{"id":84251,"date":"2016-12-12T12:00:28","date_gmt":"2016-12-12T12:00:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=84251"},"modified":"2016-12-10T14:46:13","modified_gmt":"2016-12-10T14:46:13","slug":"italiano-lettera-a-me-stessa-di-paola-cattelino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2016\/12\/italiano-lettera-a-me-stessa-di-paola-cattelino\/","title":{"rendered":"(Italiano) Lettera a me stessa di Paola Cattelino"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_84252\" style=\"width: 410px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Paola-Cattelino-Aosta-Palazzo-regionale.jpg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-84252\" class=\"wp-image-84252\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Paola-Cattelino-Aosta-Palazzo-regionale.jpg\" width=\"400\" height=\"266\" srcset=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Paola-Cattelino-Aosta-Palazzo-regionale.jpg 655w, https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Paola-Cattelino-Aosta-Palazzo-regionale-300x199.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-84252\" class=\"wp-caption-text\">Paola Cattelino, Aosta, Palazzo regionale, 3 dicembre 2016 \u2013 \u00a9 Photo Silvia Berruto<\/p><\/div>\n<p><strong>Lettera a me stessa<\/strong> \u00e8 un libro necessario.<br \/>\nPer i destinatari collettivi.<br \/>\nPer NOI che, con l\u2019autrice, \u201croccia\u201d e cristallo insieme, siamo coinvolti nel difficile, talvolta faticoso, ma irrinunciabile compito di comunicare.<\/p>\n<p>Per una comunicazione intenzionale che \u00e8 una scelta.<\/p>\n<p>La scelta di voler comunicare a tutti i costi inventando ogni giorno e in ogni istante modi possibili e altri.<br \/>\nCon creativit\u00e0 della e nella comunicazione, obiettivo e modus insieme.<br \/>\nIn un rapporto bidirezionale inclusivo, dunque mai escludente, che \u00e8 fondamentale perch\u00e9 la comunicazione avvenga. Stilisticamente esclusivo per la raffinatezza e per l\u2019intensit\u00e0 che pu\u00f2 raggiungere.<br \/>\nMa anche semplicemente per quell\u2019intrinseca legge della comunicazione che si esemplifica in linguistica ponendo l\u2019assunto distintivo fra emissione e comunicazione: una radio che trasmette in una stanza vuota, emette. Due persone che intenzionalmente si parlano, comunicano.<br \/>\nLa qualit\u00e0 del comunicare \u00e8 per\u00f2 tutt\u2019altro che scontata ed \u00e8 tutta da verificare.<\/p>\n<p>Sei capitoli, per l\u2019introduzione di Luigino Vallet, presidente della Fondazione comunitaria della Valle d\u2019Aosta, Sostenere progetti di vita, con la prefazione di Maria Cosentino \u2013 una delle amiche di sempre del Coordinamento Disabilit\u00e0 della Valle d\u2019Aosta \u2013 intitolata Una sana testardaggine, una conclusione, i ringraziamenti, la biografia dell\u2019autrice, le foto di Stefano Torrione che realizza un primo piano di Paola che ti arriva sin dentro all\u2019anima, Germa che sigla la postfazione.<br \/>\nQuesto \u00e8 il libro.<br \/>\nQuesto il concerto che Paola, con i coautori dell\u2019opera, consegna a chi vuol com-prendere.<br \/>\nIn empatia. Con empatia suggerita e agita.<\/p>\n<p>Poi <strong>la dedica.<\/strong><\/p>\n<p>\u201cA volte nella vita<br \/>\nci possono essere dei momenti<br \/>\ndi cosiddetto silenzio,<br \/>\nnei quali si sente bisogno di fermarsi<br \/>\nper poi riprendere sperando di riuscire<br \/>\na dare un contributo positivo<br \/>\nalle persone che vivono intorno a noi.<\/p>\n<p>A tutta la mia famiglia.\u201d<\/p>\n<p>Segue quell\u2019<strong>incipit di riconoscenza per la vita vissuta<\/strong> anche \u201cin direzione ostinata e contraria\u201d, come mi sembra essere, talvolta, l\u2019esistenza di Paola:<\/p>\n<p>\u201cC\u2019\u00e8 chi ha tutto<br \/>\ne piange per una cosa<br \/>\nche non \u00e8 riudito ad ottenere,<br \/>\ne c\u2019\u00e8 chi non ha nulla,<br \/>\nma sorride e ringrazia ogni giorno<br \/>\nper la cosa pi\u00f9 preziosa che ha:<br \/>\nla vita.