{"id":5544,"date":"2010-05-31T00:00:34","date_gmt":"2010-05-30T22:00:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=5544"},"modified":"2010-05-30T22:49:07","modified_gmt":"2010-05-30T20:49:07","slug":"italian-interviste-a-nanni-salio-e-angela-dogliotti-marasso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2010\/05\/italian-interviste-a-nanni-salio-e-angela-dogliotti-marasso\/","title":{"rendered":"(Italian) Interviste a Nanni Salio e Angela Dogliotti Marasso"},"content":{"rendered":"<p><em>Faccio parte della redazione di \u201cViterbo oltre il muro. Spazio di informazione nonviolenta\u201d, un\u2019esperienza nata dagli incontri di formazione nonviolenta che si svolgono settimanalmente a Viterbo con la partecipazione di Peppe Sini. Sto redigendo una tesina per gli esami di maturita\u2019, l\u2019argomento e\u2019 il graffitista americano Keith Haring. Nella tesina ovviamente intendo anche mettere in evidenza tra le altre caratteristiche dell\u2019esperienza di Haring il suo impegno\u00a0per la pace e\u00a0contro il nucleare. Peppe mi ha suggerito di farle una intervista su questi temi che vorrei poter eventualmente utilizzare per la mia tesina.<\/em><\/p>\n<p><em>1.\u00a0Quale eredit\u00e0 ha lasciato nella cultura statunitense e mondiale l\u2019esperienza di Martin Luther King, la lotta contro il razzismo e il movimento per i diritti civili?<\/em><\/p>\n<p>La lotta guidata da Martin Luther King, ma, non dimentichiamolo, avviata da una donna, Rosa Parks, ha ridato speranza alle minoranze oppresse in molte parti del mondo, Sudafrica compreso. Come recitava il rap di un famoso rapper, Jay-Z, durante l\u2019ultima campagna campagna presidenziale:<\/p>\n<p><strong>\u201cRosa Parks sat so Martin Luther King could walk. Martin Luther King walked so Obama could run. Obama ran so we can all fly.\u201d<\/strong><strong><br \/>\n<strong>by\u00a0 Jay-Z<\/strong><\/strong><\/p>\n<p><em><strong>Rosa Parks si \u00e8 seduta<\/strong><\/em><strong><em><br \/>\n<em>perch\u00e9 Martin Luther King potesse marciare.<\/em><br \/>\n<\/em><\/strong><em><strong>Martin Luther King ha marciato perch\u00e9 Obama potesse correre.<\/strong><\/em><strong><em><br \/>\n<em>Obama corre perch\u00e9 tutti noi si possa volare.<\/em><\/em><\/strong><\/p>\n<p>Ma le altre due lotte importanti avviate da M. L. King, contro la guerra (del Vietnam allora, e oggi Iraq e Afghanistan) e contro la miseria estrema dei ghetti e degli slum abitati dalla minoranza nera, non hanno avuto pieno successo. La cultura e la politica USA \u00e8 ancora profondamente permeata di militarismo e di capitalismo estremo (neoliberismo) di cui oggi vediamo e subiamo gli immensi costi.<\/p>\n<p>Negli USA come in India i grandi personaggi (M.L. King e Gandhi) vengono spesso usati come icone inoffensive dai leader politici al potere, contraddicendo il loro insegnamento.<\/p>\n<p><em>2.\u00a0La riflessione e la pratica del femminismo hanno avuto un ruolo fondamentale nella formazione dei movimenti sociali impegnato per i diritti umani di tutti gli esseri umani. Come si e\u2019 esercitato questo ruolo nel corso degli ultimi decenni a livello planetario?