{"id":69011,"date":"2016-01-25T12:00:54","date_gmt":"2016-01-25T12:00:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=69011"},"modified":"2016-01-22T17:56:42","modified_gmt":"2016-01-22T17:56:42","slug":"italiano-ci-sono-alternative-alla-guerra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2016\/01\/italiano-ci-sono-alternative-alla-guerra\/","title":{"rendered":"(Italiano) Ci sono alternative alla guerra?"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/corpi-pace-demonstrarion-peace-nonviolence.jpg\"  rel=\"attachment wp-att-69012\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-69012\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/corpi-pace-demonstrarion-peace-nonviolence.jpg\" alt=\"corpi-pace demonstrarion peace nonviolence\" width=\"700\" height=\"527\" srcset=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/corpi-pace-demonstrarion-peace-nonviolence.jpg 802w, https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/corpi-pace-demonstrarion-peace-nonviolence-300x226.jpg 300w, https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/corpi-pace-demonstrarion-peace-nonviolence-768x578.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Sembra che nel senso comune la risposta sia: \u201cNo, la guerra c\u2019\u00e8 sempre stata e sempre ci sar\u00e0\u2026\u201d<\/p>\n<p><em>5 gennaio 2016 &#8211; <\/em>Perch\u00e9, seppur il rifiuto della guerra sia entrato nella nostra cultura , grazie anche all\u2019Art.11 della Costituzione, e dunque la maggioranza della popolazione sarebbe contraria ad una partecipazione attiva del nostro paese ad avventure armate, resta comunque , nella mentalit\u00e0, che esprime la cultura profonda, sedimentata e pi\u00f9 lenta a cambiare, l\u2019idea che, per far fronte ad un\u2019aggressione o difendere dei diritti violati, solo la violenza sia efficace e dunque inevitabile. E\u2019 la tentazione forte, la reazione istintiva della trappola simmetrica: se dai un pugno a me, io ne do uno a te, cos\u00ec siamo pari e abbiamo fatto \u201cgiustizia\u201d.<\/p>\n<p>Per questo, il primo passo per far uscire la guerra dalla storia \u00e8 farla uscire dalla testa delle persone, renderla uno strumento obsoleto nelle culture profonde dei popoli , delle civilt\u00e0.<\/p>\n<p>Intanto, \u00e8 almeno discutibile che la guerra ci sia sempre stata: alcuni studi sul remoto passato (basti pensare alle ricerche archeologiche su culture precedenti l\u2019et\u00e0 del bronzo e sul folklore di Marija Gimbutas<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/01\/05\/ci-sono-alternative-alla-guerra\/#sdfootnote1sym\" ><sup>1<\/sup><\/a> nell\u2019area della vecchia Europa, per fare un esempio ) hanno fatto emergere civilt\u00e0 in cui di essa non sembra esserci segno.<\/p>\n<p>E anche oggi ci sono popoli che vivono in modo pacifico, che hanno trovato modi diversi per gestire gli inevitabili conflitti della convivenza, senza praticare guerre. Certo sono piccole realt\u00e0, societ\u00e0 matrilineari, come quella dei Moso dello Yunnan cinese, nicchie di vita in cui si praticano relazioni pi\u00f9 paritarie e nonviolente tra gli esseri umani e con la natura. Ma il fatto che esistano vuol dire che si pu\u00f2\u2026<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/01\/05\/ci-sono-alternative-alla-guerra\/#sdfootnote2sym\" ><sup>2<\/sup><\/a><\/p>\n<p>Detto ci\u00f2, \u00e8 indubbio che la guerra oggi \u00e8 una realt\u00e0 presente e pervasiva e dunque con essa bisogna fare i conti. Soprattutto con quella subdola giustificazione della guerra che la presenta come \u201cmale necessario\u201d per la difesa dei diritti, della democrazia\u2026 Ammesso che si intervenga davvero per proteggere diritti violati e non per difendere interessi e posizioni geo-strategiche, si dimentica che , come la storia spesso insegna, il mezzo usato stravolge il fine: se voglio \u201cimporre\u201d la libert\u00e0 , la nego\u2026; la coerenza tra mezzi e fini \u00e8 uno dei principi fondanti della nonviolenza, la cultura pi\u00f9 radicalmente alternativa a quella della guerra. L\u00ec , in particolare nella nonviolenza gandhiana , vanno cercate, a mio parere, le strade per andare oltre.