{"id":65634,"date":"2015-10-26T12:00:08","date_gmt":"2015-10-26T12:00:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=65634"},"modified":"2015-10-26T06:55:56","modified_gmt":"2015-10-26T06:55:56","slug":"italiano-ecco-perche-il-ttip-e-un-assalto-selvaggio-alla-democrazie-europee","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2015\/10\/italiano-ecco-perche-il-ttip-e-un-assalto-selvaggio-alla-democrazie-europee\/","title":{"rendered":"(Italiano) Ecco Perche&#8217; il TTIP E&#8217; un Assalto Selvaggio alla Democrazie Europee"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_64054\" style=\"width: 135px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/Slavoj-\u017di\u017eek.jpg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-64054\" class=\"wp-image-64054\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/Slavoj-\u017di\u017eek.jpg\" alt=\"Slavoj \u017di\u017eek\" width=\"125\" height=\"125\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-64054\" class=\"wp-caption-text\">Slavoj \u017di\u017eek<\/p><\/div>\n<p><em>19 <\/em><em>Ottobre<\/em><em> 2015<\/em> &#8211; Accade che talvolta le facce diventino simboli, ma non della forte personalit\u00e0 del loro proprietario, bens\u00ec delle forze anonime che stanno dietro di loro. Negli ultimi tempi, il Ttip (Trattato transatlantico sul commercio e gli investimenti) ha acquisito un nuovo simbolo, il glaciale volto di Cecilia Malmstr\u00f6m (nella foto), commissaria al Commercio dell\u2019Ue. A un giornalista che le chiedeva come riuscisse a continuare a promuovere il Ttip a fronte dell\u2019enorme opposizione dell\u2019opinione pubblica, senza alcun pudore ha risposto: \u00abIl mandato non mi \u00e8 stato conferito dal popolo europeo\u00bb. Paradossalmente, il suo cognome \u00e8 una variante di \u201cmaelstrom\u201d, che in inglese significa vortice\u2026<\/p>\n<p>Lo scenario generale dell\u2019impatto sociale del Ttip \u00e8 chiaro a sufficienza ed equivale a niente di meno di un assalto selvaggio alla democrazia. Lo si evince pi\u00f9 chiaramente che mai nel caso delle cosiddette \u201cRisoluzioni delle controversie tra investitori e Stato\u201d (Isds) che autorizzano le aziende a querelare i governi nel caso in cui le loro politiche determinassero una perdita dei loro guadagni. Ci\u00f2 significa che societ\u00e0 multinazionali non elette possono imporre le loro politiche a governi democraticamente eletti. Questi tipi di risoluzione sono gi\u00e0 in atto in alcuni accordi commerciali bilaterali e possiamo ben vedere come funzionano. La societ\u00e0 energetica svedese Vattenfall ha citato per svariati miliardi di dollari il governo tedesco dopo che ha deciso di eliminare gradualmente le centrali nucleari dopo il disastro di Fukushima: una politica di salute pubblica approvata da un governo eletto con un processo democratico \u00e8 messa a rischio da un colosso energetico a causa di una possibile perdita di introiti.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/earth-ttip-tied.jpg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-53306\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/earth-ttip-tied.jpg\" alt=\"earth ttip tied\" width=\"350\" height=\"234\" srcset=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/earth-ttip-tied.jpg 350w, https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/earth-ttip-tied-300x201.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 350px) 100vw, 350px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Ma lasciamo perdere per un momento il quadro generale e cerchiamo di concentrare la nostra attenzione su un interrogativo pi\u00f9 specifico: che cosa comporter\u00e0 il Ttip per la produzione culturale europea?<\/p>\n<p>In Una discesa nel Maelstr\u00f6m , racconto del 1841 di Edgan Allan Poe, un sopravvissuto a un naufragio narra in che modo avesse evitato di essere risucchiato da un immenso vortice. Si era reso conto che quanto pi\u00f9 grandi erano i corpi tanto prima erano risucchiati e che gli oggetti sferici erano attratti dal vortice con la massima rapidit\u00e0. Di conseguenza, abbandonata la nave, si era aggrappato a un barile cilindrico e aveva atteso di essere soccorso.