{"id":7403,"date":"2010-09-27T00:00:22","date_gmt":"2010-09-26T22:00:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=7403"},"modified":"2010-09-20T20:31:32","modified_gmt":"2010-09-20T18:31:32","slug":"italian-la-grande-truffa-dei-global-hawk-di-sigonella","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2010\/09\/italian-la-grande-truffa-dei-global-hawk-di-sigonella\/","title":{"rendered":"(Italian) La grande truffa dei Global Hawk di Sigonella"},"content":{"rendered":"<p>Il ministro La Russa non vede, non sente, non parla. Un Global Hawk, il micidiale aereo senza pilota di nuovissima generazione dell\u2019US Air Force, fa bella mostra di s\u00e9 nella base aereonavale di Sigonella, ma governo e forze armate italiane preferiscono trincerarsi dietro il \u201cno comment\u201d, glissando gli interrogativi di piloti civili e associazioni <em>No War<\/em> preoccupati per le ripercussioni delle future operazioni del velivolo sulla sicurezza del traffico aereo nei cieli della Sicilia.<\/p>\n<p>Mentre nell\u2019isola di Guam, Oceano Pacifico, l\u2019atterraggio dell\u2019imponente aereo-spia \u00e8 stato ripreso da cameraman e giornalisti, per il contemporaneo battesimo di guerra a Sigonella si \u00e8 scelto il basso profilo. Il Global Hawk \u00e8 giunto segretamente la notte del 16 settembre, dopo la sospensione di tutte le operazioni aeree sulla base USA e sul vicino scalo civile di Catania-Fontanarossa.<\/p>\n<p>Per saperne di pi\u00f9 bisogna informarsi aldil\u00e0 dell\u2019Atlantico. Jim Stratford, portavoce della Northrop Grumman, societ\u00e0 leader del complesso militare industriale statunitense e produttrice dei Global Hawk, annuncia che altri tre aerei giungeranno in Sicilia entro la fine di quest\u2019anno. \u00abI velivoli senza pilota UAV destinati a Sigonella sono tutti nella versione pi\u00f9 recente RQ-4B \u201cBlock 30\u201d <em>Multi Sigint<\/em>\u00bb, dichiara Stratford. \u00ab<em>S<\/em>i tratta di un mezzo in grado di intercettare le comunicazioni terrestri. L\u2019Aeronautica militare statunitense ha ordinato 42 unit\u00e0 di questo modello che ha a bordo un nuovo potentissimo sensore integrato della Raytheon. Gli UAV di Sigonella e Guam si aggiungono ai due velivoli \u201cBlock 10\u201d dell\u2019Air Combat Command che supportano le operazioni militari in Afghanistan ed Iraq e ad altri due nella versione \u201cBlock 20\u201d che diverranno pienamente operativi molto presto nell\u2019US Air Force\u00bb.<\/p>\n<p>La Northrop Grumman punta a trasformare lo scalo di Sigonella in una vera e propria centrale mondiale dei Global Hawk, concentrandovi buona parte delle unit\u00e0 di volo e i maggiori centri di manutenzione e riparazione. \u00abConsiderati gli UAV nella disponibilit\u00e0 dell\u2019aeronautica USA, quelli che giungeranno con il nuovo programma NATO di sorveglianza terrestre AGS e quelli che l\u2019US Navy sta pianificando di trasferire in Sicilia, \u00e8 possibile stimare che pi\u00f9 di 20 Global Hawk potranno essere installati nella Naval Air Station di Sigonella\u00bb, ha rivelato il vice presidente di HALE-Northrop Grumman, George Guerra. \u00abIn quest\u2019ottica, l\u2019aeronautica militare italiana sta pianificando la creazione di un corridoio aereo per permettere agli UAV di volare da Sigonella\u00bb. A chiarire quelle che saranno le rotte e le missioni prioritarie dei Global Hawk, il direttore della sezione <em>business\u00a0development<\/em> della societ\u00e0, Ed Walby. \u00abDa Sigonella \u2013 ha dichiarato &#8211; gli aerei saranno in grado di volare sino a Johannesburg e tornare indietro senza la necessit\u00e0 di rifornimenti supplementari di carburante\u00bb. Global Hawk per le operazioni delle forze armate USA nel continente africano, dunque, pianificate dal nuovo comando, AFRICOM, che il Pentagono \u00a0ha attivato in Germania ma che presto potrebbe essere trasferito in Sud Italia o in Spagna. Ed Walby preannuncia pure l\u2019insediamento di un centro Northrop Grumman tra gli hangar della grande base militare siciliana: \u00abLa possibilit\u00e0 di aggiornare i sistemi a bordo dei Global Hawk potr\u00e0 significare una forte presenza della nostra societ\u00e0 a Sigonella. Ci sar\u00e0 la necessit\u00e0 di trasferire nuove professionalit\u00e0 e ci\u00f2 significa tecnici esperti nella base\u00bb.