{"id":84978,"date":"2017-01-02T12:00:54","date_gmt":"2017-01-02T12:00:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=84978"},"modified":"2017-01-02T11:46:13","modified_gmt":"2017-01-02T11:46:13","slug":"italiano-riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2017\/01\/italiano-riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione\/","title":{"rendered":"(Italiano) Riflessioni su \u201cLa rivoluzione disarmista\u201d di Carlo Cassola (Rizzoli, 1983), a oltre trenta anni dalla sua pubblicazione"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/cop_La-rivoluzione-disarmista-alberto-labate.jpg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-84979\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/cop_La-rivoluzione-disarmista-alberto-labate.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"328\" srcset=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/cop_La-rivoluzione-disarmista-alberto-labate.jpg 200w, https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/cop_La-rivoluzione-disarmista-alberto-labate-183x300.jpg 183w\" sizes=\"auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a><strong>1)\u00a0Il libro di Cassola<\/strong><\/p>\n<p><em>12 dicembre 2016 &#8211; <\/em>Il libro parte dai quattro cavalieri dell\u2019apocalisse che, nella Bibbia, annunziano quattro flagelli per l\u2019umanit\u00e0: la fame, la peste, la guerra e la morte. Scrive, a questo proposito, Cassola: \u201c<em>I due flagelli biblici della peste e della fame sono stati domati in epoca moderna (quello della fame solo in Europa) con sollievo generale<\/em>.<em> Il flagello biblico della guerra continua ad esistere <u>con sopportazione generale<\/u>\u201d<\/em>(sottolineatura del recensore), malgrado il rischio di portarci, con una guerra atomica, alla fine del mondo. E\u2019 per scuotere l\u2019opinione pubblica del nostro, e di altri paesi del mondo, da questa \u201csopportazione generale\u201d, ed invitare le persone a darsi da fare attivamente per evitare questo rischio che Cassola scrive questo libro, che \u00e8 praticamente il suo testamento politico-intellettuale.<\/p>\n<p>Trattando poi il tema delle rivoluzioni avvenute, quella cristiana, quella francese, e quella russa, e facendo una storia anche piuttosto dettagliata di queste, parla di \u201crivoluzioni incompiute\u201d, in quanto tutte, pur partendo da scopi bellissimi, la prima per dare vita ad un mondo pieno di amore, la seconda per superare la societ\u00e0 autoritaria e dar vita ad una vera democrazia, e la terza per dare vita ad una societ\u00e0 socialista, basata sull\u2019uguaglianza di tutti i cittadini, hanno tutte dimenticato i loro obbiettivi di fondo.<\/p>\n<p>E questo perch\u00e9 il Cristianesimo, che era inizialmente contro tutte le guerre e rifiutava gli eserciti, a causa dell\u2019accordo con l\u2019imperatore Costantino, ha rinunciato a tale impostazione, accettando sia il potere statuale sia gli eserciti; la Rivoluzione francese, che si poneva gli obbiettivi di \u201cLibert\u00e0, Uguaglianza, Fraternit\u00e0\u201d li ha dimenticati tutti, con Danton, per dar vita ad un regime dispotico che tagliava le teste a tutti coloro che non la pensavano come lui; e quella Russa, che voleva dar vita ad un regime socialista, basato sulla pace e la convivenza tra i popoli, perch\u00e9, con Stalin, ha dimenticato l\u2019internazionalismo proletario, cercando di creare il socialismo solo all\u2019interno della Russia, ed usando anch\u2019egli la violenza di stato per far fuori tutti i dissidenti politici del suo regime.<\/p>\n<p>Da questo Cassola deduce che per portare avanti gli obbiettivi validi ma dimenticati di queste rivoluzioni perch\u00e9 tutte finite nell\u2019accettazione della guerra e della violenza, \u00e8 necessaria un\u2019altra rivoluzione, quella disarmista (che definisce anche nonviolenta) che rimetta in auge un obbiettivo di fondo della rivoluzione comunista, e cio\u00e8 l\u2019\u201d<em>internazionalismo<\/em>\u201d, ovvero la \u201c<em>fratellanza fra i popoli<\/em>\u201d (vedi p. 52). A questo proposito scrive Cassola : \u201dl<em>a rivoluzione \u00e8 la scopa della storia. Deve spezzare via il vecchiume in tutte le sue forme, cominciando dalla divisione del mondo in tanti Stati<\/em>\u201d (p. 54). E precisa, altrove, che per far questo una delle prime cose da mettere in atto \u00e8 l\u2019 abolizione di quegli strumenti che sono all\u2019origine di tutte le guerre e di tutte le violenze, l\u2019esercito e le armi, perch\u00e9 scrive:<\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\">\u201d <em>Due cose sono certissime: 1) armi = guerra; se vogliamo evitare la guerra, dobbiamo distruggere le armi: non esiste una terza possibilit\u00e0; 2) armi atomiche = fine del mondo<\/em>. <em>Vogliamo stare con le mani in mano<\/em> <em>ad aspettare che gli statisti facciano i loro calcoli sbagliati? Dopo che il previsto sterminio parziale si sar\u00e0 trasformato in sterminio totale, sar\u00e0 troppo tardi per intervenire. Dobbiamo intervenire adesso, subito\u2026.Una volta tanto il senno del poi non sar\u00e0 possibile. Dobbiamo avere il senno del prima\u201d <\/em>(p.116). E spera che il nostro paese, che lui ama profondamente, possa essere il primo ad iniziare questo processo, perch\u00e9, scrive :\u201d<em>E\u2019 certo che, disarmato, il nostro Paese non sarebbe soltanto molto pi\u00f9 prospero e civile: anche molto pi\u00f9 sicuro\u201d <\/em>(p. 136)<em>.<\/em><\/p>\n<p><strong>2) Fine del mondo a causa delle armi nucleari?<\/strong><\/p>\n<p>Prima di affrontare questo problema, e quello che si potrebbe e dovrebbe fare, nel nostro paese, dato che la nostra Costituzione, all\u2019art. 11, \u201c<em>ripudia la guerra come arma di offesa<\/em>\u201d, per portare avanti quella rivoluzione nonviolenta e disarmista predicata da Cassola, ritengo importante affrontare un altro tema, anche questo sostenuto da Cassola, e cio\u00e8 il rischio della fine del mondo a causa di una guerra nucleare.<\/p>\n<p>Cassola, nel suo libro, non \u00e8 molto ottimista, e facendo sue le previsioni di Robert Jungk, un famoso futurologo austriaco<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote1sym\" ><sup>1<\/sup><\/a>, prevedeva che, se non fosse cambiata la politica a livello mondiale, la sopravvivenza del pianeta sarebbe stata di circa 30 anni; e cio\u00e8, non molto oltre il 2013. Li abbiamo gi\u00e0 passati da qualche anno, e malgrado che la rivoluzione disarmista non sia avvenuta (tranne il caso del Costa Rica di cui parleremo pi\u00f9 tardi), il pianeta \u00e8 ancora vivo, anche se pieno di guerre (che Papa Francesco ha definito \u201cla terza guerra mondiale a pezzi\u201d). Hanno sbagliato Jungk e Cassola, o \u00e8 avvenuto qualcosa che ha modificato la storia?<\/p>\n<p>Quel qualcosa importante \u00e8 stato sicuramente l\u2019accordo INF tra Reagan e Gorbaciov che, nel 1987, ha deciso di eliminare i missili a media portata, puntati gli uni contro gli altri, sia dell\u2019Est che dell\u2019Ovest. E\u2019 stato quest\u2019accordo che ha portato anche allo smantellamento dei missili Cruise che erano stati impiantati a Comiso, e che il libro di Cassola ricorda riportando nella copertina, la foto di uno dei manifestanti ad una marcia contro questa installazione.<\/p>\n<p>Ma sul come siamo arrivati a questo accordo c\u2019\u00e8 stato, e c\u2019\u00e8 tuttora, una polemica aperta tra i pacifisti, che rivendicano l\u2019importanza delle loro lotte contro l\u2019impianto di questi missili, ed i governi USA ed italiani, che rivendicano invece, come motivo principale dell\u2019accordo, proprio l\u2019impianto stesso di questi missili, polemica di cui cercheremo di rendere conto.<\/p>\n<p>A sostenere l\u2019importanza dell\u2019installazione dei missili Cruise in Italia, e Pershing 2 in Germania, per il raggiungimento dell\u2019accordo tra USA ed URSS per la riduzione dei missili a lunga gettata, \u00e8 stato Richard N. Gardner, che era l\u2019ambasciatore USA mandato in Italia proprio per fare accettare al nostro paese questi missili <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote2sym\" ><sup>2<\/sup><\/a>. La sua tesi \u00e8 molto chiara: i sovietici, con Breznev, avevano superato i missili precedenti impiantandone dei nuovi, molto pi\u00f9 potenti, gli SS20, che minacciavano l\u2019Europa. L\u2019impianto dei nuovi missili in Italia ed in Germania avevano ristabilito l\u2019equilibrio e convinto i russi a trattare. Questa tesi \u00e8 stata appoggiata, e sostenuta, anche da due importanti giornalisti italiani, Arrigo Levi e Adriano Sofri. Levi, che ha scritto anche l\u2019introduzione al libro di Gardner, dice: \u201c<em>Il bilancio dei fautori<\/em> <em>degli euromissili \u00e8 netto. Essi costrinsero i sovietici a tirarsi indietro, li portarono al negoziato sul disarmo ed alla fine allo smantellamento reciproco dei due sistemi, firmato nel 1987 da Reagan e Gorbaciov, vigilia dello sfaldamento dell\u2019impero militare sovietico\u201d. <\/em>Anche Adriano Sofri, in un articolo su \u201cLa Repubblica\u201d, del 28 settembre 2004, intitolato :\u201d<em>La grande illusione del pacifismo<\/em>\u201d, sostiene che l\u2019installazione dei missili in Italia e Germania \u00e8 stata fondamentale per arrivare a quell\u2019accordo. Scrive Sofri, dopo aver tacciato di ingenuit\u00e0 i \u201cpacifisti\u201d, tra i quali annovera s\u00e9 stesso: \u201c<em>Quella nostra decisione <\/em>[cio\u00e8, quella del governo di accettare l\u2019installazione dei missili]<em> contribu\u00ec in modo straordinario, forse persino decisivo, alla caduta dell\u2019impero sovietico ed alla fine del comunismo\u201d.<\/em><\/p>\n<p>La tesi opposta, a sostegno dell\u2019efficacia delle lotte, non solo in Italia ma in tutto il mondo, contro l\u2019impianto dei missili Cruise e Pershing2, per il raggiungimento di quell\u2019accordo, \u00e8 sostenuta invece da uno storico dell\u2019Universit\u00e0 di Stato di New York, Lawrence Wittner<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote3sym\" ><sup>3<\/sup><\/a> , che ha scritto tre volumi sull\u2019importanza delle lotte antinucleari per la politica del suo paese. La tesi di Wittner \u00e8 quella che la politica aggressiva di Reagan, ed il suo discorso del marzo 1983, che definiva l\u2019Unione Sovietica \u201cl\u2019impero del male\u201c, avevano portato ad un incremento degli armamenti atomici in Russia, anche perch\u00e9, secondo un membro dello Stato Maggiore Sovietico: \u201c <em>i militari, le Forze armate, lo utilizzarono come pretesto per iniziare una preparazione molto intensa ad un nuovo stato di guerra\u2026iniziammo a fare importanti esercitazioni a carattere strategico\u2026Potemmo anche sperimentare la situazione in cui una guerra convenzionale pu\u00f2 trasformarsi in una guerra nucleare\u201d <\/em><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote4sym\" ><em><sup>4<\/sup><\/em><\/a><em>. <\/em>E Wittner accenna poi<em>, <\/em>come quel clima di scontro totale port\u00f2, nel novembre del 1983, durante l\u2019esercitazione NATO definita \u201cAble Archer\u201d, vicina ai confini dell\u2019Unione Sovietica, a far credere al governo sovietico: \u201c<em>che<\/em> <em>sotto le apparenze<\/em> <em>di una esercitazione<\/em> <em>si stava preparando un attacco militare americano contro l\u2019Unione Sovietica. Di conseguenza, furono allertate le forze nucleari sovietiche\u2026 e furono preparate per l\u2019azione\u201d<\/em><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote5sym\" ><em><sup>5<\/sup><\/em><\/a><em>. <\/em>Perci\u00f2, in complesso, a causa della politica aggressiva verso L\u2019Unione Sovietica tenuta fino a quel momento da Reagan il \u201d<em>mondo fu esattamente sull\u2019orlo dell\u2019abisso nucleare<\/em>\u201d<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote6sym\" ><sup>6<\/sup><\/a>. Per fortuna i servizi segreti inglesi si accorsero di quel fatto, avvisarono gli USA, le esercitazioni furono interrotte e la guerra nucleare fu evitata.<\/p>\n<p>Ma a cosa si deve, allora, secondo Wittner, la fine della guerra fredda e la firma dell\u2019accordo tra Reagan e Gorbaciov? Secondo lui i movimenti antinucleari occidentali hanno avuto un ruolo non secondario nel far modificare la linea dura del primo Reagan. Scrive: \u201c<em>colpito dalle proteste antinucleari, ostacolato dal Congresso, disturbato da alleati non facili, e confrontato con una ostinata leadership sovietica, Reagan fin\u00ec per ammorbidire la sua linea dura. La sua amministrazione inizi\u00f2 dei negoziati sul controllo degli armamenti, sostenne l\u2019opzione zero per gli euromissili<\/em><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote7sym\" ><em><sup>7<\/sup><\/em><\/a><em>, venne a compromessi sulle armi nucleari strategiche, e rispett\u00f2 i limiti del mai ratificato trattato SALT II\u201d<\/em><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote8sym\" ><em><sup>8<\/sup><\/em><\/a><em>. <\/em>Nel proseguo della sua argomentazione Wittner porta vari altri elementi, tra cui documenti da parte sovietica, a favore dell\u2019importanza del movimento antinucleare ai fini della firma del trattato INF non solo per Reagan, ma anche per Gorbaciov stesso.<\/p>\n<p>Personalmente concludo con questa frase il paragrafo, citato, da me scritto su questo tema: \u201c<em>Anche la partecipazione di Gorbaciov al funerale di Papa Woitila, che, come polacco, aveva molto contributo alla caduta del comunismo nel suo e negli altri paesi dell\u2019ex Unione Sovietica, \u00e8 una conferma di quanto scritto da Alex Langer che \u2018Radio Free Europe o Radio Vaticana hanno fatto probabilmente di pi\u00f9 per la destabilizzazione dei regimi dell\u2019Est che non le divisioni della NATO\u2019\u201d<\/em><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote9sym\" ><em><sup>9<\/sup><\/em><\/a><em>.<\/em><\/p>\n<p>In complesso, dopo aver letto quanto scrive Wittner, e vista la sua documentazione, molto completa, che tiene conto anche di quella di parte sovietica, mi sembra del tutto confermato il ruolo importante, anche se non unico e decisivo, delle lotte nonviolente sia di Comiso, che di molte altre parti del mondo, contro l\u2019impianto dei missili in Europa, per il raggiungimento dell\u2019accordo INF tra Reagan e Gorbaciov.