<\/p>\n<p>Poich\u00e9 nelle guerre agiscono tutte e tre le forme di violenza individuate da Galtung, quella diretta, quella strutturale, quella culturale, che legittima le due precedenti, il lavoro per la pace deve prendere in considerazione diversi ambiti. Nel breve spazio di un intervento come questo prover\u00f2 a suggerire schematicamente quattro piste di lavoro , a diversi livelli, nella prospettiva suddetta.<\/p>\n<p><strong>1 \u2013 Livello culturale<\/strong><\/p>\n<p>Cultura profonda: \u00e8 necessario cambiare gli immaginari, le visioni del mondo, sostituire al paradigma della necessit\u00e0, inevitabilit\u00e0 della violenza, in una societ\u00e0 \u201cnaturalmente\u201d gerarchica e competitiva, quello della violenza come \u201ctentazione\u201d, possibilit\u00e0 , in una concezione del genere umano come di una sola umanit\u00e0, nelle differenze, capace di affrontare i conflitti in modo nonviolento, perch\u00e9 dotata degli anticorpi necessari per comprendere le fonti della violenza e contrastarle.<\/p>\n<p>Uno di questi antidoti \u00e8 l\u2019empatia. L\u2019empatia , cio\u00e8 \u201c<em>la capacit\u00e0 di identificare ci\u00f2 che qualcun altro sta pensando o provando, e di rispondere a quei pensieri e sentimenti con un\u2019emozione corrispondente\u201d <\/em><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/01\/05\/ci-sono-alternative-alla-guerra\/#sdfootnote3sym\" ><sup>3<\/sup><\/a>, \u00e8 un\u2019attitudine che inizia a manifestarsi molto precocemente, seppur nella forma ancora immatura d<em>e<\/em>l contagio mimetico, fin dalla prima infanzia , e che diventa una competenza pienamente sviluppata nell\u2019et\u00e0 della fanciullezza. Non solo dunque un comportamento benevolo e comprensivo nei confronti degli altri \u00e8 possibile, ma pare essere quello pi\u00f9 \u201cnormale\u201d, al punto che alcuni studiosi, come Simon Baron Cohen, utilizzando anche mezzi diagnostici quali la risonanza magnetica, hanno interpretato le forme di crudelt\u00e0 e di distruttivit\u00e0 umana come una carenza nel funzionamento del circuito empatico, cio\u00e8 come una sorta di malattia, dovuta ad una molteplicit\u00e0 di fattori ambientali e biologici.<\/p>\n<p>Altri grandi antidoti alla violenza sono la capacit\u00e0 di cura e di cooperazione, anche queste iscritte nel codice della vita, come ha suggerito la biologa Lynn Margulis, la quale, interpretando le relazioni tra i componenti delle cellule, ha ipotizzato che la maggior forza dell\u2019evoluzione sia la simbiosi.<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/01\/05\/ci-sono-alternative-alla-guerra\/#sdfootnote4sym\" ><sup>4<\/sup><\/a><\/p>\n<p>Lo stesso Gandhi scrive :\u201c<em>Il fatto che vi sono ancora tanti uomini vivi nel mondo dimostra che questo non \u00e8 fondato sulla forza delle armi ma sulla forza della verit\u00e0 e dell\u2019amore. Dunque la prova pi\u00f9 grande e pi\u00f9 inconfutabile del successo di questa forza deve essere vista nel fatto che malgrado tutte le guerre che si sono avute nel mondo, questo continua ad esistere.\u201d<\/em><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/01\/05\/ci-sono-alternative-alla-guerra\/#sdfootnote5sym\" ><em><sup>5<\/sup><\/em><\/a><\/p>\n<p>Ci\u00f2 rimanda anche alla necessit\u00e0 di far emergere una diversa narrazione storica. Perch\u00e9, come scrive Anna Bravo nel suo ultimo libro <em>La conta dei salvati,<\/em> il sangue risparmiato fa storia come il sangue versato: \u201c<em>C\u2019\u00e8 bisogno di tenere da conto ogni forma di attivismo per smontare l\u2019idea malsana che quando c\u2019\u00e8 guerra c\u2019\u00e8 storia, quando c\u2019\u00e8 pace no, o non a pieno titolo- come se la pace fosse un dono della