{"id":51920,"date":"2015-01-05T12:00:51","date_gmt":"2015-01-05T12:00:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=51920"},"modified":"2015-05-05T21:27:05","modified_gmt":"2015-05-05T20:27:05","slug":"italiano-antica-come-le-colline-viii","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2015\/01\/italiano-antica-come-le-colline-viii\/","title":{"rendered":"(Italiano) Antica come le colline (VIII)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\"><em>Pubblichiamo a puntate la prefazione scritta da Nanni Salio al volume di Michael Nagler, Manuale pratico della nonviolenza. Una guida all\u2019azione concreta, pubblicato nel novembre del 2014 dalle Edizioni Gruppo Abele. <\/em><em>Il libro \u00e8 acquistabile in libreria oppure on-line <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.edizionigruppoabele.it\/products-page\/iricci\/manuale-nonviolenza\/\" >qui<\/a>.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/Michael-N.-Nagler-Manuale-pratico-della-Nonviolenza-207x300.png\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-51921\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/Michael-N.-Nagler-Manuale-pratico-della-Nonviolenza-207x300.png\" alt=\"Michael-N.-Nagler-Manuale-pratico-della-Nonviolenza-207x300\" width=\"207\" height=\"300\" \/><\/a><strong>Parte VIII e ultima \u2013 La nonviolenza \u00e8 \u201cil varco attuale della storia\u201d<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Riflettendo sul futuro della democrazia, qualche anno fa Norberto Bobbio scriveva (30): \u00absia ben chiaro, non faccio alcuna scommessa sul futuro: la storia \u00e8 imprevedibile. Se la filosofia della storia \u00e8 in discredito, dipende dal fatto che non c\u2019\u00e8 previsione, annunciata dalle diverse filosofie della storia succedutesi nel secolo scorso e all\u2019inizio di questo, che non sia stata smentita dalla storia realmente accaduta\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Parole simili si possono ripetere per il futuro della nonviolenza: non siamo in grado di fare delle previsioni e in questo campo \u00abtutte le forme ideali [appartengono] non alla sfera dell\u2019essere ma a quella del dover essere\u00bb. Bobbio osserva inoltre che nel corso del Novecento \u00e8 avvenuto un significativo aumento del numero di Stati democratici, con una corrispondente democratizzazione del sistema internazionale delle Nazioni Unite, secondo una progressione ideale che avrebbe portato il sistema internazionale da uno stato di anarchia a una condizione di equilibrio delle grandi potenze, al predominio di una potenza egemone e infine a un sistema internazionale democratico condiviso. Se questa successione si rivelasse valida sul piano storico, il passo successivo dovrebbe essere quello verso la nascita di societ\u00e0 nonviolente e di un sistema internazionale nonviolento.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Se il sistema internazionale si \u00e8 democratizzato, cosa \u00e8 avvenuto delle guerre? Sono diminuite o aumentate? Stando alla percezione diffusa, le guerre sono aumentate, mentre i dati elaborati dagli analisti affermano un sostanziale congelamento, o addirittura una diminuzione (31).<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Pi\u00f9 in generale, sostiene Richard Falk, \u00abin questo momento della storia umana, sembra che il bicchiere non sia n\u00e9 tutto pieno n\u00e9 tutto vuoto\u00bb (32), ma forse stiamo vivendo un nuovo momento gandhiano. Siamo di fronte a una biforcazione. Possiamo procedere verso l\u2019abisso, seguendo il realismo di ieri della violenza che diventer\u00e0 la ricetta per la catastrofe di domani, oppure aprirci a nuove forme di azione: l\u2019utopia di ieri della nonviolenza diventa cos\u00ec il realismo di oggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Interrogarsi sul futuro della nonviolenza significa anche chiedersi esplicitamente se la guerra ha un futuro. Questo interrogativo \u00e8 stato sollevato da troppe persone autorevoli, in tempi diversi e con argomentazioni differenti, per apparire peregrino. Se lo pose Albert Einstein, all\u2019inizio dell\u2019era nucleare. Se lo posero in molti dopo la seconda guerra mondiale (33), e dopo il 9 novembre 1989 folle festanti gridarono \u00abmai pi\u00f9 muri, mai pi\u00f9 guerre\u00bb. Saggiamente, Gandhi sosteneva