{"id":8629,"date":"2010-11-29T00:00:03","date_gmt":"2010-11-28T23:00:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=8629"},"modified":"2010-11-26T19:37:47","modified_gmt":"2010-11-26T18:37:47","slug":"italian-l%e2%80%99influenza-di-tolstoj-su-gandhi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2010\/11\/italian-l%e2%80%99influenza-di-tolstoj-su-gandhi\/","title":{"rendered":"(Italian) L\u2019influenza di Tolstoj su Gandhi"},"content":{"rendered":"<p>1- Alcuni caratteri del pensiero di Tolstoj 2- Come Gandhi conosce Tolstoj 3- La <em>Lettera a un ind\u00f9<\/em>, di Tolstoj, conquista Gandhi 4- Carteggio Gandhi \u2013 Tolstoj 5- Che cosa Gandhi deve a Tolstoj 6 \u2013 Gandhi dice le differenze tra lui e Tolstoj 7 \u2013 Differenze oggettive Tolstoj-Gandhi<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>Bori, <em>Tolstoj. Oltre la letteratura<\/em>, Edizioni Cultura della Pace 1991<\/p>\n<p>Bori, <em>L\u2019altro Tolstoj<\/em>, Il Mulino 1995<\/p>\n<p>Bori-Sofri, <em>Gandhi e Tolstoj. Un carteggio e dintorni<\/em>, Il Mulino 1985<\/p>\n<p>Gandhi, <em>Teoria e pratica della nonviolenza. <\/em>Con<em> Saggio introduttivo<\/em> di Giuliano Pontara, Einaudi 1996<\/p>\n<p>Gandhi, <em>Vi spiego i mali della civilt\u00e0 moderna. Hind Swaraj<\/em>, GandhiEdizioni 2009<\/p>\n<p>Gandhi, <em>La forza della verit\u00e0<\/em>, vol. 1, <em>Civilt\u00e0, politica e religione<\/em>, Sonda 1991<\/p>\n<p>Manara, <em>Una forza che d\u00e0 vita. Ricominciare con Gandhi in un\u2019et\u00e0 di terrorismi<\/em>, Unicopli 2006<\/p>\n<p>Milone, <em>Tolstoj e il rifiuto della violenza<\/em>, Servitium 2010<\/p>\n<p>Tolstoj, <em>Il Regno di Dio \u00e8 in voi, <\/em>Publiprint Manca editrice 1988<\/p>\n<p>Altieri<strong>, <\/strong><em>Presentazione,<\/em><strong> <\/strong>a Gandhi, <em>Vi spiego i mali della civilt\u00e0 moderna (Hin Swaraj)<\/em><strong>. <\/strong>Gandhiedizioni 2009<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p><strong>1 \u2013 Alcuni caratteri del pensiero di Tolstoj<\/strong><\/p>\n<p>Alcuni caratteri del pensatore russo possono essere cos\u00ec individuati: il suo \u00e8 un anarchismo religioso mistico; egli \u00e8 accostabile ai \u201cchr\u00e9tiens sans \u00e9glise\u201d, evangelici non confessionali, contrari al sacramentalismo, al \u201csola fide\u201d e alla predestinazione, schierati per la tolleranza. Tolstoj relativizza i contenuti di verit\u00e0 a favore della carit\u00e0. Apprezza Erasmo, scopre Castellione (fu per la tolleranza, condann\u00f2 la condanna di Serveto nella Ginevra di Calvino), simpatizza con i quaccheri e con movimenti settari. \u00c8 contro la violenza, sia istituzionale che rivoluzionaria, perch\u00e9 viola la legge dell\u2019amore che \u00e8 la legge della vita (cfr Bori, in Bori-Sofri, p. 137)<\/p>\n<p><strong>2 \u2013 Come Gandhi conosce Tolstoj<\/strong><\/p>\n<p>\u00abTolstoj fu certamente l\u2019autore non indiano che pi\u00f9 influenz\u00f2 la formazione di Gandhi\u00bb (G. Sofri, in Bori-Sofri, p. 45)<\/p>\n<p>Gandhi, dopo il 1890 (quando ha 31 anni), legge gli scritti di Tolstoj su droghe, alcol, tabacco. Nel 1894 legge <em>Il Regno di Dio \u00e8 dentro di voi<\/em>, pubblicato l\u2019anno precedente, e dice: \u00abMi entusiasm\u00f2. (\u2026) Mi fece una impressione incancellabile\u00bb. Ha per Tolstoj la stessa ammirazione che ebbe per il <em>Sermone della montagna<\/em> nei vangeli.<\/p>\n<p>Dir\u00e0 poi (nel 1928): \u00abA quel tempo io credevo nella violenza. La sua lettura mi guar\u00ec dal mio scetticismo, e fece di me un fermo credente nell\u2019ahimsa\u00bb (non \u00e8 ancora il satyagraha). (Sofri, p. 45-46). Rilegger\u00e0 quel libro di Tolstoj nel 1908 e lo regaler\u00e0 a varie persone. Tra il 1894 e il 1896 legge altri libri di Tolstoj, tra cui <em>Breve esposizione del Vangelo<\/em>. Nell\u2019appendice bibliografica a <em>Hind Swaraj<\/em> (1909) cita sei libri di Tolstoj sui 20 complessivi citati.<\/p>\n<p>Gandhi non lesse mai i grandi romanzi di Tolstoj, <em>Guerra e pace; Anna Karenina<\/em>. Forse, ma non \u00e8 certo, lesse con commozione <em>La morte di Ivan Il\u2019i?, Resurrezione, La sonata a Kreutzer<\/em>.<\/p>\n<p>Conosceva i racconti popolari di Tolstoj e ne pubblica alcuni nel 1905 su <em>Indian Opinion<\/em>. Nello stesso anno 1905 riassume in brevi frasi didascaliche, su <em>Indian Opinion<\/em>, l\u2019insegnamento di Tolstoj:<\/p>\n<p><strong>\u00abIn questo mondo l\u2019uomo non dovrebbe accumulare beni.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Per quanto male una persona possa arrecarci dovremmo sempre farle del bene. Questo \u00e8 il comandamento di Dio e anche la sua legge.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Nessuno dovrebbe combattere.