<\/p>\n<p><strong>3) L\u2019impegno per la Pace di Cassola<\/strong><\/p>\n<p>Ma tornando a Cassola, questi \u00e8 sicuramente uno dei grandi scrittori italiani del 900 (Roma, 1917- Montecarlo di Lucca, 1987) che, per i suoi racconti e romanzi, ha vinto quasi tutti i pi\u00f9 importanti premi letterari del nostro paese, i cui i libri sono stati tradotti in molte lingue, alcuni dei quali hanno avuto un notevole successo di pubblico (oltre 100.000 vendute), e del quale vengono ristampati vari testi anche attualmente<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote10sym\" ><sup>10<\/sup><\/a>. Ma \u00e8 sicuramente meno noto per la sua attivit\u00e0 di pacifista alla quale ha dedicato molto impegno, soprattutto dal 1976 alla morte. Nel 1976, il 2 novembre, invitato a Napoli al Congresso del Partito Radicale Italiano, fa un intervento su, <em>Per il disarmo unilaterale dell\u2019Italia;<\/em> nel 1978, il 30 aprile, fonda a Firenze la \u201cLega per il Disarmo Unilaterale\u201d. Di questa faranno parte anarchici come Mazzucchelli di Carrara, cattolici come Padre Ernesto Balducci, e membri del Movimento Nonviolento, come Pietro Pinna. Ma sull\u2019argomento del disarmo, oltre alla Rivoluzione disarmista, di cui stiamo parlando, \u00e8 stata pubblicato anche, a cura di D. Tarizzo, <em>Carlo Cassola:<\/em> <em>letteratura<\/em> <em>e disarmo. Intervista e testi, <\/em>Mondadori, Milano, 1978<em>; <\/em>C. Cassola<em>, Contro le armi<\/em>, Ciminiera, Marmirolo (Reggio Emilia), 1980; C. Cassola, <em>Il diritto alla sopravvivenza<\/em>, con introduzione di Roberto Guiducci, EurostudioPocket, Torino, 1982; C.Cassola e A.Gaccione, a cura di A.Zanotti, <em>Disarmo o barbarie,<\/em> New Magazine, Trento, 1984; C. Cassola, <em>Letteratura e disarmo, <\/em>atti di un convegno tenuto a Firenze, al Palazzo Vecchio, nel 1987, pubblicati dalla Lega per il Disarmo Unilaterale, Massarosa Offset, Lucca, 1988. Come si vede anche da questi scritti il suo \u00e8 stato un impegno non episodico ma profondo, che ha avuto molto meno spazio ed attenzione \u2013 vedi gli editori spesso marginali di molti di questi testi \u2013 rispetto ai suoi scritti letterari. Ma questo non vuol dire affatto che siano di minor valore degli altri. Solo che il pubblico italiano era meno interessato a conoscere il suo pensiero su questi temi che a leggere i suoi racconti o i suoi romanzi. Questo, del resto, corrisponde molto bene ai risultati delle nostre ricerche dalle quali risulta che la maggior parte delle persone intervistate si dichiara, a parole, \u201cnonviolenta\u201d, ma se si va a vedere i loro reali comportamenti, la percentuale si restringe moltissimo, ed infine se si cerca di capire cosa la gente pensa della \u201cnonviolenza\u201d, si vede che c\u2019\u00e8 una grande confusione: molti la considerano l\u2019equivalente del riformismo, cio\u00e8 dell\u2019accettazione delle regole della democrazia nella quale viviamo (o dovremmo vivere), e l\u2019idea della \u201cdisobbedienza civile\u201d, che \u00e8 una delle armi pi\u00f9 efficaci della lotta nonviolenta, non \u00e8 per niente compresa; inoltre la maggioranza delle persone, giovani o anziani, alla domanda come si comporterebbero di fronte ad un avversario che agisse contro di loro con violenza, risponde che si sentirebbero costrette ad usare anche loro la violenza, altrimenti si sentirebbero vigliacche<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote11sym\" ><sup>11<\/sup><\/a>. Come si vede, la lontananza del pensiero del pubblico normale rispetto alla proposta di Cassola di una rivoluzione disarmista e nonviolenta \u00e8 molto elevata.<\/p>\n<p><strong>4) Il rischio di morte nucleare \u00e8 sempre attuale?<\/strong><\/p>\n<p>Eppure, questo libro di Cassola sulla Rivoluzione disarmista, di cui stiamo parlando, \u00e8 di una attualit\u00e0 spaventosa, come \u00e8 emerso anche questa estate, a Comiso, in un incontro per riflettere sull\u2019importanza delle lotte di Comiso per la situazione attuale del nostro paese. L\u2019incontro, presso la Fondazione Bufalino, al centro di Comiso, si \u00e8 svolto nelle ore serali rispetto all\u2019assemblea dei comproprietari della Verde Vigna (svolta, di mattina, nel suo boschetto). La Verde Vigna \u00e8 l\u2019unico dei Campi per la Pace ancora esistente a Comiso: i gruppi locali che hanno partecipato alle lotte contro i missili, tra i quali sono anche dei comproprietari di questo terreno, hanno chiesto che non venga n\u00e9 smantellato n\u00e9 venduto, come era stato proposto, ma trasformato in un \u201cCentro di Document\/Azione e Form\/Azione alla Nonviolenza e ad uno Sviluppo Eco-sostenibile\u201d.<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote12sym\" ><sup>12<\/sup><\/a> Una delle relazioni agli incontri serali, molto informata e documentata, \u00e8 stata quella di Alfonso Navarra (giornalista di Milano, comproprietario di questo terreno con alloggio)<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote13sym\" ><sup>13<\/sup><\/a> che \u00e8 l\u2019attuale segretario nazionale della Lega per il Disarmo Unilaterale. Essa si intitola: \u201c<em>La follia del nucleare. Come uscirne<\/em>\u201d. La relazione completa, in power point, pu\u00f2 esser e scaricata dal link inserito nella nota. Dato per\u00f2 che questa ha una stretta attinenza al libro di Cassola, ed \u00e8 una dimostrazione concreta della sua attualit\u00e0, cercher\u00f2 qui di darne, una sia pur veloce, presentazione<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote14sym\" ><sup>14<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>Tra i rischi di esplosione della guerra nucleare, Navarra cita, oltre al caso dell\u2019esercitazione \u201cAble Archer\u201d, avvenuto nel novembre 1983, gi\u00e0 visto nel testo di Wittner, anche un fatto, quasi del tutto sconosciuto fino a poco tempo fa , avvenuto prima, e cio\u00e8 nel 26 settembre 1983. In quel giorno un colonnello russo, Stanislav Petrov, addetto ai sistemi di sorveglianza elettronica del suo paese, pur avendo visto nel computer cinque missili diretti contro Mosca, convinto che fosse un errore del computer stesso, non ne ha dato notizia ai suoi superiori. E cos\u00ec ha salvato il mondo da una catastrofe nucleare. Le Nazioni Unite sono venute a conoscenza di questo caso ed, in suo onore, hanno dedicato il 26 settembre di ogni anno alla prevenzione delle guerre. E sul caso Petrov \u00e8 stato fatto anche un film, nel quale il colonnello \u00e8 interpretato da Kevin Costner, intitolato: \u201cThe man who saved the world\u201d<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote15sym\" ><sup>15<\/sup><\/a> .<\/p>\n<p>Ma Navarra, nella sua relazione, fa vedere come il problema, malgrado l\u2019accordo INF che ha portato alla eliminazione dei missili a raggio intermedio ed alla diminuzione delle testate da 100.000 a 20.000, sia sempre presente, e cita almeno altri quattro casi in cui il rischio di ecatombe nucleare si \u00e8 ripetuto. Sostiene anche come il Trattato di Non Proliferazione (TNP) del 1 luglio 1968, non funzioni bene. Questo prevede che i paesi che hanno bombe nucleari (9 attualmente) si impegnino a non fornire aiuto ad altri paesi per farle, ma nello stesso dovrebbero darsi da fare per eliminare le loro, cosa che invece non fanno, preoccupati solo che non nascano altri paesi nucleari. Il trattato, inoltre, che si dovrebbe rivedere ogni 5 anni, ha visto l\u2019ultimo incontro, del maggio 2015, fallire miseramente. E questa preoccupazione che si limita a cercare di evitare nuovi paesi nuclearizzati (malgrado il fatto che ne siano nati altri come il Bangladesh e l\u2019India), senza darsi da fare per eliminare le proprie armi di questo tipo, aumenta il distacco tra chi ha la bomba e chi non l\u2019ha ancora, e rende la situazione mondiale sempre incerta ed estremamente pericolosa. Infatti le bombe nucleari attuali, soprattutto le 2000 sempre in stato di allerta permanente, ognuna delle quali 30 volte pi\u00f9 potenti di quelle di Hiroshima e Nagasaki, possono essere lanciate in meno di 15 minuti per ordine di un Capo di Stato, con l\u2019idea prevalente che chi la lanci per primo vinca, lasciano il mondo in stato di continuo pericolo. La relazione di Navarra, come dice nel titolo, indica anche le strade per uscire dalla follia del nucleare, ma questo lo vedremo pi\u00f9 tardi dopo aver accennato ad un\u2019altra relazione, presentata quella stessa sera, da uno degli studiosi pi\u00f9 accreditati della militarizzazione della Sicilia (e non solo di questa regione), Antonio Mazzeo. Questi, che \u00e8 stato molto attivo anche nelle lotte contro i missili a Comiso, ne ha raccolta la documentazione principale: si veda di lui \u201cMemoria Comiso\u201d, un CD con foto, articoli di giornali, e documenti vari su quelle lotte<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote16sym\" ><sup>16<\/sup><\/a>. Mazzeo ha fatto presente, che malgrado la vittoria contro i missili di Comiso, la militarizzazione della Sicilia \u00e8 andata avanti tanto da rendere questa isola una \u201c<em> immensa portaerei superarmata nel cuore del mediterraneo<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Uno di questi nuovi insediamenti \u00e8 la collocazione, a Niscemi, a circa 19 km da Comiso, di una stazione di telecomunicazioni satellitari della marina militare statunitense, il M.U.O.S. (Mobil User Objective System). Il Muos dovr\u00e0 assicurare il collegamento tra le varie parti della rete militare USA (tra queste anche i droni , aerei senza piloti, che sono considerati le armi del futuro) moltiplicando per 10 la velocit\u00e0 e la quantit\u00e0 delle informazioni trasmesse nell\u2019unit\u00e0 di tempo \u201c<em>rendendo sempre pi\u00f9 automatizzati e disumanizzati i conflitti del XXI secolo<\/em>. <em>Con la conseguenza di accrescere sempre pi\u00f9 il rischio di guerra \u2026anche per un mero errore di elaborazione da parte dei computer\u201d.<\/em><\/p>\n<p>L\u2019impianto \u00e8 collocato all\u2019interno della Riserva Naturale della Sughereta di Niscemi, un sito di interesse comunitario per la salvaguardia degli alberi da sughero in processo di estinzione. In questa, secondo il Piano territoriale della Provincia di Caltanisetta: \u201c<em>Non \u00e8 concesso<\/em> <em>realizzare nuove costruzioni e infrastrutture, compresa l\u2019installazione di antenne e tralicci\u201d. <\/em>La collocazione di questo impianto \u00e8 considerato, dagli esperti, <u>insostenibile per l\u2019ambiente<\/u> rischiando di provocare \u201c<em>danni gravi e permanenti alle persone incidentalmente esposte a distanze inferiori ai 20 Km.\u201d, <\/em>danneggiando anche gravemente la fauna del luogo. Inoltre le onde elettromagnetiche hanno pesantissimi effetti sul traffico aereo, in particolare su quello dell\u2019aeroporto di Comiso, provocando : \u201c<em>gravi interferenze nella strumentazione di bordo di un aeromobile che dovesse essere investito accidentalmente\u201d,<\/em> e nei riguardi di aeroporti militari, non troppo distanti, dai quali partono aerei con missili ed altre bombe: \u201c<em>le interferenze generate dalle antenne del MUOS possono arrivare ad innescare accidentalmente gli ordigni trasportati\u201d. <\/em><\/p>\n<p>Anche grazie all\u2019importante contributo di alcuni dei principali attori delle lotte di Comiso, come lo stesso Mazzeo (di Messina), Pippo Gurrieri (anarchico di Ragusa), e Turi Vaccaro (protagonista di tante spericolate iniziative non solo in questa zona) il movimento si \u00e8 venuto organizzando fin dal 2008, ed ha dato vita, nel 2012, al <u>Coordinamento dei vari comitati NoMuos<\/u>, costituitisi in varie localit\u00e0 siciliane, che hanno portato avanti una molteplicit\u00e0 di iniziative (organizzazione di un presidio di fronte alla base, manifestazioni di massa, marce, blocchi stradali, due invasioni della base in tempi diversi, ecc., che hanno suscitato reazioni molto diverse: da parte della polizia, botte ed arresti, da parte della magistratura : il TAR nel febbraio 2015, dichiara abusivo il MUOS per assenza di autorizzazione valide, e ne fa fermare i lavori; la Pretura di Caltagirone il 1 Aprile 2015, sequestra l\u2019impianto della base, sequestro confermato dal Tribunale del Riesame di Catania, convalidato il 25 gennaio 2016 dalla Cassazione. Ma il Consiglio di Giustizia Amministrativa (CGA) della Regione Siciliana, il 6 maggio 2016, annulla di fatto la delibera del TAR, \u00e8 riesce a fare riaprire il MUOS, mentre molti dei manifestanti (compreso Tury Vaccaro, che \u00e8 addirittura salito in cima al MUOS martellandone alcune transenne) sono ancora sotto processo per le loro azioni. I legali del movimento si sono appellati contro la decisione del CGA, secondo loro molto lacunosa ed incompleta; quindi il problema \u00e8 sempre aperto: potr\u00e0 il movimento di base sconfiggere gli interessi militari degli USA di cui l\u2019Italia \u00e8 un alleata molto sottomessa e succube? I dubbi sono molto alti a meno di una forte ripresa delle lotte contro questo strumento di morte non solo da parte dei siciliani, ma anche a livello italiano , europeo e mondiale come \u00e8 accaduto per la lotta contro i missili di Comiso. Come ha sottolineato, infatti, con forza Mazzeo nella sua relazione, questo strumento rende estremamente pi\u00f9 rischioso il futuro dell\u2019 intera umanit\u00e0, visto i rischi gi\u00e0 attuali ed i tanti errori verificatisi di elaborazione e trasmissione di dati informatici. Per queste ragioni i movimenti siciliani che hanno lottato, e stanno ancora lottando, contro questo \u201cmostro\u201d Usa nel loro territorio, chiedono l\u2019aiuto del Movimento per la Pace Italiano, ed Europeo, che, finora, li hanno lasciati soli.<\/p>\n<p><strong>5) La lotta di Comiso e le altre lotte nonviolente italiane <\/strong><\/p>\n<p>Dall\u2019incontro, e dalle mostre sulle lotte di Comiso, presentate in quella occasione, \u00e9 emerso un collegamento molto stretto tra queste lotte e quelle portate avanti in altre parti d\u2019 d\u2019Italia, sia dai NOTAV della Val di Susa, e di altre parti d\u2019Italia (come, ad esempio, a Firenze); sia per le lotte di Vicenza contro l\u2019ampliamento della base militare USA (Dal Molin), sconfitte per il momento dato che la base USA si \u00e8 ingrandita, ma che hanno ottenuto, almeno, una parte del territorio per dar vita ad un \u201cParco della Pace\u201d all\u2019interno del quale \u00e8 prevista anche la costruzione e l\u2019istituzione di un Centro per la Formazione di Corpi Civili di Pace, da utilizzare per la prevenzione dei conflitti armati; sia infine, la lotta contro il MUOS. Molti dei protagonisti sono gli stessi che lottavano a Comiso. Infatti molti comproprietari della Verde Vigna, sia individuali che collettivi, sono impegnati anche in queste altre lotte, inoltre i metodi nonviolenti utilizzati sono o simili a quelli di Comiso (ad esempio per l\u2019acquisto di terreni a metro quadro, per la sorveglianza dei lavori, per il ruolo delle donne). L\u2019importante ruolo avuto dalle donne della \u201cRagnatela\u201d a Comiso, \u00e8 simile a quello delle \u201cMamme NOMUOS\u201d, ed a quello che a Firenze stanno portando avanti le \u201cMamme non inceneritore\u201d. C\u2019\u00e8 inoltre una somiglianza tra gli obbiettivi di fondo di tutte queste lotte, non solo evitare un danno per il proprio territorio, ma anche rimettere in discussione tutto il modello di sviluppo del mondo occidentale che sta arricchendo i pochi, sia come persone che come paesi, ed impoverendo, ed affamando, tutti gli altri, e che \u00e8 estremamente responsabile delle guerre perch\u00e9 considera \u201cdifesa\u201d, non tanto l\u2019evitare che altri invadano il proprio territorio, ma anche che venga reso difficile, o impedito, l\u2019accesso a fonti energetiche dure (come il petrolio, il gas, il coltan \u2013 per gli strumenti informatici \u2013 ecc.) di cui l\u2019attuale sviluppo occidentale (ormai non solo tale dato che sia l\u2019India che la Cina l\u2019hanno assunto come proprio) ha bisogno per mantenere il proprio stile di vita<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote17sym\" ><sup>17<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p><strong>6) Che fare?<\/strong><\/p>\n<p>La risposta alla domanda sul \u201cche fare?\u201d \u00e8 sempre la pi\u00f9 problematica. Si rischia di cadere o su affermazione banali, ormai scontate, oppure di lanciare proposte utopistiche, mai realizzabili. Per evitare questi due estremi cercher\u00f2 di attenermi a quella \u201cutopia concreta possibile\u201d che ci ha insegnato Ernst Bloch<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote18sym\" ><sup>18<\/sup><\/a>: la speranza \u00e8 quella che ci apre la porta verso l\u2019 \u201cutopia possibile\u201d, che ci indica la strada da percorrere per raggiungere un <u>obbiettivo lontano ma conseguibile.