{"id":85868,"date":"2017-01-23T15:03:55","date_gmt":"2017-01-23T15:03:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=85868"},"modified":"2017-01-23T15:03:55","modified_gmt":"2017-01-23T15:03:55","slug":"italiano-sguardi-italiani-su-letiopia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2017\/01\/italiano-sguardi-italiani-su-letiopia\/","title":{"rendered":"(Italiano) Sguardi italiani su\u2026 l\u2019Etiopia"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/etiopia.jpg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-85869\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/etiopia.jpg\" width=\"600\" height=\"338\" srcset=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/etiopia.jpg 750w, https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/etiopia-300x169.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/a><\/p>\n<p><em>Un po\u2019 di storia <\/em><\/p>\n<p><em>22 gennaio 2017 &#8211; <\/em>La guerra d\u2019Etiopia, nota anche come campagna d\u2019Etiopia o guerra d\u2019Abissinia, fu condotta dal Regno d\u2019Italia contro l\u2019<a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Impero_d%27Etiopia\" >Impero d\u2019Etiopia<\/a> a partire dal 3 ottobre <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1935\" >1935<\/a>, e si concluse dopo sette mesi di combattimenti con l\u2019<a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Invasione\" >invasione<\/a> totale del territorio etiope e con l\u2019assunzione della corona imperiale da parte di <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Vittorio_Emanuele_III\" >Vittorio Emanuele III<\/a>. <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Benito_Mussolini\" >Benito Mussolini<\/a> non esit\u00f2 ad autorizzare il maresciallo <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Pietro_Badoglio\" >Pietro Badoglio<\/a> e il generale <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Rodolfo_Graziani\" >Rodolfo Graziani<\/a> ad impiegare armi chimiche in questa campagna. Le ostilit\u00e0 si prolungarono con la crescente attivit\u00e0 della <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Guerriglia\" >guerriglia<\/a> etiope e con le dure misure <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Repressione\" >repressive<\/a> attuate dall\u2019Italia.<\/p>\n<p>Con l\u2019inizio della <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Seconda_guerra_mondiale\" >seconda guerra mondiale<\/a>, nel 1941 l\u2019esercito britannico con la collaborazione della resistenza etiopica liber\u00f2 il territorio dopo 5 anni di occupazione, determinando il crollo del dominio italiano sull\u2019Etiopia. Formalmente lo stato di guerra ebbe ufficialmente termine nel <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1947\" >1947<\/a>, con la stipula del trattato di Parigi fra l\u2019Italia e l\u2019<a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Impero_d%27Etiopia\" >impero d\u2019Etiopia<\/a>, che comport\u00f2 per l\u2019Italia la perdita di tutte le sue colonie africane e la rinuncia a qualsiasi influenza e interesse sull\u2019<a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Etiopia\" >Etiopia<\/a>. (<a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Guerra_d%27Etiopia\" >https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Guerra_d\u2019Etiopia<\/a>)<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/gilgel-gibe3-completed-2-300x169-etiopia.jpg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-85870\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/gilgel-gibe3-completed-2-300x169-etiopia.jpg\" width=\"500\" height=\"282\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Ottant\u2019anni dopo\u2026 Una controversia in atto<\/strong><\/p>\n<p>Circa un mese fa (il 17 dicembre 2016) \u00e8 passata quasi inosservata dai media la notizia di una importante inaugurazione: quella della prestigiosa Diga Gilgel Gibe III<strong>, <\/strong>una diga alta 243 metri collegata ad una centrale idroelettrica sul fiume Omo in Etiopia. \u00c8 la pi\u00f9 grande centrale idroelettrica dell\u2019Africa, con una potenza in uscita di 1870MW. Essa raddoppia la precedente capacit\u00e0 installata in Etiopia di 814MW (nel 2007). La Diga Gibe III fa parte di una serie di dighe che includono le gi\u00e0 esistenti Gibe I e Gibe II. Ad oggi sono in via di pianificazione la Diga Gibe IV (1472MW) e la Gibe V (560MW). (<a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Diga_Gilgel_Gibe_III\" >https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Diga_Gilgel_Gibe_III<\/a>). Su questa diga si leggono informazioni in profondo contrasto tra loro.