{"id":55509,"date":"2015-03-16T12:00:36","date_gmt":"2015-03-16T12:00:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=55509"},"modified":"2015-05-05T21:25:57","modified_gmt":"2015-05-05T20:25:57","slug":"italiano-la-grecia-puo-salvare-leuropa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2015\/03\/italiano-la-grecia-puo-salvare-leuropa\/","title":{"rendered":"(Italiano) La Grecia pu\u00f2 salvare l\u2019Europa?"},"content":{"rendered":"<p><em>Chi pensava che l\u2019euro non avrebbe potuto sopravvivere si \u00e8 sbagliato. Ma i critici hanno ragione su una cosa: o ci sar\u00e0 l&#8217;Europa politica &#8211; gli Stati uniti d&#8217;Europa &#8211; o non ci sar\u00e0 l&#8217;euro. Un articolo del premio Nobel per l&#8217;economia, in collaborazione con Mauro Gallegati <\/em><\/p>\n<p><em>2 Mar 2015 &#8211; <\/em>Secondo i dati economici pi\u00f9 recenti, sia gli Stati Uniti che l\u2019Europa stanno mostrando segnali di ripresa, anche se \u00e8 presto per dichiarare la fine dalla crisi. Tuttavia, nella maggior parte dei Paesi dell\u2019Unione Europea, il Pil pro capite \u00e8 ancora inferiore al periodo precedente la crisi: un intero decennio perduto. Dietro alle fredde statistiche, ci sono vite rovinate, sogni svaniti e famiglie andate a pezzi (o mai formatesi), un futuro quanto mai precario per le generazioni pi\u00f9 giovani, mentre la stagnazione \u2013 in Grecia la depressione \u2013 avanza anno dopo anno.<\/p>\n<p>L\u2019Ue vanta persone di talento e con un alto grado di istruzione. I suoi Paesi membri contano su forti quadri giuridici e societ\u00e0 ben funzionanti. Prima della crisi, la maggior parte aveva persino economie ben funzionanti. In alcuni Paesi, la produttivit\u00e0 oraria \u2013 o il suo tasso di crescita \u2013 era tra le pi\u00f9 alte del mondo.<\/p>\n<p>Ma l\u2019Europa non \u00e8 una vittima di errori altrui, come spesso si legge. Certo, l\u2019America ha mal gestito la propria economia, ma il malessere dell\u2019Ue \u00e8 in massima parte auto-inflitto, a causa di una lunga serie di pessime decisioni di politica economica, a partire dalla creazione dell\u2019euro. Sebbene l\u2019intento sia stato quello di unire l\u2019Europa, alla fine l\u2019euro l\u2019ha divisa: i Paesi pi\u00f9 deboli (quelli che gi\u00e0 nel 1980 in un lavoro per l\u2019Ocse, Fu\u00e0 individuava nei Paesi europei di pi\u00f9 recente sviluppo \u2013 tutti con alta inflazione, dualismo territoriale, deficit della bilancia dei pagamenti e di bilancio pubblico, alta disoccupazione e notevole quota di economia sommersa &#8211; e che ora sono con malcelata arroganza indentificati come Piigs) sono riusciti, per ora, a rimanere nell\u2019euro a prezzo di disoccupazione e deflazione salariale, crollo della domanda interna e aumento del \u201csommerso\u201d. In assenza della volont\u00e0 politica di creare istituzioni in grado di far funzionare una moneta unica &#8211; innanzi tutto una politica fiscale unica &#8211; nuovi danni si aggiungeranno ai danni gi\u00e0 prodotti. Gli squilibri in Europa sono aggravati dalla divergenza nelle esportazioni nette, e solo una politica fiscale comune pu\u00f2 far in modo che i flussi commerciali del Portogallo verso l\u2019Olanda diventino simili a quelli dell\u2019Oregon verso il Missouri o del Brandeburgo verso la Baviera.<\/p>\n<p>La Grande Recessione deriva in parte dalla convinzione che il liberismo di mercato avrebbe riportato le economie su di un sentiero di crescita \u201cadeguato\u201d. Tali speranze si sono rivelate sbagliate non perch\u00e9 i Paesi dell\u2019Ue non siano riusciti a realizzare le politiche prescritte, ma perch\u00e9 i modelli su cui hanno poggiato quelle politiche sono gravemente viziati. In Grecia, ad esempio, le misure intese a ridurre il peso debitorio hanno di fatto lasciato il Paese pi\u00f9 indebitato di quanto non fosse nel 2010: il rapporto debito-Pil \u00e8 aumentato a causa dello schiacciante impatto dell\u2019austerit\u00e0 fiscale sulla produzione. Il Fondo monetario internazionale ha ammesso questi fallimenti politici e intellettuali. Verr\u00e0 anche quel tempo per la Troika. Speriamo non, come si dice in Italia, \u201ca babbo morto\u201d.