<\/u> Speranza quindi come <u>creatrice della storia<\/u>, anticipatrice di questa, ma soggetta al rischio, all\u2019incertezza, perch\u00e9 deve continuamente lottare per un futuro \u201cnuovo\u201d, e stare sempre \u201cal fronte\u201d, basata, com\u2019 \u00e8, sull\u2019\u201dottimismo militante\u201d.<\/p>\n<p>Le considerazioni di questa parte si concretizzano in tre importanti asserzioni, ognuna delle quali cercher\u00f2 di illustrare nei dettagli, per non lasciare, nel lettore, dubbi sulla possibilit\u00e0, di realizzarle. Le tre asserzioni sono: 1) <u>necessit\u00e0 di mettere in moto un processo che ci aiuti a superare la globalizzazione del Mercato e del Capitale, attraverso la globalizzazione delle lotte dei popoli del mondo che, dal basso, portino avanti una rivoluzione nonviolenta e disarmista;<\/u> 2) <u>possibilit\u00e0 di vivere senza esercito, concentrando i risparmi sull\u2019istruzione e sull\u2019ambiente, prosperando economicamente, e difendendosi, se necessario, con la Difesa Popolare Nonviolenta;<\/u> 3) <u>mantenere fede all\u2019insegnamento del grande maestro Piero Calamandrei che ci invitava, non a modificare la nostra Costituzione, ma a realizzare concretamente i vari ed importanti diritti da questa riconosciuta. Ne deriva la necessit\u00e0 di dire NO nel referendum istituzionale che ci porter\u00e0 a votare, ai primi di dicembre, sulle riforme volute da Renzi, che diminuiscono i poteri della popolazione per incrementare quelli del potere centrale.<\/u><\/p>\n<p>Ma prima di illustrare queste tre asserzioni devo dar atto del processo che mi ha portato ad elaborarle. Tra i momenti pi\u00f9 recenti, cui abbiamo gi\u00e0 accennato, \u00e8 stato il convegno di questa estate a Comiso: \u201c<em>Le lotte contro i missili a Comiso e in Europa insegnano qualcosa per la nostra situazione attuale?. <\/em>Di questo convegno abbiamo gi\u00e0 accennato alle relazioni di Navarra e di Mazzeo. Ma di Navarra dobbiamo ancora accennare alle proposte, fatte da lui con i \u201cdisarmisti esigenti\u201d, sui modi come uscire dalla follia del nucleare. Altri contributi a questa riflessione sono venuti da Roberto Cotti, cittadino eletto al Parlamento (per il Movimento 5 stelle) che ha parlato su \u201c<em>Governo, Parlamento ed industrie: retroscena delle politiche di difesa<\/em>\u201d; Renato Accorinti, sindaco di Messina, che ci ha parlato, via telefono, sui problemi della gestione, da nonviolento, di un comune come il suo, incoraggiandoci nel nostro percorso; Luciano Benini, su \u201d<em>La possibilit\u00e0 di superamento del nucleare e lo sviluppo delle energie alternative<\/em>\u201d; Fabio Bussonati, sul \u201c<em>Perch\u00e9 e come lavorare per la riduzione dei consumi energetici nelle nostre case<\/em>\u201d<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote19sym\" ><sup>19<\/sup><\/a> ; Enzo Sanfilippo, su \u201c<em>Superamento del sistema mafioso e costruzione di comunit\u00e0: un percorso in costruzion<\/em>e\u201d. L\u2019ultima relazione prevista era la mia, intitolata \u201c<em>Che fare? Un tentativo di conclusione della nostra riflessione\u201d<\/em>. Ma non molto tempo dopo l\u2019incontro di Comiso del 4-6 Luglio, i \u201cDisarmisti Esigenti\u201d, con la sezione del MIR di Palermo e varie altre organizzazioni pacifiste italiane, hanno organizzato, a Palermo, il 23 settembre 2016, un convegno su \u201c<em>Pace, Difesa e Sicurezza nel Mediterraneo: la proposta dei nonviolenti<\/em>\u201d che mi hanno chiesto di introdurre. E, pur non potendo partecipare all\u2019incontro per ragioni di salute, ho scritto, ed inviato, una relazione, arredata di molti grafici, dal titolo: \u201c<em>Riflessioni del dopo Comiso: gli insegnamenti delle lotte nonviolente vincenti, e delle ricerche per la Pace, per un futuro meno pieno di guerre e di violenza\u201d<\/em><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote20sym\" ><sup>20<\/sup><\/a>. Infine la Fondazione Ernesto De Martino di Firenze, con l\u2019ANPI fiorentino, la CGIL, il Comitato Fermiano la Guerra, e vari gruppi di cantanti, mi hanno chiesto di intervenire allo spettacolo \u201cCanzoni contro la guerra\u201d, il 6 novembre (ricordando il 4 novembre, cosiddetta festa delle Forze Armate) parlando della militarizzazione del nostro paese e di come superarla, dato che l\u2019incontro vuole \u201c<em>riaffermare, senza se e senza ma,\u2026\u2026il valore di un articolo della Carta Costituzionale troppo spesso dimenticato,l\u2019art. 11 che \u2018Ripudia la guerra\u2019!<\/em>\u201d<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote21sym\" ><sup>21<\/sup><\/a>. Sono tutte queste le basi pi\u00f9 recenti di questa mia conclusione sul \u201cChe Fare\u201d.<\/p>\n<p>Ma vediamo ora, una per una le tre asserzioni prima indicate:<\/p>\n<ol start=\"7\">\n<li><strong> Che Fare I<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p><em>necessit\u00e0 di mettere in moto un processo che ci aiuti a superare la globalizzazione del Mercato e del Capitale, attraverso la globalizzazione delle lotte dei popoli del mondo che, dal basso, portino avanti una rivoluzione nonviolenta e disarmista.<\/em><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote22sym\" ><em><sup>22<\/sup><\/em><\/a><\/p>\n<p><strong>7.1. I padroni del mondo?<\/strong><\/p>\n<p>Purtroppo la situazione non \u00e8 affatto rosea, con un Consiglio di Sicurezza ristretto delle Nazioni Unite, che dovrebbe cercare la pace ed aborrire la guerra, come detto nella dichiarazione formale delle Nazioni Unite, che \u00e8, invece, formato dai cinque paesi del mondo (Stati Uniti, Russia, Cina, Inghilterra, Francia) che costruiscono e vendono circa l\u2019 80% delle armi pesanti mondiali, ed avendo il diritto di veto, impediscono l\u2019attuazione di\u00a0 risoluzioni approvate dall\u2019ONU, ad esempio su Israele,\u00a0 mai fatte applicare.\u00a0 Emerge pertanto il vizio dei \u201cdue pesi e due misure\u201d che mina alla base il patto di convivenza tra i popoli.<\/p>\n<p>E se si va a vedere la spesa militare del mondo, i paesi del G8, insieme alla Cina e all\u2019India,\u00a0 (nazioni che stanno portando avanti, alla grande, un modello di sviluppo simile a quello occidentale), con l\u2019aggiunta dei due paesi pi\u00f9 militarizzati del mondo, Arabia Saudita ed Israele \u2013 pur\u00a0 contando solo circa la met\u00e0 della popolazione mondiale \u2013\u00a0 spendono per eserciti ed armamenti circa l\u201986% del totale mondiale! Invece tutti gli\u00a0 altri paesi, l\u2019altra met\u00e0 del mondo, messi insieme, spendono solo circa il 14 %.\u00a0Non\u00a0 c\u2019\u00e8 da\u00a0 meravigliarsi se, in queste condizioni, questi ultimi, o gruppi particolari al loro interno (vedi Al Qaeda), qualora non accettino l\u2019impero occidentale guidato dagli Stati Uniti, con migliaia di basi militari in tutto il mondo, e\u00a0 la pretesa\u00a0\u00a0 di\u00a0 mantenersi armi nucleari di \u201cprimo colpo\u201d, inventino armi nuove, pi\u00f9 a buon mercato, come i kamikaze, o gli aerei civili trasformati in bombe (come successo alle torri gemelle di New York),\u00a0\u00a0 o che\u00a0 alcuni terroristi di questi paesi\u00a0 mettano nelle linee dei treni, o nei luoghi di maggiore frequenza di pubblico, mine ed altri ordigni bellici rendendo la vita civile del mondo occidentale, e dei suoi alleati, sempre pi\u00f9 insicura ed incerta<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote23sym\" ><sup>23<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>I paesi pi\u00f9 ricchi, invece di provare altre strade, pi\u00f9 pacifiche e basate sul dialogo e sul confronto, cercando di lavorare per prevenire le guerre, tendono ad armarsi sempre pi\u00f9,\u00a0 per cui aumentano gli squilibri attuali\u00a0 gi\u00e0 fortissimi sul piano militare , col risultato di provocare gli avversari a fare lo stesso. Ma non \u00e8 questo il solo problema, a livello internazionale, che rende difficile il raggiungimento di questo obbiettivo. L\u2019altro \u00e8 sicuramente quello del concentramento della ricchezza economica del mondo in pochissimi gruppi \u2013 le multinazionali dell\u2019economia<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote24sym\" ><sup>24<\/sup><\/a> \u2013 che sono ormai pi\u00f9 potenti degli stessi stati, e che sono riuscite a far approvare una serie di trattati internazionali che dovrebbero garantire il libero commercio, ma che, in realt\u00e0, tolgono la libert\u00e0 di scelta a tutti i paesi che ne fanno parte (spesso anche degli altri), costringendoli a seguire le direttive dei trattati. Questo grazie all\u2019essere riuscite a fare inserire, in questi trattati di cosiddetto \u201clibero scambio\u201d, delle clausole che aiutano le grandi industrie straniere, che investono in quei paesi, a fare causa agli Stati, o alle regioni o gli enti locali minori, per leggi, o loro iniziative, che gli facciano perdere introiti da loro previsti. E questo sia nel campo delle energie verdi rinnovabili, sia in quelli che riguardano la tutela dell\u2019ambiente<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote25sym\" ><sup>25<\/sup><\/a>, o per l\u2019alimentazione, o la tutela dei lavoratori, ed altri settori simili, trasgredendo le legislazioni locali. Attraverso un tribunale, che risulta di \u201cdiritto pubblico internazionale\u201d, ma che, in realt\u00e0, \u00e8 del tutto privato<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote26sym\" ><sup>26<\/sup><\/a>, le multinazionali sono riuscite a far condannare degli Stati per averle costrette, con loro leggi, a perdere guadagni che i trattati firmati avrebbero permesso loro di avere.<\/p>\n<p>I due casi pi\u00f9 eclatanti, riportati dalla letteratura, sono uno contro la Germania, e l\u2019altro contro il Canada.<\/p>\n<p><strong>1)<\/strong> In seguito all\u2019incidente alla centrale nucleare di Fukushima, in Giappone, nel 2011, la Germania ha approvato un piano di ridimensionamento della produzione di energia nucleare in tutto il paese che prevedeva l\u2019interruzione della costruzione di nuovi impianti di questo tipo, e la chiusura di quelli in atto entro il 2022 . Il piano prevedeva, invece, per quello stesso periodo, un sensibile sviluppo delle energie rinnovabili. 6 industrie tedesche di impianti nucleari non hanno contestato questa decisione. Era invece coinvolta, per altre due centrali, una societ\u00e0 svedese, la Vattenfall, che ha denunciato, tramite l\u2019ISDS, il governo tedesco chiedendo una compensazione di 4,7 miliardi di dollari. Il piano del Governo Tedesco \u00e8 stato considerato illegittimo, ed \u00e8 stato stabilito che la societ\u00e0 elettrica dovesse essere risarcita per i danni economici a lei causati. Ma c\u2019era stato anche un precedente della stessa societ\u00e0 contro la Germania per la costruzione di un impianto a carbone per la produzione di energia elettrica, presso la citt\u00e0 di Amburgo. Quando l\u2019Autorit\u00e0 per l\u2019Ambiente del Comune di Amburgo aveva richiesto controlli di qualit\u00e0 delle acque di rifiuto immesse dall\u2019impianto nel fiume Elba, la Vattenfall ha sostenuto, nel 2009, con una procedura ISDS, che quegli standard rendevano irrealizzabile quel progetto di investimento, ed ha richiesto alla Germania una compensazione di 1,4 miliardi di Euro. Il problema si \u00e8 concluso quando il Comune di Amburgo ha accettato di abbassare i requisiti ambientali richiesti in antecedenza.<\/p>\n<p><strong>2)<\/strong> La Bilcon, una compagnia statunitense, voleva portare avanti un progetto minerario ed un pontale marittimo in una zona costiera del Canada, ma per ottenere l\u2019approvazione dalle autorit\u00e0 provinciali e federali ha dovuto presentare un \u201cstudio di impatto ambientale\u201d (SIA) sulle possibili conseguenze del progetto sull\u2019ambiente naturale ed umano. A questo scopo \u00e8 stato organizzato un panel di esperti per rivedere questo studio, raccogliere commenti pubblici, e dare una raccomandazione, non obbligatoria, sulla validit\u00e0 o meno dell\u2019approvazione del progetto. Il panel di esperti, dopo aver esaminato la SIA, ha raccomandato di non approvarlo, dichiarando, tra l\u2019altro, il progetto contrario a \u201cvalori comunitari importanti\u201d. I funzionari federali e provinciali incaricati, sulla base di quella raccomandazione, hanno rifiutato il progetto. La Bilcon avrebbe potuto seguire la normale procedura ed appellarsi alla corte locale del Canada. Ma la compagnia, cercando un\u2019opportunit\u00e0 per sorpassare il processo locale, ha fatto, invece, causa al Canada attraverso il processo ISDS del NAFTA<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote27sym\" ><sup>27<\/sup><\/a>. Questa strategia si \u00e8 dimostrata vincente. La maggioranza degli arbitri ha ritenuto che le considerazioni del panel dei consulenti sui \u201cvalori comunitari importanti\u201d andavano oltre il loro dovere di considerare le conseguenze \u201csull\u2019ambiente umano\u201d perch\u00e9 tenevano conto anche \u201cdell\u2019economia, lo stile di vita, le tradizioni locali, e la qualit\u00e0 della vita\u201d a livello locale. Perci\u00f2 gli arbitri hanno deliberato che la decisione del Governo canadese di rigettare il progetto presentato dalla Bilcon, sulla base della raccomandazione degli esperti, era una violazione del NAFTA<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote28sym\" ><sup>28<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>Come scrive giustamente Matteo Bortolon, uno studioso italiano che ha analizzato a fondo i vari trattati di \u201clibero scambio\u201d, sia quelli gi\u00e0 approvati, che quelli attualmente in discussione (anche se per questi ultimi ci sono dei miglioramenti nei sistemi processuali questi per\u00f2 non cambiano la sostanza del discorso perch\u00e9, anche in questi, le clausole per la protezione del lavoro e dell\u2019ambiente sono per lo pi\u00f9 volontarie, mentre quelle per la protezione degli investitori sono rigide, vincolanti e pienamente esecutive), criticando il sistema ISDS: \u201c- <em>applicare esclusivamente diritto commerciale su questioni che hanno ricadute sostanziali sul piano sociale, ambientale, ecc. significa subordinare ogni tipo di diritti agli interessi economici dei soggetti coinvolti ;- mancanza di trasparenza in materie che impattano nella sfera pubblica; \u2013 sopravanzare i tribunali nazionali per una classe di soggetti privilegiati significa costruire un sistema giudiziario parallelo al servizio degli interessi dominanti;- vincolare gli Stati ad istanze arbitrali sovranazionali significa vulnerare la loro sovranit\u00e0 limitando le opzioni di governo future, non in nome dei diritti umani ma nel rispetto della propriet\u00e0 privata.