{"id":83849,"date":"2016-12-05T12:00:12","date_gmt":"2016-12-05T12:00:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=83849"},"modified":"2016-12-03T13:56:35","modified_gmt":"2016-12-03T13:56:35","slug":"italiano-le-lotte-irrinunciabili-di-ieri-e-di-oggi-lidia-menapace-ad-aosta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2016\/12\/italiano-le-lotte-irrinunciabili-di-ieri-e-di-oggi-lidia-menapace-ad-aosta\/","title":{"rendered":"(Italiano) Le lotte irrinunciabili di ieri e di oggi. Lidia Menapace ad Aosta"},"content":{"rendered":"<p><strong>MenaPACE Lidia<\/strong>, alias Lidia Brisca, \u00e8 una donna dinamica intellettualmente onesta e decisa.<br \/>\nUn\u2019intellettuale necessaria.<\/p>\n<p>92 anni compiuti il 3 aprile scorso, Lidia ha percorso l\u2019Italia per condividere la riflessione, e poi l\u2019azione, sul REFERENDUM POPOLARE CONFERMATIVO che ha ad oggetto il seguente quesito referendario: Approvate il testo della legge costituzionale concernente \u201cdisposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione\u201d approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 88 del 15 aprile 2016.<br \/>\nIl testo di legge costituzionale \u2013 LA RIFORMA COSTITUZIONALE \u2013 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n\u00b088 del 15 aprile 2016, \u00e8 consultabile al seguente <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/documenti.camera.it\/leg17\/dossier\/pdf\/ac0500n.pdf\" >indirizzo.<\/a><\/p>\n<p>Il portato intellettuale, comprensivo di teoria e prassi politica, \u00e8 descritto, con lucida autocritica, in quello che lei stessa definisce il romanzo della sua vita \u201cCanta il merlo sul frumento\u201d.<br \/>\nIn copertina la sintesi di una vita spesa nella e per la comprensione degli accadimenti.Per un\u2019azione non violenta, (termine che Lidia scrive in due parole), creativa e propositiva.<br \/>\n\u201cAver percorso senza rigore, ma addirittura a capriccio il tratto della mia vita fino a qui a me ha fatto pensare quanto sia stata fortunata a nascere quando e dove nacqui, s\u00ec da poter partecipare nel corso di una sola vita alla Resistenza, al Sessantotto, alla crisi del capitalismo.\u201d<\/p>\n<p><strong>Lidia \u00e8<\/strong> (stata) Partigiana, appartenente al Comitato Nazionale Anpi (Associazione Nazionale Partigiani d\u2019Italia), femminista, pacifista, senatrice, docente universitaria, scrittrice.<\/p>\n<p>Donna <em>engag\u00e9e<\/em> dal percorso articolato e complesso, Lidia ha fatto parte dei movimenti cattolici progressisti, \u00e8 stata dirigente della Democrazia Cristiana (prima assessora della Provincia di Bolzano, e<br \/>\nha vissuto, come si legge in quarta di copertina del romanzo della sua vita, la diaspora della sinistra DC.<br \/>\nDocente universitaria alla Cattolica di Milano, da cui \u00e8 stata <em>allontanata<\/em> per aver scritto, nel 1969, <em>Per una scelta marxista<\/em>, Lidia dice: \u201cNon misi pi\u00f9 piede in universit\u00e0. E presi il gusto di andare a vendere \u201cil manifesto\u201d, che, all\u2019epoca, era una rivista e non ancora un quotidiano, proprio accanto all\u2019universit\u00e0.\u201d<br \/>\nL\u2019avventura al Manifesto, come la definisce lei, si concret(izz)a nel 1972 con l\u2019uscita del giornale.<br \/>\nE\u2019 Il Manifesto di Luigi Pintor, Luciana Castellina, Valentino Parlato, Aldo Natoli, Rossana Rossanda.<br \/>\n\u201cUn periodo davvero felice\u201d \u2013 ricorda Lidia \u2013 in cui \u201cla redazione del Manifesto fu definita dal Washington Post <em>il luogo pi\u00f9 fosforescente del mondo<\/em>\u201d e dove \u201cdavvero si potevano incontrare le intelligenze pi\u00f9 sfavillanti\u201d.