{"id":6308,"date":"2010-07-19T00:00:15","date_gmt":"2010-07-18T22:00:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=6308"},"modified":"2010-07-18T22:15:41","modified_gmt":"2010-07-18T20:15:41","slug":"italian-chiudere-i-cie-subito-10-luglio-antirazzista-a-torino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2010\/07\/italian-chiudere-i-cie-subito-10-luglio-antirazzista-a-torino\/","title":{"rendered":"(Italian) Chiudere I Cie Subito. 10 Luglio Antirazzista a Torino"},"content":{"rendered":"<p>Torino 10 luglio 2010<br \/>\nore 16.00 &#8211; Corteo da Piazza Sabotino al CIE di corso Brunelleschi<br \/>\nno-cie.noblogs.org<br \/>\nIniziativa organizzata dal coordinamento 10 luglio antirazzista<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.blogger.com\/goog_136950567\"><br \/>\n<\/a>1000<br \/>\nMa forse saremmo stati anche di pi\u00f9.<br \/>\nA manifestare la nostra dissociazione dall&#8217;irricevibilit\u00e0 della sola idea dell&#8217;istituzione dei CIE, dalla loro realizzazione e, infine, per esigere LA CHIUSURA IMMEDIATA DI TUTTI I CIE italiani.<br \/>\nC.I.E. sta per CENTRO DI IDENTIFICAZIONE ED ESPULSIONE.<\/p>\n<p>Arrivo in piazza con un certo anticipo per scambiare qualche idea con qualche attivista del movimento.<br \/>\nIncontro il Daniele di Askatasuna. &#8220;Ognuno deve essere organizzatore di una giornata come quella di oggi, dice. E&#8217; importante non delegare niente a nessuno ma essere\u00a0 noi stessi organizzatori. Dal basso.&#8221;<br \/>\nChiedo a Daniele qual \u00e8 il taglio che Askatasuna &#8211; centro sociale torinese da quattordici anni radicato sul territorio impegnato nelle battaglie quotidiane a fianco e dalla parte di chi non ha voce e di chi \u00e8 pi\u00f9 debole &#8211; intende dare alla giornata antirazzista di oggi.<br \/>\n&#8220;La giornata non ha organizzazione istituzionale. E&#8217; una giornata organizzata da gente che vuole combattere il razzismo e fare qualcosa contro le frontiere e a favore dei migranti, contro i CIE. Il CIE di corso Brunelleschi vive ancora molti presidi quotidiani sia sotto le sue mura sia a livello attivo di solidariet\u00e0. Farsi sentire al di fuori\u00a0 delle mura e portare sostegno loro, o anche solo cercare di fare qualche cosa per non farli rimpatriare magari in posti dove altrimenti troverebbero la fine. Noi ci stiamo attivando perch\u00e9 tutto questo finisca, affinch\u00e9 il CIE chiuda e perch\u00e9 queste persone &#8211; soltanto colpevoli di non avere un foglio di carta giusto, perch\u00e9 la verit\u00e0 \u00e8 che si tratta di non avere un documento &#8211; possano avere anche loro la libert\u00e0.<br \/>\n&#8220;Cosa auguri a TUTTI NOI, anche se qualcuno ancora distingue fra un\u00a0 NOI e un LORO, concependo, parlando e agendo, subculturalmente, affinch\u00e9 esistano un NOI e un LORO?<br \/>\n&#8220;Auguro che possano tornare al pi\u00f9 presto liberi tra di noi, possano mischiarsi in una sorta di integrazione globale e far s\u00ec che possiamo percorrere un giorno queste strade senza vedere un colpevole in ogni cosa o il colore della pelle o queste stupidaggini qui!&#8221;<\/p>\n<p>Mi siedo sul marciapiede, vicino a Luca, di radio Blackout, col quale ho un veloce scambio di idee perch\u00e9 il corteo sta per partire. Ma c&#8217;\u00e8 il tempo per parlare del volantino di Antirazzisti fuori dal tempo che \u00e8 a terra di fronte a lui e che si \u00e8 impegnato a distribuire.<br \/>\nSul ritmo delle percussioni della Torino Samba Band iniziamo la marcia sotto un sole giaguaro.<br \/>\nDall&#8217;impianto del furgone si alternano musica e messaggi, da un microfono libero e quindi accessibile a tutti.<\/p>\n<p>Libere, libertarie e articolate sono le motivazioni per essere qui.<\/p>\n<p>Dal microfono il primo contributo. &#8220;Per bloccare e contrastare tutti i dispositivi che vengono messi in atto dal razzismo istituzionale per rendere impossibile una vita degna per gli immigrati e le immigrate in questo paese.<br \/>\nUna giornata di mobilitazione con corteo a cui seguir\u00e0 un concerto serale sotto le mura del CIE per rendere visibile un&#8217;opposizione a questa pigione a cielo aperto e per portare dall&#8217;esterno almeno un messaggio di solidariet\u00e0 verso le persone che sono costrette a essere rinchiuse in attesa di un&#8217;espulsione che IMPEDISCE I SOGNI E LE SPERANZE con cui molti erano arrivati in Italia.