{"id":60623,"date":"2015-07-06T12:00:25","date_gmt":"2015-07-06T11:00:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=60623"},"modified":"2015-07-05T13:03:45","modified_gmt":"2015-07-05T12:03:45","slug":"italiano-stiglitz-lattacco-delleuropa-alla-democrazia-greca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2015\/07\/italiano-stiglitz-lattacco-delleuropa-alla-democrazia-greca\/","title":{"rendered":"(Italiano) Stiglitz: l\u2019attacco dell\u2019Europa alla democrazia greca"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_60611\" style=\"width: 160px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Joseph-Stiglitz-L.png\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-60611\" class=\"size-thumbnail wp-image-60611\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Joseph-Stiglitz-L-150x150.png\" alt=\"Joseph Stiglitz\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-60611\" class=\"wp-caption-text\">Joseph Stiglitz<\/p><\/div>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.socialeurope.eu\/2015\/06\/europes-attack-on-greek-democracy\/\" ><em>Il premio Nobel Joseph Stiglitz<\/em> <\/a><em>si pronuncia in maniera molto esplicita sulla crisi in corso tra la Grecia e le \u201cistituzioni\u201d UE:\u00a0 oltre alla assurda insistenza degli eurocrati su obiettivi che la maggior parte degli economisti del mondo ha condannato come inutili e punitivi, qui si rivela con chiarezza la vera faccia del\u00a0progetto\u00a0Uem, antitesi della democrazia, nato per favorire la concentrazione della ricchezza e schiavizzare il lavoro.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>29 giugno 2015<\/em> &#8211; Il crescendo di dissidi e di acrimonia all\u2019interno dell\u2019Europa potrebbe apparire all\u2019esterno come il risultato inevitabile dell\u2019amaro finale di partita giocato tra la Grecia e i suoi creditori. In realt\u00e0, i leader europei stanno infine cominciando a rivelare la vera natura della disputa in corso sul debito, e il risultato non \u00e8 piacevole: si tratta di potere e di democrazia molto pi\u00f9 che di denaro e di economia.<\/p>\n<p>Naturalmente, l\u2019aspetto economico dietro il programma che la \u201ctroika\u201d (Commissione europea, Banca centrale europea e Fondo monetario internazionale) ha imposto alla Grecia cinque anni fa \u00e8 stato terribile, con una conseguente diminuzione del 25% del PIL del paese. Non mi viene in mente nessuna depressione economica, mai, che sia stata cos\u00ec deliberata e abbia avuto conseguenze cos\u00ec catastrofiche: il tasso di disoccupazione giovanile in Grecia, per esempio, ora supera il 60%.<\/p>\n<p>E\u2019 sorprendente che la troika abbia rifiutato di assumersi la responsabilit\u00e0 per questo o ammesso quanto siano state pessime le sue previsioni e i modelli da essa adottati. Ma \u00e8 ancora pi\u00f9 sorprendente che i leader europei non abbiano ancora capito la lezione. La troika sta ancora chiedendo che che la Grecia realizzi un avanzo primario di bilancio (al netto degli interessi) del 3,5% del PIL entro il 2018.<\/p>\n<p>Gli economisti di tutto il mondo hanno condannato un tale obiettivo come punitivo, perch\u00e9 puntare a questo si tradurr\u00e0 inevitabilmente in una recessione ancora pi\u00f9 profonda. Infatti, anche se il debito greco fosse ristrutturato al di l\u00e0 dell\u2019immaginabile, se al referendum che si terr\u00e0 questo fine settimana gli elettori si impegnano a realizzare l\u2019obiettivo della troika, il paese rimarr\u00e0 in depressione.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda il passaggio da un vasto disavanzo primario a un surplus, pochi paesi hanno realizzato quello che i greci hanno ottenuto negli ultimi cinque anni. E, anche se il costo in termini di sofferenza umana \u00e8 stato estremamente alto, le recenti proposte del governo greco andavano parecchio incontro alle richieste dei creditori.<\/p>\n<p>Dovremmo essere chiari: quasi nulla dell\u2019enorme quantit\u00e0 di denaro prestato alla Grecia \u00e8 effettivamente andato al paese. E\u2019 andato a pagare i creditori del settore privato \u2013 comprese le banche tedesche e francesi. La Grecia ha ottenuto una miseria, ma ha pagato un alto prezzo per preservare i sistemi bancari di questi paesi. Il FMI e gli altri creditori \u201cufficiali\u201d non hanno bisogno dei soldi che vengono richiesti. In uno scenario di business-as-usual, il denaro ricevuto molto probabilmente sarebbe stato nuovamente prestato alla Grecia.<\/p>\n<p>Ma, ancora una volta, non \u00e8 una questione di soldi. Si tratta di utilizzare le \u201cscadenze\u201d per costringere la Grecia a sottomettersi, e accettare l\u2019inaccettabile \u2013 non solo le misure di austerit\u00e0, ma le altre politiche regressive e punitive.<\/p>\n<p>Ma perch\u00e9 l\u2019Europa dovrebbe fare questo? Perch\u00e9 i leader dell\u2019Unione europea si oppongono al referendum e rifiutano di dilazionare anche di pochi giorni il termine del 30 giugno per il prossimo pagamento della Grecia al Fondo monetario internazionale? Non \u00e8 l\u2019Europa tutta una questione di democrazia?