{"id":67708,"date":"2015-12-14T12:00:57","date_gmt":"2015-12-14T12:00:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=67708"},"modified":"2015-12-14T01:02:38","modified_gmt":"2015-12-14T01:02:38","slug":"italiano-ora-come-allora-la-resistenza-continua","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2015\/12\/italiano-ora-come-allora-la-resistenza-continua\/","title":{"rendered":"(Italiano) Ora come allora la resistenza continua"},"content":{"rendered":"<p><em>Raccontare un conflitto (in un libro) e come la spiritualit\u00e0 ci pu\u00f2 aiutare ad affontarlo.<\/em><\/p>\n<p><em>10 dicembre 2015 &#8211; <\/em>Mi occupo di trasformazione nonviolenta dei conflitti presso il Centro Studi Sereno Regis dove sono socio. Nel commentare e presentare questo libro cercher\u00f2 di utilizzare alcuni spunti presi da due articoli di Johan Galtung direttore di una rete internazionale di ricercatori per la pace (<a href=\"http:\/\/www.transcend.org\/\" >www.transcend.org<\/a>).<\/p>\n<p>Articoler\u00f2 quanto vado a dire in due fasi:<\/p>\n<ul>\n<li>il libro come racconto di un conflitto con il giornalismo di pace<\/li>\n<li>la spiritualit\u00e0 come contributo al lavoro sui conflitti<\/li>\n<\/ul>\n<p>IL LIBRO COME RACCONTO DI UN CONFLITTO CON IL GIORNALISMO DI PACE<\/p>\n<p>Scrivere un libro su un conflitto \u00e8 un po\u2019 come scrivere un articolo dove si pi\u00f9 spazio a disposizione per il racconto (190 pagine).<\/p>\n<p>Inizierei cercando di fare una analogia utilizzando una scheda tratta da un articolo di Galtung<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2015\/12\/10\/ora-come-allora-la-resistenza-continua-giorgio-barazza\/#sdfootnote1sym\" ><sup>1<\/sup><\/a> dove viene messo a confronto il <strong>giornalismo di pace<\/strong> con il <strong>giornalismo di guerra<\/strong>.<\/p>\n<p>Galtung utilizza 4 orientamenti per mettere a confronto questi due modi di raccontare i conflitti:<\/p>\n<ul>\n<li>orientamento verso la <strong>violenza<\/strong> &lt; \u2014 &gt; orientamento al <strong>conflitto<\/strong>,<\/li>\n<li>orientamento alla <strong>propaganda<\/strong> &lt; \u2014 &gt; orientamento verso la <strong>verit\u00e0<\/strong>,<\/li>\n<li>orientamento alle <strong>\u00e9lites<\/strong> &lt; \u2014 &gt; orientamento verso le <strong>persone<\/strong> e<\/li>\n<li>orientamento verso la <strong>vittoria<\/strong> &lt; \u2014 &gt; orientamento verso la <strong>soluzione<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>Prendo ora in esame il libro e cerco di capire come il racconto che nel libro viene fatto del conflitto si rapporta a questi 2 modi di raccontare il conflitto<\/p>\n<p><strong>Orientamento alla PROPAGANDA\/orientamento verso la VERITA\u2019<\/strong><\/p>\n<p>Parto da questo parametro perch\u00e9 la maggior parte del libro (90 pag, 47%) \u00e8 dedicato alla macchina del consenso. In questa parte il lavoro \u00e8 tutto dedicato a <strong>svelare gli occultamenti<\/strong>, a portare a conoscenza fatti che mettono a confronto i <strong>due punti di vista<\/strong> dei SI TAV (tramite i media e i commenti dei politici) e dei NO TAV (attraverso la descrizione dei fatti e la pubblicizzazione di documenti pubblici) in questo possiamo dire che \u00e8 ORIENTATO ALLA VERIT\u00c0 espone le verit\u00e0 delle due parti, smascherando quello che \u00e8 propaganda (dei media e della classe politica)<\/p>\n<p><strong>Orientamento verso la VIOLENZA\/ orientamento verso il CONFLITTO<\/strong><\/p>\n<p>Per quanto riguarda questo altro parametro il libro debbo dire che \u00e8 ORIENTATO AL CONFLITTO pi\u00f9 che non alla violenza. Con una meticolosit\u00e0 elevata il libro fa emergere l\u2019orientamento alla violenza di chi sostiene il TAV, dove il conflitto visto come un gioco a somma somma zero con un vincitore e un vinto. Nel libro sono descritte le possibili <strong>conseguenze<\/strong> se dovesse prevalere la posizione dei SI TAV<\/p>\n<p>(capitolo 3: la salute un diritto di tutti). Il conflitto \u00e8 raccontato individuando le diverse <strong>i diversi attori coinvolti<\/strong>, i <strong>problemi<\/strong> che stanno dentro, <strong>senza \u201cdeumanizzare\u201d<\/strong> le parti coinvolte (di estremo interesse il capitolo 7: una lotta senza nemici).