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00c8 peccato esercitare il potere politico, poich\u00e9 questo causa tanti dei mali del mondo. <\/strong><\/p>\n<p><strong>L\u2019uomo \u00e8 nato per compiere il suo dovere verso il Creatore; dovrebbe perci\u00f2 prestare pi\u00f9 attenzione ai suoi doveri che ai suoi diritti.<\/strong><\/p>\n<p><strong>L\u2019agricoltura \u00e8 la vera occupazione dell\u2019uomo. \u00c8 perci\u00f2 contrario alla legge divina costruire grandi citt\u00e0, dar lavoro a centinaia di migliaia di persone che si occupano dei macchinari delle industrie cos\u00ec che i pochi sguazzano nel denaro. Se lo possono permettere sfruttando gli indifesi e la povert\u00e0 della maggioranza\u00bb.<\/strong> (in <em>La forza della verit\u00e0<\/em> p. 118 e in Sofri-Bori p. 48).<\/p>\n<p>Nel 1910, presentando la traduzione inglese di <em>Hind Swaraj<\/em>, Gandhi scrive: \u00abTolstoj \u00e8 stato uno dei miei insegnanti per molti anni\u00bb (<em>La forza della verit\u00e0<\/em>, p. 257). E in una lettera del 21 maggio dello stesso anno, egli dice di Tolstoj: \u00abCi\u00f2 che ha predicato, come del resto tutti i maestri del mondo, \u00e8 che ogni uomo deve obbedire alla voce della propria coscienza, deve essere maestro di se stesso e cercare il Regno di Dio dentro di s\u00e9. Secondo lui non esiste governo in grado di controllarlo senza la sua approvazione. Tale uomo \u00e8 superiore ad ogni governo\u00bb (ivi, p. 280).<\/p>\n<p>A sua volta, il pensiero indiano e orientale influ\u00ec su Tolstoj, che attinge alle sapienze antiche, e in nome dell\u2019induismo incoraggia gli indiani alla nonviolenza (cfr Bori, in Bori-Sofri, pp. 149-159). Nel periodo tra i 50 e 60 anni (1878-1888) non \u00e8 citato il pensiero indiano nelle letture di Tolstoj (Bori, <em>L\u2019altro Tolstoj<\/em>, p. 146).<\/p>\n<p>Gandhi legge altri autori del filone anarco-religioso, dell\u2019evangelismo sociale, tra cui il pi\u00f9 importante per lui \u00e8 Ruskin<strong> <\/strong>(autore inglese, tra i riformatori sociali e religiosi citati da Gandhi in appendice a <em>Hind Swaraj<\/em>), che legge nel 1904 in Sudafrica; quindi traduce-sintetizza il suo libro principale <em>Unto This Last <\/em>in gujarati col titolo <em>Sarvodaya<\/em> (Il benessere di tutti). Legge Thoreau nel 1907, lo ammira, ma ne critica i limiti. Legge Carpenter nel 1909. Qui \u00e8 l\u2019inizio, per Gandhi della critica radicale della civilt\u00e0 moderna che culminer\u00e0 in <em>Hind Swaraj<\/em>, nel 1909.<\/p>\n<p><strong>3 \u2013 Con la <em>Lettera a un ind\u00f9 <\/em>Tolstoj conquista Gandhi<\/strong><\/p>\n<p>Decisiva per l\u2019influsso di Tolstoj su Gandhi \u00e8 la <em>Lettera a un ind\u00f9<\/em>, dello scrittore russo, nel 1908-1909.<\/p>\n<p>Il 24 maggio 1908 un giovane indiano estremista ed esule politico, Taraknath Das, scrive a Tolstoj: \u00abVoi odiate la guerra, ma la fame in India \u00e8 pi\u00f9 spaventosa di qualsiasi guerra \u2026 non per penuria di alimenti, ma a causa del depredamento della popolazione e della spoliazione del paese da parte del governo britannico\u00bb (Sofri-Bori, p. 107).<\/p>\n<p>Tolstoj riceve la lettera il 7 giugno e lo stesso giorno comincia quella risposta che diventer\u00e0 la <em>Lettera a un ind\u00f9<\/em>, dopo sei mesi di lavoro e 27 (!) stesure successive, per 413 fogli diversi. Il 14 dic. 1908 annota: \u00abHo finito la lettera a un ind\u00f9. \u00c8 debole. Ci sono ripetizioni\u00bb. Il 2 maggio 1909 corregge la traduzione inglese. Estratti della lettera sono gi\u00e0 apparsi su due riviste russe.<\/p>\n<p>Das riceve la risposta di Tolstoj, che ormai \u00e8 una lettera aperta, e la pubblica nel marzo-aprile 1910, con una sua replica, in cui dice che \u00e8 disposto ad adottare la resistenza passiva, ma anche ad abbandonarla quando si rivela vana (dunque \u00e8 nonviolento pragmatico, relativo, tattico).<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>Questa <em>Lettera a un ind\u00f9 <\/em>\u00e8 in Bori-Sofri (pp. 181-197). Bori (pp. 163-168) illustra la <em>lettera<\/em> con varie citazioni dei contemporanei <em>Diari<\/em> di Tolstoj e da altri suoi scritti.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">Facciamo qui una sintesi-schema<\/span> <span style=\"text-decoration: underline;\">del testo<\/span> della <em>Lettera a un ind\u00f9<\/em>:<\/p>\n<p>&#8211; quali sono le cause dell\u2019oppressione di pochi oziosi sulla maggioranza del popolo lavoratore?