{"id":64935,"date":"2015-10-12T12:00:31","date_gmt":"2015-10-12T11:00:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=64935"},"modified":"2015-10-12T07:07:04","modified_gmt":"2015-10-12T06:07:04","slug":"italiano-luomo-bianco-in-quella-foto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2015\/10\/italiano-luomo-bianco-in-quella-foto\/","title":{"rendered":"(Italiano) L\u2019uomo bianco in quella foto"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/white-man-in-that-photo-black-power-salute-1024x1473-Peter-Norman-John-Carlos-and-Tommie-Smith-1968-olympics-mexico.jpg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-64936\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/white-man-in-that-photo-black-power-salute-1024x1473-Peter-Norman-John-Carlos-and-Tommie-Smith-1968-olympics-mexico.jpg\" alt=\"white-man-in-that-photo-black-power-salute-1024x1473 Peter Norman, John Carlos and Tommie Smith 1968 olympics mexico\" width=\"700\" height=\"1007\" srcset=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/white-man-in-that-photo-black-power-salute-1024x1473-Peter-Norman-John-Carlos-and-Tommie-Smith-1968-olympics-mexico.jpg 1024w, https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/white-man-in-that-photo-black-power-salute-1024x1473-Peter-Norman-John-Carlos-and-Tommie-Smith-1968-olympics-mexico-209x300.jpg 209w, https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/white-man-in-that-photo-black-power-salute-1024x1473-Peter-Norman-John-Carlos-and-Tommie-Smith-1968-olympics-mexico-712x1024.jpg 712w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Le fotografie, a volte, ingannano.<\/p>\n<p>Prendete questa immagine, per esempio. Racconta il gesto di ribellione di Tommie Smith e John Carlos il giorno della premiazione dei 200 metri alle Olimpiadi di Citt\u00e0 del Messico e mi ha ingannato un sacco di volte.<\/p>\n<p>L\u2019ho sempre guardata concentrandomi sui due uomini neri scalzi, con il capo chino e il pugno guantato di nero verso il cielo, mentre suona l\u2019inno americano. Un gesto simbolico fortissimo, per rivendicare la tutela dei diritti delle popolazioni afroamericane in un anno di tragedie come la morte di Martin Luther King e Bob Kennedy.<\/p>\n<p>\u00c8\u00a0la foto del gesto storico di due uomini di colore.\u00a0Per questo non ho mai osservato troppo quell\u2019uomo, bianco come me, immobile sul secondo gradino.<\/p>\n<div id=\"attachment_64937\" style=\"width: 174px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Peter-Norman.jpg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-64937\" class=\"size-full wp-image-64937\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Peter-Norman.jpg\" alt=\"Peter Norman\" width=\"164\" height=\"216\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-64937\" class=\"wp-caption-text\">Peter Norman<\/p><\/div>\n<p>L\u2019ho considerato una presenza casuale, una comparsa, una specie di intruso. Anzi, ho perfino creduto che quel tizio \u2013 doveva essere un inglese smorfioso \u2013 rappresentasse, nella sua glaciale immobilit\u00e0, la volont\u00e0 di resistenza al cambiamento che Smith e Carlos invocavano con il loro grido silenzioso.<\/p>\n<p>Invece sono stato ingannato. Grazie a\u00a0un vecchio articolo di Gianni Mura, oggi ho scoperto la verit\u00e0: l\u2019uomo bianco nella foto \u00e8, forse, l\u2019eroe pi\u00f9 grande emerso da quella notte del 1968.<\/p>\n<p>Si chiamava Peter Norman, era australiano e arriv\u00f2 alla finale dei 200 metri dopo aver corso un fantastico 20.22 in semifinale. Solo i due americani Tommie \u201cThe Jet\u201d Smith e John Carlos avevano fatto meglio: 20.14 il primo e 20.12 il secondo.<\/p>\n<p>La vittoria si sarebbe decisa tra\u00a0loro due, Norman era uno sconosciuto cui giravano bene le cose.\u00a0John Carlos, anni dopo, disse di essersi chiesto da dove fosse uscito quel piccoletto bianco. Un uomo di un metro settantotto che correva veloce come lui e Smith, che superavano entrambi il metro e novanta.