{"id":84596,"date":"2016-12-26T12:00:11","date_gmt":"2016-12-26T12:00:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=84596"},"modified":"2016-12-22T16:30:40","modified_gmt":"2016-12-22T16:30:40","slug":"italiano-commento-al-messaggio-di-papa-francesco-per-la-giornata-della-pace","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2016\/12\/italiano-commento-al-messaggio-di-papa-francesco-per-la-giornata-della-pace\/","title":{"rendered":"(Italiano) Commento al messaggio di papa Francesco per la Giornata della Pace"},"content":{"rendered":"<p><em>14 dicembre 2016<\/em><em> &#8211; <\/em>Questo messaggio di papa Francesco (si legge in vatican.va), oltre la nota freschezza e chiarezza del linguaggio, mi pare che abbia l&#8217;importanza di un passo storico. Non \u00e8 solo una giusta esortazione alla pace, ma indica la nonviolenza interiore, attiva e politica come via alla pace. \u00c8 anche importante che in un documento di questa levatura la parola sia scritta\u00a0 unita (nonviolenza) e non staccata (non violenza), per esprimerne il carattere positivo e non solo negativo. Non si tratta tanto di non fare violenza, quanto di gestire i conflitti naturali della vita con forze umane costruttive. Francesco sottolinea il carattere attivo e costruttivo della linea culturale-morale-politica nonviolenta.<\/p>\n<p>Nessuno pu\u00f2 dirsi nonviolento, neppure Gandhi. Una volta egli si chiese: \u00abHo io in me la nonviolenza dei forti? Solo la mia morte lo mostrer\u00e0. Se qualcuno mi uccidesse e io morissi con una preghiera per il mio assassino sulle labbra, e il ricordo di Dio e la consapevolezza della sua viva presenza nel santuario del mio cuore, allora soltanto si potr\u00e0 dire che ho la nonviolenza dei forti\u00bb<a href=\"#_edn1\" name=\"_ednref1\">[i]<\/a>. Gandhi mor\u00ec cos\u00ec, da santo: aveva la nonviolenza del forte. Ma noi, se non abbiamo una fede cos\u00ec grande, ci diciamo soltanto, come Aldo Capitini, \u00abamici della nonviolenza\u00bb, che cerchiamo e studiamo.<\/p>\n<p>Papa Francesco assume e propone questo concetto dinamico, euristico, della nonviolenza: una ricerca, un cammino verso la pace,\u00a0 \u00abl\u2019unica e vera linea dell\u2019umano progresso\u00bb (citando Paolo VI, al n. 1 del messaggio).\u00a0 In questo documento il papa raccoglie e sviluppa decisamente lo spirito e la linea tracciata, elaborata e sperimentata da movimenti cristiani e non cristiani, prima e dopo le maggiori pronunce cattoliche nella <em>Pacem in Terris<\/em> e nel Concilio, e quelle del Consiglio Ecumenico delle Chiese. \u00abLa nonviolenza viene proposta come un metodo, realistico e pragmatico, per la gestione dei conflitti anche fra Stati, antidoto alla guerra di civilt\u00e0\u00bb, affermano gli autori di <em>Guerra pace nonviolenza<a href=\"#_edn2\" name=\"_ednref2\"><strong>[ii]<\/strong><\/a><\/em>, volume nato nel Movimento Internazionale della Riconciliazione, sezione italiana, che documenta, nei 50 anni dal Concilio, come la \u201clobby per la pace\u201d intervenne efficacemente presso i padri conciliari, e come oggi \u00able chiese si avvicinano alla nonviolenza\u00bb.<\/p>\n<p>Un&#8217;ultima espressione importante di questo lavoro di base \u00e8 l&#8217; \u201cAppello alla Chiesa Cattolica per promuovere la centralit\u00e0 della nonviolenza evangelica\u201d, rivolto\u00a0 dai partecipanti all\u2019incontro su \u201cNonviolenza e Pace giusta\u201d (Roma, 11-13 aprile 2016, convocato da Pax Christi International, dal Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, UISG\/USG e molte altre organizzazioni cattoliche internazionali). Quell&#8217;appello diceva anche: \u00abNoi proponiamo che la Chiesa cattolica sviluppi e prenda in considerazione il passaggio a un approccio di Pace giusta basato sulla nonviolenza evangelica\u00bb. Francesco risponde anche a questo appello. Il suo ministero cattolico si avvale anche della collaborazione dei laici cattolici e non cattolici.