{"id":61594,"date":"2015-07-27T12:00:53","date_gmt":"2015-07-27T11:00:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=61594"},"modified":"2015-07-27T10:23:53","modified_gmt":"2015-07-27T09:23:53","slug":"italiano-estetica-una-strada-per-la-pace","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2015\/07\/italiano-estetica-una-strada-per-la-pace\/","title":{"rendered":"(Italiano) Estetica: una strada per la pace?"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019eminente storico dell\u2019India Centrale e del Sud, William Dalrymple, ha scritto un notevole <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.nybooks.com\/articles\/archives\/2015\/jun\/25\/renaissance-sultans\/\" >articolo<\/a> sulla <em>The New York Review of Books <\/em>(25 giugno 2015). Essendo un estimatore dell\u2019autore, questo editoriale \u00e8 in larga misura basato su questo scritto rivelatore.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Ibrahim-Adil-Shah-II-Bijapur-India-Central-Mumbai-Goa.jpg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-61595\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Ibrahim-Adil-Shah-II-Bijapur-India-Central-Mumbai-Goa.jpg\" alt=\"Ibrahim Adil Shah II Bijapur India Central Mumbai Goa\" width=\"200\" height=\"300\" \/><\/a>La figura centrale \u00e8 un sultano, Ibrahim Adil Shah II, del regno di Bijapur nell\u2019India Centrale, tra Mumbai e Goa; stiamo parlando dell\u2019inizio del 17\u00b0 secolo. Il sultano \u00e8 descritto come \u201cuno studioso erudito, suonatore di liuto, poeta, cantante, calligrafo, maestro di scacchi ed esteta\u201d. Quale differenza rispetto ai governanti occidentali dotati di abilit\u00e0 politico-militari; quale somiglianza con i sovrani cinesi, imperatori, mandarini con poesia, calligrafia e altre arti come parte indelebile della loro legittimit\u00e0.<\/p>\n<p>Tuttavia, il punto centrale della storia, come viene raccontata da Dalrymple sulla base di un impressionante lavoro che egli passa in rassegna, non si limita a descrivere quello che \u00e8 stato un notevole sovrano. Il sovrano stesso va oltre, anche al di l\u00e0 dell\u2019affermazione che \u201cle due cose pi\u00f9 belle nel mondo sono un liuto e una bella donna\u201d. Dalrymple ha una teoria:<\/p>\n<p>\u201cMettendo insieme le tradizioni hindu e musulmane in una atmosfera di apprendimento eterodosso, e unendo tradizioni persiane, africane e musulmane in una meritocrazia artistica cosmopolita, Ibrahim presiede su una corte di libero pensiero in cui l\u2019arte \u00e8 una evidente passione.<\/p>\n<p>Ibrahim era letteralmente ossessionato dal potere dell\u2019arte. Nelle sue poesie egli si sofferma sulla sua abilit\u00e0 di mettere insieme la gente, e sul modo con cui l\u2019arte, in particolare la musica, agisce sul corpo ed \u00e8 capace di commuovere le persone, o indurle all\u2019estasi, o a una profonda tristezza melanconica\u201d.<\/p>\n<p>E\u2019 vero. Notiamo che non si tratta solo di superare delle differenze geografiche ma anche delle differenze nel corpo, cercando di riconciliare \u201cla vecchia idea medica greca degli umori del corpo\u201d con l\u2019idea hindu di raggiungere lo spirito umano attraverso la percezione estetica. Inoltre, \u201cattraverso la musica e l\u2019arte egli crede che la sua gente possa guardare l\u2019uno all\u2019altro con reciproca comprensione: essi parlano lingue diverse, ma percepiscono lo stesso sentimento, i Turchi e i Bramini.\u201d<\/p>\n<p>Bene, essi difficilmente \u201cpercepiscono lo stesso sentimento\u201d, ma sentono, e la buona arte genera buoni sentimenti, visibili gli uni agli altri.<\/p>\n<p>Ciononostante, l\u2019arte che unisce i popoli \u00e8 solo il suo primo messaggio: \u201c\u00e8 difficile ertichettarlo musulmano o hindu, piuttosto egli ha una ammirazione estetica per la bellezza di entrambe le culture\u201d.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 un secondo messaggio, non solo persone di diverse culture fanno incontrare le arti insieme, ma le arti di diverse culture si incontrano tra loro. \u201cIl persianato e spesso la cultura sciita erano allora fertilizzate con le molto diverse ma straordinariamente ricche tradizioni artistiche hindu dell\u2019India del Sud\u201d.<\/p>\n<p>Il suo vestito era eclettico, cos\u00ec come i dipinti che preferiva.<\/p>\n<p>Non \u00e8 difficile identificare una teoria in questo caso: gente di diverse culture che condividono insieme arti di diverse culture possono andare dove le arti le portano: verso un eclettismo armonioso.