fortuna o un vuoto fra una guerra e l\u2019altra, mentre \u00e8 il frutto di un lavorio umano, \u00e8 quel lavorio stesso\u201d<\/em><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/01\/05\/ci-sono-alternative-alla-guerra\/#sdfootnote6sym\" ><em><sup>6<\/sup><\/em><\/a><\/p>\n<p>Tutto questo non ha nulla a che fare , tuttavia, con l\u2019ingenua fiducia che conflitto e possibilit\u00e0 di esercitare violenza possano essere banditi dalle relazioni umane, \u201cperch\u00e9 \u00e8 proprio nel momento in cui neghiamo la nostra attitudine verso il male che la rimuoviamo, proiettandola sugli altri\u201d<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/01\/05\/ci-sono-alternative-alla-guerra\/#sdfootnote7sym\" ><sup>7<\/sup><\/a>. Bisogna allora cercare di comprendere come gestire i conflitti e contrastare la violenza svelandone i meccanismi e le dinamiche. Secondo lo psicoanalista inglese Anthony Stevens, il concetto junghiano di \u201carchetipo del nemico\u201d offre una interessante interpretazione di questi meccanismi: costituitosi su base filogenetica, l\u2019archetipo del nemico \u00e8 universale e si specifica in base alle esperienze del singolo, che vengono a formare il complesso individuale. Due elementi vi contribuiscono: da un lato l\u2019indottrinamento culturale (come una determinata cultura definisce il nemico), dall\u2019altro la repressione familiare dei comportamenti considerati inaccettabili che producono e alimentano il complesso <em>dell\u2019Ombra:<\/em> l\u2019insieme di idee legate tra loro da una comune carica emozionale negativa, mobilitata dai comportamenti non compatibili con il modello di socializzazione ricevuto. E\u2019 proprio la negazione di questo <em>nemico interiore<\/em>, cio\u00e8 degli atteggiamenti e dei comportamenti negativi presenti nell\u2019individuo, che porta , attraverso un meccanismo di difesa, a proiettarli fuori di s\u00e9, su qualcuno che pu\u00f2 facilmente diventare un capro espiatorio sul quale scaricare la negativit\u00e0 ed i conflitti che non si riconoscono in s\u00e9. Per costruire una cultura di pace, allora, \u00e8 necessario fare i conti anche con queste dinamiche profonde e integrare nella nostra personalit\u00e0 gli aspetti meno accettati di ciascuno, la nostra Ombra, per evitare di proiettarli su un \u201cnemico\u201d al di fuori di noi, che diventa il \u201cMale\u201d, l\u2019Ombra collettiva, per combattere la quale ogni violenza \u00e8 legittimata.<\/p>\n<p>\u201cLa sola alternativa ad una catastrofe globale pu\u00f2 essere rappresentata dal rifiuto collettivo di proiettare le qualit\u00e0 dell\u2019Ombra su altre nazioni e gruppi ideologici, accettando pienamente la responsabilit\u00e0 del nemico che \u00e8 dentro di noi\u201d<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/01\/05\/ci-sono-alternative-alla-guerra\/#sdfootnote8sym\" ><sup>8<\/sup><\/a><\/p>\n<p><strong>2 \u2013 Livello strutturale<\/strong><\/p>\n<p>Ma c\u2019\u00e8, poi, un altro livello, che entra pesantemente in gioco nella genesi delle guerre.<\/p>\n<p>E\u2019 evidente, infatti, la rilevanza della violenza strutturale, cio\u00e8 di quella violenza indiretta, nascosta nelle strutture ingiuste, nel disordine economico mondiale che distribuisce la ricchezza in modo diseguale , per cui il 20% pi\u00f9 ricco possiede pi\u00f9 dell\u201980% delle ricchezze, mentre il 20% pi\u00f9 povero dispone solamente di poco pi\u00f9 dell\u20191% (possono cambiare leggermente i numeri, a seconda dei periodi e di altre variabili, ma la sostanza resta analoga).<\/p>\n<p>O della violenza strutturale delle spese militari, che sottraggono risorse alla vita per destinarle alla morte , frutto di quel sistema militare-industriale-scientifico-mediatico programmato per fare della guerra la sola via per regolare le relazioni internazionali, a profitto delle potenze e dei gruppi pi\u00f9 forti: se ci si mette sulla strada della guerra e della sua preparazione \u00e8 difficile trovare strade alternative. Certamente una simile situazione \u00e8 insostenibile, da ogni punto di vista, compreso quello ambientale, e non pu\u00f2 che alimentare venti di guerra. Bisogna, allora, cambiare radicalmente strada.