{"id":50173,"date":"2014-11-24T12:00:21","date_gmt":"2014-11-24T12:00:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=50173"},"modified":"2015-05-05T21:27:17","modified_gmt":"2015-05-05T20:27:17","slug":"italiano-aosta-quarantanni-sempre-per-la-verita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2014\/11\/italiano-aosta-quarantanni-sempre-per-la-verita\/","title":{"rendered":"(Italiano) Aosta. Quarant\u2019anni sempre per la verit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p><em>Memorie e attualit\u00e0 della strage di Piazza Loggia (28 maggio 1974- 28 maggio 2014). Seconda\u00a0Parte<\/em><\/p>\n<p>Extrait dell\u2019intervento di Manlio Milani, presidente dell\u2019associazione familiari Caduti di Piazza della Loggia e della Casa della Memoria di Brescia.<\/p>\n<p>&#8211; seconda parte &#8211;<\/p>\n<p>Preambolo<\/p>\n<p>In occasione del quarantennale della strage di Piazza della Loggia il progetto culturale Collettivamente Memoria ha voluto che Manlio Milani e l\u2019avvocato di parte civile Silvia Guarneri, portassero la loro testimonianza ad Aosta.<br \/>\nPer un pubblico allargato, la sera di gioved\u00ec 6 novembre 2014 presso la Biblioteca regionale di Aosta.<br \/>\nPer gli studenti 160 e almeno 13 insegnanti accompagnatori, venerd\u00ec 7 novembre 2014 presso il Salone delle Manifestazioni di Palazzo regionale di Aosta.<\/p>\n<p>Ogni antifascista a Brescia la mattina del 28 maggio 1974 o era in piazza o in quella piazza aveva qualcuno \u201cdei suoi\u201d presente.<br \/>\nTanti, troppi sopravvissuti, a quarant\u2019anni dalla strage, ancora si domandano le ragioni per le quali sono ancora in vita.<\/p>\n<p>A tutti: ai sopravvissuti, ai feriti nell\u2019anima, alle otto vittime che ancora una volta voglio ricordare:<br \/>\nGiulietta Banzi Bazoli, 34, insegnante<br \/>\nLivia Bottardi Milani, 32 anni, insegnante<br \/>\nClementina Calzari Trebeschi, 31 anni, insegnante<br \/>\nEuplo Natali, 69 anni, pensionato<br \/>\nLuigi Pinto, 25 anni, insegnante<br \/>\nBartolomeo Talenti, 56 anni, operaio<br \/>\nAlberto Trebeschi, 37 anni, insegnante<br \/>\nVittorio Zambarda, 60 anni, pensionato<br \/>\ne ai loro familiari,<br \/>\nai 102 feriti nel corpo,<br \/>\ne ai loro familiari, va il mio abbraccio, lungo, commosso, discreto.<\/p>\n<p>Desidero citare qui il passo di Ivan Giugno nella sua \u201cUNA NON PRESENTAZIONE\u201d all\u2019opera jazz \u201cIN MEMORIAM\u201d (che recensir\u00f2 a breve anche su questo portale) commissionata dalla libreria cooperativa \u201cRinascita\u201d di Brescia e prodotta da Matilde Brescianini per Medulla e da Rinascita col sostegno della CGIL.<br \/>\n[\u2026] \u201cQuesto hanno fatto Battaglia, Rabbia e Aarset, insieme ad Amadori e Cifarelli, proponendo uno spettacolo indimenticabile che parla alla mente, ma, soprattutto al cuore di tutti, e in particolare a noi che, allora, in Piazza Loggia c\u2019eravamo e che, ancora oggi, non abbiamo capito perch\u00e9 siamo sopravvissuti\u201d.<br \/>\nL\u2019incontro del 6.11.2014 per CM.<\/p>\n<p>Il punto di partenza della riflessione di Manlio Milani si incentra sulla necessit\u00e0 che i fatti debbano sempre essere collocati storicamente per coglierne la complessit\u00e0.<br \/>\nQuesto per far emergere il bisogno collettivo di avere delle istituzioni sempre pronte a restituire VERITA\u2019 nella comprensione dei fatti, sostiene Milani.<br \/>\n\u201cPerch\u00e9 credo che la forza di una democrazia stia anche nel riconoscere i propri errori e limiti per poi affermare principi di verit\u00e0.