{"id":67702,"date":"2015-12-14T12:00:11","date_gmt":"2015-12-14T12:00:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=67702"},"modified":"2015-12-14T00:57:41","modified_gmt":"2015-12-14T00:57:41","slug":"italiano-da-piazza-fontana-a-piazza-della-loggia-tra-violenza-e-verita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2015\/12\/italiano-da-piazza-fontana-a-piazza-della-loggia-tra-violenza-e-verita\/","title":{"rendered":"(Italiano) \u201cDa Piazza Fontana a Piazza della Loggia. Tra violenza e verit\u00e0\u201d"},"content":{"rendered":"<p>Italy, Aosta Valley, Aosta<br \/>\n\u201cCollettivamente memoria 2015\u201d<br \/>\n25-26-27 novembre 2015<\/p>\n<p><strong>Parte prima<\/strong><br \/>\n\u201cAlla violenza non si risponde con la violenza.\u201d<\/p>\n<p>Manlio Milani ha concluso con queste parole il suo intervento rivolto alle studentesse e agli studenti di cinque istituzioni scolastiche aostane invitate dal progetto culturale Collettivamente memoria che ha inteso cos\u00ec restituire alla popolazione e agli studenti valdostani il cammino per la verit\u00e0 e l\u2019iter del processo sulla strage di Piazza della Loggia degli ultimi quattro anni.<\/p>\n<p>Manlio Milani, presidente dell\u2019associazione Familiari Caduti della strage di Piazza della Loggia e della Casa della Memoria di Brescia, era in piazza il 28 maggio 1974, giorno della strage.<br \/>\nIn quella piazza ha perso la moglie Livia Bottardi Milani e gli amici Clementina Calzari, la \u201cClem\u201d, e Alberto Trebeschi.<br \/>\nCon loro caddero anche Giulietta Banzi Bazoli, Bartolomeo Talenti, Euplo Natali e, alcuni giorni dopo, il primo giugno, Luigi Pinto e, il 16 giugno, Vittorio Zambarda.<br \/>\n102 furono i feriti.<\/p>\n<p>Alle ore 10 e 12 di marted\u00ec 28 maggio.<br \/>\nPer bomba fascista.<\/p>\n<p>Caduti, appunto come recita, non mi stancher\u00f2 mai di scriverlo e di ricordarlo, il testo di un cartello anonimo esposto in piazza della Loggia poche ore dopo la strage.<\/p>\n<p><strong>vennero <\/strong><strong>\u2028<\/strong><strong>uomini e donne liberi<\/strong><\/p>\n<p><strong>a testimoniare contro la mostruosa<\/strong><\/p>\n<p><strong>oscurit\u00e0 del fascismo di oggi<\/strong><\/p>\n<p><strong>non diverso da quello di ieri<\/strong><\/p>\n<p><strong>n\u00e9 di esso migliore<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u2028<\/strong><strong>non si chiamino vittime ma caduti consapevoli<\/strong><\/p>\n<p><strong>militanti partecipi dell\u2019antifascismo internazionale<\/strong><\/p>\n<p><strong>quando la vergogna delle false tolleranze<\/strong><\/p>\n<p><strong>e delle innominate connivenze ha albergato tra\u00a0 noi<\/strong><strong>\u2028<\/strong><strong>l<\/strong><\/p>\n<p><strong>a dinamite diventa soltanto<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u2028<\/strong><strong>per i militanti antifascisti<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u2028<\/strong><strong>una malattia in pi\u00f9<\/strong><\/p>\n<p><strong>di cui poter morire<\/strong><\/p>\n<p><strong>Piazza Loggia, 28 maggio 1974<\/strong><\/p>\n<p>E come ricorda ancora anche lo stesso Manlio, e ancora una volta anche ad Aosta, \u201ccaduti consapevoli, militanti partecipi dell\u2019antifascismo internazionale.\u201d<\/p>\n<p>Marted\u00ec 28 maggio 1974 a Brescia, in Piazza della Loggia, era in corso una manifestazione antifascista unitaria di protesta per dire un NO forte all\u2019ondata di violenze in atto a Brescia e in provincia ma anche a livello nazionale. Le ragioni per cui erano in piazza Manlio e tante e tanti altri compagni stavano nel respingere la violenza attraverso la PARTECIPAZIONE.