{"id":74570,"date":"2016-06-06T12:00:57","date_gmt":"2016-06-06T11:00:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=74570"},"modified":"2016-06-04T15:48:26","modified_gmt":"2016-06-04T14:48:26","slug":"italiano-un-ricordo-di-nanni-salio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2016\/06\/italiano-un-ricordo-di-nanni-salio\/","title":{"rendered":"(Italiano) Un ricordo di Nanni Salio"},"content":{"rendered":"<p><em>Di fronte alla morte si aprono domande poco esplorate, anche da chi come noi si propone di costruire una cultura della nonviolenza.<\/em><\/p>\n<div id=\"attachment_69606\" style=\"width: 610px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/nanni-salio.jpg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-69606\" class=\"wp-image-69606\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/nanni-salio.jpg\" alt=\"Prof. Nanni Salio\" width=\"600\" height=\"384\" srcset=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/nanni-salio.jpg 408w, https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/nanni-salio-300x192.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-69606\" class=\"wp-caption-text\">Prof. Nanni Salio<\/p><\/div>\n<p><em>1 giugno 2016 &#8211; <\/em>Cos\u00ec mi scriveva Nanni, all\u2019indomani della morte della sua compagna Daci, in una lettera datata 8 novembre 2015, pochi mesi prima di uscire lui stesso dal tempo.<\/p>\n<p>Nanni \u00e8 stato tra coloro che in Italia si sono impegnati a fondo per costruire e diffondere una cultura della nonviolenza. L\u2019ha fatto con molta, metodica preparazione, grande capacit\u00e0 inventiva, e dando un esempio personale attraverso il suo stile di vita.<\/p>\n<p>Ci legava una lunga amicizia, l\u2019inizio della quale per me si perde nel tempo: non ricordo quando incontrai Nanni per la prima volta, ma fu certamente in qualche incontro seminariale sulla nonviolenza, al quale lui sempre arrivava con uno zaino, pi\u00f9 pieno di oposculie materiali vari che non di indumenti. Non ci vedevamo spesso \u2013 lui viveva a Torino, io a Stoccolma \u2013 ma quando ci vedevamo, quasi sempre in occasione di vari appuntamenti sulla nonviolenza, l\u2019incontro era intenso, e ne uscivo sempre arricchito. Nei nostri incontri discutevamo di varie cose, alcune pratiche riguardanti future attivit\u00e0 presso il Centro Sereno Regis, altre teoriche, per esempio quella di quale sia la definizione pi\u00f9 utile della nozione di \u2018pace\u2019 e quella riguardante la concezione capitiniana della \u2019compresenza\u2019 simile a quella gandhiana della \u2018unit\u00e0 di tutti gli esseri viventi\u2019. Su questi temi ci scambiammo anche due lettere, di cui qui sotto, in appendice, riporto le parti rilevanti.<\/p>\n<p>Tra i tanti incontri di cui ho un ricordo molto vivo, vi sono quelli che avvennero durante i <em>Corsi per formatori di obiettori di coscienza in servizio civile<\/em>, tenutisi per sette anni consecutivi presso la <em>International University of Peoples\u2019Institutions for Peace (IUPIP)<\/em>\/<em>Universit\u00e0 internazionale delle istituzioni dei popoli per la pace(UNIP)<\/em>, da me diretta, con sede a Rovereto, in Trentino (la settima e ultima edizione di questi percorsi fu realizzata nell\u2019autunno del 2000). In vari di questi corsi Nanni partecip\u00f2 molto attivamente conducendo \u2013 con molta preparazione e grande calore umano \u2013 apprezzatissimi seminari sulla gestione nonviolenta dei conflitti e il servizio civile come difesa sociale. Arrivava anche a Rovereto sempre con il suo zaino con dentro pochi indumenti e molti opuscoli; gran camminatore, anche quando era a Rovereto, si presentava puntualmente alle 9 di mattina all\u2019inizio dei seminari, fresco di una camminata di alcune ore iniziata gi\u00e0 all\u2019alba.