{"id":66773,"date":"2015-11-23T12:00:24","date_gmt":"2015-11-23T12:00:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=66773"},"modified":"2015-11-23T01:51:21","modified_gmt":"2015-11-23T01:51:21","slug":"italiano-i-due-terrorismi-e-le-alternative-della-nonviolenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2015\/11\/italiano-i-due-terrorismi-e-le-alternative-della-nonviolenza\/","title":{"rendered":"(Italiano) I due terrorismi e le alternative della nonviolenza"},"content":{"rendered":"<p><em><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/nanni-salio-180x167.jpg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-27918\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/nanni-salio-180x167-150x150.jpg\" alt=\"nanni-salio-180x167\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>Occhio per occhio e il mondo diventa cieco (Gandhi)<\/em><\/p>\n<p>20 novembere 2015 \u2013 I terrorismi sono due: quello dall\u2019alto, degli stati, che viene chiamato guerra, e il terrorismo dal basso, degli insorti, dei ribelli, di coloro che subiscono gli effetti del primo terrorismo. Nasce prima l\u2019uno o l\u2019altro, l\u2019uovo o la gallina? Hanno bisogno l\u2019uno dell\u2019altro, si autoalimentano, in una spirale di violenza crescente, come vediamo ogni giorno in molte aree del mondo, in particolare nel Medio Oriente, ma non solo. Espressioni \u201cShock and Awe\u201d (colpisci e terrorizza) e \u201cequilibrio del terrore\u201d (che si riferisce alla minaccia di guerra nucleare) non sono state inventate dagli jihadisti, ma sono il frutto perverso del pensiero strategico delle grandi potenze.<\/p>\n<p>E le vittime? Sono i civili, prevalentemente, ma non dimentichiamo anche i soldati, sottoposti allo stress della guerra, della paura, della morte.<\/p>\n<p>E i burattinai? Siedono comodamente nei parlamenti, nei consigli di amministrazione delle industrie belliche e delle banche che le finanziano, nei centri di ricerca militari, nelle scuole di guerra, nei servizi segreti, nel Pentagono, nel mondo accademico e scientifico che offre i suoi servizi alla guerra, e cos\u00ec via. Loro la guerra non la fanno, la progettano e la fanno fare alla manovalanza.<\/p>\n<p>Dopo ogni strage, come quella di Parigi del 13 novembre scorso, si sentono spesso opinionisti e politici urlare: \u201cdove sono i pacifisti?\u201d. Stranamente, questa volta non \u00e8 ancora successo. Forse perch\u00e9 hanno avuto un minimo di pudore, se non di vergogna. Infatti, avrebbero dovuto chiedere \u201cdov\u2019\u00e8 la NATO?\u201d Stava giocando con 35 mila uomini alla battaglia navale nel Mediterraneo e a simulare la guerra prossima ventura non contro l\u2019ISIS, bens\u00ec contro la Russia, e in prospettiva anche contro la Cina. E dove erano gli agenti dei servizi segreti, le <em>intelligence<\/em> poco intelligenti, che fingono di non sapere nulla prima, ma sanno tutto dopo?<\/p>\n<p>E\u2019 la \u201cgrande scacchiera\u201d del \u201cgrande gioco\u201d per controllare l\u2019Eurasia, secondo le elucubrazioni di Brezinski, dove le pedine sono gli eserciti. Non compaiono le vittime, i civili, considerati semplicemente \u201cdanni collaterali\u201d, n\u00e9 i burattinai, che operano ben nascosti.<\/p>\n<p><strong>Frankestein, il dottor Stranamore e l\u2019ISIS<\/strong><\/p>\n<p>Prima era al Qaeda con Bin Laden, ora \u00e8 l\u2019ISIS con il califfo. Entrambi sono il risultato degli esperimenti di geopolitica condotti nel laboratorio-mondo dai grandi strateghi neocon e del Pentagono.