{"id":6192,"date":"2010-07-05T00:00:52","date_gmt":"2010-07-04T22:00:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=6192"},"modified":"2010-07-01T21:08:53","modified_gmt":"2010-07-01T19:08:53","slug":"italian-impermanenza-compresenza-e-fragilita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2010\/07\/italian-impermanenza-compresenza-e-fragilita\/","title":{"rendered":"(Italian) Impermanenza, Compresenza e Fragilit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Di fronte alla morte di persone pi\u00f9 o meno note, pi\u00f9 o meno care e a me vicine, mi tornano alla mente i versi di una bella poesia di Vivian Lamarque:<\/p>\n<p><em>A vacanza conclusa dal treno vedere<\/em><em><br \/>\n<em>chi ancora sulla spiaggia gioca si bagna<\/em><br \/>\n<em>la loro vacanza non \u00e8 ancora finita:<\/em><br \/>\n<em>sar\u00e0 cos\u00ec sar\u00e0 cos\u00ec lasciare la vita?<\/em><\/em><\/p>\n<p>Come ricordare Elise Boulding (6 luglio 1920 \u2013 24 giugno 2010), Enzo Tiezzi (4 febbraio 1938 \u2013 25 giugno 2010), Rina Gagliardi (15 novembre 1947 \u2013 Roma, 27 giugno 2010), persone diverse ma accomunate dal profondo impegno sociale per i problemi della pace, dell\u2019ambiente e della giusztizia sociale, che ci hanno lasciato nei giorni scorsi? La loro non \u00e8 stata una semplice vacanza, come recita la poesia i cui versi evocano il senso di smarrimento che ci coglie di fronte alla morte e al venir meno, pi\u00f9 o meno improvvisamente, dei nostri progetti di vita ancora incompiuti.<\/p>\n<p>Pochi di noi, forse, conoscono Elise Boulding, particolarmente nota in sede internazionale per il suo pluridecennale impegno nel campo della \u201cricerca, educazione e azione per la pace\u201d. Ho avuto modo di conoscerla anni fa, seppure di sfuggita, in uno dei convegni dell\u2019IPRA (<em>International Peace Research Association<\/em>) che si svolgono con cadenza biennale nei pi\u00f9 diversi paesi del mondo. Elise \u00e8 stata definita la \u201cmatriarca degli studi per la pace\u201d, anche lei norvegese come Johan Galtung, che invece, di dieci anni pi\u00f9 giovane, pu\u00f2 essere considerato il \u201cpatriarca\u201d.<\/p>\n<p>Oltre a quanto si trova sul web (in particolare segnaliamo il breve ricordo in <span style=\"text-decoration: underline;\"><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.transnational.org\/\" >http:\/\/www.transnational.org\/<\/a><\/span> e il suo commovente \u201cviaggio con l\u2019Alzheimers\u201d, <span style=\"text-decoration: underline;\"><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.transnational.org\/\" >http:\/\/www.transnational.org\/<\/a><\/span> ), di lei in italiano non c\u2019\u00e8 molto, se non il piccolo, ma prezioso libretto \u201c<em>Inventare futuri di pace<\/em>\u201d, pubblicato dall\u2019EGA nel 1998, in una collana diretta da Giuliano Pontara, nel quale Elise sintetizza gli aspetti principali del suo lavoro.<\/p>\n<p>Il giorno successivo alla sua morte, avvenuta nella ricorrenza di san Giovanni, mi \u00e8 capitato casualmente di vedere una brevissima nota su Enzo Tiezzi. In seguito, ho cercato invano notizie sui quotidiani, che invece sono presenti solo nel web, come il breve ricordo scritto da Ugo Bardi nel blog di aspoitalia (<span style=\"text-decoration: underline;\"><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/aspoitalia.blogspot.com\/2010\/06\/enzo-tiezzi-1938-2010.html\" >http:\/\/aspoitalia.blogspot.com\/2010\/06\/enzo-tiezzi-1938-2010.html<\/a><\/span> ). Non riesco a rendermi conto come ci si possa scordare del suo intenso lavoro di ricercatore, scienziato, educatore e animatore nel campo delle questioni ecologiche e in particolare della sostenibilit\u00e0. E la bella stagione della rivista <em>Arancia blu<\/em>, che riprendeva l\u2019immagine della Terra vista dallo spazio. Nonch\u00e9 il suo lavoro sulla scia di Howard Odum per introdurre le tecniche di modellizzazione e valutazione dei sistemi ambientali mediante il concetto di <em>emergia (<\/em>contrazione del termine inglese \u201c<strong>em<\/strong>bodied\u201d, \u201cincorporata, inclusa\u201d, ed \u201cen<strong>ergia\u201d<\/strong>, ovvero energia incorporata).<\/p>\n<p>E infine, Rina Gagliardi (alla quale, giustamente, i media, a cominciare da <em>Liberazione<\/em>, il giornale per il quale ha a lungo lavorato, hanno dedictao molta attenzione) che invitammo anni fa per un confronto tra la cultura di cui era portatrice e quella della nonviolenza, conoscendo la sua sensibilit\u00e0 e attenzione anche a questa tematica. Sono passati anni da allora, non ho pi\u00f9 avuto modo di incontrarla, ma quel ricordo \u00e8 rimasto come speranza perch\u00e9 la cultura della nonviolenza faccia breccia anche tra coloro che spesso l\u2019hanno fraintesa, riducendola a qualcosa che riguarda solo degli ingenui utopisti che non conoscono la durezza della lotta politica reale.<\/p>\n<p>Ma cosa significa morire? Eterno e irrisolto problema, al quale amo rispondere proponendo, tra le tante possibili, due riflessioni.