{"id":6301,"date":"2010-07-19T00:00:31","date_gmt":"2010-07-18T22:00:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=6301"},"modified":"2010-07-18T22:03:55","modified_gmt":"2010-07-18T20:03:55","slug":"italian-spirito-e-scienza-nel-vedanta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2010\/07\/italian-spirito-e-scienza-nel-vedanta\/","title":{"rendered":"(Italian) Spirito e Scienza nel Vedanta"},"content":{"rendered":"<p>Nell\u2019agosto 1932 il Mahatma Gandhi ebbe in prigione la notizia che il \u201cPotere Supremo\u201d, il Raj britannico, aveva in programma di introdurre elettorati separati per gli hindu intoccabili e per quelli delle caste. Credendo che questo equivalesse a una \u201cvivisezione\u201d dell\u2019India, che cosa poteva fare? Il 13 settembre sorprese la nazione annunciando che avrebbe digiunato a oltranza dalla settimana successiva fino a che venisse ritirata tale odiosa misura. L\u2019 \u201cepico digiuno\u201d, come fu poi chiamato, riusc\u00ec in modo brillante, ma rischi\u00f2 di costargli la vita. A chi chiedeva che cosa lo avesse sostenuto nel farlo, Gandhi rispose tranquillamente che aveva sentito la voce di Dio. Anche in India, c\u2019era chi diceva che Gandhi fosse allucinato. Ma egli rispose:<\/p>\n<p><em>La pretesa che ho avanzato non era straordinaria n\u00e9 esclusiva. Dio governa la vita di tutti quelli che gli si sono affidati senza riserve. Qui non \u00e8 questione di allucinazioni. Ho citato una semplice legge scientifica verificabile da chiunque faccia i necessari preparativi, a loro volta incredibilmente semplici da capire e abbastanza facili da praticare ove ci sia determinazione.<\/em><\/p>\n<p>Colpisce, ed \u00e8 quanto mai pertinente alle tematiche sollevate da <em>Tikkun<\/em> e dal <em>NSP <\/em>(Network of Spiritual Progressives, ndt) che Gandhi fosse in grado di coniugare una sana logica scientifica con quella che pare ai pi\u00f9 un\u2019esperienza religiosa trascendente. Come ci riusc\u00ec?<\/p>\n<p>All\u2019inizio della <em>Shvetashvatara Upanishad<\/em>, importante testo vedico, ci viene detto che i saggi nel profondo della meditazione vedevano <em>devatmasakti<\/em>, tradotto con \u201cil Dio della religione (sanscrito: <em>deva<\/em>), il S\u00e9 della filosofia (sanscrito: <em>atman<\/em>), e l\u2019energia della scienza (sanscrito: <em>sakti<\/em>)\u201d. Nella loro visione della Suprema Realt\u00e0, scienza, filosofia e religione erano una cosa sola un po\u2019 come la Trinit\u00e0 cristiana. E con tale visione la scienza indiana raggiunse grandi altezze. E\u2019 piuttosto noto che la filosofia indiana rientrasse in una categoria a s\u00e9 stante; molto meno noto che fino al diciasettesimo secolo l\u2019astronomia, la medicina e altre scienze indiane erano almeno al pari con quelle equivalenti occidentali. Fu solo col sorgere del colonialismo, insieme alla nascita del \u2018razionalismo\u2019 e del materialismo in Europa, che le scienze di quello che divenne il Terzo Mondo furono sospinte sullo sfondo.<\/p>\n<p>Ma questo avvenne allora. Adesso le grandi conquiste di Einstein e Bohr hanno dato un bello shock al paradigma della scienza occidentale e, come disse nel 1986 un eminente fisico indiano passato a un ordine religioso come Swami Jitatmananda, \u201csolo il Vedanta sembra essere in grado di assorbire il tremendo impatto della nuova scienza.\u201d Il Vedanta, termine generale per la cultura spirituale dell\u2019India antica, svilupp\u00f2 una teoria quantistica 5000 anni prima che Planck scoprisse che l\u2019energia arriva in pacchetti discreti (o quanti). Si avvicin\u00f2 anche, forse quanto lo permettano le parole, a render conto del mistero fondamentale della fisica moderna: come lo strano mondo quantico delle infinite potenzialit\u00e0 diventi il mondo \u201cconcreto\u201d della nostra comune esperienza; o in termini pi\u00f9 ampi come la real\u00e0 infinita, immutevole, divenga o comunque interagisca con il flusso dello spazio-tempo in cui viviamo (il concetto cui alludo ovviamente \u00e8 <em>maya<\/em>, termine sanscrito per \u201cillusione\u201d bench\u00e9 questa traduzione non riesca a descrivere pienamente la complessit\u00e0 del concetto).