{"id":82886,"date":"2016-11-14T12:01:45","date_gmt":"2016-11-14T12:01:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=82886"},"modified":"2016-11-14T11:14:27","modified_gmt":"2016-11-14T11:14:27","slug":"italiano-la-guerra-che-distrugge","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2016\/11\/italiano-la-guerra-che-distrugge\/","title":{"rendered":"(Italiano) La guerra che distrugge"},"content":{"rendered":"<p><em>4 novembre 2016 &#8211; <\/em>Chieri, 27 ottobre 2016<strong>:\u00a0<\/strong>Il Comitato Pace e Cooperazione Internazionale di Chieri (TO), in collaborazione con l\u2019Associazione \u2018Trame\u2019, ha organizzato nel 2016 un ciclo di incontri sul tema \u201cDIRITTO E CASTIGO. Richiedenti Asilo: dall\u2019accoglienza alle\u2026 spese militari\u201d.<\/p>\n<p>Il 3\u00b0 incontro, realizzato il 27 ottobre scorso, aveva come titolo \u201cLA GUERRA CHE DISTRUGGE\u201d, e in tale occasione gli organizzatori intendevano presentare al pubblico alcuni spunti su \u201c<em>Le cause che sono all\u2019origine delle migrazioni, gli scenari di guerra, il costo, la vendita e l\u2019uso degli armamenti\u201d. <\/em>A dialogare con il pubblico siamo state invitate Vanessa Maher(antropologa) per gli aspetti relativi ai flussi migratori, e io per la tematica delle spese militari e dei \u2018costi\u2019 che la militarizzazione porta con s\u00e9.<\/p>\n<p>In occasione di questa serata ho preparato delle note scritte che qui riporto, sperando che siano utili sia a completare quanto ho detto a voce, sia a favorire la riflessione sulla vastit\u00e0 e pervasivit\u00e0 con cui una visione e una mentalit\u00e0 \u2018guerresca\u2019 incidono sul vivere civile e sul ben-essere di persone, altri viventi, sistemi naturali.<\/p>\n<p><strong>SPESE COSTI DANNI<\/strong><\/p>\n<p>All\u2019inizio di un Convegno Internazionale da poco concluso a Berlino sono state presentate alcune cifre:<\/p>\n<p><strong>Peace Bureau Institute \u2013 Congresso di Berlino 30 settembre 3 ottobre 2016<\/strong><\/p>\n<p>Programmi umanitari<\/p>\n<ul>\n<li>60 milioni di persone dislocate<\/li>\n<li>125 milioni in situazioni di crisi<\/li>\n<li>Gli attuali costi per aiuti umanitari: 25 miliardi di $ annui<\/li>\n<li>Fondi mancanti 15 miliardi di $<\/li>\n<\/ul>\n<p>In una comunicazione del 5 Aprile 2016 il SIPRI (Stockolm International Peace Research Institute) informava che \u201cla spesa militare nel 2015 \u00e8 stata di 1,7 migliaia di miliardi di $, con un aumento dell\u20191% rispetto al 2014\u201d.<\/p>\n<p>Un po\u2019 di conti: l\u20191% di 1.700 miliardi di $ = 17 miliardi di $ \u2026<\/p>\n<p>Dunque, mentre ovunque nel mondo scarseggiano i fondi per alleviare le sofferenze di milioni di persone che sono state costrette ad abbandonare le loro case, i campi, il lavoro, spesso la famiglia, i governi destinano alle spese militari una quantit\u00e0 di denaro enormemente pi\u00f9 elevata.<\/p>\n<p>Le informazioni sulle spese militari, in Italia e nel mondo, sono abbastanza facilmente accessibili: tra gli altri, in Italia <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.archiviodisarmo.it\/index.php\/it\/%29\" >l\u2019Archivio Disarmo<\/a> e a livello internazionale il <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.sipri.org\/\" >SIPRI<\/a> (Stockolm International Peace Research Institute) forniscono dati aggiornati sulla maggior parte dei Paesi. Tali spese, dopo un periodo di declino, sono attualmente in forte crescita, e sono oggetto di indignazione da parte di chi le mette a confronto con i mancati finanziamenti per la societ\u00e0 civile (scuola, sanit\u00e0, posti di lavoro).<\/p>\n<p>Quanti soldi? Per fare che cosa? Con che esito? Queste sono le prime domande che vengono in mente quando ci si interroga sulle \u2018spese militari\u2019: ma mentre i dati numerici sono facili da rintracciare, meno facile \u00e8 rispondere alle altre due domande.<\/p>\n<p>Se poi spostiamo l\u2019attenzione dalle <strong>SPESE ai COSTI, e dai costi ai DANNI<\/strong>, diventa impossibile fornire risposte numeriche: per quel che riguarda i costi, si pu\u00f2 solo cercare di capire quali sono, e in che settori ricadono. Quanto ai danni, sono impossibili da quantificare: ma pu\u00f2 essere un esercizio utile sforzarsi di coglierne la vastit\u00e0 e la portata.<\/p>\n<p>David Wolfe, un ragazzo di Los Angeles, ha realizzato un video in cui mette a confronto le foto di Aleppo prima e dopo la guerra civile che ha devastato negli ultimi 5 anni la Siria. In brevissimo tempo il video ha realizzato pi\u00f9 di 13 milioni di visualizzazioni.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\"><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.left.it\/2016\/07\/14\/aleppo-siria-foto-prima-dopo-la-guerra\/\" ><strong>FOTO di Aleppo \u2013 prima e ora<\/strong><\/a><\/p>\n<p>Quanto \u00e8 stato speso per provocare una simile catastrofe? Nelle foto di David emerge non solo il disastro umanitario, ma la devastazione del territorio, con COSTI enormi, e l\u2019uccisione di un\u2019antica civilt\u00e0: un DANNO irreparabile.<\/p>\n<p><strong>SPESE<\/strong><\/p>\n<p>Come accennato, il SIPRI (Stockolm International Peace Research Institute) \u00e8 un istituto internazionale indipendente impegnato in ricerche su conflitto, armamenti, loro controllo e disarmo. Creato nel 1966, il SIPRI fornisce a politici, ricercatori, media e pubblico dati, analisi e raccomandazioni basate su fonti aperte.<\/p>\n<p>Ogni anno viene fornita una <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.sipri.org\/sites\/default\/files\/2016-03\/YB-15-Summary-ITA.pdf%29\" >traduzione sintetica in italiano<\/a> dalla quale si possono trarre utili informazioni su una variet\u00e0 di temi: non solo sulla spesa militare mondiale, ma anche sulla produzione e sui trasferimenti internazionali di armi, sulle forze nucleari, sui principali conflitti armati e le operazioni di pace multilaterali, nonch\u00e9 analisi aggiornate su aspetti importanti della sicurezza internazionale, della pace e del controllo degli armamenti.<\/p>\n<p>In una comunicazione del <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/11\/04\/la-guerra-che-distrugge-elena-camino\/%28https:\/www.sipri.org\/media\/press-release\/2016\/world-military-spending-resumes-upward-course-says-sipri%29\" >5 Aprile 2016 destinata ai media <\/a>il SIPRI informava che <em>\u201cla spesa militare nel 2015 \u00e8 stata di 1,7 migliaia di miliardi, con un aumento dell\u20191% rispetto al 2014\u201d. <\/em>Dopo alcuni anni di modesta riduzione, le spese militari stanno di nuovo crescendo, soprattutto in Asia, Europa centrale e orientale, e alcuni stati del Medio Oriente, mentre sono in declino in Africa e in America Latina.