\u201d<\/p>\n<p>Milani si riferisce alle parole dette dal Presidente Grasso il giorno precedente in merito al caso Cucchi preso in esame come caso a s\u00e9, estrapolato e decontestualizzato. In questo senso, dice Milani, il fatto viene interpretato in chiave negativa perch\u00e9 si prende l\u2019occasione di un fatto e ci si limita ad esso senza comprenderne la complessit\u00e0.<\/p>\n<p>\u201cSe non cogliamo la complessit\u00e0 non riusciamo a cambiare le cose, non riusciamo a renderci consapevoli di che cosa significhi capire la mancanza di verit\u00e0, che cosa produce di negativo e che cosa invece la verit\u00e0 affermandosi, riconosciuta in tutti suoi aspetti, pu\u00f2 produrre in termini positivi nel processo democratico, nelle modalit\u00e0 dello stare insieme.\u201d<br \/>\nSulla strategia della tensione si corre il rischio di non cogliere le verit\u00e0 che oggi conosciamo e dall\u2019altro lato di farle scomparire dalla memoria.<br \/>\nMa dalla memoria non scompaiono \u2026 \u201ce sono l\u00ec come buchi neri che costantemente chiedono di essere riempiti\u201d.<\/p>\n<p>Da tempo Milani e la Casa della memoria stanno portando avanti un\u2019istanza che riguarda alcune strutture fondamentali del modo di essere democrazia in questo paese: gli archivi. Tema questo fondamentale per decidere quale memoria si voglia preservare all\u2019interno del paese e quindi quale memoria si intenda trasmettere alle nuove generazioni.<\/p>\n<p>La trasmissione della memoria alle nuove generazioni non \u00e8 un fatto mnemonico legato a date ed avvenimenti accaduti, sostiene Milani, ma la comprensione della storia di un paese. \u201cLa storia di un paese, in questo caso il nostro, soprattutto dal periodo postfascista in poi. Come \u00e8 nata questa Repubblica, come si \u00e8 formata, quali costi ha dovuto pagare per costruirsi e quali costi ha dovuto pagare per ri-costruirsi, per continuare ad essere democrazia e non diventare qualche cosa d\u2019altro.<br \/>\nPerch\u00e9 la memoria \u00e8 un processo identitario dell\u2019uomo e lo \u00e8 nella storia del suo paese. Non tanto come storia privata ma soprattutto come storia di carattere collettivo.\u201d<\/p>\n<p>La messa a disposizione e l\u2019apertura degli archivi sono importanti affinch\u00e9 i cittadini abbiano la possibilit\u00e0 di conoscere, analizzare e criticare la storia e di trarne da essa tutti gli insegnamenti che la storia del passato pu\u00f2 dare.<\/p>\n<p>\u201cCos\u00ec come \u00e8 importante che la direttiva sull\u2019abolizione del segreto di stato, messa in campo dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri \u00e8 importante non pu\u00f2 fermarsi l\u00ec. Ha bisogno di una grande volont\u00e0 che, oltre che alla messa a disposizione dei documenti, ci dica anche come sono messi a disposizione questi documenti.<br \/>\nDopo 40 anni la legge sul segreto di stato prevede oggi che i tempi massimi di desecretazione di un documento siano di 30 anni.<br \/>\nE\u2019 ancora tutto molto evanescente perch\u00e9, in realt\u00e0, non sappiamo ancora quanti archivi abbiamo in questo paese.<br \/>\nLa direttiva prevede che tutto debba confluire nell\u2019archivio di stato: per il momento sono confluiti alcuni materiali provenienti dal Ministero degli Esteri, non sappiamo quello del Ministero degli Interni.<br \/>\nCi sono 38 archivi che non conosciamo tra cui gli archivi dell\u2019arma dei Carabinieri e delle forze di Polizia.