{"id":46774,"date":"2014-09-01T12:00:52","date_gmt":"2014-09-01T11:00:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=46774"},"modified":"2015-05-05T21:30:39","modified_gmt":"2015-05-05T20:30:39","slug":"italiano-per-una-difesa-nonviolenta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2014\/09\/italiano-per-una-difesa-nonviolenta\/","title":{"rendered":"(Italiano) Per una difesa nonviolenta"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_46776\" style=\"width: 160px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/augusto-cavadi_12761-180x167.jpg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-46776\" class=\"size-thumbnail wp-image-46776\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/augusto-cavadi_12761-180x167-150x150.jpg\" alt=\"Augusto Cavadi\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-46776\" class=\"wp-caption-text\">Augusto Cavadi<\/p><\/div>\n<p>Possedere armi, o per lo meno averle a disposizione e saperle adoperare, \u00e8 stato per millenni un privilegio. Quando, dunque, con la rivoluzione francese di fine Settecento e la successiva fase napoleonica di inizio Ottocento, nacquero le \u201cGuardie nazionali\u201d e gli eserciti popolari, l\u2019equazione cittadino = soldato apparve, e fu, un progresso civile. La biografia dello stesso Bonaparte acquist\u00f2 una valenza simbolica: generali, capi di governo, imperatori si diventa per meriti, non lo si nasce per caso. Gli storici osservano che la diversit\u00e0 di motivazioni fra soldati francesi, che combattevano con convinzione per la liberazione della propria patria, e soldati prussiani e austriaci, che combattevano per soldi agli ordini di sovrani autoreferenziali, contribu\u00ec non poco all\u2019esito della guerra. Quando a Valmy l\u2019esercito popolare francese batt\u00e9 gli eserciti mercenari invasori, Goethe osserv\u00f2 \u2013 con una punta di esagerazione tipica dei letterati \u2013 che da quella data, e da quel luogo, iniziava una nuova era del mondo. Una conferma del detto giapponese che il cane difficilmente raggiunge la lepre perch\u00e9 il cane corre per il padrone e la lepre per se stessa.<\/p>\n<p>Proprio la vicenda della Francia rivoluzionaria, che in pochi anni diventa uno Stato imperialista, ci ammonisce sulla dialettica dell\u2019arruolamento di massa: da diritto diventa dovere, da missione civica massacro insensato. I Malavoglia di Verga non costituisce l\u2019unico documento di come la povera gente considera l\u2019obbligo di prestare servizio militare: una corv\u00e9e arbitraria che priva le famiglie di braccia, e di menti, giovani e valide, per destinarle ad avventure suicide (come in effetti saranno per l\u2019Italia la prima, e ancor pi\u00f9 la seconda, guerra mondiale).<\/p>\n<p>Tutta la battaglia per l\u2019obiezione di coscienza rispetto alla coscrizione militare obbligatoria, che ha visto impegnate in Italia figure di altissimo livello di varia estrazione ideale, da Aldo Capitini a don Lorenzo Milani, ha portato \u2013 come \u00e8 noto \u2013 prima al diritto di sostituire il periodo di leva con un servizio civile, poi all\u2019abolizione della leva obbligatoria e alla formazione delle Forze armate esclusivamente su basi volontarie. Un risultato positivo, senz\u2019altro: ma del tutto privo di risvolti problematici?<\/p>\n<p>Il processo sociale, incrementato anche dal processo tecnologico, per cui una minoranza di cittadini avr\u00e0 in mano l\u2019esclusiva dell\u2019uso delle armi, riproduce un pericoloso dualismo pre-moderno: da una parte un \u00e9lite di specialisti della difesa (ma anche dell\u2019offesa) armata, dall\u2019altra la maggioranza della popolazione. Sino a quando i meccanismi democratici, pi\u00f9 o meno, funzionano, la situazione pu\u00f2 considerarsi accettabile: ma quando, per iniziativa di un uomo forte, si dovessero inceppare? Senza immaginare scenari fantapolitici (per altro abbondantemente realizzati nel XX secolo in Europa: franchismo, salazarismo, guerre balcaniche dopo la morte di Tito\u2026), gi\u00e0 oggi le richieste dei vertici militari al ceto politico lasciano trasparire toni diversi rispetto alle richieste di altri settori della societ\u00e0: se vi chiediamo di investire milioni di euro sugli F 35, sottraendoli alla spesa sociale, vi conviene ascoltarci perch\u00e9 voi non avete le competenze tecniche per capire che cosa \u00e8 necessario alla vostra stessa sicurezza\u2026<\/p>\n<p>La problematica appare dunque complessa e meriterebbe un\u2019attenzione riflessiva che non risulta diffusa. Un\u2019ipotesi di lavoro \u2013 teorica ma anche pratica \u2013 sarebbe di bilanciare l\u2019esercito dei volontari in armi con un esercito, molto pi\u00f9 consistente numericamente, di volontari disarmati. E\u2019 in questa direzione che vanno le esperienze di Difesa Popolare Nonviolenta (DPN) di cui parla anche il mio fraterno amico Andrea Cozzo nel suo Conflittualit\u00e0 non violenta. Filosofia e pratiche di lotta comunicativa (Mimesis, Milano 2004): \u201cOrganizzare strutturalmente forme di intervento nonviolento in conflitti sia nazionali che internazionali, tanto in caso di coinvolgimento diretto, come parte in gioco, quanto in casi di coinvolgimento dall\u2019esterno, come terza parte che prende posizione in un conflitto fra altri. In entrambi i casi, esaurite le risorse offerte dalle attivit\u00e0 diplomatiche istituzionali, il monopolio della gestione del conflitto smette di essere dello Stato e passa alla societ\u00e0 civile, adeguatamente formata ed organizzata\u201d (pp. 266 \u2013 267, ma vedere i dettagli sino a p. 294).<\/p>\n<p>****<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/cdbitalia.esy.es\/category\/chiese-movimenti-di-base\/\" >Chiese e Movimenti di Base<\/a>,\u00a0luned\u00ec, 25 agosto 2014<\/p>\n<p><strong>Augusto Cavadi<\/strong><br \/>\nwww.augustocavadi.com<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2014\/08\/28\/per-una-difesa-nonviolenta-augusto-cavadi\/\" >Go to Original \u2013 serenoregis.org<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La problematica appare dunque complessa e meriterebbe un\u2019attenzione riflessiva che non risulta diffusa. 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