{"id":42772,"date":"2014-05-12T12:08:44","date_gmt":"2014-05-12T11:08:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=42772"},"modified":"2015-05-05T21:34:59","modified_gmt":"2015-05-05T20:34:59","slug":"italiano-omaggio-allinternational-newyorktimes","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2014\/05\/italiano-omaggio-allinternational-newyorktimes\/","title":{"rendered":"(Italiano) Omaggio all\u2019International New York Times"},"content":{"rendered":"<p>Sul tavolo ci sono alcuni vecchi ritagli prevalentemente da quel non comune giornale; in mente ho l\u2019<em>International Herald Tribune<\/em>, IHT, dal 1857, e una parte della mia realt\u00e0 per circa cinquant\u2019anni. Forse una dipendenza? Difficile vivere senza. Il cambio recente di nome in <em>International New York Times<\/em> era comprensibile ma troppo specifico geograficamente, non globale. I giornali di Honolulu, ben situati, sono sovente pi\u00f9 globali.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 omaggio? Non per la trattazione delle notizie; di solito, quelle \u201cadatte alla stampa\u201d, che non contraddicono troppo apertamente le visioni del mondo insite nelle politiche estere USA e israeliana, anche se questo \u00e8 notevolmente migliorato di recente. E neppure per gli editoriali, che sono spesso sulla stessa linea e anche, spiacente, francamente noiosi molte volte.<\/p>\n<p>No, l\u2019omaggio \u00e8 per gli articoli, addirittura i saggi, ad altissimo livello in quello che dopo tutto \u00e8 un giornale, fogli con notizie. Tali saggi sovente svolgono discorsi d\u2019ampia portata, che risalgono nel passato, si spingono lontano nel futuro. Non \u00e8 questione di accordo-disaccordo, bens\u00ec di ampiezza, apertura, anche in termini globali.<\/p>\n<p>Prendiamo William Safire del 30 settembre 1991 su \u201cla differenza fra federazione e confederazione imperniata sulla questione della sovranit\u00e0\u201d. Come fa notare, la prima \u00e8 \u201cuna singola potenza sovrana\u201d, la seconda \u00e8 \u201cun\u2019associazione di stati sovrani\u201d. Egli mette pure in guardia dallo riempire questa seconda di un contenuto tratto dal Sud degli USA e dalla guerra civile. Distinzione molto utile allorch\u00e9 il mondo ha a che fare con tanti paesi dove le potenze coloniali hanno avvolto assieme nazioni molto diverse in uno stato unitario e, quando si manifestano \u201cguai\u201d, non ha abbastanza alternative. Infatti, devoluzione-federazione-confederazione sono gi\u00e0 una bella gamma, e ci sono o ci potrebbero essere assetti intermedi. Ma Washington sembra avere appese ai muri e in mente solo mappe di stati, mai di nazioni, ed \u00e8 quindi impreparata ai \u201cguai\u201d. Rilassiamoci, ci sono alternative, in Iraq, Afghanistan, Siria. Perfino negli Stati Uniti.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, Scott Shane riferisce da Mosca nel <em>Honolulu Advertiser<\/em> del 19 giugno 1988 che il Partito, con Gorbaciov, sostiene l\u2019unione del Nagorno-Karabagh all\u2019Armenia \u2013 mentre il Partito in Azerbaigian \u00e8 effettivamente contrario. Il problema non \u00e8 stato risolto, ma l\u2019articolo esplora la contraddizione stato-nazione in Unione Sovietica. Che un giorno si faccia anche per gli USA?<\/p>\n<p>Il principale specialista sovietico sugli USA, Georgi Arbatov, dell\u2019Accademia Sovietica delle Scienze, pubblicava un articolo, il 20 maggio 1988, anch\u2019egli nel <em>Honolulu Advertiser<\/em>: \u201cI problemi USA richiedono <em>glasnost, perestroika\u201d<\/em>, cio\u00e8 un dibattito aperto dando la parola a tutti, e un cambiamento strutturale. Sfidava \u201cmiti e illusioni\u201d, \u201cl\u2019eccezionalismo americano\u201d. Ricordava ai lettori del \u201cvivido simbolo\u201d la necessit\u00e0 di un cambiamento basilare: il crollo della borsa valori del 19 ottobre 1987. Ovviamente, non c\u2019\u00e8 stato alcun cambiamento \u2013 anzi ci sono stati altri crolli \u2013ma il punto \u00e8 che il giornale diede spazio a questa prospettiva. I pi\u00f9 non l\u2019hanno fatto; qualcuno lo fa.