<\/p>\n<p><strong>La pace giusta<\/strong><\/p>\n<p>Il concetto di \u201cpace giusta\u201d, basata sulla giustizia, sta sostituendo positivamente l&#8217;antico concetto di \u201cguerra giusta\u201d, o meglio giustificata a determinate condizioni, che per secoli \u00e8 stato centrale nella riflessione morale cristiana sulla guerra, e abusato dalla volont\u00e0 di potenza di sovrani e stati. La nonviolenza \u00e8 stata a lungo vista come virt\u00f9 personale \u2013 e certamente lo \u00e8, come ribadisce papa Francesco in questo messaggio, perch\u00e9 tutto comincia dal cuore \u2013 ma estranea alla politica, consegnata alla volont\u00e0 di successo con ogni mezzo. La cultura della pace dell&#8217;ultimo secolo compie proprio il passaggio dalla mitezza privata alla nonviolenza attiva come carattere della politica giusta. E papa Francesco si pone esattamente in questa evoluzione di cultura e di etica politica ,\u00a0 con l&#8217;indicare la nonviolenza come \u201cstile\u201d di una politica che lavori per la pace, per l&#8217;umanizzazione, per il bene comune e per la stessa sopravvivenza dell&#8217;umanit\u00e0.<\/p>\n<p>La nonviolenza positiva si esercita nei rapporti interpersonali, sociali, internazionali. Come nei conflitti micro, cos\u00ec anche nei meso e macroconflitti, tutti possono essere protagonisti, e non solo chi \u2013 stati, eserciti, potenze \u2013 ha forze materiali tremende per decidere e imporre soluzioni. Persino le vittime, dice Francesco! \u00abQuando sanno resistere alla tentazione della vendetta, le vittime della violenza possono essere i protagonisti pi\u00f9 credibili di processi nonviolenti di costruzione della pace\u00bb (n.1 del testo). La loro forza \u00e8 la forza della coscienza e dell&#8217;unit\u00e0 umana, che certamente ha bisogno di consapevolezza, cio\u00e8 educazione e cultura, ha bisogno di coraggio, sostenuto dai cooperatori e dal clima morale, come hanno saputo fare i leaders citati dal papa nelle lotte nonviolente, pi\u00f9 convenienti ed efficaci delle guerre e rivoluzioni armate. Qui possiamo ricordare che su 323 rivoluzioni del secolo XX, quelle nonviolente sono state un centinaio, e hanno avuto successo al 53%; quelle violente, invece, al 26%. Nel periodo 1975-2002, sono state 47 le rivoluzioni nonviolente, o per lo pi\u00f9 non violente; su 18 condotte da forze nonviolente e coese, 17 hanno vinto e una sola ha avuto un successo parziale.<a href=\"#_edn3\" name=\"_ednref3\">[iii]<\/a><\/p>\n<p>Nella \u201cguerra mondiale a pezzi\u201d, si chiede il papa, siamo oggi pi\u00f9 consapevoli o pi\u00f9 assuefatti? C&#8217;\u00e8 oggi meno violenza di ieri? Quest&#8217;ultima \u00e8 la tesi ottimistica di Steven Pinker.<a href=\"#_edn4\" name=\"_ednref4\">[iv]<\/a> A questa tesi porta una correzione importante Giuliano Pontara, maestro negli studi gandhiani: \u00abPinker calcola la violenza di una guerra in relazione alla popolazione mondiale al tempo in cui la guerra avviene\u00bb e cos\u00ec la peggiore atrocit\u00e0 risulta per lui un&#8217;antica guerra civile cinese, nell&#8217;ottavo secolo, che fece 36 milioni di morti, pari a un sesto della popolazione mondiale stimata di allora. Ma la misura oggi comunemente impiegata, pi\u00f9 aderente, per calcolare la violenza di una guerra \u00e8 il numero di morti all&#8217;anno