{"id":61861,"date":"2015-08-03T12:00:08","date_gmt":"2015-08-03T11:00:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=61861"},"modified":"2015-08-01T20:16:07","modified_gmt":"2015-08-01T19:16:07","slug":"italiano-la-enciclica-laudato-sii-puntata-e-ristretta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2015\/08\/italiano-la-enciclica-laudato-sii-puntata-e-ristretta\/","title":{"rendered":"(Italiano) La enciclica \u201cLaudato sii\u201d puntata e ristretta"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_61862\" style=\"width: 160px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/antonino-drago.jpg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-61862\" class=\"size-thumbnail wp-image-61862\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/antonino-drago-150x150.jpg\" alt=\"Prof. Antonino Drago\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-61862\" class=\"wp-caption-text\">Prof. Antonino Drago<\/p><\/div>\n<p><em>luglio 30, 2015 &#8211; <\/em>L\u2019ultima enciclica di Papa Francesco \u00e8 certamente molto importante. \u00a0Il primo motivo, secondo me, \u00e8 l\u2019aver acquisito alla dottrina sociale della Chiesa il tema dell\u2019ecologia.<\/p>\n<p>Il secondo \u00e8 di averlo fatto dirigendosi a tutti gli uomini, in un dialogo che si accorda con il pensiero ecologista e che implicitamente propone una nuova etica universale a cui tutti possono dare contributi.<\/p>\n<p>Questi fatti storici per\u00f2 vengono sminuiti dall\u2019aver mantenuto il linguaggio tipico di quel tipo di magistero, in cui non risultano chiare le cause sociali, le responsabilit\u00e0, i cambiamenti da compiere noi cattolici e pi\u00f9 in generale, le prospettive storiche, il tutto in una concezione ben congegnata e senza sbaffi, riempitivi, diversivi, aggiunte consolatorie. Inoltre la lunghezza eccezionale della enciclica rischia di disorientare chi la voglia assumere come direzione di lavoro.<\/p>\n<p>Per rimediare a questi difetti si pu\u00f2 fare una operazione: prendere la parte pi\u00f9 saliente dell\u2019enciclica e snellirla nel linguaggio, s\u00ec da renderla stringente. Ammetto che questa operazione \u00e8 un po\u2019 una forzatura; ma \u00e8 anche una chiarificazione ideale; che se anche non rappresenta esattamente la mente di papa Francesco, per\u00f2 rende pi\u00f9 chiara una delle direzioni di lavoro l\u00ec indicate. In questo senso, e con questa avvertenza, considero lecita e utile l\u2019operazione del seguito.<\/p>\n<p>La parte pi\u00f9 saliente di questa enciclica mi appare un brano che tratta non tanto i temi ecologici, quanto il quadro socio-economico in cui essa colloca il problema ecologico oggi, il Cap. V, IV. Questa parte descrive in maniera molto forte il problema della attuale economia mondiale, la quale \u00e8 diventata una morsa oppressiva quasi insostenibile, senza che appaia una risposta politica adeguata. E\u2019 di questa descrizione sistematica che oggi i cattolici e tutte le persone nel mondo hanno bisogno per orientare le loro vite a costruire assieme un mondo pi\u00f9 giusto e pi\u00f9 ecologico.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/papa_francesco-600x330-pope-francis.jpg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-61863\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/papa_francesco-600x330-pope-francis.jpg\" alt=\"papa_francesco-600x330 pope francis\" width=\"600\" height=\"330\" srcset=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/papa_francesco-600x330-pope-francis.jpg 600w, https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/papa_francesco-600x330-pope-francis-300x165.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Secondo me, se anche l\u2019enciclica fosse ristretta a questo solo brano costituirebbe una novit\u00e0 radicale. Ma se queste 8 pagine restano immerse in un testo di 184 pagine, rischiano quanto meno di restare nell\u2019ombra, o scomparire nel contesto di tanti problemi e di un frasario ridondante.<\/p>\n<p>Eccone una versione ottenuta semplicemente rinsecchendo quel brano alle parti pi\u00f9 importanti e pi\u00f9 forti.<\/p>\n<p>Nota. Mi sono permesso di modificare leggermente qualche punto dell\u2019enciclica inserendo parole in parentesi quadre [], perch\u00e9 non sempre il testo ufficiale pubblicato sul\u00ad sito \u201cVatican.va\u201d \u00e8 risultato fedele all\u2019originale. Vedasi il famoso esempio della condanna della guerra nucleare al pt. 67 della Pacem in Terris: \u201calienum a ratione\u201d che ancora oggi (vedi il sito) \u00e8 tradotto con \u201criesce quasi impossibile pensare\u201d, invece di \u201c\u00e8 pazzia\u201d.