\u201d (<\/em>p. 96). Il titolo del libro di Bortolon: \u201c<em>La gabbia dei Trattati. Per una riconquista della sovranit\u00e0 democratica<\/em>\u201d<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote29sym\" ><sup>29<\/sup><\/a> \u00e8 molto chiaro sia nel giudizio sui trattati, sulle loro principali funzioni, ed anche negli obbiettivi da riconquistare che, nelle parole di questo autore, sono \u201c<em>cercare di ricostruire una <u>sovranit\u00e0 popolare democratica<\/u>, cio\u00e8 ridare forza e vigore alle assemblee legislative che riescano a vincolare i governi, senza ridursi ad essere i loro passacarte obbedienti. Per questo \u00e8 necessario rivedere le istanze sovranazionali, in modo da vincolarle alle istituzioni democratiche veramente rappresentative\u2026. Rivalorizzare l\u2019apporto democratico e la base di diritti di cittadinanza. Solo ricostruendo un assetto dei poteri pubblici conforme ad essi si pu\u00f2 dare una spallata al nuovo costituzionalismo\u2026. che al momento tende a rendere le elezioni una gara per candidarsi a chi meglio applica i dettami dell\u2019\u00e9lite egemonica\u201d<\/em>(p. 178).<\/p>\n<p><strong>7.2 Necessit\u00e0 di porre fine all\u2019attuale modello di sviluppo<\/strong><\/p>\n<p>Quanto visto nel paragrafo precedente, e cio\u00e8 il forte intreccio tra l\u2019attuale modello di sviluppo e gli interessi delle multinazionali (le padroni del mondo) \u00e8 una conferma della necessit\u00e0 di non accontentarsi di leggeri, o anche meno leggeri, cambiamenti interni a questo stesso sviluppo, ma della necessit\u00e0 di portare avanti quella rivoluzione nonviolenta e disarmista di cui parla Cassola nel suo libro, e che sollecita, come abbiamo visto, anche la studiosa canadese Naomi Campbel nel libro \u201cUna rivoluzione ci salver\u00e0 \u201c. D\u2019altra parte il modello di sviluppo attuale, come scrive uno dei pi\u00f9 importanti programmatori territoriali a livello mondiale, John Friedmann, si basa sulla teoria economica neoclassica che \u201c<em>\u00e8 la riproposta attuale del liberismo ottocentesco di Manchester, comunemente noto come la teoria dello stato gendarme per la quale il ruolo dello stato \u00e8 ridotto al suo potere poliziesco di mantenimento dell\u2019ordine sociale e non \u00e8 di intralcio al sistema dell\u2019impresa privata lasciata libera di affermarsi in una accumulazione incontrastata<\/em>\u201d<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote30sym\" ><sup>30<\/sup><\/a>. Ed infatti, se si va a vedere i risultati di questo modello di sviluppo, che si cerca di imporre a tutto il mondo, questi sono disastrosi<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote31sym\" ><sup>31<\/sup><\/a>: 1) Dal grafico della distribuzione della ricchezza, cosiddetta a coppa di champagne, risulta che quasi tutta la ricchezza \u00e8 in mano al quinto pi\u00f9 ricco della popolazione, mentre tutti gli altri quinti ne hanno porzioni molto minori, fino al quinto pi\u00f9 povero che ne ha una minima parte; e se si confrontano i dati dei calici del 1960, del 1989, e del 2007, si vede che la popolazione del quinto pi\u00f9 povero \u00e8 aumentata di quasi tre volte; 2) se si vede il grafico che riguarda proprio il periodo della crisi attuale, durante la quale molte famiglie non riescono ad arrivare alla fine del mese con le loro entrate usuali, il numero dei miliardari necessari per raggiungere lo stesso volume di ricchezza posseduto dal 50% pi\u00f9 povero della popolazione mondiale, i dati sono terrificanti: mentre nel 2010 i miliardari necessari erano 388, nel 2014 ne bastano 80; 3) e se si va a vedere la mappa della malnutrizione elaborata dalla FAO nel 2009, si vede che le persone che soffrono la fame nel mondo erano, in quell\u2019anno, 1,02 miliardi (collocati soprattutto in Asia e nel Pacifico, e nell\u2019Africa subsahariana), e che questi, invece di diminuire, erano aumentati del 9% rispetto all\u2019anno precedente ; 4) ed infine, se si va a vedere uno dei metodi pi\u00f9 utilizzati dai nostri (ma non solo nostri) cosiddetti \u201cindustriali\u201d per arricchirsi, si vede che il nostro paese risulta tra quelli con maggiori squilibri tra ricchi e poveri (al sesto posto nel mondo), ed un mezzo utilizzato dagli industriali per arricchirsi \u00e8 la delocalizzazione delle loro industrie in paesi dove i sindacati sono inesistenti ed i salari molte volte anche 20 volte minori che da noi. Secondo i calcoli di uno storico italiano che ha analizzato questo fenomeno, Ignazio Masulli<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote32sym\" ><sup>32<\/sup><\/a>, questa che lui chiama \u201cla tragica scorciatoia\u201d ci era costata, al momento della stesura del libro, la perdita, nel nostro paese, di 2,6 milioni di posti di lavoro. Ma la cosa tragica che risulta analizzando questo fenomeno \u00e8 quella che il governo italiano, invece di studiare e mettere in atto soluzioni per risolvere questo problema, lo appoggia addirittura economicamente!. Credo che ci siano dati a sufficienza per lavorare e lottare per eliminare dal nostro paese, e dalla terra intera, questo modello di sviluppo.<\/p>\n<p><strong>7.3. Come portare avanti la rivoluzione nonviolenta e disarmista?<\/strong><\/p>\n<p>Ma gli autori che ci hanno insegnato la necessit\u00e0 ed i modi per portare avanti questo tipo di rivoluzione sono tanti che \u00e8 possibile solo dare un rapido cenno ad alcuni di essi, ed agli elementi fondamentali che ci hanno insegnato : Gandhi, insegna che dobbiamo portare avanti sia il \u201cSatyagraha\u201d, (tradotto in italiano da un caro amico, prete operaio dei pescatori di Viareggio, Sirio Politi, come \u201clotta come amore\u201d, perch\u00e9 \u00e8 una lotta che non cerca di distruggere l\u2019avversario ma di convertilo, e di liberarlo dal suo ruolo attuale di oppressore o di sfruttatore), sia il \u201cprogetto costruttivo\u201d, e cio\u00e8 il dar vita da subito al tipo di societ\u00e0 che vogliamo costruire<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote33sym\" ><sup>33<\/sup><\/a>. J.P.Narajan, uno dei pi\u00f9 importanti continuatori dell\u2019opera gandhiana, che ha anche organizzato e diretto gli \u201cShanti Sena\u201d, l\u2019esercito di pace indiano,<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote34sym\" ><sup>34<\/sup><\/a> ha parlato della necessit\u00e0 di una \u201crivoluzione totale\u201d, e cio\u00e8 sia dell\u2019essere umano, che deve prendere coscienza dei suoi limiti e delle sue potenzialit\u00e0 di modificare l\u2019 ambiente intorno a s\u00e9, che delle strutture sociali, economiche, politiche, e culturali che lo condizionano dall\u2019esterno. Ma questo, secondo lui, andava fatto sia all\u2019interno del Parlamento, sia a livello di base, organizzando dal basso la popolazione stessa. Capitini ha insistito sull\u2019importanza di non accontentarsi della democrazia rappresentativa, basata sulla delega, ma di integrarla con un controllo, dal basso, dei nostri delegati negli organismi di potere (sia locali che nazionali) per dar vita ad una societ\u00e0 \u201cdel potere di tutti\u201d. Danilo Dolci, ci ha insegnato, tra l\u2019altro, l\u2019importanza di studiare e programmare la nuova societ\u00e0 con la gente comune, con coloro che soffrono dei mali della societ\u00e0 attuale. Don Milani e Padre Balducci, l\u2019importanza della disobbedienza civile, e cio\u00e8 di disubbidire da subito alle leggi ingiuste, subendo la condanna prevista, per dar vita e leggi pi\u00f9 umane, pi\u00f9 degne di una societ\u00e0 civile.<\/p>\n<p>Ma oltre a Cassola, di cui stiamo parlando in questo articolo, ci sono altri tre contemporanei, ormai purtroppo non pi\u00f9 sulla terra, che ci hanno lasciato una eredit\u00e0 importante sul come fare una rivoluzione nonviolenta.<\/p>\n<p>1) L\u2019 Internazionale Resistenti alla Guerra (WRI), che ha come simbolo \u201cle mani che spezzano il fucile\u201d, \u00e8 nata quasi 100 anni fa per difendere e promuovere l\u2019obiezione di coscienza alla guerra e alle armi, ed \u00e8 presente in oltre 40 paesi del mondo. La sua sezione italiana \u00e8 il Movimento Nonviolento fondato da Aldo Capitini. L\u2019 ex Presidente internazionale di questa organizzazione, <strong>Howard Clark<\/strong>, uno dei maggiori studiosi delle lotte nonviolente internazionali<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote35sym\" ><sup>35<\/sup><\/a>, ci ha lasciato, prima di morire, un aureo libretto su \u201c<strong><u>Come fare una rivoluzione nonviolenta<\/u><\/strong>\u201d. In questo mostra l\u2019 indispensabilit\u00e0, per fare una rivoluzione di questo tipo, di unire tre approcci: la rivoluzione <u>anarchica<\/u>, per liberare tutti gli esseri umani dalle strutture di potere attuali; quella<u> femminista<\/u>, per liberare le donne, ma anche gli uomini, dal \u201c<u>maschilismo<\/u>\u201d; quella <u>nonviolenta<\/u>, per liberare gli esseri umani dall\u2019uso della guerra e della violenza.<\/p>\n<p>2) <strong>St\u00e9phane Hessel<\/strong>, tedesco, di origine ebraica, rifugiatosi e naturalizzatosi in Francia, co-estensore della \u201cDichiarazione universale dei diritti dell\u2019uomo\u201d delle Nazioni Unite, \u00e8 l\u2019ispiratore di due importanti movimenti mondiali, quello degli \u201c<strong>Indignati<\/strong>\u201d e di \u201c<strong>Occupy Wall Street<\/strong>\u201d. Per le sue attivit\u00e0 di partigiano contro il nazismo \u00e8 stato arrestato due volte, ma si \u00e8 salvato dall\u2019impiccagione prevista scappando in modo spericolato. La tesi principale dei suoi scritti, diffusi in milioni di copie in tutto il mondo, \u00e8 quella della necessit\u00e0 di \u201c<strong>una rivoluzione mondiale nonviolenta<\/strong>\u201d, che si organizzi dal basso e riporti in auge i valori dell\u2019impegno, della solidariet\u00e0, della libert\u00e0 \u2013 ma non il sopruso \u2013 l\u2019amore per la terra, per la \u201ccomune umanit\u00e0\u201d, della resistenza al Nazismo di cui era stato un attivo protagonista, senza per\u00f2 dimenticare il progetto costruttivo, perch\u00e9, come scrive: \u201c<em>Resistere \u00e8 creare. Creare \u00e8 resistere\u2026bisogna creare perch\u00e9 resistere non basta<\/em>\u201d. Ma prima di morire ha scritto anche, con Albert Jacquard, un altro importante libro al quale si sono ispirati i \u201cdisarmisti esigenti\u201d, di cui abbiamo gi\u00e0 parlato, e cio\u00e8, \u201c<em>Exig\u00e8z! un desarmament nucleaire totale<\/em>\u201d, tradotto anche questo in moltissime lingue<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote36sym\" ><sup>36<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p><strong>3)<\/strong> Il terzo \u00e8 un caro amico, morto purtroppo ancora giovane, pochi mesi fa, <strong>Giovanni Salio, <\/strong>che ci ha insegnato molte cose, ma forse la pi\u00f9 importante \u00e8 quella della necessit\u00e0 ed urgenza di liberarsi dall\u2019attuale modello di sviluppo per dar vita ad uno sviluppo alternativo basato sulla <u>semplicit\u00e0 volontaria<\/u><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote37sym\" ><sup>37<\/sup><\/a>. Su questo argomento, recentemente, c\u2019\u00e8 stato un importante e bel convegno a Firenze, cui hanno partecipato esperti di molti paesi del mondo, ed un pubblico di oltre 1200 persone, dal titolo, <em>L\u2019economia della felicit\u00e0<\/em><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote38sym\" ><em><sup>38<\/sup><\/em><\/a>. In questo sono state presentate molte relazioni che hanno mostrato l\u2019importanza, e la grande diffusione, in molti paesi del mondo, di esperienze di economia alternativa a livello locale, a basso impatto ambientale, e con l\u2019utilizzo di energie rinnovabili. Ma alcuni dei relatori hanno addirittura detto che lo \u201csviluppo\u201d ed anche la \u201ccrescita\u201d sono parole da evitare, e che bisogna andare verso una \u201cdecrescita felice\u201d. Ma \u00e8 chiaro, e Nanni, se fosse stato in vita, e fosse stato invitato, l\u2019avrebbe detto chiaramente, che questa impostazione \u00e8 centrata sul modello di sviluppo occidentale che ora tanti paesi del mondo stanno imitando, ma che non si pu\u00f2 chiedere a paesi dove prevale la fame e la morte per inedia (una buona parte del mondo) di rinunciare a uno sviluppo ed una crescita, diversa da quella del mondo occidentale, ma concreta. Per questo Nanni insisteva su due concetti, e due obbiettivi da raggiungere, validi sia per il mondo occidentale che per il resto del mondo, e cio\u00e8, la \u201c<em>semplicit\u00e0 volontaria<\/em>\u201d, ed il \u201c<em>ricongiungimento<\/em>\u201d, e cio\u00e8, da una parte il cercare di ridurre al massimo i propri bisogni (nelle parole di Gandhi: \u201c<em>Nel mondo c\u2019\u00e8 quanto basta per le necessit\u00e0 dell\u2019uomo, ma non per la sua avidit\u00e0<\/em>\u201d), ma dall\u2019altro porsi l\u2019obbiettivo indispensabile ed urgente di lavorare perch\u00e9 gli attuali squilibri tra mondo ricco e mondo povero vengano superati prima possibile (questo il \u201c<u>ricongiungimento<\/u>\u201d), ma dato che il modello di sviluppo attualmente prevalente \u00e8 strettamente legato all\u2019uso delle armi e della guerra per controllare o conquistare le risorse energetiche di cui esso ha bisogno, questo comporta una scelta fondamentale, sottolineata da Nanni in molti suoi scritti, e cio\u00e8 di eliminare, sia pur gradualmente, ma speditamente (lui propone all\u2019incirca 5% l\u2019anno), le spese militari ed aumentare notevolmente quelle degli interventi civili per la prevenzione dei conflitti armati, o per la loro trasformazione con la nonviolenza, interventi che per ora sono lasciati, in gran parte, alla buona volont\u00e0 delle tante ONG che si impegnano in questo settore, come l\u2019IPRI<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote39sym\" ><sup>39<\/sup><\/a>, le Comunit\u00e0 di Pace della Columbia, le PBI (Peace Brigades International), o le NPF (Nonviolent Peace Forces), ed altre, che con pochi soldi, fanno interventi fondamentali anche in zone di aperto conflitto come, ad esempio, Israele e Palestina.<\/p>\n<p><strong>7.4. Alcuni passi avanti verso questa rivoluzione<\/strong><\/p>\n<p>Che questa rivoluzione sia possibile ce lo dimostra la storia degli ultimi cento anni che ha visto le rivoluzioni nonviolente avere successo oltre il doppio rispetto a quelle violente<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote40sym\" ><sup>40<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>In complesso, se si fa un\u2019analisi delle lotte nonviolente del mondo molte di queste sono state estremamente efficaci nei vari settori in cui si sono applicate: 1) per superare gravi discriminazioni razziali, e l\u2019apartheid (USA, Sud Africa); 2) per sconfiggere dittature (Polonia, Filippine, Egitto, Tunisia); 3) per raggiungere l\u2019indipendenza di un paese (India); 4) per difendere, e salvare, una minoranza perseguitata: gli ebrei ( Danimarca, Germania); 5) per evitare, o annullare, progetti di militarizzazione del territorio (Larzac in Francia, Comiso in Italia), 6) per la difesa nonviolenta: in particolare interessante la lotta della Ruhr in Germania che \u00e8 servita a difendere la popolazione locale da accordi rovinosi che ne distruggevano l\u2019economia, dopo la fine della prima guerra mondiale<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote41sym\" ><sup>41<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>Effettivamente questa globalizzazione delle lotte nonviolente dal basso sta gi\u00e0 ottenendo risultati notevoli; ad esempio, con la Campagna contro le Mine Antiuomo, si sono messe al bando, in pochi anni, queste armi micidiali, tanto da far vincere, a questa Campagna, il Premio Nobel per la Pace; con la Campagna Internazionale contro le Armi Nucleari, ICAN, cui hanno partecipato attivamente, oltre a Alfonso Navarra (che nella sua relazione la indica quale via per uscire dal nucleare) altri membri del gruppo \u201cdisarmisti esigenti\u201d, riuscendo a far approvare, proprio recentemente, a grandissima maggioranza, dalla Assemblea delle Nazioni Unite, un percorso per mettere al bando, entro l\u2019anno 2017, anche i missili atomici<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote42sym\" ><sup>42<\/sup><\/a>. Questo \u00e8 stato possibile grazie all\u2019iniziativa di organizzazioni di base unite alla presa di coscienza di tanti paesi periferici che non accettano pi\u00f9 lo strapotere dei pochi paesi \u201cpadroni del mondo\u201d. Questi paesi periferici hanno fatto sentire la loro voce, insieme alle ONG ambientaliste (tra cui i \u201cdisarmisti esigenti\u201d), nel fare approvare, a grandissima maggioranza, in una decisione che \u00e8 stata definita \u201cstorica\u201d, alla Conferenza Internazionale sul Clima (Parigi, 30 novembre -12 dicembre 2015) un programma di riduzione delle emissioni nocive per l\u2019ambiente al fine di rallentare il riscaldamento globale.