<\/p>\n<p>La IUPIP era un centro internazionale di formazione ai e ricerche sui problemi della pace, della nonviolenza, della diplomazia popolare; vi si facevano ogni anno corsi seminariali in inglese, poi anche in spagnolo, con attivisti e studiosi provenienti dai pi\u00f9 diversi paesi del mondo. Credo che Nanni fece tesoro delle sue esperienze a Rovereto, mettendole poi a buon frutto nella sua instancabile attivit\u00e0 nello sviluppo del Centro Sereno Regis a Torino.<\/p>\n<p><strong>Appendice<\/strong><\/p>\n<p>La lettera di Nanni, datata 15 aprile 2013, prendeva lo spunto da un mio articolo su <em>L\u2019Indice dei libri<\/em> (febbraio 2013) riguardante il carteggio tra Norberto Bobbio e Aldo Capitini, e da un ulteriore mio commento a una questione posta da Gian Giacomo Migone sul sito della rivista <em><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.lindiceonline.com\/index.php\/blog\/l-indice-allungato\/646-preferisco-cose-pronte-a-friggere\" >L\u2019indice online<\/a>, <\/em>in cui Migone domandava, tra l\u2019altro, come Johan Galtung entrasse nel dialogo tra Bobbio e Capitini.<\/p>\n<p>Nel mio articolo, rilevando la problematicit\u00e0 della nozione di \u2019compresenza\u2019, ne proponevo una interpretazione etica di \u201capertura nonviolenta a tutti gli esseri\u201d, un\u2019etica che allarga il campo della nostra responsabilit\u00e0 morale verso tutto ci\u00f2 che vive. Nel corso del mio commento alla questione posta da Migone, notavo come Galtung fosse piuttosto critico nei confronti dell\u2019idea di uno stato mondiale democratico sostenuta da Bobbio, e come questi a sua volta fosse assai critico sulla nozione di \u2018pace\u2019 proposta da Galtung, il quale, alla tradizionale nozione di pace come antitesi della guerra, opponeva una nozione di \u2018pace positiva\u2019 come antitesi della violenza, nella triplice forma della violenza diretta, strutturale e culturale.<\/p>\n<p>Propendendo io stesso per la nozione di pace come antitesi della guerra, cos\u00ec scrivevo a proposito della nozione di pace proposta da Galtung:<\/p>\n<p>\u2039\u2039Una siffatta nozione di pace dipende a sua volta da una\u00a0definizione molto comprensiva di \u00b4violenza`: il problema \u00e8 qui che di tale\u00a0nozione occorre fornire una generale, chiara e precisa definizione sotto la\u00a0quale sussumere tutte e tre le forme di \u2018violenza`- \u201cdiretta\u201d, \u201cstrutturale\u201d e \u201cculturale\u201d \u2013 di cui a Galtung preme parlare; Galtung c\u2019ha provato pi\u00f9 volte, ma \u00e8 discutibile se vi sia riuscito. Un problema connesso \u00e8 che la nozione di pace positiva rischia di diventare inservibile, perch\u00e9 comprende molti, troppi, diversi fenomeni che possono venire, e spesso di fatto vengono, in conflitto tra loro e trai quali la scelta \u00e8 sempre ardua\u00bb.<\/p>\n<p>************<\/p>\n<p>Ecco dunque quanto mi scisse Nanni:<\/p>\n<p><em>Caro Giuliano, <\/em><\/p>\n<p><em>Per quanto riguarda le riflessioni che fai sul carteggio e la domanda posta\u00a0da Migone \u2026(a) proposito di Galtung, non credo, come tu stesso dici, che conoscesse Capitini e non mi risulta che abbia letto i suoi scritti, ma posso\u00a0indagare. So invece che ebbe modo di conoscere direttamente Dolci.<\/em><\/p>\n<p><em>Sulla questione \u201cpace positiva\u201d e \u201cviolenza\u201d, conosco il dibattito tra\u00a0Bobbio e Galtung. A questo proposito sono del parere che ogni definizione\u00a0ha un carattere convenzionale e limitato e va valutata anche sulla base\u00a0della sua utilit\u00e0 nel campo specifico in cui la si applica. La concezione\u00a0di violenza diretta, strutturale e culturale proposta da Galtung mi pare\u00a0sia stata accolta con molto interesse nell\u2019ambito della peace research. E\u2019\u00a0pi\u00f9 sociologica e meno analitica della tua definizione, ma forse ha una sua\u00a0utilit\u00e0. Possono esserci maggiori difficolt\u00e0 nel definire la pace positiva,\u00a0ma questo pu\u00f2 valere anche per la nonviolenza. \u00a0I contenuti di una\u00a0possibile definizione sono di natura valoriale e certamente i valori\u00a0entrano in conflitto tra loro. Pertanto \u00e8 necessario elaborare anche una\u00a0teoria della risoluzione o trasformazione del conflitto, cosa che peraltro\u00a0Galtung fa, e non solo lui.