<\/p>\n<p>&#8211; 200 milioni di Indiani sono assoggettati da una piccola cricca di estranei, incomparabilmente inferiori dal punto di vista etico-religioso<\/p>\n<p>&#8211; la causa \u00e8 l\u2019assenza di insegnamento religioso razionale che illumini la legge della vita, sostituito da principi pseudoreligiosi e pseudoscientifici; questi causano effetti immorali chiamati civilt\u00e0<\/p>\n<p>&#8211; la storia \u00e8 sempre stata dominio di pochi su molti<\/p>\n<p>&#8211; sia i dominatori che i dominati ritengono il dominio necessario per la convivenza (cfr Hobbes)<\/p>\n<p>&#8211; nonostante ci\u00f2, c\u2019\u00e8 la religione universale dell\u2019amore: \u00e8 un pensiero inerente alla natura umana ed \u00e8 verit\u00e0<\/p>\n<p>&#8211; ma questa verit\u00e0 \u00e8 deformata e ostacolata da chi ha il potere, con una religione stabilita dal potere. Questo \u00e8 accaduto ovunque<\/p>\n<p>&#8211; c\u2019\u00e8 una contraddizione: gli uomini accettano contemporaneamente la legge dell\u2019amore e l\u2019opposizione al male con la violenza, perch\u00e9 accettano l\u2019organizzazione sociale basata sulla violenza<\/p>\n<p>&#8211; ma col tempo si \u00e8 indebolita la fede nel diritto divino dei monarchi<\/p>\n<p>&#8211; ci si attenderebbe ora che ci si liberi dalla sottomissione all\u2019autorit\u00e0, che ha perso il diritto divino<\/p>\n<p>&#8211; e invece viene un nuovo inganno: la classe dei governanti che, col pretesto di governare il popolo, vive del suo lavoro<\/p>\n<p>&#8211; si pretende dare un fondamento \u201cscientifico\u201d ai nuovi poteri, come prima si dava \u201creligioso\u201d<\/p>\n<p>&#8211; la violenza viene presentata e giustificata 1) come legge perpetua della storia 2) come selezione naturale nella lotta per l\u2019esistenza 3) e anche come volont\u00e0 del popolo (nelle forme rappresentative di governo)<\/p>\n<p>&#8211; intanto, l\u2019infelice maggioranza degli oppressi accetta queste stupidit\u00e0 scientifiche, come prima quelle religiose, e continua a sottomettersi ai nuovi sovrani altrettanto crudeli, ma alquanto pi\u00f9 numerosi<\/p>\n<p>&#8211; la superstizione scientifica prende piede anche in oriente<\/p>\n<p>&#8211; alla tesi violenta di Das \u2013 resistenza all\u2019aggressione non \u00e8 solo giustificabile, ma \u00e8 un imperativo; la non-resistenza offende sia l\u2019altruismo sia l\u2019egoismo \u2013 Tolstoj replica: l\u2019amore \u00e8 l\u2019unico modo di cui l\u2019uomo dispone per salvarsi da tutte le calamit\u00e0<\/p>\n<p>&#8211; questo fondamento religioso della vita \u00e8 tipico dell\u2019India dall\u2019antichit\u00e0, ma ora l\u2019India si contraddice se sostiene la resistenza al male con la violenza<\/p>\n<p>&#8211; voi dite che gli inglesi vi hanno asservito perch\u00e9 non avete resistito, ma \u00e8 vero il contrario: gli indiani sono sottomessi perch\u00e9 hanno creduto alla violenza come principio e fondamento dell\u2019ordine sociale, perch\u00e9 hanno accettato la legge della violenza<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">&#8211; non sono stati gli inglesi, ma gli Ind\u00f9 stessi a ridursi in schiavit\u00f9<\/span><\/p>\n<p>&#8211; dovete non collaborare al male (amministrazione, tribunali, tasse, esercito) e nessuno vi ridurr\u00e0 in schiavit\u00f9<\/p>\n<p>&#8211; l\u2019umanit\u00e0, come una persona che cresce, passa da un\u2019et\u00e0 all\u2019altra e deve assumere una guida adeguata alla nuova et\u00e0<\/p>\n<p>&#8211; ora \u00e8 questo passaggio ad una nuova et\u00e0<\/p>\n<p>&#8211; occorre superare la contraddizione tra la legge benefica dell\u2019amore e il sistema violento<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">&#8211; la legge della vita \u00e8 l\u2019amore<\/span><\/p>\n<p>&#8211; occorre la completa liberazione di questa verit\u00e0 dalle superstizioni religiose e scientifiche, dalle credenze che oscurano la verit\u00e0<\/p>\n<p>&#8211; una sola cosa \u00e8 necessaria: la legge dell\u2019amore \u00e8 la legge della vita<\/p>\n<p>&#8211; questa \u00e8 verit\u00e0 connaturata ad ogni uomo e presente in tutte le religioni del mondo<\/p>\n<p>&#8211; emergendo quella verit\u00e0, scomparir\u00e0 tutto il male da cui ora l\u2019umanit\u00e0 \u00e8 afflitta<\/p>\n<p><strong>4 \u2013 Carteggio Gandhi \u2013 Tolstoj <\/strong><\/p>\n<p>(Il testo integrale di queste lettere \u00e8 in Bori-Sofri pp. 199-213)<\/p>\n<p>Abbiamo visto che \u00e8 la <em>Lettera a un ind\u00f9<\/em>, di Tolstoj, del 1908, che induce Gandhi a scrivergli. A Gandhi arriva in mano una copia inglese di quello scritto nell\u2019estate 1909. Si dice \u00abrapito\u00bb dalla lettura, ed entusiasta perch\u00e9 la trova affine al suo pensiero, che lo scritto di Tolstoj rafforza e stimola.<\/p>\n<p>G 1 \u2013 Il 1\u00b0 ottobre di quel 1909 Gandhi scrive a Tolstoj: \u00e8 la prima lettera del loro carteggio (7 lettere: 4 di Gandhi, 3 di Tolstoj). Gandhi chiede a Tolstoj di poter pubblicare la <em>Lettera a un ind\u00f9<\/em>.<\/p>\n<p>T 1 \u2013 Tolstoj risponde subito l\u2019indomani dicendosi \u00abmolto commosso\u00bb della lettera di Gandhi che ha ricevuta il 24 settembre (6 ottobre) e autorizza la pubblicazione.