<br \/>\nSe noi non abbiamo questa disponibilit\u00e0 anche nelle strutture istituzionali o dell\u2019arma difficilmente possiamo ricostruire la credibilit\u00e0 istituzionale che molto spesso \u00e8 minata anche da ci\u00f2 che appare come fallimento giudiziario ma che spesso \u00e8 il fallimento conseguente alla mancata collaborazione tra i vari momenti istituzionali e troppo spesso vediamo che questa mancata collaborazione troppo spesso non \u00e8 un fatto puramente burocratico \u00e8 una mancata collaborazione costruita.<br \/>\nPianificata.<br \/>\nMessa in atto in termini molto ma molto precisi.\u201d<\/p>\n<p>Cos\u00ec come \u00e8 estremamente importante il protocollo sottoscritto a Roma il 9 maggio scorso con la Presidente della Camera Boldrini e il Ministro della Pubblica Istruzione che sostiene che nelle scuole bisogna riaffermare e riportare l\u2019educazione civica e che \u201canche gli anni Settanta hanno bisogno di essere affrontati. Perch\u00e9 \u00e8 in quel contesto l\u00ec che la memoria deve servire.\u201d<br \/>\nIn una recente indagine del CENSIS 2014 (link) realizzata in occasione del quarantennale a Brescia sugli studenti delle scuole superiori e di provincia \u00e8 risultato ad esempio un dato assai importante, dice Milani. \u201cIl 70% degli studenti riconosce l\u2019importanza e il valore di avere memoria della storia del passato e ritiene che i primi trasmettitori di memoria devono essere gli insegnanti, sottolinenando cos\u00ec il valore della scuola come strumento fondamentale per costruire memoria.<br \/>\nLa memoria in una scuola intesa come spazio libero all\u2019interno del quale tutte le opinioni devono trovare capacit\u00e0 di ascolto e di confronto e dove \u00e8 decisivo il capire come si \u00e8 formata la storia e come si sono svolti i fatti. E quindi \u201c\u00e8 l\u00ec si forma davvero il modo di essere di un paese attraverso le nuove generazioni che sanno guardare al passato attraverso il loro presente ma che sanno anche che quel passato pu\u00f2 insegnare rispetto al loro presente e rispetto al loro futuro.\u201d<\/p>\n<p>A questo punto si inserisce il tema della necessit\u00e0 di saper sempre distinguere rispetto alle cose.<br \/>\n\u201cDobbiamo sempre aver la forza di saper distinguere perch\u00e9 le verit\u00e0 che non conosciamo sono responsabilit\u00e0 di uomini dello stato hanno operato contro la verit\u00e0 ma \u00e8 altrettanto vero che altrettanti uomini dello stato hanno saputo per far emergere le verit\u00e0 che oggi conosciamo.<br \/>\nSaper distinguere \u00e8 dunque fondamentale. Richiede la volont\u00e0 di voler conoscere, l\u2019assunzione di responsabilit\u00e0 singola per cercare di capire e di cogliere i fatti come si sono svolti.<\/p>\n<p>\u201cNoi quest\u2019anno abbiamo compiuto quarant\u2019anni e potr\u00e0 apparire strano ma ci sono stati due fatti molto diversi in quella piazza (Piazza della Loggia, ndr) in questo 28 maggio.<br \/>\nIn una piazza adiacente a piazza della loggia nell\u2019aula del consiglio comunale e in una rappresentazione operistica, in un teatro, abbiamo potuto cogliere i volto dei cittadini come erano quarant\u2019anni prima. Volti scolpiti dal dolore \u2026 quasi sospesi in una certa misura perch\u00e9 non credevano a quanto fosse successo. Erano attoniti.<br \/>\nE\u2019 stato estremamente importante perch\u00e9 tutti quei volti, esclusi quelli dei morti, ci hanno testimoniato un fatto estremamente importante e cio\u00e8 che quella strage, prima di colpire otto persone, ha colpito tutti. Ha colpito il paese. E allora il valore di quei volti era di dire questo \u00e8 in primo luogo un fatto pubblico. E il valore di riproporre quei volti era di ricordare una memoria pubblica di un fatto che \u00e8 accaduto a tutti.