<\/p>\n<p>Ma anche in Italia, con le lotte nonviolente, abbiamo ottenuto varie vittorie importanti, oltre a quella di Comiso, di cui abbiamo gi\u00e0 parlato, ma i casi a cercarli sarebbero tanti, qui ne citiamo solo tre : 1) A Genova contro la cosiddetta \u201cMostra dei Mostri\u201d(mostra per la vendita delle nostre armi) bloccando per almeno due volte, con un tappeto vivente<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote43sym\" ><sup>43<\/sup><\/a>, l\u2019entrata, e facendo, in citt\u00e0, un serpentone cui hanno partecipato almeno 60.000 persone di tutte le et\u00e0, siamo riusciti a far ridurre le nostre vendite facendo passare il nostro paese dal 6 posto nel mondo tra i venditori di armi, al tredicesimo posto. Tanto che alla fine, per riaccrescere le nostre vendite, si sono dovuti smuovere gli stessi militari per riaprire la mostra, in una nave militare, in mezzo al mare. Questo comunque ha messo in luce una delle pi\u00f9 importanti funzioni delle nostre Forze Armate, e cio\u00e8 quella di propagandare e vendere le armi costruite dalle nostre fabbriche, che hanno spesso come consulenti, ed aiuti per la vendita, nostri generali andati in pensione (mai esodati e con pensioni molto elevate)<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote44sym\" ><sup>44<\/sup><\/a>. 2) A Capalbio, in provincia di Grosseto, bloccando, in circa un centinaio di persone per circa due ore la linea ferroviaria Pisa-Roma per protestare contro il progetto di costruire una Centrale nucleare, e venendo assolti nel processo di prima istanza a Grosseto (una diecina di questi che avevano dichiarato, quali testimoni in un processo precedente, di aver partecipato al blocco) per aver agito \u201cin stato di necessit\u00e0 putativa\u201d (e cio\u00e8 perch\u00e9 credevano fosse necessario difendere la salute della popolazione minacciato dall\u2019impianto della centrale). La notizia dell\u2019assoluzione fece molto scalpore (con servizi in tutte le TV nazionali) perch\u00e9 era la prima volta che \u201clo stato di necessit\u00e0\u201d veniva usato non per difendere interessi privati (la difesa della propria vita o dei propri beni) ma per interessi pubblici (la salute della popolazione). Purtroppo, in modo molto insolito per la giustizia italiana, normalmente molto lenta, poco dopo fu fatto il processo d\u2019appello, a Firenze, dove non furono nemmeno ascoltati i vari esperti chiamati dalla difesa, e gli accusati furono condannati a 6 mesi, con la condizionale, condanna confermata, molti anni dopo, dalla Cassazione. La discussione aperta in seguito a questi vari processi \u00e8 sicuramente servita, dopo l\u2019esplosione della centrale di Chernobil in Russia, a far vincere il referendum contro il nucleare, ed a far riconvertire la Centrale nucleare di Capalbio, che nel frattempo era stata costruita; 3) Ma le vittorie pi\u00f9 importanti sono state ottenute nel settore della pace. Grazie infatti ai tanti anni di carcere sopportati dagli obiettori di coscienza al servizio militare (che chiedevano di fare un servizio anche pericoloso, utile alla comunit\u00e0, ma non armato) <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote45sym\" ><sup>45<\/sup><\/a> prima che venisse riconosciuta la legge, e all\u2019appoggio dato a questi da molti avvocati (si pensi a Bruno Segre di Torino, ora novantaseienne), e da personalit\u00e0 culturali e religiose del paese, come Aldo Capitini di Perugia, Lelio Basso di Roma, il sindaco di Firenze Giorgio la Pira, Don Milani e Padre Balducci, sempre di Firenze, si \u00e8 arrivati al riconoscimento, nel 1972, di una prima legge, la 772, che riconosceva il diritto ad un servizio civile alternativo, ma di otto mesi pi\u00f9 lungo di quello militare. Vari obbiettori di coscienza, non contenti di questa legge per la maggiore durata del servizio civile rispetto a quello militare, hanno svolto il loro servizio civile per 12 mesi, ed hanno poi preferito passare il resto del tempo (gli otto mesi in pi\u00f9) in carcere, per far emergere l\u2019ingiustizia di trattamento. Qualche anno pi\u00f9 tardi \u00e8 nata una nuova forma di obiezione di coscienza, quella alle spese militari, e cio\u00e8 il rifiuto di pagare le tasse utilizzate per le spese militari chiedendo che queste fossero utilizzate, invece, per l\u2019organizzazione di una \u201cDifesa Popolare Nonviolenta\u201d. Non venivano messi in carcere ma dovevano ripagare, in forme varie, anche con l\u2019esproprio dello stipendio, o il pignoramento di mobili e di libri, la quota di tasse non pagata, pi\u00f9 le spese necessarie per le pratiche fatte dallo Stato per riavere i soldi non pagati. Ma in tutti e due i casi, nei vari processi intentati agli obbiettori, gli avvocati difensori hanno fatto ricorso alla Corte Costituzionale perch\u00e9 giudicasse sulla giustizia di queste punizioni. E questa, in due sentenze di valore storico, ha riconosciuto la validit\u00e0 delle richieste degli obbiettori, nel 1985, con la sentenza n.164, che riconosceva il servizio civile come altra forma di difesa dello Stato, e nel 1989, sentenza n. 470, riconoscendo che il servizio civile non pu\u00f2 durare pi\u00f9 di quello militare<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote46sym\" ><sup>46<\/sup><\/a>. Queste sentenze hanno preparato il terreno per la legge di riforma dell\u2019obiezione di coscienza (n. 230 del 1998) che riconosce la parit\u00e0 tra servizio civile e militare, organizza un Ufficio Nazionale per il Servizio Civile presso la Presidenza del Consiglio<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote47sym\" ><sup>47<\/sup><\/a> con il compito di \u201cistruzione e sperimentazione di una \u2018Difesa Civile Non-armata e Nonviolenta\u2019\u201d. Nel 2004, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, veniva istituita un\u2019apposita Commissione ministeriale incaricata di questo compito composta da 16 persone (6 delle istituzioni \u2013 di cui 2 delle FF.AA. ed uno del Ministero degli Interni-) gli altri di importanti ONG che si occupano di questi temi.<\/p>\n<p><strong>7.5 Lo strapotere dei militari<\/strong><\/p>\n<p>Comunque l\u2019ipotesi che ai militari italiani questa \u201cvittoria istituzionale\u201d dei movimenti nonviolenti non sia molto piaciuta pu\u00f2 forse spiegare il fatto del perch\u00e9, da vari anni, in particolare dal tempo del governo Monti, tale Commissione non sia stata pi\u00f9 convocata. Altri fatti simili di ostacolo ad attivit\u00e0 parlamentari da parte delle Forze Armate sono stati: 1) il Parlamento italiano, discutendo sul problema dell\u2019acquisto degli aerei F35, aveva deciso di soprassedere all\u2019acquisto di questi aerei per ridiscutere, in una sessione specifica, pi\u00f9 approfonditamente, sull\u2019opportunit\u00e0 di procedere o meno con questo programma. Ma le Forze Armate, grazie al fatto che il loro Capo \u00e8 il Presidente della Repubblica, in questo caso Giorgio Napolitano, hanno fatto sapere che il Parlamento non poteva decidere e che l\u2019unico autorizzato a prendere decisioni era il governo stesso che ormai aveva gi\u00e0 deciso a favore del\u2019acquisto. 2) Una cosa simile era successa anni prima riguardo all\u2019approvazione, da parte del Parlamento, di una legge sull\u2019obiezione di coscienza al servizio militare (1992). In quel caso il presidente di allora, Cossiga, ha annullato la decisione parlamentare senza che si potesse ridiscutere il problema perch\u00e9 la legislatura era terminata. 3) Ma peggio ancora \u00e8 stato per il cosiddetto \u201cNuovo Modello di Difesa\u201d, presentato, in un libro bianco di 250 pagine , alla Commissione Difesa nel novembre 1991, che, malgrado la richiesta, in Commissione, dell\u2019Onorevole Raniero La Valle, di discuterne in Parlamento perch\u00e9 trasgrediva in gran parte la nostra Costituzione, in particolare l\u2019Art. 11, non \u00e8 stato mai discusso n\u00e9 approvato dal Parlamento, ma \u00e8 stato di fatto introdotto nella legislazione delle Forze Armate, nei bilanci della difesa e nelle scelte dei governi (si veda la relazione di La Valle, on line, su \u201c<em>La verit\u00e0 del Referendum<\/em>\u201d alle Comunit\u00e0 Parrocchiali di Bitonto, il 18 ottobre 2016). Che il \u201cnuovo modello di difesa\u201d sia completamente al di fuori di quanto previsto dall\u2019 art. 11, che prevede solo la difesa del territorio italiano, la sua popolazione e le sue istituzioni, da eventuali attacchi o invasioni, risulta dal fatto che esso prevede <u>anche<\/u> la \u201c<em>difesa degli interessi nazionali, nell\u2019accezione la pi\u00f9 vasta di tale termine <\/em>[vedi \u201c<em>il controllo delle riserve energetiche esistenti nell\u2019area<\/em>\u201d] <em>ovunque esso sia necessario<\/em>\u201d. Sulla base di questo modello, come scrive Enrico Peyretti (in, \u201cDenuncia del Nuovo Modello di Difesa\u201d, al Convegno sul, <em>Nuovo modello di Difesa Italiano<\/em>, Museo del Risorgimento, Torino, 1 giugno 2000) dato che in questo testo si dice anche che, caduto il muro Est -Ovest, il nuovo confronto \u00e8 nell\u2019area mediterranea \u201c<em>tra una realt\u00e0 culturale ancorata alla matrice islamica ed i modelli di sviluppo del mondo occidentale\u2026..si difende con la ferocia delle armi la violenza strutturale del Nord sul Sud<\/em>\u201d, oppure come scrive La Valle nel testo citato: \u201c<em>Si direbbe che l\u2019Occidente il cui sistema economico e politico<\/em> <em>\u00e8 entrato in una profonda crisi essendosi mostrato incompatibile con l\u2019ordine del mondo, cerchi nell\u2019incremento delle armi, nell\u2019estensione del dominio e nella disseminazione delle guerre una risposta alla sua angoscia riguardo al futuro; ed \u00e8 come<\/em> <em>se noi dovessimo<\/em> <em>partecipare a tutte le guerre di un capitalismo sfrenato, invece di operare, come dice il generale dei Gesuiti, \u2018per superare la povert\u00e0, l\u2019ineguaglianza e l\u2019oppressione<\/em><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote48sym\" ><em><sup>48<\/sup><\/em><\/a><em>\u2018\u201d.<\/em>E facendo poi riferimento al prossimo referendum istituzionale La Valle sostiene che se passa il SI, dato che questa riforma tende a concentrare il potere di fare la guerra in un governo eletto solo da una piccola minoranza degli elettori : \u201c<em>il popolo non avr\u00e0 pi\u00f9 alcuna garanzia costituzionale di non essere trascinato in una guerra non sua<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Di fronte a questi casi viene il dubbio: \u201d<em>Viviamo in una democrazia parlamentare o in un regime militare?<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Secondo A. Drago le vittorie che abbiamo visto anche a livello istituzionale dei movimenti nonviolenti, in particolare per l\u2019approvazione della legge 230 dell\u20198\/7\/1998, che riconosce la parit\u00e0 tra servizio civile e militare e prevede \u201cl\u2019Istruzione e la sperimentazione di una difesa Civile Non-armata e Nonviolenta\u201d \u201c<em>hanno fatto incontrare non solo la resistenza delle istituzioni, ma anche le loro contromosse a livello pi\u00f9 alto; tra queste\u2026. certamente ha avuto un ruolo centrale quella dei militari (intendendo con essa il complesso militare-industriale e la sua lobby parlamentare\u201d <\/em>( op.cit. p.246). Ci\u00f2 non solo per questa e le altre leggi che abbiamo visto, ma anche perch\u00e9, dopo il riconoscimento giuridico dell\u2019OdC, i giovani che sceglievano il servizio civile rispetto a quello militare sono andati progressivamente crescendo (nel 2001 erano 110.000) tanto da mettere in dubbio anche la copertura dei soldati prevista dalla leva (260.000), per queste ragioni, scrive Drago: \u201c<em>Quando gli obbiettori hanno incominciato a rappresentare l\u2019esigenza di un\u2019altra difesa\u2026. allora i militari hanno trovato l\u2019accordo con il Governo per promulgare una legge che sospendeva il servizio di leva (comma 1 dell\u2019art. 7 del D.lgs. n. 215 del 2001) e che cos\u00ec faceva passare l\u2019esercito a quello solo professionale\u201d (<\/em>op. cit. p. 246).<\/p>\n<p>Sospendendo il servizio di leva veniva a cadere anche l\u2019obiezione di coscienza al servizio militare e si creava un vuoto nel settore sociale assistenziale, per le varie ONG che utilizzavano gli obbiettori in servizio civile, ed anche perch\u00e9, come sostiene Drago, nel testo citato, per il fatto che il servizio civile degli obbiettori di coscienza si era dimostrato cos\u00ec utile ed accettato positivamente sia dalla popolazione in generale, sia in particolare dai giovani (il 3 agosto 1999, in un sondaggio commissionato dal Governo a Datamedia, il 66% dei giovani intervistati si dichiarava a favore del servizio civile rispetto a quello militare)<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote49sym\" ><sup>49<\/sup><\/a> \u00e8 stata approvata, nel 2001, la legge 64, del 3 marzo 2001, che istituiva il \u201cServizio Nazionale Volontario per la Difesa della Patria con \u201cmezzi e attivit\u00e0 non militari\u201d, aperto a giovani, sia maschi che femmine. Che questa legge sia una vittoria della nonviolenza \u00e8 almeno dubbio, infatti come scrive lo stesso Drago in altri suoi testi, questo passaggio da militari di leva a militari stipendiati \u00e8 stato fatto per primi dagli USA per superare la \u201csindrome del Vietnam\u201d, e cio\u00e8 la sostanziale sconfitta degli USA di fronte al piccolo paese vietnamita, sconfitta dovuta, da una parte, al coraggio dei vietnamiti nel difendersi contro il colosso americano, ma dall\u2019altra, anche all\u2019altissimo numero di giovani statunitensi coscritti, chiamati ad andare in Vietnam, che hanno disertato o sono scappati in vari paesi del mondo, soprattutto in Canada, o hanno trovato altri escamotage per non partire. Da questa \u201csindrome\u201d la decisione degli USA di ricorrere ai militari professionisti, cui hanno risposto soprattutto i poveri del paese, tra i quali molte persone di colore, decisione gli USA che hanno poi esportato anche nei paesi da loro dipendenti come l\u2019Italia attraverso, appunto, il \u201cnuovo modello di difesa\u201d.<\/p>\n<p><strong>7.6. Come lavorare per superare la violenza strutturale?