<\/p>\n<p>Secondo il SIPRI, gli Stati Uniti restano in cima alla lista, nonostante un lieve calo<em>, con 596 <\/em>miliardi di $. Altri Stati che hanno aumentato notevolmente le spese militari sono la Russia (del 7,5%, con una spesa di 66,4 miliardi di $), la Cina (del 7,4%, con una spesa di 215 miliardi di $), l\u2019Arabia Saudita (del 5,7%, con una spesa di 87,2 miliardi di $). L\u2019Arabia Saudita \u00e8 diventato il 3\u00b0 Paese del mondo nella lista delle spese militari. Pu\u00f2 essere interessante a questo proposito sapere, oltre a chi compra, anche chi vende. L\u2019Italia \u00e8 implicata: lo vedremo pi\u00f9 avanti.<\/p>\n<p>Come segnala lo stesso SIPRI, i dati forniti risentono della scarsa trasparenza di molti Paesi nel fornire i dati: tuttavia forniscono una indicazione di massima.<\/p>\n<p>Nelle due figure qui sotto si pu\u00f2 verificare anche la situazione dell\u2019Italia, come risulta dai dati raccolti da due fonti autorevoli (SIPRI e ISS): <strong>nel 2015 abbiamo speso tra 21 e 23,8 miliardi di $ (pari all\u20191,3% del PIL).<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/spese-costi-danni-x-CSSR-tab1-750x483-SIPRI.png\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-82887\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/spese-costi-danni-x-CSSR-tab1-750x483-SIPRI.png\" alt=\"spese-costi-danni-x-cssr-tab1-750x483-sipri\" width=\"700\" height=\"451\" srcset=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/spese-costi-danni-x-CSSR-tab1-750x483-SIPRI.png 750w, https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/spese-costi-danni-x-CSSR-tab1-750x483-SIPRI-300x193.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/a><\/p>\n<p>I media che informano il pubblico su questi dati <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2016\/07\/01\/spese-militari-litalia-investe-25-milioni-allora-al-via-campagna-per-creare-un-osservatorio-indipendente\/2873919\/%20%29\" >sono davvero pochi<\/a>. \u201c<em>Se vi stupisce il fatto che lo Stato italiano investa ogni ora due milioni e mezzo di euro in spese militari, di cui mezzo milione solo per comprare nuove bombe e missili, cacciabombardieri, navi da guerra e carri armati, allora vuol dire che c\u2019\u00e8 bisogno di maggiore informazione e di maggiore controllo democratico sulle spese militari nel nostro paese!\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Quali sono le \u2018voci di spesa\u2019 che contribuiscono al capitolo generale \u2018spese militari\u2019? I dati pi\u00f9 accessibili al pubblico sono quelli relativi all\u2019acquisto di armamenti: dalle armi leggere agli aerei, dai sottomarini alle bombe atomiche. Ma gli apparati militari richiedono molto di pi\u00f9: la formazione degli eserciti, l\u2019addestramento dei piloti, la manutenzione di spazi (dalle caserme ai poligoni di tiro), le ricerche di nuove tecnologie sono solo alcune delle voci che il settore \u2018difesa\u2019 di ogni paese deve affrontare \u2013 anche in situazioni di pace.<\/p>\n<p>Tra le spese militari rientrano anche quelle che riguardano gli armamenti nucleari: dai missili alle testate nucleari, alle basi blindate di stoccaggio delle bombe. Secondo i dati SIPRI, all\u2019inizio del 2015 <strong>nove Stati<\/strong> \u2013 Stati Uniti, Russia, Gran Bretagna, Francia, Cina, India, Pakistan, Israele e Repubblica Popolare Democratica di Corea (Corea del Nord) \u2013 si trovavano in possesso complessivamente di circa 15.850 armi nucleari, di cui 4.300 operative. Di queste, circa 1.800 sono tenute in stato di pronta disponibilit\u00e0 (cio\u00e8 impiegabili anche con breve preavviso). Nella Tabella sono riportati i dati del 2010 sui principali possessori di armi nucleari nel mondo e relativi costi in dollari (spese di base, e spese che comprendono manutenzione e sicurezza).<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/spese-costi-danni-x-CSSR-tab2-750x289-nuclear-weapons.jpg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-82888\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/spese-costi-danni-x-CSSR-tab2-750x289-nuclear-weapons.jpg\" alt=\"spese-costi-danni-x-cssr-tab2-750x289-nuclear-weapons\" width=\"700\" height=\"270\" srcset=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/spese-costi-danni-x-CSSR-tab2-750x289-nuclear-weapons.jpg 750w, https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/spese-costi-danni-x-CSSR-tab2-750x289-nuclear-weapons-300x116.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/a><\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/ilmanifesto.info\/atomiche-italia-allucinante\/\" >E\u2019 di questi giorni la notizia<\/a> che l\u2019Assemblea Generale dell\u2019ONU ha approvato una risoluzione perch\u00e9 dal 2017 partano i negoziati per un Trattato internazionale che vieti le armi nucleari. La risoluzione \u00e8 stata approvata da 123 Paesi, 16 Stati si sono astenuti ma 38 Paesi hanno votato contro, tra cui l\u2019Italia. In compagnia di quasi tutte le nazioni nucleari del mondo e tanti alleati degli Stati uniti che, come l\u2019Italia, hanno sul proprio territorio ogive nucleari: si chiamano bombe B61-12 e potranno essere montate sugli F35 che \u2013 a proposito di \u201ccosti della politica\u201d \u2013 ci costano pi\u00f9 di 15 miliardi di euro. I primi due F35 arriveranno nella base di Amendola l\u20198 novembre prossimo, ma senza le istruzioni per l\u2019uso, che resta quindi sotto il diretto controllo degli Usa.<\/p>\n<p><strong>COMPRA-VENDITA DI ARMI<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019articolo 11 della Costituzione Italiana \u00e8 chiaro: \u201cL\u2019Italia ripudia la guerra\u201d. Non solo, ma la nostra Repubblica favorisce la pace e chi opera in questa direzione. Eppure il mercato delle armi non conosce crisi e come ha detto Ban Ki Moon: \u201cIl mondo \u00e8 troppo armato e la pace \u00e8 sottofinanziata\u201d. L\u2019Italia \u00e8 particolarmente in difetto rispetto all\u2019Art. 11: non solo destina una parte rilevante delle sue risorse alle spese militari, ma contribuisce attivamente alle spese degli altri! Da un\u2019analisi dell\u2019Istituto di Ricerche internazionali Archivio Disarmo relativa alla relazione al Parlamento sulle \u201coperazioni autorizzate e svolte per il controllo dell\u2019esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento\u201d, emerge che \u201cnel 2014 il valore globale delle licenze di esportazione definitiva concesse dal ministero degli Esteri \u00e8 stato di 2.650.898.056, con un incremento del 23,3% rispetto all\u2019anno precedente\u201d.