{"id":48568,"date":"2014-10-13T12:00:40","date_gmt":"2014-10-13T11:00:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=48568"},"modified":"2015-05-05T21:29:39","modified_gmt":"2015-05-05T20:29:39","slug":"italiano-hong-kong-e-oltre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2014\/10\/italiano-hong-kong-e-oltre\/","title":{"rendered":"(Italiano) Hong Kong e oltre"},"content":{"rendered":"<p>Pechino dovrebbe ascoltare il suo eccellente mantra: \u201cUn paese, due sistemi\u201d. Una parte di quell\u2019altro sistema \u00e8 la democrazia. L\u2019Inghilterra non l\u2019ha mai praticata durante 150 anni di conquista e colonialismo \u2013 temendo anche che Hong Kong potesse scegliere la propria indipendenza dal Regno Unito proprio con il voto \u2013 ma uno standard cos\u00ec basso non \u00e8 una scusa. E la democrazia oggi cavalca un\u2019agenda in espansione, molto pi\u00f9 che periodiche elezioni multi-partitiche eque e libere che la Cina non pratica, per proprie ragioni.<\/p>\n<p>La Cina sperimenta una democrazia locale e Hong Kong \u00e8 locale. La democrazia oggi si muove a favore dell\u2019elezione diretta del primo dirigente di governo; nel caso di Hong Kong, del governatore, nel 2017. Ci\u00f2 vuol dire avere una scelta fra candidati con visioni differenti, non un governatore nominato, che sia da Pechino o dal consiglio governativo di Hong Kong.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, l\u2019Indonesia \u00e8 stata richiamata all\u2019ordine dalla propria gente e dai media (\u201cl\u2019Indonesia fa passi indietro nel progresso democratico\u201d, <em>INYT<\/em>, 27\/28-09-14) per aver eliminato le elezioni dirette dei massimi dirigenti provinciali e locali. Anche se farli eleggere, nominare o accettare dall\u2019assemblea di pari livello, come nella democrazia parlamentare, \u00e8 molto frequente, pare che ci si muova comunque verso elezioni. Come nella democrazia presidenziale.<\/p>\n<p>E in quanto al partito comunista cinese a favore di uno che \u201cama Hong Kong e ama la Cina\u201d? La formula suona bene e coincide con la realt\u00e0 in quasi tutti i paesi. Ma il problema \u00e8 chi decide se il candidato corrisponde a quello o qualunque altro criterio, e la risposta dal movimento \u201cOccupy Central with Peace and Love\u201d [Occupare il Centro con pace e amore], con sit-in iniziati il 28 settembre, \u00e8 molto chiara: la gente di Hong Kong. La gente di tutto il mondo vuol essere governata da propri affini, da uno dei suoi, neppure da qualcuno che potrebbe oggettivamente essere pi\u00f9 competente e migliore per Hong Kong, ma che non sia uno dei loro.<\/p>\n<p>Comunque, Pechino pu\u00f2 condividere la paura di Londra: potrebbero ottenere l\u2019indipendenza col voto, una citt\u00e0-stato come Singapore?<\/p>\n<p>Probabilmente no. Senza sminuire affatto la loro devozione alla democrazia, qui si tratta soprattutto di un movimento studentesco. Come gli studenti di Tiananmen nel 1989 \u2013 che non furono massacrati ma scacciati, quel che accadde ai lavoratori \u00e8 un\u2019altra storia \u2013 possono avere un\u2019agenda aggiuntiva. Dalla rivoluzione del 1980 di Deng Xiaopeng, il potere degli intellettuali \u2013 l\u2019ex-classe dominante \u2013 \u00e8 calato a favore di mercanti, coltivatori e operai. Il capitale, il denaro, \u00e8 pi\u00f9 su di rango che la conoscenza. Parlando con alcuni capi degli studenti di Tiananmen, i loro crucci sembravano essere sia la democrazia sia il proprio potere. Anche gli studenti di Hong Kong possono volere e questo e quella.<\/p>\n<p>Al momento non \u00e8 chiaro quanto dureranno i sit-in, come si gestisce il dissidio interno, che genere di dialogo ci sar\u00e0, come finir\u00e0 tutto quanto. Bloccare strade-chiave a cittadini preoccupati di raggiungere il posto di lavoro, fare acquisti, alle ambulanze e alla polizia per le emergenze non \u00e8 stata una buona strategia di nonviolenza.