{"id":82948,"date":"2016-11-14T12:00:40","date_gmt":"2016-11-14T12:00:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=82948"},"modified":"2016-11-14T11:12:14","modified_gmt":"2016-11-14T11:12:14","slug":"italiano-il-mio-segni-i-miei-segni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2016\/11\/italiano-il-mio-segni-i-miei-segni\/","title":{"rendered":"(Italiano) Il \u201cMio\u201d Segni, I \u201cMiei \u201d Segni"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/segni-copia-silvia-berruto.jpg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-82949\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/segni-copia-silvia-berruto.jpg\" alt=\"segni-copia-silvia-berruto\" width=\"655\" height=\"439\" srcset=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/segni-copia-silvia-berruto.jpg 655w, 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sono spesso accompagnati dagli adulti.<br \/>\nMa, poich\u00e9 niente \u00e8 come sembra, spesso \u00e8 vero il contrario.<\/p>\n<p>300 eventi \u2013 spettacoli, laboratori, percorsi d\u2019arte \u2013 in cui la contaminazione di arti e linguaggi favorisce la comunicazione, la condivisione e gli scambi che \u201csegnano\u201d persempre<br \/>\n8 i giorni del festival<br \/>\n27.000 le presenze rilevate<br \/>\n6000 le studentesse e gli studenti, provenienti da scuole di ogni ordine e grado, di et\u00e0, \u201cdedicata\u201d, compresa fra i 18 mesi ai 18 anni \u2026<br \/>\nHo visto anche delle piccole e dei piccoli ottantenni (visibilmente) felici.<br \/>\n14500 i biglietti venduti<br \/>\nl\u201985 % degli eventi ha registrato il tutto esaurito.<\/p>\n<p>I luoghi del festival sono i luoghi storico-artistici della citt\u00e0 che hanno accolto con grande generosit\u00e0 culturale, e in tutto il loro splendore, il pubblico.<br \/>\nI luoghi simbolo di questa undicesima edizione sono stati il complesso museale di Palazzo Ducale e il Teatro scientifico del Bibiena.<\/p>\n<p>In una citt\u00e0 che apre tutti i suoi spazi artistici migliori e che si apre alla cultura allargata, e condivisa, dove la cultura e l\u2019arte sono per tutte e per tutti.<br \/>\nMantova, \u201cCapitale italiana della cultura 2016\u201d, tiene fede cos\u00ec al mandato che concepisce e intende promuovere i capisaldi del vivere di qualit\u00e0 e della qualit\u00e0 del vivere: il valore della cultura per la coesione sociale, l\u2019integrazione senza conflitti, la conservazione delle identit\u00e0, la creativit\u00e0, l\u2019innovazione, la crescita e lo sviluppo economico, il benessere individuale e collettivo.<\/p>\n<p>Poi ci sono i luoghi interiori, di rara bellezza, transumanti, quelli che ogni persona porta con s\u00e9 in tutti gli incontri proposti senza frontiere e senza barriere e che si socializzano grazie agli artisti e alle compagnie ((<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.segnidinfanzia.org\/it\/festival\/artisti\" >http:\/\/www.segnidinfanzia.org\/it\/festival\/artisti<\/a>) sempre aperti e pronti allo scambio col pubblico.<\/p>\n<p>Sono loro i portatori di complessit\u00e0, di soluzioni, di storie.<br \/>\nSono loro i facilitatori di esperienze, di sperimentazioni e di relazioni fra persone, suscitatori di empatie che restituiscono senso<br \/>\nalla vita singola e collettiva.<\/p>\n<p><strong>Segni<\/strong> \u00e8 un\u2019occasione di ben-essere.<br \/>\nTra narrazioni e persone che sono le vere opere d\u2019arte del festival, in cui les pi\u00e8ces e i VISSUTI che ciascun protagonista-spettatore pu\u00f2 vivere e con-dividere con altri, attraverso e tramite il teatro, l\u2019arte, gli spettacoli e i workshop, che altro non sono che dei pre-testi per vivere e costruire modi e mondi possibili.