\u00a0E\u2019 un tema sul quale bisogna ritornare pi\u00f9 approfonditamente.<\/em><\/p>\n<p><em>Ancora una riflessione sulla \u201ccompresenza\u201d capitiniana e pi\u00f9 in generale\u00a0sul tema dell\u2019unit\u00e0 di tutti gli esseri viventi (e non solo). Molti\u00a0apporti delle moderne teorie scientifiche, dalla meccanica quantistica alla\u00a0biologia, dalla cosmologia quantistica all\u2019evoluzione, contribuiscono a\u00a0dare maggiore fondamento all\u2019idea, comune a diverse tradizioni religiose,\u00a0dell\u2019unit\u00e0 di tutti gli esseri viventi. E\u2019 un tema importante e\u00a0affascinante, di cui mi sono occupato e che vorrei riprendere andando pi\u00f9 a\u00a0fondo, tempo e capacit\u00e0 permettendo.<\/em><\/p>\n<p><em>Tra l\u2019altro, proprio nella chiacchierata che abbiamo avuto a casa di\u00a0Elisabetta nell\u2019ottobre scorso, ci siamo limitati ad accennare agli aspetti\u00a0della tecnoscienza limitatamente alle questioni ecologiche, mentre mi pare\u00a0di grande importanza affrontare il tema del rapporto tra\u00a0religione-nonviolenza-tecnoscienza-visione cosmologica.<\/em><\/p>\n<p><em>Ma mi preme accennare anche a un altro aspetto, quello della nonviolenza\u00a0politica, attiva, per il cambiamento sociale, che \u00e8 stato uno degli aspetti\u00a0che, come ricordi nei tuoi scritti, ha caratterizzato fortemente l\u2019azione\u00a0di Capitini. Oggi \u00e8 quanto mai necessario potenziare la ricerca e l\u2019azione\u00a0in questo campo. Mi colpisce sempre, piuttosto negativamente, lo scarso\u00a0coinvolgimento del mondo accademico, almeno qui in Italia, sui temi della\u00a0nonviolenza attiva e persino nell\u2019ambito della riflessione teorica,\u00a0politica e filosofica. Non so quale sia la causa specifica, ma certo \u00e8\u00a0deludente. C\u2019\u00e8 infine ancora un punto che mi preme sottolineare: quello\u00a0dell\u2019enorme complessit\u00e0 di tutto ci\u00f2 che stiamo indagando. Per fare un solo\u00a0esempio: cosa significa entrare in relazione capitiniana con 7 miliardi di\u00a0persone, quante siamo oggi? L\u2019evoluzione della nostra specie e le\u00a0molteplici interazioni, scoperte, esperienze, sfuggono alla nostra capacit\u00e0\u00a0di conoscenza esaustiva. Il pensiero della nonviolenza deve confrontarsi\u00a0anche con queste dimensioni, con la condizione di ignoranza in cui viviamo.<\/em><\/p>\n<p><em>Spero che avremo modo di entrare maggiormente nel merito di qualcuno dei\u00a0punti che ho cercato di delineare.<\/em><\/p>\n<p><em>Un abbraccio e se vieni da queste parti, cerchiamo di vederci e di\u00a0organizzare una bella chiacchierata a pi\u00f9 voci. <\/em><\/p>\n<p><em>Ciao Nanni Salio<\/em><\/p>\n<p><em>************<\/em><\/p>\n<p>Riposi alla lettera di Nanni in data 15 maggio \u2013 in verit\u00e0 la mia risposta era un po\u2019 frettolosa, anche perch\u00e9 sapevo che Nanni sapeva che dei temi in questione mi ero occupato pi\u00f9 diffusamente in vari scritti che lui conosceva bene.<\/p>\n<p><em>Caro Nanni,<\/em><\/p>\n<p><em>mi rifaccio vivo con molto ritardo rispetto alla tua ricca lettera di esattamente un mese fa\u2026. Qui di seguito alcune mie brevissime riflessioni sui temi che tocchi nella tua lettera. (Peccato che non sei riuscito a fare un commento al mio articolo sul carteggio Capitini- Bobbio su L\u2019indice on line).