{"id":35529,"date":"2013-10-28T12:00:49","date_gmt":"2013-10-28T12:00:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=35529"},"modified":"2015-05-05T22:21:17","modified_gmt":"2015-05-05T21:21:17","slug":"italiano-la-geopolitica-delleducazione-alla-pace","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2013\/10\/italiano-la-geopolitica-delleducazione-alla-pace\/","title":{"rendered":"(Italiano) La geopolitica dell\u2019educazione alla pace*"},"content":{"rendered":"<p>60 anni di teoria e di prassi della pace si possono riassumere in<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\" align=\"center\">EQUITA\u2019 x ARMONIA<br \/>\nPACE = \u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014<br \/>\nTRAUMA x CONFLITTO<\/p>\n<p>Quattro baricentri teoretici, quattro sfide politiche, e quattro argomenti didattici. Qualunque vera educazione dovrebbe preparare alla pratica, guidata dalla teoria generale.<\/p>\n<p>Procedendo dal denominatore a destra al numeratore a sinistra, ci\u00f2 vuol dire:<\/p>\n<p>* mediare soluzioni del conflitto accettabili e sostenibili;<\/p>\n<p>* riconciliare le parti in gioco bloccate in traumi del passato;<\/p>\n<p>* empatizzare con tutte le parti divise da linee di faglia sociali\/geopolitiche;<\/p>\n<p>* costruire cooperazione a beneficio reciproco e uguale.<\/p>\n<p>La mediazione \u00e8 verbale, basata su dialoghi con le parti, ma i quattro compiti sono molto concreti, pratici; per chi fa, non solo chi parla; per gente pratica come i funzionari. Quindi la grande questione: la teoria-pratica-educazione alla pace \u00e8 <i>compatibile con la mentalit\u00e0 militare <\/i>\u2013 comunque definita, e ci sono molte culture militari al mondo \u2013 oppure no?<\/p>\n<p>Pensatori cos\u00ec diversi come Nietzsche e Gandhi consideravano esemplari i militari a causa dello spirito di corpo e della disponibilit\u00e0 al sacrificio, perfino della propria vita. Per Gandhi la casta <i>kshatriya<\/i> (militare) era un modello: egli voleva <i>guerrierinonviolenti<\/i>, con la stessa perseveranza, indispensabile anche nella mediazione. Avanzare, ma <i>assicurando la ritirata<\/i>, ha un parallelo nella mediazione: non proporre alcuna soluzione, nessuna azione che non sia reversibile. Quantunque ben intenzionati, ci si pu\u00f2 sbagliare.<\/p>\n<p>Principale genio militare del secolo scorso: Vo Nguyen Giap, appena deceduto a Hanoi all\u2019et\u00e0 di 102 anni. Verso fine 1989 ebbi una lunga conversazione con \u201c<i>mon g\u00e9n\u00e9ral<\/i>\u201d a proposito della vittoria sui francesi, e poi sugli americani, e del pareggio con i cinesi. La sua risposta: contro i vietnamiti un nemico deve combattere contro tutta la popolazione, non solo i \u201cmaschi in et\u00e0 di servizio militare\u201d; contro il Vietnam un nemico deve conquistarne ogni parte autosufficiente, non c\u2019\u00e8 un effetto domino solo da una \u201ccapitale\u201d; e la storia vietnamita \u00e8 un addestramento di 2000 anni con i cinesi. Bene, egli dovette coordinare tutto quello; per finire con molta pace.<\/p>\n<p>Seconda grande questione: la pace \u00e8 <i>compatibile con le civilizzazioni<\/i>?<\/p>\n<p>Domanda problematica per un Occidente che ha colonizzato il mondo e per l\u2019egemonia globale USA; problematica per tutti gli imperi, compreso quello sovietico e quello cinese <i>han<\/i> nei confronti dei propri vicini. E per il Giappone lento nella riconciliazione. Meno per l\u2019Islam \u2013 l\u2019islamismo pu\u00f2 considerarsi come difensivo rispetto al secolarismo occidentale. E molto meno per il buddhismo, salvo che come religione di stato. Ma l\u2019importanza degli stati, eccetto i maggiori, \u00e8 in declino, cos\u00ec come il cieco patriottismo disposto a combattere qualunque guerra. Ancora problematico \u00e8 un Occidente insieme agli USA, che si considera troppo superiore, eccezionale per dialoghi di civilt\u00e0 fra uguali. Impareranno; l\u2019alternativa \u00e8 l\u2019isolamento.<\/p>\n<p>Come i militari, i mediatori pensano in termini di intenzioni, capacit\u00e0 e circostanze per tutti i soggetti coinvolti, aggiungendo a un comportamento violento e ad atteggiamenti d\u2019odio le incompatibilit\u00e0 fra i loro valori e interessi; obiettivi, in breve. La nostra esperienza: non c\u2019\u00e8 alcuna parte senza qualche valore o interesse legittimo; pur se collide con quelli di qualcun altro, i nostri per esempio. Bisogna costruirvi sopra, creativamente.