<br \/>\nCONTRO IL RAZZISMO, CHIUDERE I CIE ORA!&#8221;<\/p>\n<p>Samba, canti di lotta, e interventi ritmano la marcia per una manif nonviolenta.<\/p>\n<p>Il volantino del comitato solidale antirazzista del Liceo Giordano Bruno.\u00a0 Il comitato crede che &#8220;dipenda da ciascuno di noi la possibilit\u00e0 di rendere migliori le nostre esistenze in ogni ambito di vita, a scuola, nelle universit\u00e0, nei posti di lavoro, nei quartieri. Per la chiusura di tutti i CIE! Per una societ\u00e0 solidale, multietnica ed antirazzista! Per la libera autodeterminazione di ogni essere umano! Per il diritto di tutti ad una vita dignitosa.&#8221;<\/p>\n<p>Ancora dal microfono.<br \/>\n&#8220;Il luogo dove stiamo passando in questo momento \u00e8 la ex clinica San Paolo (in corso Peschiera, ndr) che ha ospitato sino al settembre 2009 circa 300 rifugiati, provenienti dai diversi paesi del corno d&#8217;Africa, che in cerca di una vita migliore e, non avendo un posto nel quale vivere, si erano riappropriati di questo spazio, abbandonato da pi\u00f9 di dieci anni, e avevano occupato per cercare una casa e per organizzare una lotta che parlava di diritti negati e di libert\u00e0.<br \/>\nA settembre dello scorso anno, il comune e la prefettura, con un&#8217;operazione studiata nei minimi particolari, procedevano ad uno sgombero soft della clinica San Paolo, spostando le persone da qui in altri luoghi che per\u00f2 non hanno rappresentato una casa e non hanno rappresentato una soluzione definitiva.<br \/>\nInfatti in questi giorni sui quotidiani locali si parla dei rifugiati che vivono nella caserma di Via Asti e dell&#8217;incertezza che pesa sul loro destino.&#8221;<br \/>\nViene ricordata via Revello, cito dall&#8217;intervento libero dal microfono, &#8220;dove c&#8217;\u00e8 ancora una piccola occupazione di Casa Bianca dove abitano coloro che, di fronte alle proposte del comune della prefettura, hanno rifiutato e hanno scelto di\u00a0 restare in occupazione, di riappropriarsi della casa e di provare a riappropriarsi della vita.<br \/>\nEssere contro i CIE significa oggi essere contro la criminale politica dei respingimenti in mare del Ministro Maroni e di questo governo.<br \/>\nPer la chiusura dei CIE, per il riconoscimento dei diritti reali, per la libert\u00e0, per la dignit\u00e0 dei migranti e delle migranti.&#8221;<\/p>\n<p>Sul volantino del FAI (Federazione anarchica torinese) si legge: &#8220;Se un giorno ci chiederanno &#8220;dov&#8217;eravate quando la gente moriva in mare e nel deserto? Dov&#8217;eravate ai tempi dei lager e delle deportazioni? Vorremmo poter rispondere &#8220;ero l\u00ec, con gli altri a resistere&#8221;. Mettersi in mezzo \u00e8 un&#8217;urgenza che parla a ciascuno di noi. Se non ora, quando? Se non io, chi per me ?<\/p>\n<p>E queste sono le mie ragioni.<br \/>\nSono partita da Aosta apposta per essere alla manif.<br \/>\nSono venuta prima come essere umano, poi come zo\u00f2n politik\u00f2n, poi come donna, poi come cittadina, e, infine come aderente a <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.giornalismi.info\/mediarom\/\" >GCR, giornalisti contro il razzismo.<\/a><br \/>\nPer rendermi conto di persona dello stato delle cose, per partecipare, per dissociarmi, per scrivere e per fotografare: insomma per testimoniare. Per fare autocritica e per fare critica.<br \/>\nInfatti, conosco il c.i.e. di corso Brunelleschi, solo per\u00a0 la descrizione che ne fa Marco Rovelli nel suo libro &#8220;LAGER ITALIANI&#8221; (BUR, 2006).<\/p>\n<p>Il corteo arriva in corso Brunelleschi e si ferma davanti al muro di cinta del centro.<br \/>\nDa lontano le mura perimetrali del cie sono le tipiche mura, tutte molto simili nel loro concept, di molte carceri metropolitane italiane.<br \/>\nDa vicino il CIE\u00a0 \u00e8, strutturalmente e &#8220;architettonicamente&#8221;, a tutti gli effetti, un carcere.<br \/>\nI manifestanti si fermano davanti alle mura per un sit-in connotato soprattutto dalla voglia di COMUNICARE coi migranti che sono dentro.