<br \/>\nTeorica del femminismo italiano degli anni Settanta, estimatrice di Rosa Luxembourg che definisce una donna non oblativa, e attivista femminista, Lidia contribu\u00ec, con un articolo di cronaca, del 1971 su una marcia delle femministe americane in lotta per la propria emancipazione, contenente considerazioni sulle differenze fra femminismo italiano e americano, ad aprire un dibattito e una polemica che si protrarranno \u201cper diverso tempo\u201d. La questione femminista diventer\u00e0 uno dei temi portanti del Manifesto.<br \/>\n\u201cPer diversit\u00e0 di vedute e per dissensi\u201d, cos\u00ec spiega Lidia, \u201cfinisce la collaborazione col Manifesto\u201d.<br \/>\nConsigliera comunale nelle liste del Pdup nel 1981, presidente della commissione cultura quando era Renato Nicolini assessore alla cultura, Lidia rifiut\u00f2 la proposta, arrivatale indirettamente da Enrico Berlinguer, di entrare nella segreteria del Pci. \u201cForse \u00e8 una delle grandi occasioni perse della mia vita.\u201d<br \/>\nNel 1985 \u00e8 eletta consigliera con Democrazia proletaria nel Lazio. Nel merito di questa esperienza dichiara: \u201cIl livello delle discussioni e le capacit\u00e0 di progettazione erano decisamente bassi\u201d porteranno disillusione e l\u2019allontanamento di Lidia dalla politica istituzionale per pi\u00f9 di un decennio.<br \/>\nCandidata nelle liste di rifondazione comunista, \u00e8 senatrice dall\u2019aprile 2006 all\u2019aprile 2008. Di questo periodo ricorda: \u201ci miei due anni di senatrice si svolsero in un clima culturale e politico piuttosto regressivo, soprattutto sui temi che pi\u00f9 mi interessavano e mi interessano\u201d.<\/p>\n<p>Lidia \u00e8 una donna lungimirante che ha una visione precisa del mondo e delle cose.<br \/>\nStudiosa profonda e appassionata, esprime con energia le sue proposte politiche e sociali che sono convincenti, sostenibili, ancorate a salde teorie e prassi politiche ma sono soprattutto praticabili.<\/p>\n<p>In merito al NO per cui sta lottando, l\u2019analisi e la sintesi della sue speculazioni sono lucide, provocatorie come le sue affermazioni e le sue conclusioni.<\/p>\n<p>Lidia chiama questa operazione di riforma, <strong>revisione.<\/strong><br \/>\n<strong>Revisione costituzionale.<\/strong><br \/>\n<strong>Revisione e revisionismo<\/strong> sono termini storicamente screditati. Infatti tra i revisionisti vi sono quegli storici \u201cche cercavano di dimostrare che Hitler era una brava persona\u201d e altre tesi, antiscientifiche in quanto preconcette.<br \/>\nLa ricerca storica, pur nell\u2019approssimazione che \u00e8 insita nel suo essere e ricercare, pu\u00f2 raggiungere solo la certezza morale. \u201cIl livello che si pu\u00f2 raggiungere in queste ricerche \u00e8 la certezza morale. Per raggiungere la certezza morale bisogna avere un atteggiamento critico e onesto nello stesso tempo. Quindi non \u00e8 semplice. Quello che ci viene proposto \u00e8 invece un pasticcio.<br \/>\nChi propone la revisione, secondo Lidia, non ha letto il primo articolo della Costituzione.<br \/>\n\u201cE\u2019 troppo poco veramente proporre la revisione della Costituzione senza neanche aver letto il secondo comma dell\u2019articolo 1.<br \/>\nIl secondo comma dell\u2019articolo 1 recita \u201cla sovranit\u00e0 appartiene al popolo che la esercita \u2026 nelle forme e nei limiti della Costituzione.\u201d<br \/>\nIl popolo, prima delle sue determinazioni politiche, esercita la sovranit\u00e0.<br \/>\nHo fatto parte della Resistenza: sono partigiana combattente col grado di sottotenente \u2013 ridete pure!<br \/>\nC\u2019erano i monarchici con noi!<br \/>\nHo lottato nella Repubblica dell\u2019Ossola e per la repubblica. Nella Resistenza ci sono (stati) i verdi quelli di \u201cGiustizia e libert\u00e0, i rossi, Garibaldini e Matteotti, gli azzurri che erano monarchici, badogliani, lealisti e cattolici.<br \/>\nCome mai stavamo insieme? Perch\u00e9 era un\u2019operazione unitaria.