<\/strong><\/p>\n<p>Comunque non dobbiamo dimenticare le vittorie di cui abbiamo parlato che hanno portato ad importanti cambiamenti legislativi dovuti agli obbiettori di coscienza. Ma un altro importante cambiamento legislativo come la legge 185\/1990, per la limitazione ed il controllo della vendita di armi del nostro paese (che prevede anche un fondo per la riconversione delle industrie di armi in industrie civili \u2013 fondo, per quanto ne sappiamo, poco o niente utilizzato) \u00e8 stato approvato grazie ad una forte organizzazione di base di movimenti cattolici come Mani Tese, ACLI, ed altri. Lo stesso \u00e8 avvenuto per le leggi contro la Mafia (ad esempio la legge 109\/1996 per la confisca dei beni mafiosi) per portare avanti le quali Don Ciotti ha dovuto organizzare una sua associazione \u201dLibera\u201d che \u00e8 riuscita a coinvolgere vari giudici antimafia e moltissimi cittadini, sia cattolici, che non cattolici.<\/p>\n<p>Queste vittorie ci dicono che \u00e8 possibile cambiare la societ\u00e0 intorno a noi attraverso un <u>impegno personale<\/u> (ad esempio il carcere per gli obbiettori di coscienza) ed una <u>valida organizzazione di base<\/u>.<\/p>\n<p>Ma un problema particolare di cui abbiamo gi\u00e0 parlato, \u00e8 quello della concentrazione del potere, a livello internazionale, in alcuni Stati particolari, ma anche, e soprattutto, in un certo numero di multinazionali (i padroni del mondo) che ormai sono diventate pi\u00f9 importanti degli Stati, e che sono riuscite a fare approvare trattati internazionali, che, con le loro clausole e con i loro tribunali, riescono ad intimidire e condannare anche gli Stati. Questo fa emergere con forza il problema della \u201cviolenza strutturale\u201d, sottolineato da tempo da uno dei principali studiosi dei problemi della pace e direttore di Transcend, che, tra le varie attivit\u00e0, ha anche una \u201cUniversit\u00e0, on line, sulla Teoria e la Pratica della Pace\u201d, Johan Galtung, .<\/p>\n<p>Purtroppo, mentre si notano i morti in guerra (soprattutto, e spesso, se sono nostri), quelli dovuti alla violenza strutturale (per fame, per malattie varie, per migrazioni forzate, per carenze di cure, ecc.) che uccide all\u2019incirca 100 volte di pi\u00f9 della violenza diretta, sono meno evidenti, almeno alle persone semplici che soffrono di pi\u00f9 di questi squilibri sociali che stanno alla base di questo tipo di violenza.<\/p>\n<p>Per superarli le istruzioni di Galtung sono:<\/p>\n<ul>\n<li><u>coscientizzare<\/u> le vittime; e far loro comprendere le vere ragioni degli squilibri e delle loro povere condizioni<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote50sym\" ><sup>50<\/sup><\/a>;<\/li>\n<li>aiutarle ad <u>organizzarsi<\/u> ed a creare reti con tutte le altre persone che subiscono la stessa violenza;<\/li>\n<li>far loro<u> conoscere e sperimentare la lotta nonviolenta<\/u> (che comporta conoscere sia le tecniche dell\u2019azione diretta nonviolenta \u2013 Sharp ne ha individuate 198 \u2013 sia l\u2019importanza del progetto costruttivo, e cio\u00e8 sapere dove si vuole arrivare e come arrivarci, superando le proprie carenze);<\/li>\n<li>quando queste persone, attraverso queste lotte, e queste azioni, sono in grado di <u>riequilibrare il conflitto<\/u> e di confrontarsi alla pari con l\u2019avversario, avendo <u>preso coscienza del proprio potere<\/u>;<\/li>\n<li>aiutarle a contrattare e prendere accordi con l\u2019ex avversario per<u> eliminare le cause del conflitto e cercare soluzioni che vadano a vantaggio della stessa umanit\u00e0<\/u> (esempio: Accordo INF tra Reagan e Gorbaciov per eliminare missili di primo colpo come quelli che erano stati impiantati a Comiso negli anni 80).<\/li>\n<\/ul>\n<p>Tutto questo non \u00e8 facile, ma funziona, come hanno dimostrato le tante lotte vincenti di cui abbiamo parlato.<\/p>\n<ol start=\"8\">\n<li><strong> Che fare II<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>La mia seconda asserzione \u00e8 questa :<\/p>\n<p><em>2) possibilit\u00e0 di vivere senza esercito, concentrando i risparmi sull\u2019istruzione e sull\u2019ambiente, prosperando economicamente, e difendendosi, se necessario, con la Difesa Popolare Nonviolenta:<\/em><\/p>\n<p>Come abbiamo gi\u00e0 visto questo \u00e8 ci\u00f2 che Carlo Cassola, negli anni \u201980, avrebbe voluto che facesse il nostro paese, lui che, come si \u00e8 detto, oltre ad essere uno scrittore di romanzi famosi, ha dedicato molti anni della sua vita alla lotta per la pace e per il disarmo. Al contrario il nostro paese, invece di pensare al disarmo, ha privilegiato le armi e le Forze Armate, tanto da risultare, nel 2012, al decimo posto, nel mondo, per spesa militare in assoluto, ma al quinto, tra i paesi occidentali, per spesa militare pro capite. Ma questo l\u2019ha fatto a scapito delle spese sociali. Infatti nel 2011, l\u2019Italia risultava all\u2019ultimo posto, in Europa, per spese per la cultura, ed al penultimo posto (poi viene la Grecia) per le spese per l\u2019istruzione. Eppure queste due voci sarebbero state fondamentali per un valido sviluppo socio-economico del nostro paese. E l\u2019Italia \u00e8 anche agli ultimissimi posti (0,13 % rispetto al PIL del 2012), anche per le spese per il raggiungimento degli obbiettivi di sviluppo del \u201cMillennium\u201d delle Nazioni Unite, che \u00e8 una delle poche iniziative per cercare di superare gli altissimi e crescenti squilibri economici- sociali mondiali che portano, necessariamente, a ribellioni, guerre civili, guerre internazionali, fughe e migrazioni di massa e morti. Se si pensa alle spese che noi facciamo per difenderci dai terremoti \u2013 che nel nostro paese sono molto frequenti \u2013 dedichiamo a questo, in un anno, meno di tre giorni di spesa militare, cio\u00e8 circa 80 milioni di Euro al giorno<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote51sym\" ><sup>51<\/sup><\/a>. E prevediamo di spendere 14 miliardi di Euro, in totale, per l\u2019acquisto di 90 aerei F35 \u2013 incostituzionali perch\u00e9 di attacco e non di difesa \u2013 che risultano inoltre insicuri e dal costo sempre crescente \u2013 tanto che vari paesi che li avevano ordinati hanno ormai disdetto il loro acquisto-. Se eliminassimo quest\u2019impegno con questi soldi potremmo realizzare una buona parte dei lavori necessari per la sistemazione idro-geologica del nostro paese, che lamenta, di continuo, inondazioni e morti in varie parti del paese.<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote52sym\" ><sup>52<\/sup><\/a><\/p>\n<p>Quello che Cassola avrebbe voluto che facesse l\u2019Italia, l\u2019ha fatto, in America Centrale, il Costa Rica, tra il Nicaragua ed il Panama, un paese di circa 5 milioni di abitanti. Nel 1948, da marzo a maggio, a causa dell\u2019annullamento delle elezioni presidenziali dovuto all\u2019incendio, di origine sconosciuta, delle schede dei risultati elettorali, i candidati alla presidenza si misero in guerra tra di loro, ciascuno con l\u2019appoggio di una parte dell\u2019esercito, provocando all\u2019incirca 1800 tra morti e feriti. Alla fine del conflitto, dopo nuove elezioni, fu deciso di dar vita ad una nuova Costituzione che non prevedeva l\u2019esercito e che decideva di utilizzare i fondi risparmiati per elevare il livello di istruzione (l\u2019analfabetismo \u00e8 praticamente inesistente), e di migliorare l\u2019ambiente tanto che questo ha permesso di trasformare il paese in un paradiso naturale, molto ricercato dai turisti. Questo ha portato il paese anche ad uno sviluppo economico notevole, tra i pi\u00f9 elevati del Centro e Sud America, con un <u>livello di felicit\u00e0<\/u> della popolazione che \u00e8 risultato il pi\u00f9 elevato del mondo. Inoltre, da un articolo della rivista GAIA (ecologia, nonviolenza, tecnologia appropriate), veniamo a sapere che nel 2015 il Costa Rica ha raggiunto il 99% di energia dalle fonti rinnovabili.<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote53sym\" ><sup>53<\/sup><\/a> Il paese \u00e8 anche sede di una Universit\u00e0 per la Pace delle Nazioni Unite, e di un Centro di Ricerche sui Diritti Umani di tutta l\u2019America Latina. Da allora il Costa Rica non ha avuto pi\u00f9 guerre, ma ha invitato varie volte i migliori esperti di Difesa Popolare Nonviolenta mondiali ad andare nel paese per preparare la popolazione ad una eventuale difesa di questo tipo.<\/p>\n<p>Eppure, questi risultati del Costa Rica erano prevedibili. Infatti \u00e8 ampiamente risultato, da numerose ricerche, che i soldi impiegati nel settore civile portano molto pi\u00f9 lavoro e molto pi\u00f9 benessere alla popolazione (ma non ai costruttori e venditori di armi!) di quelli invece impiegati nel settore militare. Non per niente le tre nazioni perdenti dell\u2019ultima guerra, Giappone, Germania, ed Italia, alle quali era stato vietato, dal trattato di pace, di mettere su eserciti, grazie a questo ed al dover investire i soldi solo nel civile, hanno avuto nel dopo guerra uno sviluppo economico notevole tanto da suggerire ai vincitori di fare eliminare, sotto loro stretto controllo, quell\u2019impedimento, per non essere sorpassati da loro sul piano economico.<\/p>\n<p>Comunque i ricercatori nonviolenti hanno elaborato due teorie che permetterebbero anche al nostro paese di andare verso il risultato del Costa Rica: quella delle \u201carmi solo difensive\u201d e quella del \u201ctransarmo\u201d. La proposta di passare dall\u2019uso di armi offensive, ad armi solo di difesa (quindi a breve raggio utilizzabili solo in caso di invasione) si adatta molto bene al nostro paese anche per l\u2019Art. 11 della Costituzione, ed \u00e8 stata presentata pochi anni fa dal suo ideatore (J.Galtung) in una audizione al Senato Italiano<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote54sym\" ><sup>54<\/sup><\/a>. Quella del \u201ctransarmo\u201d prevede che l\u2019eliminazione degli eserciti vada di pari passo alla costruzione ed allo sviluppo di forme di difesa civile nonviolenta. Il progetto di legge di iniziativa popolare per il quale sono state raccolte 53.000 firme, denominato \u201cUn\u2019altra difesa \u00e8 possibile\u201d che prevede la costituzione di un \u201cDipartimento della Difesa Civile non Armata e Nonviolenta\u201d, incardinato nelle Commissioni degli Affari Costituzionali e della Difesa della Camera dei Deputati, va esattamente in questa direzione. In un documento dei promotori della campagna<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote55sym\" ><sup>55<\/sup><\/a> si dice : \u201c<em>Un\u2019altra difesa \u00e8 possibile, e con il servizio civile, la protezione civile, i corpi civili di pace<\/em><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote56sym\" ><em><sup>56<\/sup><\/em><\/a><em> \u00e8 gi\u00e0 in atto. Ora chiediamo anche il riconoscimento di legge, politico, giuridico, per poter stornare fondi dalla difesa armata e trasferirli al Dipartimento della Difesa Civile, cos\u00ec da attuare politiche di difesa nonviolenta del nostro paese (difesa della libert\u00e0, dei diritti, del lavoro, del territorio, dei pi\u00f9 svantaggiati, delle istituzioni, della solidariet\u00e0). <\/em>Speriamo che la discussione di questo progetto di legge, se la legislatura dovesse proseguire, possa portarne all\u2019approvazione.<\/p>\n<ol start=\"9\">\n<li><strong> Che fare III<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>La terza asserzione deriva dagli insegnamenti tratti, questa estate, dalla riflessione su quello che le lotte di Comiso contro i missili ci hanno insegnato per la societ\u00e0 attuale:<\/p>\n<p><em>3) mantenere fede all\u2019insegnamento del grande maestro Piero Calamandrei che ci invitava, non a modificare la nostra Costituzione, ma a realizzare concretamente i vari ed importanti diritti da questa riconosciuta. Da qui deriva la necessit\u00e0 di dire NO nel referendum istituzionale che ci porter\u00e0 a votare, ai primi di dicembre, sulle<\/em> <em>riforme volute da Renzi, che modifica molti del articoli della Costituzione diminuendo i poteri della popolazione per incrementare quelli del potere centrale.<\/em><\/p>\n<p>La lotta contro i missili di Comiso \u00e8 stata vincente perch\u00e9 sono state realizzate, per molti anni, e da tante persone, <u>l\u2019azione diretta nonviolenta<\/u> (secondo Gandhi \u201clotta con la forza della verit\u00e0\u201d, ben definita in italiano, <u>\u201clotta come amore<\/u>\u201d perch\u00e9 non cerca di distruggere l\u2019avversario ma di convertirlo); il <u>progetto costruttivo<\/u>, per dar vita ad uno sviluppo che non abbia bisogno della guerra per sostenersi, ma cerchi la pace e la solidariet\u00e0; l<u>a partecipazione popolare<\/u> (in alcune manifestazioni eravamo anche 100.000 persone); il <u>collegamento internazionale<\/u> (alla lotta hanno partecipato persone di tutto il mondo, e le lotte contro questa scelta sono state fatte in moltissimi paesi); ma una particolare importanza ha avuto la <u>difesa dell\u2019Art. 11<\/u> della nostra Costituzione che rifiuta la guerra di offesa, perch\u00e9 i missili Cruise impiantati a Comiso erano missili di primo colpo (simili a quelli che purtroppo si riserva ancora la NATO), e cio\u00e8 da lanciare prima di quelli dell\u2019avversario, perci\u00f2 di attacco e non di difesa (infatti sono stati tolti dopo l\u2019accordo INF tra Reagan e Gorbaciov, determinato, in gran parte, da queste lotte). Ora, grazie a queste, al posto dei missili c\u2019\u00e8 un aeroporto civile. Uno dei nostri maestri \u00e8 stato Piero Calamandrei, uno degli estensori, con La Pira, ed altri, della nostra Costituzione, che \u00e8 sicuramente una delle migliori del Mondo, che riconosce molti diritti, come quello al lavoro, alla rimozione degli ostacoli alla partecipazione, o alla limitazione della propriet\u00e0 privata per il benessere della comunit\u00e0, non ancora concretizzati. Inoltre, come abbiamo gi\u00e0 visto, anche l\u2019Art.11, pur non eliminato, \u00e8 stato in gran parte svuotato dall\u2019approvazione (di fatto) del \u201dNuovo Modello di Difesa\u201d, e va, perci\u00f2, ripristinato nel pieno della sua dizione, mettendo in pratica, in una prima fase, la <u>difesa difensiva<\/u> proposta da Galtung, ed applicando il <u>transarmo<\/u>. Per questo, in ricordo di Calamandrei, dobbiamo dire NO a questo referendum che invece di concretizzare questi diritti ne elimina altri, e rende la partecipazione popolare quasi impossibile, concentrando, in sostanza, tutto il potere in mano a chi governa.<\/p>\n<p>Diciamo quindi NO al prossimo Referendum, e forse ci libereremo anche di Renzi, e delle forze che sostengono questo modello di sviluppo, a lui alleate, che sicuramente, come abbiamo visto, sono contrarie alla giustizia, alla libert\u00e0 (quella vera non quella del denaro),ed alla pace nel mondo!<\/p>\n<p><strong>NOTE<\/strong><\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote1anc\" >1<\/a>Il suo libro pi\u00f9 noto si intitola \u201c<em>Gli apprendisti stregoni. Storia degli scienziati atomici, <\/em>Einaudi, Torino, 1976.<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote2anc\" >2<\/a>Di lui si legga, R.Gardner, <em>Mission: Italy. Gli anni di piombo raccontati dall\u2019Ambasciatore Americano a Roma: 1977-1981, <\/em>Mondadori, Milano, 2004.<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote3anc\" >3<\/a>Si veda il suo: <em>Toward nuclear abolition. A history of the World Nuclear Disarmament Movement, <\/em>Stanford University Press, Stanford, 2003; ed anche il suo articolo: \u201cDid Reagan\u2019s military build-up really lead to the victory in the cold war?