<\/p>\n<p>I sostenitori della cosiddetta \u201ceccezione culturale\u201d hanno forse in mente qualcosa di simile? Stanno forse pensando di lasciare che le grandi aziende si dibattano nel vortice del mercato globale, cercando per\u00f2 \u2014 se non altro \u2014 di salvare alcuni prodotti culturali secondari e marginali? E come? \u00c8 semplice: esonerando i prodotti culturali dalle regole del libero mercato, autorizzando gli stati a concedere sussidi alla loro produzione artistica (con aiuti statali, tasse ridotte, e cos\u00ec via), anche se ci\u00f2 equivale di fatto a una \u201cconcorrenza sleale\u201d nei confronti degli altri paesi. La Francia, una per tutte, insiste che questo \u00e8 l\u2019unico modo per il suo cinema nazionale di sopravvivere all\u2019assalto furioso dei film di Hollywood campioni di incasso.<\/p>\n<p>Un tale sistema pu\u00f2 funzionare? Se \u00e8 vero che misure di questo tipo possono avere un limitato ruolo positivo, tuttavia io intravedo due problemi. Il primo \u00e8 che, nell\u2019odierno capitalismo globale, la cultura non \u00e8 pi\u00f9 soltanto un\u2019eccezione, una sorta di fragile sovrastruttura che si erge al di sopra dell\u2019infrastruttura economica \u201creale\u201d: essa \u00e8 sempre pi\u00f9 spesso una componente fondamentale della nostra economia \u201creale\u201d mainstream.<\/p>\n<p>La caratteristica peculiare del capitalismo \u201c postmoderno\u201d \u00e8 la mercificazione delle nostre stesse esperienze: acquistiamo sempre meno oggetti materiali e sempre pi\u00f9 esperienze di vita, di sesso, di cibo, di comunicazione, di consumi culturali, di partecipazione a uno stile di vita, ossia, per usare la sintetica definizione di Mark Slouka, \u00abdiventiamo consumatori delle nostre stesse vite\u00bb. Non acquistiamo pi\u00f9 oggetti: in definitiva compriamo (il tempo della) la nostra stessa vita. Il concetto di Michel Foucault di trasformazione del nostro Io in un\u2019opera d\u2019arte riceve una conferma inattesa: compro il mio benessere fisico facendo visita a centri benessere; compro la gratificante esperienza di diventare un ecologista consapevole acquistando soltanto frutta biologica e cos\u00ec via.<\/p>\n<p>Il secondo problema \u00e8 questo: anche se l\u2019Europa avesse successo nell\u2019imporre al Ttip \u201ceccezioni culturali\u201d, che tipo d\u2019Europa sopravvivr\u00e0 al dominio del Ttip? Non diventer\u00e0 poco alla volta ci\u00f2 che l\u2019Antica Grecia divent\u00f2 per la Roma imperiale, un luogo prediletto da turisti americani e cinesi, la meta del nostalgico turismo culturale, senza pi\u00f9 alcuna importanza effettiva?<\/p>\n<p>Si rendono indispensabili misure pi\u00f9 radicali. Invece di eccezioni culturali, ci occorrono eccezioni economiche. Ma potremo coprirne i costi? Le nostri crescenti spese militari e il nostro sostegno economico a istituzioni scientifiche straordinarie come il Cern dimostrano che possiamo permetterci investimenti rilevanti senza fiaccare in alcun modo la nostra economia.<\/p>\n<p>___________________________________<\/p>\n<p><em>Fonte: <\/em><em><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.repubblica.it\" >www.repubblica.it<\/a><\/em><\/p>\n<p><em>Traduzione a cura di Anna Bissanti <\/em><\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.comedonchisciotte.org\/site\/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=15726\" >Go to Original \u2013 comedonchisciotte.org<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La caratteristica peculiare del capitalismo \u201c postmoderno\u201d \u00e8 la mercificazione delle nostre stesse esperienze: acquistiamo sempre meno oggetti materiali e sempre pi\u00f9 esperienze di vita, di sesso, di cibo, di comunicazione, di consumi culturali, di partecipazione a uno stile di vita, ossia, per usare la sintetica definizione di Mark Slouka, \u00abdiventiamo consumatori delle nostre stesse vite\u00bb. 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