<\/em><\/p>\n<p>Gandhi considerava fondamentale il ruolo delle donne nelle lotte nonviolente in India. Pi\u00f9 in generale, osserviamo che molti movimenti di base sono stati promossi dalle donne: \u201cLe Madri e le nonne di Plaza de Mayo\u201d per denunciare le sparizioni e le uccisioni perpetrate dalla dittatura argentina, le \u201cDonne in nero\u201d che lottano e testimoniano in varie parti del mondo contro guerre, militarismo, fondamentalismo. Ma anche qui c\u2019\u00e8 molto da fare. Osserviamo anche forme di regressione nella nostra societ\u00e0, operate da pubblicit\u00e0 e TV, come denuncia in un bel libro Lorella Zanardo \u201cIl corpo delle donne\u201d (Feltrinelli, Milano 2010). Ma la crescita dei movimenti che si impegnano contro la violenza nei confronti delle donne \u00e8 un segno positivo e bisogna integrare esplicitamente queste forme di lotta dentro la cultura della nonviolenza.<\/p>\n<p><em>3.\u00a0L\u2019opposizione alla bomba atomica ha caratterizzato la seconda meta\u2019 del Novecento; negli ultimi decenni\u00a0essa si e\u2019 sviluppata anche contro le centrali nucleari, cogliendo una serie di decisivi nessi ed implicazioni. Quali sono\u00a0state le esperienze\u00a0cruciali e quali sono le riflessioni fondamentali del movimento antinucleare?<\/em><\/p>\n<p>La questione nucleare \u00e8 tale per cui civile e militare sono due facce della stessa medaglia: non c\u2019\u00e8 l\u2019uno senza l\u2019altro. Ma il nucleare civile rientra nella pi\u00f9 ampia questione energetica, che \u00e8 segnata dal \u201cpicco del petrolio\u201d e dagli effetti climatici (global change) dell\u2019uso dei combustibili fossili (oltre al petrolio, gas e carbone). Il nostro stile di vita e l\u2019attuale modello economico dominante \u00e8 totalmente dipendente dai fossili in generale e dal petrolio in particolare. Occorre agire in fretta per evitare che la concentrazione di CO2 e di altri gas serra continui a crescere ulteriormente, raggiungendo un punto di non ritorno. Purtroppo, al momento non ci sono scelte e decisioni incisive.<\/p>\n<p>Il nucleare serve \u201csolo\u201d a produrre energia elettrica che, agli usi finali, conta per meno del 15% di tutto il fabbisogno. Qualora si volessero elettrificare tutti, o gran parte, dei trasporti (punto cruciale dell\u2019intero sistema economico, produttivo, energetico), la quota di energia elettrica salirebbe di molto. L\u2019eventuale scelta nucleare non sarebbe in grado di soddisfare il fabbisogno elettrico, perch\u00e9 la disponibilit\u00e0 di Uranio 235 (quello a tutt\u2019oggi usato nelle centrali) si esaurirebbe in poco tempo, un paio di decenni.<\/p>\n<p>Occorrerebbe utilizzare l\u2019Uranio 238 trasformandolo in Plutonio 239 mediante reattori autofertilizzanti, che non sono in commercio. Il Plutonio \u00e8 l\u2019elemento pi\u00f9 tossico che esiste, oltre che radioattivo su tempi dell\u2019ordine delle decine di migliaia di anni.<\/p>\n<p>In breve, la questione energetica e nucleare richiede una totale revisione del nostro sistema socioeconomico: insediamenti urbani e produttivi su piccola scala; efficienza energetica sia nella produzione sia nella progettazione di qualsiasi bene (ciclo di vita dalla culla alla culla) evitando obsolescenza programmata degli oggetti e \u201cusa e getta\u201d, fonti rinnovabili decentrate di piccola potenza. Un modello di questo genere \u00e8 possibile e desiderabile, ma non si presta alla concentrazione di potere nelle mani di pochi, n\u00e9 a soddisfare avidit\u00e0 e invidia di altrettanti pochi, come diceva il Mahatma Gandhi. Sta a noi scegliere e quanto prima opteremo per questa transizione tanto meglio, per evitare di cadere in una situazione fuori controllo che produrrebbe un \u201ccollasso\u201d con conseguenze inimmaginabili.