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 stato il 2015 a segnare un vero e proprio \u201crecord\u201d. L\u2019esportazione di armi italiane nel mondo ha segnato un +200% rispetto all\u2019anno precedente, per un valore globale delle licenze di esportazione di 8.247.087.068 di euro, come emerge dalla relazione annuale del Governo sull\u2019export militare italiano 2015<strong>.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Aspetti perversi del commercio di armi<\/strong><\/p>\n<p><em>Alimentano la guerra, vendono la sicurezza <\/em><\/p>\n<p>Tra i <em>big players<\/em> del settore della sicurezza dei confini dell\u2019Europa figurano aziende che producono sistemi militari, come Finmeccanica (che di recente ha assunto il nome Leonardo), che \u00e8 anche tra le prime quattro aziende europee esportatrici di sistemi militari, ed \u00e8 attiva nel vendere i propri sistemi d\u2019arma ai paesi del Medio Oriente e del Nord Africa, alimentando i conflitti che sono all\u2019origine della fuga di intere popolazioni. Frontex, la principale agenzia di controllo delle frontiere, ha visto accrescere molto il proprio bilancio tra il 2005 e il 2016, portandolo da 6,3 milioni a 238,7 milioni di euro. L\u2019industria degli armamenti e della sicurezza <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/09\/13\/intrecci-perversi-come-reagire-elena-camino\/%29\" >ha ottenuto anche gran parte dei finanziamenti di 316 milioni<\/a> di euro forniti dall\u2019UE per la ricerca in materia di sicurezza.<\/p>\n<p><em>Donne? Donne??? Donne????? <\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/spese-costi-danni-x-CSSR-donne.png\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-82889\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/spese-costi-danni-x-CSSR-donne.png\" alt=\"spese-costi-danni-x-cssr-donne\" width=\"400\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/spese-costi-danni-x-CSSR-donne.png 560w, https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/spese-costi-danni-x-CSSR-donne-300x149.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/a><\/p>\n<p>18 luglio 2016 a Bruxelles in occasione dell\u2019incontro ministeriale congiunto fra Consiglio d\u2019Europa e Consiglio di Cooperazione del Golfo che comprende Arabia saudita, Kuwait, Emirati arabi, Qatar, Bahrein, Oman, i giornalisti hanno posto alcune domande durante la conferenza stampa congiunta dell\u2019alto rappresentante della politica estera UE, Federica Mogherini e il ministro saudita Adel al Jubeir. In questa occasione <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.pressenza.com\/it\/2016\/07\/mogherini-sauditi-amore-incondizionato-nel-silenzio-assoluto\/\" >la <\/a><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.pressenza.com\/it\/2016\/07\/mogherini-sauditi-amore-incondizionato-nel-silenzio-assoluto\/\" >Mogherini ha ricordato<\/a> che \u201c<em>I paesi del Golfo sono il quarto mercato di esportazione dell\u2019Ue, per un flusso commerciale totale pari a 155,5 miliardi di dollari all\u2019anno nel 2015<\/em>\u201d. Un flusso crescente, +15% ogni anno. E, prosegue l\u2019alta rappresentante, \u201c<em>continueremo ad approfondire le nostre relazioni rimuovendo gli ostacoli al commercio, e proteggendo e promuovendo gli investimenti<\/em>\u201d.<\/p>\n<p><em>Ancora\u2026 donne? Donne?? Donne???<\/em><\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.liberopensiero.eu\/2016\/10\/12\/pinotti-arabia-saudita-italia-armi\/\" >Sul quotidiano online \u2018Libero Pensiero\u2019 del 12 ottobre 2016 <\/a>il giornalista Pietro Marino fornisce alcune informazioni sul commercio di armi in atto tra l\u2019Italia e l\u2019Arabia Saudita. Risale a un anno fa l\u2019invio di un carico di bombe partito dalla Sardegna e destinato all\u2019Arabia Saudita. Partendo da questo episodio la procura di Brescia ha aperto un fascicolo sull\u2019ipotesi di violazione della legge 185. La ministra Roberta Pinotti, chiamata in causa in quanto Ministro della Difesa, ha risposto che l\u2019export non \u00e8 di competenza della Difesa ma degli Esteri, e in un <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.greenreport.it\/news\/geopolitica\/bombardamento-saudita-strage-nello-yemen-la-ministra-della-difesa-pinotti-accusa-contratti-sauditi\/\" >comunicato<\/a> si \u00e8 mostrata comunque soddisfatta per i rapporti tra Italia e Arabia Saudita, consolidati durante una sua recente visita in Arabia Saudita: \u201c<em>L\u2019Italia guarda con grande interesse al ruolo dell\u2019Arabia Saudita, per la stabilit\u00e0 della regione, e al rafforzamento dei rapporti bilaterali tra i due Paesi<\/em>\u201d. Durante il colloquio\u00a0\u00e8 emersa l\u2019esigenza comune di assicurare la stabilit\u00e0 alle regioni del Medio Oriente e del Nord Africa allo scopo garantire alle popolazioni di queste regioni pace e sicurezza e favorire lo sviluppo economico e sociale, e si \u00e8 discusso anche \u201c<em>dello sviluppo della cooperazione bilaterale con un focus particolare sui settori della formazione e\u00a0dell\u2019addestramento militare\u201d. <\/em><\/p>\n<p>Eppure, secondo la legge n. 185 del 9 luglio 1990, \u201c<em>l\u2019esportazione ed il transito di materiali di armamento sono\u00a0vietati\u00a0verso i Paesi in stato di conflitto armato<\/em>\u201d.<\/p>\n<p><em>Il business della compra-vendita<\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/spese-costi-danni-x-CSSR-pinotti-750x549.jpg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-82890\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/spese-costi-danni-x-CSSR-pinotti-750x549.jpg\" alt=\"spese-costi-danni-x-cssr-pinotti-750x549\" width=\"500\" height=\"366\" srcset=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/spese-costi-danni-x-CSSR-pinotti-750x549.jpg 750w, https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/spese-costi-danni-x-CSSR-pinotti-750x549-300x220.