{"id":82150,"date":"2016-10-31T12:00:24","date_gmt":"2016-10-31T12:00:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=82150"},"modified":"2016-10-29T16:40:43","modified_gmt":"2016-10-29T15:40:43","slug":"italiano-pericolo-di-guerra-che-fare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2016\/10\/italiano-pericolo-di-guerra-che-fare\/","title":{"rendered":"(Italiano) Pericolo di guerra. Che fare?"},"content":{"rendered":"<p><em>27 ottobre 2016 &#8211; <\/em>L\u2019opinione pubblica internazionale assiste impotente allo scivolamento verso scenari di guerra aperta, in assenza di una mobilitazione che ottenga per tempo dai governi saggi passi indietro. Non c\u2019\u00e8 solo il terrorismo nella \u201cguerra mondiale a pezzi\u201d da tempo in corso, che pu\u00f2 condurre a esiti incontrollabili. Sentiamo questo allarme, che sollecita riflessioni, dibattiti, impegno. Ma \u00e8 davvero immaginabile un confronto militare diretto tra Occidente e Russia? Cosa si pu\u00f2 fare?<\/p>\n<p>Non porta molto avanti l\u2019analisi delle diverse responsabilit\u00e0 nella storia, sia prima sia dopo la fine della Guerra Fredda, nel 1989, seguita da nuove guerre di interessi, mascherate da \u201cguerre di civilt\u00e0\u201d, come confessava il Nuovo modello di difesa italiano del 1991. Non serve a molto accusare di pi\u00f9 l\u2019influenza o dominio geopolitico occidentale, o di pi\u00f9 l\u2019espansionismo rivendicativo della Russia umiliata (trattamento sempre pericoloso). Serve che i popoli ottengano che tutti abbassino le minacce e le contro-minacce.<\/p>\n<p>Che fare? La grande mobilitazione mondiale del 15 gennaio 2003 e la campagna popolare delle bandiere non imped\u00ec la 2a guerra all\u2019Iraq. Allora, siamo impotenti? Mail-bombing sui governi? Preghiere in piazza delle varie religioni? Digiuni pubblici, non come ricatti, ma assunzione del dolore su di s\u00e9 per toccare le coscienze? Messaggi al \u201cnemico\u201d per indurlo al dialogo? Elezione di un \u201cministro della pace\u201d, come chiedevano Aldo Capitini e, in Parlamento, Tullio Vinay (cfr. il mio <em>La politica \u00e8 pace<\/em>, Ed. Cittadella 1998, pp. 46-49)? Una dichiarazione-richiesta di pace concordata al \u201cnemico\u201d dell\u2019Occidente, Putin? Una uguale dichiarazione-richiesta all\u2019alleato Usa?<\/p>\n<p>Sappiamo gi\u00e0 che nessun segno o manifestazione \u00e8 visibile se non ha forza sui media! Inchinarsi alle regole dei media?<\/p>\n<p>L\u2019azione pi\u00f9 profonda che pu\u00f2 avvenire \u00e8 l\u2019evoluzione mentale-morale (ciascuno in se stesso perch\u00e9 cresca in tutti) dalla ideologia della fatalit\u00e0 della guerra alla capacit\u00e0 di trasformazione-soluzione nonviolenta dei conflitti. Non \u00e8 utopia disperata perch\u00e9 la cultura corrente ha ancora da scoprire la storia del \u201csangue risparmiato\u201d (Anna Bravo), occultata dal fracasso delle guerre e da chi le celebra. Ci sono storie consistenti di lotte nonviolente, mezzi giusti per la giustizia, poco conosciute e considerate.<\/p>\n<p>In questo impegno sappiamo bene che la giustizia non \u00e8 affermata nella storia se non come frammenti profetici, apparizioni e non installazioni vincenti, ma sempre come tensione-aspirazione insopprimibile, nerbo e orizzonte della storia pur oscillante, ubriacata da qualche follia.<\/p>\n<p>Ma oltre i tempi profondi e lunghi, occorre agire e proporre decisioni sui tempi brevi, perch\u00e9 troppe vite soffrono e muoiono, offese e vilipese, la storia umana \u00e8 deviata dal suo senso, l\u2019umanit\u00e0 intera \u00e8 minacciata. Perch\u00e9 possa avvenire questa evoluzione umana bisogna rimuovere la causa che blocca il riconoscimento reciproco e divide l\u2019umanit\u00e0: la causa \u00e8 la volont\u00e0 di potenza, il capitalizzare ricchezza anche a danno altrui, la conquista di ricchezze sottraendole ad altri, l\u2019influenza sulle terre ricche di risorse sottratte a chi le abita, e tutto ci\u00f2 nella sottoconsiderazione dell\u2019umanit\u00e0 altrui. Francesco vescovo di Roma, sull\u2019aereo per la Polonia, il 27 luglio 2016, ha detto: \u00abC\u2019\u00e8 guerra di interessi, c\u2019\u00e8 guerra per i soldi, c\u2019\u00e8 guerra per le risorse della natura, c\u2019\u00e8 guerra per il dominio dei popoli: questa \u00e8 la guerra. Qualcuno pu\u00f2 pensare: \u201cSta parlando di guerra di religione\u201d. No. Tutte le religioni vogliamo la pace. La guerra, la vogliono gli altri. Capito?