che \u00abo il mondo progredisce con la nonviolenza, oppure perir\u00e0 con la violenza\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Gli scettici ribaltano l\u2019interrogativo e preconizzano un nuovo secolo di guerre, a meno che non avvengano profondi cambiamenti nella politica internazionale delle grandi potenze, in particolar modo degli Stati Uniti i quali detengono \u00abun potere senza saggezza, e non sono capaci di riconoscere i limiti delle armi nonostante ripetute esperienze. Il risultato \u00e8 stato la follia, e l\u2019odio, che sono le ricette per il disastro. E l\u201911 settembre ne \u00e8 la conferma. La guerra \u00e8 arrivata in casa\u00bb (34).<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Nel chiedersi anche lui se la guerra ha un futuro, Sohail Inayatullah, curatore con Johan Galtung di un provocatorio testo di macrostoria (35) sostiene che \u00abdobbiamo sfidare l\u2019idea che la guerra \u00e8 qui per rimanerci come se fosse un fatto evolutivo naturale. Non dobbiamo solo trovare nuovi metodi per risolvere i conflitti internazionali, ma \u00e8 necessario sfidare tutta quanta la concezione di conflitto armato, simmetrico e asimmetrico\u00bb. Dobbiamo inoltre superare la \u201clitania\u201d della semplice contrapposizione tra pace interiore, dell\u2019individuo, e pace collettiva, internazionale. Ovvero dobbiamo affrontare esplicitamente in chiave sistemica il paradosso dello \u201cyogi e del commissario\u201d sollevato sin dal 1947 da Arthur Koestler (36), agendo contemporaneamente su tre aspetti principali: trasformare la natura del complesso militare-industriale, dell\u2019industria bellica e del commercio delle armi; trasformare il sistema educativo in un processo di formazione alla pace e alla nonviolenza (come recita il documento ONU sul decennio della nonviolenza) centrato sull\u2019acquisizione di capacit\u00e0 di trasformazione nonviolenta dei conflitti e su una diversa lettura della storia umana, non pi\u00f9 vista soltanto come una successione di guerre; creare nuove visioni del mondo. Queste nuove visioni comportano il passaggio da una societ\u00e0 dominata da strutture gerarchiche patriarcali a una concezione di partenariato (37); da un\u2019idea di evoluzione intesa come risultato casuale della sopravvivenza del pi\u00f9 adatto, che giustifica la guerra, a una in cui essa \u00e8 frutto della ragione e dell\u2019azione umana; e infine da un\u2019idea di identit\u00e0 definita solo in termini di razza, lingua, religione esclusiva a una consapevolezza planetaria, gaiana.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">A partire da queste premesse, si possono prefigurare quattro scenari principali: permanenza della guerra, con pericoli crescenti che deriveranno non tanto dalla presenza di leader autoritari, quanto dalla facilit\u00e0 con cui ognuno di noi potr\u00e0 accedere a nuove armi di distruzioni di massa e tenere in ostaggio, da solo, un\u2019intera nazione; scomparsa della guerra, mediante un cambiamento del sistema di potere e della cultura che ora la sorreggono; ritualizzazione e contenimento, con un prevalere della cultura di pace e un permanere della guerra per brevi periodi e come opzione meno desiderabile; genetizzazione della guerra, con procedure invasive di ingegneria genetica alla ricerca del \u201cgene dell\u2019aggressione\u201d, nella speranza di eliminare i comportamenti che porterebbero alla guerra.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Oltre a immaginare i possibili scenari futuri, Inayatullah vede cinque principali processi di cambiamento in atto: governo globale, multinazionali dell\u2019economia, ritorno al passato, cyberspazio, people\u2019 power.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Le prime due trasformazioni sono frutto di poteri dall\u2019alto, in mano a piccole \u00e9lite. Il terzo cambiamento, antitetico e opposto ai primi due, \u00e8 caratterizzato da forme di localismo e nazionalismo esasperato che si oppongono alle forze dirompenti dei processi di globalizzazione per mantenere barriere e privilegi anacronistici. Il quarto processo, basato sulle tecnologie dell\u2019informazione, ha un carattere orizzontale e potenzialmente pu\u00f2 coinvolgere chiunque in una grande rete comunicativa con un forte potenziale di democrazia partecipativa. Il quinto processo, infine, \u00e8 una trasformazione dal basso, attivata da una miriade di soggetti che Immanuel Wallerstein considera nel loro insieme come la nuova ondata dei movimenti che stanno costruendo un nuovo ordine mondiale sulle rovine del cadente disordine creato dal capitalismo selvaggio.