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Da quanto emerge delle informazioni accessibili, l\u2019Italia \u00e8 inserita in un complesso flusso di produzione \u2013 acquisto \u2013 vendita di armamenti. Impegna i soldi dei contribuenti per affrontare delle spese militari (<strong>acquistando<\/strong>, dunque, aerei, navi, sommergibili ecc.); contemporaneamente produce (grazie a imprese private, spesso multinazionali) armamenti da <strong>vendere <\/strong>ai paesi \u2018amici\u2019 (dalle armi leggere agli aerei da caccia). Per la Ministra Pinotti: \u00ab<em>la produzione estensiva di sistemi per il cliente nazionale \u00e8 il prerequisito di referenza indispensabile ad ogni opportunit\u00e0 di vendita all\u2019estero<\/em>\u00bb e \u00ab<em>lo sviluppo del nuovo velivolo<\/em><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/11\/04\/la-guerra-che-distrugge-elena-camino\/#sdfootnote1sym\" ><em><sup>1<\/sup><\/em><\/a><em> collocherebbe l\u2019industria nazionale in posizione di vantaggio sul mercato internazionale in una finestra temporale nell\u2019ambito della quale potrebbero essere concretizzate ottime opportunit\u00e0 di collaborazione e\/o vendita<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>Nell\u2019immagine, la Ministra Pinotti a colloquio con i colleghi del Kuwait (<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.lastampa.it\/2016\/04\/05\/economia\/commessa-record-per-finmeccanica-caccia-eurofighter-al-kuwait-AsHtSrj69mafBDFwEupenO\/pagina.html%29:\" >si sta organizzando la vendita al Kuwait di aerei da caccia Eurofighter prodotti in Italia<\/a>).<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/milex.org\/\" >Il sito di Milex<\/a> (Osservatorio sulle spese militari italiane) ha pubblicato di recente (11 ottobre 2016) i documenti che attestano la richiesta \u2013 sottoposta al parere del Parlamento dal ministro della Difesa, Roberta Pinotti \u2013 per l\u2019acquisto di nuovi armamenti: 50 carri armati \u201cCentauro 2\u201d supercorazzati (520 milioni di Euro), 3 prototipi di elicotteri dotati di missili, razzi e cannoni, per una spesa di 487 milioni di euro. Che sarebbero la prima tranche di una serie che dovrebbe portare all\u2019acquisto di 136-150 unit\u00e0 (per una spesa di circa 1,5 miliardi). Costo complessivo oltre un miliardo di euro, quasi tutti a carico del Ministero dello Sviluppo Economico. Quindi\u2026 non saranno contabilizzati dal SIPRI tra le spese militari?!?!?<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/spese-costi-danni-x-CSSR-lettera.png\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-82891\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/spese-costi-danni-x-CSSR-lettera.png\" alt=\"spese-costi-danni-x-cssr-lettera\" width=\"501\" height=\"551\" srcset=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/spese-costi-danni-x-CSSR-lettera.png 501w, https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/spese-costi-danni-x-CSSR-lettera-273x300.png 273w\" sizes=\"auto, (max-width: 501px) 100vw, 501px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Fondi UE all\u2019industria delle armi?<\/strong><\/p>\n<p>Proprio in questi giorni il Parlamento Europeo e gli Stati Membri dovevano prendere una decisione<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/11\/04\/la-guerra-che-distrugge-elena-camino\/#sdfootnote2sym\" ><sup>2<\/sup><\/a> su una proposta \u2013 avanzata dalla Commissione Europea \u2013 di finanziare una \u201c<em>Preparatory action (PA) on Defence Research<\/em>\u201d, in altri termini di finanziare la ricerca a scopo militare. Programmi di ricerca per una difesa cooperativa sono essenziali \u2013 secondo questa proposta \u2013 per sostenere e migliorare capacit\u00e0 militari strategiche in Europa. La Commissione Europea, che attualmente finanzia progetti di Ricerca e Sviluppo (R&amp;D) esclusivamente civili o a doppio uso con il programma Horizon 2020 da 80 miliardi di Euro, ritiene necessario inserire un nuovo capitolo tematico, che riguarda la cooperazione alla difesa e il sostegno alle industrie di difesa europee.<\/p>\n<p>Sebbene il progetto menzioni, per il 2017, una possibile assegnazione di 25 milioni di Euro, in realt\u00e0 i piani dell\u2019industria bellica sono molto ambiziosi: il PA dovrebbe durare tre anni (2017-2019) per un totale di 80 milioni di Euro. Ma si tratta solo del primo passo verso un Programma di Ricerca per la Difesa Europea (European Defence Research Programme: EDRP) <strong>di 3,5 miliardi di Euro nella futura programmazione finanziaria. <\/strong><\/p>\n<p><strong>COSTI <\/strong><\/p>\n<p>Oltre alle ragioni che ci sono pi\u00f9 familiari per opporci alla guerra, oltre al fatto che \u00e8 orrenda, letale, che non risolve i conflitti e provoca dolore e strazio, vi sono altre ragioni che non emergono nelle discussioni e nei conti. La moderna macchina bellica, che utilizza una straordinaria potenza e permette di fare la guerra anche a grandi distanze, trasformando i conflitti locali in campi di battaglia globali, presenta numerosi costi nascosti. Costi che non vengono contabilizzati \u2013non compaiono nelle voci di spesa \u2013 ma che hanno effetti negativi sulle comunit\u00e0 umane, sugli altri viventi, sull\u2019intero pianeta.<\/p>\n<p><em>Economia di guerra contro economia di pace<\/em><\/p>\n<p>Il sistema militare \u00e8 un grande \u2018consumatore\u2019 di energie e materia, nonch\u00e9 di territorio ed acqua per le prove e le manovre. Inoltre, con l\u2019aumento delle dimensioni della sofisticazione del sistema militare, questi bisogni stanno crescendo.<\/p>\n<p>La guerra, e l\u2019insieme di apparati militari che la rendono possibile, consuma una enorme quantit\u00e0 di risorse (materiali ed energetiche) e produce una enorme quantit\u00e0 di scarti, per lo pi\u00f9 altamente inquinanti (dalla CO<sub>2<\/sub> alle scorie radioattive). Le guerre in Iraq, Afghanistan, Pakistan, Siria producono danni ambientali irreversibili sugli ambienti di quei Paesi. I veicoli militari consumano enormi quantit\u00e0 di carburante, che bruciando emette non solo CO<sub>2<\/sub>, ma una miscela di gas e polveri molto inquinanti, che danneggiano la salute delle persone e inquinano suoli e acque. I veicoli militari compattano il suolo rendendone impossibile la messa a coltura; sollevano polveri che, mescolate alle tossine prodotte durante le esplosioni, si diffondono ovunque, distruggendo colture e foreste, avvelenando l\u2019acqua, provocando malattie nelle popolazioni e negli viventi che abitano in quei luoghi.