\u201d<\/p>\n<p>Alla ricerca di un modo nonviolento di comunicare che \u00e8 anche e insieme un modo nonviolento di vivere.<\/p>\n<p><strong>I titoli dei capitoli<\/strong> sono contenuti, forma e bussola.<br \/>\nCapitolo primo. Il passato \u00e8 la tua lezione. Il presente \u00e8 il tuo dono. Il futuro \u00e8 la tua motivazione.<br \/>\nCapitolo secondo. In un incontro \u00e8 fondamentale la prima impressione.<br \/>\nCapitolo terzo. Non si pu\u00f2 sapere tutto ci\u00f2 che pensano di te, ma si pu\u00f2 capire tanto da come ti trattano.<br \/>\nCapitolo quarto. Avere una relazione non significa necessariamente riuscire ad incontrarsi.<br \/>\nCapitolo quinto. Esserci quando \u00e8 il momento e non quando hai un momento: la differenza \u00e8 tutta qui.<br \/>\nCapitolo sesto. Non posso prendermi cura dell\u2019incontro con l\u2019altro se l\u2019altro non fa lo stesso.<br \/>\nConclusione. Trasformare una mancanza in assenza di bisogno \u00e8 degno della migliore tradizione zen.<\/p>\n<p>Nel finale dei ringraziamenti Paola conclude: \u201d [\u2026] da soli non si pu\u00f2 vincere e non si pu\u00f2 vivere senza l\u2019aiuto degli altri, ma (che) si pu\u00f2 vivere e non soltanto sopravvivere.\u201d<\/p>\n<p><strong>Per me Paola \u00e8 una Hoffnungstrager: una portatrice di speranze collettive.<\/strong><\/p>\n<p>Nel 1996 Paola \u00e8 la protagonista dell\u2019immagine conclusiva dell\u2019omonima exhibit black and white fotografica, esposta per l\u2019inaugurazione della Biblioteca regionale di Aosta, intitolata \u201cHoffnungstr\u00e4ger. Portatori di speranze collettive.\u201d<\/p>\n<p>Voleva essere ed \u00e8 una storia poetica contro l\u2019ineguaglianza delle esistenze prodotta dalla guerra \u2013 la nostra guerra in Bosnia, ricordi Maria \u2013 da incidenti che provocano limitazioni insanabili, da costruzionismi, anche linguistici, che dividono le persone fra \u201cnormalmente o diversamente abili\u201d mentre so bene che questo assunto \u00e8 \u201cquestione di tempo o di fato. A volte di scelte.\u201d<\/p>\n<p>Nessuna persona di buon senso recensirebbe questo libro cos\u00ec.<br \/>\nUna persona di buon senso ne consiglierebbe la lettura.<br \/>\nUn libro \u201cdenso\u201d afferma Chicco.<br \/>\n\u201cUn libro da leggere\u201d dice Maria.<\/p>\n<p><strong><em>Perch\u00e9 poi ti si porta dentro<\/em><\/strong><\/p>\n<div id=\"attachment_84253\" style=\"width: 665px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Perch\u00e9-poi-ti-si-porta-dentro-Aosta-1996-\u00a9-Photo-Silvia-Berruto.jpg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-84253\" class=\"size-full wp-image-84253\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Perch\u00e9-poi-ti-si-porta-dentro-Aosta-1996-\u00a9-Photo-Silvia-Berruto.jpg\" alt=\"\" width=\"655\" height=\"435\" srcset=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Perch\u00e9-poi-ti-si-porta-dentro-Aosta-1996-\u00a9-Photo-Silvia-Berruto.jpg 655w, https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Perch\u00e9-poi-ti-si-porta-dentro-Aosta-1996-\u00a9-Photo-Silvia-Berruto-300x199.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 655px) 100vw, 655px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-84253\" class=\"wp-caption-text\">Perch\u00e9 poi ti si porta dentro, Aosta, 1996, \u00a9 Photo Silvia Berruto<\/p><\/div>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/silviaberruto.wordpress.com\/2016\/12\/10\/lettera-a-me-stessa-di-paola-cattelino\/\" >Go to Original \u2013 silviaberruto.wordpress.com<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p> Lettera a me stessa \u00e8 un libro necessario. 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