<br \/>\nIn un contesto di esaltazione della violenza la piazza proponeva un sistema partecipativo, costituzionale, che permette ai cittadini di PARTECIPARE, di DECIDERE, di ESPRIMERE e di PROPORRE PROFONDI CAMBIAMENTI.\u201d<br \/>\nLA PARTECIPAZIONE come risposta ad un disegno eversivo che intendeva trasformare radicalmente le istituzioni democratiche.<\/p>\n<p>Manlio Milani \u00e8 impegnato da allora, da quarantuno anni, in una lotta nonviolenta, poco privata e molto pubblica, spesa, come ricorda il titolo, ben pi\u00f9 di un semplice slogan, dato al programma di iniziative per il 40\u00b0 anniversario della strage: \u201cQuarant\u2019anni <strong>sempre per la verit\u00e0<\/strong>\u201c. Brescia. Piazza Loggia 28 maggio 1974-2014.\u201d<br \/>\nSin da subito. Dal pomeriggio del 28 maggio. Manlio racconta. \u201cIl pomeriggio, stanco di essere nella stanza fredda dell\u2019obitorio [\u2026] e vengo via e vado in piazza. Non vado a casa. Ho bisogno di ritornare su quel luogo: quasi a volermi davvero rendere conto dell\u2019accadimento. \u2026 La piazza mi accoglie e mi esprime una straordinaria solidariet\u00e0 umana.\u201d<br \/>\nLa piazza immediatamente sancisce che il fatto accaduto \u00e8 di tutti. Il fatto \u00e8 di tutti perch\u00e9 ha colpito tutti.<br \/>\nQuesta \u00e8 la svolta importante che ha aiutato Manlio in questi anni a capire che tra le regole democratiche c\u2019\u00e8 anche il diritto di ricominciare a vivere con \u201cla consapevolezza che ci\u00f2 che \u00e8 accaduto a noi pu\u00f2 accadere ad altri e ci\u00f2 che accade ad altri in realt\u00e0 riguarda anche tutti noi.<br \/>\nAllora davvero non \u00e8 pi\u00f9 un problema di distanze, ma il problema \u00e8 di capire da dove e perch\u00e9 viene la violenza. Attraverso la comprensione dei fatti operare le nostre scelte che devono essere in primo luogo scelte di rifiuto della violenza e di non accettazione di un mondo che si basi solo ed esclusivamente sul diritto di qualcuno di comandare su altri.\u201d<\/p>\n<p>I Bresciani vivono da 41 anni con l\u2019impegno quotidiano collettivo della ricerca della verit\u00e0 giudiziaria e storica.<br \/>\nE\u2019un caso di resistenza collettiva nonviolenta speciale nel panorama italiano.<br \/>\nLa Casa della Memoria, nata nel 2000 per volont\u00e0 del Comune di Brescia, dall\u2019Associazione Familiari Caduti strage di Piazza Loggia e dalla Provincia, \u00e8 lo spazio attivo, vivo e vivace, libero, centro di iniziative e documentazione sulla strage di Piazza della Loggia e sulla strategia della tensione dove confluiscono, nascono e si sviluppano riflessioni, azioni e proposte alternative alla violenza non solo stragista.<\/p>\n<p>Milani da quarantuno anni si dedica, insieme ad altre ed altri, alla ricerca della verit\u00e0 giudiziaria e storica.<br \/>\nNon ha mai voluto un colpevole a tutti i costi e dichiara \u2013 citazione estrapolata dalla mia ultima intervista, inedita, del settembre scorso, ndr \u2013 che \u201cla verit\u00e0 ha bisogno di tutti, anche dei colpevoli.\u201d<\/p>\n<p>Manlio vive, non si \u00e8 mai abituato a con-vivere con la violenza, lo stragismo e le sue nefaste conseguenze, derive autoritarie comprese, le stesse che riemergono citate come dati di contesto di novit\u00e0 nei report di alcuni giornalisti italiani che sembrano scoprire scenari stragisti solo nella recente attualit\u00e0 del 2015: da Parigi (gennaio 2015), a Tunisi, Museo del Bardo (marzo), a Garissa in Kenya (aprile), a Sousse in Tunisia (a giugno), ad Ankara in Turchia (ottobre) a Sharm el-Sheikh in Egitto (ottobre), a Beirut in Libano (12 novembre) e di nuovo a Parigi (13 novembre). Una stampa che da\u2019 la sensazione di scordare la storia italiana che, per almeno vent\u2019anni \u00e8 stata dilaniata da violenze, non solo stragiste, di matrice \u201cnera\u201d e poi \u201crossa\u201d, alla quale sono seguiti terrorismi e stragismi pi\u00f9 recenti, e planetari, dal 2001 in poi.