\u00bb. \u00c8 un\u2019accusa al capitalismo liberista, della libert\u00e0 senza giustizia.<\/p>\n<p>Il problema della guerra \u2013 che \u00e8 solo la pi\u00f9 vistosa e ripugnante delle tre forme della violenza (diretta, strutturale, culturale) \u2013 \u00e8 problema antropologico: quale relazione tra gli umani? Soci (socialismo non imposto) o rivali (competizionismo sfrenato)?<\/p>\n<p>Ed \u00e8 perci\u00f2 problema politico: della \u201cpolis\u201d, della citt\u00e0, dei \u201cmolti insieme\u201d, del \u201cmio\u201d che non \u00e8 contro il \u201ctuo\u201d perch\u00e9 sono entrambi il \u201cnostro\u201d. L\u2019obbligo reciproco \u00e8 originario (Simone Weil), prima del contratto sociale, perci\u00f2 prima di rapporti politici imposti dal pi\u00f9 forte. Nella politica umana la libert\u00e0 \u00e8 indivisibile: io non sono libero se non lo sei anche tu, e anche lui. Ed \u00e8 la giustizia \u2013 assicurare ad ognuno la sua dignit\u00e0, la possibilit\u00e0 di vita umana \u2013 che regola la libert\u00e0, che rende liberi. Non \u00e8 la libert\u00e0 di \u201clibere volpi fra libere galline\u201d, cio\u00e8 il \u201clasciar fare\u201d tra forti e deboli, che possa produrre giustizia, e dunque pace giusta.<\/p>\n<p>Il problema della pace nei rapporti politici \u00e8 passare dal \u201cpotere su\u201d al \u201cpotere di\u201d, riconosciuto a tutti. Trasformare gli uomini da rivali a soci, \u00e8 opera immane di maestri, di cultura, etica, mistica, spiritualit\u00e0. \u00c8 opera di tutto ci\u00f2, e anche della analisi critica dei fatti e dei movimenti sociali, purch\u00e9 vedano le dimensioni profonde della evoluzione che deve salvare l\u2019umanit\u00e0 dall\u2019autodistruzione. In questa linea propositiva, uno <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2015\/11\/20\/i-due-terrorismi-e-le-alternative-della-nonviolenza-nanni-salio\/\" >scritto di Nanni Salio<\/a> del novembre 2015, quasi suo testamento morale-politico, presenta le alternative nonviolente ai \u00abdue terrorismi\u00bb, quello di stato, quello ribelle, con proposte per il medio periodo e per il medio-lungo.<\/p>\n<p>Salio conclude: \u00abTutte queste misure possono essere ampliate e perfezionate ulteriormente. Per far ci\u00f2 \u201cnon basta la vita\u201d di una singola persona, per quanto geniale, creativa, amorevole come quella dei grandi maestri che ci hanno preceduto, da Gandhi a Martin Luther King, da Danilo Dolci ad Aldo Capitini, da Buddha a Gesu\u2019. E\u2019 un compito collettivo dell\u2019intera umanit\u00e0, possibile, doveroso, entusiasmante, per mettere fine alla violenza nella storia e far compiere un salto evolutivo alla natura umana.\u00bb<\/p>\n<p>_______________________________________<\/p>\n<p><em>Enrico Peyretti<\/em> <em>\u00e8 membro della <\/em><em><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/\" >Rete TRANSCEND per la Pace, Sviluppo e Ambiente<\/a><\/em><em>.<\/em><\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/10\/27\/pericolo-di-guerra-che-fare-enrico-peyretti\/\" >Go to Original \u2013 serenoregis.org<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019azione pi\u00f9 profonda che pu\u00f2 avvenire \u00e8 l\u2019evoluzione mentale-morale (ciascuno in se stesso perch\u00e9 cresca in tutti) dalla ideologia della fatalit\u00e0 della guerra alla capacit\u00e0 di trasformazione-soluzione nonviolenta dei conflitti. 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