<\/em><\/p>\n<p><em>Sono d\u2019accordo con te sulla convenzionalit\u00e0 delle definizioni e quindi\u00a0sulla importanza del contesto in cui si introducono e quanto siano utili\u00a0o fruttuose. Proprio per questo, laddove mi sono occupato della nozione\u00a0di \u2018violenza\u2019 mi sono in primo luogo preoccupato di chiarire quelle che\u00a0chiamo le condizioni di adeguatezza che \u00e8 plausibile esigere che una\u00a0definizione di \u2018violenza\u2019 debba soddisfare: cosa che, mi pare, Galtung\u00a0non ha mai fatto chiaramente. Bisogna anche stare attenti a non cadere\u00a0nell\u2019obscurum per obscurius.\u00a0Nei miei scritti ho pi\u00f9 volte anch\u2019io parlato di violenza diretta,\u00a0strutturale, culturale (a volte usando aggettivi diversi) \u2013 mi va bene:\u00a0quello che per\u00f2\u00a0\u00a0non ho trovato in Galtung \u00e8 una definizione\u00a0\u00a0precisa,\u00a0chiara di una nozione di \u2018violenza\u2019 tale da poter sussumere sotto di\u00a0essa tutte e tre le forme di violenza. Magari tu mi sai indicare dove\u00a0nei suoi scritti la posso trovare.<\/em><\/p>\n<p><em>Tu fai un parallelo tra la nozione complessa di \u2018pace positiva\u2019 e quella\u00a0pure complessa\u00a0\u00a0di \u2018nonviolenza positiva\u2019. A me pare che ci sia una\u00a0differenza. Mentre ha senso, e pu\u00f2 anche\u00a0essere utile, poter parlare di\u00a0nonviolenza per gradi \u2013 si pu\u00f2 essere pi\u00f9 o meno nonviolenti rispetto ad\u00a0una concezione ideale di nonviolenza -, mi sembra che non sia\u00a0altrettanto sensato e utile parlare di pi\u00f9 o meno pace: per questo\u00a0dubito a volte della utilit\u00e0 della nozione estremamente\u00a0comprensiva che Galtung\u00a0\u00a0propone della\u00a0\u00a0nozione di \u2018pace positiva\u2019 (sembra che ci metta dentro tutto quanto ritiene\u00a0\u00a0buono, desiderabile,\u00a0giusto).<\/em><\/p>\n<p><em>Quello che ho sempre trovato oscuro nella concezione della compresenza\u00a0di Capitini non \u00e8\u00a0\u00a0tanto quando parla (come Gandhi) della \u201cunit\u00e0 di\u00a0tutti i viventi\u201d (ma anche questa nozione \u00e8 molto problematica e\u00a0passibile di varie e diverse interpretazioni, e mi interessa leggere\u00a0quello che verrai scrivendo a proposito), bens\u00ec quando\u00a0\u00a0parla\u00a0\u00a0di\u00a0<\/em>\u201c<em>compresenza dei vivi e dei morti\u201d in un senso (ma quale?) che va oltre<\/em>\u00a0<em>l\u2019idea (storicistica) che ogni generazione costruisce la storia in\u00a0qualche modo su quello che hanno fatto ( e nonostante i danni fatti)\u00a0dalle generazioni precedenti. A volte parrebbe che Captini quando parla\u00a0di \u201ccompresenza dei vivi e dei morti\u201d abbia in mente una sua idea\u00a0religiosa-metafisca di \u2018paradiso\u2019.<\/em><\/p>\n<p><em>Sulla importanza di potenziare la ricerca sulla e l\u2019azione della\u00a0nonviolenza politica, attiva sono certamente d\u2019accordo: io, come sai,\u00a0nella mia vita mi sono dedicato pi\u00f9 alla prima che alla seconda.<\/em><\/p>\n<p><em>Un affettuoso abbraccio.<\/em><\/p>\n<p><em>Giuliano<\/em><\/p>\n<p>____________________________________<\/p>\n<p><em>Prof. Nanni Salio \u00e8 stato membro della <a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/\" >Rete TRANSCEND per la Pace, Sviluppo e Ambiente<\/a> <\/em><em>e Direttore<\/em> <em>del <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/\" >Centro Studi Sereno Regis<\/a> a Torino.<\/em><\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/06\/01\/un-ricordo-di-nanni-salio-giuliano-pontara\/\" >Go to Original \u2013 serenoregis.org<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nanni \u00e8 stato tra coloro che in Italia si sono impegnati a fondo per costruire e diffondere una cultura della nonviolenza. 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