<br \/>\nPerch\u00e9 sappiano e sentano di non essere soli.<br \/>\nAnche se certamente non potranno mai comprendere ed accettare, come noi del resto, questo sistema-lager, non solo italiano.<\/p>\n<p>C.I.E. acronimo per CENTRO DI IDENTIFICAZIONE ED ESPULSIONE.<br \/>\nSono l&#8217;evoluzione dei CPT, acronimo che sta per CENTRI DI PERMANENZA TEMPORANEA.<br \/>\nUn assurdo.<br \/>\nOntologicamente e per senso.<br \/>\nPer l&#8217;intrinseca contraddizione semantica esistente fra il concetto di permanenza, che presenta i caratteri di stabilit\u00e0 e durata, e per la giustapposizione dell&#8217;aggettivo &#8220;temporanea&#8221; che ne nega, immediatamente, il senso e il contenuto.<br \/>\nUna sospensione di senso.<br \/>\nNella dicitura originaria l&#8217;acronimo presentava anche la lettera A che stava per &#8220;assistenza&#8221;.<br \/>\nParola persa nel senso, nella memoria e nella prassi, come ricorda nel suo libro Marco Rovelli.<br \/>\nAd una sospensione di senso si accompagna una sospensione giuridica: spesso la sospensione dello status di richiedente asilo.<br \/>\nSvanita, la lettera, svaniti o negati, alcuni diritti delle persone, che si \u00e8 autorizzati a chiamare &#8220;internati.&#8221;<br \/>\nIl CIE \u00e8 un non luogo.<br \/>\nUn non luogo per non persone.<br \/>\nUn non luogo per non diritti.<br \/>\nUn luogo di perdita.<\/p>\n<p>Nei CIE si viene internati per varie ragioni e vi si pu\u00f2 rimanere sino a sei mesi.<br \/>\nIn attesa di essere rimpatriati attraverso un&#8217;operazione assimilabile ad una deportazione da quanto si sa, con certezza, dalle numerose testimonianze dirette, pubbliche e pubblicate, degli espulsi.<\/p>\n<p>Su tutto quanto gi\u00e0 detto aleggia anche il businness, come risulterebbe dal materiale esposto nel corso della manifestazione del 10 luglio e dal businness sull&#8217;assistenza dei rifugiati, secondo quanto emergerebbe dalla recente inchiesta di Enrico Campofreda a Roma pubblicato da TERRA (giugno-luglio 2010)\u00a0 e ripreso da <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.radiocittaperta.it\/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=4630&amp;Itemid=9\" >radiocitt\u00e0 aperta<\/a>.<\/p>\n<p>Ma l&#8217;articolo 10 della Costituzione della Repubblica Italiana e il diritto di asilo, che l&#8217;articolo ancora tutela, sono ancora vigenti?<\/p>\n<p>Un&#8217;importante azione politica, di COMUNICAZIONE e di RESISTENZA NONVIOLENTE,\u00a0 \u00e8 da segnalare.<br \/>\nNon \u00e8 nuova e il movimento la usa da tempo.<br \/>\nE&#8217; un sistema creativo di comunicazione coi migranti internati.<br \/>\nConsiste nel lancio dall&#8217;esterno degli attivisti, action che diventa poi bidirezionale in un felice ciclo ad libitum di (esterno-interno-esterno), di PALLINE da tennis, portatrici di messaggi.<br \/>\nE di risposte.<\/p>\n<p>Dai manifestanti agli\u00a0 internati.<br \/>\nPrima.<\/p>\n<p>E dagli internati, resistenti, ai manifestanti.<br \/>\nPoi.<br \/>\nDivisi solo, e solo apparentemente, da un muro di cemento.<\/p>\n<p>&#8211; CONTINUA-<\/p>\n<p>_____________________<\/p>\n<p><em>Silvia Berruto, GCR, Aosta<\/em><\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"  http:\/\/liberostile.blogspot.com\/2010\/07\/chiudere-i-cie-subito-10-luglio_15.html\" >GO TO ORIGINAL \u2013 LIBEROSTILE<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Torino 10 luglio 2010<br \/>\nore 16.00 &#8211; Corteo da Piazza Sabotino al CIE di corso Brunelleschi<br \/>\nno-cie.noblogs.org<br \/>\nIniziativa organizzata dal coordinamento 10 luglio antirazzista <\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[46],"tags":[],"class_list":["post-6308","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-original-languages"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6308","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6308"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6308\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6308"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6308"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6308"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}