<br \/>\nAndavamo d\u2019accordo?<br \/>\nNon era unanime, era unitaria.<br \/>\nDiscutevamo come matti!<br \/>\nE poi si decideva a voto.<br \/>\nSe non avessimo avuto questo tipo di visione (ndr) MAI la Resistenza avrebbe vinto.<br \/>\nAssolutamente MAI.\u201d<\/p>\n<p>Appassionata e circostanziata \u00e8 la descrizione della Resistenza.<br \/>\nAll\u2019improvviso interrompe la narrazione e chiede \u201cMi fate delle domande?\u201d.<br \/>\nNon allenta la tensione del pubblico, e, partendo dalla constatazione di un analfabetismo di ritorno allargato, incalza: <strong>\u201cSiamo diventati molto pi\u00f9 ignoranti di tanti anni fa\u201d<\/strong> non risparmiando una critica spietata alla collettivit\u00e0. L\u2019impoverimento del linguaggio e della coscienza politica, il prevalere di interessi privati, piuttosto che collettivi, sono alcuni degli aspetti negativi che connotano la societ\u00e0 attuale.<br \/>\nAl termine della seconda guerra mondiale, \u201c<strong>noi,<\/strong> <strong>allora<\/strong>, forse anche un po\u2019 ingenuamente, pensavamo che avremmo fatto un altro mondo, avremmo cambiato il mondo. Sembrava possibile tutto.<br \/>\nL\u2019ardimento dei nostri pensieri non aveva limite.\u201d<br \/>\nOggi prevale l\u2019atteggiamento del \u201cnon c\u2019\u00e8 niente da fare\u201d che porta molti addirittura a non andare pi\u00f9 neanche a votare.<br \/>\nIl calo di tensione \u00e8 pericoloso\u201d afferma Lidia che ha, e ha sempre avuto un atteggiamento positivo, dichiara: \u201cIo ho paura.\u201d<br \/>\nMa subito si riprende.<br \/>\n\u201cDopo la vittoria del NO alla revisione bisogna cominciare a capire su che cosa puntare.\u201d<br \/>\nLe buone pratiche sono forma e contenuto insieme delle proposte di Lidia .<br \/>\n\u201cSo gi\u00e0 che cosa proporr\u00f2 dopo la vincita del NO\u201d.<br \/>\nLidia proporr\u00e0 di promuovere una politica antisismica di riduzione del danno, contro la politica dell\u2019emergenza, \u201cche \u00e8 responsabile e colpevole\u201d nei confronti delle calamit\u00e0 naturali. E Lidia cita il terremoto.<br \/>\nOccasione per costruire piani di intervento, per la creazione di posti di lavoro, un lavoro \u201cutile e significativo\u201d, in considerazione delle caratteristiche del territorio italiano.<br \/>\nUna politica che potrebbe appassionare le persone e soprattutto aggregarle anche per salvare il patrimonio artistico italiano.<br \/>\n\u201cBisogna pensare in grande una politica della riduzione del danno : personale, animale, ambientale che per l\u2019Italia varrebbe trent\u2019anni di lavoro.\u201d<br \/>\nE ancora.<br \/>\n\u201cIo sarei proprio per fare una grande politica di alfabetizzazione\u201d contro l\u2019analfabetismo di ritorno \u201cche vorrebbe dire portare tutte e tutti al livello massimo possibile di uso della conoscenza, accumulo della conoscenza, ordinamento della conoscenza.<br \/>\nInsomma di cose da fare ce ne sarebbero \u2026 tantissime. Mi sembra strano che non ci si appassioni a questo.\u201d<\/p>\n<p>Forse la spiegazione l\u2019ha data la stessa Lidia che, poco prima, aveva affermato: \u201csiamo diventati un po\u2019 <em>idiotes<\/em> a furia di occuparci dei fatti nostri.<br \/>\nAbbiamo perso il gusto e forse anche la capacit\u00e0 di guardare lontano.\u201d<\/p>\n<p>Lidia Menapace ad\u00a0Aosta<\/p>\n<p>\u00ae Riproduzione riservata<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/silviaberruto.wordpress.com\/2016\/12\/02\/le-lotte-irrinunciabili-di-ieri-e-di-oggi-lidia-menapace-ad-aosta\/\" >Go to Original \u2013 silviaberruto.wordpress.com<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MenaPACE Lidia, alias Lidia Brisca, \u00e8 una donna dinamica intellettualmente onesta e decisa. 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