<\/p>\n<p><em>4. La solidarieta\u2019 internazionale con il movimento antiapartheid in Sudafrica ha caratterizzato gli anni Ottanta;\u00a0e ad\u00a0essa anche gli artisti (delle arti visive, della musica, della letteratura, del teatro e del cinema)\u00a0hanno dato un contributo rilevante, particolarmente sul versante della sensibilizzazione. Poi, negli anni \u201890, la liberazione di Nelson Mandela, la sua elezione a\u00a0primo presidente democratico del Sudafrica,\u00a0e l\u2019esperienza straordinaria della Commissione per la verita\u2019 e la riconciliazione, costituiscono eventi di portata mondiale ed epocale. Quali riflessioni si possono trarre da questa vicenda?<\/em><\/p>\n<p>La prima \u00e8 la grande capacit\u00e0 di Nelson Mandela e di Desmond Tutu di avviare un processo di riconciliazione su larga scala. Poi \u00e8 stata importante la solidariet\u00e0 di esponenti della comunit\u00e0 bianca, che man mano si sono coinvolti nella lotta. Un terzo elemento importante \u00e8 stato il boicottaggio internazionale e l\u2019isolamento che il Sudafrica ha subito rispetto al resto del mondo: Questo \u00e8 ci\u00f2 che si sta tentando di fare anche nei confronti dello stato di Israele, per indurlo ad affronatre seriamente la questione palestinese.<\/p>\n<p>La componente artistica \u00e8 anch\u2019essa importante, perch\u00e9 costituisce una forma di diffusione di un pensiero molto efficace.<\/p>\n<p>Il lavoro di riconciliazione \u00e8 lungo e impegnativo, indispensabile se non si vuole ricadere in errori e conflitti laceranti.<\/p>\n<p><em>5.\u00a0Da alcuni anni si ha la sensazione che almeno in alcune parti del mondo\u00a0finalmente i diritti delle persone omosessuali vengano almeno formalmente riconosciuti, e che\u00a0il pregiudizio e la violenza omofoba non godano piu\u2019 di una complicita\u2019 diffusa. E\u2019 realmente cosi\u2019? Ed attraverso quali tappe di impegno civile e di progresso culturale si e\u2019 giunti a questa situazione, e quanto cammino c\u2019e\u2019 ancora da percorrere, e quali iniziative occorre intraprendere affinche\u2019 ad ogni persona sia riconosciuto il diritto alla libera autodeterminazione ed autogestione\u00a0del proprio orientamento sessuale e delle proprie scelte di vita?<\/em><\/p>\n<p>La questione sessuale, oltre a quella pi\u00f9 specificamente omosessuale, rimane una delle problematiche pi\u00f9 importanti per uomini e donne, giovani, ragazzi, adolescenti. Nonostante vi sia, soprattutto in Occidente, una diffusa libert\u00e0 di comportamenti, non esiste una buona educazione alla sessualit\u00e0, affettivit\u00e0, sensualit\u00e0. Questa \u00e8 una lacuna che riguarda anche i movimenti e la cultura della nonviolenza.<\/p>\n<p>Eppure non mancano opere straordinarie in tutte le principali culture che potrebbero costituire una buona base di riferimento.<\/p>\n<p>In Occidente i processi di liberalizzazione e di maggiore e pi\u00f9 profonda conoscenza della sessualit\u00e0 hanno condotto anche a forme, ancora parziali, di riconoscimento della diversit\u00e0 sessuale e del diritto di scelta in questo campo.<\/p>\n<p>Ovviamente le contraddizioni sono ancora molte e anche gli ostacoli. Da un lato la Chiesa cattolica, stretta tra \u201cpedofilia\u201d e \u201csessuofobia\u201d; dall\u2019altra forme integraliste di pensiero e di concezione maschilista che continuano a essere presenti in alcuni settori della societ\u00e0.