<\/p>\n<p><strong>Orientamento alla VITTORIA\/ orientamento verso la SOLUZIONE<\/strong><\/p>\n<p>Cosa si pu\u00f2 dire circa gli altri 2 parametri. Per quanto riguarda l\u2019orientamento verso la vittoria o la soluzione direi che prevale un ORIENTAMENTO VERSO LA SOLUZIONE. La soluzione pacifica del conflitto intesa come <strong>nonviolenza<\/strong> e <strong>creativit\u00e0<\/strong> \u00e8 dominante in tutto il racconto. La violenza non si \u00e8 manifestata nella lotta da parte del popolo NO TAV anche se gli scontri sono stati cruenti. La <strong>creativit\u00e0<\/strong> dei cattolici per l\u2019unit\u00e0 della valle \u00e8 inoltre ben documentate (si veda il capitolo 9: preghiera, riflessione, azione)<\/p>\n<p><strong>Orientamento verso le \u00c9LITE\/ orientamento verso le PERSONE<\/strong><\/p>\n<p>Per quanto riguarda l\u2019ultimo parametro direi che il libro offre una documentazione molto dettagliata della storia di questo conflitto. I Cattolici per l\u2019unit\u00e0 della valle <strong>nominano gli attori<\/strong> che provocano sofferenze. Documentano come le lotte siano frutto di persone impegnate a difendere la valle <strong>dando voce a coloro di cui i media oscurano la voce<\/strong>. Mettono a disposizione di chiunque lo legge una documentazione non solo sul piano delle questioni legate alla TAV ma svolge un preciso servizio a tutti quei cattolici che come loro vogliono <strong>capire di pi\u00f9 il conflitto<\/strong> e forse dire o fare qualcosa offrendo loro un <strong>quadro delle dottrina sociale della chiesa<\/strong><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2015\/12\/10\/ora-come-allora-la-resistenza-continua-giorgio-barazza\/#sdfootnote2sym\" ><sup>2<\/sup><\/a> che va dall\u2019ultima enciclica di Papa Francesco (laudate si!) ai <strong>3 messaggi di Ges\u00f9<\/strong> che se diventassero patrimonio di massa dei cattolici come lo erano al tempo di Ges\u00f9<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2015\/12\/10\/ora-come-allora-la-resistenza-continua-giorgio-barazza\/#sdfootnote3sym\" ><sup>3<\/sup><\/a>, il problema sarebbe gi\u00e0 verso la soluzione in quanto la mobilitazione, l\u2019entrata in gioco, delle parti terze che sono indifferenti modificherebbe i rapporti di forza, <strong>spolarizzando il conflitto<\/strong>. Per questo ritengo che sia ORIENTATO ALLE PERSONE<\/p>\n<p>Una interessante esperienza, questa 1^ edizione, di giornalismo di pace<\/p>\n<p>LA SPIRITUALIT\u00c0 COME CONTRIBUTO AL LAVORO SUI CONFLITTI<\/p>\n<p>Io non sono cattolico e neppure valdese e metodista come gli altri 2 relatori, sono non credente in <strong>ricerca spirituale<\/strong>.<\/p>\n<p>In questa seconda parte della presentazione del libro cerco di illustrare come la spiritualit\u00e0 pu\u00f2 contribuire a facilitare una trasformazione nonviolenta del conflitto.<\/p>\n<p>Per affrontare questo tema preder\u00f2 molti spunti da un editoriale<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2015\/12\/10\/ora-come-allora-la-resistenza-continua-giorgio-barazza\/#sdfootnote4sym\" ><sup>4<\/sup><\/a> di Johan Galtung del 17\/9\/2009<\/p>\n<p>La <strong>spiritualit\u00e0 aiuta a lavorare meglio sui conflitti<\/strong>. \u201cSia verso il passato con la <strong>riconciliazione<\/strong> dopo la violenza e dopo aver trovato una soluzione, sia al presente con la <strong>mediazione <\/strong>o al futuro come <strong>peace-building<\/strong> tessendo reti di pace positiva quale protezione da una involuzione violenta dei conflitti\u201d \u2026<\/p>\n<p>La spiritualit\u00e0 \u00e8 una ricerca che \u2026\u201c<strong>prova a connettere<\/strong> quello che \u00e8 <strong>dentro di noi<\/strong> con <strong>quello che \u00e8 fuori<\/strong>.