<\/p>\n<p>La proposta della nonviolenza \u00e8 quella della semplicit\u00e0 volontaria e della costruzione, dal basso, di forme parallele di economia di giustizia capaci di ridurre e controllare lo spazio del mercato in favore di forme alternative basate sullo scambio , sulla cooperazione, sul dono. Sono molto pi\u00f9 numerose di quanto si creda le esperienze di questo tipo (basti pensare ai GAS-Gruppi di acquisto solidale; ai mercatini di produttori a km.0, alle filiere corte, al commercio equo e solidale, alle esperienze di produzione agricola ecologica.. ), molto pi\u00f9 sostenibili sia a livello sociale che ambientale. E sembra piuttosto efficace l\u2019uso intelligente del potere del cittadino che pu\u00f2 scegliere di boicottare certi prodotti in base al loro livello di equit\u00e0 sociale e di sostenibilit\u00e0 ambientale (esistono manuali che aiutano ad orientarsi in tal senso, come quelli prodotti dal centro <em>Nuovo modello di sviluppo<\/em> di Francuccio Gesualdi)<\/p>\n<p>Certo, sarebbe fondamentale, in questa direzione, progettare e realizzare seriamente anche una riconversione delle industrie belliche e ridurre la presa sulle nostre vite del capitalismo finanziario, espressione estrema del sistema militare-industriale capitalistico odierno.<\/p>\n<p>Mi piace ricordare, a pochi giorni dall\u2019apertura del Giubileo della Misericordia, che in origine, nell\u2019antica Israele, il Giubileo era un modo per redistribuire le ricchezze e ritornare, attraverso la cancellazione dei debiti e delle diseguaglianze, alla situazione di equit\u00e0 e giustizia iniziali. Una intelligente forma di riequilibrio sociale. L\u2019attuale crisi che attanaglia le nostre societ\u00e0 avrebbe bisogno di qualcosa di analogo, se ci fossero lungimiranza e saggezza nel governo dei popoli.<\/p>\n<p><strong>3 \u2013 Livello politico<\/strong><\/p>\n<p>Questo ci porta a riflettere sulla dimensione necessariamente anche politica della proposta nonviolenta. A tale proposito, mi limito qui a richiamare solo per brevissimi cenni alcuni concetti: la prospettiva capitiniana di \u201cpotere dal basso\u201d; l\u2019idea che il potere si regge sul consenso dei sottoposti, dunque la lotta nonviolenta mira non ad uno scontro frontale tra le parti in conflitto, ma ad azioni che sottraggano il consenso al potere, lo sbilancino, lo mettano in crisi per \u201csottrazione\u201d, come se ad un tavolo si togliesse una gamba\u2026; \u00e8 la strategia <em>satyagraha<\/em> che mette in campo diverse forme di lotta e di resistenza civile: dalla protesta, al boicottaggio, alla non collaborazione e alla disobbedienza civile, fino alla creazione di strutture parallele, come \u00e8 avvenuto non solo durante la lotta di liberazione in India, ma anche in diverse esperienze di lotte nonviolente del secolo scorso in diverse parti del mondo.<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/01\/05\/ci-sono-alternative-alla-guerra\/#sdfootnote9sym\" ><sup>9<\/sup><\/a><\/p>\n<p>Ma ci\u00f2 che pi\u00f9 ci interessa, in questa sede, sono alcune proposte elaborate dai movimenti nonviolenti in questi ultimi anni, per tradurre i principi della nonviolenza in politiche delle difesa coerenti con essi. E\u2019 infatti necessario rispondere al bisogno di essere protetti e sentirsi difesi da eventuali minacce; il problema \u00e8 : quale difesa? Da chi? Che cosa ci minaccia? Che cosa ci pu\u00f2 dare sicurezza? Se riflettiamo su questi interrogativi ci accorgiamo che gran parte delle nostre paure riguardano la serenit\u00e0 della nostra vita quotidiana, che ci \u00e8 data dalla possibilit\u00e0 di avere un lavoro e dunque un reddito, di essere curati quando ci ammaliamo, di avere buone scuole