<\/p>\n<p>Gandhi ne riferisce in un articolo dicendo di essere \u00abmolto rallegrato\u00bb della risposta di Tolstoj: \u00ab<strong>\u00c8 motivo di profonda soddisfazione per noi avere il sostegno di un cos\u00ec grande e santo uomo. La sua lettera ci mostra in maniera convincente che la forza dell\u2019animo \u2013 satyagraha \u2013 \u00e8 la nostra sola risorsa<\/strong>\u00bb (Sofri 118).<\/p>\n<p>Gandhi tenta di far pubblicare in Inghilterra la <em>Lettera a un ind\u00f9<\/em>, ma non riesce. Allora la pubblicher\u00e0 a puntate su <em>Indian Opinion<\/em>, in inglese e in gujarati, tra dicembre 1909 e gennaio 1910. Nella Prefazione a questa pubblicazione scrive: \u00ab<strong>La lettera di Tolstoj ha per me un grande valore. Chiunque abbia goduto dell\u2019esperienza della lotta del Transvaal ne percepir\u00e0 subito il valore. Un gruppo di satyagrahi indiani ha contrapposto al potere delle armi da fuoco del governo del Transvaal amore e forza d\u2019animo. Questo \u00e8 il fondamento dell\u2019insegnamento di Tolstoj, dell\u2019 insegnamento di tutte le religioni<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p>Poco pi\u00f9 oltre, troviamo un primo accenno alle differenze tra maestro e discepolo: \u00abNessuno potrebbe affermare che io accetto tutte le idee di Tolstoj, lo considero uno dei miei maestri, ma certamente non concordo con tutte le sue idee\u00bb (<em>La forza della verit\u00e0<\/em>, p. 119-120).<\/p>\n<p>G 2 \u2013 Il 10 nov. 1909, prima di partire da Londra, Gandhi scrive di nuovo a Tolstoj. Lo prega di far conoscere al vasto pubblico la lotta degli indiani del Transvaal (questa regione di immigrazione indiana nel 1902 \u00e8 colonia britannica, autonoma nel 1907, dal 1910 nell\u2019Unione Sudafricana).<\/p>\n<p>Tolstoj non risponde.<\/p>\n<p>G 3 \u2013 Gandhi scrive di nuovo il 4 aprile 1910, con l\u2019occasione della pubblicazione in inglese del suo <em>Hind Swaraj<\/em>. Tolstoj annota nel diario il 19 aprile (2 maggio): \u00abD<strong>a un indiano un libro e una lettera in cui smaschera tutti i difetti della civilt\u00e0 europea, compresi si suoi svantaggi pratici\u00bb. \u00abHo letto il libro di Gandhi sulla civilt\u00e0. Molto buono\u00bb. \u00abMolto importante. Devo scrivergli<\/strong>\u00bb. Ora, pi\u00f9 di prima, prende Gandhi sul serio. \u00ab<strong>\u00c8 un uomo molto vicino a noi, a me. .. Voglio scrivergli a lungo<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p>Tolstoj rilegge la propria <em>Lettera a un ind\u00f9<\/em>, pubblicata da Gandhi in India e inviatagli: ora gli piace di pi\u00f9 di quando la fin\u00ec, nel 1908 [vedi sopra al 14 dicembre 1908]. Gandhi l\u2019aveva tradotta dal 13 al 22 novembre 1909 in gujarati sulla nave da Londra a Citt\u00e0 del Capo, prima di scrivere, nello stesso viaggio (freneticamente, con crampi alla mano destra), <em>Hind Swaraj<\/em>. (Altieri p. 11; Sofri p. 119)<\/p>\n<p>T 2 \u2013 Tolstoj risponde brevemente il 25 aprile (8 maggio) 1910. Ha problemi di salute. Apprezza <em>Hind Swaraj<\/em>. Non trova pi\u00f9 le lettere precedenti. Promette una lettera pi\u00f9 lunga.<\/p>\n<p>G 4 \u2013 Gandhi scrive il 15 agosto 1910. Ha fondato col \u201ctolstojano\u201d Kallenbach una fattoria collettiva: Fattoria Tolstoj. Allega una foto dei suoi abitanti. Si augura di ricevere da lui una \u00abcritica particolareggiata\u00bb di <em>Hind Swaraj<\/em>.<\/p>\n<p>T 3 \u2013 16 e 17 settembre (29, 30 settembre) 1910. Ultima lettera di Tolstoj, inviata anche a Londra per essere pubblicata in un periodico di amici tolstojani, per propagandare in Inghilterra le idee di Gandhi.<\/p>\n<p>Gandhi la riceve solo due mesi dopo, il 26 novembre, quando Tolstoj \u00e8 gi\u00e0 morto. Per\u00f2, via Londra, la lettera di Tolstoj \u00e8 gi\u00e0 arrivata e lo stesso giorno \u00e8 pubblicata su <em>Indian Opinion<\/em>, insieme a un commosso necrologio di Tolstoj scritto da Gandhi, col titolo: <em>Il Conte Tolstoj e la resistenza passiva; un messaggio agli indiani del Transvaal<\/em>.<\/p>\n<p>In questo necrologio, Gandhi evidenzia il maggior merito di Tolstoj: \u00abLa grande virt\u00f9 di Tolstoj fu di <strong>mettere in pratica ci\u00f2 che predicava<\/strong>\u00bb (<em>La forza della verit\u00e0<\/em>, p. 121). Ripeter\u00e0 questo motivo di ammirazione in varie occasioni, come nel discorso per il centenario della nascita di Tolstoj, nel 1928 (ivi, pp. 123, 125, 128).<\/p>\n<p>Nella sua ultima lettera a Gandhi, Tolstoj d\u00e0 un aperto riconoscimento alla lotta nonviolenta degli indiani del Transvaal: <strong>\u00ab.. la vostra attivit\u00e0 nel Transvaal, che ci pare ai confini della terra, \u00e8 l\u2019opera pi\u00f9 centrale, pi\u00f9 importante fra tutte quelle che si svolgono attualmente nel mondo, e di essa saranno partecipi necessariamente non solo i popoli del mondo cristiano, ma quelli di tutto il mondo\u00bb.