{"id":49107,"date":"2014-10-27T12:00:49","date_gmt":"2014-10-27T12:00:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=49107"},"modified":"2015-05-05T21:29:35","modified_gmt":"2015-05-05T20:29:35","slug":"italiano-lautoproduzione-secondo-marinella-correggia-alla-festa-dei-gas-valdostani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2014\/10\/italiano-lautoproduzione-secondo-marinella-correggia-alla-festa-dei-gas-valdostani\/","title":{"rendered":"(Italiano) L\u2019autoproduzione secondo Marinella Correggia alla festa dei Gas valdostani"},"content":{"rendered":"<p><em>L\u2019autoproduzione come utopia concreta e realizzabile<\/em><\/p>\n<p>L\u2019autoproduzione, come stile di vita individuale e collettivo e come modello economico alternativo, \u00e8 stato il tema al centro della giornata di festa dei gas valdostani*.<br \/>\nMarinella Correggia, ecoattivista, amica e persuasa della nonviolenza, autrice del noto \u201cIo lo so fare. Piccola guida all\u2019autoproduzione manuale, creativa ed ecologica. Far da s\u00e9, non sprecare, risparmiare\u201d, quarantamila copie vendute, ha animato i contenuti le riflessioni dell\u2019incontro proprio a partire da questo utile e prezioso manuale.<\/p>\n<p>Concetto base, e punto di partenza dell\u2019autoproduzione, secondo Marinella, \u00e8 il non essere gli \u201cutilizzatori finali\u201d del processo di utilizzo e consumo di qualsiasi prodotto, e il non delegare ad altri la produzione, le idee, l\u2019impegno individuale e collettivo.<\/p>\n<p><strong>\u201cAutoprodurre \u00e8 un atto di pace\u201d.<\/strong><\/p>\n<p>Questo l\u2019incipit del primo capitolo della quarta edizione del \u201csaggio\u201d manuale datato luglio 2013.<br \/>\n\u201cL\u2019autoproduzione prospetta un modello pi\u00f9 di pace\u201d \u00e8 l\u2019incipit dell\u2019imperdibile contributo di Marinella alla festa.<\/p>\n<p>\u201cSe ogni persona, famiglia, comunit\u00e0 cercasse di farsi carico di produrre quello che consuma \u2013 dice Marinella \u2013 non solo a livello alimentare ma a livello energetico, \u201cle guerre non scoppierebbero pi\u00f9 perch\u00e9 non ci sarebbe la necessit\u00e0 di combattere per andare a conquistare territori o per andare ad aprirsi le strade per far transitare i combustibili fossili o le materie prime. Se le comunit\u00e0, con scambi equi con altre comunit\u00e0, producessero quanto consumano, non ci sarebbe la necessit\u00e0 di andare a \u201crapinare\u201d a casa di altri. Alla fine le guerre sono determinate o dal bisogno di vendere le armi (gli Stati Uniti e i paesi occidentali ne sono il modello) o dalla necessit\u00e0 di mettere le mani su zone che hanno risorse che noi potremmo produrre e non lo facciamo.\u201d<\/p>\n<p>In questo senso l\u2019autoproduzione, assunta sul serio e in modo diffuso e a livello di comunit\u00e0, \u201csarebbe rivoluzionaria e molto pacifica.\u201d<\/p>\n<p>Altro concetto fondamentale, da agire immediatamente \u00e8: \u201cquanto non pu\u00f2 essere autoprodotto, a livello di comunit\u00e0 e in modo sostenibile, non dovrebbe proprio essere consumato\u201d afferma con consapevolezza \u201ccontagiosa\u201d Marinella.<\/p>\n<p>\u201cIn questo libro ho voluto richiamare alcune utopie egualitarie ed ecologiste citando libri utopici nei quali la confusione tra il lavoro manuale e intellettuale, che spesso poi non \u00e8 intellettuale, \u00e8 fondante. Il riferimento \u00e8 alla divisione tra chi fa fatica per produrre e chi lavora invece col pensiero, tipica del modello capitalistico e di sfruttamento\u201d.<br \/>\nRiemerge ancora una volta qui il concetto di delega: gli utilizzatori finali delegano il lavoro \u201csporco\u201d a qualcun altro.<br \/>\n\u201cL\u2019idea delle utopie che almeno in piccolo dovremmo cercare di realizzare sta qui nel mescolare i ruoli \u2013 tutti dorrebbero fare un po\u2019 \u2013 secondo lo slogan \u201cfaticare tutti, faticare meno. Faticare meno tutti.\u201d<br \/>\nE questo c\u2019\u00e8 nell\u2019autoproduzione. Produrre un po\u2019 del cibo che consumiamo implica, conoscendone la provenienza, la possibilit\u00e0 di evitare che invece \u201csia uno schiavo africano a produrlo.\u201d<\/p>\n<p>Marinella sottolinea che tutto quanto \u00e8 suggerito nel libro richiede poco tempo. Segue una breve riflessione sul tempo e sul fatto che esso sia una risorsa scarsa per tutti e che, pertanto, deve essere impiegata bene.<br \/>\nCon lo slogan: \u201cPi\u00f9 autoproduzione, meno bisogno di soldi, pi\u00f9 part-time, pi\u00f9 tempo per vivere.\u201d<\/p>\n<p>Marinella ha segnala alcuni progetti e idee \u201cfelici\u201d di autoproduzione da diffondere ovunque.<br \/>\nNel settore della coltivazione due azioni interessanti: <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/lists.peacelink.it\/economia\/2008\/09\/msg00026.htm\" >i <\/a><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/lists.peacelink.it\/economia\/2008\/09\/msg00026.html\" >puericultori di alberi da frutto <\/a>e i <strong>salvatori di semi e piante.