{"id":6062,"date":"2010-06-28T00:00:02","date_gmt":"2010-06-27T22:00:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=6062"},"modified":"2010-06-26T17:45:47","modified_gmt":"2010-06-26T15:45:47","slug":"italian-la-strage-e-le-minacce-perderanno-con-il-giornalismo-non-embedded","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2010\/06\/italian-la-strage-e-le-minacce-perderanno-con-il-giornalismo-non-embedded\/","title":{"rendered":"(Italian) La Strage e le Minacce Perderanno con il Giornalismo &#8220;Non Embedded&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><em>Intervista ad <\/em><strong><em>Angela Lano<\/em><\/strong><em> a cura di <\/em><strong><em>Davide Pelanda<\/em><\/strong><em> \u2013 Megachip<\/em>.<\/p>\n<p>\u00abErano decine e decine di mostri che, dai canotti, salivano a frotte sulla nave. Sparavano, urlavano, si sono lanciati contro tutti noi. Abbiamo cercato di proteggere il capitano, ma i loro taser ci hanno bloccato. Avevano i volti coperti, le teste protette dai caschi e con questi colpivano le fronti di chi si avvicinava loro. A bordo abbiamo avuto molti feriti. I cameraman sono stati aggrediti durante le riprese. In quel momento hanno sequestrato tutte le telecamere e le macchine fotografiche. Vedevano sulla Mavi Marmara un immenso fumo, sentivamo le urla e quegli spari terrificanti, incessanti, mentre gli elicotteri squarciavano i cieli\u00bb.<\/p>\n<p>\u00c8 passato poco meno di un mese da quando Angela Lano, giornalista piemontese e direttrice dell\u2019agenzia on-line <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.infopal.it\/\" >www.infopal.it<\/a>, ci ricordava la sua triste avventura a bordo della Freedom Flotilla, la flotta pacifista che voleva portare aiuti umanitari e infrangere l\u2019embargo di Gaza.<\/p>\n<p>Una nave che portava aiuti umanitari con, a bordo, circa 100 case prefabbricate, depuratori d&#8217;acqua, mattoni, utensili da carpenteria, tende per gli sfollati.<\/p>\n<p>Poco meno di un mese, dicevamo. Ma Angela, dal suo ufficio dell\u2019agenzia ricavato nella sua casa di Sant\u2019Ambrogio di Susa, ha ancora negli occhi quelle terribili immagini di quei giorni. Una memoria nitidissima.<\/p>\n<p>Ora dalla sua agenzia, Angela e il suo staff di collaboratori continuano ad informare in maniera pulita, non \u201cembedded\u201d. E per questo hanno subito degli attacchi violenti: in qualit\u00e0 di direttore e per tutelare le persone che lavorano con lei, Angela ha deciso di oscurare nel sito l\u2019elenco nominativo del Comitato di consulenza scientifica, composto da illustri professori e docenti universitari, nonch\u00e9 giornalisti.<\/p>\n<p>\u00abS\u00ec, soprattutto, due personaggi del mondo della \u201csolidariet\u00e0 con la Palestina\u201d,- ci dice Angela &#8211; hanno diffamato l\u2019agenzia di cui sono direttore, Infopal, e me, accusandoci di essere \u201cantisemiti\u201d. Ovviamente si tratta di una menzogna e di una manipolazione ai danni del nostro lavoro\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Ma ora che<\/strong> <strong>sei rientrata in Italia dopo la brutta avventura nelle prigioni israeliane, ti sei ripresa bene? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abS\u00ec, mi sono ripresa bene, anche se sono stata bombardata da interviste e richieste varie. Ho ricevuto tantissime lettere, sms, messaggi su Facebook, di solidariet\u00e0. Ma, come dicevo, anche qualche attacco e minaccia.\u00bb<\/p>\n<p><strong>Come vivi ora qui in Italia a distanza la tragedia del popolo palestinese? Cosa possiamo fare noi da qui per aiutarlo?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abContinuo a lavorare a Infopal, a partecipare a serate e a progetti, e a fare informazione, perch\u00e9 \u00e8 proprio di questo che c\u2019\u00e8 un gran bisogno, poich\u00e9 i grandi e i piccoli mainstream del giornalismo italiano sono per lo pi\u00f9 pro-Israele e, quando passano le notizie su ci\u00f2 che avviene in Palestina, tendono a manipolare fatti e situazioni\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Ti si pu\u00f2 definire una giornalista &#8220;fuori dalle righe&#8221;, una giornalista coraggiosa e pacifista? Per il popolo palestinese sei diventata una sorta di eroina?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abSecondo me fare il giornalista significa esporsi, andare sul posto, testimoniare i fatti.<\/p>\n<p>Il fatto che io mi sia trasformata in \u201cgiornalista coraggiosa\u201d la dice lunga sullo stato del mestiere, in Italia. Gli inviati e i corrispondenti delle grandi testate, infatti, sono per lo pi\u00f9 <em>\u201cembedded\u201d<\/em> con gli eserciti, con i governi, con i pi\u00f9 forti, insomma. Spesso comodamente in attesa delle veline dei politici o dei militari di turno, seduti nelle terrazze dei mega-hotel. Ebbene, questo per me non \u00e8 giornalismo\u2026Il mio modello \u00e8 Tiziano Terzani, tutt\u2019altro che <em>\u201cembedded\u201d<\/em> con i potenti\u2026\u00bb<\/p>\n<p><strong>Indubbiamente la vostra disavventura ha scosso l&#8217;opinione pubblica internazionale e da pi\u00f9 parti, infatti, \u00e8 stato chiesto la fine dell&#8217;embargo ai palestinesi, cos\u00ec come lo ha chiesto anche il papa.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Solo parole o in questo periodo vedi una svolta? E quale svolta tu auspichi?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abIl papa ha avuto il coraggio di dire le cose come stanno, ma la Chiesa Romana \u00e8 tenuta spesso sotto minaccia di ritorsioni varie da parte del governo israeliano, dunque non sempre \u00e8 libera di esprimersi chiaramente.<\/p>\n<p>Comunque, sono sicura che la Freedom Flotilla e le sue vittime stiano vincendo una battaglia politica e mediatica: il mondo ora sa di cosa \u00e8 capace Israele quando qualcuno lo sfida, sia pure una flottiglia umanitaria che vuole rompere un ingiusto e illegale assedio a 1,5 milioni di persone nella Striscia di Gaza. Si pu\u00f2 ben immaginare cosa accade giornalmente ai palestinesi sotto occupazione\u00bb<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.megachipdue.info\/tematiche\/guerra-e-verita\/4055-angela-lano-la-strage-e-le-minacce-perderanno-con-il-giornalismo-qnon-embeddedq.html\" >GO TO ORIGINAL \u2013 MEGACHIP<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Erano decine e decine di mostri che, dai canotti, salivano a frotte sulla nave. Sparavano, urlavano, si sono lanciati contro tutti noi. Abbiamo cercato di proteggere il capitano, ma i loro taser ci hanno bloccato. 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