{"id":33580,"date":"2013-09-16T12:05:51","date_gmt":"2013-09-16T11:05:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=33580"},"modified":"2015-05-06T08:59:05","modified_gmt":"2015-05-06T07:59:05","slug":"italiano-il-caucaso-lascia-la-guerra-fredda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2013\/09\/italiano-il-caucaso-lascia-la-guerra-fredda\/","title":{"rendered":"(Italiano) Il Caucaso lascia la guerra fredda"},"content":{"rendered":"<p><i>\u00a0(Traduzione di Silvia De Michelis per il Centro Studi Sereno Regis)<\/i><\/p>\n<p><i>Tbilisi, <\/i>Georgia<\/p>\n<p>Con la Georgia (4.5 milioni di abitanti) come cliente degli USA (314 milioni) che combatte la sua guerra in Afghanistan; l\u2019Armenia (3.3. milioni) propensa verso la Russia (143 milioni) e l\u2019Azerbaijan (9.2 milioni) coinvolto in un aspro conflitto sull\u2019enclave armena Karabagh in gran parte del suo stesso territorio (meno sull\u2019enclave Azera di Nakhichevan su suolo armeno), il quadro \u00e8 fatto. Aggiungiamoci le enclave culturali russe in Georgia \u2013 Abkhazia e Ossezia del sud \u2013 riconosciute da pochi, ma da alcuni, come stati, e le visite al Caucaso sono una macchina del tempo che riporta indietro alla guerra fredda.<\/p>\n<p>Ma questo non \u00e8 tutto ci\u00f2 che riguarda la Georgia. C\u2019\u00e8 anche l\u2019enclave musulmana Adjara al confine con la Turchia, gli Azeris (<span style=\"text-decoration: underline;\">1)<\/span>, gli Armeni e altri, che vivono nella vera e propria multinazionale Georgia, alcuni con forti connessioni territoriali. Persone di almeno 28 nazioni vivono gli uni tra gli altri nel Caucaso. Ma la modernit\u00e0 richiede chiari confini statuali, anche in quella che nel 1922 divenne l\u2019Unione Sovietica. Il sistema-stato non si adatt\u00f2 allo stato-nazione, ma gli stati devono esserci, dappertutto, e soggiogare dozzine di minoranze alle nazioni dominanti che creano illusioni mettendo il segno sui tre stati col loro nome.<\/p>\n<p>Lo stesso che in Europa. Alcuni sono vicini al mono-nazionale (i paesi nordici, la Germania, l\u2019Austria, l\u2019Italia). Ma i pi\u00f9 sono multi-nazionali e portano i nomi della nazione dominante. A eccezione della Svizzera e del Belgio \u2013 oggigiorno federazioni multi-culturali (e Andorra?). I nomi possono essere d\u2019ostacolo.<\/p>\n<p>Ma questo non \u00e8 tutto ci\u00f2 che riguarda il Caucaso. La regione \u00e8 circondata dai Grandi Poteri. La Russia al Nord con dominanza sovietica; la Turchia (75 milioni) a Ovest assieme a un\u2019uccisione di massa degli Armeni; l\u2019Iran (79 milioni) al Sud coinvolto in un conflitto con l\u2019Azerbaijan sul \u201cGrande Azerbaijan\u201d (l\u2019aggettivo \u201cgrande\u201d \u00e8 utilizzato, in realt\u00e0, da tutti i summenzionati). E infine gli USA, ovunque, che spiano dall\u2019alto essendo il loro concetto di \u201cgrande\u201d il mondo intero, alla ricerca di basi e alleati per una eventuale guerra con la Cina, imminente con l\u2019Organizzazione per la Cooperazione di Shangai (SCO \u2013 <i>Shanghai Cooperation Organization<\/i>).<\/p>\n<p>E tutto questo \u00e8, ancor oggi, minacciato da nuove forze (<span style=\"text-decoration: underline;\">2)<\/span>.<\/p>\n<p>Per loro il vecchio pensare-parlare-agire basato sull\u2019egemonia tra stati e e all\u2019interno di singoli stati \u2013 nella compensazione di quanto perdono in autonomia nei confronti di un Grande Potere negandolo ad altri all\u2019interno \u2013 \u00e8 fuori questione. Quello che \u00e8 ammesso \u2013i dettagli non sono chiari in nessun modo \u2013 \u00e8 l\u2019equit\u00e0 fra gli stati all\u2019interno del sistema statale globale, e l\u2019autonomia all\u2019interno degli stati per le nazioni.<\/p>\n<p>Quindi, in Georgia c\u2019\u00e8 un grande movimento di <i>veterani,<\/i> reduci delle aspre guerre con l\u2019Abkhazia e l\u2019Ossezia del sud, che causarono inoltre centinaia di sfollati interni (IDP, <i>Internally Displaced Persons<\/i>). Essi ricorrono alla diplomazia della gente come a un supplemento della diplomazia governativa, talvolta anche opposta a essa. Essendo bene informati, essi identificano lo status autonomo delle isole Aland dagli anni 1920 (<span style=\"text-decoration: underline;\">3)<\/span> come un modello, che combina insieme legami territoriali con la Finlandia, culturali con la Svezia e un chiaro segnale di tenersi alla larga dai Grandi Poteri. Un nuovo modo di pensare.<\/p>\n<p>Questo si riscontra anche nella <i>generazione giovane, <\/i>meno rigida, addestratasi come mediatori di conflitto in numerosi conflitti, cos\u00ec come i veterani ricorrono al dialogo come approccio per creare nuove aperture. V\u2019\u00e8 addirittura un villaggio per la pace vicino al punto d\u2019incontro dei tre stati con Georgiani, Armeni e Azeris che vivono insieme, che mira a un\u2019identit\u00e0 caucasica cos\u00ec brillantemente mantenuta viva dalla Casa del Caucaso in Tbilisi.