<\/p>\n<p>Il <em>Honolulu Advertiser<\/em> riport\u00f2 anche \u201cLee di Singapore: Declino dell\u2019America\u201d (Richard Reeve da Singapore il 29 novembre 1989. \u201cAdesso siamo in un mondo multipolare. L\u2019America \u00e8 ancora il maggiore giocatore, ma non dominante come in passato\u201d. Lee si focalizzava non solo sull\u2019economia, e sulla sfida posta dall\u2019Europa occidentale e dal Giappone \u2013 del quale anch\u2019egli teme una crescita militare \u2013 neppure una parola sulla Cina alla quale Lee aveva dato consigli). Il dominio americano non pu\u00f2 essere ristabilito, e gli americani non sono \u201cemotivamente pronti al riguardo\u201d. William Safire del <em>NewYorkTime<\/em>s era nel suo uditorio e opinava che \u201cha proprio torto. La diversit\u00e0 e creativit\u00e0 americana prevarranno\u201d. Beh, forse piuttosto la violenza.<\/p>\n<p>Le tendenze hanno dato ragione a Lee pur se non riguardo all\u2019Europa occidentale e al Giappone, non riuscendo a vedere l\u2019arrivo in scena dei BRICS. Ma, anche qui il giornale d\u00e0 ampio spazio a una previsione cui gli USA non erano preparati.<\/p>\n<p>Tornando all\u2019IHT: Tamotsu Sengoku, il 1 dicembre 1987, d\u00e0 voce a un importante problema giapponese, i <em>manga<\/em>, fumetti come forma di comunicazione a scapito della profondit\u00e0, in peggioramento; e questo giornale lo ha citato.<\/p>\n<p>In una serie di dispacci incisivi, \u201cPlutonio nei mari\u201d (4-17-28\/29 novembre 1992 e 6 gennaio 1993) il giornale riferiva criticamente la spedizione dalla Francia al Giappone di circa una tonnellata di plutonio per i reattori auto-fertilizzanti giapponesi. Sappiamo che cosa accadde circa vent\u2019anni dopo: Fukushima, tuttora in ballo. Se qualche decisore avesse preso sul serio quelle corrispondenze \u2013 cosa che non avvenne \u2013 \u2026 Il giornale comunque fece il proprio lavoro, in modo notevole; non solo riferendo, ma anche analizzando in dettaglio le implicazioni.<\/p>\n<p>Ma il giornale ha dato anche spazio a eventi della storia remota che possono aprire degli squarci sul futuro, come Barry James il 30 luglio 1990 su \u201cIl lato buio del 1492; la cacciata degli ebrei dalla Spagna\u201d. Beh, ci furono altri lati bui, come quello che successe agli indigeni sudamericani nella dinamica evolutiva della formazione dell\u2019America Latina, e ai Mori quando furono espulsi. Ma molti non sono consci della posizione degli ebrei, neppure come visir di uno stato musulmano, Granada (nel 1027), n\u00e9 che dopo la pi\u00f9 brutale espulsione da parte dei re cattolici fu negli stati musulmani che gli ebrei furono accolti a Istanbul, dopo la vittoria del 1453 sull\u2019impero Romano d\u2019Oriente, e nelle terre Ottomane.<\/p>\n<p>Senza dubbio molta di quella vecchia storia \u00e8 tuttora viva nei pi\u00f9 profondi recessi della realt\u00e0 attuale. Gli ebrei sefarditi vengono ora di nuovo accolti in Spagna, con accesso alla piena cittadinanza. Ci sono ancora nessi fra la Turchia e gli ebrei nel senso di Israele. Forse il futuro di Israele sta nel passato, non nella rotta di collisione con l\u2019Islam in generale, non solo con i palestinesi e non appoggiandosi sulle sette <em>evangeliche<\/em> USA che un giorno gli si possono volgere contro? L\u2019articolo apre a tali riflessioni.<\/p>\n<p>Un giornale notevole, che mobilita talenti da tutto il mondo. La scelta degli articoli citati pi\u00f9 sopra \u00e8 di parte; ma molto pi\u00f9 di parte sarebbero giornali privi totalmente di tali discorsi e prospettive. Possiamo augurarci pi\u00f9 interventi che aprano gli occhi su una vasta gamma di alternative, pi\u00f9 articoli che mettano il dito su contraddizioni dolenti non prontamente percepite. Continua a lavorare in questa direzione, caro INYT \u2013 e grazie d\u2019esistere.<\/p>\n<p>_______________________________<\/p>\n<p><em>Traduzione di Miky Lanza per il Centro Sereno Regis.<\/em><\/p>\n<p><em>Titolo originale:<\/em> <a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2014\/05\/homage-to-international-nyt\/\" >Homage to International NYT<\/a> \u2013 TRANSCEND Media Service<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2014\/05\/11\/omaggio-allinternational-newyorktimes-johan-galtung\/\" >Go to Original \u2013 serenoregis.org<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Perch\u00e9 omaggio? 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