<\/p>\n<p>La strada della mediazione passa per la ricerca di qualche minimo cambiamento nella realt\u00e0 cosicch\u00e9 gli obiettivi legittimi di tutte la parti siano ragionevlmente soddisfatti al fine di migliori relazioni; la strada militare passa spesso per un cambiamento massimo nell\u2019altra parte \u2013la morte \u2013 cosicch\u00e9 essa smetta di perseguire gli obiettivi che costituiscono un ostacolo. I mediatori cercano di connettere, di gettare ponti fra il buono presente in tutte le parti; la mentalit\u00e0 militare pu\u00f2 cercare di ottenere con la forza l\u2019incapacit\u00e0 di agire dell\u2019altro. Un problema chiave: i mediatori costruiscono su ci\u00f2 che c\u2019\u00e8 di buono e legittimo in tutti i contendenti, cercando nuovi ponti, per cementare relazioni. Peraltro, i proiettili militari non sono abbastanza accorti da colpire solo il male risparmiando il bene; uccidono tutta la persona; irreversibilmente, per giunta. Quindi se si ritiene indispensabile una qualche violenza, la si renda non-letale, per favore.<\/p>\n<p>Tuttavia, pi\u00f9 di recente i militari si sono anche frapposti per prevenire uccisioni, mantenere la pace. Il mantenimento della pace unisce la mediazione e le mentalit\u00e0 militari, coinvolgendo tutte le civilt\u00e0. Un grandiosa esperienza d\u2019apprendimento.<\/p>\n<p>Si aggiungano competenze di polizia, nonviolenza, mediazione all\u2019abilit\u00e0 militare; si rendano cos\u00ec numerosi gli agenti da costituire un tappeto blu fra i contendenti, non solo caschi blu; al 50% donne, aggiungendo infermiere, medici, aiuti alimentari, componenti umanitarie alla R2P (<i>responsabilit\u00e0 di proteggere<\/i>)<i>. <\/i>Per\u00f2 tutte queste competenze devono essere insegnate e apprese attraverso l\u2019addestramento; non sono innate.<\/p>\n<p>Ora, un secondo sguardo alla formula sulla base di quanto \u00e8 stato detto.<\/p>\n<p>La pace si basa su relazioni eque, relativamente orizzontali. Un esercito tradizionalmente verticale pu\u00f2 essere bravo in attivit\u00e0 del genere? La domanda sottovaluta l\u2019enorme quantit\u00e0 di cooperazione militare orizzontale; fra alleati, rami delle varie forze, comandanti allo stesso livello, fra soldati semplici; in vere crisi, fra tutti quanti.<\/p>\n<p>La pace si basa sull\u2019empatia, la profonda comprensione di tutte le parti. Sun Tzu ne fece una parte essenziale della mentalit\u00e0 militare; il nuovo sarebbe la ricerca di forze, del buono, anzich\u00e9 delle debolezze, del cattivo, negli altri \u2013 e viceversa per se stessi. Molto simile.<\/p>\n<p>La pace si basa sulla riconciliazione, sul liberarsi dai traumi del passato, sulla costruzione di un futuro. Recenti esperienze indicano che i veterani di entrambe le parti sono pi\u00f9 bravi in questo dei politici, condividendo tra loro come si percepivano gli uni rispetto agli altri, mettendo in discussione le scelte che hanno portato alla guerra. Veterani, andate avanti!<\/p>\n<p>La pace si basa sull\u2019identificazione del conflitto soggiacente, cercandone le soluzioni piuttosto che aggredendo l\u2019altra parte coinvolgendola in una ricerca violenta della vittoria. <i>Orientamento alle soluzioni anzich\u00e9 alla vittoria<\/i>. Ma questo approccio comporta anche una vittoria: della pace sulla guerra. I militari di tutte le parti in gioco potrebbero impegnarsi nel dialogo sul conflitto in corso, in una ricerca congiunta di soluzioni anzich\u00e9 in scontri violenti. Il nemico pu\u00f2 non essere l\u2019altra parte bens\u00ec l\u2019idea stessa di nemico. Esistono dei divari, ma non incolmabili. Ci vuole dedizione, oltre ad adeguate competenze e conoscenza, addestramento; caratteristiche ben note ai militari.<\/p>\n<p>L\u2019ONU ha aperto la possibilit\u00e0 che una stessa persona indossi due copricapo: un berretto blu dell\u2019ONU, e un casco del proprio esercito. <i>Generali: stiamo arrivando.<\/i><\/p>\n<p>___________________________<\/p>\n<p><i>* Intervento introduttivo alla Confederazione Internazionale degli ufficiali Riservisti, Bucarest 9-13.10.2013<\/i><\/p>\n<p><i>Traduzione di Miky Lanza per il Centro Studi Sereno Regis<\/i><\/p>\n<p><i>Titolo originale: <a href=\"http:\/\/www.transcend.org\/tms\/2013\/10\/the-geopolitics-of-education-for-peace\/\" >The Geopolitics of Education for Peace*<\/a> &#8211; TRANSCEND Media Service-TMS<\/i><i><\/i><\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2013\/10\/24\/la-geopolitica-delleducazione-alla-pace-johan-galtung\/\" >Go to Original \u2013 serenoregis.org<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pensatori cos\u00ec diversi come Nietzsche e Gandhi consideravano esemplari i militari a causa dello spirito di corpo e della disponibilit\u00e0 al sacrificio, perfino della propria vita. 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