{"id":33841,"date":"2013-09-23T12:00:34","date_gmt":"2013-09-23T11:00:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=33841"},"modified":"2015-05-06T08:59:03","modified_gmt":"2015-05-06T07:59:03","slug":"italiano-la-costruzione-mediatica-del-nemico-dalla-siria-ai-no-tav","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2013\/09\/italiano-la-costruzione-mediatica-del-nemico-dalla-siria-ai-no-tav\/","title":{"rendered":"(Italiano) La Costruzione Mediatica del Nemico: Dalla Siria ai NO TAV"},"content":{"rendered":"<p>Non \u00e8 una novit\u00e0: giornali, TV e media in generale sono usati a man bassa per plasmare e manipolare l\u2019oopinione pubblica.<\/p>\n<p>Pochi sono coloro che cercano di applicare rigorosamente i principi del \u201cgiornalismo di pace\u201d proposti da Johan Galtung (<span style=\"text-decoration: underline;\"><a href=\"http:\/\/www.transcend.org\/tms\/2009\/12\/italian-giornalismo-di-pace-cos%E2%80%99e-e-perche-si-contrappone-alla-pratica-corrente\" >www.transcend.org\/tms\/2009\/12\/italian-giornalismo-di-pace-cos%E2%80%99e-e-perche-si-contrappone-alla-pratica-corrente<\/a><\/span> ).<\/p>\n<p>Dalla Siria ai NO TAV lo stile \u00e8 lo stesso: uno schema manicheo amico\/nemico, colpevole\/innocente; giusto\/sbagliato. Il mondo in bianco e nero, senza sfumature, demonizzando l\u2019avversario.<\/p>\n<p>Assad, e prima di lui Saddam Hussein, \u00e8 il nuovo Hitler. Lo si ritiene colpevole dell\u2019uso di armi chimiche (che pure possiede, come altri paesi, da Israele agli USA che ne hanno fatto ampio uso in Vietnam), senza aspettare prove concrete e senza procedere a una eventuale incriminazione alla Corte Penale Internazionale.<\/p>\n<p>Qualcosa di analogo succede per il movimento NO TAV. Le accuse di \u201cterrorismo\u201d sono grottesche, come ha diligentemente argomentato sul piano giuridico Livio Pepino (<span style=\"text-decoration: underline;\"><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.notav.info\/top\/la-guerra-preventiva\/\" >http:\/\/www.notav.info\/top\/la-guerra-preventiva\/<\/a><\/span>). Ma \u00e8 un problema pi\u00f9 vasto. Noam Chomsky sostiene che negli USA si intende per \u201cterrorismo quello che gli altri fanno a noi\u201d, non quello che \u201cnoi facciamo agli altri\u201d. C\u2019\u00e8 un terrorismo dall\u2019alto (degli stati) e uno dal basso. Entrambi da condannare, se si cercano metodi di lotta e soluzioni che si ispirino alla cultura della nonviolenza.<\/p>\n<p>In ogni situazione concreta di conflitto e di lotta, dal movimento Occupy alle cosiddette \u201cPrimavere Arabe\u201d, dalla guerra in Siria ai NO TAV\/NO MUOS\/NO F35, e via NOdicendo, si ripropone e si riapre il dibattito su violenza e nonviolenza, su quali siano i rapporti tra mezzi e fini, su quali siano i mezzi autenticamente nonviolenti e le strategie coerenti con una concezione nonviolenta della politica e pi\u00f9 in generale dell\u2019 \u201cimparare a vivere insieme\u201d in questo mondo.<\/p>\n<p>A questo proposito, pochi hanno letto con attenzione e conoscono le 198 tecniche elencate da Gene Sharp nel suo fondamentale lavoro \u201cPolitica dell\u2019azione nonviolenta\u201d, che risale ormai a pi\u00f9 di quarant\u2019anni fa (ed. it. in 3 voll. pubblicata da EGA, Torino 1985-1997; l\u2019elenco \u00e8 riportato in: <i>palabre.altervista.org\/fare\/<b>198<\/b>.shtml<\/i>?). Tra queste tecniche rientra sicuramente il boicottaggio, uilizzato sia da Gandhi durante le lotte in India, sia nelle lotte conro l\u2019apartheid e per i diritti civili negli USA (Martin Luther King), in Sudafrica (Nelson Mandela) e in Israele.