per i nostri figli e una prospettiva di futuro in un ambiente salvaguardato e protetto\u2026<\/p>\n<p>Ma anche rispetto a minacce, interne o esterne, ci sono forme di difesa diverse dalla guerra: le proposte nonviolente sono quelle della Difesa Difensiva, o Transarmo, della Difesa Popolare Nonviolenta, che abilita ciascuno a usare il potere dal basso di cui dispone per affermare i propri diritti usando modalit\u00e0 di lotta nonviolenta in modo organizzato, e quella dei Corpi Civili di Pace per intervenire , ove necessario, nei conflitti, con una struttura legittimata e riconosciuta che possa svolgere un\u2019opera di mediazione tra le parti, accompagnamento, protezione ed empowerment (capacitazione) della parte pi\u00f9 debole per riequilibrare il conflitto. Ci sono casi storici, come quello del salvataggio della stragrande maggioranza degli ebrei danesi durante l\u2019occupazione nazista della Danimarca, che mostrano come sia stato possibile contrastare un ordine come quello dello sterminio nazista degli ebrei, anche attraverso scelte spontanee , messe in atto senza una particolare preparazione. Quanto potrebbero essere efficaci azioni di resistenza nonviolenta organizzate e attuate da cittadini preparati e consapevoli?<\/p>\n<p>Ci sono poi le istituzioni internazionali, come le Nazioni Unite, nate nel secondo dopoguerra per regolare i conflitti e le relazioni internazionali, che oggi sono molto deboli, inefficaci e prive di reali poteri. Non per questo credo vadano abbandonate. Il pacifismo giuridico ha una nobile tradizione. Fin dalla seconda met\u00e0 del XIX secolo il pacifismo internazionale ha perseguito l\u2019obiettivo di creare istituzioni capaci di garantire la pace e comporre le controversie internazionali. Basti ricordare la figura di Bertha von Suttner, scrittrice austriaca e vice-presidente dell\u2019International Peace Bureau , o le donne della Conferenza dell\u2019Aja del 1915 che chiedevano una pace senza vincitori n\u00e9 vinti e una commissione internazionale che componesse le controversie tra gli stati in conflitto. Quella di creare istituzioni internazionali che garantiscano la pace \u00e8 una classica richiesta del movimento per la pace, fin dalle sue origini. Dunque organizzazioni come l\u2019ONU sono necessarie, ma non sufficienti e vanno riformate. Gandhi , con la nonviolenza, \u00e8 andato oltre, appellandosi alla responsabilit\u00e0 del singolo e all\u2019esercizio, da parte ci ciascuno, del proprio potere. Ma servono entrambi, sia i processi dal basso che quelli dall\u2019alto. I movimenti che si ispirano alla nonviolenza si muovono dal basso, ma propongono anche leggi e riforme istituzionali pi\u00f9 adeguate per affrontare i conflitti: riforma dell\u2019ONU, Transarmo, DPN, caschi bianchi (corpi civili di pace), polizia internazionale (diversa dagli eserciti e dalla guerra) per far rispettare le risoluzioni e le leggi internazionali\u2026.<\/p>\n<p><strong>4 \u2013 Livello educativo<\/strong><\/p>\n<p>Per costruire un\u2019alternativa alla guerra \u00e8 fondamentale un lavoro educativo, che qui sintetizzo in tre percorsi:<\/p>\n<ol>\n<li>diventare consapevoli delle proprie radici, comprese le premesse implicite che stanno a fondamento dei propri modelli culturali. Sviluppare una profonda conoscenza di s\u00e9 e una consapevolezza critica delle proprie radici storico-culturali \u00e8 uno dei modi migliori per sostenere nei giovani la costruzione di processi identitari aperti e capaci di integrazione. In un mondo globalizzato il rischio cui tutti siamo sottoposti \u00e8 quello di essere omologati ai modelli culturali dominanti imposti dai poteri forti attraverso i media e di reagire a questa perdita di identit\u00e0 con chiusure localistiche e difese rigide del proprio \u201cterritorio\u201d. Le radici sono necessarie perch\u00e9 la pianta possa crescere e protendere i suoi rami in tutte le direzioni. Ma , a partire da qui, si possono anche prendere le distanze da visioni del mondo intrise di violenza perch\u00e9 fondate sul presupposto di una realt\u00e0 in cui avviene la lotta inevitabile di tutti contro tutti , in favore di una visione del mondo in cui la legge che governa la vita \u00e8 quella dell\u2019unit\u00e0 nella diversit\u00e0 (interconnessione e interdipendenza) in ambito biologico, fisico, psicologico, sociale, politico, spirituale, a livello intrapersonale, interpersonale e con la natura.