<\/p>\n<p>Ma i danni non sono localizzati alle aree di combattimento. Basta pensare alla CO<sub>2<\/sub>: il crescente aumento di produzione di questo gas, insieme ad altri gas effetto serra, sta contribuendo ad aumentare la temperatura media dell\u2019atmosfera e a produrre l\u2019acidificazione delle acque oceaniche. La componente emessa dal settore militare \u00e8 enorme, anche se non quantificata. E non viene neppure citata nei documenti che un anno dopo l\u2019altro vengono approvati nei vari convegni \u2013 ultimo quello di Parigi del dicembre 2015 \u2013 volti a mettere in atto pratiche virtuose per limitare l\u2019affetto serra. Non si sono studi ufficiali finanziati da enti pubblici, che abbiano l\u2019obiettivo di contabilizzare l\u2019impronta ecologica della guerra. Eppure alcuni studiosi gi\u00e0 da tempo avevano richiamato l\u2019attenzione sul carico ambientale del sistema militare, <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.psr.org\/chapters\/oregon\/assets\/pdfs\/remember-the-carbon-footprint.pdf\" >come scriveva gi\u00e0 anni fa Bruce E. Johansen<\/a>: \u201c<em>Attualmente conosciamo l\u2019impronta di carbonio di un pacchetto di patatine che compriamo in un grande magazzino, oppure quella di un paio di scarpe da jogging, ma la guerra resta non misurata. Se vogliamo essere davvero seri quando parliamo di impronta di carbonio, dobbiamo conoscere la quantit\u00e0 di gas serra prodotta da ogni battaglione che va in guerra, di ogni bomba sganciata, di ogni carro armato schierato. Mi sono chiesto quanta <\/em>CO<sub>2<\/sub><em> \u00e8 stata immessa in atmosfera dalla nostra guerra in Iraq \u2013 a partire da quella prodotta per trasportare 160.000 uomini di truppa e 130.000 contractors dagli USA fino in Iraq, spesso in aereo, con i loro equipaggiamenti e provviste. Ho letto che 1,4 milioni di bottiglie di acqua al giorno sono state inviate alle nostre truppe, per evitare la disidratazione nei caldi giorni estivi a Baghdad, e mi sono domandato quanto gasolio e benzina sono stati consumati per portare quelle bottiglie fino alle zone di guerra \u2013 e si tratta solo di una piccola fetta dell\u2019impronta di carbonio della guerra moderna<\/em>\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/spese-costi-danni-x-CSSR-tab3-750x410-us-military-climate.png\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-82892\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/spese-costi-danni-x-CSSR-tab3-750x410-us-military-climate.png\" alt=\"spese-costi-danni-x-cssr-tab3-750x410-us-military-climate\" width=\"700\" height=\"383\" srcset=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/spese-costi-danni-x-CSSR-tab3-750x410-us-military-climate.png 750w, https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/spese-costi-danni-x-CSSR-tab3-750x410-us-military-climate-300x164.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Non solo non si tiene conto dell\u2019impatto ambientale del sistema militare nel produrre effetto serra, ma sono davvero modesti gli investimenti per arginare il cambiamento climatico, pur essendo ormai evidente che le trasformazioni in atto sul nostro pianeta (dalle alluvioni ai processi di desertificazione) possono alimentare nuovi tragici conflitti e causare infinite sofferenze a numerose popolazioni costrette ad allontanarsi dai loro ambienti di vita. In questa guerra globale contro il nostro stesso pianeta, \u00e8 sempre pi\u00f9 difficile distinguere migranti ambientali dai profughi di guerra.<\/p>\n<p>Nello schema qui a fianco \u00e8 presentato un confronto fra la spesa pubblica <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/demilitarize.org\/major-new-ips-report-military-vs-climate-spending\/;%20%20%20http:\/www.ips-dc.org\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/CvsC-Report-1.pdf\" >per gli interventi militari e per i provvedimenti contro i cambiamenti climatici in USA eseguiti e previsti dal 2015 al 2017<\/a>.<\/p>\n<p>Gli Stati Uniti appaiono meno lungimiranti della Cina nell\u2019affrontare il cambiamento climatico. Nel 2016 gli USA stanno spendendo 2 volte e mezzo pi\u00f9 dei Cinesi per il settore militare, mentre i Cinesi destinano al problema climatico un budget che \u00e8 una volta e mezza pi\u00f9 grande degli americani.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/spese-costi-danni-x-CSSR-tab4-usa-china-military-climate.png\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-82893\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/spese-costi-danni-x-CSSR-tab4-usa-china-military-climate.png\" alt=\"spese-costi-danni-x-cssr-tab4-usa-china-military-climate\" width=\"700\" height=\"325\" srcset=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/spese-costi-danni-x-CSSR-tab4-usa-china-military-climate.png 745w, https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/spese-costi-danni-x-CSSR-tab4-usa-china-military-climate-300x139.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/a><\/p>\n<p><em>Finanziamenti militari vs investimenti civili<\/em><\/p>\n<p>Anche in tempi di pace i militari sono attivi: gli addestramenti dei soldati, dei piloti, dei marinai richiedono ingenti flussi di energia e materia (dai carburanti per i voli alle munizioni per gli addestramenti); la gestione delle basi \u2013 spesso in luoghi strategici lontani dalla nazione di appartenenza \u2013 implica un elevato consumo di territorio, un flusso ingente di rifornimenti, e la produzione di rifiuti spesso di difficile smaltimento. I frequenti ricambi di personale richiedono spese e consumi per viaggi anche su lunghe tratte. Non basta che si firmi un armistizio, o un trattato di pace. Un mondo orientato alla soluzione violenta dei conflitti si prepara costantemente alla guerra, permeando l\u2019intera societ\u00e0 civile: non solo distoglie ingenti risorse finanziarie da scopi pacifici, ma organizza il territorio, il sistema educativo, i temi e gli obiettivi della ricerca scientifica, sociale, economica. <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.sipri.org\/commentary\/blog\/2016\/opportunity-cost-world-military-spending\" >Alcuni dati possono servire come esempi<\/a>. Vengono confrontati i costi previsti per il raggiungimento degli Obiettivi di uno Sviluppo Sostenibile, fissati dalle Nazioni Unite nel 2015, rispetto alle spese militari sostenute nel 2015.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/spese-costi-danni-x-CSSR-tab5-750x544-military-spending-reallocation.jpg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-82894\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/spese-costi-danni-x-CSSR-tab5-750x544-military-spending-reallocation.jpg\" alt=\"spese-costi-danni-x-cssr-tab5-750x544-military-spending-reallocation\" width=\"700\" height=\"508\" srcset=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/spese-costi-danni-x-CSSR-tab5-750x544-military-spending-reallocation.jpg 750w, https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/spese-costi-danni-x-CSSR-tab5-750x544-military-spending-reallocation-300x218.