\u201d, in <em>, History News Network, <\/em>ripreso anche in<em>, Znet<\/em>\u2013<em>Foreign Policy, <\/em>29 gennaio 2004.<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote4anc\" >4<\/a>Per le citazioni di questo paragrafo si veda il mio saggio, <em>Per un futuro senza guerre. Dalle esperienze personali a una teoria sociologica per la pace,<\/em> Liguori Editore, Napoli, 2008, pp. 149-153.<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote5anc\" >5<\/a>Vedi il mio libro a p. 151.<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote6anc\" >6<\/a>Ibid., p. 151.<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote7anc\" >7<\/a>L\u2019idea dell\u2019\u201dopzione zero\u201d che era lo slogan dei movimenti antinucleari, secondo Wittner, Reagan l\u2019aveva presa proprio da questi movimenti tanto che egli cita una frase di un intervento fatto da Reagan proprio ad una delle manifestazioni pacifiste: \u201c<em>A quelli che protestano contro la guerra nucleare, posso solo dire \u2018Io sono con voi\u2019<\/em>\u201d (Ibid. p.151). Come si pu\u00f2 vedere la differenza tra questo Reagan, e quello dell\u2019impero del male precedente, \u00e8 notevolissima, e questo cambiamento, secondo Wittner , \u00e8 in grande parte dovuto proprio alle lotte dei movimenti antinucleari occidentali.<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote8anc\" >8<\/a>Ibid., p.151.<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote9anc\" >9<\/a>Langer A., \u201cDialogare la pace: contro la guerra cambia la vita\u201d, in, <em>Terra Nuova Forum<\/em>, 1991. Ci sarebbe da aggiungere, a quanto scritto da Alex, il ruolo fondamentale che hanno avuto le lotte nonviolente delle popolazioni dell\u2019 Est Europa nel far crollare i regimi comunisti di quell\u2019area. Su queste si veda, tra i molti studi che le analizzano, l\u2019antologia curata da Howard Clark, <em>People Power. <\/em><em>Unarmed Resistance and Global Solidarity<\/em>, Pluto, London, 2009. Utile anche l\u2019importante libretto di Clark, anche se scritto prima delle lotte del 1989, <em>Making Nonviolent Revolution<\/em>, Peace News Pamphet, n. 1, London, 2a ediz., 1981, pp. 19-23.<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote10anc\" >10<\/a>Alcuni tra questi : <em>La Ragazza di Bube<\/em>, Oscar Mondadori, 2010 (e\u2019 questo sicuramente il suo libro pi\u00f9 conosciuto anche grazie al film di Comencini, con Claudia Cardinale come protagonista); <em>Fausto ed Anna<\/em>, Oscar Mondadori, 2012; <em>Il cacciatore, <\/em>Oscar Mondadori<em> ,<\/em>2015 ;<em>Tempi memorabili, <\/em>Oscar Moderni, 2016.<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote11anc\" >11<\/a>Sui risultati delle nostre ricerche si vedano, oltre al libro citato su \u201cPer un futuro senza guerre\u201d, anche, <em>Giovani e pace. Ricerche e formazione per un futuro meno violento, <\/em>Pangea Edizioni, Torino, 2001; e, <em>Metodi di analisi nelle scienze sociali e ricerca per la pace:una introduzione; <\/em>in coedizione di Transcend University Press, Basilea, e Mult\/Image, di Firenze, 2008, di cui \u00e8 in via di pubblicazione la seconda edizione riveduta e corretta.<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote12anc\" >12<\/a>Sui risultati dell\u2019assemblea e per i link sui documenti principali che la riguardano: verbale, nuovi manifesti, rassegna stampa, si veda il numero di ottobre-novembre 2016 di \u201c<em>Fuori Binario<\/em>\u201d, il giornale di strada di Firenze, che ci ha dedicato un inserto di 5 pagine.<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote13anc\" >13<\/a>I comproprietari di questo terreno sono, ufficialmente, circa 1000, tra cui tre movimenti (il Campo Internazionale per la Pace \u2013 chiusosi qualche anno fa -, Il Movimento Nonviolento (MN), ed il Movimento Internazionale per la Riconciliazione (MIR). La Lega per il Disarmo Unilaterale (LDU) di Cassola, oltre ad essere stata molto attiva per la Marcia Catania-Comiso, (da cui ha tratto la foto per la copertina del suo libro), ha partecipato, con la Lega Obbiettori di Coscienza (LOC), al lancio della Campagna per l\u2019acquisto del metro quadro di terra (che ha portato, appunto, a quei circa 1000 proprietari ufficiali), ma hanno ambedue lasciato che la propriet\u00e0, anche quella della Campagna OSM cui partecipavano anche loro, venisse intestata al MN ed al MIR. Di fatto, visto che una buona parte dei fondi per acquistarlo e per una sua prima sistemazione, sono stati dati da due campagne di obiezione di coscienza alle spese militari (OSM, 1982-1983) alla quale, in quel periodo della prima guerra del Golfo, partecipavano circa 10.000 persone, i proprietari non-ufficiali della Verde Vigna risultano molti di pi\u00f9. Per questo si sta pensando ad una gestione di questo Centro come \u201cBene Comune\u201d, ed il custode di questo centro, Vladimiro, \u00e8 venuto recentemente, a Firenze, anche per gemellarsi con una esperienza importante, portata avanti n questa citt\u00e0 \u201cMondeggi Bene Comune\u201d.<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote14anc\" >14<\/a>Il titolo della relazione \u00e8 lo stesso del libro scritto da Alfonso Navarra, insieme a Mario Agostinelli, e Luigi Mosca, e pubblicato dalla Casa Editrice Mimesis, di Sesto San Giovanni (Mi.), nel 2016. Il link per estrarre e vedere la relazione \u00e8 <u><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/albertolabate.wordpress.com\/2016\/11\/08\/la-follia-del-nucleare-di-alfonso-navarra\/\" >https:\/\/albertolabate.wordpress.com\/2016\/11\/08\/la-follia-del-nucleare-di-alfonso-navarra\/<\/a><\/u><\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote15anc\" >15<\/a>La fonte di questa informazione, citata da Navarra, \u00e8 un articolo intitolato: \u201cL\u2019eroe dimenticato che salv\u00f2 il mondo da una apocalisse nucleare\u201d, di Dragosei, apparso su \u201c<em>Il Corriere della Sera<\/em>\u201d, del 20 giugno 2016. Pi\u00f9 recentemente lo stesso Petrov \u00e8 stato invitato a Milano per una presentazione pubblica del film a lui dedicato, e l\u2019associazione \u201cDisarmisti Esigenti\u201d, cui hanno dato vita gli autori del libro presentato a Comiso da Navarra, hanno chiesto alla Presidente del Senato Italiano, Laura Boldrini, di farlo presentare anche a Roma, di cercare di dargli un premio per la sua azione, e di organizzare anche un convegno sui rischi ancora attuali di ecatombe nucleare. Sapremo, in futuro, se questo avverr\u00e0. L\u2019Associazione \u201cDisarmisti esigenti\u201d, che ha curato la stesura e la pubblicazione del libro citato, \u00e8 nata per portare avanti il monito finale di St\u00e9phan Hessel, il noto autore del libro \u201cIndignatevi!\u201d, tradotto in moltissime lingue e di cui sono state vendute oltre un milione di copie, che \u00e8 servito a dar vita ai movimenti internazionali degli \u201cIndignati\u201d e di \u201dOccupy Wall Street\u201d. Questi, prima di morire, insieme ad Albert Jacquard, ha scritto il suo testamento spirituale \u201c<em>Exigez! Un d\u00e8sarmament nucleaire total<\/em>\u201d, Ed. Stock, Parigi, 2012.<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote16anc\" >16<\/a>Il CD pubblicato dall\u2019Associazione per i diritti umani \u201cTerre Libere.it\u201d, si intitola\u201d<em>Memoria Comiso. La Sicilia contro la guerra<\/em>\u201d, forse ancora scaricabile dal sito &lt;www.terrelibere.it\/memoriacomiso&gt;.<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote17anc\" >17<\/a>Su questo argomento vedi l\u2019approfondimento successivo.<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote18anc\" >18<\/a> Bloch E., <em>Il Principio Speranza, <\/em>Garzanti, Milano, 2005, 2a ed.<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote19anc\" >19<\/a>La relazione di Fabio Bussonati, col titolo la \u201cMarcia del Sole\u201d, si pu\u00f2 trovare nella pagina 5 dell\u2019inserto dedicatoci da \u201cFuori Binario\u201d, citato. Tutte le altre, pur video-registrate dallo stesso Bussonati, non abbiamo avuto la possibilit\u00e0, n\u00e9 il tempo, di deregistrarle e farle conoscere.<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote20anc\" >20<\/a>La relazione di Palermo \u00e8 scaricabile a questo link <u><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/albertolabate.wordpress.com\/2016\/09\/26\/riflessioni-del-2016-dopo-comiso\/\" >https:\/\/albertolabate.wordpress.com\/2016\/09\/26\/riflessioni-del-2016-dopo-comiso\/<\/a><\/u><\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote21anc\" >21<\/a>La mia relazione a questo incontro si pu\u00f2 scaricare e leggere qui: <u><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/albertolabate.wordpress.com\/2016\/11\/08\/canzoni-contro-la-guerra-intervista-ad-alberto-labate-del-6-novembre-2016\/\" >https:\/\/albertolabate.wordpress.com\/2016\/11\/08\/canzoni-contro-la-guerra-intervista-ad-alberto-labate-del-6-novembre-2016\/<\/a><\/u><\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote22anc\" >22<\/a>Importante anche il contributo, a questo tema, di Naomi Klein. Questa nel suo libro<em>,Una rivoluzione ci salver\u00e0 . Perch\u00e9 il capitalismo non \u00e8 sostenibile <\/em>(Rizzoli, Milano, 2015) , dedicato alle lotte per la salvaguardia della terra dai problemi del cambiamento climatico e dell\u2019inquinamento ambientale, definisce questa rivoluzione come \u201cla rivoluzione dell\u2019amore\u201d, si veda il capitolo 10, \u201cL\u2019amore salver\u00e0 questo posto\u201d, pp. 451-487. E nella sua introduzione cita il fatto che nei circa 10 anni di elaborazione del suo testo le organizzazioni ed i gruppi che partecipano a questa rivoluzione sono enormemente aumentati. E questo \u00e8 un elemento importante di appoggio a quanto sosterremo in questo paragrafo.<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote23anc\" >23<\/a>Si veda, su questo, il mio libro gi\u00e0 citato, <em>Per un futuro senza guerre, <\/em>p<em>. <\/em>66, ed anche il mio, <em>Metodi di analisi nelle scienze sociali e ricerca per la pace: una introduzione, <\/em>citato, Prima ediz.,2008, in particolare nella parte dedicata all\u2019analisi del processo di costruzione del terrorismo, p. 401.<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote24anc\" >24<\/a>Si veda , tra l\u2019altro, l\u2019articolo di Duccio Facchini, \u201cI padroni del mondo: l\u2019economia ai piedi delle multinazionali. Chi sono i giganti che minacciano uguaglianza e democrazia\u201d, in , <em>AltrEconomia,<\/em>Ottobre 2016, pp. 10-16.<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote25anc\" >25<\/a>In rapporto alla tutela dell\u2019ambiente, si veda il libro di Naomi Klein, <em>Una rivoluzione ci salver\u00e0. Perch\u00e9 il capitalismo non \u00e8 sostenibile<\/em>, citato. L\u2019autrice mostra, in un capitolo intitolato: \u201cSoldi che scottano. Come il fondamentalismo del libero mercato ha contribuito al surriscaldamento del pianeta\u201d (pp. 95-136), come in realt\u00e0 le trattative a livello mondiale per migliorare le condizioni del pianeta attraverso la riduzione delle emissioni che inquinano l\u2019atmosfera siano state modificate, e peggiorate, per non disturbare gli interessi delle grandi industrie interessate, attraverso il libero commercio, a costruire ed esportare il loro prodotti altamente inquinanti.<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote26anc\" >26<\/a>Infatti questo tribunale, nella sua forma pi\u00f9 diffusa definito \u201cInvestor to State Dispute Settlement\u201d(acronimo ISDS, in italiano, Risoluzione delle Controversie tra Investitore e Stato), \u00e8 costituito da tre membri, di cui uno funge da giudice, scelti da un elenco internazionale di avvocati aziendali, che sono nominati dalle due parti in causa, e che portano avanti il processo in sessioni del tutto chiuse al pubblico, e senza alcuna possibilit\u00e0 di appello. Secondo l\u2019UNCTAD \u2013 un organismo delle Nazioni Unite \u2013 il 60% delle dispute si sono chiuse a favore delle imprese. I critici sostengono perci\u00f2 che i giudici non risultano indipendenti dal momento che solo le imprese possono far causa, e non gli stati, quindi le persone che giudicano, che in altre cause possono essere anche avvocati difensori di una delle due parti, hanno interesse a tenersi cari i loro possibili datori di lavoro (essendo loro pagati circa 3000 dollari al giorno).<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote27anc\" >27 <\/a>La NAFTA \u00e8 un accordo di libero scambio tra gli Stati Uniti, il Canada ed il Messico. Sulla base di questo accordo il Messico ha visto peggiorare sensibilmente le proprie condizioni generali, mentre gli altri due paesi, ma soprattutto gli USA, ne hanno tratto notevoli vantaggi.<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote28anc\" >28\u00a0 <\/a><u><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.globaljustice.org.uk\/blog\/2015\/apr\/30\/eyes-wide-shut-isds-implications-bilcon-vs-canada-case\" >http:\/\/www.globaljustice.org.uk\/blog\/2015\/apr\/30\/eyes-wide-shut-isds-implications-bilcon-vs-canada-case<\/a><\/u>. La studiosa di commercio che riporta questo caso, nel sito sopra indicato, si chiama Lise Johnson. Essa sostiene che in realt\u00e0 le decisioni degli arbitri dell\u2019ISDS hanno interpretato male gli accordi del NAFTA, ma che ormai, dato che queste decisioni sono senza appello, il Governo del Canada non pu\u00f2 far nulla per farle rivedere. L\u2019autrice mette perci\u00f2 in guardia dall\u2019idea di utilizzare questo meccanismo processuale per gli altri trattati attualmente in discussione a livello internazionale, come il \u00a0\u201cTransatlantic Trade and Investment Partnership agreement with the EU\u201d (TTIP) , o il \u201cTrans-Pacific Partnership\u201d (TPP).<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote29anc\" >29<\/a>Editrice Dissensi, s.l., 2015.<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote30anc\" >30<\/a>Si veda il suo\u201dRivisitando Empowerment. Principi per uno sviluppo umano\u201d, 2005, p.1, fascicolo allegato al volume, dello stesso autore, <em>Empowerment, verso il \u201cpotere di tutti\u201d.Una politica per lo sviluppo alternativo<\/em>, Edizioni Quale Vita, Torre dei Nolfi, (Aq.), 2004.<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote31anc\" >31<\/a>Per vedere i grafici su cui si basa questa illustrazione si vada a <u><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/albertolabate.wordpress.com\/2016\/11\/08\/canzoni-contro-la-guerra-intervista-ad-alberto-labate-del-6-novembre-2016\/\" >https:\/\/albertolabate.wordpress.com\/2016\/11\/08\/canzoni-contro-la-guerra-intervista-ad-alberto-labate-del-6-novembre-2016\/<\/a><\/u><\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote32anc\" >32<\/a> Si veda, di questo autore, <em>Chi ha cambiato il mondo?<\/em>, Editrice Laterza, Bari, 2014.<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote33anc\" >33<\/a> Devo dire che, studiando Gramsci, mi ha molto colpito una sua frase che ricorda l\u2019insegnamento di Gandhi sull\u2019importanza del progetto costruttivo, frase che \u00e8 anche alla base della teoria gramsciana sulla centralit\u00e0, nel cambiamento sociale della societ\u00e0 contemporanea, della \u201cguerra di posizione\u201d e cio\u00e8 : \u201d<em>E\u2019 distruttore -costruttore chi distrugge il vecchio per mettere alla luce, far affiorare, il nuovo che \u00e8 diventato necessario ed urge implacabilmente al limitare della storia. Perci\u00f2 si pu\u00f2 dire che si distrugge in quanto si crea<\/em>\u201d, in , <em>Quaderni dal carcere<\/em>, Einaudi, Torino, 1975, vol. II, p. 708.