su centomila persone: con questa misura \u00abla seconda guerra mondiale risulta essere la guerra pi\u00f9 violenta sinora verificatasi sul pianeta\u00bb. Se si calcolano anche i lunghi effetti collaterali sugli innocenti e sull&#8217;ambiente \u00abla guerra \u00e8 oggi moralmente ingiustificabile\u00bb. <a href=\"#_edn5\" name=\"_ednref5\">[v]<\/a><\/p>\n<p>Perci\u00f2, nessun ottimismo, e invece tutto l&#8217;allarme che Francesco ripete sulla guerra mondiale fatta di varie guerre in corso nel mondo, causate dalla volont\u00e0 di dominio e di speculazione.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;illusione delle armi<\/strong><\/p>\n<p>A che scopo la grande violenza militare? Permette forse di raggiungere obiettivi di valore duraturo? Tutto quello che ottiene \u00e8 scatenare rappresaglie e spirali di conflitti letali, e enormi sofferenze e danni, ma benefici solo a pochi \u201csignori della guerra\u201d, dice chiaramente il papa (cfr n. 2).\u00a0 \u00abGrandi quantit\u00e0 di risorse sono destinate a scopi militari e sottratte alle esigenze quotidiane (\u2026) della grande maggioranza degli abitanti del mondo\u00bb (n. 2). \u00abLa forza delle armi \u00e8 ingannevole\u00bb (n. 4).<\/p>\n<p>Il pensiero della pace, da sempre (Erasmo, Kant, Simone Weil, &#8230;), denuncia la tragica illusione che le armi omicide possano ottenere vera difesa, liberazione e giustizia. Le armi comportano un alto rischio di disumanizzazione per chi le usa, sia pure come tragica necessit\u00e0 contro una pi\u00f9 grave violenza. Le armi, o stabiliscono al potere nuovi violenti, o impegnano ad un lungo lavoro di purificazione chi si \u00e8 sentito obbligato dalla situazione ad usarle. Il cammino della nonviolenza non condanna, per esempio, la Resistenza al nazifascismo, anzitutto perch\u00e9 fu in gran parte una alta reazione morale, con mezzi nonviolenti, e non fu unicamente armata, e poi perch\u00e9 \u00e8 progredita la coscienza ed \u00e8 cresciuta la conoscenza dei metodi e delle esperienze nonviolente . \u00abSe facessimo la resistenza come l\u2019abbiamo fatta ieri, con l\u2019animo di oggi, saremmo in\u00a0 peccato\u00bb scriveva gi\u00e0 nei primi anni &#8217;50 Primo Mazzolari <a href=\"#_edn6\" name=\"_ednref6\">[vi]<\/a><\/p>\n<p><strong>Gandhi non \u00e8 assolutista<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;insegnamento di Gandhi non \u00e8 assolutista. Insegnava chiaramente che alla violenza non si deve sottomettersi, ma si deve opporsi anche col patire (che non \u00e8 subire);\u00a0 per non essere vili, collaboratori passivi del male, si deve opporsi e disobbedire, in casi estremi anche con la violenza. Scriveva: \u00abCredo che nel caso in cui l\u2019unica scelta possibile fosse quella tra la codardia e la violenza, io consiglierei la violenza. [&#8230;] Tuttavia sono convinto che la nonviolenza \u00e8 infinitamente superiore alla violenza, che il perdono \u00e8 cosa pi\u00f9 virile della punizione\u00bb.<a href=\"#_edn7\" name=\"_ednref7\">[vii]<\/a>\u00a0\u00a0 E se qualcuno ha voluto vedervi una concessione alla violenza necessaria, Gandhi ha scritto pure: \u00abNon ho mai considerato la violenza come una cosa permessa. Ho semplicemente distinto tra il coraggio e la codardia. L\u2019unica cosa lecita \u00e8 la nonviolenza. La violenza non pu\u00f2 mai essere lecita (&#8230;) rispetto alla legge fatta dalla natura per l\u2019uomo. Tuttavia, sebbene la violenza non sia lecita, quando viene usata per autodifesa o a protezione degli indifesi, essa \u00e8 un atto di coraggio, di gran lunga migliore della codarda sottomissione. Quest\u2019ultima non reca beneficio a nessun uomo e a nessuna donna. Nella violenza esistono molti gradi e variet\u00e0 di coraggio. Ciascun uomo deve saperli giudicare da solo. Nessun altro pu\u00f2 farlo o ha il diritto di farlo al suo posto\u00bb.