<\/p>\n<p>In altre aree culturali, il problema \u00e8 ancora pi\u00f9 acuto, anche se lentamente qualcosa sta cambiando.<\/p>\n<p><em>6.\u00a0E\u2019 sempre piu\u2019 evidente la coerenza e la saldatura tra impegno per la pace, affermazione dei diritti umani di tutti gli esseri umani, scelta della nonviolenza, femminismo\u00a0ed ecologia. Come e perche\u2019 si realizza questa convergenza? Quali frutti rechera\u2019 all\u2019umanita\u2019?<\/em><\/p>\n<p>A mio modo di vedere la nonviolenza \u00e8 alla base di tutte le altre forme di impegno, ma storicamente molti movimenti e molte lotte si sono sviluppate a partire da temi specifici.<\/p>\n<p>Da un lato assistiamo con piacere al fiorire di molteplici attivit\u00e0, che Paul Hawken descrive in un suo libro (<em>Una moltitudine inarrestabile<\/em>, Edizioni Ambiente, Milano 2009) come \u201cla seconda superpotenza mondiale\u201d, sorta \u201csenza che nessuno se ne sia accorto\u201d, con centinaia di migliaia, addirittura milioni, di gruppi e iniziative sparse in tutto il mondo.<\/p>\n<p>Dall\u2019altra, ci sembra che l\u2019enormit\u00e0 dei problemi e delle crisi che stiamo vivendo richiedano un impegno coordinato e ancora maggiore.<\/p>\n<p>Che cosa succeder\u00e0 non lo sappiamo, ma di certo abbiamo bisogno di una nuova tappa evolutiva, e la nonviolenza costituisce il collante e la base di questa evoluzione futura dell\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n<p>Occorre un impegno ancora maggiore di ricerca, educazione e azione per creare e diffondere una cultura della nonviolenza che ci permetta di vivere in modo pi\u00f9 armonioso e ricco interiormente.<\/p>\n<p><em>7.\u00a0Quale puo\u2019 essere\u00a0lo specifico contributo dell\u2019arte all\u2019impegno per la pace, l\u2019ambiente, i diritti umani di tutti gli esseri umani?<\/em><\/p>\n<p>Una nostra amica, Daniela Minerbi, una pittrice che vive alle Hawaii, ha lanciato un progetto, che abbiamo accolto e contribuito a realizzare in Italia, chiamato PAPP (<em>Portable<\/em> <em>Art Portable Peace<\/em>). Sono una cinquantina di piccoli quadri, che si possono comodamente spedire e far circolare da una citt\u00e0 all\u2019altra, da un luogo all\u2019altro, per organizzare iniziative sul tema del rapporto arte-pace, coinvolgendo bambini, studenti, gente comune nel realizzare in modo semplice e spontaneo opere artistiche sulla pace, senza l\u2019ambizione di avere solo grandi artisti. Abbiamo sperimentato questa proposta in alcune citt\u00e0, in particolare ad Aosta, con buoni risultati.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 tuttavia una difficolt\u00e0 che occorre tenere presente: \u00e8 pi\u00f9 facile intendere il rapporto arte-pace come occasione di denuncia della guerra (pace negativa) che come capacit\u00e0 di rappresentazione di pace positiva e nonviolenza. Ne abbiamo parlato, anche in occasione di momenti seminariali, con la presenza di Johan Galtung che ha contribuito a sviluppare questo nesso problematico.