<\/p>\n<p>Le analogie fra gli attentati a Parigi del 13 novembre scorso e l\u2019epoca stragista in Italia sono numerose.<\/p>\n<p>Emergono delle costanti, nella strategia cosiddetta della tensione \u2013 linguaggio forse storicamente d\u2019antan, datato, o strategia della paura nel linguaggio di oggi \u2013 in voga nel quinquennio 1969-1974 in Italia cos\u00ec come nelle risposte dell\u2019autorit\u00e0 costituita e della\/e collettivit\u00e0.<\/p>\n<p>[\u2026] Tra le varie forme di terrorismo lo stragismo ha alcune caratteristiche particolari, uniche: genera panico, insicurezza, disordine, magari per richiedere ordine. Non ha bersaglio specifico, non minaccia tanto i singoli ma la societ\u00e0 nel suo complesso. Ha risvolti \u201cconnettivi\u201d, le vittime sono persone qualsiasi che si trovano nel posto sbagliato nel momento sbagliato: persone con le quali la gente si identifica perch\u00e9 quello che \u00e9 capitato a loro potrebbe capitare a ciascuno. ber questo parliamo di \u201cmemoria\u201d e di memoria collettiva e per questo le stragi terroristiche diventano memoria collettiva, un evento che riguarda l\u2019intera collettivit\u00e0. (Walter E. Crivellin. Estratto. Dal bel lavoro di Bianca Bardini e di Stefania Noventa: \u201c28 maggio 1974 Strage di Piazza della Loggia. Le risposte della societ\u00e0 bresciana, seconda edizione, maggio 2008.)<\/p>\n<p>Federico Sinicato, avvocato di parte civile dei parenti delle vittime di Piazza Fontana e di Piazza della Loggia, ha dato uno spaccato impeccabile degli anni della strategia della tensione, ribattezzata oggi per l\u2019oggi strategia della paura \u2013 la sostanza non cambia \u2013 con tutte le difficolt\u00e0 connesse al tentativo di spiegare ai diciottenni di oggi quegli anni.<\/p>\n<p>I due relatori, Manlio Milani e l\u2019avvocato Federico Sinicato, sono stati testimoni, intellettualmente onesti, precisi ed esaustivi, attori protagonisti di una storia unica e irripetibile fatta di ostinata ricerca delle ragioni della violenza fascista e dell\u2019irrinunciabile, e permanente, ricerca della verit\u00e0 non solo giuridica.<\/p>\n<p>In forma di lectio magistralis \u00e8 stata porta la ricostruzione dei fatti della vicenda giudiziaria di Piazza della Loggia, la cui sentenza, pronunciata dalla Presidente della Corte di Assise d\u2019Appello di Milano nel processo d\u2019appello bis il 22 luglio scorso, ha condannato all\u2019ergastolo Carlo Maria Maggi e Maurizio Tramonte.<br \/>\n\u201cNon escludo che tra le pieghe di questa sentenza si possa trovare anche qualche ulteriore stimolo per riaccendere un faro anche sul 12 dicembre del 1969 strage per la quale la Procura di Milano ha smesso ormai da anni di indagare\u201d scriveva proprio l\u2019avvocato Sinicato il 24 luglio scorso sulle pagine del Manifesto.<\/p>\n<p>Preciso, dettagliato, senza inutili orpelli e divagazioni, pregno di aspetti sociologici, culturali, ideali e quotidiani di quegli anni e delle due stragi fasciste di Piazza Fontana (Milano) e di Piazza della Loggia (Brescia), \u00e8 stato il contributo che Milani e Sinicato hanno regalato, con grande generosit\u00e0, anche al pubblico presente in biblioteca regionale di Aosta la sera prima, per una testimonianza di raro ed alto impegno umano, civile, intellettuale e professionale.