<\/li>\n<li>Uscire dalla trappola della risposta mimetica nei conflitti: la trasformazione nonviolenta del conflitto \u00e8 il cuore dell\u2019educazione alla pace. Perch\u00e9 un conflitto sia sostenibile , e dunque costruttivo, occorre: contenere le dinamiche violente; far emergere gli elementi di \u201cverit\u00e0\u201d presenti in ogni parte e metterle in dialogo; individuare i fini sovraordinati che le parti possono aver interesse a raggiungere insieme (per innescare processi di cooperazione nel conflitto, anzich\u00e9 di contrapposizione); favorire dinamiche comunicative di decentramento, di ascolto, di empatia e di assertivit\u00e0; sviluppare la creativit\u00e0 per cercare soluzioni condivise; mettere in atto interventi e azioni nonviolente nei conflitti asimmetrici<\/li>\n<li>Sostituire al modello della potenza il modello della fragilit\u00e0; trasformare la paura in risorsa per la cooperazione. La costitutiva fragilit\u00e0 di ogni essere umano, che produce insicurezza e paura, pu\u00f2 diventare anche uno stimolo alla cooperazione e alla ricerca di un\u2019etica della cura e della partnership che renda sostenibile l\u2019impatto delle comunit\u00e0 umane sulla terra, capaci di con-vivere tra di loro, con gli altri esseri e con l\u2019ambiente naturale.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Infine, mi pare indubbio che oggi le religioni abbiano un importante ruolo da svolgere per la pace.<\/p>\n<p>Cos\u00ec come ogni lettura fondamentalista rende difficile il dialogo, l\u2019apertura al trascendente che \u00e8 al cuore di ogni genuina ricerca spirituale predispone di per s\u00e9 all\u2019incontro con l\u2019altro e ne costituisce il fondamento nonviolento , presente e variamente sviluppato in tutte le grandi tradizioni.<\/p>\n<p>L\u2019attuale identificazione del terrorismo con l\u2019Islam \u00e8 una evidente strumentalizzazione, cos\u00ec come lo \u00e8 l\u2019identificazione, da parte degli estremisti islamici, del cristianesimo o dell\u2019ebraismo con il dominio dell\u2019Occidente. Processi di dominio , sfruttamento, accaparramento delle risorse da parte delle potenze occidentali sono una realt\u00e0, cos\u00ec come lo \u00e8 il retaggio del colonialismo novecentesco che ha creato le premesse degli attuali conflitti, e anche il fatto che oggi il terrorismo \u00e8 prevalentemente di matrice islamico-radicale, ma occorre tenere distinti i diversi piani e la \u201csindrome D-M-A (dualismo, manicheismo, armageddon)\u201d di cui parla Galtung fa crescere il conflitto anzich\u00e9 trasformarlo. Ci sono state , invece, importanti iniziative di dialogo, come quelle organizzate da anni dalla rete del Dialogo cristiano islamico, o casi come quelli di islamici che hanno protetto luoghi di culto cristiani in Francia o prese di posizione coraggiose come \u00e8 avvenuto recentemente in Kenya, ad opera di islamici che si sono interposti per salvare dei cristiani minacciati. Sono questi i segni di nonviolenza nella storia che meritano di essere valorizzati.<\/p>\n<p>Sulla situazione attuale ci sono diverse riflessioni e proposte cui rinvio. Tra queste, l\u2019articolo di Nanni Salio <em><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2015\/11\/20\/i-due-terrorismi-e-le-alternative-della-nonviolenza-nanni-salio\/\" >I due terrorismi e le alternative della nonviolenza<\/a><\/em><em>; <\/em>quelli di <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/tag\/johan-galtung\/\" >Johan Galtung<\/a> e di altri ricercatori per la pace che si possono trovare sul sito del Centro Studi Sereno Regis; i comunicati e gli appelli, dopo gli attentati di Parigi, espressi dai movimenti nonviolenti francesi e in Italia da Pax Christi e da altri, tra cui MIR e Movimento Nonviolento e che si possono trovare sui rispettivi siti.