<\/p>\n<p>Le rappresentazioni artistiche invadono anche lo spazio esterno e non solo i musei. Abbiamo contribuito a realizzare un piccolo museo-laboratorio della pace a Collegno, una cittadina vicino a Torino, ma sarebbe molto bello riuscire man mano a trasformare lo spazio esterno in una sorta di museo diffuso che non ricordi solo gli eventi bellici, come oggi avviene con monumenti e altri simboli di guerra, ma diventi capace di veicolare immagini di pace positiva e di nonviolenza. C\u2019\u00e8 tanto lavoro da fare e aspettiamo \u201cnuovi artisti di pace\u201d.<\/p>\n<p><em>8. L\u2019opera di Keith Haring, e piu\u2019 in generale il linguaggio dei \u201cgraffiti\u201d, pone in evidenza\u00a0il rapporto tra opera d\u2019arte e dimensione urbana, tra\u00a0performance estetica e\u00a0vissuto della\u00a0strada, tra\u00a0\u201dnonluoghi\u201d e impegno civile, tra forme della cultura di massa e lotta contro l\u2019alienazione e l\u2019emarginazione, tra strutture della vita quotidiana e nuove modalita\u2019 di risignificazione dei luoghi e delle esperienze esistenziali. Quali riflessioni le suscita questa prassi?<\/em><\/p>\n<p>Su Keith Haring \u00e8 appena stato pubblicato da Feltrinelli un cofanetto (libro+DVD) nella bella collana di <em>Real Cinema<\/em>, che contiene molti titoli di grande interesse per chi lavora sui temi pace, ambiente, sostenibilit\u00e0.<\/p>\n<p>Non occorrono molte parole per evidenziare la bruttezza che caratterizza gran parte, con poche eccezioni, delle strutture architettoniche delle citt\u00e0 in cui viviamo. Nulla a che vedere con l\u2019armonia di alcuni piccoli borghi, villaggi, luoghi ancora non distrutti dalla furia del capitalismo.<\/p>\n<p>Si capisce allora che si sia sviluppata soprattutto nelle fasce giovanili una certa attrazione per i graffiti urbani. Ma occorre anche dire che spesso ci si limita a forme di protesta che non riescono a realizzare e veicolare espressioni artistiche autenticamente alternative, creative e positive. E\u2019 una ricerca in atto che va coltivata con cura, e forse proprio riscoprire l\u2019opera di alcuni grandi artisti e conoscere forme artistiche presenti in altre parti del mondo, potrebbe aiutarci in questo compito.<\/p>\n<p>Occorre tuttavia non cadere nella trappola del \u201csuccesso\u201d, ottenuto con ingenti capitali e opere faraoniche che riproducono, senza esserne coscienti, le forme dominanti di sfruttamento e potere.<\/p>\n<p><em>9. Nella vicenda di Haring e\u2019 rilevante anche\u00a0il suo impegno nella lotta contro l\u2019Aids (la malattia di cui mori\u2019 a trentun anni di eta\u2019). Da allora ad oggi cosa e\u2019 cambiato e cosa occorre fare sia sul tema specifico sia piu\u2019 in generale per affermare\u00a0il diritto di tutti alla salute, all\u2019assistenza\u00a0e alla solidarieta\u2019?<\/em><\/p>\n<p>Come noto, la questione AIDS prese alla sprovvista proprio quelle comunit\u00e0 e gruppi, in particolare omosessuali ma non solo, che avevano avviato esperienze di vita all\u2019insegna della libert\u00e0 sessuale. Queste sono anche le comunit\u00e0 che hanno saputo reagire pi\u00f9 prontamente, pur se con molte sofferenze, perch\u00e9 pi\u00f9 benestanti e colte.<\/p>\n<p>Altra cosa \u00e8 l\u2019epidemia di AIDS tuttora diffusa nelle regioni pi\u00f9 povere, in particolare l\u2019Africa.<\/p>\n<p>Testimonianze e impegno come quelle di Alex Zanotelli a Korongoro o in altre baraccopoli, favelas e slum nelle grandi periferie di Rio, Mumbai, Kolkata, ecc. sono particolarmente significative.