<\/p>\n<p>Per entrambi i relatori, testimoni privilegiati della vita e della storia italiana degli anni Settanta, colpiti e violati ancora una volta dallo stragismo internazionale di recente e meno recente tragica attualit\u00e0, c\u2019\u00e8 il rischio, non remoto, della possibile strumentalizzazione di questi fatti per altri fini tra i quali si collocano le richieste securitarie dal basso ma anche dall\u2019alto.<\/p>\n<p>\u201cE\u2019 una specie di riflesso condizionato. Quando \u00e8 possibile ridurre il grado di autonomia di pensiero, di movimento, dei cittadini, le istituzioni governative lo fanno sempre con molta sollecitudine perch\u00e9 ogni volta che si riduce il grado di autonomia, aumenta la capacit\u00e0 di controllo che il governo e le istituzioni hanno sulla gente.<br \/>\nViene facile rispondere in termini di riduzione dei diritti, dell\u2019autonomia di critica.<br \/>\nQuello che temiamo che possa succedere adesso \u00e8 che possa esserci un arroccamento soprattutto dell\u2019Occidente nei confronti dei propri cittadini.\u201d<\/p>\n<p>Ma \u201cin sostanza\u201d \u2013 conclude Milani \u2013 \u201calla fine il sistema democratico in Italia ha comunque vinto ed ha sconfitto il terrorismo.<br \/>\n\u201cAlla violenza non si risponde con la violenza. Certamente \u00e8 irriducibile il conflitto tra violenza e democrazia ma \u00e8 nella misura in cui noi siamo in grado di cogliere il valore, l\u2019importanza, l\u2019esaltazione delle regole democratiche che possiamo anche sconfiggere il terrorismo.\u201d<\/p>\n<p>\u201cQuesta \u00e8 la memoria che vi trasmettiamo oggi io Manlio. Questo fa parte della storia di questo paese. Non credo che si possa dimenticare.<br \/>\nIl problema non \u00e8 arrivare a sapere chi \u00e8 stato, perch\u00e9 ormai in gran parte lo sappiamo. Possiamo identificare alcuni nomi e cognomi, quel gruppo di Ordine Nuovo, di bombaroli \u2026<br \/>\nE\u2019 che dobbiamo sapere che queste cose sono accadute e non accadono soltanto in Siria o a Parigi. Sono accadute un po\u2019 di anni fa da noi, ma possono sempre succedere se non stiamo attenti.\u201d<\/p>\n<p>___________________________________<\/p>\n<p><em>Silvia Berruto, bresciana, antifascista<\/em><\/p>\n<p><em>\u2013 continua \u2013<\/em><\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/silviaberruto.wordpress.com\/2015\/12\/12\/da-piazza-fontana-a-piazza-della-loggia-tra-violenza-e-verita-collettivamente-memoria-2015\/\" >Go to Original \u2013 silviaberruto.wordpress.com<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Preciso, dettagliato, senza inutili orpelli e divagazioni, pregno di aspetti sociologici, culturali, ideali e quotidiani di quegli anni e delle due stragi fasciste di Piazza Fontana (Milano) e di Piazza della Loggia (Brescia), \u00e8 stato il contributo che Milani e Sinicato hanno regalato, con grande generosit\u00e0, anche al pubblico presente in biblioteca regionale di Aosta la sera prima, per una testimonianza di raro ed alto impegno umano, civile, intellettuale e professionale.<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[46],"tags":[],"class_list":["post-67702","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-original-languages"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/67702","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=67702"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/67702\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=67702"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=67702"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=67702"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}