\u201d \u2026<\/p>\n<p>\u201cC\u2019\u00e8 qualcosa al di l\u00e0 degli individui, <strong>l\u2019umanit\u00e0 \u00e8 qualcosa di pi\u00f9<\/strong> che un insieme di umani. C\u2019\u00e8 una <strong>struttura<\/strong>, la somma totale delle <strong>relazioni<\/strong> umane passate, presenti e future create dagli umani e che sopravvive agli individui. C\u2019\u00e8 una <strong>cultura<\/strong> la somma totale delle <strong>cognizioni<\/strong> ed emozioni <strong>individuali<\/strong> e collettive vissute dagli umani che sopravvive agli individui.\u201d<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2015\/12\/10\/ora-come-allora-la-resistenza-continua-giorgio-barazza\/#sdfootnote5sym\" ><sup>5<\/sup><\/a><\/p>\n<p>Tre sono i contributi che una spiritualit\u00e0 pu\u00f2 offrire alla trasformazione nonviolenta dei conflitti:<\/p>\n<ul>\n<li>apparteniamo tutti alla stessa umanit\u00e0 (condivisa)<\/li>\n<li>l\u2019andare oltre<\/li>\n<li>l\u2019empatia, l\u2019ascolto profondo<\/li>\n<\/ul>\n<p>Spiritualit\u00e0 come UMANIT\u00c0 CONDIVISA<\/p>\n<p>La spiritualit\u00e0 \u201cpresta attenzione a qualunque cosa contribuisca all\u2019unit\u00e0 degli esseri umani, della vita.\u201d Sia gli individui che le <strong>reti di relazioni<\/strong> sono importanti. L\u2019umanit\u00e0 viene concepita <strong>olisticamente, <\/strong>come qualcosa di pi\u00f9 dell\u2019insieme delle parti, pur nelle sue contraddizioni (diversit\u00e0 culturali, interessi anche in forte contraddizione tra loro). Dentro questa concezione sta il riconoscere che <strong>il nostro avversario appartiene alla mia stessa umanit\u00e0<\/strong>. Da qui la necessit\u00e0 di non costruire una <strong>idea del nemico<\/strong>, ma di un <strong>avversario<\/strong> che pur se spietato, \u00e8 e resta <strong>un umano come noi<\/strong> <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2015\/12\/10\/ora-come-allora-la-resistenza-continua-giorgio-barazza\/#sdfootnote6sym\" ><sup>6<\/sup><\/a>a questo proposito \u00e8 interessante il capitolo 7: una lotta senza nemici (161-170)<\/p>\n<p><strong>Spiritualit\u00e0 come ANDARE OLTRE<\/strong><\/p>\n<p>Nella spiritualit\u00e0 sta anche la capacit\u00e0 di <strong>trascendere<\/strong>, di andare oltre alla situazione che si sta vivendo, riuscendo a <strong>vedere<\/strong> e a <strong>creare<\/strong> una nuova realt\u00e0 che prima non esisteva. Possiamo vedere in opera questa spiritualit\u00e0 nel racconto quando si parla di <strong>nuovi stili di vita<\/strong> (pag 129-141) in cui sia possibile vivere a <strong>bassa velocit\u00e0<\/strong>, in cui sia possibile disporre di una economia etica (<strong>etinomia<\/strong>) dove mezzi e fini (142-147) siano coerenti e finalizzati a servire le comunit\u00e0 e le famiglie dove la <strong>concorrenza viene vista come opportunit\u00e0 e non come minaccia<\/strong> (150-155). Queste <strong>nuove visioni<\/strong> che sono gi\u00e0 nuove realt\u00e0 offrono la possibilit\u00e0 di accogliere anche i <strong>fini legittimi <\/strong>dei nostri avversari<\/p>\n<p><strong>Spiritualit\u00e0 come EMPATIA, come ASCOLTO PROFONDO dell\u2019altro<\/strong><\/p>\n<p>Se siamo parti di ciascun altro essendo parte di qualcosa oltre a noi, siamo destinati alla <strong>convivialit\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p>Verso la convivialit\u00e0 possiamo avviarci percorrendo una strada a livello inferiore nel senso \u201cpossiamo essere guidati della regola di (non) fare agli altri quello che (non) vorremmo che essi facessero a noi espressione della <strong>cultura dell\u2019Io\u201d. <\/strong>Ma possiamo percorrere la strada a un livello superiore<strong> attraverso \u201c<\/strong>la <strong>cultura del Noi<\/strong> del soffrire TAOISTA la sofferenza altrui e godere delle altrui gioie\u201d.