<a href=\"#_edn8\" name=\"_ednref8\">[viii]<\/a><\/p>\n<p>Dunque, al male (dominio, ingiustizia) si deve anzitutto reagire, e poi\u00a0 si deve scegliere tra i mezzi violenti e i mezzi nonviolenti della risposta. Ecco dunque che la nonviolenza \u00e8 tutto l&#8217;opposto della rassegnazione passiva, \u00e8 parte attiva nel rifiutare la prima violenza, ed \u00e8 l&#8217;alternativa di valore morale e pratico alle reazioni violente che imitano (e cos\u00ec confermano) la violenza precedente. Questa violenza non \u00e8 solo quella delle armi, diretta, materiale, \u00e8 molto pi\u00f9 spesso una violenza strutturale, nelle divisioni sociali, nelle leggi discriminanti, nell&#8217;economia che non serve alla vita ma al profitto. Parlando di Madre Teresa il papa afferma che i potenti della terra, devono \u00abriconoscere le loro colpe dinanzi ai crimini \u2013 dinanzi ai crimini! \u2013 della povert\u00e0 creata da loro stessi\u00bb (n. 4). C&#8217;\u00e8 una violenza statica esercitata delle enormi diseguaglianze che causano povert\u00e0 e offesa. A questa violenza economica sistemica \u00e8 giusto opporsi con metodi e mezzi nonviolenti. In questo impegno inventivo e costruttivo lavorano, con una miriade di esperienze molecolari non clamorose, i movimenti nonviolenti di base.\u00a0 \u00c8\u00a0 importante che l&#8217;informazione faccia conoscere queste esperienze per incoraggiare (la disperazione \u00e8 cattiva consigliera) le popolazioni sulla via della giustizia nonviolenta. La nonviolenza ha una storia e una presenza, non \u00e8 solo utopia (v. in rete \u201cDifesa senza guerra\u201d).<\/p>\n<p><strong>Ges\u00f9 leader nonviolento<\/strong><\/p>\n<p>Anche se noi cristiani,\u00a0 suoi seguaci nei secoli, abbiamo concesso troppo, per poca fede, nel giustificare i metodi violenti, Ges\u00f9 di Nazareth \u00e8 un vero precursore dei leaders moderni della nonviolenza, che lo riconoscono come tale. Nel discorso della montagna sulla vera felicit\u00e0, nell&#8217;amore per gli ultimi e l&#8217;indipendenza dai potenti, nel coraggio con cui mor\u00ec per amore fedele alla verit\u00e0 e all&#8217;umanit\u00e0, difendendosi unicamente con gesti e parole di verit\u00e0, Ges\u00f9 ha lottato contro il male con la pura forza dell&#8217;amore. Gandhi chiam\u00f2 \u201csatyagraha\u201d il proprio metodo di lotta giusta, parola che significa appunto forza dell&#8217;amore, o dell&#8217;anima, o della verit\u00e0, insistenza per la verit\u00e0. Martin Luther King lo intende come \u201cla forza di amare\u201d. Perci\u00f2 la nonviolenza \u00e8 anzitutto una qualit\u00e0 interiore, del cuore, continuamente da educare e rieducare.\u00a0 A questo livello radicale Ges\u00f9 \u00abtracci\u00f2 la via della nonviolenza\u00bb, dice Francesco (n. 3). \u00c8 di grande importanza che il pensiero cristiano, dopo un lungo tempo di spiritualismo rassegnato alla violenza del mondo, ritrovi proprio nel Maestro lo spirito di amore forte e resistente contro il male, senza concessioni alla fatalit\u00e0 della violenza in un mondo irrimediabilmente malvagio.<\/p>\n<p>Fra i maggiori casi storici di lotte nonviolente, papa Francesco ricorda il 1989, la caduta senza violenza dei regimi comunisti nell&#8217;Europa dell&#8217;est, anche con l&#8217;impegno spirituale e attivo delle comunit\u00e0 cristiane. Giovanni Paolo II evidenziava (nella <em>Centesimus annus<\/em>, n. 23) che un cambiamento epocale nella vita dei popoli, delle nazioni e degli Stati si realizza \u00abmediante una lotta pacifica, che fa uso delle sole armi della verit\u00e0 e della giustizia\u00bb.