{"id":45190,"date":"2014-07-28T12:00:10","date_gmt":"2014-07-28T11:00:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=45190"},"modified":"2015-05-05T21:33:37","modified_gmt":"2015-05-05T20:33:37","slug":"italiano-la-violenza-strutturale-riesaminata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2014\/07\/italiano-la-violenza-strutturale-riesaminata\/","title":{"rendered":"(Italiano) La violenza strutturale riesaminata"},"content":{"rendered":"<p>Il saggio \u201c<a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2014\/07\/galtungs-structural-violence-and-the-sierra-leone-civil-war-c-1985-1992\/\" >Galtung\u2019s Structural Violence and the Sierra Leone Civil War c. 1985-1992&#8243;<\/a> Philip Leech pubblicato nella newsletter di TRANSCEND del 14 luglio 2014 tra tutti i commenti il pi\u00f9 profondo, \u00e8 un\u2019ottima opportunit\u00e0 per chiarire e sviluppare ulteriormente alcune delle premesse teoriche. In gran parte le sue osservazioni, che si basano su \u201cPace con mezzi pacifici\u201d (Esperia, Milano 2000; per uno sviluppo ulteriore, si veda<a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tup\/index.php?book=23\" > <em>A Theory of Peace<\/em>, Transcend University Press<\/a>) sono molto positive. Mi soffermer\u00f2 sui punti controversi e critici, non sulla Sierra Leone, di cui non ho esperienza diretta come mediatore. Leech conosce bene questo conflitto.<\/p>\n<p>Leech afferma pi\u00f9 volte qualcosa su cui sono pienamente d\u2019accordo: \u201cNessun concetto teorico pu\u00f2 raccontare l\u2019intera storia\u201d. Infatti, come potrebbe un insieme di poche parole descrivere la complessit\u00e0 della realt\u00e0 in continuo cambiamento? Una netta definizione \u2013 da Marx (mezzi verso modi) o da Toynbee (sfida verso risposta)- pu\u00f2 rivelare qualche aspetto profondo ma mai \u201cl\u2019intera storia\u201d che, inoltre, \u00e8 continuamente riveduta, con nuove definizioni.<\/p>\n<p>Nel mio sforzo verso niente meno che l\u2019emergere di una nuova cultura del conflitto -diagnosi, prognosi, terapia- violenza, pace e violenza strutturale sono solo alcune componenti. La violenza culturale -non intesa come violenza diretta o strutturale tra gruppi di diversa cultura ma come cultura usata per giustificare e legittimare le altre forme di violenza, \u00e8 un\u2019altra componente. Altre ancora sono cultura profonda, struttura profonda, natura profonda (un prossimo libro) che si focalizzano su culture, strutture e natura. Non ne siamo consapevoli per mancanza di conoscenza, perch\u00e9 le diamo per scontate, o perch\u00e9 le reprimiamo, preferendo non esserne consapevoli \u2013 come per la discriminazione degli anziani, di genere, basata sul dualismo.<\/p>\n<p>E poi la distinzione tra pace negativa e pace positiva, che ho proposto nel 1958. Ci sarebbe molto altro. Certamente, n\u00e9 singolarmente, n\u00e9 combinati tra loro questi concetti rappresenterebbero \u201cl\u2019intera storia\u201d. Ma possono servire per focalizzare la nostra attenzione.<\/p>\n<p>La violenza strutturale \u00e8 violenza in se stessa \u2013 non \u00e8 n\u00e9 causa necessaria n\u00e9 sufficiente di violenza diretta \u2013 non provocata da atti di commissione intenzionali, ma da continui atti di omissione. Pi\u00f9 insidiosa.<\/p>\n<p>E assume molte forme, oltre la gerarchia verticale. C\u2019\u00e8 anche l\u2019anarchia, con la solitudine che costituisce un\u2019offesa al bisogno umano di solidariet\u00e0 attraverso l\u2019interazione. E c\u2019\u00e8 la poliarchia, troppa interazione, sia verticale sia orizzontale, che colpisce il bisogno di un po\u2019 di solitudine. Anche l\u2019interazione soltanto orizzontale, equilibrata, nota come \u201cequiarchia\u201d, pu\u00f2 essere violenta limitando l\u2019interazione a piccoli gruppi. Vi sono problemi ovunque, conflitti all\u2019interno e all\u2019esterno; nessuna soluzione perfetta.<\/p>\n<p>Leech dice che \u201cla violenza strutturale \u00e8 un\u2019etichetta evidente che pu\u00f2 essere applicata a una vasta gamma di fenomeni\u201d -d\u2019accordo!- e subito dopo aggiunge: \u201cla natura della violenza strutturale \u00e8 in qualche modo vaga perch\u00e9 comprende aspetti qualitativi e quantitativi dell\u2019aggressione e del dominio molto variabili\u201d. Non sono d\u2019accordo. La violenza strutturale, come il colonialismo, pu\u00f2 mantenere automaticamente alcune persone \u201cal loro posto\u201d. Vi sono forti interessi -bisogni strutturalmente condizionati- dietro agli sforzi di cambiare o di preservare la struttura, rivoluzioni e controrivoluzioni. Ovviamente, gli sforzi sono \u201cvariabili\u201d; dipendono dalle risorse disponibili.<\/p>\n<p>Individuo 5 risorse fondamentali -Leech le mescola un po\u2019- <em>consapevolezza <\/em>per superare penetrazione e segmentazione; <em>organizzazione<\/em> per superare frammentazione e marginalizzazione; <em>scontro<\/em> seguito dalla lotta con mezzi pacifici, nonviolenti, comnpresa la <em>separazione<\/em> (<em>delinking<\/em>) per sottrarsi alla violenza strutturale verticale, e infine (maggiore) <em>ricongiungimento <\/em>(<em>relinking<\/em>) orizzontale. In tutto ci\u00f2 c\u2019\u00e8 molta generalizzazione di Marx con l\u2019aggiunta di Gandhi. Cerco di lanciare questi concetti e queste idee che potrebbero innescare processi di cambiamento nonviolenti.