{"id":49194,"date":"2014-11-03T12:00:27","date_gmt":"2014-11-03T12:00:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=49194"},"modified":"2015-05-05T21:29:34","modified_gmt":"2015-05-05T20:29:34","slug":"italiano-epistemologia-sulluso-delle-dicotomie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2014\/11\/italiano-epistemologia-sulluso-delle-dicotomie\/","title":{"rendered":"(Italiano) Epistemologia: sull\u2019uso delle dicotomie"},"content":{"rendered":"<p>Talvolta viene criticato l\u2019uso delle dicotomie, tagli netti come maschio-femmina, democrazia-dittatura, pace negativa-positiva: il mondo \u00e8 pi\u00f9 complicato. Che il mondo della vita organica, individuale e collettiva, sia complesso, non v\u2019\u00e8 dubbio. Che una divisione semplicistica noi-loro del mondo in due blocchi o poli, una polarizzazione, appunto, sia un passo verso la violenza e la guerra, \u00e8 chiaro.<\/p>\n<p>D\u2019altronde, la dicotomia \u00e8 una forma frequente di pensiero; l\u2019odierno mondo digitale \u00e8 addirittura basato su 0-1. Non sappiamo vivere senza destra-sinistra, avanti-indietro, su-gi\u00f9, nord-sud, est-ovest, ecc.<\/p>\n<p>Per il sottoscritto, con molte dicotomie in pensiero-discorso-scrittura, esse sono indispensabili mattoncini per una complessit\u00e0 che pu\u00f2 rispecchiare un po\u2019 della complessit\u00e0 del mondo reale che ci affligge; sofferenza e realizzazione (e sofferenza nella realizzazione e realizzazione nella sofferenza). La questione non \u00e8 pro o contro le dicotomie, ma come le si usa. Sono la parola finale su qualcosa, o solo l\u2019inizio? La posizione qui \u00e8 la seconda.<\/p>\n<p>\u201cC\u2019\u00e8 qualcosa in mezzo\u201d, certo; e per avanzare da quel colloquiare sciolto a qualcosa di pi\u00f9 preciso, \u00e8 utile un trucchetto intellettuale: fare due dicotomie da una. In un semplice conflitto fra due obiettivi \u2013 un dilemma quando sia all\u2019interno di ua delle parti, una disputa quando \u00e8 tra due parti \u2013 otteniamo una tabella quadrupla, il tetralemma buddhista: <em>o<\/em> quest\u2019obiettivo, <em>o<\/em> quello, <em>n\u00e9 <\/em>quest\u2019 obiettivo, <em>n\u00e9<\/em> quello, <em>sia<\/em> questo <em>sia<\/em> quello, cui s\u2019aggiunge il <em>compromesso<\/em> compreso tra 0-1.<\/p>\n<p>Da 2 obiettivi incompatibili a 5 possibilit\u00e0 si espande la nostra visione; che comprende tre possibili soluzioni: n\u00e9-n\u00e9, compromesso, sia-sia. Collaudiamolo: cosa vuol dire concretamente nel conflitto Sunniti-Sciiti?<\/p>\n<p>2\u2013&gt;5 \u00e8 effettivamente pi\u00f9 che \u201c2 diventa 1? in una formula a tesi-antitesi-sintesi, ma noi di certo includeremmo \u201c1 diventa 2?.<\/p>\n<p>Poi, la critica della tabella quadrupla, letteralmente parlando, un quadrato. Di nuovo, la questione sta in come la si usa; a quale scopo?<\/p>\n<p>La mia prima risposta: classificare qualcosa in quattro categorie va bene, ma non la risposta. La risposta sta nell\u2019identificare <em>la cella empiricamente vuota<\/em>, la categoria esclusa. Perch\u00e9 \u00e8 vuota? Che cosa potrebbe essere? Comunque, combinando i mondi Est-Ovest con Nord-Sud, se ne ottengono quattro; ma si sono usati solo il Primo-Secondo-Terzo, non il Quarto, quello del SudEst, con Giappone-Cina, l\u2019economia buddhista-confuciana. Merita un libro intero <a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2014\/10\/epistemology-on-the-use-of-dichotomies\/\" >[i]<\/a>.