<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote34anc\" >34<\/a>Per conoscere le attivit\u00e0 degli Shanti Sena indiani soprattutto nell\u2019 azione nonviolenta contro le lotte razziali, si veda la mia intervista a Narayan Desai, il collaboratore pi\u00f9 stretto di J.P. (cos\u00ec veniva chiamato dal popolo indiano) nella direzione degli Shanti Sena indiani, in, A. L\u2019Abate, L. Porta, a cura di, <em>L\u2019Europa ed i conflitti armati. Prevenzione, difesa nonviolenta, e corpi civili di pace<\/em> , Firenze University Press, 2008, pp. 323-363.<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote35anc\" >35<\/a>Il testo principale, da lui curato, su questo tema, \u00e8, <em>People<\/em> <em>Power: Unarmed Resistance and Global Solidarity, <\/em>citato. Anche il libretto qui indicato \u00e8 stato gi\u00e0 citato nella stessa nota.<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote36anc\" >36<\/a> L\u2019edizione francese, \u00e8 pubblicata da Stock nel 2012, quella italiana, a cura di M. Agostinelli, L.Mosca, e A.Navarra, \u00e8 pubblicata dalle Edizioni Ediesse, di Roma, nel 2014.<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote37anc\" >37<\/a>Tra i vari articoli e libri pubblicati da Giovanni Salio si veda, in particolare, il capitolo \u201cElementi di una economia nonviolenta\u201d, nel libro , da me curato, <em>Italia: una Repubblica fondata sulle armi? Idee e progetti per la prevenzione dei conflitti armati<\/em>, con testi di H. Arendt, Lord Beveridge, A. Dubcek, G. Gozzini, A. Gramsci, S. Hessel, F. Leoncini, E. Peyretti, G. Salio. Purtroppo il libro, gi\u00e0 pronto da vari anni, non ha trovato ancora un editore disponibile a pubblicarlo. Paura dei militari, c\u2019\u00e8 da chiedersi ?<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote38anc\" >38<\/a>Le relazioni presentate al convegno possono essere viste attraverso questo link: &lt;<u><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.economiadellafelicita.it\/\" >www.economiadellafelicita.it<\/a><\/u>&gt;, i cui atti sono anche in corso di stampa.<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote39anc\" >39<\/a>L\u2019IPRI (Italian Peace Research Institute), sezione di una associazione mondiale di ricercatori per la pace, \u00e8 stato fondato in Italia, nel 1977, a Napoli, da Mario Borrelli, il prete che raccoglieva dalla strada gli scugnizzi di Napoli, specializzatosi poi nella educazione alla pace. Alla fondazione ha partecipato anche Antonino Drago, che ha portato avanti, per anni, con questo istituto, e grazie a fondi dell\u2019 Obiezione di Coscienza alle Spese Militari (OSM), la ricerca e la pubblicazione di libri e quaderni sulla \u201cDifesa Popolare Nonviolenta\u201d cui hanno contribuito tutti i ricercatori nonviolenti del nostro paese. L\u2019IPRI, nel 2006, si \u00e8 fuso con la Rete Corpi Civili di Pace che riuniva varie associazioni italiane che intervenivano, in vari paesi del mondo (Iraq, Kossovo, Palestina, Columbia,ecc.) per prevenire, o trasformare con la nonviolenza, i conflitti armati, attraverso la metodologia della \u201cricerca-azione\u201d.<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote40anc\" >40<\/a>Si veda, su questo, il libro di Antonino Drago, <em>Le rivoluzioni nonviolente dell\u2019ultimo seconlo: i fatti e le interpretazioni, <\/em>Ediz. Nuova Cultura, Roma, 2010.<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote41anc\" >41<\/a>Per una analisi di queste lotte si veda di Gene Sharp, in particolare, <em>Waging<\/em> <em>Nonviolent Conflict. 20<sup>th<\/sup> century practice and 21<sup>th<\/sup> century potential , <\/em>Porter Sargent Publishers, Boston (Ma.), 2005; ed anche il libro di Peter Ackerman e Jack Duvall, <em>A force more Powerful. A Century of Nonviolent Conflict, <\/em>Palgrave, New York, 2001. Questi ultimi hanno curato anche un CD, tradotto anche in italiano, intitolato, <em>Una forza pi\u00f9 potente, <\/em>nel quale vengono presentate, con interviste molto interessanti a protagonisti\/e di queste lotte, la marcia del sale di Gandhi in India, dei neri nord americani, ispirate da M.L.King, contro le discriminazioni razziali, dei neri del Sud Africa per l\u2019eliminazione dell\u2019apartheid, in Danimarca per la salvaguardia degli Ebrei, in Cile per la caduta di Pinochet ed il ritorno alla democrazia, in Polonia le lotte di Solidarnosc contro il regime comunista. IL CD, con traduzione italiana sottotitolata \u00e8 distribuito, in Italia, dalla rivista del Movimento Nonviolento, Azione Nonviolenta, con sede a Verona.<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote42anc\" >42<\/a>E\u2019 da prendere nota che l\u2019Italia ha votato contro questa decisione, il che conferma il ruolo fondamentale delle nostre Forze Armate nelle decisioni politiche del nostro paese. Ma non possiamo illuderci che la battaglia contro le armi nucleari sia ormai vinta. Come l\u2019Italia, hanno votato contro questa decisione molti dei paesi che posseggono armi nucleari (ma si sono astenuti, Cina, India, Pakistan), o le hanno nel loro paese, come l\u2019Italia, (con la cosiddetta doppia chiave, che permetterebbe anche al loro Capo di Stato di usarle), ed essendo svariati di questi paesi anche muniti di diritto di veto possono riuscire a far mettere nel dimenticatoio anche una eventuale decisione ufficiale delle Nazioni Unite nella conferenza specifica che si aprir\u00e0, a New York, nel marzo 2017. Quindi, probabilmente, finch\u00e9 non avremo delle Nazioni Unite realmente democratiche, senza privilegi verso alcuni dei paesi pi\u00f9 potenti, che sono, come abbiamo gi\u00e0 visto, pi\u00f9 interessati alla costruzione ed alla vendita di armi che ad una seria ricerca della pace, il problema non sar\u00e0 risolto. Comunque ogni passo avanti \u00e8 sempre benvenuto, o prima o dopo anche questa battaglia sar\u00e0 vinta. C\u2019\u00e8 da dire comunque che la decisione sulle armi nucleari presa dall\u2019Assemblea delle Nazioni Unite era stata anticipata alle Nazioni Unite di Ginevra dall\u2019 \u201cOpen Ended Working Group\u201d (gruppo di lavoro a composizione aperta), cui pure hanno partecipato varie ONG, come il MIR, nella sua sezione austriaca, ed anche i \u201cdisarmisti esigenti\u201d; gruppo di lavoro, quello citato, che ha portato avanti le discussioni dal febbraio all\u2019agosto 2016. La raccomandazione finale di questo gruppo (il 19 agosto 2016, votata a larghissima maggioranza -107 voti contro 24) ha richiesto di far partire, nel 2017, una Conferenza dell\u2019ONU che negozi l\u2019interdizione delle armi nucleari, raccomandazione poi confermata dall\u2019Assemblea delle Nazioni Unite il 27 ottobre 2016, con il 76% dei voti a favore. Interessante il fatto che, poche ore prima della votazione dell\u2019ONU, anche il Parlamento Europeo aveva votato a favore dell\u2019 apertura di questa Conferenza, anche qui a grande maggioranza. Si veda, su questo, l\u2019articolo di Luigi Mosca (dei \u201cdisarmisti esigenti\u201d) su \u201cUn Trattato di interdizione delle armi nucleari\u201d nel giornale, on line, <em>Massacritica.eu<\/em>, del 7 novembre 2016. .<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote43anc\" >43<\/a>E\u2019 una forma di blocco molto usato dai nonviolenti. Mettono i loro corpi, bene intrecciati l\u2019uno con l\u2019altro in modo da rendere difficile alla polizia il distrigare il gruppo, sdraiati per terra di fronte all\u2019entrata, in quel caso della mostra. Le persone venute per acquistare le armi, se volevano entrare, dovevano passare sui corpi del blocco vivente, ma nessuno di loro ha avuto il coraggio di farlo.<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote44anc\" >44<\/a>Una delle caratteristiche delle nostre Forze Armate \u00e8 quello della pletora dei generali o ammiragli, che , nel nostro paese, hanno un rapporto con i semplici soldati (o marinai) tra i pi\u00f9 bassi del mondo. In Italia il rapporto \u00e8 di 1\/378, negli USA 1\/1500, in Germania 1\/1000.<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote45anc\" >45<\/a>Si veda l\u2019appello per il riconoscimento giuridico dell\u2019obiezione di coscienza al servizio militare lanciato, nel 1962, da due riviste fiorentine (il Ponte e Testimonianze) e da varie organizzazioni di base della citt\u00e0, firmato da oltre 20.000 persone, presentato pubblicamente a Roma e consegnato al Parlamento italiano. Su questo si veda A. L\u2019Abate, \u201cPagine fiorentine di storia dell\u2019obiezione di coscienza, in, <em>Guida pratica al servizio civile,<\/em> a cura dell\u2019Assessorato alla Sicurezza Sociale della Provincia di Firenze, 1988, 2a ediz., pp.5-8.<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote46anc\" >46<\/a>Una terza sentenza della Corte Costituzionale, la 228 del 2004, di fronte alla Provincia Autonoma di Trento che riteneva che il servizio civile fosse di propria esclusiva competenza, confermava invece che essendo uno dei compiti principali del servizio civile quello della difesa non-armata della Patria, questo non poteva essere delegato perch\u00e9 compito esclusivo dello Stato.<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote47anc\" >47<\/a>Mentre prima era gestito dal Ministero della Difesa, in modo molto autoritario e togliendo anche fondi previsti per questo settore per usarli per i militari. Vedi su questo la relazione di Antonino Drago, dell\u2019Universit\u00e0 di Napoli, che \u00e8 stato il primo presidente della Commissione Nazionale per la Difesa Non-Armata Nonviolenta: \u201cIntroduzione ai lavori delle Commissione \u2018La Difesa Popolare Nonviolenta tra Movimento e Istituzioni. DPN, Peacekeeping e interventi nonviolenti in area di conflitto armato\u2019\u201d, in A. L\u2019Abate, L. Porta a cura di, <em>L\u2019Europa ed i conflitti armati<\/em>. <em>Prevenzione, Difesa Nonviolenta e Corpi Civili di Pace<\/em>, Firenze University Press, 2008, pp. 237-256.<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote48anc\" >48<\/a>La Valle fa riferimento alla nomina, il 14 ottobre 2016, del Padre generale della Compagnia di Ges\u00f9, il venezuelano Arturo Sosa, che il giorno successivo, nella messa di ringraziamento, ha detto che : \u201d<em>dobbiamo avere l\u2019audacia di intraprendere \u2018l\u2019improbabile e l\u2019impossibile\u2019\u2026. E la cosa che oggi sembra impossibile, per quando sia necessaria \u2013<\/em> continua La Valle citando le parole di Sosa<em> \u2013 , \u00e8 di fare \u2018una Umanit\u00e0 riconciliata nella giustizia, che vive in pace in una casa comune ben curata, dove c\u2019\u00e8 posto per tutti \u2018 \u2026. \u2013 <\/em>e prosegue Sosa che \u00e8 necessario, per questo\u201c<em> operare \u2018per superare la povert\u00e0, l\u2019 inuguaglianza e l\u2019oppressione\u201d.<\/em><\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote49anc\" >49<\/a>Vedi relazione citata di A. Drago, p. 246, nota 9.<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote50anc\" >50<\/a>Si veda per questo l\u2019importanza degli insegnamenti del grande pedagogista sud americano Paolo Freire, ed in particolare del suo libro, <em>Pedagogia degli oppressi, <\/em>A. Mondadori, Milano, 1971.<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote51anc\" >51<\/a>Sul problema della mancata prevenzione dei terremoti nel nostro paese si veda l\u2019articolo di Luca Mercalli, \u201cDi fronte ai disastri naturali, la nostra debolezza pi\u00f9 grande \u00e8 la mancanza di prevenzione\u201d, in, <em>Gaia<\/em>, autunno 2016, p. 7.<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote52anc\" >52<\/a>Come abbiamo gi\u00e0 visto questa scelta, che il Parlamento avrebbe voluto ridiscutere, ci \u00e8 stata imposta dalle Forze Armate grazie al loro Capo Giorgio Napolitano.<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote53anc\" >53<\/a>si veda l\u2019articolo: \u201cCosta Rica da record. Nel 2015 il 99% dell\u2019energia dalle rinnovabili\u201d, di Adam Epstein, in, <em>Gaia<\/em>, estate 2016, p.8.<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote54anc\" >54<\/a>Per la proposta della difesa difensiva si veda il libro di Johan Galtung, <em>Ci sono alternative!,<\/em>Edizioni Gruppo Abele,Torino, 1986.<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote55anc\" >55<\/a>Questi sono, Interventi Civili di Pace, il Comitato Nazionale degli Enti di Servizio Civile CNESC; il Forum Nazionale di Servizio Civile, Sbilanciamoci, La Rete della Pace, la Rete per il Disarmo.<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/#sdfootnote56anc\" >56<\/a>Importante, in questo settore, l\u2019approvazione dell\u2019emendamento del senatore Giulio Marcon, del SEL, alla finanziaria del 2014 (vedi Gazzetta Ufficiale del 20 maggio 2015) che prevede uno stanziamento di 9 milioni di Euro per l\u2019istituzione di un contingente di 500 giovani in servizio civile, per la sperimentazione di azioni non-governative di pace in situazioni di conflitto o di pre-conflitto, secondo le indicazioni di Alex Langer per attuare dei Corpi Civili di Pace che lavorassero con la nonviolenza nella prevenzione dei conflitti armati, approvate ripetutamente dal Parlamento Europeo. Ma a causa delle tante difficolt\u00e0 apposte alla presentazione dei progetti, al 4 agosto 2016, risultava approvato solo l\u2019impiego di 106 giovani volontari (rispetto ai 500 previsti dalla legge). Speriamo che la sperimentazione di questo primo contingente, e l\u2019eliminazione di cavilli burocratici, forse voluti, apra le porte alla piena attuazione della legge.<\/p>\n<p>__________________________________________<\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\"><em>Prof. Alberto<\/em><em> L&#8217;Abate \u00e8 membro della <a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/\" >Rete TRANSCEND per la Pace, Sviluppo e Ambiente<\/a>. Vive a Firenze e insegna presso <a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tpu\/\" >la TRANSCEND Peace University-TPU<\/a>.<\/em><\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/12\/12\/riflessioni-su-la-rivoluzione-disarmista-di-carlo-cassola-rizzoli-1983-a-oltre-trenta-anni-dalla-sua-pubblicazione-alberto-labate\/\" >Go to Original \u2013 serenoregis.org<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il libro parte dai quattro cavalieri dell\u2019apocalisse che, nella Bibbia, annunziano quattro flagelli per l\u2019umanit\u00e0: la fame, la peste, la guerra e la morte. Scrive, a questo proposito, Cassola: \u201cI due flagelli biblici della peste e della fame sono stati domati in epoca moderna (quello della fame solo in Europa) con sollievo generale. Il flagello biblico della guerra continua ad esistere con sopportazione generale\u201d.<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[46],"tags":[],"class_list":["post-84978","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-original-languages"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/84978","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=84978"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/84978\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=84978"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=84978"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=84978"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}