<\/strong><\/p>\n<p>Gli alberi da frutto richiedono cure per i primi tre-quattro anni e poi \u201cfanno da s\u00e9\u201d. Quindi sarebbe bello che gli spazi inutilizzati o i parchi urbani fossero utilizzati per avere dei frutteti comuni a libero attingimento, a cura di tutti.<br \/>\nNella prima fase ci vorrebbe la cura di questi alberi. Si fanno nascere, si curano per un po\u2019 e quando sono \u201cautosufficienti\u201d si piantano dove c\u2019\u00e8 disponibilit\u00e0.<\/p>\n<p>Il progetto si intitola Elz\u00e9ard Bouffier, in omaggio a \u201cL\u2019homme qui plantait des arbres\u201d di Jean Giono, che \u201cseminando da solo centinaia di migliaia di semi di semi di quercia e betulle su terre collettive o abbandonate \u2013 non sue \u2013 riusc\u00ec in alcuni decenni a ridar vita a un\u2019area dimenticata da tutti, in Francia\u201d. Un uomo che in tempo di guerra riesce a costruire mentre gli altri distruggono.<\/p>\n<p><strong>Salvatori di semi e di piante<\/strong> con la raccolta e l\u2019utilizzo di fiori selvatici e la riproduzione delle rose.<\/p>\n<p>Il caso di autoproduzione alimentare estremo per chi non ha neppure un balcone \u00e8 l\u2019orto sul lavello.<\/p>\n<p>L\u2019orto in barattolo si usa per fare i germogli. \u201cE fare i germogli significa coltivare. Senza terra.\u201d I germogli pi\u00f9 nutrienti si fanno da grani non decorticati: frumento, soia verde, di ceci, semi di girasole e zucca non decorticati, fieno greco, alfa alfa, mung.<\/p>\n<p>Se si ha una finestra, che noi affacci ovviamente su un passaggio di automobili, si possono essiccare albicocche, fichi, pomodori: tecnica questa universale propria di molte popolazioni.<\/p>\n<p>Marinella cita quindi gli strumenti per l\u2019autoproduzione: \u201ci manodomestici\u201d. Manovelle e pedali coi quali si usa la nostra energia \u201cinvece di sprecarla \u201cin palestra\u201d con una sottile vena d\u2019ironia \u2026<br \/>\nEsistono lavatrici a manovella, radio a manovella, mulini a manovella.<\/p>\n<p>Nel libro vi sono ricette per l\u2019igiene domestica e personale, la valigetta (senza farmaci) del dottore che previene l\u2019armadietto dei farmaci, l\u2019autocostruzione di pannelli solari termici con la segnalazione della <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.autocostruzionesolare.it\" >rete italiana per l\u2019autocostruzione<\/a>, l\u2019autocostruzione di forni solari, con descrizioni.<\/p>\n<p>Tra le premesse dell\u2019autoproduzione c\u2019\u00e8 anche quella per cui pi\u00f9 si autoproduce a vari livelli e meno rifiuti si producono.<br \/>\nMarinella ha proposto un corto sulla prevenzione dei rifiuti, progetto realizzato con Mani tese, dal titolo <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=GiWbusdBwUo\" >\u201cPrevieni i rifiuti cambia la vita \u2013 Le mani del futuro\u201d. <\/a><br \/>\nLa prevenzione fa parte del fare da s\u00e9.<br \/>\nE\u2019 solo la prevenzione dei rifiuti che cambia il sistema consumistico<\/p>\n<p>L\u2019autoproduzione ben interpretata ha valenze multiple: dalla pace, alla vera democrazia, alla redistribuzione della fatica. Essa non \u00e8 estremizzata sino all\u2019ipostatizzazione dell\u2019autarchia ma \u00e8 concepita come una forma equilibrata di autoproduzione con scambi solidali.<br \/>\nCon Patrizia Donadello, Marinella ha illustrato Progetto casa Sankara.<br \/>\nSi tratta di un progetto di affrancamento da una situazione di schiavismo a Capitanata di Puglia in cui un gruppo di lavoratori africani sta lavorando ad un progetto di terreno da coltivare, l\u2019idea \u00e8 di ottenere venti ettari da coltivare, e di foundraising per autocostruire case di legno di cui hanno fatto un prototipo.<\/p>\n<p>Video Progetto Casa Sankara dal titolo L\u2019Autocostruzione : <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=08c8zAjKQ5E\" >HO COSTRUITO LA MIA CASA \u2013 Art Village San Severo <\/a>&#8211; parte 2 (\u00e8 in 3 parti)<\/p>\n<p><strong>* <\/strong>Saint-Barth\u00e9lemy (Italia, Valle d\u2019Aosta) \u2013\u00a0 21 settembre 2014<br \/>\nLa FESTA DEI GAS VALDOSTANI si \u00e8 svolta a Saint-Barth\u00e9lemy domenica 21 settembre 2014<\/p>\n<p>GRUPPI DI ACQUISTO SOLIDALI<br \/>\n<a href=\"http:\/\/http:\/www.retegas.org\/index.php?module=pagesetter&amp;tid=3\" >Rete nazionale di collegamento dei G.A.S.<\/a><\/p>\n<p>silvia berruto, fan e sostenitrice<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/silviaberruto.wordpress.com\/2014\/10\/26\/lautoproduzione-secondo-marinella-correggia-alla-festa-dei-gas-valdostani\/\" >Go to Original \u2013 silviaberruto.wordpress.com<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019autoproduzione come utopia concreta e realizzabile<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[46],"tags":[],"class_list":["post-49107","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-original-languages"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/49107","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=49107"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/49107\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=49107"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=49107"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=49107"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}