<\/p>\n<p>Arriv\u00f2 la finale e l\u2019outsider Peter Norman fece la gara della vita, migliorandosi ancora. Chiuse in 20.06, sua prestazione migliore di sempre e record australiano ancora oggi imbattuto, a 47 anni di distanza.<\/p>\n<p>Ma quel record non bast\u00f2, perch\u00e9 Tommie Smith era davvero \u201cThe jet\u201d e rispose con il record del mondo. Abbatt\u00e9 il muro dei venti secondi, primo uomo della storia, chiudendo in 19.82 e prendendosi l\u2019oro.<\/p>\n<p>John Carlos arriv\u00f2 terzo di un soffio, dietro la sorpresa Norman, unico bianco in mezzo ai fuoriclasse di colore.<\/p>\n<p>Fu una gara bellissima, insomma.<\/p>\n<p>httpv:\/\/www.youtube.com\/watch?v=&#8211;lzACn0aZ8<\/p>\n<p>Eppure quella gara non sar\u00e0 mai ricordata quanto la sua premiazione.<\/p>\n<p>Non pass\u00f2 molto dalla fine della corsa perch\u00e9 si capisse che sarebbe successo qualcosa di forte, di inaudito, al momento di salire sul podio.<\/p>\n<p>Smith e Carlos avevano deciso di portare davanti al mondo intero la loro battaglia per i diritti umani e la voce girava tra gli atleti.<\/p>\n<p>Norman era un bianco e veniva dall\u2019Australia, un paese che aveva leggi di apartheid dure quasi come quelle sudafricane. Anche in Australia c\u2019erano tensioni e proteste di piazza a seguito delle pesanti restrizioni all\u2019immigrazione non bianca e leggi discriminatorie verso gli aborigeni, tra cui le tremende adozioni forzate di bambini nativi a vantaggio di famiglie di bianchi.<\/p>\n<p>I due americani chiesero a Norman se lui credesse nei diritti umani.<\/p>\n<p>Norman rispose di s\u00ec.<\/p>\n<p>Gli chiesero se credeva in Dio e lui, che aveva un passato nell\u2019esercito della salvezza, rispose ancora s\u00ec.<\/p>\n<p>\u201cSapevamo che andavamo a fare qualcosa ben al di l\u00e0 di qualsiasi competizione sportiva e lui disse \u201csar\u00f2 con voi\u201d \u2013 ricorda John Carlos \u2013 Mi aspettavo di vedere paura negli occhi di Norman, invece ci vidi amore\u201d.<\/p>\n<p>Smith e Carlos avevano deciso di salire sul podio portando al petto uno stemma del Progetto Olimpico per i Diritti Umani, un movimento di atleti solidali con le battaglie di uguaglianza.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/ophr_carlossmith-olympic-project-for-human-rights-buttom.jpg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-64938\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/ophr_carlossmith-olympic-project-for-human-rights-buttom.jpg\" alt=\"ophr_carlossmith olympic project for human rights buttom\" width=\"240\" height=\"240\" srcset=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/ophr_carlossmith-olympic-project-for-human-rights-buttom.jpg 240w, https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/ophr_carlossmith-olympic-project-for-human-rights-buttom-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 240px) 100vw, 240px\" \/><\/a>Avrebbero ritirato le medaglie scalzi, a rappresentare la povert\u00e0 degli uomini di colore. E avrebbero indossato i famosi guanti di pelle nera, simbolo delle lotte delle Pantere Nere.<\/p>\n<p>Ma prima di andare sul podio si resero conto di avere un solo paio di guanti neri.<\/p>\n<p>\u201cPrendetene uno a testa\u201d sugger\u00ec il corridore bianco e loro accettarono il consiglio.<\/p>\n<p>Ma poi Norman fece qualcos\u2019altro.<\/p>\n<p>\u201cIo credo in quello in cui credete voi. Avete uno di quelli anche per me?\u201c chiese indicando lo stemma del Progetto per i Diritti Umani sul petto degli altri due. \u201cCos\u00ec posso mostrare la mia solidariet\u00e0 alla vostra causa\u201d.<\/p>\n<p>Smith ammise di essere rimasto stupito e aver pensato: \u201cMa che vuole questo bianco australiano? Ha vinto la sua medaglia d\u2019argento, che se la prenda e basta!\u201d.<\/p>\n<p>Cos\u00ec gli rispose di no, anche perch\u00e9 non si sarebbe privato del suo stemma.\u00a0Ma con loro c\u2019era un canottiere americano bianco, Paul Hoffman, attivista del Progetto Olimpico per i Diritti Umani. Aveva ascoltato tutto e pens\u00f2 che \u201cse un australiano bianco voleva uno di quegli stemmi, per Dio, doveva averlo!\u201d. Hoffman non esit\u00f2: \u201cGli diedi l\u2019unico che avevo: il mio\u201d.