<\/p>\n<p>A raffreddare i sin troppo facili entusiasmi di supergenerali e manager industriali, da Washington giungono per\u00f2 timori e denunce sui pesanti ritardi e l\u2019espansione dei costi del programma UAV. Nonostante dal 2001 sia uno dei principali mezzi di spionaggio e di conduzione delle operazioni di guerra USA, il Global Hawk non ha ancora formalmente superato i principali test di valutazione operativi (<em>initial operational test and evaluation back &#8211; IOT&amp;E<\/em>). Secondo il vicepresidente dell\u2019industria produttrice, George Guerra, i test generali saranno intensificati nei prossimi mesi, ma un rapporto finale IOT&amp;E potr\u00e0 giungere non prima del febbraio 2011. Pesanti critiche sui costi del sistema sono stati sollevati il 14 settembre scorso nel corso della conferenza annuale dell\u2019Air Force. Il sottosegretario per le acquisizioni del Pentagono, Ashton Carter, ha denunciato che i Global Hawk stanno costando al contribuente statunitense \u00abmolto pi\u00f9\u00bb di quanto era stato previsto all\u2019avvio del piano industriale. \u00abI suoi costi sono cresciuti in modo inaccettabile e dobbiamo fare in tutti i modi per metterli sotto controllo\u00bb, ha dichiarato Carter. \u00abNoi non siamo assolutamente contenti con la produttivit\u00e0 che \u00e8 stato raggiunta. Stiamo rimettendo in discussione il programma in ogni suo dettaglio con il management di Northrop Grumman\u00bb.<\/p>\n<p>Per i soli UAV dell\u2019US Air Force, il Pentagono ha previsto una spesa di 11,1 miliardi di dollari. Secondo una stima dell\u2019aeronautica militare, i costi del Global Hawk sono per\u00f2 gi\u00e0 cresciuti dell\u201911% circa dall\u2019anno 2000, 100,8 milioni di dollari in pi\u00f9. Da qui la possibilit\u00e0 che si possa arrivare ad un sostanziale taglio agli ordini (77 le unit\u00e0 previste, 38 delle quali gi\u00e0 realizzate o in avanzata fase di realizzazione). Nel giugno 2006, proprio l\u2019aumento dei costi del Global Hawk aveva costretto il Pentagono a ridurre il primo lotto di produzione a soli 5 esemplari contro i 20 previsti inizialmente. Nell\u2019aprile 2005, il Government Accountability Office (GAO), il ramo del congresso che svolge funzioni assimilabili alla Corte dei conti italiana, aveva segnalato al Congresso una serie di anomalie finanziarie del piano UAV. Oltre a denunciare il non giustificato aumento delle spese di 1,2 miliardi di dollari in soli 5 anni, il GAO aveva criticato l\u2019US Air Force per aver occultato i rincari sostenuti per lo sviluppo del sistema per 400,6 milioni di dollari. \u00abDiverse importanti tecnologie necessarie per le funzioni prioritarie non sono ancora pronte e saranno testate sul nuovo velivolo aereo in ritardo rispetto al programma, dopo che molti dei Global Hawk saranno stati gi\u00e0 comprati\u00bb, concludeva il rapporto del GOA.<\/p>\n<p>Perplessit\u00e0 sulla sostenibilit\u00e0 finanziaria degli UAV giungono pure dall\u2019Alleanza Atlantica che ha deciso l\u2019acquisizione di otto Global Hawk nella versione \u201cBlock 40\u201d , nell\u2019ambito del programma AGS che sar\u00e0 operativo tra il 2013 e il 2014. Il generale dell\u2019US Air Force, Steve Schmidt, comandante della forza AWACS NATO a cui sar\u00e0 assegnata la direzione dell\u2019AGS, ha spiegato che si tratta di una \u00abcommessa assai costosa, per pi\u00f9 di un miliardo di euro\u00bb, lamentando tuttavia che \u00abper motivi di budget, non tutte le nazioni hanno deciso di contribuirvi finanziariamente\u00bb. Alla firma del <em>Programme Memorandum of Understanding<\/em> (PMOU) che segna i confini legali, organizzativi e finanziari del sistema d\u2019intelligence, si sono presentati infatti solo 15 dei paesi membri dell\u2019organizzazione nord-atlantica. Oltre a Canada, Danimarca, Germania, Italia, Norvegia e Stati Uniti d\u2019America, si tratta del piccolissimo Lussemburgo e di paesi dell\u2019Est Europa (Bulgaria, Estonia, Lettonia, Lituania, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia e Slovenia), dalle limitatissime risorse economiche.<\/p>\n<p>Il programma di sorveglianza terrestre AGS che sar\u00e0 basato a Sigonella sotto il Comando alleato centrale di Mons (Belgio), prevede oltre ai Global Hawk \u201cBlock 40\u201d su cui sar\u00e0 montato il sistema radar MP-RTIP (<em>Multi-Platform Radar Technology Insertion Program<\/em>), quattro stazioni terrestri trasportabili e undici stazioni di terra mobili. La diserzione dei maggiori partner occidentali NATO, ha gi\u00e0 comportato l\u2019aumento dell\u2019onere finanziario a carico dell\u2019Italia, oggi stimato in circa 150 milioni di euro, il 10% dell\u2019intero piano finanziario del programma AGS. Per il funzionamento degli aerei senza pilota e della nuova supercentrale di spionaggio, \u00e8 stato inoltre annunciato l\u2019arrivo in Sicilia di un \u00abNATO Force Command di 800 uomini, con le rispettive famiglie\u00bb, che richieder\u00e0 risorse finanziarie aggiuntive per la realizzazione di alloggi ed infrastrutture di supporto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il ministro La Russa non vede, non sente, non parla. 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