<\/p>\n<p>Condividere insieme l\u2019arte di una cultura dopo l\u2019altra pu\u00f2 gi\u00e0 costituire una costruzione della pace; e ancor pi\u00f9 esporsi all\u2019arte che crea essa stessa ponti tra le culture. Essi riconosceranno i propri temi, e la loro armonia con le altre culture pu\u00f2 diventare quella tra le culture.<\/p>\n<p>Ibrahim Shah II sembra essere stato molto colpito dall\u2019estetica della musica e dalla sua capacit\u00e0 di creare armonia attraverso l\u2019armonia. Tutte le arti nel tempo, non solo nello spazio, portano una narrativa, come la musica. C\u2019\u00e8 un processo, non un punto morto, una <em>Still-Leben<\/em> (natura morta), che <em>muove<\/em> la gente.<\/p>\n<p>E\u2019 una enorme sfida per gli artisti multiculturali, quella di creare spazi artistici per fare incontrare diverse culture artistiche, non solo per mescolarle e farle conoscere, ma per armonizzarle, creare, procreare, generare delle ricadute. Altra cosa \u00e8 sapere quali effetti di costruzione della pace si produrranno.<\/p>\n<p>Tutto questo ci rammenta un altro sentimento molto forte che unisce persiani, africani ed europei, turchi e bramini, musulmani e hindu in generale: amore e sesso, matrimonio transculturale, transfrontiere. Migliaia, milioni, di emozioni, molto forti, di armonia e disarmonia. Ci sono state guerre attraverso i confini, e pace. Potrebbero esserci state pi\u00f9 guerre senza i matrimoni, qualche effetto sembra probabile.<\/p>\n<p>Sfortunatamente per Ibrahim, la sua storia finisce male; ricattato, costretto dai Moghul del Nord- Agra- Delhi a pagarli per non subire la guerra contro Bijapur priva di difese militari. In realt\u00e0, \u201cBijapur veniva vista dai Moghul sunniti come un focolaio di eresia sciita\u201d. Sembra familiare, come l\u2019ISIS di oggi.<\/p>\n<p>E nel 1686 il pronipote di Ibrahim, dopo un assedio di diciotto mesi, si arrese consegnando le chiavi ai Moghul. Essi distrussero l\u2019arte.<\/p>\n<p>Tuttavia, i Moghul, di origine mongola ma musulmani, che apprezzasero o meno Ibrahim, furono esposti all\u2019estetica di Ibrahim? Presero qualcosa della sua arte, della sua estetica? O erano talmente diversi, rispetto al sultanato della fascia centrale dell\u2019India, come l\u2019islam rispetto alla cristianit\u00e0 oggi? Furono avvicinati, o esclusi?<\/p>\n<p>La risposta non \u00e8 molto importante; la teoria non \u00e8 valida o meno con questo caso. Ma la questione \u00e8 importante.<\/p>\n<p>Entriamo nel mondo di oggi. Durante i \u201cmedio evi\u201d, la dinastia abasside araba-musulmana produsse un miracolo, chiamiamolo Granada per brevit\u00e0. E il Sacro Romano Impero e la nazione tedesca, cristiani-europei, produssero un altro miracolo, le cattedrali gotiche, Chartres essendo la loro Granada (ce ne sono molte).<\/p>\n<p>E un misto dei due esiste, non per progetto di qualche geniale architetto capace di visione trascendente ma per conquista, decisione, ri-decisione: <em>la mezquita <\/em>a Cordoba, la moschea trasformata per met\u00e0 in cattedrale. Che luogo per incontri ecumenici, molti musulmani il venerd\u00ec, insieme agli ebrei il sabato, molti cristiani la domenica. Tuttavia, neppure a Madrid le autorit\u00e0 si resero conto dei benefici per l\u2019Andalusia, la Spagna, il mondo. Oggi.<\/p>\n<p>Possa domani la luce di Ibrahim penetrare al loro interno, e illuminarli.<\/p>\n<p>A quel tempo l\u2019Europa produsse essenzialmente un dipinto: Maria con il bambino. L\u2019Arabia produsse ornamenti. Trascendenza, per favore! Dentro la mezquita, i canti gregoriani, e i ritmi arabi.<\/p>\n<p>Che messaggio ricco! Di armonia, di pace; capace di attrarre milioni di persone.<\/p>\n<p>_________________________________<\/p>\n<p><em>Traduzione a cura del Centro Studi Sereno Regis.<\/em><\/p>\n<p><em>Titolo originale:<\/em> <a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2015\/07\/aesthetics-as-one-road-to-peace\/\" >Aesthetics as One Road to Peace?<\/a> \u2013 <em>TRANSCEND Media Service<\/em><\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2015\/07\/24\/estetica-una-strada-per-la-pace-johan-galtung\/\" >Go to Original \u2013 serenoregis.org<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La figura centrale \u00e8 un sultano, Ibrahim Adil Shah II, del regno di Bijapur nell\u2019India Centrale, tra Mumbai e Goa; stiamo parlando dell\u2019inizio del 17\u00b0 secolo. Il sultano \u00e8 descritto come \u201cuno studioso erudito, suonatore di liuto, poeta, cantante, calligrafo, maestro di scacchi ed esteta\u201d. 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