<\/p>\n<p>Ma fame, malattie, miseria estrema sino al degrado caratterizzano ancora una parte consistente dell\u2019umanit\u00e0 nell\u2019indifferenza quasi totale e nell\u2019incapacit\u00e0 di prendere alla lettera quel \u201ctalismano di Gandhi\u201d che ci dice di \u201cpartire dagli ultimi\u201d, dai pi\u00f9 bisognosi, secondo quell\u2019insegnamento evangelico tanto disatteso nella nostra folle civilt\u00e0 che osa dichiararsi \u201ccristiana\u201d.<\/p>\n<p>Nella forma pi\u00f9 incisiva il programma di ci\u00f2 che dovremmo fare \u00e8 contenuto nelle parole che Gandhi ci ha lasciato pochi giorni prima di essere ucciso. Vale la pena di ricordarle e di farne un piccolo poster da tenere sempre con noi:<strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong>IL TALISMANO DI GANDHI<\/strong><\/p>\n<p>Ti dar\u00f2 un talismano.<br \/>\nOgni volta che sei nel dubbio<br \/>\no quando il tuo \u201cio\u201d ti sovrasta,<br \/>\nfa questa prova:<br \/>\nrichiama il viso dell\u2019uomo pi\u00f9 povero e pi\u00f9 debole<br \/>\nche puoi aver visto<br \/>\ne domandati se il passo che hai in mente di fare<br \/>\nsar\u00e0 di<strong> <\/strong>qualche utilit\u00e0 per lui.<br \/>\nNe otterr\u00e0 qualcosa?<br \/>\nGli restituir\u00e0 il controllo<br \/>\nsulla sua vita e sul suo destino?<br \/>\nIn altre parole,<br \/>\ncondurr\u00e0 all\u2019autogoverno<br \/>\nmilioni di persone<\/p>\n<p>affamate nel corpo e nello spirito?<br \/>\nAllora vedrai i tuoi dubbi<br \/>\ne il tuo \u201cio\u201d dissolversi.<\/p>\n<p>Viterbo,\u00a010 maggio 2010<\/p>\n<p><em><strong>GISELLE DIAN INTERVISTA ANGELA DOGLIOTTI MARASSO<\/strong><\/em><strong> (in TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO, Numero 191 del\u00a015\u00a0maggio\u00a02010<\/strong><\/p>\n<p><em>1. Quale eredita\u2019 ha lasciato nella cultura statunitense e mondiale l\u2019esperienza di Martin Luther King, la lotta contro il razzismo e il movimento per i diritti civili?<\/em><\/p>\n<p>Mi pare che il segno piu\u2019\u00a0visibile dell\u2019eredita\u2019 di Martin\u00a0Luther King negli Usa sia il Presidente Obama. Quale\u00a0successo piu\u2019 evidente, in poco piu\u2019 di 40 anni, passare dalla segregazione razziale all\u2019elezione di un Presidente di colore? Ma io credo che l\u2019eredita\u2019 di King sia piu\u2019 profonda: egli ha insegnato a generazioni di cittadini statunitensi la forza della nonviolenza, la capacita\u2019 cioe\u2019 di opporsi con determinazione a leggi ingiuste, a comportamenti discriminatori, ad una cultura violenta, con le sole armi della disobbedienza civile, della protesta nonviolenta organizzata, della scelta consapevole, operata sulla base di una coscienza autonoma. E questo\u00a0e\u2019 un esempio che\u00a0e\u2019 stato fecondo a livello planetario. Mi pare particolarmente prezioso oggi, in presenza di culture che tendono a rilegittimare comportamenti discriminatori e razzisti.<\/p>\n<p><em>2. La riflessione e la pratica del femminismo hanno avuto un ruolo fondamentale nella formazione dei movimenti sociali impegnati per i diritti umani di tutti gli esseri umani. Come si e\u2019 esercitato questo ruolo nel corso degli ultimi decenni a livello planetario?<\/em><\/p>\n<p>Il femminismo\u00a0e\u2019 forse la sola rivoluzione effettivamente compiuta del XX secolo. La saldatura tra privato e politico che il femminismo ha operato, la sua attenzione a costruire relazioni diverse tra gli esseri umani, a umanizzare i conflitti,\u00a0rappresentano certamente\u00a0 importanti e profonde trasformazioni. Tuttavia il problema oggi mi pare che sia come far si\u2019 che queste trasformazioni investano la cultura profonda, al di la\u2019 della cerchia ristretta dei movimenti impegnati per i diritti di tutti gli esseri\u00a0umani. Come farle diventare atteggiamenti comuni, attitudini di pensiero e di comportamento per tutti.