<\/p>\n<p>Seconda risposta: a causa di una <em>legge<\/em>, come \u201ccrescita e uguaglianza si escludono a vicenda\u201d; una teoria secondo cui ci vuole una certa diseguaglianza per retribuire gli attori chiave (Darwin nel suo studio sugli indigeni della Terra del Fuoco: troppo egualitari). Una legge esclude qualcosa come impossibile.<\/p>\n<p>Ma la seconda domanda sta gi\u00e0 nelle carte dicotomiche: come potrebbe purtuttavia essere possibile?\u00a0Perch\u00e9 dovrebbe avere l\u2019ultima parola la \u201crealt\u00e0\u201d che proclama <em>o-o<\/em>? Perch\u00e9 non cercare cambiamenti che potrebbero creare una Nuova Realt\u00e0, capace di soddisfare <em>sia-sia<\/em>? Perch\u00e9 prendere per buona la realt\u00e0 <em>No<\/em>? Perch\u00e9 non andare oltre, creare, trascendere <a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2014\/10\/epistemology-on-the-use-of-dichotomies\/\" >[ii]<\/a>? Se non si \u00e8 disposti, preferendo lo status quo, lo si dica; se incapaci, lo si dica pure.<\/p>\n<p>Da 2 dicotomie si procede a 3, 4, n per 8, 16, 2<em>n <\/em>combinazioni; una griglia intellettuale che cattura molta complessit\u00e0, olistica nel senso di pluri-dimensionale. Il problema adesso diventa troppa complessit\u00e0 anzich\u00e9 troppo poca. Un modo per semplificare \u00e8 l\u2019indice additivo.<\/p>\n<p>Le dicotomie possono avere un tema comune; come il \u201crango\u201d nella societ\u00e0, o \u201cpaxogenico\u201d, generatore di pace. Ciascuna dicotomia \u00e8 portatrice di un aspetto di un concetto pi\u00f9 complesso, come per rango, et\u00e0, genere, reddito, istruzione, secondario-terziario rispetto al settore primario dell\u2019attivit\u00e0 economica, posizione al lavoro bassa vs alta, urbano vs rurale, centro vs periferia in un dato paese (e potremmo aggiungere: connesso o no a internet) <a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2014\/10\/epistemology-on-the-use-of-dichotomies\/\" >[iii]<\/a>.<\/p>\n<p>Otto dicotomie ci danno 256 combinazioni (2<em>8<\/em>, ndt) e si potrebbero cercare nella distribuzione sociale le caselle vuote e le eventuali \u201cleggi\u201d.<\/p>\n<p>Ma ha anche senso ridurre la complessit\u00e0 da 256 a 9, con un indice da 0 a 8 basato su otto volte 0-1 per i ranghi alto-basso.<\/p>\n<p>In alto un maschio di mezz\u2019et\u00e0 e cos\u00ec via, in basso una anziana contadina. Le correlazioni con l\u2019atteggiamento e il comportamento sono molto alte. E poi le contraddizioni nel rango 7; prossime a uno, e molto attive.<\/p>\n<p>Quanto sopra in un contesto occidentale; dividendo il mondo in dicotomie impermeabili, usando dinamiche combinatorie prive di contraddizioni, cercando invarianze, celle vuote; <em>e <\/em>trascendendole creativamente; Vico piuttosto che Cartesio. Passando poi all\u2019olismo taoista, con dialettica.<\/p>\n<p>Anch\u2019essi cominciarono con le dicotomie \u2013 <em>yin\/yang <\/em>\u2013 e le combinarono, ben millenni fa. Non \u00e8 una categoria provvista di negazione l\u2019unit\u00e0 di pensiero, bens\u00ec la contraddizione intrinseca in ogni categoria; qualunque yin [ha un] yin\/yang, qualunque yang [ha un] yin\/yang. Il negativo nel positivo della pace negativa, il positivo nel negativo della pace positiva. Lo si faccia per qualche altro livello e dalle dicotomie vien fuori qualcosa di molto complesso.