<\/p>\n<p>In conclusione di questa presentazione sul contributo che la spiritualit\u00e0 pu\u00f2 dare al lavoro sui conflitti voglio mettere l\u2019attenzione sul contributo che il BUDDISMO offre, a proposito della necessita di <strong>ridurre la sofferenza<\/strong> (dukkha) che questa lotta produce tra di noi e tra le forze avversarie e dell\u2019<strong>accrescere la realizzazione <\/strong>(sukha).<\/p>\n<p>Si apre quindi la opportunit\u00e0 di valutare:<\/p>\n<ul>\n<li>come possiamo ridurre questa sofferenza? (dentro e fuori il movimento)<\/li>\n<li>come possiamo rispondere alla domanda cosa ne facciamo dei nostri avversari? (dentro e fuori il movimento)<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Note:<\/strong><\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2015\/12\/10\/ora-come-allora-la-resistenza-continua-giorgio-barazza\/#sdfootnote1anc\" >1<\/a>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/files\/article570.html\" >https:\/\/www.transcend.org\/files\/article570.html<\/a>, Johan Galtung, <em>The missing journalism on conflict and peace and the middle east.<\/em><\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2015\/12\/10\/ora-come-allora-la-resistenza-continua-giorgio-barazza\/#sdfootnote2anc\" >2<\/a>\u00a0Circa 30 su 250 sono le note fanno riferimento a testi ed encicliche che affrontano questioni di dottrina sociale della chiesa<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2015\/12\/10\/ora-come-allora-la-resistenza-continua-giorgio-barazza\/#sdfootnote3anc\" >3<\/a>\u00a0Si veda la descrizione dello storico romano che descrive la resistenza nonviolenta dei giudei alla esposizione dei busti di Cesare quando Pilato arriva a governare la Palestina in <strong>Rigenerare i poteri, discernimento e resistenza in un mondo di dominio <\/strong>(pag 303-304), Walter Wink, edizioni Emi (sezione biblica)<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2015\/12\/10\/ora-come-allora-la-resistenza-continua-giorgio-barazza\/#sdfootnote4anc\" >4<\/a>\u00a0http:\/\/serenoregis.org\/?s=spiritualit%C3%A0+e+lavoro+sui+conflitti<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2015\/12\/10\/ora-come-allora-la-resistenza-continua-giorgio-barazza\/#sdfootnote5anc\" >5<\/a>\u00a0Qualcosa di vicino a questa riflessione \u00e8 presente nel pensiero di Aldo Capitini quando parla della <strong>compresenza dei vivi e dei morti <\/strong>(da verificare)<strong>, <\/strong>oppure nella dottrina cattolica quando si parla del <strong>corpo mistico<\/strong> (da verificare)<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2015\/12\/10\/ora-come-allora-la-resistenza-continua-giorgio-barazza\/#sdfootnote6anc\" >6<\/a>\u00a0\u201c<strong>Restiamo umani<\/strong>\u201d era la frase con cui Vittorio Arrigoni chiudeva gli articoli che scriveva durante i bombardamenti su Gaza da parte di Israele nell\u2019operazione \u201cpiombo fuso\u201d<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2015\/12\/10\/ora-come-allora-la-resistenza-continua-giorgio-barazza\/\" >Go to Original \u2013 serenoregis.org<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>10 dicembre 2015 &#8211; Mi occupo di trasformazione nonviolenta dei conflitti presso il Centro Studi Sereno Regis dove sono socio. 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