<\/p>\n<ol>\n<li>POLITICA ED ECONOMIA IN DIALOGO PER LA PIENEZZA UMANA<\/li>\n<li>La politica non deve sottomettersi all\u2019economia e questa non deve sottomettersi ai dettami e al paradigma efficientista della tecnocrazia\u2026. Il salvataggio a ogni costo delle banche, facendo pagare il prezzo alla popolazione, senza la ferma decisione di rivedere e riformare l\u2019intero sistema, riafferma un dominio assoluto della finanza che non ha futuro e che potr\u00e0 solo generare nuove crisi dopo una lunga, costosa e apparente cura. La crisi finanziaria del [in realt\u00e0, iniziata nel] 2007-2008 era l\u2019occasione per sviluppare una nuova economia pi\u00f9 attenta ai principi etici, e per una nuova regolamentazione dell\u2019attivit\u00e0 finanziaria speculativa e della ricchezza virtuale. Ma non c\u2019\u00e8 stata una reazione [politica] che abbia portato a ripensare i criteri obsoleti che continuano a governare il mondo\u2026 In definitiva, ci\u00f2 che [oggi] non si affronta [pi\u00f9] con decisione \u00e8 il problema dell\u2019economia reale\u2026.<\/li>\n<li>In questo contesto bisogna sempre ricordare che \u00abla protezione ambientale non pu\u00f2 essere assicurata solo sulla base del calcolo finanziario di costi e benefici. L\u2019ambiente \u00e8 uno di quei beni che i meccanismi del mercato non sono in grado di difendere o di promuovere adeguatamente\u00bb.[134] Ancora una volta, conviene evitare una concezione magica del mercato, che tende a pensare che i problemi si risolvano solo con la crescita dei profitti delle imprese o degli individui\u2026. All\u2019interno dello schema [attuale] della rendita non c\u2019\u00e8 posto per pensare ai ritmi della natura, ai suoi tempi di degradazione e di rigenerazione, e alla complessit\u00e0 degli ecosistemi che possono essere gravemente alterati dall\u2019intervento umano. Inoltre, quando [oggi] si parla di biodiversit\u00e0, al massimo la si pensa come una riserva di risorse economiche che potrebbe essere sfruttata, ma non si considerano seriamente il valore reale delle cose, il loro significato per le persone e le culture, gli interessi e le necessit\u00e0 dei poveri.<\/li>\n<li>Quando si pongono tali questioni, alcuni reagiscono accusando gli altri di pretendere di fermare irrazionalmente il progresso e lo sviluppo umano. Ma dobbiamo convincerci che rallentare un determinato ritmo di produzione e di consumo pu\u00f2 dare luogo a un\u2019altra modalit\u00e0 di progresso e di sviluppo\u2026. Si tratta di aprire la strada a opportunit\u00e0 differenti, che non implicano di fermare la creativit\u00e0 umana e il suo sogno di progresso, ma piuttosto di incanalare tale energia in modo nuovo.<\/li>\n<li>Per esempio, un percorso di sviluppo produttivo pi\u00f9 creativo e meglio orientato potrebbe correggere la disparit\u00e0 tra l\u2019eccessivo investimento tecnologico per il consumo e quello scarso per risolvere i problemi urgenti dell\u2019umanit\u00e0\u2026 La diversificazione produttiva offre larghissime possibilit\u00e0 all\u2019intelligenza umana per creare e innovare, mentre protegge l\u2019ambiente e crea pi\u00f9 opportunit\u00e0 di lavoro. Questa sarebbe una creativit\u00e0 capace di far fiorire nuovamente la nobilt\u00e0 dell\u2019essere umano, perch\u00e9 \u00e8 pi\u00f9 dignitoso usare l\u2019intelligenza, con audacia e responsabilit\u00e0, per trovare forme di sviluppo sostenibile ed equo, nel quadro di una concezione pi\u00f9 ampia della qualit\u00e0 della vita. Viceversa, \u00e8 meno dignitoso e creativo e pi\u00f9 superficiale insistere nel creare forme di saccheggio della natura solo per offrire nuove possibilit\u00e0 di consumo e di rendita immediata.<\/li>\n<li>In ogni modo, se in alcuni casi lo sviluppo sostenibile comporter\u00e0 nuove modalit\u00e0 per crescere, in altri casi, di fronte alla crescita avida e irresponsabile che si \u00e8 prodotta per molti decenni, occorre pensare pure a rallentare un po\u2019 il passo, a porre alcuni limiti ragionevoli e anche a ritornare indietro prima che sia tardi. Sappiamo che \u00e8 insostenibile il comportamento di coloro che consumano e distruggono sempre pi\u00f9, mentre altri ancora non riescono a vivere in conformit\u00e0 alla propria dignit\u00e0 umana. Per questo \u00e8 arrivata l\u2019ora di accettare una certa decrescita in alcune parti del mondo procurando risorse perch\u00e9 si possa crescere in modo sano in altre parti. Diceva Benedetto XVI che \u00ab\u00e8 necessario che le societ\u00e0 tecnologicamente avanzate siano disposte a favorire comportamenti caratterizzati dalla sobriet\u00e0, diminuendo il proprio consumo di energia e migliorando le condizioni del suo uso\u00bb.