{"id":67997,"date":"2015-12-21T12:00:53","date_gmt":"2015-12-21T12:00:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=67997"},"modified":"2015-12-21T06:18:33","modified_gmt":"2015-12-21T06:18:33","slug":"italiano-il-clima-contro-il-pianeta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2015\/12\/italiano-il-clima-contro-il-pianeta\/","title":{"rendered":"(Italiano) Il clima contro il pianeta"},"content":{"rendered":"<p>A partire dall\u2019industrializzazione, l\u2019umanit\u00e0 ha sconvolto gli equilibri dell\u2019ecosistema in cui vive e adesso ne subisce le conseguenze e sta cercando di affrontarle. COP21, la conferenza dei 195 stati ONU a Parigi, ha raggiunto l\u2019accordo unanime richiestole, dopo due settimane di duro lavoro. Tuttavia, come fanno notare gli USA, un accordo non \u00e8 un trattato con obiettivi vincolanti legalmente.<\/p>\n<p>Siccit\u00e0-tempeste-alluvioni e riscaldamento superficiale: terra-oceani-ghiacciai. Con la fusione dei ghiacciai, oceani e fiumi allagheranno quote importanti delle terre con insediamenti umani. Con l\u2019attuale riscaldamento di 1\u00b0C pericoloso e quello di 2\u00b0C intollerabile, si sono accordati per l\u2019obiettivo di 1,5\u00b0C \u201cse possibile\u201d; un compromesso. Sarebbe meglio ridurre a solo 0,5\u00b0C.<\/p>\n<p>La teoria dominante contempla come causa i gas serra CO2-CH4 derivanti dall\u2019utilizzo di combustibili fossili per produrre energia; essi intrappolano calore nell\u2019atmosfera. Rimuovere questa causa, procedimento lento, richiede fonti energetiche alternative, come il vento e il sole (il sottoscritto ha installato pannelli solari nel 1975).<\/p>\n<p>Gli insediamenti umani e le foreste, che assorbono pi\u00f9 calore dal sole e rendono pi\u00f9 scuro il pianeta, possono essere un\u2019altra fonte. Rimedio: procedere con entrambi.<\/p>\n<p>E poi un altro fattore: allevamenti per la carne. Rimedio: vegetarianismo, veganismo.<\/p>\n<p>Ciononostante, i combustibili fossili sono usati ovunque per la crescita economica, anche dai primi tre peggiori inquinatori: gli stati pi\u00f9 popolosi, Cina e India, e il terzo, gli USA. Quindi, l\u2019impegno concordato di 100 miliardi di dollari all\u2019anno per aiutare loro e altri paesi in via di sviluppo a superare il divario, sperando che non siano in contanti che verrebbero usati dalle \u00e9lite per preservare i propri stili di vita tossici.<\/p>\n<p>Ma la soluzione ovvia alla progressiva inondazione \u00e8 <em>trasferirsi all\u2019interno<\/em>, come le popolazioni fecero per sfuggire alle incursioni navali vikinghe su coste e fiumi. Una <em>V\u00f6lkerwanderung<\/em> [migrazione di massa, ndt] di rifugiati climatici come fu ai tempi della grande e piccola glaciazione per gli abitanti delle piccole isole e delle grandi citt\u00e0 come Londra-Parigi-Sydney, senza aspettare gli effetti della COP21. Crescer\u00e0 la speculazione sulle terre a meno che venga seriamente controllata. Inoltre, le \u201cforze di mercato\u201d devono essere costrette per legge, e col boicottaggio dei consumatori, a disinvestire da petrolio-gas-carbone e investire in una tecnologia pi\u00f9 verde. La Cina lo fa; l\u2019India investe in altro carbone.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 un accordo generale che coloro che hanno beneficiato dell\u2019industrializzazione inquinante con una crescita intensa diventando ricchi dovrebbero sostenere gran parte dei costi. Ma non ne consegue che i paesi in via di sviluppo debbano fare gli stessi errori basando la crescita su fonti energetiche che minacciano la vita sul pianeta. Sarebbe come dire: \u201cVoi fumatori incalliti smettete, che adesso tocca ai non-fumatori\u201d, senza tener conto dei danni alla salute, dei costi sanitari per se stessi, le proprie famiglie e la societ\u00e0, nonch\u00e9 del danno da fumo passivo per gli altri (come sembrano pensare le giovani donne del terzo mondo). Rimedio: rendere sempre pi\u00f9 illegale il fumo.<\/p>\n<p>Crescita economica, che aumenta lo scambio di quantit\u00e0 di elementi naturali elaborati nei vari processi? Nessun problema. Ma gli obiettivi dell\u2019economia devono andare oltre e includere l\u2019innalzamento della vita umana e su scala planetaria. Si pu\u00f2 fare: elevare i ceti pi\u00f9 bassi mediante milioni di cooperative agricole autosufficienti che utilizzano la permacultura tridimensionale agro-acquatica, ad alta intensit\u00e0 di manodopera, non di combustibili fossili.