<\/p>\n<p>Nel mese di gennaio, i cittadini greci hanno votato per un governo che si impegnasse a <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.project-syndicate.org\/commentary\/greece-government-reforms-by-yanis-varoufakis-2015-05\" ><strong>porre fine all\u2019austerit\u00e0<\/strong><\/a>. Se il governo dovesse semplicemente dare attuazione alle sue promesse elettorali, avrebbe gi\u00e0 respinto la proposta. Ma esso vuole dare ai greci la possibilit\u00e0 di dire la propria su questo tema, cos\u00ec importante per il futuro benessere del loro paese.<\/p>\n<p>Questa preoccupazione per la legittimazione popolare \u00e8 incompatibile con la politica della zona euro, che non \u00e8 mai stato un progetto molto democratico. La maggior parte dei governi dei paesi membri non hanno chiesto l\u2019approvazione dei popoli per consegnare la loro sovranit\u00e0 monetaria alla BCE. Quando la Svezia lo ha fatto, gli svedesi ha detto di no. Essi hanno capito che avrebbero avuto un aumento della disoccupazione se la politica monetaria del paese fosse stata affidata ad una banca centrale che \u00e8 risolutamente concentrata sull\u2019inflazione (e anche che ci sarebbe stata una insufficiente attenzione alla stabilit\u00e0 finanziaria). L\u2019economia avrebbe sofferto, perch\u00e9 il modello economico di fondo della zona euro era basato su rapporti di potere a sfavore dei lavoratori.<\/p>\n<p>E, di certo, quello che stiamo vedendo ora, 16 anni dopo che l\u2019eurozona ha istituzionalizzato quei rapporti, \u00e8 l\u2019antitesi della democrazia: molti leader europei vogliono vedere la fine del governo di sinistra del primo ministro Alexis Tsipras. Dopo tutto, \u00e8 estremamente scomodo avere in Grecia un governo cos\u00ec contrario al tipo di politiche che tanto hanno fatto per aumentare le disuguaglianze in tanti paesi avanzati, e che \u00e8 cos\u00ec impegnato a contenere il potere sfrenato della ricchezza. Essi sembrano credere che potranno alla fine far cadere il governo greco forzandolo ad accettare un accordo in contrasto con il suo mandato.<\/p>\n<p>E\u2019 difficile consigliare i greci su come votare il 5 luglio. Nessuna delle alternative \u2013 approvare o rifiutare le condizioni della troika \u2013 sar\u00e0 facile, ed entrambe comportano enormi rischi. Un voto favorevole significherebbe depressione quasi senza fine. Forse un paese impoverito \u2013 un paese che ha venduto tutti i suoi beni, e la cui giovent\u00f9 pi\u00f9 brillante \u00e8 emigrata \u2013 potrebbe finalmente ottenere la remissione del debito; forse, essendo regredita ad un\u2019economia a medio reddito, la Grecia potrebbe finalmente ottenere assistenza dalla Banca mondiale. Tutto questo potrebbe accadere nei prossimi dieci anni, o forse nel decennio successivo.<\/p>\n<p>Al contrario, un voto negativo lascerebbe almeno aperta la possibilit\u00e0 che la Grecia, con la sua forte tradizione democratica, possa prendere il suo destino nelle proprie mani. I greci potrebbero guadagnare l\u2019opportunit\u00e0 di <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.project-syndicate.org\/commentary\/new-beginning-for-greece-eurozone-exit-by-dennis-j--snower-2015-06\" ><strong>costruirsi un futuro<\/strong><\/a> che, anche se forse non cos\u00ec prospero come nel passato, \u00e8 molto pi\u00f9 promettente della tortura irragionevole del presente.<\/p>\n<p>Io so come voterei.<\/p>\n<p>______________________________<\/p>\n<p><em>Joseph<\/em><em> Eugene Stiglitz \u00e8 un economista americano e professore alla Columbia University. Ha ricevuto il Premio Nobel per l&#8217;Economia (2001) e la John Bates Clark Medal (1979). Lui \u00e8 un ex vice presidente senior e capo economista della Banca Mondiale ed \u00e8 conosciuto per la sua visione critica della gestione di globalizzazione, economisti del libero mercato (che chiama &#8220;fondamentalisti libero mercato&#8221;), e alcune istituzioni internazionali come il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale. Stiglitz \u00e8 l&#8217;autore di <\/em>The Price of Inequality<em>.<\/em><\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.reteccp.org\/primepage\/2015\/democrazia15\/grecia103.html\" >Go to Original \u2013 reteccp.org<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il premio Nobel Joseph Stiglitz si pronuncia in maniera molto esplicita sulla crisi in corso tra la Grecia e le \u201cistituzioni\u201d UE:  oltre alla assurda insistenza degli eurocrati su obiettivi che la maggior parte degli economisti del mondo ha condannato come inutili e punitivi, qui si rivela con chiarezza la vera faccia del progetto Uem, antitesi della democrazia, nato per favorire la concentrazione della ricchezza e schiavizzare il lavoro.  <\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[46],"tags":[],"class_list":["post-60623","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-original-languages"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/60623","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=60623"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/60623\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=60623"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=60623"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=60623"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}