<\/p>\n<p>E\u2019 ormai ampiamente risaputo che l\u2019ISIS \u00e8 una creatura nata dalla politica che gli USA hanno condotto da almeno un quarto di secolo in Medio Oriente. Insieme a loro non dobbiamo dimenticare Israele, che ha fatto della Palestina e di Gaza in particolare il laboratorio per la sperimentazione di ogni sorta di tecnologia di controllo sociale per incutere terrore nella popolazione.<\/p>\n<p>Se provocano paura le immagini degli uomini in nero dell\u2019ISIS che brandiscono in una mano un coltello e nell\u2019altra un kalashnikov, suscitano altrettanta paura i robocop, i soldati e i poliziotti trasformati in robot per uccidere.<\/p>\n<p>I media ci illustrano con grande dovizia di particolari le violenze inflitte ai nostri concittadini, ma si guardano bene dal riportare ci\u00f2 che avviene quasi quotidianamanete con gli attacchi dei droni armati, che uccidono migliaia di civili, nel vano tentativo di colpire i responsabili degli atti di terrorismo. Il rapporto tra le vittime provocate dai nostri eserciti e quelle dei gruppi di jihadisti \u00e8 di 1:1000 o, se si vuole essere generosi, di 1:100. E questi sono solo i dati relativi alla violenza diretta, mentre fingiamo di non vedere quella strutturale, di dimensioni ben maggiori.<\/p>\n<p><strong>Scontro di civilt\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p>Non \u00e8 quello prefigurato da Samuel Huntington, ma lo scontro tra la civilt\u00e0 della violenza, del terrore, della barbarie e della guerra e la civilt\u00e0 dell\u2019amore, della solidariet\u00e0 reciproca, della felicit\u00e0 e della nonviolenza.<\/p>\n<p>Sta a noi scegliere da che parte stare e quale futuro vogliamo costruire per i nostri figli, nipoti e per l\u2019umanit\u00e0 intera.<\/p>\n<p><strong>Le alternative della nonviolenza<\/strong><\/p>\n<p>E\u2019 ormai risaputo, ma va sempre ribadito e documentato, che nonviolenza non vuol dire passivit\u00e0, ma azione e progetto politico per la creazione di una societ\u00e0 equa e armonica mediante la trasformazione e risoluzione nonviolenta dei conflitti, dal micro al macro, senza ricorrere all\u2019uso della violenza politica.<\/p>\n<p>Molto cammino \u00e8 stato fatto in questa direzione, sebbene quando ci troviamo di fronte a eventi tragici e di estrema violenza, possiamo essere presi dallo sconforto. Ma occorre allargare lo sguardo sia sul piano storico, sia su quello spaziale per vedere le alternative gi\u00e0 presenti e quelle future. Abbiamo l\u2019obbligo morale di dimostrare che tutti coloro che sono morti nel corso della violenza esercitata dai due terrorismi \u201cnon sono morti invano!\u201d<\/p>\n<p>Per rendere concreto questo impegno, possiamo ragionevolmente individuare due principali insiemi di proposte con le quali affrontare le crisi che attualmente lacerano l\u2019umanit\u00e0: misure non militari da adottare nel breve periodo, immediatamente, e misure nonviolente nel medio e lungo periodo.<\/p>\n<p><strong>Misure non militari nel breve periodo<\/strong><\/p>\n<p>Ecco alcune proposte ragionevoli, di buon senso, su cui c\u2019\u00e8 un accordo piuttosto ampio da parte di soggetti diversi, anche istituzionali, che non necessariamente aderiscono a una visione nonviolenta.<\/p>\n<ol>\n<li>Interrompere il flusso di armi ai belligeranti, come stabilisce il diritto internazionale largamente disatteso.<\/li>\n<li>Interrompere i finanziamenti ai gruppi jihadisti, che provengono in larga misura dall\u2019Arabia Saudita, come ben noto, e dal commercio di petrolio e droga.<\/li>\n<li>Affrontare con decisione e concretamente i problemi dei rifugiati, migranti, profughi.<\/li>\n<li>Offrire valide alternative ai giovani immigrati nei paesi occidentali che vivono in condizioni di degrado e disagio sociale.<\/li>\n<li>Avviare processi di negoziato e dialogo con le controparti. Per chi \u00e8 scettico su questa proposta, ricordiamo che in tutte le principali situazioni precedenti, questo \u00e8 avvenuto, dapprima con contatti segreti, poi apertamente (Irlanda del Nord, Nepal, Colombia, Paesi Baschi).