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Da una <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/o.contactlab.it\/ov\/2002095\/2608\/t5V6uWD1B8COHfCey4G3JiQlNWSbHoX3o0RMnxXpzQd2r8otaKNwaqtu9BaAUXTb\" >comunicazione di Emergency<\/a>:<\/p>\n<p><em>Per l\u2019intervento militare in Afghanistan, in questi 15 anni, l\u2019Italia ha speso 6 miliardi di euro. <\/em><em>Gli Usa da soli hanno speso 700 miliardi di euro. Possiamo anche dirlo in un altro modo: i contribuenti in Italia e negli Stati Uniti, volenti o nolenti, hanno speso queste cifre. <\/em><em>[\u2026] Il lavoro di Emergency in Afghanistan, dal 1999 a oggi, \u00e8 costato poco pi\u00f9 di 84 milioni di euro. <\/em><em>Possiamo anche dirlo in un altro modo: abbiamo investito 84 milioni di euro in cura, lavoro, educazione e dignit\u00e0 sociale, grazie chi ha scelto di usarli cos\u00ec.<\/em><\/p>\n<p>Le guerre stimolano l\u2019attivit\u00e0 economica aumentando la domanda di beni e servizi necessari ai militari. Un aumento della domanda per sistemi d\u2019arma, munizioni, uniformi, veicoli militari aumenta l\u2019attivit\u00e0 produttiva a scopo bellico. Tuttavia le guerre, aumentando il personale militare e stimolando le attivit\u00e0 di guerra, fanno perdere l\u2019opportunit\u00e0 di stimolare altri tipi di attivit\u00e0 economiche, come la produzione di energia pulita o un aumento dell\u2019accesso all\u2019educazione. Quindi le opportunit\u00e0 di lavoro create dalla guerra dovrebbero essere confrontate con le opportunit\u00e0 offerte \u2013 a parit\u00e0 di finanziamenti \u2013 per lavori \u2018di pace\u2019. Nel 2014 una ricercatrice, Heidi Garrett-Peltier, <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/watson.brown.edu\/costsofwar\/files\/cow\/imce\/papers\/2014\/The%20Job%20Opportunity%20Cost%20of%20War2014.pdf\" >ha presentato una stima delle possibilit\u00e0 lavorative<\/a> offerte da una societ\u00e0 \u2018di guerra\u2019 rispetto a una societ\u00e0 \u2018di pace\u2019.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/spese-costi-danni-x-CSSR-tab6-750x459-jobs-military.png\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-82895\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/spese-costi-danni-x-CSSR-tab6-750x459-jobs-military.png\" alt=\"spese-costi-danni-x-cssr-tab6-750x459-jobs-military\" width=\"700\" height=\"428\" srcset=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/spese-costi-danni-x-CSSR-tab6-750x459-jobs-military.png 750w, https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/spese-costi-danni-x-CSSR-tab6-750x459-jobs-military-300x184.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/a><\/p>\n<p>L\u2019Autrice conclude il suo studio sottolineando che se gli Stati Uniti non avessero intrapreso guerre tra il 2011 e il 2014 le opportunit\u00e0 di lavoro sarebbero state da 1 a 2 milioni di posti di lavoro maggiori. Cos\u00ec, spendere in tempo di guerra non soltanto riduce le opportunit\u00e0 di avere un ambiente pi\u00f9 pulito e una popolazione pi\u00f9 scolarizzata, ma riduce le possibilit\u00e0 dei disoccupati di trovare impiego.<\/p>\n<p><em>Un caso ben documentato: il Regno Unito<\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/spese-costi-danni-x-CSSR-tab7-usa-military.png\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-82896\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/spese-costi-danni-x-CSSR-tab7-usa-military.png\" alt=\"spese-costi-danni-x-cssr-tab7-usa-military\" width=\"566\" height=\"441\" srcset=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/spese-costi-danni-x-CSSR-tab7-usa-military.png 566w, https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/spese-costi-danni-x-CSSR-tab7-usa-military-300x234.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 566px) 100vw, 566px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Grazie allo straordinario lavoro di documentazione di una Associazione inglese di scienziati (<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.sgr.org.uk\" >Scientists for Global Responsibility<\/a>, SGR) \u00e8 possibile avere a disposizione molti dati interessanti sul ruolo della ricerca e degli scienziati nel processo di militarizzazione di questo Paese. Processo che \u2013 con minore trasparenza \u2013 \u00e8 in atto in tutti i Paesi dell\u2019UE).<\/p>\n<p>Per quanto riguarda il finanziamento pubblico del settore Ricerca &amp; Sviluppo (R&amp;D) destinato al militare, la Tabella qui accanto illustra le principali voci di spesa.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/spese-costi-danni-x-CSSR-tab8-300x235-universities-usa-military.png\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-82897\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/spese-costi-danni-x-CSSR-tab8-300x235-universities-usa-military.png\" alt=\"spese-costi-danni-x-cssr-tab8-300x235-universities-usa-military\" width=\"400\" height=\"313\" \/><\/a><\/p>\n<p>Le Universit\u00e0 inglesi ricevono cospicui fondi per ricerche<\/p>\n<p>militari: in parte da fondi governativi, in parte da imprese del settore (BAE, AWE\u2013Atomic Weapons Establishment, Defence Technology Centres-DTC).<\/p>\n<p><strong>DANNI<\/strong><\/p>\n<p>La riflessione sulle SPESE e sui COSTI che le societ\u00e0 militarizzate devono affrontare fa emergere alcuni aspetti particolarmente vistosi del carico che la guerra, la sua preparazione e le sue conseguenze infligge alle popolazioni: sia a quelle direttamente e tragicamente coinvolte, sia a quelle che \u2013 apparentemente \u2013 vivono in pace. In realt\u00e0, come si \u00e8 cercato di esemplificare, ci sono ingenti spese, esplicite e occulte, e ci sono costi non solo economici, ma sociali e ambientali che solo in piccola misura vengono quantificati.<\/p>\n<p>Ma al di l\u00e0 delle SPESE e dei COSTI, ci sono dei DANNI che non si possono quantificare, per vari motivi: alcuni danni non sono valutabili in termini economici, come la perdita di vite umane, di una cultura, di un ecosistema. Ma soprattutto, alcuni danni non sono percepiti come tali dalle societ\u00e0 stesse che li subiscono: la perdita del senso di solidariet\u00e0, lo smarrimento di non sentire pi\u00f9 rispetto e reverenza per la Natura, la perdita di fiducia in un futuro equo. Tra i danni psichici che stanno permeando il nostro inconscio collettivo vi \u00e8 anche il senso di frustrazione di fronte alle sofferenze causate dalle varie forme di violenza: quella culturale del razzismo, quella strutturale degli scambi economici iniqui, quella diretta di guerre locali viste in diretta dalle televisioni globali.