<\/p>\n<p>E tra tutto quanto <i>le donne<\/i>, compassionevoli, di grande solidariet\u00e0 tra le madri. Tuttavia la parola <i>patria<\/i> trova radici nel patriottismo (lealt\u00e0 allo stato) e nel patriarcato (gestito da uomini), in declino ma ancora potente. Per Gaston Bouthoul, il polemologo francese, la guerra \u00e8 un modo che gli uomini hanno per sbarazzarsi dei rivali pi\u00f9 giovani e per Franco Fornari, lo psichiatra italiano, la guerra \u00e8 un mandato a uccidere rappresentando uno sfogo dei traumi acquisiti negli stati.<\/p>\n<p>Inoltre, lo stato georgiano ricerca al di l\u00e0 della \u201creintegrazione\u201d (di un territorio occupato) e \u201cintegrazione euro atlantica\u201d (USA-NATO contro SCO). Il Ministro dello Sport e degli Affari Giovanili tiene incontri e dialoghi attraverso linee di faglia, il Ministro della Risoluzione dei Conflitti promuove un processo di pace invece che una posizione stabilita in anticipo.<\/p>\n<p>Cosa ci ricorda questo? Sicuramente i paesi nordici dove la Danimarca dominava la Norvegia e l\u2019Islanda, la Svezia dominava la Finlandia e poi la Norvegia, quando Danimarca e Norvegia erano in lotta con la Svezia, con le popolazioni su entrambi i fronti che si rifiutavano di partecipare in quanto vittime di entrambi gli eserciti \u2013 una zona di pace molto importante dal diciassettesimo secolo che svolse un qualche ruolo quando la Norvegia, pacificamente, ritir\u00f2 la propria adesione dall\u2019unione con la Svezia nel 1905. I confini hanno cambiato posizione, e ancora con i confini aperti dell\u2019Unione o Comunit\u00e0 Nordica ci\u00f2 divenne meno rilevante.<\/p>\n<p>I paesi nordici sono anche nelle grinfie dei Grandi Poteri: durante la seconda guerra mondiale la Finlandia era in guerra con l\u2019Unione Sovietica, perse il proprio territorio, fu occupata; Danimarca e Norvegia furono occupate dalla Germania nazista; l\u2019Islanda fu un campo di battaglia per i Grandi. Ma questo condusse all\u2019equilibrio nordico della guerra fredda con la Finlandia specializzatasi in Unione Sovietica, Svezia-Danimarca e Germania in varie maniere, Norvegia e Islanda in Anglo-America. La Georgia potrebbe essere la specialista della Russia, l\u2019Armenia della Turchia e l\u2019Azerbaijan dell\u2019Iran; tutte e tre specialiste anche sugli aspetti positivi, che sono quelli in cui si trova la pace.<\/p>\n<p>E tutti e tre alla ricerca sia di un\u2019identit\u00e0 caucasica, lavorando a manuali di storia comuni (nient\u2019affatto facile), imprese comuni per un comune import-export, una comune compagnia aerea, pattugliamento comune di confini interni ed esterni, in collaborazione con russi, turchi e iraniani. E politicamente, creando un Parlamento caucasico con sia stati sia nazioni rappresentati, per articolare e risolvere i problemi, e attenuare i confini. Tutti e tre potrebbero addirittura reinventarsi in quanto federazioni con svariate isole Aland al loro interno, o in quanto confederazioni qualora le parti dovessero insistere sull\u2019indipendenza.<\/p>\n<p>Il Caucaso, inoltre, ci richiama a come la Comunit\u00e0-Unione Europea abbia creato dei ponti sui confini tra nemici, allargandosi addirittura alle nazioni. L\u2019Est che sta espandendo l\u2019Unione Europea pu\u00f2, un giorno, coincidere, con il Consiglio d\u2019Europa dove i tre stati caucasici sono membri e assumere le sembianze di un ombrello d\u2019attenuazione dei confini. I tre stati potrebbero diventare membri associati o a pieno titolo di un\u2019Unione Europea dove le guerre sono impensabili.<\/p>\n<p><b><i>Note:<\/i><\/b><b><\/b><\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">1<\/span> Gli Azerbaijani turchi.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">2<\/span> Per approfondire le prospettive di TRANSCEND sul Caucaso dal 1997 vedere il capitolo 39 in <i>50 Years: 100 Peace &amp; Conflict Perspectives, <\/i>TRANSCEND University Press \u2013TUP, 2008.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">3<\/span> Arcipelago della Finlandia di monolingua svedese.<\/p>\n<p>Con profonda gratitudine a Irakli Kakabadze per l\u2019eccellente cooperazione, con cos\u00ec tanta perseveranza, in tutti questi anni dal 1996, quando ci incontrammo alla George Mason University nel Fairfax, Virginia, USA.<\/p>\n<p><i>Titolo originale: <a href=\"http:\/\/www.transcend.org\/tms\/2013\/09\/caucasus-leaving-the-cold-war\/\" >Caucasus Leaving the Cold War<\/a> \u2013 TRANSCEND Media Service-TMS<\/i><\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2013\/09\/13\/il-caucaso-lascia-la-guerra-fredda-johan-galtung\/\" >Go to Original \u2013 serenoregis.org<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tbilisi, Georgia &#8211; Per loro il vecchio pensare-parlare-agire basato sull\u2019egemonia tra stati e e all\u2019interno di singoli stati \u2013 nella compensazione di quanto perdono in autonomia nei confronti di un Grande Potere negandolo ad altri all\u2019interno \u2013 \u00e8 fuori questione. 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