<\/p>\n<p>I tre uscirono sul campo e salirono sul podio: \u00a0il resto \u00e8 passato alla storia, con la potenza di quella foto.<\/p>\n<p>\u201cNon ho visto cosa succedeva dietro di me \u2013 raccont\u00f2 Norman \u2013 Ma ho capito che stava andando come avevano programmato quando una voce nella folla inizi\u00f2 a cantare l\u2019inno Americano, ma poi smise. Lo stadio divenne silenzioso\u201d.<\/p>\n<p>httpv:\/\/www.youtube.com\/watch?v=0biCuBy4yVg<\/p>\n<p>Il capo delegazione americano giur\u00f2 che i suoi atleti avrebbero pagato per tutta la vita quel gesto che non c\u2019entrava nulla con lo sport. Immediatamente\u00a0Smith e Carlos furono esclusi dal team americano e cacciati dal villaggio olimpico, mentre il canottiere Hoffman veniva accusato pure lui di cospirazione.<\/p>\n<p>Tornati a casa i due velocisti ebbero pesantissime ripercussioni e minacce di morte.<\/p>\n<p>Ma il tempo, alla fine, ha dato loro ragione e sono diventati paladini della lotta per i diritti umani. Sono stati riabilitati, collaborando con il team americano di atletica e per loro \u00e8 stata eretta una statua all\u2019Universit\u00e0 di San Jos\u00e9.<\/p>\n<div id=\"attachment_64939\" style=\"width: 360px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/tommie-smith-john-carlos-san-jos-state-university-statue-mexico-1968-olympics-peter-norman.jpg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-64939\" class=\"wp-image-64939\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/tommie-smith-john-carlos-san-jos-state-university-statue-mexico-1968-olympics-peter-norman.jpg\" alt=\" In questa statua non c\u2019\u00e8 Peter Norman.\" width=\"350\" height=\"402\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-64939\" class=\"wp-caption-text\">In questa statua non c\u2019\u00e8 Peter Norman.<\/p><\/div>\n<p>Quel posto vuoto sembra l\u2019epitaffio di un eroe di cui nessuno si \u00e8 mai accorto. Un atleta dimenticato, anzi, cancellato, prima di tutto dal suo paese, l\u2019Australia.<\/p>\n<p>Quattro anni dopo Messico 1968, in occasione delle Olimpiadi di Monaco, Norman non fu convocato nella squadra di velocisti australiani,\u00a0 pur avendo corso per ben 13 volte sotto il tempo di qualificazione dei 200 metri e per 5 sotto quello dei 100.<\/p>\n<p>Per questa delusione, lasci\u00f2 l\u2019atletica agonistica, continuando a correre a livello amatoriale.<\/p>\n<p>In patria, nell\u2019Australia bianca che voleva resistere al cambiamento, fu trattato come un reietto, la famiglia screditata, il lavoro quasi impossibile da trovare. Fece l\u2019insegnante di ginnastica, continu\u00f2 le sua battaglie come sindacalista e lavor\u00f2 saltuariamente in una macelleria. Un infortunio gli caus\u00f2 una grave cancrena e incorse in problemi di depressione e alcolismo.<\/p>\n<p>Come disse John Carlos \u201cSe a noi due ci presero a calci nel culo a turno, Peter affront\u00f2 un paese intero e soffr\u00ec da solo\u201d.<\/p>\n<p>Per anni Norman ebbe una sola possibilit\u00e0 di salvarsi: fu invitato a condannare il gesto dei suoi colleghi Tommie Smith e John Carlos, in cambio di un perdono da parte del sistema che lo aveva ostracizzato. Un perdono che gli avrebbe permesso di trovare un lavoro fisso tramite il comitato olimpico australiano ed essere parte dell\u2019organizzazione delle Olimpiadi di Sidney 2000.<\/p>\n<p>Ma lui non moll\u00f2 e non condann\u00f2 mai la scelta dei due americani.<\/p>\n<p>Era il pi\u00f9 grande sprinter australiano mai vissuto e detentore del record sui 200, eppure non ebbe neppure un invito alle Olimpiadi di Sidney.\u00a0Fu il comitato olimpico americano, una volta scoperta la notizia a chiedergli di aggregarsi al proprio gruppo e a invitarlo alla festa di compleanno del campione Michael Johnson per cui Peter Norman era un modello e un eroe.<\/p>\n<p>Norman mor\u00ec improvvisamente per un attacco cardiaco nel 2006, senza che il suo paese lo avesse mai riabilitato.<\/p>\n<p>Al funerale Tommie Smith e John Carlos, \u00a0amici di Norman da quel lontano 1968, ne portarono la bara sulle spalle, salutandolo come un eroe.