<\/strong><\/p>\n<p>Sembra una profezia e un testamento del pi\u00f9 celebre pacifista e nonviolento in favore del suo pi\u00f9 giovane \u201cdiscepolo\u201d (Sofri, in Bori-Sofri, p. 123)<\/p>\n<p>Per tutta la vita Gandhi riconoscer\u00e0 il suo debito verso Tolstoj, e continuer\u00e0 a tenere rapporti coi tolstojani, e a tradurre e pubblicare gli scritti del maestro russo.<\/p>\n<p>Passando in Italia nel 1931 il Mahatma ebbe il piacere di fare visita, a Roma, a Tatiana Tolstoj, figlia di Lev Tolstoj, vedova Sukhotin. Quando Gandhi fu ucciso, il 30 gennaio 1948, Tatiana scrisse a Nehru, il 3 novembre 1949, per chiedere la grazia per i due assassini condannati a morte.<\/p>\n<p><strong>5- Che cosa Gandhi deve a Tolstoj<\/strong><\/p>\n<p>In una lettera del 1926, Gandhi scrive: \u00abNon c\u2019\u00e8 dubbio sul fatto che gli scritti di Tolstoj abbiano avuto un effetto molto forte su di me. Egli ha rafforzato il mio amore per la nonviolenza. Mi ha reso capace di vedere le cose pi\u00f9 chiaramente di prima (\u2026). Allo stesso tempo, so che c\u2019erano differenze fondamentali tra noi e, sebbene rimangano, sono poche in confronto alle cose per le quali mi sento riconoscente\u00bb (<em>La forza della verit\u00e0<\/em>, p. 122).<\/p>\n<p>Nel discorso del 1928 per il centenario della nascita, Gandhi prende spunto dal ricordo di Tolstoj per precisare ai seguaci del proprio movimento il concetto di nonviolenza: \u00abNonviolenza vuol dire un oceano di compassione, vuol dire respingere da noi ogni traccia di volont\u00e0 negativa nei confronti degli altri. Non vuol dire abiezione o timidezza, oppure fuggire per paura. Vuol dire, invece, fermezza morale e coraggio, uno spirito risoluto\u00bb (<em>La forza della verit\u00e0<\/em>, p. 126). \u00abQuesta nonviolenza non si limita a rifiutarsi di uccidere creature invalide. Non ucciderle pu\u00f2 essere <em>dharma<\/em> [dovere], ma l\u2019amore va infinitamente oltre. A che cosa serve salvare le vite di creature invalide, se non si ha avuto visione di tale amore?\u00bb (ivi, p. 130. Forse Gandhi pensa all\u2019eutanasia per piet\u00e0, che gli approva, a differenza di Tolstoj).<\/p>\n<p>In un\u2019altra lettera del 1928, il Mahatma dice di non escludere che gli scritti e gli insegnamenti di Tolstoj abbiano influito sulla sua decisione a proposito della castit\u00e0 (ivi, p. 123).<\/p>\n<p>Gandhi dichiara in una intervista, nel 1931, i <span style=\"text-decoration: underline;\">limiti del suo debito<\/span> verso T.<span style=\"text-decoration: underline;\">:<\/span><\/p>\n<p><strong>\u00abGli debbo molto, certo, e lo vanto come uno dei miei maestri. Ma con tutta umilt\u00e0 posso dire che Tolstoj non mi ha arrecato qualcosa di nuovo, ma egli mi ha fortificato in certe cose confuse in me. Io non debbo interamente a Tolstoj la dottrina della resistenza nonviolenta, ma \u00e8 ai suoi scritti che debbo la forza maggiore\u00bb<\/strong> (Sofri-Bori, p. 47).<\/p>\n<p>Per\u00f2 lo chiama \u00ab<strong>il pi\u00f9 grande dei satyagrahi<\/strong>\u00bb (Sofri-Bori, p. 48)<\/p>\n<p>Nello stesso 1931, l\u20198 dicembre, di passaggio a Losanna, in un discorso in pubblico, Gandhi chiarisce questa differenza: \u00ab<strong>\u00c8 stato spesso sostenuto che la dottrina della nonviolenza la debbo a Tolstoj. Non si tratta di una piena verit\u00e0, ma certamente io ricavo dai suoi scritti <span style=\"text-decoration: underline;\">la pi\u00f9 grande forza<\/span>. Ma come lo stesso Tolstoj ammise, il metodo della non-resistenza che ho coltivato ed elaborato in Sudafrica era <span style=\"text-decoration: underline;\">differente<\/span> dalla non-resistenza su cui ha scritto Tolstoj e che egli ha raccomandato. Questo non lo dico a detrimento della fama di Tolstoj. Non \u00e8 allievo adatto quello che non costruisce sulle <span style=\"text-decoration: underline;\">fondamenta poste dal suo maestro<\/span> per lui. Egli ha solo bisogno di un buon maestro che possa permettergli di <span style=\"text-decoration: underline;\">aggiungere all\u2019eredit\u00e0<\/span> che lui stesso gli ha lasciato. Sarei un figlio non degno di mio padre se non ampliassi la mia eredit\u00e0, e cos\u00ec io ho sempre considerato come un punto d\u2019onore che, <span style=\"text-decoration: underline;\">grazie a Dio, ci\u00f2 che ho imparato da Tolstoj ha dato frutti cento volte maggiori<\/span>. Tolstoj ha parlato spesso di resistenza passiva, ma <span style=\"text-decoration: underline;\">la non-resistenza elaborata in Transvaal era una forza infinitamente pi\u00f9 attiva<\/span> della resistenza che un uomo armato pu\u00f2 offrire e sono lieto di ricordare il fatto che in una lunga lettera che mi scrisse, <span style=\"text-decoration: underline;\">senza esserne richiesto<\/span>, disse che <span style=\"text-decoration: underline;\">i suoi occhi erano puntati su di me<\/span> ovunque fossi. E se studierete i movimenti del Sudafrica e dell\u2019India, troverete come questa cosa sia capace di infinita espansione<\/strong>\u00bb (cit. da Manara, p. 108-109).