{"id":8598,"date":"2010-11-29T00:00:36","date_gmt":"2010-11-28T23:00:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=8598"},"modified":"2010-11-24T15:46:52","modified_gmt":"2010-11-24T14:46:52","slug":"italian-stati-uniti-il-dramma-silenzioso-dei-reduci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2010\/11\/italian-stati-uniti-il-dramma-silenzioso-dei-reduci\/","title":{"rendered":"(Italian) Stati Uniti, il Dramma Silenzioso dei Reduci"},"content":{"rendered":"<p><em>Il numero dei soldati che si suicidano ha superato quello dei militari morti in Afghanistan dal 2001.<\/em><\/p>\n<p>L&#8217;elenco continua ad allungarsi, inesorabilmente. Contiene i nomi di quelli che sono tornati a casa dalle trincee della guerra al terrorismo ma hanno perso quella contro se stessi, una guerra che ha fatto pi\u00f9 morti della missione Usa in Afghanistan.<\/p>\n<p><strong>Le cifre del dramma<\/strong>. Sono <strong>pi\u00f9 di 1100 i reduci americani che si sono suicidati<\/strong> tra il 2005 ed il 2009. Questo dicono le cifre diffuse dal Dipartimento della Difesa (<em>Department of Defense<\/em>, Dod), il quale precisa che si tratta di un&#8217;approssimazione per difetto e che non esistono dati comprensivi di un fenomeno che \u00e8 ormai diventato <strong>un&#8217;emergenza nazionale<\/strong>. Nemmeno i Talebani e le varie milizie dei signori della guerra afghani, infatti, sono riusciti a infliggere, in otto anni di conflitto, un colpo duro all&#8217;esercito Usa come quello provocato da un mix di depressione e solitudine. Purtroppo, il quadro non d\u00e0 segni di miglioramento, anzi.<br \/>\nI numeri raccontano di un <strong>fenomeno in rapida crescita<\/strong>. Il\u00a0Dod ha contato 267 suicidi nel 2008, 309 l&#8217;anno successivo. Ma il <strong><em>Department for Veteran Affairs<\/em><\/strong> (Dva) fornisce cifre diverse e ancora pi\u00f9 inquietanti, arrivando ad un totale di 707 suicidi solo nel 2009, 98 dei quali ad opera di reduci di ritorno da Afghanistan e Iraq. Altre 10675 soldati hanno provato a farla finita senza riuscirci e 1868 di loro risultavano aver combattuto proprio sui due fronti principali aperti da Washington nella lotta al terrorismo. Pi\u00f9 in generale, un <strong>20 per cento<\/strong> circa delle oltre 30 mila persone che ogni hanno scelgono di togliersi la vita negli Stati Uniti, sono veterani. Oltre <strong>seimila soldati l&#8217;anno, 18 al giorno<\/strong>. Le statistiche dicono che se il tasso di suicidi all&#8217;interno della popolazione civile \u00e8 di 11,1 per 100 mila abitanti, quello tra i militari \u00e8 del 12,5.<\/p>\n<p><strong>La risposta di Washington<\/strong>. L&#8217;allarme suona da anni, dal 2003, per la precisione, da quando cio\u00e8 arrivarono sulle scrivanie degli alti generali i primi <em>report<\/em> che segnalavano questo preoccupante trend all&#8217;interno delle Forze Armate. Il legame <strong>tra l&#8217;aumento dei suicidi e le missioni in Iraq e Afghanistan<\/strong> \u00e8 noto da allora. E Washington, va detto, ha reagito immediatamente, scegliendo di intervenire sul terreno della cura della salute mentale. Nel 2004 il Dva ha adottato un <em>Comprehensive Menthal Health Strategic Plan<\/em> con l&#8217;obiettivo di abbattere il numero di coloro che ricorrono al gesto pi\u00f9 estremo. Il dipartimento, poi, ha continuato ad assumere personale specializzato nel trattamento del disagio mentale e oggi pu\u00f2 contare su oltre <strong>20 mila specialisti<\/strong> tra medici e assistenti. Dal luglio 2007 \u00e8 attiva una <em><strong>hotline<\/strong><\/em><strong> gratuita<\/strong> proprio dedicata a quei reduci che abbiano propositi suicidi, con batterie di esperti al telefono pronti a fornire un aiuto immediato, anche se solo attraverso la cornetta di un telefono. Il numero della speranza \u00e8 1 800 273 (8255), opzione 1. Secondo quanto rivelato dalla dottoressa <strong>Janet Kemp<\/strong>, coordinatrice del programma anti-suicidi del Dipartimento per i veterani, ogni mese arrivano <strong>pi\u00f9 di 10 mila telefonate<\/strong>. Fino ad ora, questo servizio ha salvato oltre settemila vite. E a luglio 2009, il servizio ha esteso la sua attivit\u00e0 ai social network, attraverso <strong>la creazione di una chat<\/strong> aperta in una sezione apposita del sito del Dva: l\u00ec, militari depressi o amici e conoscenti possono chattare nell&#8217;anonimato, segnalare casi e chiedere aiuto.<\/p>\n<p><strong>Il prfilo del suicida<\/strong>. Poi c&#8217;\u00e8 la rete capillare dei centri medici che fanno capo proprio al Dipartimento per i veterani. Quello di Denver, quest&#8217;anno, ha ricevuto dall&#8217;esercito <strong>17 milioni di dollari<\/strong> per dar vita, insieme alla <em>Florida State University<\/em>, ad un consorzio di ricerca sui suicidi dei militari. L&#8217;obiettivo \u00e8 quello di tracciare un profilo quanto pi\u00f9 preciso possibile del soldato a rischio, in modo da poterlo seguire tempestivamente. Gi\u00e0 adesso, comunque, si sa quali sono le <strong>vittime potenziali<\/strong>: sono prevalentemente maschi, molto giovani, tra i 18 e i 29 anni, ragazzi che non si sono ancora costruiti una vita in cui poter rientrare dalla guerra.<br \/>\n<strong>Il rientro \u00e8 il detonatore<\/strong>: i traumi inflitti dal conflitto si accendono ed amplificano proprio nella nuova realt\u00e0. L\u00ec il soldato \u00e8 solo, non ha un gruppo al quale appoggiarsi e finisce prigioniero dei suoi demoni, cui si affiancano alcol e droga. Ma i problemi mentali che hano stritolato molti reduci sono stati aggravati anche dalla <strong>crisi economica<\/strong>, dalla mancanza di un lavoro e dalla perdita della casa. Per questo, l&#8217;esercito americano sta puntando anche sulla costruzione di una rete di assistenza che sia in grado di accogliere il soldato una volta finita la missione.\u00a0Quanto questa sia importante lo sa bene Eric Shinseki, eroe del Veitnam, oggi a capo del Dva, e lo spiega con parole semplici: &#8220;Si possono steccare e suturare le ferite del corpo ma quelle di tipo emotivo non si prestano a queste soluzioni&#8221;.<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/it.peacereporter.net\/articolo\/25349\/Stati+Uniti%2C+il+dramma+silenzioso+dei+reduci\" >Go to Original \u2013 peacereporter.net<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il numero dei soldati che si suicidano ha superato quello dei militari morti in Afghanistan dal 2001.<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[46],"tags":[],"class_list":["post-8598","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-original-languages"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8598","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=8598"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8598\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=8598"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=8598"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=8598"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}