<\/p>\n<p>Gandhi fu in grado di coniugare scienza e religione perch\u00e9 per lui esse non si erano mai divorziate.<\/p>\n<p>E\u2019 una visione attraente. Potrebbe perfino avere un valore strategico per la rivoluzione cui i progressisti, specialmente quelli spirituali che leggono <em>Tikkun<\/em>, anelano. Nonostante il sorgere preoccupante del fondamentalismo nel mondo moderno, rimane vero che, come Willis Harman soleva dire, \u201cla scienza \u00e8 il sistema di validazione del sapere della nostra civilt\u00e0\u201d. Per i pi\u00f9 ragionevoli (sebbene si debba ammettere che sono in calo), qualcosa pu\u00f2 essere vero solo se supera l\u2019esame della scienza, ossia se \u00e8 universale e verificabile nel senso asserito per esempio da Gandhi per la sua esperienza di Dio. Tuttavia, noi della \u201ccomunit\u00e0 basata sulla realt\u00e0\u201d , secondo i termini sarcastici di un aiutante di Bush, stiamo perdendo terreno rispetto a coloro per cui la scienza come la conosciamo fa a pugni con la \u201creligione\u201d come la conoscono <em>loro<\/em>. Ci\u00f2 vuol dire che spesso per un conservatore alcune cose possono essere scientificamente valide o morali, ma non l\u2019una cosa <em>e<\/em> l\u2019altra. Si noti come il blando disprezzo per la scienza (per non parlare della verit\u00e0 da parte del Presidente (USA, ndt)), ad esempio nell\u2019ambito della ricerca sulle cellule staminali, abbia iniziato a rendere sempre pi\u00f9 ridicola la sua posizione in taluni ambienti.<\/p>\n<p>Il ricercatore per la pace Kenneth Boulding spiega, e ogni attivista intuitivamente riconosce, che la legittimit\u00e0 \u00e8 la chiave per la conservazione o meno di qualunque regime. Si tolga la legittimit\u00e0 a un totalitarismo, per esempio, ed esso \u00e8 quasi finito. Cos\u00ec funzionano le campagne nonviolente, ed esse possono funzionare perfino in Birmania oggi (autunno 2009). Aver messo la scienza contro la religione nel regime neoconservatore prevalente ne ha in effetti un po\u2019 incrinate le fonti di legittimit\u00e0, e quindi di potere. E ci\u00f2 \u00e8 avvenuto in concomitanza con alcuni recenti sviluppi nella scienza, non solo compatibili con, ma a favore di una visione degli esseri umani come empatici, liberi di determinare il proprio destino (anzich\u00e9 dominati da geni e ormoni), e profondamente interconnessi sul piano spirituale.<\/p>\n<p>Noi progressisti non siamo sposati a una definizione angustamente moralistica della religione o a una definizione esclusivamente materialistica, orientata all\u2019esterno, della scienza. Possiamo avere una sensibilit\u00e0 religiosa matura che non ha nulla da temere dai ritrovati della vera scienza, un sistema completo d\u2019indagine in cui, come sostiene da tempo il Dalai Lama, la religione si occupa della dimensione soggettiva dell\u2019esistenza e la scienza di quella oggettiva. Il Vedanta era un tale sistema.<\/p>\n<p>Ma come pu\u00f2 essere disponibile un sistema emerso dall\u2019antica India per gli occidentali contemporanei? Ecco perch\u00e9 ho sottolineato la natura scientifica dell\u2019approccio di Gandhi. Come disse una volta, \u201cPer essere hindu bisogna nascere in una famiglia hindu; ma la <em>pratica<\/em> dell\u2019hinduismo \u00e8 aperta a tutti.