<\/p>\n<p>I leader europei restano convinti che la priorit\u00e0 debba essere la riforma strutturale. Ma i problemi che menzionano erano evidenti negli anni precedenti la crisi, e non avevano fermato la crescita allora. All\u2019Europa serve pi\u00f9 che una riforma strutturale all\u2019interno dei Paesi membri. All\u2019Europa serve una riforma della struttura dell\u2019eurozona stessa, e l\u2019inversione delle politiche di austerity, che non sono riuscite a riaccendere la crescita economica.<\/p>\n<p>Condividere una moneta unica costituisce ovviamente un problema poich\u00e9 cos\u00ec facendo si rinuncia a due dei meccanismi di aggiustamento: i tassi di interesse e il cambio. Se si aderisce a una moneta unica, la rinuncia ad alcuni strumenti di politica economica pu\u00f2 essere compensata sostituendoli per\u00f2 con qualcosa d&#8217;altro, come una politica fiscale comune e condivisione dei debiti, mentre ad oggi l&#8217;Europa non ha messo in campo altro che il <em>fiscal compact<\/em>. Serve un cambiamento strutturale dell&#8217;Eurozona se si vuole che l&#8217;euro possa sopravvivere: o ci sar\u00e0 l&#8217;Europa politica (Stati Uniti d&#8217;Europa) o non ci sar\u00e0 l&#8217;euro. Coloro che pensavano che l\u2019euro non avrebbe potuto sopravvivere si sono ripetutamente sbagliati. Ma i critici hanno ragione su una cosa: a meno che non venga riformata la struttura dell\u2019Eurozona, e fermata l\u2019austerity, l\u2019Europa non si riprender\u00e0.<\/p>\n<p>Il dramma dell\u2019Europa \u00e8 ben lungi dall\u2019essere concluso. Uno dei punti forza dell\u2019Ue \u00e8 la vitalit\u00e0 delle sue democrazie. Ma l\u2019euro ha lasciato i cittadini \u2013 soprattutto nei Paesi in crisi \u2013 senza voce in capitolo sul destino delle loro economie. Gli elettori hanno ripetutamente mandato a casa i politici al potere, scontenti della direzione dell\u2019economia \u2013 ma alla fine il nuovo governo continua sullo stesso percorso dettato da Bruxelles, Francoforte e Berlino.<\/p>\n<p>Ma per quanto tempo pu\u00f2 durare questa situazione? E come reagiranno gli elettori? In tutta Europa, abbiamo assistito a un\u2019allarmante crescita di partiti nazionalistici estremi, mentre in alcuni Paesi sono in ascesa forti movimenti separatisti. E potranno le economie dei paesi periferici sopravvivere ad una unione monetaria incompleta e asimmetrica?<\/p>\n<p>Ora la Grecia sta ponendo un altro test all\u2019Europa. Il calo del Pil greco dal 2010 \u00e8 un fattore ben pi\u00f9 grave di quello registrato dall\u2019America durante la Grande Depressione degli anni \u201830. La disoccupazione giovanile \u00e8 oltre il 50%. Il governo del primo ministro Alexis Tsipras ha ottenuto che venga abbandonato l\u2019insano obiettivo \u2013 assunto dal precedente governo Samaras \u2013 di triplicare l\u2019avanzo primario, anche recuperando parte dell\u2019evasione fiscale. Forse Syriza aveva acceso aspettative diverse sul piano interno. Ma l\u2019Europa tutta deve ora cogliere l\u2019occasione greca per completare il disegno dell\u2019euro.<\/p>\n<p>Il problema non \u00e8 la Grecia. \u00c8 l\u2019Europa. Se l\u2019Europa non cambia \u2013 se non riforma l\u2019Eurozona e continua con l\u2019austerity \u2013 una forte reazione sar\u00e0 inevitabile. Forse la Grecia ce la far\u00e0 questa volta. Ma questa follia economica non potr\u00e0 continuare per sempre. La democrazia non lo permetter\u00e0. Ma quanta altra sofferenza dovr\u00e0 sopportare l\u2019Europa prima che torni a parlare la ragione?<\/p>\n<p>___________________________<\/p>\n<p><em>Parziale copyright Project Syndicate, traduzione di Simona Polverino.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0La riproduzione di questo articolo \u00e8 autorizzata a condizione che sia citata la fonte. <\/em><\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.sbilanciamoci.info\/Sezioni\/alter\/La-Grecia-puo-salvare-l-Europa-28724\" >Go to Original &#8211; sbilanciamoci.info<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chi pensava che l\u2019euro non avrebbe potuto sopravvivere si \u00e8 sbagliato. Ma i critici hanno ragione su una cosa: o ci sar\u00e0 l&#8217;Europa politica &#8211; gli Stati uniti d&#8217;Europa &#8211; o non ci sar\u00e0 l&#8217;euro. 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