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Come diceva Aldo Capitini, la nonviolenza \u00e8 \u201cil varco attuale della storia\u201d. Sta a noi, individualmente e collettivamente, il compito di far passare l\u2019umanit\u00e0 intera attraverso questo varco. Compito decisamente arduo, tuttavia possiediamo una grande riserva di creativit\u00e0 e saggezza a cui attingere per realizzare questo sogno.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>NOTE:<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">30 Norberto Bobbio, Il futuro della democrazia, Einaudi, Torino 1991<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">31 Nicola Labanca, Guerre del periodo post-bipolare: la centralit\u00e0 della comunicazione, in \u00abL\u2019ospite ingrato\u00bb, 2, 2003<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">32 Richard Falk, A New Gandhian Moment?, <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.transnational.org\/forum\/meet\/2004\/Falk_Ghandi.html\" >http:\/\/www.transnational.org\/forum\/meet\/2004\/Falk_Ghandi.html<\/a> Si vedano anche: Richard Falk \u2013 6 aprile 2014, Geopolitica nonviolenta: legge, politica e sicurezza nel ventunesimo secolo <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2014\/04\/18\/geopolitica-nonviolenta-legge-politica-e-sicurezza-nel-ventunesimo-secolo-richard-falk\/\" >http:\/\/serenoregis.org\/2014\/04\/18\/geopolitica-nonviolenta-legge-politica-e-sicurezza-nel-ventunesimo-secolo-richard-falk\/ <\/a>Michael Nagler, The Time for Nonviolence Has Come, Yes, estate 2003, <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.yesmagazine.org\/26courage\/nagler.htm\" >http:\/\/www.yesmagazine.org\/26courage\/nagler.htm<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">33 Riccardo Bauer, La guerra non ha futuro, in Saggi di educazione alla pace (a cura di F.Mereghetti), Linea d\u2019ombra, Milano 1994<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">34 Gabriel Kolko, Another Century of War? CounterPunch, 26 novembre 2002, <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.counterpunch.org\/kolko1126.html\" >http:\/\/www.counterpunch.org\/kolko1126.html<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">35 Sohail Inayatullah e Johan Galtung, a cura di, Macrohistory and Macrohistorians, Perspectives on Individual, Social, and Civilizational Change, Praeger 1997; Sohail Inayatullah, Does War Have a Future?, <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.transnational.org\/features\/2003\/Inayatullah_WarFuture.html\" >http:\/\/www.transnational.org\/features\/2003\/Inayatullah_WarFuture.html<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">36 Arthur Koestler, Lo yogi e il commissario, Liberal Libri, Firenze 2002<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">37 Riane Eisler, The Power of Partnership, New World Library, Novato 2002<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">______________________________<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><em>Prof. Nanni Salio \u00e8 membro della rete TRANSCEND per la Pace, Sviluppo e Ambiente <\/em><em>e Direttore<\/em> <em>del Centro Studi Sereno Regis a Torino.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2014\/12\/31\/antica-come-le-colline-viii-nanni-salio\/\" >Go to Original \u2013 serenoregis.org<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Parte VIII e ultima \u2013 La nonviolenza \u00e8 \u201cil varco attuale della storia\u201d<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[46],"tags":[],"class_list":["post-51920","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-original-languages"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/51920","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=51920"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/51920\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=51920"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=51920"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=51920"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}