<\/p>\n<p>Papa Francesco rivendica alla Chiesa di essersi impegnata per la promozione della pace in molti Paesi, con strategie nonviolente \u00absollecitando persino gli attori pi\u00f9 violenti in sforzi per costruire una pace giusta e duratura\u00bb, ma riconosce apertamente che \u00abquesto impegno a favore delle vittime dell\u2019ingiustizia e della violenza non \u00e8 un patrimonio esclusivo della Chiesa Cattolica, ma \u00e8 proprio di molte tradizioni religiose\u00bb. Ecco come la conoscenza, il dialogo e la collaborazione tra le religioni \u00e8 un forte fattore di pace giusta.\u00a0 Francesco ribadisce con forza: \u00abNessuna religione \u00e8 terrorista\u00bb. \u00abMai il nome di Dio pu\u00f2 giustificare la violenza. Solo la pace \u00e8 santa. Solo la pace \u00e8 santa, non la guerra!\u00bb (n. 4).<\/p>\n<p>Se le religioni, nelle loro espressioni autentiche, scelgono insieme lo spirito e la pratica della nonviolenza, possono dare un robusto contributo a radicare nei cuori delle persone e nelle tradizioni civili i fondamenti della pace giusta. Opponiamoci a pessimismi e disperazione con questo esaltante impegno comune.<\/p>\n<p><strong>Pace in casa e nel mondo<\/strong><\/p>\n<p>Poich\u00e9 la pace si fonda nei cuori, essa passa attraverso le relazioni pi\u00f9 prossime, come la famiglia, per impregnare i popoli e arrivare ad essere pace nel mondo. Attriti e conflitti si elaborano col dialogo, rispetto, ricerca del bene altrui, misericordia e perdono. Questa \u00e8 una concreta sottolineatura nel Messaggio di papa Francesco. Egli supplica che si arrestino violenza domestica e abusi su donne e bambini. Con la stessa urgenza, perch\u00e9 donne e bambini valgono come tutto il mondo, e viceversa, egli rivolge \u00abun appello in favore del disarmo, nonch\u00e9 della proibizione e dell\u2019abolizione delle armi nucleari: la deterrenza nucleare e la minaccia della distruzione reciproca assicurata non possono fondare questo tipo di etica\u00bb (n. 5).<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 \u00e8 anche \u00abun programma e una sfida per i leader politici e religiosi, per i responsabili delle istituzioni internazionali e i dirigenti delle imprese e dei media di tutto il mondo, (\u2026) una sfida a costruire la societ\u00e0, la comunit\u00e0 o l\u2019impresa di cui sono responsabili con lo stile degli operatori di pace; a dare prova di misericordia rifiutando di scartare le persone, danneggiare l\u2019ambiente e voler vincere ad ogni costo\u00bb (&#8230;).\u00a0 \u00abLa nonviolenza attiva \u00e8 un modo per mostrare che davvero l\u2019unit\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 potente e pi\u00f9 feconda del conflitto. Tutto nel mondo \u00e8 intimamente connesso\u00bb.<\/p>\n<p>Mentre la violenza semplifica tagliando, sacrificando e impoverendo la realt\u00e0, con l&#8217;azione costruttiva e nonviolenta, \u00able tensioni e gli opposti [possono] raggiungere una pluriforme unit\u00e0 che genera nuova vita\u00bb, conservando \u00able preziose potenzialit\u00e0 delle polarit\u00e0 in contrasto\u00bb (n. 6).\u00a0 Infatti, la pace giusta \u00e8 plurale, non fa deserto, non livella e non assorbe, non \u00e8 la pace imperiale schiacciante, ma favorisce l&#8217;armonia delle differenze, che sono la ricchezza della vita.