<\/p>\n<p>A Segni si sentono prima, e si coscientizzano poi, contenuti che potrebbero apparire degli slogan quali \u201cla Bellezza salver\u00e0 il mondo\u201d e \u201cil mondo salver\u00e0 la Bellezza\u201d.<br \/>\nI sogni trovano spazi e tempi consoni all\u2019intrinseco slancio all\u2019andare verso la loro realizzazione escatologica.<br \/>\nAll\u2019insegna della Bellezza \u00e8 stato il mio percorso in forma dell\u2019impegno di memoria, per ricordare di non dimenticare, il collettivo.<\/p>\n<p><strong>Il giardino delle magie. La storia di Andr\u00e9 e Dorine<\/strong> ha spalancato \u201cstupendit\u00e0\u201d al mio meravigliarmi, lasciandomi bouche b\u00e9ante.<br \/>\nLacrime mute, irrefrenabili, per la bellezza e per la complessit\u00e0 dei vissuti \u2013 l\u00ec e allora \u2013 in teatro, il San Leonardo, e nella vita di tutti i giorni, hanno prodotto grandi spostamenti del cuore e un rispettoso silenzio assordante dentro.<br \/>\nFin dentro all\u2019anima.<br \/>\nQuel fin dentro all\u2019anima che non si pu\u00f2 raccontare ma si pu\u00f2 solo vivere.<br \/>\nIn un giardino dove la magia di riti e di cerimonie necessarie ritmano la narrazione che si invera nella scoperta di felicit\u00e0 possibili.<br \/>\nPerch\u00e9, pur nella improbabilit\u00e0 di vite solo felici, nel mestiere di vivere, nella fatica e nel dolore di vivere, \u201cbisogna far la festa fino in fondo a questa vita\u201d come canta il nostro amico e chansonnier Marco Revelli.<br \/>\nO come fa il filosofo Andr\u00e9 Gorz, con la sua vita e con la sua Lettera a D. Storia di un amore, a cui si ispira la vicenda narrata nello spettacolo, testimone di quanto la magia e le cerimonie nella relazione rispettosa fra due individui, pur spaesati tra loro, possano costruire spazi e tempi per un amore cos\u00ec necessario da poter essere persempre.<br \/>\nOltre e al di l\u00e0 della vita.<br \/>\nUn d\u00e9cor di grande stupendit\u00e0 e di alto valore e senso della vita.<br \/>\nCon cerimonie dello stare insieme di rara bellezza, comprese le cerimonie degli addii, che, con raffinata sensibilit\u00e0 e bravura, Luigi d\u2019Elia accenna, quasi sussurra, ancorch\u00e9 nell\u2019inevitabilit\u00e0 del compiersi della vita narrata.<\/p>\n<p><em>An extraordinary love story teaches the more happiness you give, the more you will receive.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>What is home?<\/strong> (WIH) \u2013 laboratorio teatrale \u2013 un\u2019altra e alta cerimonia, \u00e8 un evento nell\u2019ambito di Epicentro Culturale Diffuso Valletta Valsecchi. Il quartiere delle fiabe, Tandem Europe.<br \/>\nRicerca e teatro.<br \/>\nIl laboratorio si \u00e8 svolto nell\u2019incantevole cornice di palazzo Te e precisamente nelle Fruttiere.<br \/>\nUno splendido spazio espositivo \u00e8 stai messo a disposizione del gruppo di ricerca per l\u2019arte della vita in uno spazio d\u2019arte.<br \/>\nEsperienza sublime.<br \/>\nUn laboratorio di ricerca in tre moduli, di due ore ciascuno, sul quesito \u201cCos\u2019\u00e8 casa\u201d.<br \/>\nI partecipanti, in due gruppi informali, hanno costruito suites poetiche in forma di microstorie, agite in chiave teatrale, sotto la regia di Antonio Panella e di Danila Barone del Teatro del piccione. Danila e Antonio, compagni di viaggio pi\u00f9 che trainer, hanno fatto emergere, maieuticamente, da ogni aspirante teatrante, la rispettiva singola idea di casa.<br \/>\nLa cerimonia dell\u2019introspezione, della messa in comune e della condivisione di \u201ccos\u2019\u00e8 casa\u201d tra gli aspiranti attori, qui attori di se stessi, portata a r\u00e8gime, \u00e8 divenuta sinfonia concertante che abbiamo \u201csuonato tutte e tutti insieme\u201d per il pubblico.