<\/li>\n<li>Affrontare con seriet\u00e0, impegno e decisione la questione Israele-Palestina, il grande bubbone del Medio Oriente, imponendo al governo israeliano il rispetto del diritto internazionale, con mediatori del conflitto al di sopra delle parti.<\/li>\n<li>Istituire una commissione Verit\u00e0 e Riconciliazione per facilitare i negoziati e indagare sulle responsabilit\u00e0 storiche passate e recenti delle grandi potenze occidentali e di molti paesi arabi.<\/li>\n<li>Lavorare alla costruzione di una confederazione del Medio Oriente, sulla falsariga di altre confederazioni gi\u00e0 esistenti e secondo i suggerimenti dati da personalit\u00e0 come Edgar Morin e Johan Galtung.<\/li>\n<li>Coordinare azioni di polizia internazionale, che non sono guerra in senso stretto, per individuare e catturare i responsabili degli attentati e processarli, invece di condannarli a morte o rinchiuderli senza un giusto processo a Guantanamo e Abhu Ghraib. Essi vengono uccisi perch\u00e9 sono testimoni scomodi, come \u00e8 avvenuto con Bin Laden, Saddam Hussein, Gheddafi. Se fossimo intelletualmente onesti dovremmo anche processare uomini politici come Bush jr. e Tony Blair, responsabili di crimini di guerra contro l\u2019umanit\u00e0. Ma attualmente questo \u00e8 chiedere troppo!<\/li>\n<li>Avviare processi di ricostruzione partecipata, per rimediare ai gravi danni inflitti alle popolazioni civili con i bombardamenti.<\/li>\n<\/ol>\n<p><strong>Misure nonviolente nel medio e lungo periodo<\/strong><\/p>\n<p>Le misure non militari nel breve periodo si possono avviare subito, se si crea il consenso tra le istituzioni politiche locali e internazionali.<\/p>\n<p>Ma l\u2019umanit\u00e0 intera si trova oggi in una fase di profonda trasformazione che dev\u2019essere orientata verso la creazione di una autentica cultura della nonviolenza, se non vogliamo soccombere alle gravi minacce della crisi sistemica globale incombente (economico-finanziaria, alimentare, ecologico-climatica ambientale, sociale-esistenziale-etica-culturale).<\/p>\n<p>Occorre pertanto lavorare a progetti concreti di medio e lungo periodo. Eccone alcuni, frutto degli studi avviati da tempo nel campo della ricerca per la pace.<\/p>\n<ol>\n<li>Costituire e addestrare Corpi Civili di Pace con compiti di mediazione, interposizione e prevenzione, ispirandosi alle iniziative ed esperienze in corso da decenni e attuando le proposte presentate nelle principali sedi istituzionali internazionali, dall\u2019Unione Europea alle Nazioni Unite<\/li>\n<li>Riconvertire le industrie belliche e l\u2019intero complesso militare-industriale in industrie civili e centri di ricerca per la pace e la sperimentazione di tecniche di risoluzione nonviolenta dei conflitti.<\/li>\n<li>Promuovere percorsi di educazione alla pace e alla nonviolenza sia nel mondo della scuola sia nella societ\u00e0 in generale, per imparare ad affrontare i conflitti con creativit\u00e0, concretamente e costruttivamente, senza cadere nella trappola della violenza.<\/li>\n<li>Riconversione ecologica e intellettuale dell\u2019economia mondiale verso forme di economia gandhiana nonviolenta ispirate al paradigma della semplicit\u00e0 volontaria e del \u201cpartire dagli ultimi\u201d. E\u2019 una ricerca in atto, con sperimentazioni diffuse in ogni angolo del mondo, da cui c\u2019\u00e8 molto da imparare per superare la ristretta e distruttiva logica del capitalismo finanziario basato sulla crescita illimitata e sul profitto senza scrupoli.