<\/p>\n<p>Il taoismo non \u00e8 affatto uno schema classificatorio statico. Yin\/yang \u00e8 dinamico; se uno \u00e8 dominante, l\u2019uno recessivo crescer\u00e0; possono coesistere in un equilibrio temporaneo, ma nulla \u00e8 per sempre. Una contraddizione agisce a modo suo, entro e fra gli individui e le collettivit\u00e0, e pu\u00f2 esaurire la sua energia. Per tale ragione non c\u2019\u00e8 uno stato finale, passa a prevalere una nuova contraddizione. Oppure, pu\u00f2 esserci da sempre ma cattura l\u2019attenzione pubblica; come l\u2019eclissi di classe nei paesi nordici, che lascia il passo al genere, alla generazione, alla natura, crescenti.<\/p>\n<p>Due dicotomie, il futuro vs il passato e il costruttivo vs distruttivo si combinano in una tabella quadrupla perch\u00e9 la mediazione, le parti in conflitto elaborino il futuro costruttivo che gli piacerebbe realizzare. Scoprono ben presto il passato nel futuro \u2013 le lunghe ombre della storia \u2013 e il futuro nel passato, radici preziose. Pi\u00f9 il negativo nel positivo, e il positivo nel negativo; non dicotomie nette, ma due contraddizioni. Identifichiamole, cavalchiamole; creativamente.<\/p>\n<p>Una dicotomia polarizza, chiude. Combinandone pi\u00f9 d\u2019una otteniamo l\u2019olismo; lo yin\/yang le rende dialettiche. Aprendo alla prognosi e alla terapia.<\/p>\n<p><strong>NOTE:<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2014\/10\/epistemology-on-the-use-of-dichotomies\/\" >[i]<\/a>. <em>World Politics of Peace and War [Politica mondiale di pace e di guerra]<\/em>, imminente, New York, Hampton Press, 2015.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2014\/10\/epistemology-on-the-use-of-dichotomies\/\" >[ii]<\/a>. Risolvere il conflitto \u00e8 un esempio chiave. Si veda <a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tup\/index.php?book=1\" ><em>50 Years: 100 Peace &amp; Conflict Perspectives,<\/em><\/a> [50 anni: 100 prospettive di pace e conflitto] TUP 2008 per 100 casi, e <em>Deep Culture \u2013 Structure -Nature<\/em> [Cultura profonda, struttura, natura], TUP 2015 per molti altri casi.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2014\/10\/epistemology-on-the-use-of-dichotomies\/\" >[iii]<\/a>. Con Kees van der Veer, \u00c5ke Hartmann, Harry van den Berg, Juan Diez-Nicol\u00e1s and H\u00e5kan Wiberg) <em>Multidimensional Social Science: An Inclusive Approach to Social Position and Inequality<\/em>. [Sociologia multidimensionale: un approccio inclusivo alla posizione sociale e alla disuguaglianza] Amsterdam: Rozenberg Publishers, 2009, 166 pp.<\/p>\n<p>_______________________________<\/p>\n<p><em>Traduzione di Miky Lanza per il Centro Sereno Regis.<\/em><\/p>\n<p><em>Titolo originale<\/em>: <a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2014\/10\/epistemology-on-the-use-of-dichotomies\/\" >Epistemology: On the Use of Dichotomies<\/a> \u2013 <em>TRANSCEND Media Service.<\/em><\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2014\/10\/30\/epistemologia-sulluso-delle-dicotomie-johan-galtung\/\" >Go to Original \u2013 serenoregis.org<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Talvolta viene criticato l\u2019uso delle dicotomie, tagli netti come maschio-femmina, democrazia-dittatura, pace negativa-positiva: il mondo \u00e8 pi\u00f9 complicato. Che il mondo della vita organica, individuale e collettiva, sia complesso, non v\u2019\u00e8 dubbio. 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