<\/p>\n<p><em>3. L\u2019opposizione alla bomba atomica ha caratterizzato la seconda meta\u2019 del Novecento; negli ultimi decenni\u00a0essa si e\u2019 sviluppata anche contro le centrali nucleari, cogliendo una serie di decisivi nessi ed implicazioni. Quali sono\u00a0state le esperienze\u00a0cruciali e quali sono le riflessioni fondamentali del movimento antinucleare?<\/em><\/p>\n<p>Il movimento antinucleare ha esordito contro l\u2019orrore della possibile distruzione del genere umano ad opera della bomba atomica. Questo evento, che ha\u00a0segnato una tappa\u00a0negativa nella storia umana, ha reso indispensabile un ripensamento a diversi livelli, due in particolare:\u00a0nella politica internazionale, rendendo sempre piu\u2019 evidente la necessita\u2019 di trovare alternative alla guerra per risolvere i conflitti; nel rapporto scienza-tecnologia-societa\u2019 mettendo in discussione il paradigma positivistico di progresso inevitabile attribuito alla scienza. Cosi\u2019, anche l\u2019applicazione \u201cpacifica\u201d dell\u2019energia nucleare ha rivelato la sua omogeneita\u2019 ad un modello sociale centralizzato, energivoro, dilapidatorio di risorse, e ha reso attuale la ricerca gandhiana di un modello economico ecologico e controllabile dal basso.<\/p>\n<p><em>4. La solidarieta\u2019 internazionale con il movimento antiapartheid in Sudafrica ha caratterizzato gli anni Ottanta\u2026 Poi, negli anni \u201890, la liberazione di Nelson Mandela, la sua elezione a\u00a0primo presidente democratico del Sudafrica,\u00a0e l\u2019esperienza straordinaria della Commissione per la verita\u2019 e la riconciliazione, costituiscono eventi di portata mondiale ed epocale. Quali riflessioni si possono trarre da questa vicenda?<\/em><\/p>\n<p>Credo che l\u2019esperienza della Commissione sudafricana Verita\u2019 e Riconciliazione rappresenti\u00a0una svolta epocale nei modelli di giustizia a livello mondiale. Riparazione invece che punizione, perdono in cambio di assunzione di responsabilita\u2019, sono le nuove prospettive orientate ad una cultura di nonviolenza e riconciliazione, la sola in grado di affrontare adeguatamente\u00a0le complesse questioni e i conflitti dell\u2019eta\u2019 contemporanea.<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"  http:\/\/serenoregis.org\/2010\/05\/interviste-a-nanni-salio-e-angela-dogliotti-marasso-giselle-dian\/\" >GO TO ORIGINAL \u2013 CENTRO STUDI SERENO REGIS, TORINO<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Faccio parte della redazione di \u201cViterbo oltre il muro. Spazio di informazione nonviolenta\u201d, un\u2019esperienza nata dagli incontri di formazione nonviolenta che si svolgono settimanalmente a Viterbo con la partecipazione di Peppe Sini. Sto redigendo una tesina per gli esami di maturita\u2019, l\u2019argomento e\u2019 il graffitista americano Keith Haring. Nella tesina ovviamente intendo anche mettere in evidenza tra le altre caratteristiche dell\u2019esperienza di Haring il suo impegno per la pace e contro il nucleare. 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