<\/p>\n<p>Ho sottolineato alcune parole: \u2013 da Tolstoj Gandhi ricava grande forza; \u2013 differenza delle due forme di non-resistenza; \u2013 fondamenta poste dal maestro; \u2013 aggiungere all\u2019eredit\u00e0 del maestro; \u2013 ci\u00f2 che Gandhi ha imparato da Tolstoj ha dato frutti molto maggiori; \u2013 la non-resistenza degli indiani in Sudafrica era infinitamente pi\u00f9 attiva; \u2013 gli occhi di Tolstoj erano puntati sull\u2019azione di Gandhi.<\/p>\n<p>Quanto alla lunga lettera di Tolstoj, si tratta dell\u2019ultima, del 20 settembre 1910 (meno di due mesi dalla morte di T), lucidissima. Dobbiamo notare che:<\/p>\n<p>1) Gandhi enfatizza la reale attenzione di Tolstoj (\u201ci suoi occhi erano puntati su di me ovunque fossi\u201d) sulla sua azione in Sudafrica e in India;<\/p>\n<p>2) in realt\u00e0 la lettera di Tolstoj non \u00e8 totalmente spontanea, perch\u00e9 c\u2019\u00e8 un carteggio in corso tra loro due;<\/p>\n<p>3) l\u2019elogio dell\u2019azione di Gandhi \u00e8 soprattutto nella lettera di Certkov (il segretario tuttofare e, pare, un po\u2019 impiccione) del 27 settembre che accompagna quella di Tolstoj.<\/p>\n<p>Questo riconoscimento, e l\u2019<span style=\"text-decoration: underline;\">aggiunta<\/span> (termine capitiniano!) gandhiana, ci mostreranno ora le <strong><span style=\"text-decoration: underline;\">differenze<\/span><\/strong> tra Tolstoj e Gandhi.<\/p>\n<p><strong>6 \u2013 Gandhi dice le differenze tra lui e Tolstoj<\/strong><\/p>\n<p>Nel 1920 (dichiarazione alla Commissione Hunter), Gandhi scrive con forza: \u00ab<strong>Il satyagraha differisce dalla resistenza passiva come il Polo Nord dal Polo Sud<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p>Nel 1931, nel seguito dell\u2019intervento dell\u20198 dicembre a Losanna, Gandhi insiste sulla differenza tra satyagraha e resistenza passiva. La radicale novit\u00e0 del satyagraha \u00e8 che chi lotta cos\u00ec sceglie di non infliggere all\u2019altro alcuna sofferenza, ma di accettarla su di s\u00e9. E ci\u00f2 \u00e8 possibile a tutti: vecchi, donne e bambini, purch\u00e9 dotati di forza morale (riassunto da Manara, p. 110).<\/p>\n<p>Ci\u00f2 rende possibile una rivoluzione popolare nonviolenta e politica, mentre Tolstoj promuoveva una rivoluzione religiosa e culturale, non politica operativa, salvo la fondazione di alcune comuni, e la noncollaborazione dei funzionari pubblici e dei soldati di leva.<\/p>\n<p><strong>7 -Differenze oggettive tra Tolstoj e Gandhi<\/strong><\/p>\n<p>7<strong>\/<\/strong>1<strong> \u2013 Sulla resistenza<\/strong><\/p>\n<p>La non-resistenza di Tolstoj \u00e8 diversa dalla nonviolenza-satyagraha di Gandhi.<\/p>\n<p>Tolstoj sembra spesso identificare la resistenza al male con la violenza (Bori-Sofri, p. 210, nell\u2019ultima lettera a Tolstoj; p. 191, nella <em>Lettera a un hind\u00f9<\/em>, cap. V). Gandhi romper\u00e0 l\u2019equazione resistenza = violenza e far\u00e0 resistenza al male senza fare violenza. Del resto, Tolstoj ha precisato pi\u00f9 volte che intende l\u2019evangelico \u00abNon resistere al male\u00bb (Matteo 5,39, che \u00e8 per lui il nocciolo del messaggio di Ges\u00f9), come \u00abnon resistere al male col male\u00bb.<\/p>\n<p>Sia Tolstoj che Gandhi conoscono e hanno a che fare con le correnti terroristiche nei loro paesi. Vi si oppongono costruttivamente entrambi: Tolstoj pi\u00f9 sul piano morale-profetico, pre-politico; Gandhi pi\u00f9 sul piano attivo-politico, sulla base morale chiarificata da Tolstoj.<\/p>\n<p>Giuliano Pontara (<em>Saggio introduttivo<\/em> a Gandhi, <em>Teoria e pratica della nonviolenza, <\/em>p. XXVIII) scrive: \u00ab\u00c8 importante che la nonviolenza gandhiana non venga identificata con la posizione del tradizionale pacifismo religioso, del quale il maggior esponente \u00e8 forse Lev Tolstoj\u00bb.<\/p>\n<p><strong>7\/<\/strong>2<strong> \u2013 Sull\u2019uccidere<\/strong><\/p>\n<p>Pontara (ibidem, p. XXX) sottolinea che il rifiuto che Gandhi oppone alla violenza non \u00e8 di carattere assoluto.<\/p>\n<p>Addirittura, per Gandhi, \u00abuccidere pu\u00f2 essere un dovere\u00bb (ivi p. XXXIII e p. 69). Vedi il caso classico del pazzo omicida tra la folla, oppure l\u2019eutanasia per piet\u00e0, o il caso del cane idrofobo, o delle scimmie che distruggono il raccolto.