<\/p>\n<p>Coinvolgere tutta l\u2019umanit\u00e0 in maggiore produzione locale e scambi di vicinato, riducendo l\u2019inquinamento dovuto ai trasporti. Produrre, scambiare e consumare con tecnologie sempre pi\u00f9 verdi. La Cina ha fatto molto in proposito; la verbosa India sta restando indietro. La Cina sta anche sperimentando ci\u00f2 che chiamano \u201ceconomia di condivisione\u201d, pi\u00f9 propriet\u00e0 collettiva, meno individuale, per ridurre tutti i tipi d\u2019inquinamento, anche termico.<\/p>\n<p><em>Prognosi<\/em>: negli USA con mercati sacri = liberi la speculazione sulle terre e il petrolio-gas-carbone a buon mercato prevarranno per qualche tempo; la maggior parte dei paesi in via di sviluppo compresa la Cina faranno come indicato pi\u00f9 sopra; l\u2019India e l\u2019UE agiranno in modo intermedio.<\/p>\n<p>Lasciamo stare gli abili verbalismi, gli obiettivi e i programmi della COP21, e volgiamoci al mondo delle tecnologie, dei mezzi e dell\u2019azione concreta. Alcuni decenni fa pochissimi erano consapevoli delle alternative solare ed eolica e dell\u2019isolamento termico per mantenere il calore dentro le abitazioni anzich\u00e9 disperderlo nell\u2019 atmosfera. Oggi fa parte della nostra cultura pensandoci, parlandone, facendolo; meglio che limitarsi a dichiararlo. Tuttavia, il mondo ha bisogno dell\u2019uno e dell\u2019altro: la COP21 ha educato governi, enti non-governativi, il pubblico in genere.<\/p>\n<p>Concretamente la Germania \u00e8 stata molto brava nell\u2019eco-energia domestica, la Cina nell\u2019eco-energia sociale, ma ha molta strada da fare. Un decennio fa, me ne stavo all\u2019 angolo di una strada nel centro di Pechino circondato da silenziose moto e auto elettriche. Non esiste nessun posto del genere a Parigi che pure oggi celebra la dichiarazione che porta il suo nome. Guardiamo al futuro in attesa di nuove tecnologie francesi materiali e sociali, di invenzioni e pratiche concrete.<\/p>\n<p>Tuttavia, non abbiamo ancora un qualche dispositivo di un metro cubo montato su quattro ruote da mettere al sole dall\u2019alba al tramonto e riportarlo in casa per lavare, riscaldare, cucinare dal tramonto all\u2019alba \u2013 e qualcosa del genere per la zona temperata. Ancora non abbiamo strade con nastri trasportatori su cui le persone possano salire e scendere, che funzionino con energia verde. Stanno arrivando bici elettriche, come pure auto elettriche, che per\u00f2 dovrebbero essere alimentate obbligatoriamente con energia verde. E non stiamo neppure convertendo quantit\u00e0 enormi di rifiuti in energia da biomassa; forse i rifiuti dovranno prima diventare pi\u00f9 verdi? Inoltre, perch\u00e9 non dirigibili invece di aerei, e pi\u00f9 navi a energia eolica e solare?<\/p>\n<p>Hanno commesso un grosso errore a Parigi, anzi a Le Bourget: un gran parlare a proposito della struttura legale, ben poco rispetto al come. Le innovazioni non arrivano da sole; gi\u00e0 molte ne esistono, si utilizzino; si chiedano innovazioni specifiche da condividere con l\u2019umanit\u00e0; per favore, niente brevetti, niente \u201cforze di mercato\u201d \u2013 che in genere rendono i ricchi ancora pi\u00f9 ricchi.<\/p>\n<p>I dieci paesi pi\u00f9 verdi al mondo sono: Svezia, Norvegia, Costa Rica, Germania, Danimarca, Svizzera, Austria, Finlandia, Islanda, Spagna (<u><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.nationofchange.org\/2014\/10\/23\/top-10-greenest-countries-world\/\" >http:\/\/www.nationofchange.org\/2014\/10\/23\/top-10-greenest-countries-world\/<\/a><\/u>). Azioni concrete da condividere, da imparare.<\/p>\n<p><em>Prognosi<\/em>: tutto quanto citato sopra avverr\u00e0. Compreso ci\u00f2 di cui non si pu\u00f2 parlare: quelli che beneficiano del riscaldamento, nelle regioni polari, oltre il circolo artico. I passaggi a Nordest e a Nordovest prospereranno attraendo grandi masse di \u201cviandanti\u201d. Rifugiati climatici.<\/p>\n<p>I cinesi considerano la Crisi come Pericolo+Opportunit\u00e0 e gli Hindu come ci\u00f2 che crea una nuova vita, preserva ci\u00f2 che dovrebbe essere preservato e distrugge ci\u00f2 che non deve esserlo. Proseguiamo dunque avendo in mente molto pi\u00f9 che la CO2.<\/p>\n<p>____________________________<\/p>\n<p><em>Traduzione di Miky Lanza per il Centro Studi Sereno Regis<\/em><\/p>\n<p><em>Titolo originale:<\/em> <a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2015\/12\/the-climate-vs-the-planet\/\" >The Climate vs. the Planet<\/a><em> \u2013 TRANSCEND Media Service<\/em><\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2015\/12\/18\/il-clima-contro-il-pianeta-johan-galtung\/\" >Go to Original \u2013 serenoregis.org<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Hanno commesso un grosso errore a Parigi, anzi a Le Bourget: un gran parlare a proposito della struttura legale, ben poco rispetto al come. 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