<\/p>\n<p>E\u2019 importante reagire: sia individualmente, sia collettivamente, con gruppi, istituzioni, movimenti. Molte sono le opportunit\u00e0 che ci vengono offerte per pensare e agire in modo costruttivo, e costruire, giorno per giorno, piccoli elementi di una societ\u00e0 di pace.<\/p>\n<p><strong>Tempi lunghi per costruire la pace<\/strong><\/p>\n<p><em>Riconversione delle spese militari<\/em><\/p>\n<p>Si \u00e8 concluso poche settimane fa il Congresso Mondiale dell\u2019IPB (international Peace Bureau) che aveva come titolo: <strong>Disarm! For a Climate of Peace \u2013 Creating an Action Agenda. <\/strong>Il tema principale dibattuto nel Congresso \u00e8 stato quello di individuare e intraprendere delle azioni concrete per convertire gli enormi investimenti destinati ai settori militari verso iniziative in grado di migliorare le condizioni di vita delle popolazioni civile. Tra i numerosi contributi presentati <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.ips-dc.org\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/CvsC-Report-1.pdf%29.\" >ecco un esempio di possibile \u2018conversione\u2019<\/a>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/spese-costi-danni-x-CSSR-tab9-military-climate.png\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-82898\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/spese-costi-danni-x-CSSR-tab9-military-climate.png\" alt=\"spese-costi-danni-x-cssr-tab9-military-climate\" width=\"700\" height=\"408\" srcset=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/spese-costi-danni-x-CSSR-tab9-military-climate.png 747w, https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/spese-costi-danni-x-CSSR-tab9-military-climate-300x175.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/a><\/p>\n<p><em>Al bando le armi nucleari<\/em><\/p>\n<p>E\u2019 in votazione proprio in questi giorni<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/11\/04\/la-guerra-che-distrugge-elena-camino\/#sdfootnote3sym\" ><sup>3<\/sup><\/a> (ottobre 2016) l\u2019approvazione della Risoluzione L. 41, \u00a0una <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.icanw.org\/campaign-news\/support-for-a-conference-in-2017-to-negotiate-a-treaty-banning-nuclear-weapons\/\" ><strong>raccomandazione<\/strong><\/a><strong> varata nel mese di agosto da un Gruppo di Lavoro aperto (OEWG) delle Nazioni Unite sul disarmo nucleare\u00a0<\/strong>svolto a Ginevra.\u00a0Pi\u00f9 di 100 Stati hanno partecipato a tale Gruppo di lavoro, con una schiacciante maggioranza che ha espresso un orientamento convinto ed esplicito per la proibizione delle armi nucleari come primo passo verso la loro eliminazione. Il progetto di risoluzione noto come L.41 che si voter\u00e0 si basa su due percorsi internazionali: l\u2019OEWG di Ginevra e il percorso umanitario iniziato con la conferenza di Oslo del 2014 e poi proseguita con Nayarit e Vienna (dicembre 2015).<\/p>\n<p>La Risoluzione propone\u00a0<strong>due Conferenze di negoziato da svolgersi per oltre 20 giorni complessivi<\/strong>\u00a0(dal 27 al 31 Marzo 2017 e dal 15 giugno al 7 Luglio 2017) presso la sede delle Nazioni Unite a New York.\u00a0Tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite, insieme con le organizzazioni internazionali e membri della societ\u00e0 civile, saranno invitati a partecipare a tali Conferenze.\u00a0I negoziati potrebbero continuare al di l\u00e0 di queste date.<\/p>\n<p><strong>Un Trattato che vieta le armi nucleari servirebbe a colmare il \u201cvuoto giuridico\u201d attualmente esistente in materia di armi nucleari<\/strong>, come riconosciuto e\u00a0<strong>sottolineato da alcuni anni dalla\u00a0<\/strong><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.disarmo.org\/ican\/a\/42119.html\" ><strong>Iniziativa Umanitaria<\/strong><\/a><strong> (<\/strong><strong><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.icanw.org\/pledge\/\" >Humanitarian Pledge)<\/a><\/strong> promossa da diverse organizzazioni internazionali. Una grave\u00a0 anomalia: <strong>quelle nucleari sono le uniche armi di distruzione di massa non ancora vietate dal diritto internazionale in modo globale e universale.<\/strong><\/p>\n<p>Le armi chimiche, armi biologiche, mine antiuomo e bombe a grappolo sono tutti armamenti espressamente proibiti attraverso Convenzioni internazionali.\u00a0La maggior parte delle Nazioni concorda con il fatto che la proibizione delle armi nucleari sia oggi l\u2019unico piano di azione adeguato alla luce delle conseguenze umanitarie catastrofiche del loro uso.<\/p>\n<p>I \u201cdisarmisti esigenti\u201d (Campagna osm-dpn, Energia Felice, WILPF Italia, Peacelink, Armes Nucl\u00e9aires STOP, Accademia Kronos e altri) in Italia chiedono che anche il nostro Paese svolga un ruolo attivo per votare la proibizione giuridica delle armi nucleari. Per saperne di pi\u00f9 <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.petizioni24.com\/italiaperilbando\" >si pu\u00f2 consultare il loro sito<\/a>.<\/p>\n<p><em>Ricerca, educazione e azione <\/em><\/p>\n<p>Per concludere ricorro a un articolo che Nanni Salio scrisse nel novembre 2015, pochi mesi prima di morire: \u201c<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2015\/11\/20\/i-due-terrorismi-e-le-alternative-della-nonviolenza-nanni-salio\/%20%2020%20novembre%202015.\" >I due terrorismi e le alternative della nonviolenza\u201d. <\/a>Rimando al testo completo, e cito qui la parte conclusiva, in cui Nanni sollecita \u2013 ancora una volta \u2013 a intraprendere progetti concreti di medio e lungo periodo, e ne segnala alcuni, frutto degli studi avviati da tempo nel campo della ricerca per la pace.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\"><em>1 Costituire e addestrare Corpi Civili di Pace con compiti di mediazione, interposizione e prevenzione, ispirandosi alle iniziative ed esperienze in corso da decenni e attuando le proposte presentate nelle principali sedi istituzionali internazionali, dall\u2019Unione Europea alle Nazioni Unite<\/em><\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\"><em>2 Riconvertire le industrie belliche e l\u2019intero complesso militare-industriale in industrie civili e centri di ricerca per la pace e la sperimentazione di tecniche di risoluzione nonviolenta dei conflitti.<\/em><\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\"><em>3 Promuovere percorsi di educazione alla pace e alla nonviolenza sia nel mondo della scuola sia nella societ\u00e0 in generale, per imparare ad affrontare i conflitti con creativit\u00e0, concretamente e costruttivamente, senza cadere nella trappola della violenza.