{"id":318783,"date":"2026-07-27T12:00:29","date_gmt":"2026-07-27T11:00:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=318783"},"modified":"2026-07-25T19:11:46","modified_gmt":"2026-07-25T18:11:46","slug":"italiano-quando-il-presidente-della-repubblica-offre-la-deterrenza-francese-a-berlino-e-gli-champs-elysees-a-kiev","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2026\/07\/italiano-quando-il-presidente-della-repubblica-offre-la-deterrenza-francese-a-berlino-e-gli-champs-elysees-a-kiev\/","title":{"rendered":"(Italiano) Quando il Presidente della Repubblica offre la deterrenza francese a Berlino e gli Champs-\u00c9lys\u00e9es a Kiev"},"content":{"rendered":"<p>Ci sono momenti in cui la Storia sembra prendere un malizioso piacere a ripetersi, non pi\u00f9 in tragedia, ma in farsa strategica. Il 2 marzo 2026, dalla base dell\u2019\u00cele Longue, Emmanuel Macron ha solennemente annunciato l\u2019avvento della \u00abdeterrenza avanzata\u00bb. Una bella formula, quasi poetica. In chiaro: la Germania, questo partner \u00abchiave\u00bb, potr\u00e0 d\u2019ora in poi partecipare agli esercizi nucleari francesi, consultare, osservare e, se del caso, ospitare sul proprio suolo elementi delle nostre forze strategiche. La decisione d\u2019impiego, naturalmente, rester\u00e0 puramente francese. Ce lo giurano. Come si giura sempre, proprio prima di cedere un po\u2019 di pi\u00f9.<\/p>\n<p>Ci voleva coraggio. Mentre Berlino, dal 2022, si riarma a un ritmo che l\u2019Europa non conosceva da decenni, e mentre alcuni analisti non esitano pi\u00f9 a evocare l\u2019ambizione di un esercito tedesco di primissimo piano continentale, il presidente francese apre, con la pi\u00f9 grande cortesia, l\u2019ombrello nucleare francese. Si immagina il generale de Gaulle, da qualche parte tra Colombey e l\u2019eternit\u00e0, sorridere con aria di chi ha capito tutto. L\u2019uomo che aveva costruito la force de frappe proprio perch\u00e9 la Francia non dipendesse da nessuno, e soprattutto non da coloro che, due volte nel XX secolo, avevano trasformato il continente in un campo di rovine.<\/p>\n<p>Perch\u00e9, in fondo, la Storia non \u00e8 un semplice ornamento dei discorsi. Quando la Germania si riarmi, la Francia ha, per riflesso ancestrale, qualche ragione di preoccuparsi. Non \u00e8 germanofobia, \u00e8 memoria. Una memoria che il signor Macron sembra considerare una vecchiaia ingombrante, indegna di un presidente \u00abeuropeo\u00bb.<\/p>\n<p>E per completare il quadro, il 14 luglio 2026, sotto gli ori della Repubblica, soldati ucraini hanno sfilato sugli Champs-\u00c9lys\u00e9es. Venticinque uomini, dicono. Una presenza simbolica, ci spiegano. Simbolica, infatti. Alcuni vi hanno visto il coraggio di un popolo resistente. Altri, pi\u00f9 attenti agli insigni e ai percorsi di certe unit\u00e0, non hanno potuto fare a meno di notare che la Storia, a volte, ha il senso dell\u2019ironia pi\u00f9 crudele. Far sfilare, sulla stessa avenue dove gli Alleati erano entrati nel 1944, formazioni le cui origini ideologiche restano, a dir poco, controverse, rivela un senso della messa in scena che si esita a qualificare.<\/p>\n<p>Di fronte a questa accumulazione di gesti che, presi isolatamente, potrebbero passare per generosit\u00e0 strategica, e che, riuniti, disegnano una linea di rottura con tutto ci\u00f2 che fece la sovranit\u00e0 francese, una domanda si pone con una certa logica: cosa aspetta Giorgia Meloni?<\/p>\n<p>L\u2019Italia, sotto la sua guida, ha saputo conservare una forma di realismo che Parigi sembra aver definitivamente smarrito. Mentre la Francia sprofonda in una politica estera che mescola idealismo moralizzatore e diluizione dei suoi asset pi\u00f9 preziosi, Roma potrebbe, se lo volesse, proporre un\u2019altra via: quella di un\u2019Europa delle nazioni, capace di parlare a Mosca senza inginocchiarsi, e di difendere i propri interessi senza offrirli in pasto. Prendere la leadership dell\u2019Europa non significa sostituire un messianismo con un altro. Significa semplicemente smettere di guardare alla Storia come a un ostacolo e trattarla finalmente come una lezione.<\/p>\n<p>Il signor Macron, dal canto suo, continua. Con quella tranquilla sicurezza di chi crede ancora che la Francia sia abbastanza ricca, abbastanza forte e abbastanza smemorata da potersi permettere di condividere tutto, compreso ci\u00f2 che ha di pi\u00f9 irrinunciabile. Si pu\u00f2 trovare tutto questo coraggioso. Si pu\u00f2 anche vedervi, con un po\u2019 pi\u00f9 di lucidit\u00e0, il sintomo di una perdita di bussola di cui il Paese pagher\u00e0 a lungo il prezzo.<\/p>\n<p>Nel frattempo, gli Champs-\u00c9lys\u00e9es hanno accolto i loro ospiti, Berlino ha ricevuto le sue rassicurazioni, e la deterrenza francese ha iniziato a europeizzarsi. Dolcemente. Progressivamente. Come si apre una porta che non si richiuder\u00e0 pi\u00f9.<\/p>\n<p>_____________________________________________<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Diran-e1743424661586.jpg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-291345\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Diran-e1743424661586.jpg\" alt=\"\" width=\"100\" height=\"67\" \/><\/a>Diran Noubar, italo-armeno nato in Francia, ha vissuto in 11 paesi prima di trasferirsi in Armenia. \u00c8 un documentarista e reporter di guerra di fama mondiale, acclamato dalla critica. A partire dai primi anni 2000 a New York, Diran ha prodotto e diretto oltre 20 lungometraggi documentari. \u00c8 anche cantautore e chitarrista nella sua band e gestisce un&#8217;organizzazione benefica senza scopo di lucro, <a href=\"wearemenia.org\">wearemenia.org<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 2 marzo 2026, dalla base dell\u2019\u00cele Longue, Emmanuel Macron ha solennemente annunciato l\u2019avvento della \u00abdeterrenza avanzata\u00bb. Una bella formula, quasi poetica. 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