<\/p>\n<p>Un annuncio importante \u00e8 dato da Francesco in questo messaggio:\u00a0 il 1\u00b0 gennaio 2017 nasce\u00a0 il nuovo Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, mediante il quale la Chiesa Cattolica vuole accompagnare ogni tentativo di costruzione della pace con la nonviolenza attiva e creativa, e promuovere la giustizia, la pace e la salvaguardia del creato, la sollecitudine verso i migranti, tutti i bisognosi, le vittime dei conflitti armati e di qualunque forma di schiavit\u00f9 e di tortura. Francesco propone di impegnarci a diventare persone intimamenmte nonviolente,\u00a0 a costruire comunit\u00e0 nonviolente, che si prendono cura della casa comune. \u00abTutti possono essere artigiani di pace\u00bb (n. 7).<\/p>\n<p>I nonviolenti, i loro vari movimenti, i centri studi e gruppi locali, fino alle reti mondiali per la nonviolenza, di qualunque religione o visione di vita, possono sentirsi riconosciuti, incoraggiati, sostenuti e impegnati da questo messaggio di un leader morale come \u00e8 per tutti Francesco.<\/p>\n<p><strong>NOTE:<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"#_ednref1\" name=\"_edn1\">[i]<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0Gandhi, <em>Antiche come le montagne<\/em>, Ediz. di Comunit\u00e0 1965, pp. 95-96.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref2\" name=\"_edn2\">[ii]<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0 Paolo Candelari \u2013 Ilaria Ciriaci, <em>Guerra pace nonviolenza. 50 anni di storia e impegno<\/em>, Ediz. Paoline 2015<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref3\" name=\"_edn3\">[iii]<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0 Antonino Drago, <em>Le rivoluzioni nonviolente dell&#8217;ultimo secolo<\/em>, Ediz. Nuova Cultura, Roma 2010 . Le fonti di Drago sono statunitensi: P. Ackerman e A. Karatnycky: <em>How Freedom is Won. From Civic Resistance to Durable Democracy<\/em>. Freedom House, Washington, 2005. M.J. Stephan e E. Chenoweth, <em>Why Civil Resistance Works<\/em>, International Security, 33, 1\/2008, 7-44.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref4\" name=\"_edn4\">[iv]<\/a><em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/em>Steven Pinker, <em>Il declino della violenza: Perch\u00e9 quella che stiamo vivendo \u00e8 probabilmente l&#8217;epoca pi\u00f9 pacifica della storia<\/em>, Mondadori, 2013<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref5\" name=\"_edn5\">[v]<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Giuliano Pontara, <em>Quale pace?<\/em>, Mimesis 2016, pp. 16-17<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref6\" name=\"_edn6\">[vi]<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Primo Mazzolari,\u00a0 <em>Tu non uccidere<\/em> (originale La Locusta 1955, p. 86); Edizioni Paoline, 2002, p. 81 ; edizione critica EDB\u00a0 2015, p. 149).<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref7\" name=\"_edn7\">[vii]<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00abYoung India\u00bb, 11 agosto 1920<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref8\" name=\"_edn8\">[viii]<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00abHarijan\u00bb, 27 ottobre 1946<\/p>\n<p>__________________________________________<\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\"><em>Enrico Peyretti<\/em> <em>\u00e8 membro della <\/em><em><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/\" >Rete TRANSCEND per la Pace, Sviluppo e Ambiente<\/a><\/em><em>.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>14 dicembre 2016 &#8211; Questo messaggio di papa Francesco, oltre la nota freschezza e chiarezza del linguaggio, mi pare che abbia l&#8217;importanza di un passo storico. 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