<\/p>\n<p><u>Il punto di vista di Salini Impregilo<\/u> Da un lato l\u2019impresa costruttrice, la Salini Impregilo, presenta l\u2019opera come la pi\u00f9 importante diga nel Paese, la pi\u00f9 grande al mondo del suo tipo, che quasi duplicher\u00e0 la produzione elettrica del Paese dell\u2019Africa orientale con l\u2019obiettivo di modernizzare la sua economia, diventando un hub energetico regionale. L\u2019impianto idroelettrico generer\u00e0 fino a 6.500 Gwh annui, permettendo un incremento della produzione di energia nazionale di oltre l\u201980%.<\/p>\n<p>Gibe III rappresenta il naturale completamento del pi\u00f9 grande complesso integrato con i precedenti e distinti impianti idroelettrici di Gibe I e Gibe II. Insieme al progetto Grand Ethiopian Renaissance Dam (GERD) realizzata da Salini Impregilo, riflette l\u2019ambizioso obiettivo del Paese di avere una capacit\u00e0 di produzione di 40mila MW entro il 2035.<\/p>\n<p>I benefici dell\u2019opera \u2013 sostengono i costruttori \u2013 sono stati evidenti anche durante la sua realizzazione, contribuendo enormemente allo sviluppo dell\u2019economia locale. L\u2019opera ha creato nel complesso lavoro per 20mila etiopici durante le varie fasi della costruzione, insieme a\u00a0 professionisti provenienti da 32 paesi nel mondo. (<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.salini-impregilo.com\/it\/sala-stampa\/comunicati-stampa\/etiopia-inaugurata-la-diga-gibe-iii-la-piu-alta-al-mondo-in-rcc-realizzata-da-salini-impregilo.htm\" >http:\/\/www.salini-impregilo.com\/it\/sala-stampa\/comunicati-stampa\/etiopia-inaugurata-la-diga-gibe-iii-la-piu-alta-al-mondo-in-rcc-realizzata-da-salini-impregilo.htm<\/a>)<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/omo_river-300x201-etiopia.jpg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-85871 alignright\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/omo_river-300x201-etiopia.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"201\" \/><\/a><u>La voce di Survival International. <\/u>Secondo l\u2019Associazione \u201cSurvival International\u201d la diga Gibe III ha bloccato definitivamente le esondazioni naturali del fiume Omo in Etiopia, da cui 100.000 persone appartenenti alle comunit\u00e0 indigene locali dipendono direttamente, e altre 100.000 dipendono indirettamente. Secondo alcuni studiosi l\u2019ostruzione del naturale fluire del fiume Omo potrebbe provocare il prosciugamento del Lago Turkana in Kenya \u2013il pi\u00f9 grande lago in area desertica del mondo \u2013 provocando conseguenze disastrose per le 300.000 persone che vivono sulle sue coste<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2017\/01\/22\/sguardi-italiani-su-letiopia-elena-camino\/#sdfootnote1sym\" ><sup>1<\/sup><\/a>. Sono gi\u00e0 pronti dei progetti per costruire altre due dighe a valle: Gibe IV e Gibe V. Survival International ha presentato una protesta ufficiale contro la Salini Impregilo. <strong>(<\/strong><strong><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.survivalinternational.org\/news\/11544\" >http:\/\/www.survivalinternational.org\/news\/11544<\/a><\/strong><strong>). <\/strong>Il Direttore di Survival, Stephen Corry, ha affermato: \u201c<em>Che cosa si sta davvero inaugurando oggi? Fame che cresce, insicurezza, distruzione ambientale. Per anni gli esperti hanno messo in guardia il governo e la Salini, ma non sono stati ascoltati. E adesso cercheranno di presentare la carestia che arriver\u00e0 come un evento naturale, mentre sono loro i responsabili di questa tragedia\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Il governo Etiope e Salini hanno dichiarato che provocheranno delle esondazioni artificiali per sostituire quelle naturali, ma negli ultimi due anni non \u00e8 stata rilasciata acqua a sufficienza per consentire la sopravvivenza alla gente. Molti ormai dipendono dai programmi di aiuto alimentare, che per\u00f2 non viene fornito con regolarit\u00e0 e non in quantit\u00e0 sufficiente. Un testimone ha dichiarato ai responsabili di International Rivers a novembre: \u201c<em>Il fiume non provvede pi\u00f9 a noi, in nessun modo. Il livello del fiume continua a scendere. La mia gente deve affrontare un grosso problema, e l\u2019aiuto esterno non basta per vivere\u201d<\/em>.