<\/p>\n<p>Per Tolstoj, invece, il non uccidere \u00e8 assoluto; un vero cristiano non uccider\u00e0 nemmeno il pazzo dell\u2019esempio fatto da Gandhi (si pu\u00f2 leggere questo caso estremo, in <em>Il Regno di Dio \u00e8 in voi<\/em>, p. 40-41, riassunto in Milone, <em>Tolstoj e il rifiuto della violenza<\/em>, p. 122).<\/p>\n<p>Vedi anche il fatto, narrato da Tolstoj, dell\u2019esame di religione della ragazza, la quale afferma che uccidere \u00e8 sempre vietato, mentre il prelato insegna che \u00e8 permesso uccidere in guerra e come pena capitale (nell\u2019ultima lettera di Tolstoj a Gandhi, in Bori-Sofri, p. 211).<\/p>\n<p>7<strong>\/<\/strong>3<strong> \u2013 Sull\u2019abolire la violenza nella vita e nelle strutture<\/strong><\/p>\n<p>Per Tolstoj sono da abolire, mediante la noncollaborazione e l\u2019obiezione di coscienza, tutte le istituzioni, che usano la violenza.<\/p>\n<p>Per Gandhi, invece, nessuna attivit\u00e0 \u00e8 possibile senza un certo grado di violenza, quindi \u00abci\u00f2 che dobbiamo fare \u00e8 <strong>limitare questa violenza quanto pi\u00f9 possibile<\/strong>\u00bb. L\u2019imperativo di Gandhi non \u00e8 tanto il negativo \u201cAstieniti dalla violenza\u201d quanto il positivo (kantiano) \u00ab<strong>Agisci in modo tale che la tua azione porti alla maggior riduzione possibile della violenza a lungo termine e in tutte le sue forme!<\/strong>\u00bb (v. Pontara, citato, pp. XXXII-XXXIII).<\/p>\n<p>7\/4<strong> \u2013 Schematicamente:<\/strong><\/p>\n<p>Tolstoj \u00e8 predicatore-profeta, Gandhi \u00e8 sperimentatore-innovatore: \u00e8 stato chiamato il \u201cGalileo della scienza dei conflitti\u201d.<\/p>\n<p>Tolstoj rifiuta ogni violenza, Gandhi costruisce la cultura e i metodi per il superamento progressivo della violenza.<\/p>\n<p>7\/5<strong> \u2013 Sullo stato <\/strong><\/p>\n<p>Sull\u2019<strong>antistatalismo<\/strong> di Tolstoj, osservo (da uno spunto in Milone, p. 173) che l\u2019istituzione stato ha due facce, pu\u00f2 essere vista da due punti di vista:<\/p>\n<ol>\n<li>Un punto di vista pi\u00f9 pessimistico-disperato:<\/li>\n<\/ol>\n<ol>\n<li>Lo stato sancisce la violenza da cui nasce (E.      Krippendorff, <em>Stato e guerra<\/em>, Gandhiedizioni 2008)<\/li>\n<li>Lo stato pone qualche regola-limite,      imperfettissima, all\u2019<em>homo homini lupus<\/em><\/li>\n<\/ol>\n<p>c) L\u2019unica nonviolenza possibile \u00e8 la democrazia, cio\u00e8 contare le teste invece di tagliarle (\u00e8 questa la posizione di Norberto Bobbio e della sua scuola), cio\u00e8 il rispetto dei diritti umani e la tolleranza delle opinioni diverse.<\/p>\n<p>2 \u2013 Un punto di vista pi\u00f9 ottimistico-impegnato:<\/p>\n<p>a) La \u201clegge della vita\u201d \u00e8 la cooperazione sociale-politica; essere per gli altri, \u201camore\u201d effettivo (Tolstoj e Gandhi)<\/p>\n<p>b) Sorge una domanda-ricerca-speranza: la convivenza umana saprebbe attuarsi meglio con istituzioni associative nonviolente, invece che con l\u2019impero della legge sanzionata da pene, cio\u00e8 da violenza contro violenza? Tolstoj nega tribunali e pene; Gandhi oscilla tra il programma di autoamministrazione dei villaggi, senza potere statale, e un certo maggiore adattamento realistico allo stato.<\/p>\n<p>Due critiche dello stato:<\/p>\n<p>1 \u2013 di sinistra, in nome della nonviolenza: Capitini indica l\u2019onnicrazia (il \u201cpotere di tutti\u201d) come aggiunta e compimento della democrazia; e i \u201ccentri di orientamento sociale\u201d, invece dei partiti rivali, come luoghi di elaborazione condivisa delle scelte sociali.<\/p>\n<p>2 \u2013 di destra, in nome del liberalismo individualistico: v. la destra statunitense che insiste sul diritto costituzionale a difendersi da soli con le armi per non sottostare allo stato (<em>Internazionale<\/em> 22 ottobre 2010, \u201cCittadini a mano armata\u201d, pp. 56-60), a curarsi coi propri mezzi economici, giudicando \u201csocialista\u201d la riforma sanitaria di Obama, tendente all\u2019uguale diritto alla salute.<\/p>\n<p>Tra le dichiarazioni di Gandhi sullo stato, alcune spingono i nonviolenti a non accettare cariche politiche (come voleva Tolstoj), mentre altre volte Gandhi li autorizza. Nel 1940, Gandhi prevede uno stato nonviolento che non avr\u00e0 esercito, ma probabilmente avr\u00e0 ancora bisogno di una polizia: \u00abQuesto, lo confesso \u2013 dichiara Gandhi \u2013 \u00e8 un sintomo dell\u2019imperfezione del mio <em>ahimsa<\/em>\u00bb, ma \u00able sue file saranno composte da seguaci della nonviolenza. Questi saranno i servitori e non i padroni del popolo\u00bb. \u00abLa forza di polizia disporr\u00e0 di alcune armi, ma ne far\u00e0 uso solo raramente, se non addirittura affatto. Di fatto i poliziotti saranno dei