<br \/>\nUn debutto in pubblico, e per il pubblico, dopo sole cinque ore di training a cui nessuno di noi aveva pensato anche in considerazione della profondit\u00e0 di questo viaggio collettivo interiore la cui forza mite e dolce ha potuto divenire dono per il pubblico.<br \/>\n\u201cSembra che ci conosciamo da sempre\u201d la conclusione di Andrea, uno dei partecipanti, \u00e8 uno dei segni che Segni ha marcato in NOI partecipanti. Persempre.<br \/>\nE questo che cos\u2019\u00e8 se non la realizzazione realizzata di un Community engagement in cui senso di appartenenza ed empatie eliminano persempre le esclusioni e le divisioni fra culture e persone?<\/p>\n<p>Per WIH ho prodotto, scritto, comunicato, messo in comune, condiviso e interpretato<br \/>\n\u00a9 TRANSUMANZE. My idea for home.<\/p>\n<p><em>A theatrical research path for everyone to communicate their idea of \u201chome\u201d<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Let\u2019s play kawara!<\/strong> (Italia\/Giappone) \u00e8 un laboratorio.<br \/>\nPi\u00f9 che di un laboratorio si pu\u00f2 parlare di una cerimonia dei suoni, in cui le percussioni hanno fatto ri-suonare, e subito sentire, il pulsare della vita che viene immediatamente associato all\u2019ancestrale battito del cuore.<br \/>\nNon c\u2019\u00e8 bisogno di parole quando c\u2019\u00e8 la musica \u00e8 lei il linguaggio praticato e insieme lo strumento per la conoscenza della propria e delle altrui culture.<br \/>\nLa proposta di sperimentazione, in forma ludica, di sonorit\u00e0 altre attraverso l\u2019uso di strumenti sconosciuti ma immediatamente suonabili come kawara, tegole giapponesi, amplifica nei pi\u00f9 piccoli (ma anche negli adulti) la capacit\u00e0 di ascolto e le capacit\u00e0 comunicative.<br \/>\nE\u2019 stata un\u2019esperienza forte dai contenuti socializzanti e didattici, che sollecita la partecipazione attiva e permette l\u2019espressione della creativit\u00e0 individuale e collettiva.<br \/>\nFavorisce processi di integrazione e di confronto fra il singolo e il gruppo. ll setting, grazie alla diversit\u00e0-novit\u00e0 dello spazio \u2013 eravamo in Santagnese10 officina creativa in Mantova invece che in un\u2019anonima aula scolastica \u2013 ha certamente propiziato i risultati della performance. Ho seguito la new kind of music delle piccole e dei piccoli dai tre ai cinque anni del lab di venerd\u00ec 28 ottobre e la disinvoltura e la capacit\u00e0 compositivo-musicali delle e dei concertisti, concertanti, della scuola d\u2019infanzia di San Giacomo delle Segnate, \u00e8 stata di rilievo che desidero segnalarla.<br \/>\nMusica con percussioni kawara e danza hanno riempito di felicit\u00e0 e di speranza questa community engag\u00e9e.<br \/>\nMakoto Nomura e Kumiku Yabu con questa little community hanno creato legami indissolubili e segni indelebili in chi li ha ascoltati e visti interagire con i piccoli musicisti.<br \/>\nPortando con s\u00e9 kawara che possono essere anche intesi come pezzi di casa \u2026<\/p>\n<p><em>A workshop to experience the sounds of Japanese rootfiles, made of heart and music and to compose a new kind of music<\/em><\/p>\n<p>Con il contributo di Japan Foundation. Questo evento era inserito nelle celebrazioni ufficiali del 150\u00b0 anniversario delle relazioni tra Giappone e Italia<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E poi ancora in viaggio verso il mondo dove casa di molti \u00e8 la savana dove, come dovunque, le contraddizioni della vita collettiva sono incalzanti.<br \/>\nAllora ho potuto ammirare <strong>YARON DAGGI. Una fiaba africana<\/strong><br \/>\nIl titolo significa bambino della savana.<br \/>\nMaman Ide, from Nigeria, \u00e8 l\u2019attore unico di questa pi\u00e8ce davvero necessaria.