<br \/>\nContemporaneamente abbiamo avuto una miriade di cori di bambini in quella piazza del 28 maggio (2014, ndr). Di fronte a quei volti attoniti, di fronte alla violenza, di fronte alla volont\u00e0 di far prevalere l\u2019idea di morte rispetto all\u2019idea di vita, quei bambini erano l\u00ec a dirci che piazza della Loggia quel giorno era una piazza viva e non era l\u00ec a ricordare la morte ma era l\u00ec a ricordare un fatto che ha avuto anche otto persone uccise a cui \u00e8 stata violentemente tolta la vita. E\u2019 giusto ricordare che cosa significa violenza, che cosa significa interrompere la vita di persone, di coppie, \u00e8 giusto far risaltare ed esaltare il senso del vivere diventa il modo migliore per combattere l\u2019ideologia della morte e quindi una modalit\u00e0 che rifiuta lo stare insieme.<br \/>\nQuesti due elementi credo abbiano caratterizzato il 28 maggio ma hanno anche significato il percorso di questi quarant\u2019anni di vita e di impegno intorno a questo fatto ma attorno ai fatti nella loro globalit\u00e0.\u201d<\/p>\n<p>Nello stesso tempo bisogna valutare i fatti: cosa \u00e8 accaduto, perch\u00e9 \u00e8 accaduto, che cosa si proponeva quel fatto.<br \/>\nAl centro degli attacchi dei due terrorismi c\u2019era la nostra Costituzione.<br \/>\nIl 28 maggio 1974 arriva in un momento particolare di straordinaria euforia del nostro paese e nello stesso tempo di violenza incredibile.<br \/>\nLa straordinaria euforia che ci dimostra come il paese era cambiato sotto la spinta dei movimenti in termini positivi di grande avanzata democratica: il \u201968. la scuola, lo statuto dei lavoratori, l\u2019istituzione delle regioni. In quei giorni l\u00ec trova la sua espressione forse pi\u00f9 alta: il referendum sul divorzio (12 e 13 maggio 1974). I cittadini si esprimono su un valore civile e il diritto di poter operare le proprie scelte soggettive.<br \/>\nIn quel momento esplode forse il massimo della violenza la strage il 28 maggio 1974.<br \/>\nEd \u00e8 una strage che ha tutta una sua particolarit\u00e0.<br \/>\nCerto la manifestazione \u00e8 una risposta alla violenza che Brescia stava subendo in quel momento che mette a nudo anche l\u2019obiettivo di chi ha organizzato la violenza.<br \/>\nPerch\u00e9 la strage avviene durante una manifestazione antifascista ed \u00e8 importante sottolineare questo aspetto perch\u00e9 si contrappongono due modalit\u00e0: da un lato la violenza esercitata da singoli o da gruppi ristretti e dall\u2019altro lato le forze democratiche \u2013 in quel caso tutti i partiti politici (escluso MSI, ndr) tutte le sigle sindacali che dichiarano lo sciopero generale, le ACLI, l\u2019azione cattolica, l\u2019ARCI che non accettano pi\u00f9 la violenza e che decidono di farlo senza porsi sullo stesso piano di chi ingenerava violenza.<br \/>\nCome rispondere allora ?<br \/>\n\u201cNon dobbiamo rispondere alla violenza utilizzando la violenza. Bisogna andare tutti in piazza a dimostrare che NOI democraticamente vogliamo sconfiggere la violenza.\u201d<br \/>\nQuesto \u00e8 il senso della manifestazione del 28 maggio che la rende diversa dalle altre stragi nel senso che \u201cle altre stragi appaiono come atti puri e semplici di terrorismo: la banca (Banca dell\u2019Agricoltura, ndr), il treno (Italicus,ndr). Rendere insicuro qualsiasi luogo con lo scopo preciso \u00e8 di ingenerare paura. Attraverso la paura determinare condizioni di richiesta di ordine pubblico attraverso l\u2019ordine pubblico arrivare alla sospensione di libert\u00e0 democratiche.<br \/>\nIn Piazza Loggia si dice apertamente che ci\u00f2 che si vuole sfidare sono le istituzioni nel loro insieme.