Il primo passo strategico \u00e8 promuovere una lotta anche giuridica (specie tra i SC.isti che possono invocare la DPN come la prima finalit\u00e0 delle loro leggi) per la <strong>apertura permanente dell\u2019Albo<\/strong> Nazionale degli obiettori di coscienza. (Questo tipo di lotta \u00e8 approssimata dalla lettera ai sindaci per iscriversi come obiettori nelle loro liste di leva). Ne va della <strong>nostra identit\u00e0 civile, statale e politica<\/strong>. Senza questo riconoscimento statale siamo un corpo sociale politicamente amorfo. Con esso avremmo fatto il passo fondamentale per la nascita di un&#8217;organizzazione di base, ben di pi\u00f9 delle particolari associazioni per la pace e la non violenza. Con esso non si sarebbe pi\u00f9 un gruppo di sola opinione che chiede dei desideri; si potr\u00e0 invece lavorare, sia all&#8217;interno che all&#8217;esterno del Paese per dimostrare la capacit\u00e0 della DPN. Cosicch\u00e9, prima di chiedere qualcosa al Parlamento, se ne sar\u00e0 costruito l\u2019inizio nella vita sociale.<\/p>\n<p>Il secondo passo strategico \u00e8 formulare e diffondere <strong>un manuale<\/strong> per l&#8217;istruzione dei SC.isti e della popolazione in genere <strong>alla DPN<\/strong>. Sono approssimazioni: il manuale del Ministero degli Interni austriaco (1989) e quello recentemente pubblicato dal <em>Mouvement pour l\u2019Alternative Non-violente<\/em> in Francia.<\/p>\n<p>Il terzo passo strategico \u00e8 <strong>fare causa allo Stato<\/strong> per aver privatizzato il problema della DPN che esso doveva attuare.<\/p>\n<p>Poi creare un <strong>Istituto di ricerca<\/strong> che suggerisca le azioni popolari da intraprendere da parte del corpo degli obiettori di coscienza. Ma \u00e8 essenziale che sia indipendente dal Governo (che altrimenti ne nominerebbe il Direttore a sua immagine e somiglianza e cos\u00ec lo aggregherebbe alla sua politica) e quindi che sia finanziato da contribuzioni volontarie.<\/p>\n<p>Inoltre ci sono quelle azioni di DPN che devono essere compiute contro il Governo quando nella politica internazionale esso intraprende azioni illegali o autoritarie: infatti, questa politica non si corregge solo con le iniziative parlamentari, ma anche con le manifestazioni popolari.<\/p>\n<p>Infine, la DPN pu\u00f2 associarsi alla componente civile delle operazioni di pace delle Nazioni Unite. In particolare esiste un loro copro di UN Volunteers (l\u2019accesso \u00e8 per concorso, ma per legge potrebbe essere facilitato agli obiettori e ai SC.isti). Poi abbiamo la fortuna di avere a Brindisi lo hub per le operazioni di Peacebuilding ONU in tutto il mondo. A New York si \u00e8 favorevoli ad accettare SC.isti e volontari per lavorare nella base, e la vicina citt\u00e0 di San Vito dei Normanni ad ospitare i SC.isti.<\/p>\n<p><em><strong>P.S.<\/strong> Per facilitare il lettore suggerisco un quadro che riduce all\u2019osso la discussione di sopra indicando le possibili scelte sul tema:<\/em><\/p>\n<table width=\"652\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"217\">&nbsp;<\/td>\n<td width=\"217\"><strong>Se essa \u00e8 vera DPN<\/strong><\/td>\n<td width=\"217\"><strong>Se essa non \u00e8 DPN<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"217\"><strong>Chi approva la pdl<\/strong><\/td>\n<td width=\"217\">Mantiene l\u2019amicizia e l\u2019unit\u00e0 con i movimenti della pace.<\/td>\n<td width=\"217\">E\u2019 strumentalizzato e sedotto da alcuni movimenti per la pace.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"217\"><strong>Chi rifiuta la pdl<\/strong><\/td>\n<td width=\"217\">Non ha capito la DPN di questi movimenti<\/td>\n<td width=\"217\">Denuncia la adesione dei mov. alla difesa solo civile, integrata nelle FF.AA.<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>_________________________________________<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/antonino-drago-e1491570516235.jpg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-61862\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/antonino-drago-e1491570516235.jpg\" alt=\"\" width=\"100\" height=\"93\" \/><\/a> <em>Antonino Drago \u00e8 stato professore associato di Storia della Fisica all&#8217;Universit\u00e0 di Napoli, in pensione dal 2004<\/em>,<em> \u00e8 membro della <\/em><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/\" ><em>Rete TRANSCEND per la Pace, Sviluppo e Ambiente<\/em><\/a><em>,<\/em> <em>e<\/em> <em>insegna presso la<\/em> <a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tpu\/\" ><em>TRANSCEND Peace University-TPU<\/em><\/a><em>.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>11 maggio 2026 &#8211; La Difesa Popolare Non Violenta mira a risolvere un conflitto in modo non violento. 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