<br \/>\nPer la bellezza delle contaminazioni ben riuscite fra parola, musica, danza e l\u2019uso di figure animate per una narrazione delle complessit\u00e0 della vita collettiva nella savana.<br \/>\nMa soprattutto per la ricerca e per le possibilit\u00e0 ri-trovate di una convivenza possibile fra etnie diverse in una condivisione pacifica delle stesse terre e dello stesso spazio.<br \/>\nLa storia di Yaron Daggi evidenzia come soluzioni e convivenze pacifiche siano gi\u00e0 tra noi. A noi trovarle e riempirle di bellezza in ogni istante della nostra vita.<\/p>\n<p>Maman ha lasciato il Niger nel 2005. Dopo un viaggio, fatto anche di due anni di permanenza nella Libia dilaniata dalla guerra, vorrebbe tornare a casa.<br \/>\nMa nel 2011 il battello sul quale si imbarca lo porta a \u2026 Lampedusa.<br \/>\nDopo la permanenza in diversi campi profughi giunge a Mantova.<br \/>\nE nella danza della vita c\u2019\u00e8 posto per il senso e l\u2019esercizio di umanit\u00e0 ed ecco per lui l\u2019accoglienza.<br \/>\nNella dolcezza del canto di Maman c\u2019\u00e8 tutta la struggente nostalgh\u00eca per la sua terra.<br \/>\nE nelle sue parole che non capiamo c\u2019\u00e8 tutta la bellezza della narrazione di mondi e di soluzioni possibili.<br \/>\nImperdibile.<br \/>\nUna produzione Teatro all\u2019improvviso, 2016<\/p>\n<p><em>A traditional Africain fairy tale becomes a metaphor of the peaceful coexistence of different peoples in the same country<\/em><\/p>\n<p>E dopo transumanze, personali e non, ancora la perdita, del proprio paese, dei propri affetti in quell\u2019inevitabile progressivo allontanamento dalle proprie origini, ecco ancora migranze.<br \/>\nSegni \u00e8 cos\u00ec radicato nella storia e nell\u2019attualit\u00e0 che non puoi sfuggire alla provocazione delle responsabilit\u00e0 collettive: per chi volesse dimenticarsene non c\u2019\u00e8 scampo.<\/p>\n<p>Poi ho visto <strong>Senza sponda. Storie di uomini e migranti.<\/strong><br \/>\n<strong>Anteprima nazionale a Segni.<\/strong><br \/>\nSpettacolo ad alto dispendio energetico per l\u2019attore unico Giorgio Scaramuzzino che, tramite l\u2019espediente del quiz ben agito conil coinvolgimento diretto degli studenti presenti in teatro, ha provato a decostruire luoghi comuni e pre-giudizi sui migranti. Attraverso le risposte degli studenti Scaramuzzino restituisce lo spaccato di un\u2019Italia poco informata e ancor troppo dimentica delle proprie origini e, dello status attuale per molti Italiani, di e-migranti.<br \/>\nL\u2019indagine sulle ragioni delle migranze, attraverso la narrazione e la ricostruzione di storie vere, di ieri e di oggi, \u00e8 pregna di sogni e di speranze collettivi che dobbiamo assumere e a cui dobbiamo, a livello planetario, dare risposte e accoglienze.<br \/>\nPerch\u00e9 la storia del mondo \u00e8 storia di donne e uomini, di bimbe e bimbi, di giovani e minori non accompagnati, migranti.<br \/>\nTeatro dell\u2019Archivolto<\/p>\n<p><em>A show they tries to find the reasons why millions of people loo for a new land, a new country to live in.<\/em><\/p>\n<p>E la musica, la grande musica, accompagna migranti e stanziali.<br \/>\nNe Le citt\u00e0 incantate. Suoni e visioni dal Giappone, performance- concerto ed evento speciale insieme, ho potuto apprezzare l\u2019associazione, non indebita, fra segno grafico e gesto musicale per una contaminazione non improbabile.<\/p>\n<p>Con gli spettatori in prima fila.<br \/>\nBimbe e bimbi in prima fila.<br \/>\nSEMPRE.<br \/>\nSia all\u2019incontro delle 17,30 sia alla sera per l\u2019evento speciale.<br \/>\nGli adulti, anche i genitori, dietro a ri-guardo delle news generations.<br \/>\nA Segni \u00e8 cos\u00ec.<br \/>\nA Segni si fa cos\u00ec.