\u201d<br \/>\nQuesto \u00e8 l\u2019obiettivo esplicitato in Piazza della Loggia al punto che, ricorda Milani, ci sar\u00e0 chi, (appartenente alla destra, ndr), dir\u00e0 che la strage \u00e8 stata profondamente remunerativa perch\u00e9 \u201cnon abbiamo colpito dei civili ma degli avversari politici.\u201d<br \/>\nPur rimanendo il tema della paura e del determinare caos fondamentale resta questo obiettivo.<\/p>\n<p>La lezione viene dalla risposta della citt\u00e0.<br \/>\nLa citt\u00e0 \u00e8 stata autogestita per tre giorni.<br \/>\nFu una scelta politica.<br \/>\nIl servizio d\u2019ordine dal basso ha vigilato sulla citt\u00e0 e sui funerali che registreranno circa 600.000 presenze di donne e uomini provenienti da tutta Italia.<br \/>\nIl Presidente della Repubblica (Giovanni Leone, ndr) \u00e8 stato difeso e fischiato.<br \/>\nDifeso in quanto rappresentante dell\u2019istituzione ma fischiato a indicare la necessit\u00e0 di cambiamento di una classe dirigente che non era stata all\u2019altezza. Il cambiamento per\u00f2 doveva avvenire all\u2019interno di un processo democratico.<br \/>\n\u201cNon va mai perso il senso delle istituzioni, insiste Milani, le istituzioni rimangono al di l\u00e0 di chi le rappresenta.<br \/>\nLa grande risposta del 28 maggio nasce da questo presupposto.<\/p>\n<p>\u201cResta il sapore molto amaro della violenza \u2013 conclude Milani \u2013 che assume la dimensione delle otto persone uccise in quella piazza.\u201d<\/p>\n<p>\u201cMai dimenticare che la violenza distrugge delle persone, distrugge la loro vita, i loro sogni, i loro progetti. Distrugge chi \u00e8 morto ma pu\u00f2 distruggere coloro che sopravvivono a quella vicenda.\u201d<\/p>\n<p>Ma chi erano quelle persone ? si chiede Manlio.<\/p>\n<p>Gli otto morti sono emblematici della realt\u00e0 del paese.<br \/>\nUn operaio, cinque insegnanti, due pensionati ed ex partigiani.<br \/>\nA dire, e a certificare, che i valori del lavoro, della scuola e della Resistenza sono i cardini su cui si fonda una societ\u00e0 democratica. Ma anche a ricordare che la democrazia non \u00e8 un bene acquisito per sempre.<\/p>\n<p>\u201cIo credo che sia questa la grande eredit\u00e0 che ci ha lasciato Piazza della Loggia: il rifiuto della violenza, l\u2019esaltazione della vita, la memoria, la necessit\u00e0 di conoscere la memoria e conoscere la storia nella sua complessit\u00e0, il saper dialogare dentro di essa e attraverso questa costruire prospettive di futuro.\u201d<\/p>\n<p>_________________________________<\/p>\n<p><em>Silvia Berruto, antifascista<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a9 Riproduzione riservata<\/em><\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/silviaberruto.wordpress.com\/2014\/11\/16\/aosta-quarantanni-sempre-per-la-verita-memorie-e-attualita-della-strage-di-piazza-loggia-28-maggio-1974-28-maggio-2014-seconda-parte\/\" >Go to Original \u2013 silviaberruto.wordpress.com<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Memorie e attualit\u00e0 della strage di Piazza Loggia (28 maggio 1974- 28 maggio 2014). Seconda Parte<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[46],"tags":[],"class_list":["post-50173","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-original-languages"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/50173","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=50173"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/50173\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=50173"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=50173"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=50173"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}