riformatori\u00bb<sup><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2010\/11\/l%E2%80%99influenza-di-tolstoj-su-gandhi-enrico-peyretti\/#sdfootnote1sym\" >1<\/a><\/sup>. \u00abL\u2019India sta cercando di sviluppare una vera democrazia, ossia libera dalla violenza\u00bb<sup><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2010\/11\/l%E2%80%99influenza-di-tolstoj-su-gandhi-enrico-peyretti\/#sdfootnote2sym\" >2<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p>\u00c8 interessante evidenziare che proprio nel Sudafrica delle prime esperienze gandhiane, nei primi anni del Novecento, alla fine dello stesso secolo si \u00e8 verificato un importante e molto innovativo esperimento di giustizia nonviolenta con il processo \u201cVerit\u00e0 e Riconciliazione\u201d. Questo metodo, con la mediazione dello stato, ha affrontato le violenze dell\u2019apartheid razziale e le loro conseguenze non sulla base di pene vendicative, non di amnistie generali, ma mediante operazioni serie e concrete, veritiere, di riconoscimento della dignit\u00e0 offesa delle vittime da parte dei colpevoli, che ricevevano amnistia personale a condizione di ristabilire il rapporto umano violato e, in assenza di ci\u00f2, ricevevano le pene giudiziarie tradizionali.<sup><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2010\/11\/l%E2%80%99influenza-di-tolstoj-su-gandhi-enrico-peyretti\/#sdfootnote3sym\" >3<\/a><\/sup><\/p>\n<p>Enrico Peyretti, 24 novembre 2010<\/p>\n<p>Testo per il convegno di studi nel centenario della morte di Lev Tolstoj, indetto dal Centro Gandhi e dal Corso serale dell\u2019IPSSAR G. Matteotti<\/p>\n<p>Pisa 16 novembre 2010<\/p>\n<p>Note<\/p>\n<p>1<em>Teoria e pratica della nonviolenza<\/em>, p. 144. Su questo punto \u00e8 necessario ricordare la differenza tra forza e violenza, contro una confusione verbale anche voluta (vedi l\u2019espressione corrente \u201cforze armate\u201d per dire l\u2019esercito attrezzato per la violenza, non per la sola forza di contenimento), quindi la differenza tra polizia ed esercito. Vedi l\u2019articolo <em>Distinzione tra forza e violenza<\/em>, in http:\/\/db.peacelink.org\/tools\/author.php?l=peyretti&amp;p=2<\/p>\n<p><sup>2<\/sup> Ivi, p. 141.<\/p>\n<p><sup>3<\/sup> Cfr una sintesi della vicenda nel mio contributo al volume di AA VV, <em>Teoria e pratica della Riconciliazione<\/em>, Edizioni Qualevita, 2009, (<span style=\"text-decoration: underline;\"><a href=\"mailto:info@qualevita.it\">info@qualevita.it<\/a><\/span>), pp. 39-50.<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2010\/11\/l%E2%80%99influenza-di-tolstoj-su-gandhi-enrico-peyretti\/#sdfootnote1anc\" >1<\/a> <em>Teoria e pratica della nonviolenza<\/em>, p. 144. Su questo punto \u00e8 necessario ricordare la differenza tra forza e violenza, contro una confusione verbale anche voluta (vedi l\u2019espressione corrente \u201cforze armate\u201d per dire l\u2019esercito attrezzato per la violenza, non per la sola forza di contenimento), quindi la differenza tra polizia ed esercito. Vedi l\u2019articolo <em>Distinzione tra forza e violenza<\/em>, in http:\/\/db.peacelink.org\/tools\/author.php?l=peyretti&amp;p=2<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2010\/11\/l%E2%80%99influenza-di-tolstoj-su-gandhi-enrico-peyretti\/#sdfootnote2anc\" >2<\/a> Ivi, p. 141.<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2010\/11\/l%E2%80%99influenza-di-tolstoj-su-gandhi-enrico-peyretti\/#sdfootnote3anc\" >3<\/a> Cfr una sintesi della vicenda nel mio contributo al volume di AA VV, <em>Teoria e pratica della Riconciliazione<\/em>, Edizioni Qualevita, 2009, (<span style=\"text-decoration: underline;\"><a href=\"mailto:info@qualevita.it\">info@qualevita.it<\/a><\/span>), pp. 39-50.<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2010\/11\/l%E2%80%99influenza-di-tolstoj-su-gandhi-enrico-peyretti\/\" >Go to Original \u2013 Centro Studi Sereno Regis<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>1- Alcuni caratteri del pensiero di Tolstoj 2- Come Gandhi conosce Tolstoj 3- La Lettera a un ind\u00f9, di Tolstoj, conquista Gandhi 4- Carteggio Gandhi \u2013 Tolstoj 5- Che cosa Gandhi deve a Tolstoj 6 \u2013 Gandhi dice le differenze tra lui e Tolstoj 7 \u2013 Differenze oggettive Tolstoj-Gandhi<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[46],"tags":[],"class_list":["post-8629","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-original-languages"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8629","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=8629"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8629\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=8629"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=8629"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=8629"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}