<\/p>\n<p>La prima \u00e8 quella che sugger\u00ec il grande drammaturga Friedrich Durrenmatt nel corso di una intervista con Michael Haller:<\/p>\n<p><em>Cosa significa per lei la morte? E\u2019 uguale al nulla?<\/em><\/p>\n<p>Forse. Ma posso anche immaginarmi che si esista sempre. Schopenhauer ha parafrasato questa idea pi\u00f9 o meno cos\u00ec: la coscienza dell\u2019umanit\u00e0 \u00e8 come un mare di cui la coscienza individuale \u00e8 un\u2019onda. La totalit\u00e0 della coscienza esister\u00e0 fino a quando ci sar\u00e0 l\u2019umanit\u00e0. E posso pensare che dopo la morte si diventi un\u2019onda nuova, diversa, di questo mare della coscienza.<\/p>\n<p>(Friedrich Durrenmatt, <em>Gorbaciov e Havel. <\/em><em>Le ragioni della speranza. Due discorsi politici<\/em>, Il Melangolo, Genova 1991, pp. 54-55)<\/p>\n<p>La seconda si richiama alle belle riflessioni che Aldo Capitini svilupp\u00f2 intorno al concetto di compresenza, che ripropongo a partire da alcuni brani tratti dalla sua opera pi\u00f9 specifica (<em>La compresenza dei morti e dei viventi<\/em>, Il Saggiatore, Milano 1966):<\/p>\n<p>\u201cHo sofferto acutamente nel vedere, proprio al centro della mia attenzione, che c\u2019\u00e8 chi \u00e8 colpito dalla realt\u00e0 com\u2019\u00e8 ora: l\u2019ammalato, l\u2019esaurito, lo stolto, il morto, e mi sono messo in rapporto \u2013 attraverso il tu a quell\u2019infelice \u2013 con una realt\u00e0 che non lo escluda e lo tenga unito con altri esseri che sono nati (realt\u00e0 di tutti), e lo renda uguale e lo compensi sviluppandosi anche lui infinitamente nella cooperazione ai valori, come chi \u00e8 sano, vigoroso, vivente (Compresenza).<\/p>\n<p>Questa apertura alla compresenza si pu\u00f2 chiamare religiosa, se \u201creligione\u201d \u00e8 vivere un rapporto (che sia fondamentale nel proprio svolgersi) con \u201caltri\u201d. E l\u2019apertura religiosa \u00e8 pratica, perch\u00e8 la realt\u00e0 della compresenza non la posso conoscere scientificamente come le parti della realt\u00e0 attuale, ma la posso vivere mediante impegni in atto nel tu-tutti che le rivolgo\u201d(p. 11).<\/p>\n<p>\u201cTutti gli esseri che mai furono e che sono, morti e viventi, costituiscono una compresenza che s\u2019accresce dei nati, che \u00e8 tenuta insieme ed unificata dalla produzione dei valori\u201d (p. 12).<\/p>\n<p>\u201d Tutti\u2019 vuoi dire tutti gli esseri singoli che sono nati. Ci sono gli insufficienti relativi, che sono colpiti dal mondo della natura con qualche grave limitazione. ma vivono; ci sono gli insufficienti assoluti che sono i morti, e ci sono anche i viventi attuali, anche i minimi. La compresenza nella sua capacit\u00e0 unitaria (Uno-Tutti) li trascende come singoli, perch\u00e9 come singoli esseri non sarebbero capaci di dare il compenso di uguaglianza agli insufficienti per i colpi del mondo della natura; tuttavia ogni essere vivente fa parte della compresenza, opera in essa. Questo significa che ogni essere vivente non \u00e8 soltanto forza vitale e potenza, ma in quanto \u00e8 unito alla compresenza \u00e8 in quel \u201cdi pi\u00f9\u201d capace di compensare le insufficienze del mondo della natura\u201d (p. 18).<\/p>\n<p>La \u201cgrande livellatrice\u201d, l\u2019 \u201ceterna vincitrice\u201d, ci ricorda la nostra fragilit\u00e0 e l\u2019impermanenza di tutte le cose, suggerendoci di essere pi\u00f9 umili, saggi, distaccati, profondi.<\/p>\n<p>Pur nella continua incertezza esistenziale delle nostre vite, ci \u00e8 di conforto pensare e percepire, care\/i Elise, Enzo, Rina, la vostra presenza nel grande oceano della compresenza capitiniana, dell\u2019inter-essere, delle onde di coscienza individuali nel quale un giorno anche noi confluiremo.<\/p>\n<p>______________<\/p>\n<p><em>Prof. Nanni Salio \u00e8 membro della rete TRANSCEND per la Pace, Sviluppo e Ambiente.<\/em><em><\/em><\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"  http:\/\/serenoregis.org\/2010\/07\/impermanenza-compresenza-e-fragilita-nanni-salio\/\" >GO TO ORIGINAL \u2013 CENTRO STUDI SERENO REGIS<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di fronte alla morte di persone pi\u00f9 o meno note, pi\u00f9 o meno care e a me vicine, mi tornano alla mente i versi di una bella poesia di Vivian Lamarque:<br \/>\nA vacanza conclusa dal treno vedere<br \/>\nchi ancora sulla spiaggia gioca si bagna<br \/>\nla loro vacanza non \u00e8 ancora finita:<br \/>\nsar\u00e0 cos\u00ec sar\u00e0 cos\u00ec lasciare la vita?<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[46],"tags":[],"class_list":["post-6192","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-original-languages"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6192","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6192"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6192\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6192"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6192"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6192"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}