\u201d Io stesso sono un esempio abbastanza buono, giacch\u00e9 sono passato nel corso della mia vita dall\u2019essere un ebreo non praticante a un non-hindu praticante, cio\u00e9 che pratica la meditazione senza osservare la maggior parte dei riti o celebrazioni, i <em>karmas<\/em> (mitzvot) della moderna liturgia hindu. Nella mia esperienza personale la cosmologia vedantica \u00e8 stata letteralmente un dono divino: la trovo senza uguali nei miei sforzi costanti di capire che cos\u2019\u00e8 la vita e che cosa dovrei farci io qui; perch\u00e9 \u00e8 pi\u00f9 di una cosmologia. Non pu\u00f2 essere disgiunta dalla meditazione e dalle discipline spirituali associate alle quali Gandhi si riferiva come \u201cpreparativi necessari\u201d per avere il genere di esperienza che ebbe lui nella prigione di Yeravda. Francamente, non le ho trovate \u201cincredibilmente semplici da capire\u201d o \u201cabbastanza facili da praticare\u201d! Acquetare la mente non \u00e8 uno scherzo nella nostra civilt\u00e0 che sottopone i nostri sensi a un continuo bombardamento, superficiale, vertiginosamente rapida e conseguentemente violenta.<\/p>\n<p>Ci serve una nuova civilt\u00e0, una nuova cultura. Da dove potr\u00e0 scaturire? La tradizione di saggezza \u00e8 la riserva cui dobbiamo tornare oggigiorno per il nostro rinnovamento culturale. Ho citato il Vedanta perch\u00e9 \u00e8 una fonte particolarmente pura e articolata di tale tradizione. Sul suolo indiano diede origine all\u2019hinduismo, al buddhismo, al jainismo, al sikhismo, e alla pratica della meditazione. Quest\u2019ultima \u00e8 principalmente per me il motivo per cui essa pu\u00f2 creare un rinnovamento culturale e spirituale oggi nelle nostre regioni.<\/p>\n<p>Gran parte della comune popolazione indiana che vive nei 700.000 villaggi riconoscerebbe, poich\u00e9 la loro cultura li ha preparati a questa possibilit\u00e0, che Gandhi era ben pi\u00f9 che un rivoluzionario politico. Come disse uno di loro durante la lotta di liberazione, \u201cDio manda un mahatma ogni mille anni\u201d. Pensando a Gandhi ci viene in mente per lo pi\u00f9, com\u2019\u00e8 giusto, l\u2019<em>ahimsa<\/em> (sanscrito: <em>nonviolenza<\/em>), la grandiosa scoperta che possiamo risolvere i conflitti senza cercare di usare la stessa energia distruttiva che li ha causati. Con tale scoperta, o riscoperta, egli fu capace di salvare l\u2019India \u2013 e nella sua scia innumerevoli altri paesi, ivi compresi paesi imperialisti \u2013 dal flagello della dominazione coloniale. Ma vale la pena rendersi altres\u00ec conto che salv\u00f2 pure un\u2019antica civilt\u00e0 dalla dominazione culturale, perch\u00e9 tale civilt\u00e0 contiene altri doni importanti di cui abbiamo bisogno e a cui siamo liberi di attingere.<\/p>\n<p>_______________________<\/p>\n<p><em>Michael Nagler \u00e8 professore emerito all\u2019Universit\u00e0 della California, sede di Berkely, studioso di Sri Eknath Eswaran, fondatore del Blue Mountain Center of Meditation, e autore di <em>Per un futuro nonviolento<\/em>, Ponte alle Grazie, Milano 2005, e<em> Speranza o terrore? Gandhi e l\u2019altro 11 settembre, <\/em>in: Quaderni Satyagraha, n.12, \u201c<em>L\u201911 settembre di Gandhi<\/em>\u201d, LEF e Centro Gandhi, Pisa 2007, pp. 47-76.<\/em><\/p>\n<p><em>Traduzione di Miky Lanza per il Centro Sereno Regis<br \/>\nTitolo originale :<strong> <\/strong>Spirit and Science in the Vedanta <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.tikkun.org\/article.php\/Nagler-SpiritandscienceintheVedanta\" >http:\/\/www.tikkun.org\/article.php\/Nagler-SpiritandscienceintheVedanta<\/a><\/em><\/p>\n<p><em>Tikkun<\/em><em> Magazine, <span style=\"text-decoration: underline;\"><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.tikkun.org\/article.php\/Jan-Feb2008TOC\" >January\/February 2008<\/a><\/span>, 23(1): 61-63<\/em><\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"  http:\/\/serenoregis.org\/2010\/07\/spirito-e-scienza-nel-vedanta-michael-nagler\/\" >GO TO ORIGINAL \u2013 CENTRO STUDY SERENO REGIS<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ma questo avvenne allora. 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