<\/p>\n<p><strong>NOTE:<\/strong><\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/01\/05\/ci-sono-alternative-alla-guerra\/#sdfootnote1anc\" >1<\/a> Si veda il DVD <em>Marija Gimbutas, Sign Out of Time, <\/em>di Donna Read, Starhawk, Belili Productions, 2004, sottotitolato a cura dell\u2019Associazione Armonie, Bologna<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/01\/05\/ci-sono-alternative-alla-guerra\/#sdfootnote2anc\" >2<\/a> Heide Goettner-Abendroth, <em>Le societ\u00e0 matriarcali. Studi sulle culture indigene del mondo,<\/em>Venexia, Roma, 2013<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/01\/05\/ci-sono-alternative-alla-guerra\/#sdfootnote3anc\" >3<\/a> Simon Baron Cohen, <em>La scienza del male. L\u2019empatia e l\u2019origine della crudelt\u00e0.<\/em> Cortina Editore, Milano, 2011<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/01\/05\/ci-sono-alternative-alla-guerra\/#sdfootnote4anc\" >4<\/a> Margulis Lynn and Sagan, <em>Life did not take over the globe by combat, but by networking,<\/em>in <em>Resurgence, <\/em>vol.206, 2001<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/01\/05\/ci-sono-alternative-alla-guerra\/#sdfootnote5anc\" >5<\/a> M.K. Gandhi, <em>Hind Swaraj or Indian Home Rule<\/em>, cap. XVII, riportato in <em>Teoria e pratica della nonviolenza, <\/em>Einaudi, Torino,1996, pag.65<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/01\/05\/ci-sono-alternative-alla-guerra\/#sdfootnote6anc\" >6<\/a> Anna Bravo, <em>La conta dei salvati,<\/em> Laterza, Bari, 2013, pag.14<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/01\/05\/ci-sono-alternative-alla-guerra\/#sdfootnote7anc\" >7<\/a> A.Stevens, <em>L\u2019inconscio e l\u2019archetipo del nemico, <\/em>in A.A.V.V. <em>Il nemico ha la coda<\/em>, Giunti, Firenze, 1996, pag.109<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/01\/05\/ci-sono-alternative-alla-guerra\/#sdfootnote8anc\" >8<\/a> A.Stevens, id., pag.110<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/01\/05\/ci-sono-alternative-alla-guerra\/#sdfootnote9anc\" >9<\/a> Si veda il DVD <em>A Force More Powerful, <\/em>di York-Zimmerman, tradotto in italiano a cura del Movimento Nonviolento (<em>Una forza pi\u00f9 potente<\/em>)<\/p>\n<p>____________________________________<\/p>\n<p><em>Angela Dogliotti Marasso<\/em> <em>\u00e8 membro della <a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/\" >Rete TRANSCEND per la Pace, Sviluppo e Ambiente<\/a>.<\/em><\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/01\/05\/ci-sono-alternative-alla-guerra\/\" >Go to Original \u2013 serenoregis.org<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La cultura profonda, sedimentata e pi\u00f9 lenta a cambiare, porta l\u2019idea che, per far fronte ad un\u2019aggressione o difendere dei diritti violati, solo la violenza sia efficace e dunque inevitabile. E\u2019 la tentazione forte, la reazione istintiva della trappola simmetrica: se dai un pugno a me, io ne do uno a te, cos\u00ec siamo pari e abbiamo fatto \u201cgiustizia\u201d.<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[46],"tags":[],"class_list":["post-69011","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-original-languages"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/69011","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=69011"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/69011\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=69011"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=69011"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=69011"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}