<\/li>\n<li>Utilizzare al meglio le attuali capacit\u00e0 di comunicazione su scala globale per costruire un \u201cgiornalismo di pace\u201d alternativo al \u201cgiornalismo di guerra\u201d tuttora dominante e che vediamo in azione a ogni evento luttuoso.<\/li>\n<li>Dialogo tra le religioni per riscoprire il comune fondamento basato sulla nonviolenza. Far conoscere in particolare le componenti pi\u00f9 coerentemente nonviolente presenti in ciascuna religione, dai Quaccheri ai Sufi, dall\u2019islam nonviolento di Badshah Khan, il \u201cGandhi musulmano\u201d, alle tradizioni nonviolente della cultura ebraica, il Tikkun (aver cura del mondo), e buddhista.<\/li>\n<li>La cultura scientifica e la tecnoscienza svolgono una funzione cruciale nei processi evolutivi dell\u2019umanit\u00e0, ma occorre orientarle anch\u2019esse, in tutta la loro enorme potenzialit\u00e0, verso la cultura della nonviolenza. La responsabilit\u00e0 sociale dei tecnoscienziati \u00e8 un punto nodale della ricerca scientifica.<\/li>\n<li>La cultura artistica, in tutte le sue principali manifestazioni, pu\u00f2 e deve essere orientata verso lo sviluppo di una creativit\u00e0 che favorisca la ricerca di soluzioni nonviolente ai conflitti umani. Cinema, teatro, pittura, musica, letteratura sono strumenti da utilizzare per facilitare sia la cura dei traumi subiti sia la elaborazione positiva di visioni del mondo pi\u00f9 armoniche.<\/li>\n<li>Affrontare la grave crisi delle democrazie rappresentative e partitiche occidentali, che nel corso del tempo si sono trasformate prevalentemente in oligarchie finanziarie e populismi di stampo reazionario. Promuovere la partecipazione attiva e diffusa e l\u2019autogoverno della cittadinanza.<\/li>\n<li>Considerare i due terrorismi come una malattia mentale, una patologia mortale dell\u2019umanit\u00e0. Utilizzare il paradigma medico della diagnosi, prognosi e terapia (del passato e del futuro) per curare gli attori sociali dei due terrorismi.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Tutte queste azioni possono essere attuate e incrementate dal basso, come \u00e8 avvenuto altre volte in passato, dai movimenti di base per la pace, l\u2019ambiente, la giustizia sociale. Oggi questi movimenti, pur presenti, sono poco visibili e gli attentati di Parigi sembrano essere stati progettati appositamente per impedire loro di svolgere un ruolo di primo piano nel cambiamento sociale. Gli attentati sono avvenuti proprio a ridosso dell\u2019importante appuntamento del COP 21 sul cambiamento climatico e hanno gi\u00e0 contribuito a ridurre l\u2019attenzione a tale conferenza.<\/p>\n<p>Per tutte queste misure vale quanto abbiamo gi\u00e0 detto: possono essere ampliate e perfezionate ulteriormente. Per far ci\u00f2 \u201cnon basta la vita\u201d di una singola persona, per quanto geniale, creativa, amorevole come quella dei grandi maestri che ci hanno preceduto, da Gandhi a Martin Luther King, da Danilo Dolci ad Aldo Capitini, da Buddha a Ges\u00f9. E\u2019 un compito collettivo dell\u2019intera umanit\u00e0, possibile, doveroso, entusiasmante, per mettere fine alla violenza nella storia e far compiere un salto evolutivo alla natura umana.<\/p>\n<p>________________________________<\/p>\n<p><em>Prof. Nanni Salio \u00e8 membro della <a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/\" >Rete TRANSCEND per la Pace, Sviluppo e Ambiente<\/a> <\/em><em>e Direttore<\/em> <em>del Centro Studi Sereno Regis a Torino.<\/em><\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2015\/11\/20\/i-due-terrorismi-e-le-alternative-della-nonviolenza-nanni-salio\/\" >Go to Original \u2013 serenoregis.org<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Occhio per occhio e il mondo diventa cieco (Gandhi). 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