[135]<\/li>\n<li>Affinch\u00e9 sorgano nuovi modelli di progresso abbiamo bisogno di \u00abcambiare il modello di sviluppo globale\u00bb, [136]\u2026 Non basta [cercare di] conciliare, in una via di mezzo, la cura per la natura con la rendita finanziaria, o la conservazione dell\u2019ambiente con il progresso. Su questo tema le vie di mezzo sono solo un piccolo ritardo nel disastro. Semplicemente si tratta di ridefinire il progresso. Uno sviluppo tecnologico ed economico che non lascia un mondo migliore e una qualit\u00e0 di vita integralmente superiore, non pu\u00f2 considerarsi progresso\u2026. In questo quadro, il discorso della crescita sostenibile diventa spesso un diversivo e un mezzo di giustificazione che assorbe [i] valori del discorso ecologista all\u2019interno della logica della finanza e della tecnocrazia, e [cos\u00ec] la responsabilit\u00e0 sociale e ambientale delle imprese si riduce per lo pi\u00f9 a una serie di azioni di marketing e di immagine.<\/li>\n<li>Il principio della massimizzazione del profitto, che tende a isolarsi da qualsiasi altra considerazione, \u00e8 una distorsione concettuale dell\u2019economia: se aumenta la produzione, interessa poco che si produca a spese delle risorse future o della salute dell\u2019ambiente; se il taglio di una foresta aumenta la produzione, nessuno misura in questo calcolo la perdita che implica desertificare un territorio, distruggere la biodiversit\u00e0 o aumentare l\u2019inquinamento. Vale a dire che le imprese ottengono profitti calcolando e pagando una parte infima dei costi. Si potrebbe considerare etico solo un comportamento in cui \u00abi costi economici e sociali derivanti dall\u2019uso delle risorse ambientali comuni siano riconosciuti in maniera trasparente e siano pienamente supportati da coloro che ne usufruiscono e non da altre popolazioni o dalle generazioni future\u00bb.[138]\u2026<\/li>\n<li>Qual \u00e8 il posto della politica?\u2026 \u00c8 vero che oggi alcuni settori economici esercitano pi\u00f9 potere degli Stati stessi. Ma non si pu\u00f2 giustificare un\u2019economia senza politica [pubblica]\u2026<\/li>\n<li>Abbiamo bisogno di una politica che pensi con una visione ampia, e che porti avanti un nuovo approccio integrale, includendo in un dialogo interdisciplinare i diversi aspetti della crisi\u2026. Se la politica non \u00e8 capace di rompere una logica perversa, e inoltre resta inglobata in discorsi inconsistenti, continueremo a non affrontare i grandi problemi dell\u2019umanit\u00e0\u2026. [infatti] non basta inserire considerazioni ecologiche superficiali mentre non si mette in discussione la logica soggiacente alla cultura attuale. Una politica sana dovrebbe essere capace di assumere questa sfida.<\/li>\n<li>La politica e l\u2019economia tendono a incolparsi reciprocamente per quanto riguarda la povert\u00e0 e il degrado ambientale. Ma quello che ci si attende \u00e8 che riconoscano i propri errori e trovino forme di interazione orientate al bene comune. Mentre gli uni si affannano solo per l\u2019utile economico e gli altri sono ossessionati solo dal conservare o accrescere il potere, quello che ci resta sono guerre o accordi ambigui dove [= nei quali] ci\u00f2 che meno interessa alle due parti \u00e8 preservare l\u2019ambiente e avere cura dei pi\u00f9 deboli\u2026.\u201d<\/li>\n<\/ol>\n<p>_______________________________<\/p>\n<p><em>Antonino Drago \u00e8 stato professore associato di Storia della Fisica all&#8217;Universit\u00e0 di Napoli, in pensione dal 2004<\/em>,<em> \u00e8 membro della <\/em><em><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/\" >Rete TRANSCEND per la Pace, Sviluppo e Ambiente<\/a><\/em><em>,<\/em> <em>e<\/em> <em>insegna presso la<\/em> <em><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tpu\/\" >TRANSCEND Peace University-TPU<\/a><\/em><em>.<\/em><\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2015\/07\/30\/la-enciclica-laudato-sii-puntata-e-ristretta-antonino-drago\/\" >Go to Original \u2013 serenoregis.org<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>luglio 30, 2015 &#8211; L\u2019ultima enciclica di Papa Francesco \u00e8 certamente molto importante.  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