<\/p>\n<p>E il sabotaggio? La risposta \u00e8 pi\u00f9 sfumata, perch\u00e9 dipende dal significato preciso che si d\u00e0 a questo termine e dal modo con cui \u00e8 impostata l\u2019azione. Sono azioni di sabotaggio quelle compiute dal movimento antinucleare \u201cplowshare\u201d fondato dai fratelli Berrigan negli USA e attivo tuttora? Entrare in una base nucleare, tagliando le recinzioni o scavalcandole, come fecero i movimenti femminili antinucleari a Greenham Commons o gli attivisti italiani a Comiso, e a Niscemi (NO MUOS), distruggendo, anche solo simbolicamente, apparecchiature militari destinate allo sterminio nucleare, come ha fatto anche Turi Vaccaro nella base olandese di Eindohoven, rientra o meno nelle tecniche di azione nonviolenta?<\/p>\n<p>Nel rispondere a questo interrogativo, occorre precisare che queste forme di boicottaggio, sabotaggio, azioni dirette nonviolente vengono compiute a \u201cviso aperto\u201d e gli attivisti non fuggono, ma si lasciano arrestare, per fare anche del momento processuale una occasione di protesta, propaganda, informazione, denuncia. E\u2019 la nonviolenza del forte, del coraggioso, di chi \u00e8 disposto a pagare di persona per una causa che ritiene particolarmente importante.<\/p>\n<p>Come si pu\u00f2 ben capire, altra cosa sono le azioni di distruzione e sabotaggio avvenute ultimamente in Val di Susa, attribuite frettolosamente, quasi sempre senza prove e senza che le indagini si siano concluse, al movimento NO TAV nel suo insieme, con lo scopo di delegittimarlo. Ma di questo parla ampiamente e meglio Livio Pepino nei suoi articoli (\u201cLa suggestione del \u2018terrorista\u2019, Il Manifesto, 20 settembre 2013).<\/p>\n<p>La lotta nonviolenta \u00e8 una operazione strategica, che mira a coinvolgere settori sempre pi\u00f9 ampi dell\u2019opinione pubblica, per riequilibrare i rapporti di potere e innescare quello che Gene Sharp chiama \u201cju-jitsu politico\u201d. E\u2019 il \u201cpotere dei senza potere\u201d di cui parlava Vaclav Havel, che ha permesso di operare la pi\u00f9 grande transuizione nel sistema di relazioni internazionali, culminata nel 1989 nell\u2019Europa dell\u2019Est, senza sparare un solo colpo di fucile.<\/p>\n<p>Per far questo e ottenere risultati concreti e duraturi occorre operare con intelligenza, evitando derive verso forme di azioni facilmente classificabili, a torto o a ragione, come violente, che rischiano di delegittimare, agli occhi di molti, i movimenti. Sono cose ben note alle forze di polizia e ai militari, che si trovano molto pi\u00f9 a loro agio di fronte a lotte violente che di fronte a lotte nonviolente. La violenza \u00e8 \u201cpane per i loro denti\u201d e quando non c\u2019\u00e8 cercano di crearla con infiltrati, provocatori, violenze gratuite sui manifestanti (vedi il lancio di lacrimogeni CS e non solo).<\/p>\n<p>E\u2019 probabile che ufficali di polizia e dell\u2019esercito abbiano letto con molta attenzione i manuali di lotta nonviolenta. Forse conoscono i lavori di Gene Sharp molto meglio di quanto non li conoscano gli attivisti. E per questo troppe volte le lotte dei movimenti di base non hanno successo.<\/p>\n<p>La nonviolenza si impara, ma occorre anche studiare e sperimentare.<\/p>\n<p>___________________________<\/p>\n<p><i>Prof. Nanni Salio \u00e8 membro della rete TRANSCEND per la Pace, Sviluppo e Ambiente <\/i><i>e Direttore<\/i><i> <\/i><i>del Centro Studi Sereno Regis a Torino.<\/i><\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2013\/09\/20\/la-costruzione-mediatica-del-nemico-dalla-siria-ai-no-tav-nanni-salio\/\" >Go to Original \u2013 serenoregis.org<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non \u00e8 una novit\u00e0: giornali, TV e media in generale sono usati a man bassa per plasmare e manipolare l\u2019oopinione pubblica. Dalla Siria ai NO TAV lo stile \u00e8 lo stesso: uno schema manicheo amico\/nemico, colpevole\/innocente; giusto\/sbagliato. 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