<\/p>\n<p><strong>Da culla dell\u2019umanit\u00e0 a teatro di tragedie dei migranti<\/strong><\/p>\n<p>La regione tra Etiopia e Kenya ospita uno dei pi\u00f9 importanti siti di ritrovamento delle tracce dell\u2019evoluzione umana<strong>. <\/strong>E\u2019 anche un\u2019area di eccezionale biodiversit\u00e0, ed \u00e8 sede di due siti del World Heritage e di cinque Parchi nazionali. In questi anni l\u2019Etiopia ha accolto un gran numero di rifugiati: a novembre 2016 erano presenti circa 780.000 persone, dislocate in 25 campi profughi. (<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.unhcr.org\/afr\/ethiopia\" >http:\/\/www.unhcr.org\/afr\/ethiopia<\/a>).<\/p>\n<p>E\u2019 di pochi giorni fa (12 gennaio 2017) la notizia di un nuovo \u2018corridoio umanitario\u2019 per portare in sicurezza e legalit\u00e0 500 migranti in Italia. E\u2019 stato firmato al Viminale un protocollo d\u2019intesa tra il governo, la Cei e la Comunit\u00e1 di Sant\u2019Egidio, che riguarda l\u2019arrivo e l\u2019accoglienza di 500 persone in difficolt\u00e0 che si trovano nei campi profughi dell\u2019Etiopia, per lo pi\u00fa eritrei, somali e persone del Sud-Sudan. (<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.onuitalia.com\/2017\/01\/12\/etiopia-al-via-nuovo-corridoio-umanitario-per-500-profughi\/\" >http:\/\/www.onuitalia.com\/2017\/01\/12\/etiopia-al-via-nuovo-corridoio-umanitario-per-500-profughi\/<\/a>)<\/p>\n<p>Il fondatore della Comunit\u00e1 di Sant\u2019Egidio, Andrea Riccardi, ha commentato: \u201c<em>Questo accordo per nuovi corridoi umanitari, che siamo felici di realizzare con la Cei, risponde al desiderio di molti italiani di salvare vite umane dai viaggi della disperazione. Si tratta di un progetto che offre a chi fugge dalle guerre non solo la dovuta accoglienza ma anche un programma di integrazione. L\u2019Europa, tentata dai muri come scorciatoia per risolvere i suoi problemi e troppe volte assente, guardi a questo modello di sinergia tra Stato e societ\u00e1 civile replicabile anche in altri Paesi<\/em>\u201d.<\/p>\n<p><strong>La violenza esplosiva delle armi e la violenza lenta dello \u2018sviluppo\u2019<\/strong><\/p>\n<p>E\u2019 ammirevole questo modello di sinergia tra Stato e societ\u00e0 civile, per cercare di portare sollievo dopo le drammatiche conseguenze delle guerre\u2026 ma perch\u00e9 non si guarda un po\u2019 di pi\u00f9 anche alle cause che stanno a monte? Oltre alle guerre \u2018guerreggiate\u2019 quante situazioni ci sono, in Africa, in Asia, in America Latina, nelle quali popolazioni locali \u2013 contadini, popolazioni indigene \u2013 vengono emarginate, espropriate, allontanate dai loro luoghi di vita, dalle loro fonti di sussistenza: private della loro autonomia e della loro dignit\u00e0, costrette a sopravvivere della carit\u00e0 altrui. E spesso, alla fine, privati del loro \u2018habitat\u2019, sono costrette a migrare.<\/p>\n<p>E\u2019 giusto opporsi alla guerra, ed \u00e8 giusto portare sollievo alle vittime. Ma lo Stato e la societ\u00e0 civile potrebbero (dovrebbero?) anche sviluppare maggiore consapevolezza, e contribuire a promuovere azioni legali nei confronti dei responsabili di queste infinite, ripetute tragedie di \u2018spossessamento\u2019.<\/p>\n<p>Due suggerimenti di lettura, per chi desidera approfondire:<\/p>\n<p><strong>Ilaria Boniburini<\/strong>. <u>I nuovi dannati della Terra. Gli sfrattati dello \u201cSviluppo\u201d.