<\/p>\n<p>\u201cLa maggior critica al lavoro di Galtung \u00e8 che l\u2019approccio teorico che egli delinea \u00e8 troppo generalizzato\u201d, dice Leech, giustamente. Questo \u00e8 uno schema intellettuale per pensare, un discorso per parlare. \u00c8 necessario che si traduca in politica e azione concreta per conflitti specifici e il libro <a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tup\/index.php?book=1\" >50 Years, 100 Peace &amp; Conflict Perspectives<\/a> (TRANSCEND University Press, 2008) ha a che fare con questo. Inoltre, 100 visioni pi\u00f9 ragionevolmente concrete sono state pubblicate come editoriali di TMS (<em>Transcend Media Service<\/em>, tradotti nella newsletter del Centro Studi Sereno Regis, <em>NdT<\/em>), che verranno raccolti in un altro prossimo libro.<\/p>\n<p>Secondo la mia esperienza, gli intellettuali sono normalmente pi\u00f9 interessati ai concetti che alle politiche concrete, mentre per i politici vale il contrario. Per la pace negativa l\u2019obiettivo politico \u00e8 relativamente chiaro: la fine della violenza diretta (come nel cessate il fuoco), la fine della violenza strutturale (come nell\u2019isolamento reciproco) e la fine della violenza culturale (come avviene quando si sottoscrivono i diritti umani). Ma Leech giustamente mi rimprovera di essere vago sulla pace positiva. Ne sono spiacevolmente consapevole, e la formula contenuta nel libro <em>A Theory of Peace <\/em>\u00e8 un tentativo in tal senso. Essa si basa strutturalmente sulla cooperazione per un beneficio equo e reciproco, culturalmente sull\u2019empatia attraverso le linee di faglia per l\u2019armonia e la risonanza emotiva, e sulle contraddizioni per la conciliazione dei traumi e la soluzione dei conflitti. Tutti e quattro i punti sono obiettivi non piccoli, ma fattibili; come quello di rendere genitori e figli uguali.<\/p>\n<p>Disarmo? Leech pone questa domanda, conoscendo la mia risposta: in assenza di conflitti profondi, le parti possono coesistere pacificamente anche con grandi quantit\u00e0 di armi; quando i quattro fattori della pace positiva non sono presi seriamente in considerazione, si possono rimuovere le armi, ma le parti in conflitto le produrranno e le contrabbanderanno di nascosto, usando un cessate il fuoco. Ma la facilit\u00e0 di accesso alle armi pu\u00f2 essere un fattore importante, anche se non la causa ultima.<\/p>\n<p>Cosa dire a proposito del potere coercitivo dello stato? Leech se lo chiede, sono d\u2019accordo ma bisogna essere cauti. I mediatori possono trovare modi per risolvere i conflitti su obiettivi legittimi, ma vi sono parti con obiettivi illegittimi, violenti. Perseguirli, ottenerli, quando sono contrari alla legge, \u00e8 <em>criminale. <\/em>Per scoprirli abbiamo la polizia, per giudicarli avvocati e tribunali, per gli individui e per la prevenzione e la pena. Ne abbiamo bisogno, ma questi strumenti devono essere perfezionati. Obiettivi come la speculazione su larga scala e la guerra di aggressione, che violano i bisogni fondamentali di milioni di persone, distruggendone anche la vita, devono ancora essere <em>criminalizzati<\/em>. L\u2019ipotesi di una prevenzione individuale e generale pu\u00f2 non essere valida empiricamente. Pi\u00f9 pace positiva pu\u00f2 funzionare meglio. La punizione \u00e8 una violenza direttta, ma la somma di due violenze \u00e8 pace?<\/p>\n<p>La \u201cviolenza strutturale\u201d si focalizza sui deficit nelle strutture, non sulle persone; la legge \u00e8 orientata sulle persone. Abbiamo bisogno di entrambe. Grazie, Phil Leech.<\/p>\n<p>____________________________<\/p>\n<p><em>Traduzione a cura del Centro Studi Sereno Regis.<\/em><\/p>\n<p><em>Titolo originale: <\/em><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2014\/07\/structural-violence-re-explored\/\" >Structural Violence Re-Explored<\/a><em> \u2013 TRANSCEND Media Service.<\/em><\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2014\/07\/25\/la-violenza-strutturale-riesaminata-johan-galtung\/\" >Go to Original \u2013 serenoregis.org<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il saggio \u201cGaltung\u2019s Structural Violence and the Sierra Leone Civil War c. 1985-1992&#8243;  Philip Leech pubblicato nella newsletter di TRANSCEND del 14 luglio 2014 tra tutti i commenti il pi\u00f9 profondo, \u00e8 un\u2019ottima opportunit\u00e0 per chiarire e sviluppare ulteriormente alcune delle premesse teoriche.<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[46],"tags":[],"class_list":["post-45190","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-original-languages"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/45190","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=45190"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/45190\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=45190"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=45190"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=45190"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}