{"id":76063,"date":"2016-07-04T12:00:33","date_gmt":"2016-07-04T11:00:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=76063"},"modified":"2016-07-04T11:33:39","modified_gmt":"2016-07-04T10:33:39","slug":"italiano-la-giovine-italia-imperdibile-a-torino-tutto-esaurito-al-teatro-vittoria-ieri-sera-e-laltra-sera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2016\/07\/italiano-la-giovine-italia-imperdibile-a-torino-tutto-esaurito-al-teatro-vittoria-ieri-sera-e-laltra-sera\/","title":{"rendered":"(Italiano) \u201cLa Giovine Italia\u201d. Imperdibile. A Torino tutto esaurito al Teatro Vittoria ieri sera e l\u2019altra sera"},"content":{"rendered":"<p><strong>LA GIOVINE ITALIA &#8211; Torino, 29-30 giugno 2016 &#8211; Teatro Vittoria<\/strong><\/p>\n<p><strong>Emigrare.<\/strong><br \/>\n<strong>Immigrare.<\/strong><br \/>\nQuasi mai sono scelte.<\/p>\n<p>Spostarsi dalla propria terra di origine verso un\u2019altra terra, significa non sapere come sar\u00e0 il viaggio e soprattutto se sar\u00e0 arrivo.<\/p>\n<p>Se c\u2019\u00e8 l\u2019arrivo, la vita in un nuovo paese, ma pu\u00f2 anche essere quello di origine, per chi immigra, \u00e8 sempre, e comunque, luogo di spaesamenti.<\/p>\n<p>E raramente ci sar\u00e0 il ritorno.<br \/>\nIn prospettiva piuttosto vi sono dinamiche dell\u2019eterno ritorno.<br \/>\nNon del ritorno.<\/p>\n<p>Donne di seconda generazione, nate in Italia, insieme alle loro madri, regalano le loro vite al pubblico.<br \/>\nSul palcoscenico della vita non c\u2019\u00e8 spazio per la finzione.<br \/>\nLa vita supera l\u2019immaginazione e la narrazione che stasera qui si inverano.<\/p>\n<p><strong>La \u201cGiovine Italia\u201d<\/strong> \u00e8 un\u2019opera d\u2019arte. E\u2019agita da:<\/p>\n<p><strong>Le Giovani: Ilaria Capraro, Yendry Fiorentino, Rosalia Gardelli, Xi Hu, Deqa Mohamed,<\/strong><strong>\u2028<\/strong><strong>Ikram Mohamed, Songul Murat, Sara Outabarrhist, Ana Sofia Solano, Luisa Zhou.<\/strong><br \/>\ninsieme a<br \/>\n<strong>Le Madri: Adriana Calero , Enza Levat\u00e8 , Suad Omar , Elena Ruzza , Vesna Scepanovic, Maria Abeb\u00f9 Viarengo, Flor de Maria Vidaurre.<\/strong><\/p>\n<p>Questi i nomi delle 16 donne protagoniste e interpreti di se stesse e di una societ\u00e0 in continuo e rapido divenire.<br \/>\nTestimoni privilegiate dell\u2019irripetibilit\u00e0 della condizione di donne migranti, le prime; di spaesamenti complessi, imprevedibili, multipli, e continui nel vissuto e nel portato di esistenze in cerca di identit\u00e0 e di appartenenza, le seconde.<\/p>\n<p>Le loro testimonianze suggeriscono che solo la convivenza basata sul rispetto di tutte le culture e di una rispettosa contaminazione fra esse, garantisce, e produce, vite collettive di libert\u00e0 e in libert\u00e0.<\/p>\n<p>Per vivere una vita, a livello planetario, che sia degna di essere tale per tutte e per tutti e che \u00e8 sempre pi\u00f9 il risultato dell\u2019INCONTRO fra tutte e tutti.<br \/>\nUn tempo si diceva il prodotto di un meticciato consapevole e rispettoso di tutte le reciprocit\u00e0.<\/p>\n<p>Non come avviene oggi in Italia ad ogni arrivo dei migranti, tipico e topico.<\/p>\n<p><em>\u201cLa richiesta per il richiedente asilo \u00e8 a tempo determinato.<\/em><br \/>\n<em>I primi sei mesi! impara l\u2019italiano.<\/em><em>\u2028<\/em><em>Poi \u2026 in Prefettura: racconta la tua storia !<\/em><br \/>\n<em>Puoi rimanere \u2026 o non puoi rimanere!!!<\/em><em>\u2028<\/em><em>Se \u00e8 s\u00ec, dopo sei mesi devi lasciare il centro di accoglienza.<\/em><br \/>\n<em>Se \u00e8 no, hai diritto ad un avvocato.<\/em><br \/>\n<em>Dopo l\u2019avvocato, puoi rimanere \u2026o non puoi rimanere!<\/em><em>\u2028<\/em><em>Se \u00e8 s\u00ec, dopo sei mesi devi lasciare il centro di accoglienza,<\/em><br \/>\n<em>se \u00e8 no, dopo 15 giorni devi lasciare la struttura.<\/em><br \/>\n<em>Per dove ?<\/em><br \/>\n<em>Non si sa, non si sa, non si sa, non si sa, non si sa! \u201c<\/em><br \/>\nCos\u00ec, con un urlo di impotenza e di rabbia, <strong>Madre Flor.<\/strong><\/p>\n<p>Strazianti sono pure le domande che Madre Flor pone a tutti:<\/p>\n<p><em>\u201cPerch\u00e9 l\u2019Italia dimentica il suo passato?<\/em><br \/>\n<em>Perch\u00e9 tutta questa indifferenza ?<\/em><br \/>\n<em>Perch\u00e9 tutto questo razzismo?