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/tommie-smith-john-carlos-300x168-peter-norman-funeral-australia-mexico-olympics-black-power.jpg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-64940\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/tommie-smith-john-carlos-300x168-peter-norman-funeral-australia-mexico-olympics-black-power.jpg\" alt=\"tommie-smith-john-carlos-300x168 peter norman funeral australia mexico olympics black power\" width=\"300\" height=\"168\" \/><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/tommie-smith-john-carlos-300x168-peter-norman-funeral-australia-mexico-olympics-black-power2.jpg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-64941\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/tommie-smith-john-carlos-300x168-peter-norman-funeral-australia-mexico-olympics-black-power2.jpg\" alt=\"tommie-smith-john-carlos-300x168 peter norman funeral australia mexico olympics black power2\" width=\"300\" height=\"199\" \/><\/a><\/p>\n<p>\u201cPeter \u00e8 stato un soldato solitario. Ha scelto consapevolmente di fare da agnello sacrificale nel nome dei diritti umani. Non c\u2019\u00e8 nessuno pi\u00f9 di lui che l\u2019Australia dovrebbe onorare, riconoscere e apprezzare\u201d disse John Carlos.<\/p>\n<p>\u201cHa pagato il prezzo della sua scelta \u2013 spieg\u00f2 Tommie Smith \u2013 Non \u00e8 stato semplicemente un gesto per aiutare noi due, \u00e8 stata una SUA battaglia. \u00c8\u00a0stato un uomo bianco, un uomo bianco australiano tra due uomini di colore, in piedi nel momento della vittoria, tutti nel nome della stessa cosa\u201d.<\/p>\n<p>Solo nel 2012 il Parlamento Australiano ha approvato una tardiva dichiarazione per scusarsi con Peter Norman e riabilitarlo alla storia con queste parole:<\/p>\n<p>\u201cQuesto Parlamento riconosce lo straordinario risultato atletico di Peter Norman che vinse la medaglia d\u2019argento nei 200 metri a Citt\u00e0 del Messico, in un tempo di 20.06, ancora oggi record australiano.<\/p>\n<p>Riconosce il coraggio di Peter Norman nell\u2019indossare il simbolo \u00a0del Progetto OIimpico per i Diritti umani sul podio, in solidariet\u00e0 con Tommie Smith e John Carlos, che fecero il saluto del \u201cpotere nero\u201d.<\/p>\n<p>Si scusa tardivamente con Peter Norman per l\u2019errore commesso non mandandolo alle Olimpiadi del 1972 di Monaco, nonostante si fosse ripetutamente qualificato e riconosce il potentissimo ruolo che Peter Norman gioc\u00f2 nel perseguire l\u2019uguaglianza razziale\u201d.<\/p>\n<p>Ma, forse, le parole che ricordano meglio di tutti Peter Norman sono quelle semplici eppure definitive con cui lui stesso spieg\u00f2 le ragioni del suo gesto, in occasione del film documentario \u201cSalute\u201d, girato dal nipote Matt.<\/p>\n<p>\u201cNon vedevo il perch\u00e9 un uomo nero non potesse bere la stessa acqua da una fontana, prendere lo stesso pullman o andare alla stessa scuola di un uomo bianco.<\/p>\n<p>Era un\u2019ingiustizia sociale per la qualche nulla potevo fare da dove ero, ma certamente io la detestavo.<\/p>\n<p>\u00c8\u00a0stato detto che condividere il mio argento con tutto quello che accadde quella notte alla premiazione abbia oscurato la mia performance.<\/p>\n<p>Invece \u00e8 il contrario.<\/p>\n<p>Lo devo confessare: io sono stato piuttosto fiero di farne parte\u201d.<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/riccardogazzaniga.com\/luomo-bianco-in-quella-foto\/\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-64945\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/TommieSmith-JohnCarlos-PeterNorman-300x168-olympics-third-man-photo-australia-usa-black-power.jpg\" alt=\"TommieSmith-JohnCarlos-PeterNorman-300x168 olympics third man photo australia usa black power\" width=\"400\" height=\"224\" \/><\/a><\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/riccardogazzaniga.com\/luomo-bianco-in-quella-foto\/\" >Go to Original \u2013 riccardogazzaniga.com<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le fotografie, a volte, ingannano. 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