<\/p>\n<p>A parte quello, immaginiamo che emergano vari candidati, che professino tutti il proprio affetto per Hong Kong, chi con pi\u00f9, chi con meno affetto per la Cina. Immaginiamo che gli studenti ne preferiscano \u201cmeno\u201d. Ma la Federazione studentesca di Hong Kong \u00e8 solo una piccola, attiva minoranza che si fa sentire, anche contando gli studenti di scuola superiore. La maggioranza forse preferisce \u201cpi\u00f9 [affetto]\u201d, avendo l\u2019impressione che la Legge Basilare (nota come <em>Hong Kong Basic Law<\/em>, vedi <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Hong_Kong_Basic_Law\" >http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Hong_Kong_Basic_Law<\/a> , ndt) abbia funzionato e stia funzionando.<\/p>\n<p>Immaginiamo qualunque altro paese che abbia al suo interno un altro \u201csistema\u201d, sino al punto di avere la propria valuta, il dollaro di Hong Kong? Sapendo anche bene che competere con Shanghai, Guangzhou [=Canton], e a una certa distanza Singapore, non \u00e8 facile, quell\u2019essere parte di \u201cUn solo paese\u201d pu\u00f2 essere un vantaggio? Hong Kong \u00e8 dopo tutto una storia di successo economico.<\/p>\n<p>Dovrebbero votare per la proprie indipendenza, e poi che cosa? La Cina pu\u00f2 fare quel che quasi tutti i paesi farebbero: dire NO. \u00c8 contro la nostra costituzione, il paese \u00e8 uno e indivisibile. \u00c8 qui la linea di demarcazione, non su come si nominano i candidati a primo dirigente di governo per Hong Kong; che farebbe parte del \u201csistema\u201d democrazia di Hong Kong.<\/p>\n<p>Comunque, immaginiamo che vogliano proprio l\u2019indipendenza come citt\u00e0-stato?<\/p>\n<p>Tralasciando che USA-UK esulterebbero e probabilmente c\u2019entrano comunque nella faccenda, ebbene? Difficilmente la fine del mondo per la Cina. Taiwan \u00e8 indipendente, e i rapporti sono ragionevoli. Hong Kong <em>virgola<\/em> Cina \u00e8 di fatto indipendente eccetto che per la questione del governatore, la bandiera, e una guarnigione.<\/p>\n<p>Una politica migliore sarebbe cedere sulla nomina, e invitare Taiwan a diventare Taiwan <em>virgola<\/em> Cina, anche senza bandiera e guarnigione. Seguita da Tibet <em>virgola <\/em>Cina; Uighur <em>virgola<\/em> Cina, Mongolia Interna <em>virgola<\/em> Cina. Con la Cina <em>han, <\/em>sei Cine.<\/p>\n<p>La Cina ha gi\u00e0 vissuto questo prima: il sistema tributario, dalla dinastia Zhou (1050-250 a.C.) ai Qing (1644-1911). In un documento presentato alla recente conferenza dell\u2019 <em>International Peace Research Association <\/em>(Associazione Internazionale di Ricerche per la Pace, IPRA), Asena Demirer, professore all\u2019universit\u00e0 Yeditepe d\u2019Istanbul, considera il sistema tributario della Cina un imperialismo benevolo (un altro caso \u00e8 l\u2019impero ottomano, ma non quelli occidentali). Fino a ben il 1908, poco prima della fine dei Qing, il Nepal pagava tributo a Pechino. Pagare tributo nel senso di rendere visita, non come qualcosa di pagato ma come segno di prossimit\u00e0 e rispetto, riconoscendo in Pechino un centro. Per Demirer l\u2019impero cinese era culturalista piuttosto che strutturalista; in effetti quel che l\u2019Inghilterra pratica adesso, sull\u2019onda della lingua e di Shakespeare, per il Commonwealth e oltre, e non senza successo.<\/p>\n<p>A Pechino va una lode non piccola per mantenersi imperturbata. Non c\u2019\u00e8 stato nulla come la brutalit\u00e0 della polizia militarizzata USA contro il movimento <em>Occupy<\/em>; ci sono stati perfino contatti con politici di vertice di Hong Kong. La Cina non \u00e8 sprofondata al livello di \u201cCome Israele zittisce il dissenso\u201d (Mairav Zonszein, israeliano-statunitense, <em>INYT<\/em> 27\/28-09-2014): cantando Morte agli arabi, Morte ai sinistrorsi; picchiando i dimostranti senza protezione della polizia, minacciando assassinii, difendendo lo status quo con ogni mezzo, \u201cfascismo strisciante\u201d.<\/p>\n<p>Che anche USA e Israele abbiano da imparare qualcosa in fatto di democrazia?<\/p>\n<p>__________________________<\/p>\n<p><em>Traduzione di Miky Lanza per il Centro Sereno Regis<\/em><\/p>\n<p><em>Titolo originale<\/em>:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2014\/10\/hong-kong-and-beyond\/\" >Hong Kong and Beyond<\/a> \u2013 <em>TRANSCEND Media Service<\/em><\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2014\/10\/11\/hong-kong-e-oltre-johan-galtung\/\" >Go to Original \u2013 serenoregis.org<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A Pechino va una lode non piccola per mantenersi imperturbata. 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