<\/u> Informazioni e documenti dopo un convegno internazionale promosso da Barbara Spinelli (Milano, 25 settembre 2016), che ha rivelato come i migranti che approdano fortunosamente in Europa non siano che la punta di un immenso iceberg, costituito da milioni di persone sfrattate dalle loro case e terre, cacciate dal perverso \u201csviluppo \u201cpraticato dal resto del globo. (<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.eddyburg.it\/2016\/10\/infornazioni-documenti-argomenti-ed.html\" >http:\/\/www.eddyburg.it\/2016\/10\/infornazioni-documenti-argomenti-ed.html<\/a>)<\/p>\n<p><strong>Salvatore Altiero<\/strong>. <u>Lago Turkana e Valle dell\u2019Omo: dalle dighe made in italy alle barriere dell\u2019Europa, lo sviluppo che genera migrazioni<\/u>. (<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/asud.net\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/Crisi-ambientali-e-migrazioni-forzate-def.pdf\" >http:\/\/asud.net\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/Crisi-ambientali-e-migrazioni-forzate-def.pdf<\/a>).<\/p>\n<p>A pag. 153 l\u2019Autore scrive: \u201c<em>Al confine tra Kenia ed Etiopia, \u00e8 in corso da anni l\u2019implementazione di un sistema di dighe per la produzione di energia elettrica e l\u2019alimentazione di sistemi di irrigazione per lo sviluppo di coltivazioni industriali di cotone e zucchero. Il tutto \u00e8 frutto delle politiche di sviluppo e delle scelte energetiche messe in campo dal governo etiope con il sostegno di organizzazioni internazionali e il finanziamento di banche di investimento. Questo progetto sviluppato in Etiopia, impatta sul bacino del fiume Omo ma ha conseguenze gravissime per la sopravvivenza del lago Turkana che subisce le conseguenze del mancato apporto d\u2019acqua. Il ruolo della cooperazione \u00e8 stato negli anni quello di finanziare l\u2019intero progetto mentre le dighe sono state date in appalto diretto ad un\u2019azienda italiana, la Salini. Sia la costruzione delle dighe che la sottrazione di terreni alle comunit\u00e0 indigene e il loro spostamento per far posto alle coltivazioni di zucchero e cotone ha dato luogo a migrazioni e processi di \u201cvillaggizzazione forzata\u201d.<\/em><\/p>\n<p><strong>NOTA:<\/strong><\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2017\/01\/22\/sguardi-italiani-su-letiopia-elena-camino\/#sdfootnote1anc\" >1<\/a> Il Turkana, un\u2019oasi di biodiversit\u00e0 nel mezzo del deserto, \u00e8 fonte di vita per 300.000 individui e per una ricca fauna. Il suo fragile ecosistema potrebbe subire un forte stress e giungere al collasso, con gravi ripercussioni su centinaia di migliaia di pescatori e di pastori. <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/assets.survival-international.org\/documents\/75\/IRiversReport_Gibe3_IT.pdf\" >http:\/\/assets.survival-international.org\/documents\/75\/IRiversReport_Gibe3_IT.pdf<\/a><\/p>\n<p>_____________________________________<\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\"><em>Elena Camino <\/em><em>\u00e8 membro della rete <a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/\" >TRANSCEND per la Pace, Sviluppo e Ambiente<\/a> e <\/em><em><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.assefatorino.org\" >Gruppo ASSEFA Torino<\/a><\/em><em>.<\/em><\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2017\/01\/22\/sguardi-italiani-su-letiopia-elena-camino\/\" >Go to Original \u2013 serenoregis.org<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un po\u2019 di storia. La guerra d\u2019Etiopia, nota anche come campagna d\u2019Etiopia o guerra d\u2019Abissinia, fu condotta dal Regno d\u2019Italia contro l\u2019Impero d\u2019Etiopia a partire dal 3 ottobre 1935, e si concluse dopo sette mesi di combattimenti con l\u2019invasione totale del territorio etiope e con l\u2019assunzione della corona imperiale da parte di Vittorio Emanuele III.<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[46],"tags":[],"class_list":["post-85868","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-original-languages"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/85868","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=85868"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/85868\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=85868"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=85868"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=85868"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}