<\/em><\/p>\n<p>Straziante e fiero \u00e8 il canto di <strong>Yendry<\/strong> che lancia la marcia di rivendicazione e di liberazione delle giovani figlie alla ricerca di una <strong>\u201cFreedom\u201d<\/strong> reale che sia anche il riconoscimento di tutti i diritti negati.<br \/>\nE del diritto di TUTTE e di TUTTI alla libert\u00e0 di realizzare i propri sogni.<\/p>\n<p>Nato nell\u2019ambito del bando MigrArti \u2013 promosso dal MIBACT \u2013 lo spettacolo \u201cLa Giovine Italia\u201d riflette sul rinnovamento della societ\u00e0 contemporanea messo in atto da persone<br \/>\ngiunte in Italia da ogni parte del mondo e indaga sul rapporto tra le generazioni.<br \/>\nPer una narrazione tutta al femminile.<\/p>\n<p>Il testo dello spettacolo \u00e8 il frutto di una drammaturgia corale che nasce dall\u2019attivit\u00e0 laboratoriale delle attrici della compagnia Almateatro con ragazze nate in Italia o giunte per ricongiungersi alla famiglia.<\/p>\n<p><strong>La Giovine Italia<\/strong> \u00e8 stato realizzato grazie alla cultura, alla competenza e alla professionalit\u00e0 di queste persone :<\/p>\n<p><strong>Conduzione laboratorio<\/strong>: <strong>Gabriella Bordin, Vesna Scepanovic, Maria Abeb\u00f9 Viarengo<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ha collaborato: Margherita Pancheri<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ricerca Testi e collaborazione drammaturgica: Vesna Scepanovic e Maria Abeb\u00f9 Viarengo, Elena Ruzza<\/strong><\/p>\n<p><strong>Organizzazione: Sara Consoli<\/strong><\/p>\n<p><strong>Luci : Alexis Doglio<\/strong><\/p>\n<p><strong>Regia: Gabriella Bordin<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ma se tutto sembra in salita, niente \u00e8 come sembra e niente \u00e8 come appare.<\/p>\n<p><em>\u00a0<strong>\u201cLa nostra strategia non dovrebbe essere solo quella di affrontare l\u2019impero, ma di assediarlo, privarlo dell\u2019ossigeno, disonorarlo, prenderlo in giro.<\/strong><\/em><\/p>\n<p><strong><em>Cos\u00ec con la nostra arte, la nostra musica, la nostra letteratura.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Con la nostra ostinazione, gioia e intelligenza.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Con la profonda instancabilit\u00e0 e la capacit\u00e0 che abbiamo di raccontare le nostra storie.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>STORIE che sono differenti da quelle che ci hanno inculcato, in cui ci hanno obbligato a credere.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>[ \u2026 ]<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>I grandi poteri avranno fine se ci rifiutiamo di seguire le loro idee, la loro versione della storia, le loro guerre ed armi, la loro idea di inevitabilit\u00e0.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Ricordiamoci che noi siamo molte e loro pochi.<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>Loro hanno bisogno di noi, pi\u00f9 di quanto noi abbiamo bisogno di loro.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Un altro mondo non solo \u00e8 possibile \u2026 sta arrivando !<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Nei giorni di quiete \u2026 posso sentirlo respirare \u2026 \u201d<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sul respiro corale di queste donne, sull\u2019autorevolezza delle loro vite, cos\u00ec importanti e necessarie per tutte e per tutti noi, in un silenzio assordante di commozione compartecipata, si spengono le luci sul palco di un teatro in empatia: non certo su questa storia che \u00e8 la NOSTRA storia.<\/p>\n<p><strong>Imperdibile.<\/strong><\/p>\n<p>_______________________________________<\/p>\n<p><em>Silvia Berruto, giornalista contro il razzismo<\/em><\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/silviaberruto.wordpress.com\/2016\/07\/01\/la-giovine-italia-imperdibile-a-torino-tutto-esaurito-al-teatro-vittoria-ieri-sera-e-laltra-sera\/\" >Go to Original \u2013 silviaberruto.wordpress.com<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Emigrare.<br \/>\nImmigrare.<br \/>\nQuasi mai sono scelte.<br \/>\nSpostarsi dalla propria terra di origine verso un\u2019altra terra, significa non sapere come sar\u00e0 il viaggio e soprattutto se sar\u00e0 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