<\/p>\n<p><strong>LE CITTA\u2019 INCANTATE<\/strong> rappresenta il climax di suoni e di visioni del Giappone agiti attraverso la music kawara e attraverso il segno di Dario Moretti, il di-segnatore di scene sul palco del Bibiena.<br \/>\nArte nell\u2019arte per arte in un tempio dell\u2019arte.<br \/>\nBellezze di almeno due techn\u00e9 per uno scambio-unione di linguaggi.<br \/>\nImprovvisazioni di tre artisti.<br \/>\nMakoto Namura e Kumiko Yabu parlano con Dario in uno scambio dal tocco e dal sapore \u201cmunariani\u201d cos\u00ec avevo definito la performance, in una sinestesia edificante che, nella sua compiuta bellezza, eleva lo spett-attore.<\/p>\n<p><em>What is the sound of rooftiles? Two Japanese musicians usethem as musical instruments duringan improvised visual concert with the artist Dario Moretti<\/em><\/p>\n<p>E ancora spazio per i sogni e per amare il mare.<br \/>\nPer <strong>La mer en pointill\u00e9s<\/strong><br \/>\nNon volevo perdere per nessuna ragione al mondo la storia vera di quell\u2019uomo che aveva un sogno: vedere il mare.<br \/>\nE che il sella alla sua bicicletta prova a raggiungere il mare.<br \/>\nUna non banale questione di mancanza di documenti impedir\u00e0 la realizzazione di uno dei pi\u00f9 bei sogni che sogno tutti i giorni.<br \/>\nInsuperabili Jean Quiclet e Nathalie Le Flanchec<br \/>\nD\u00e9cor e allestimento d\u2019antan per una storia indimenticabile.<br \/>\nCompagnia Bouffou Th\u00e9\u00e2tre<\/p>\n<p><em>A journey, a bicycle and a dream looking at the sea. An adventure that shows how little dreams can trigger great projects<\/em><\/p>\n<p>Con <strong>La grande foresta<\/strong> ho chiuso, senza finirlo, Segni 2016.<br \/>\nCon commozione, gioia, disperato senso della vita che ancora ritrovo nella narrazione lucida e discreta ma diretta dell\u2019attore unico Luigi d\u2019Elia.<br \/>\nStoria di pi\u00f9 vite, in una musica d\u2019insieme, dove regole, rispetto e saggezza s\u2019intrecciano e sono pi\u00f9 che una mera cosmologia o una Weltanschauung.<br \/>\nCi\u00f2 che fa la differenza \u00e8 un\u2019acculturazione rispettosa di ogni essere senziente, cosicch\u00e9 se la vita degli altri non deve andare sprecata, essa ci appartiene, insieme alla libert\u00e0, al cielo e a tutto ci\u00f2 che ha contribuito al suo essere di cui siamo interamente responsabili.<\/p>\n<p><em>Sette volte bosco, sette volte prato e poi tutto ritorner\u00e0 come era stato \u2026<\/em><br \/>\nAd libitum.<\/p>\n<p><em>A child, his grandfather and the rules of the woods: a world whose harmony must be respected<\/em><\/p>\n<p>A Segni un grande \u201cin bocca al lupo!\u201d<br \/>\nNell\u2019accezione che conosciamo.<br \/>\nO che tutti dovremmo imparare a conoscere.<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/silviaberruto.wordpress.com\/2016\/11\/13\/segni-il-mio-percorso-al-festival\/\" >Go to Original \u2013 silviaberruto.wordpress.com<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p> Il Festival di teatro, arte e spettacolo, giunto alla sua XI edizione, rinominato nel 2016 con New generations Festival, che si \u00e8 svolto a Mantova dal 26 ottobre al 2 novembre scorsi.<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[46],"tags":[],"class_list":["post-82948","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-original-languages"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/82948","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=82948"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/82948\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=82948"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=82948"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=82948"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}