<\/em><\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\"><em>4 Riconversione ecologica e intellettuale dell\u2019economia mondiale verso forme di economia gandhiana nonviolenta ispirate al paradigma della semplicit\u00e0 volontaria e del \u201cpartire dagli ultimi\u201d. E\u2019 una ricerca in atto, con sperimentazioni diffuse in ogni angolo del mondo, da cui c\u2019\u00e8 molto da imparare per superare la ristretta e distruttiva logica del capitalismo finanziario basato sulla crescita illimitata e sul profitto senza scrupoli.<\/em><\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\"><em>5 Utilizzare al meglio le attuali capacit\u00e0 di comunicazione su scala globale per costruire un \u201cgiornalismo di pace\u201d alternativo al \u201cgiornalismo di guerra\u201d tuttora dominante e che vediamo in azione a ogni evento luttuoso.<\/em><\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\"><em>6 Dialogo tra le religioni per riscoprire il comune fondamento basato sulla nonviolenza. Far conoscere in particolare le componenti pi\u00f9 coerentemente nonviolente presenti in ciascuna religione, dai Quaccheri ai Sufi, dall\u2019islam nonviolento di Badshah Khan, il \u201cGandhi musulmano\u201d, alle tradizioni nonviolente della cultura ebraica, il Tikkun (aver cura del mondo), e buddhista.<\/em><\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\"><em>7 La cultura scientifica e la tecnoscienza svolgono una funzione cruciale nei processi evolutivi dell\u2019umanit\u00e0, ma occorre orientarle anch\u2019esse, in tutta la loro enorme potenzialit\u00e0, verso la cultura della nonviolenza. La responsabilit\u00e0 sociale dei tecnoscienziati \u00e8 un punto nodale della ricerca scientifica.<\/em><\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\"><em>8 La cultura artistica, in tutte le sue principali manifestazioni, pu\u00f2 e deve essere orientata verso lo sviluppo di una creativit\u00e0 che favorisca la ricerca di soluzioni nonviolente ai conflitti umani. Cinema, teatro, pittura, musica, letteratura sono strumenti da utilizzare per facilitare sia la cura dei traumi subiti sia la elaborazione positiva di visioni del mondo pi\u00f9 armoniche.<\/em><\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\"><em>9 Affrontare la grave crisi delle democrazie rappresentative e partitiche occidentali, che nel corso del tempo si sono trasformate prevalentemente in oligarchie finanziarie e populismi di stampo reazionario. Promuovere la partecipazione attiva e diffusa e l\u2019autogoverno della cittadinanza.<\/em><\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\"><em>10 Considerare i due terrorismi come una malattia mentale, una patologia mortale dell\u2019umanit\u00e0. Utilizzare il paradigma medico della diagnosi, prognosi e terapia (del passato e del futuro) per curare gli attori sociali dei due terrorismi.<\/em><\/p>\n<p>Nanni conclude questo articolo sottolineando che per realizzare questi progetti <em>\u201cnon basta la vita\u201d di una singola persona, per quanto geniale, creativa, amorevole come quella dei grandi maestri che ci hanno preceduto, da Gandhi a Martin Luther King, da Danilo Dolci ad Aldo Capitini, da Buddha a Ges\u00f9. <\/em><\/p>\n<p><em>E\u2019 un compito collettivo dell\u2019intera umanit\u00e0, <strong>possibile, doveroso, entusiasmante<\/strong>, per mettere fine alla violenza nella storia e far compiere un salto evolutivo alla natura umana.<\/em><\/p>\n<p>Inventare la pace \u00e8 un metodo, una tecnica per ridefinire il modo in cui vediamo gli altri e noi stessi. Inventare la pace significa inventare i mezzi etici per immaginare il mondo in modo diverso.<\/p>\n<p>(Wenders &amp; Zournazi, Inventare la pace. Bompiani, 2014).<\/p>\n<p><strong>NOTE:<\/strong><\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/11\/04\/la-guerra-che-distrugge-elena-camino\/#sdfootnote1anc\" >1<\/a> Si tratta di 28 aerei da caccia che la Finmeccanica\/Leonardo costruir\u00e0 per lo Stato del Kuwait <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.armiespy.com\/28-caccia-eurofighter-al-kuwait-commessa-record-finmeccanica\/\" >http:\/\/www.armiespy.com\/28-caccia-eurofighter-al-kuwait-commessa-record-finmeccanica\/<\/a><\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/11\/04\/la-guerra-che-distrugge-elena-camino\/#sdfootnote2anc\" >2<\/a> La decisione \u00e8 stata presa, purtroppo, e positivamente, il 27 ottobre 2016: <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.sciencebusiness.net\/news\/79978\/New-defence-fund-approved-by-MEPs\" >Ingenti spese per la ricerca militare<\/a><\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/11\/04\/la-guerra-che-distrugge-elena-camino\/#sdfootnote3anc\" >3<\/a> <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/reachingcriticalwill.org\/images\/documents\/Disarmament-fora\/1com\/1com16\/resolutions\/L41.pdf\" >La risoluzione \u00e8 stata \u00a0approvata il 27 ottobre <\/a><\/p>\n<p>______________________________________________<\/p>\n<p><em>Elena Camino <\/em><em>\u00e8 membro della rete <a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/\" >TRANSCEND per la Pace, Sviluppo e Ambiente<\/a> e <\/em><em><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.assefatorino.org\" >Gruppo ASSEFA Torino<\/a><\/em><em>.<\/em><\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/11\/04\/la-guerra-che-distrugge-elena-camino\/\" >Go to Original \u2013 serenoregis.org<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u2022\t60 milioni di persone dislocate<br \/>\n\u2022\t125 milioni in situazioni di crisi<br \/>\n\u2022\tGli attuali costi per aiuti umanitari: 25 miliardi di $ annui<br \/>\n\u2022\tFondi mancanti 15 miliardi di $<br \/>\nIn una comunicazione il SIPRI informa che \u201cla spesa militare nel 2015 \u00e8 stata di 1,7 migliaia di miliardi di $, con un aumento dell\u20191% rispetto al 2014\u201d. <\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[46],"tags":[],"class_list":["post-82886","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-original-languages"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/82886","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=82886"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/82886\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=82886"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=82886"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=82886"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}